WSC-25m – day5/Sette spose per sette fratelli e sparizioni improvvise…sarà colpa di Aliena?

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Credit foto Fogliani

di Mauro Romanenghi

In una giornata amara spesso bisogna trovare anche modo di sorridere. Io l’ho trovato dal mattino sapendo che oggi dopo una dura giornata di allenamenti, dopo le gare di salvamento degli Assoluti di Milano, dopo staffette master squalificate per motivi assurdi da giurie incomprensibili, cronometraggi in tilt e apparecchi fotografici scordati, dopo duecento chilometri macinati mi aspettavano al Posallo di Colico per i pizzoccheri e il brasato di cervo. Mi dispiace per vegani, vegetariani, amanti dei cervi e tutti quanti coloro che sono contro il consumo di carne ma su questo sono irremovibile, il brasato di cervo è un mio diritto. Se avete problemi, ne discutiamo davanti a un ragù di cinghiale. Per Orsi, invece , vanno bene i tortellini.

 

Oggi per l’Italia giornata amara, con due simpatici boschetti, un quinto posto a mezzo secondo dal podio e una mancata qualifica dei due ranisti azzurri bisogna vedere anche i sei dico sei record italiani (e non tre, come dice Mecasacchi). Il doppio della 4×200 azzurra, la mista veloce maschile, la Di Liddo, la Cusinato e la Carraro. Giornata a trazione rosa.
E piangono anche gli USA oggi come ieri solo un misero oro. Poveri USA…e povero anche Trump (cit. Enzo Jannacci).

 

A proposito di 4×200, la stampa specializzata titola il progetto staffette funziona. Partiamo dai complimenti per il doppio record.
Però “progetto staffette” per la 4×200 azzurra mi sembra quantomeno azzardato: la Pellegrini, una fondista che tutto fuorchè duecentista è, una dorsista girata alla bisogna e una Musso in ripresa ma non al top.  Io voglio molto bene a tutti i nostri atleti ma un progetto staffette è un’altra cosa.

La Cusinato non è distantissima dalla medaglia come ho sentito dire: mezzo secondo non è un’eternità ma una bracciata. Ce la farà. Ne siamo sicuri.

Adesso tutti si daranno il merito dell’argento di Orsi: ha pranzato con noi, ha fatto un selfie con noi, ha partecipato al nostro scopone scientifico di Natale, al nostro meeting della Befana.

Continua il sondaggio sugli inni. Ragazzi quello americano non mi piace, quello inglese è tristissimo, salviamo quello russo. Se proprio lo spagnolo non vi va, almeno quello brasiliano. Allegro, ritmato. No eh?

A proposito di Brasile, nonno.zio Santos vince e sfiora il suo mondiale. Tripudio in tribuna.

Col Brasile fanno festa in sette oggi. Sette ori per sette nazioni diverse: Russia, Brasile, USA, Giappone, Cina, Giamaica e Hosszu (naturalizzata ungherese).

Domanda.
A un certo punto, su raisportweb Mecasacchi svanisce dal commento.Dove saranno finiti? Ricompaiono solo per la Carraro e la 4×200 femmine. Allora noi puntiamo il dito sugli alieni. Anzi su Aliena Schmidt, la tedescona della rana. Con un nome così, il mistero è tutto un programma.

Continuano i misteriosi segni sugli atleti cinesi. Stavolta la vittima è la Zhu. Concordo con Mecasacchi io la medicina cinese non la voglio in casa mia.

Daiya Seto: quando la gara dei 400 misti è una lotta con la linea rossa del record del mondo. Che ti scappa via inesorabile ai 375 e vince. Sul podio ci va Daiya Seto, la linea è stata squalificata per virata irregolare frazione dorso.

Allora due cose sulla Di Liddo. La prima complimenti per il suo record dei 100 farfalla. La seconda, i complimenti sono subordinati al fatto che non ci smarronino più sul fatto che è stanca perchè deve marciare. Leclos ha fatto 45”9 nei 100 stile ed è uscito di corsa per prepararsi alla finale dei 50 farfalla dopo dieci minuti. Direi che un religioso silenzio è il miglior giudizio.

Chiudiamo con il record della Carraro. Anche qui punto primo complimenti per il record da 1’04” che la porta in una dimensione notevole. Però sulle virate c’è ancora tanto, tanto, tanto lavoro da fare. Continua a leggere

WSC-25m – day 2/Fu.. USA Today?

di Mauro Romanenghi

WSC-SC day2 - Victory Ceremony

WSC-SC day2 – Victory Ceremony

Ieri si canticchiava che non era ancora il giorno degli USA: infatti a fine giornata vincevano le due staffette con record del mondo maschile, anche se con patemi. Beh oggi cinque successi, le due staffette dominate con due record del mondo massacrati, e altri tre titoli. Visto che i titoli assegnati oggi erano otto, fate voi.

Facciamo un po’ come MecaSacchi e iniziamo così.
Domanda: ma perché nella vasca di riscaldamento mettono le piastre? A che serve? A prendere i parziali dello scioglimento?

La staffa mista giapponese si presenta in vasca così: Takemura-Teramura-Soma-Sato. Non è uno scherzo né un noto scioglilingua nipponico. Naturalmente la dorsista si arrampica sul dispositivo come ieri per salutare le compagne prima del via.

Fu Yuanhui 1: Al via della staffetta primo piano sulla dorsista cinese pazza, la Fu. Che si presenta con segni di artiglio sulla spalla, che solo una tigre siberiana può procurare. Visto il soggetto, ho paura di quello che può avere fatto prima della gara.

Per fortuna che VDB era inciccito… vero moglie? Pronti via passaggio in 25”9 ai 50.
(Ehi! Io ho detto “sembra inciccito!”)

Quando una delfinista incontra la Hosszù, la delfinista è morta. Questo un famoso detto di Sergio Leone. La delfinista oggi era la Dalhia, al secolo Kelsi Worrell. Forse la staffetta nuotata poco prima ha un pelo influito…

Niente la Cina oramai ha deciso di mandare i suoi atleti nello spazio. Lo prova la tuta dal taglio tipo NASA indossata dai ragazzi cinesi. Mi aspetto di vederli comparire col casco da un momento all’altro.

Adesso va di moda a dorso entrare alla c***o. Così Kolesnikov si butta a capofitto di testa, il cinese girato di schiena. Lanciamo la nuova moda per l’entrata più originale. Capisco la scaramanzia… però a tutto c’è un limite.

Fu Yuanhui 2: la cinese pazza si presenta sul podio con gli stivaloni imbottiti da neve, saltellando come una forsennata. Ma fa veramente così freddo? (“Nevica, fai tu” dice mia moglie)

Finale dei 50 rana. Vince la Atkinson. Inquadratura sulla famiglia: padre, madre, una ragazza (sorella?), tre bambini (fratellini? nipotini?). Tutti con giaccone multicolor. Di fianco un tifoso con il parka. Sì, fa freddo, è ufficiale.

Morini non solo social. Si erge a capotifoseria sulle tribune. Irriconoscibile. O forse lui è veramente così!

Continua purtroppo la collezione di legno pregiato. Stavolta lo prende il buon Fabio. In una gara in cui dal primo all’ultimo c’è un secondo, che a rana è un amen.

Passano cinque minuti e arriva il bronzo, che resta… in famiglia. La Carraro però è la campionessa mondiale dei 25 rana: un missile.

Oggi si sbanda parecchio a dorso. Kolesnikov è il primo a farne le spese e secondo me alla virata dei 75 ci lascia la vittoria. Poi tocca anche alla Baker, strafavorita nei 100 dorso femmine. Forse ci sono delle correnti sottomarine…

Fu Yuanhui 3: E dopo l’ennesimo record degli USA lanciati da un Dressel a 20”43 nella mista stile, vi lascio con questo…enjoy! 

WSC-25m – day 1/Per l’Italia un bel boschetto con l’effigie di bronzo

di Mauro Romanenghi

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Quale Wang? – RAI sport

L’Italia arriva in Cina a questi Mondiali e le notizie arrivano dal Morini social, che pubblica le foto del palazzetto, le foto della riunione atleti, le foto degli atleti che si scaldano. Insomma per essere un allenatore tipo generale Lee è molto moderno. Come dice Borghese, questo social, mi piace: Dieci!

Naturalmente la prima cosa per mia moglie è la forma degli atleti e la moda.

Sulla forma degli atleti non si pronuncia fino a VDB, al secolo Cameron van der Burgh, che lei trova un po’ ingrassato dopo il matrimonio… si sa, il benessere…
Poi andiamo sulla moda: abito delle hostess delle premiazioni, bocciato. Poi è viola…brrr.

E allora parliamo di queste premiazioni. Che vedono subito protagonista il gemello Gabriele. Ma l’importante è la megascritta che annuncia che stanno arrivando le premiazioni, in doppia fila: impossibile sbagliarsi.

Parliamo anche di prestazioni. Rapsys vince il 400 sparando questo 1’45” nel primo duecento. Non lo segue nessuno. E lui ringrazia.

La collezione del boschetto di oggi inizia con la Pellegrini, continua con la Cusinato e finisce con la 4×100 stile. Ma quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Un boschetto di legno pregiato, con prestazioni maiuscole condite da un record personale (Cusi), un record italiano (staffa veloce) e dal personale stagionale (Pellegrini). Come diceva la pubblicità, che volete dal cavalier Condorelli, il sangue?

Staffa veloce italiana aperta da Santo eccetera Condorelli. Appunto. Un filo osato il passaggio, a un decimo da Dressel (mica l’ultimo dei pirla). Un po’ duretto il finale ma insomma un 46”7 non disprezzabile. E non buttiamo tutta la croce sempre addosso all’ultimo: Zazzeri è stato il miglior lanciato della compagnia e ha sparato un 46 netto. Solo che ha trovato un brasiliano da 45”6. Touchè. Mia moglie mi ricorda che oggi è il compleanno di Marco Orsi. Ecco, Marco: ci piace che tu lo abbia festeggiato dando del filo da torcere ai brasileros in acqua!!

Non male comunque una staffetta dove la prima fa il record del mondo (USA) e la seconda il record europeo (la Russia). Non abbiamo controllato se il Brasile ha fatto il suo primato nazionale, che poi sarebbe record del Sudamerica… per quello che vale. Non sappiamo se la stampa specializzata se ne sia accorta. In ogni caso, la quarta (cioè l’Italia) il record nazionale lo ha fatto abbondantemente. Immensi, ragazzi.

E allora abbiamo trovato il nome di Condorelli: SYC, come dice mia moglie. Per chi collabora con NIC e SIC, direi che è la giusta chiosa. E Marco Agosti ringrazia. Noi come al solito ci prendiamo la paternità, poi ognuno farà quello che vuole.

Se non ho visto male Condorelli ha un po’ di ciuffi che sbordano dalla sua cuffia. E ora chi lo tiene più Ceccon? Già la vedo la staffetta di capelloni italiani schierata in finale olimpica. Altro che il Monza di Berlusconi senza tatuaggi e capelli corti.

I brasiliani si vede come sempre che la vasca corta la amano moltissimo. Io invece amo le inquadrature sulla squadra brasiliana soprattutto nel comparto femminile, che ha sempre il suo perché (no comment, dice mia moglie).

Sempre su Ceccon, al mattino c’è scritto sulla stampa specializzata che ha patito le fatiche del dorso e non si è qualificato. La Hosszù invece non patisce nessuna fatica e prima vince i 400 misti poi centellina le forze e entra in finale nei 100 dorso. Ultima apnea spaziale. Bentornata Ironlady (mi rifiuto di chiamarla Sid). Forse bisogna imparare da lei: speriamo.

Oh insomma la coppia della rana la dobbiamo citare. Scozzoli primo tempo nei 100 e Carraro che fa due record italiani: prima in batteria e poi in semi scende sotto i 30” e bene, in 29”79. Siccome non può abbracciare Scozzoli abbraccia la Casti… che invece è contentissima del suo tempo in semifinale visto che ha peggiorato. Buon viso a cattiva sorte.

Parlando nel podcast con gli amici di OAsport, ci chiedevamo quale cinese sarebbe spiccato. Enrico Spada ha scommesso su Wang. Ha vinto. Bravo Enrico come premio un salame felino che ovviamente essendo a dieta non potrai consumare. Ti aiuteremo noi.

La giapponese Akase se si arrampica ancora un po’ sul dispositivo del dorso esce dal blocco di partenza: guardava in faccia il giudice. Forse un filo altina, eh.

Le novità di questo mondiale: le fotine prima della gara. Carine. Il migliore il ranista SCHWINGENSCHLOGL: l’unico che per scriverlo qui devo fare copia e incolla dai risultati. La sua barba alla Over the Top come dice Mecasacchi è impagabile.

Luca Sacchi che la tira in tutti i modi agli USA: i quali infatti rischiano di perdere sia la staffetta veloce femminile sia la maschile. L’ultimo frazionista della 4×100 stile esulta come un bambino ma non tanto perché hanno vinto, quanto perché Dressel gli ha detto cosa gli sarebbe successo se si fosse fatto battere da Kolesnikov. Non posso scriverlo qui perché ci sono anche stomaci delicati.

Vabbè: la mascotte mi fa cagare anche qua. Non ci posso fare niente. Pure il nome fa cagare. Do ragione allo sciamano Sacchi stavolta.

La cosa più impressionante comunque sono i deltoidi di Wang, dopo i 200 misti. Over the top!

Mussi Lombardi Femiano 2018 – trofeo supersprint!

di Mauro Romanenghi

Scalia-Panziera/RAISport

Scalia-Panziera/RAISport

Un Mussi-Lombardi-Femiano sprint che più sprint non si può. Un’ora e mezza di gare una via l’altra, a Livorno. Per esigenze televisive si viaggia velocissimi senza premiazioni, senza fiato e senza pausa. Pure le interviste devono essere sprint: quindi assistiamo a botta e risposta fra ragazzi e ragazze ansimanti e una Caporale in splendida forma.

Prima di iniziare i commenti entro in modalità seria. Vari atleti ricordano Amelia Sorrentino, figlia di Corrado e Rossana. Lo facciamo anche noi di acquastampata. Va bene scherzare, ma su alcune cose purtroppo non si può. Ciao Amelia, e un abbraccio a Corrado e Rosanna.

Rientro in modalità commento.

Nobilita la gara il nostro amico Chad Leclos. Che dà lezioni a tutti sulle apnee. Soprattutto nell’ultima dei 200, dove saluta Ciampi con la manina e si invola. Io l’ho visto dal vivo. Quando uno è di un altro livello si vede sempre. Anche a novembre a Livorno. Un 100 farfalla spaziale, da 49”5. Ma le sue magagne se le porta sempre dietro. L’arrivo dei 50 farfalla è tutt’altro che perfetto, e i suoi schianti in virata sono proverbiali tanto quanto le sue sub. Ma noi Chad ti vogliamo bene lo stesso.

Allora.. la stampa specializzata non si avventura in grandi voli pindarici sui convocati… paura eh? Invece io mi butto. Intanto fanno il tempo qui Carraro, al personale, nei 50 rana. Orsi, nei 100 misti. Rivolta, nei 100 farfalla. Zazzeri nei 100 stile. Poi chi altri verrà portato?
Molti parlano di 4×200 femmine, altri di completare le 4×200 e 4×100 stile maschi. Altri della convocazioni del buon Martinenghi. Insomma, al mio calcolatore sicuri sono 28. Vediamo cosa succederà.

Nella 4×200 femminile sarei curioso di capire chi la stampa specializzata pensa di portare insieme alla Pellegrini. Considerato che qui ha vinto la Letrari, nota duecentista, aspetterei ancora un po’ per vedere i progressi delle specialiste. Poi se ne può anche parlare. Prima magari averne 4-5 da 1’55” in corta non sarebbe male.

Noto sulla stampa specializzata che l’uso del fattore X prende piede. Adesso siamo al fattore C dei misti. A voi scoprire chi sono. La fantasia al potere, sempre.

Vi aiuto. Parliamo del talentuoso Ceccon, che lui stesso nella sua intervista post gara si definisce un bel babbo. Infatti non solo rallenta ma come dice Sacchi con il suo arrivo panoramico si gioca un record italiano assoluto, il primo tra l’altro. Ma ammette candidamente che sarà per un’altra volta. Come a dire tanto miglioro di sicuro e quindi se miglioro, il record lo faccio. E devo dire che non posso che dargli ragione.

Guardavo ieri sempre Thomas Ceccon e non so… non sembra mostruosamente simile a Martinenghi? Così…per dire.

Cusinato: lavori duri per lei. Duecento stile, duecento misti, quattrocento stile. Più altre gare mattutine. Bell’allenamento. Per festeggiare il compleanno del Moro. Come dice Detti, se non le spari va avanti sempre. Beh, non spariamole.

Ottime cose anche dal dorso. Matteo Milli il mattatore qui, sfiora il tempo sui 50. Veramente bellissime le apnee del ragazzo di Roma. Ma le apnee ancora più efficaci sono quelle della Scalia, che stacca il primato italiano sui 50, che cercava da due settimane ed era maturo come i cachi sull’albero nel giardinetto sotto casa mia. Quasi ride la Silvia, che Luca Sacchi da in superpompa, qualsiasi cosa significhi. Il tempo limite non c’è, però insomma la via è tracciata. E mandiamolo sto bacio al fidanzato della Scalia, perbacco. Per una volta che si lascia andare.

Di fianco alla Scalia, la Panziera. Che si permette di paragonarsi alla Hosszù con tre gare in un pomeriggio. Margherita ti voglio bene ma non scherziamo col fuoco.

Rivolta, il Casper della farfalla, torna a sorridere dopo una buia estate. Lui ai Mondiali ci va sicuro, e il duello con Codia si perpetua.

Oggi parlo solo di ragazze, ma va così. La Carraro stacca anche lei il biglietto per la Cina. Ma non di un centesimo, cara Martina. Comunque la rana è cambiata, ha ragione. E hai ragione Martina, nuoti sempre benissimo. Ma nei 50 per ora meglio. Ma dai, un bel 1’06” non si butta via.

Si rivede la Pirozzi, che le sue peregrinazioni hanno portato a Trieste. La lince Pirozzi passa dalle Piramidi alle Alpi, dal Manzanarre al Reno. Alla ricerca di cosa non si sa. Speriamo che lei lo sappia, perchè oramai ha girato dappertutto. E intanto il tempo passa e le occasioni pure.

A volte in questi meeting troviamo atleti non di primissima fila ma che insomma si danno da fare e qualche soddisfazione se la tolgono, Qui Nicoletta Ruberti va al personale e al nono tempo alltime nei 50 stile. E diciamolo che noi guardiamo tutti!

Diamo conto degli ultimi due ragazzi che hanno fatto il tempo.

Marco Orsi vince i misti con un ottimo tempo, e stacca anche lui il tempo limite. Nei 50 vuole la vittoria su Bocchia e la ottiene. Pollice verso per Nerone-Orsi verso Spartaco-Bocchia. Ma nonostante le previsioni dello sciamano MecaSacchi, nessun segno di questa diatriba sulla stampa specializzata.
Anche Lorenzo Zazzeri fa un’ottima prestazione nei 100, rendendo la vita difficile al nostro amico Chad. Non è il personale, ma poco ci manca. Insomma, se uno così non è papabile, allora chi lo è? 

Città di Milano 2018 giorno 2 – spaghetti dal Sudafrica

di Mauro Romanenghi

foto Day2

Argh! (credit: Mauro Romaneghi)

La cosa migliore del secondo giorno secondo me sono state le interviste di Walter Bolognani. Questa è la legge del contrappasso: la sua ritrosia nel farsi intervistare ha subito la pena dantesca e così si è trovato (peraltro egregiamente) a farsi dare del bello da Chad Leclos, che così ha dimostrato che l’Italia non è solo spaghetti, pizza e mandolino come Walter ha chiesto. Giganteggiato da Proud (che per fortuna gli ha stretto la mano solo formalmente, altrimenti ci saremmo trovati un selezionatore della giovanile menomato) ha poi ingaggiato un duello verbale con la Bonnet, che ha qui infilato un poker di vittorie peraltro di squisita fattura.

Dopo aver vinto i 50 farfalla si è presentata in quattro-minuti-quattro e ha stampato 55”3 nei 100 stile. Onesta.

Nel mio personalissimo cartellino delle bellezze del trofeo però non trova posto sul podio, dove svetta Simona Baumrtova, ieri vincitrice nei 100 dorso in 1’00”41. I gestori della piscina di Mecenate fanno sapere che manderanno il conto dei danni alla corsia 4 dove la Simoncina ha urtato violentemente dopo aver sbandato agli 85 metri, danneggiando tre dei galleggianti gialli. Coraggio Simona siamo tutti con te.

Al secondo posto una bellezza poco appariscente (nel senso che nelle finali del pomeriggio non è apparsa). Sara Alesci all’argento ma non per distacco. La prossima volta ti vogliamo anche al pomeriggio.
Al terzo Martina Carraro, che però è al primo posto nei 50 rana. Doppia vittoria per lei, oggi non serviva neanche il cartonato.

Anche il sabato fortunatamente nessuna vittima nelle esibizioni da telefono azzurro. I bambini hanno tentato in tutti i modi di schiantarsi sui blocchi Omega o nel cartonato rosso della Nuomil che nascondeva le bruttezze della Daniela Samuele. Non ce l’hanno fatta e questo è già un successo.

Successo che ha arriso a molti dei nostri. Duellone nei 100 rana tra Scozzoli e Poggio, redivivo dall’Inghilterra. Sul filo dell’1’01”, niente di che in un Trofeo che chiedeva solo di vedere a che punto siamo.

Siamo a buon punto per il dorso di Ilaria Cusinato. La frazione ben nuotata, anche più veloce della livornese Sara Franceschi che di solito la recupera, dimostra che la cura tecnica ostiense comincia a dare buoni frutti. Si scende sotto i 4’40”, un tempo che in Italia dice qualcosa, in Europa al momento no. Vedremo, speriamo, la prossima estate. Nei 200 farfalla bene la Bianchi, per ora siamo  a 2’10” per lei e Polieri… insomma niente male. E niente male neanche la Caponi nei 400 stile, la aspettiamo a Riccione: lei vale 4’05” secondo le voci che ho sentito. Bisogna farli.

Per il resto, ieri, a parte la cotoletta alla milanese a pranzo, da segnalare come valore assoluto ci sono le tre vittorie con prestazioni cronometriche ottime di Proud (21”64 nei 50 stile) e di Leclos (nei 100 farfalla 51”36 con Matteo Casper Rivolta a 52”90 a osservare i piedi del ragazzo Energy) e di Desplanches nei 200 misti in 1’59”45. Ricordiamo che fra un mese i due ragazzoni Energy dovranno dare battaglia ai Commonwealth Games, che per i sudditi di sua maestà sono più dei Mondiali!!!

Tre record del meeting che credo siano destinati a durare parecchio, dando lustro a una manifestazione che sia avvia al decennale ma che merita, secondo me, che Milano cominci a pensare a una sede decente. Perché a partire dall’ingresso fino agli spogliatoi, i bagni, il piano vasca e la tribuna, Daniela (e Milano) comincia a meritare di meglio.