FuoriOnda 18 – Carlotta Gilli, un’atleta tutto d’un fiato

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, oggi in totale autonomia al Settecolli di Roma 2018. In redazione come sempre Marco Agosti. Supporto morale di Mauro Romanenghi e Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro.

Ospite Carlotta Gilli, atleta della Rari Nantes Torino e delle Fiamme Oro pluricampionessa mondiale del nuoto paralimpico, atleta di nuoto e nuoto per salvamento.

Come una macchinetta Carlotta Gilli ci spiega la sua situazione attuale, la sua partecipazione al Settecolli e la sua sorpresa per i tempi ottenuti. E poi sempre spedita verso gli Europei di luglio, a Dublino. Come per il nuoto, patria della birra.
Attendiamoci da questa macchina da guerra delle belle soddisfazioni. E siamo sicuri di ritrovarci più avanti: sempre su FuoriOnda, l’unico podcast sul nuoto italiano e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 1 luglio 2018 allo Stadio del Nuoto di Roma durante la 55° edizione del Settecolli.

credit foto: Laura Vergani/acquastampata

FuoriOnda 17 – Piscine Castiglione… piscine olimpiche ma non solo dal 1961!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, oggi in totale autonomia con l’avallo del marito e del Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti tutti al femminile: Annalisa Colletto, Elisabetta Ferrari e Leda Uggeri.

Oggi puntata rosa. Insieme a quattro donne (ci teniamo a farlo notare: puntata di sole donne, oggi, siamo meglio delle quote rosa dei 5stelle) facciamo un giro nella sede di Piscine Castiglione ovvero Myrtha Pools come molti di voi li conoscono. Ci hanno invitato proprio lo scorso anno a Budapest, dove ci siamo conosciuti rischiando la fucilazione sulla piattaforma dei tuffi dalle grandi altezze.
Partendo dal 1961 e passando da Roma 1994 sul centralino del Foro Italico con piscine temporanee e piscine per il sincro alle piscine permanenti fino ai parchi acquatici, parliamo di vasche a tutto tondo.
Dove sono? Quali sono? Beh mi dispiace ma se vi interessa come si fanno le piscine, dove sono e dove saranno, come si fanno, che fine fanno, dovete ascoltarvi la puntata numero 17. Noi non crediamo alla sfortuna quindi ci rivediamo alla prossima puntata di FuoriOnda, l’unico podcast in Italia sul mondo del nuoto… e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 24 maggio 2018 presso la sede di Piscine Castiglione.

credit foto: Laura Vergani/acquastampata

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior: e chiamatele Anastasia!

di Mauro Romanenghi

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Roberta Circi a podio – credit: Mauro Romanenghi/LEN

Lo avevo detto che da quello visto sabato pomeriggio mi aspettavo delle belle cose l’ultimo giorno. E insomma non sono stato smentito.

Se volete avere una campionessa di nuoto, deve nascere Anastasia. Oggi il bottino è di due ori e due argenti (più uno perso per squalifica). In totale sette finaliste, ben tre nei 50 farfalla. Chiamatela coincidenza… o Anastasia.

Trombe del giudizio e luci psichedeliche. Le prime quelle dei tifosi, forse non tanti come dicevo ma rumorosissimi. Le seconde quelle sotto i blocchi di partenza, rosso acceso. Per i non udenti (ce la avevano tutti, a prescindere). Giusto così, clima da disco, musica e luci per tutti.

Anche oggi magiari e russi sugli scudi. D’altronde hanno dominato il medagliere (30 ori sui 44 disponibili).

Derby russo nei 100 dorso femminili fra Vaskina (ok) e Avdeeva (nome: Anastasia). Vince la prima. Vaskina che è del 2002, e fa 59”90. Non sfigura la D’Innocenzo che stabilisce con 1’01”08 il nuovo primato italiano Junior e va sul podio. Avesse fatto qualcosa di simile ieri in staffa mista forse un argento in più ci stava. Ma del senno di poi son piene le fosse.

Fusco e il riscatto della convinzione. Che era solo una giornata storta. Forse l’oro più certo della trasferta. Ma va bene così.

Nei 400 misti gli ultimi 10 metri del russo Stupin un calvario, ma ce la fa lo stesso.
Nella finale c’era Sarpe. Che fa 4’28”, sei secondi più del personale. Ma soprattutto 1’20” a rana. Non sarà contento, Pietro Paolo. Neanche noi, ma meno.

Nei 100 rana segnaliamo che vince una lituana, come Ruta, e che la seconda si chiama… indovinate? Bravi.

Duecento metri stile speravo nei fuochi d’artificio, purtroppo siamo all’ultimo giorno e forse le energie si stanno spegnendo. Vince quindi chi si spegne meno: Milak, chiusura in 26”29 e oro in 1’47”19. Argento a Loktev, già autore di un 1’47” nella 4×200. Poi si gioca a chi non muore e nella lotta la spunta uno svedese… e qua ci prendono gusto e vanno a vincere i 50 stile con Seeliger. Bella Svezia all’ultimo giorno. Ricorda qualcosa?

Thomas Dean, 1’47”6 in semifinale, 1’49”9 in finale: quando la faccia dice tutto.

Seconda gara a chi peggiora meno. Stesso ragionamento dei maschi. Duecento misti donne. Prima Anastasia, seconda Anastasia, terza una certa Circi Roberta dalla otto. Che fa la sua gara, e pur non migliorandosi arriva sul podio seconda per squalifica di Anastasia. Podio su cui sale tutta arruffata come se passasse per caso di lì e l’avessero chiamata. Anche la virata dorso-rana è un po’ a caso: entro terza esco sesta. Rivedibile, ma un punto di più al suo voto per avere battuto la Kesely all’arrivo: mica pizza e fichi.

La prima dei 200 misti, tal Anastasiia Sorokina, è del 2004 e ha fatto 2’14”. Niente di eccezionale, vediamo tra qualche annetto.

Non per essere pedante, ma la vincitrice bielorussa dei 50 farfalla si chiama Anastasiya Shkurdai. Giuro che ho finito. Ah no, c’erano due bielorusse in finale con lo stesso nome.

Per chi avesse dei dubbi che siamo in Finlandia le vallette sono tutte bionde tranne una, la più lontana dal podio. Un segnale?

Non ho capito gli accoppiamenti delle premiazioni. Una signora bassa e piccolina con uno stangone. Ho le foto, per chi non ci crede.

Mi chiedevo se Burdisso, come Ceccon, non fosse tanto in forma. Poi se uno fa 52”88 alla fine qualcosina ne ha. Sballottato qui e là…

Le gare degli 800 sempre più emozionanti: anche quando sono le 4×200. Oggi 4 staffette protagoniste fino alla fine. Stavolta la legge Kesely è rispettata, e arriva il quinto oro dopo la sconfitta dei 200 stile. V for Vendetta.

Un bilancino finale semiserio ci sta. Italia è decima nel medagliere. Risultato un po’ bugiardo. Come numero sono quarti, anche più dei britannici terzi nel medagliere. A punti terzi, di pochissimo ma dietro alla Gran Bretagna. E’ vero, molti giovani. Ma anche la Russia. Poche scuse. L’inno ci è mancato. Ma vi voglio bene lo stesso, anche se Jason vi mozzerà le mani.

Alla prossima.

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior: faccia di bronzo

di Mauro Romanenghi

45th European Junior Swimming Championships, Podium

Podio 800sl M – credit: LEN – Deepbluemedia/Andrea Masini

Arriva il giorno quattro.
Stavolta le gare le ho viste tutte. Non ho ancora parlato del tifo pauroso che si scatena in vasca: non ho capito se c’è tantissima gente o se chi c’è fa un casino pazzesco. Poi sembra che ci siano delle rock star: grida esasperate, soprattutto di ragazze. Non è che si sta formando una boy band? Anche in considerazione della musica figa che mettono.

Poche medaglie per l’Italia. Ce lo si aspettava, però tante tante finali per ragazzi spesso dell’anno piccolo. Medaglie buttate ce ne sono, ma confido che succeda qualcosa domani. da quello che ho visto oggi.

Mi hanno chiesto delle prestazioni di Ceccon. E io che ne so come sta Ceccon? Formulo tre ipotesi.

Ipotesi uno: sta male.
Ipotesi due: sta preparando gli Europei assoluti.

Se l’ipotesi due vale anche per Milak e Kolesnikov, beh attenzione ai record mondiali delle loro gare.

Freya Anderson sembra passeggiare nei 50. Solo Popov aveva una frequenza così. Mi perdoni lo zar. Ma basta per vincere anche i 50 stile: per ora.
Notizia del giorno: Kesely perde allo sprint nei 200. Essere piccoli ha anche degli svantaggi.

Masciopinto migliora ogni turno, un po’ come il vino in botte. Arriva fino a 25”80 e al sesto posto. Considerando che ci è arrivata spareggiando al mattino quindi dopo 4 da 50, non male.

Se ti chiami Anastasia, il tuo futuro è assicurato. Anche se si scrive Anastasiya. E allora partiamo a tuono in 27”0 nei 100 delfino e che la zarina russa me la mandi buona. Oro a pari merito con l’inglese. Per correttezza, Anastasiya Shkurdai è bielorussa.

Faccia di bronzo e fanno tre, Ma stavolta sudatissima. Il finale a 5 non regala nulla, infatti l’argento francese Beaugrand fino a 100 metri dalla fine era quinto. Calloni non è finissuer, ribadisco. Ma stavolta di grinta mette la mano e salva il bronzo pur essendo il più lento dei cinque. La tattica di seguire il vincitore ai 300 metri ha pagato. E così dopo 400 e 1500 anche gli 800. Purtroppo unica medaglia oggi.

Mista mista: vedo la formazione, e mi convinco che a questo punto il CT Walter “Jason” Bolognani stia facendo girare un po’ tutte. Difatti entra la D’Innocenzo, a questo punto. Una staffetta che nonostante la corsia 8 ritengo da podio. E lo è fino a 10 metri dalla fine. Quando tutto gira per il verso sbagliato.

Voi mi dite e l’ipotesi tre di Ceccon? Ah allora vi siete accorti che ne manca una.

Un abbraccio a tutti i ragazzi.

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior notizie express

di Mauro Romanenghi

45th European Junior Swimming Championships, Podium

Podio 4×100 mista F – credit: LEN – Deepbluemedia/Andrea Masini

Perdinci non sono riuscito oggi a vedere tante gare. Anzi. Solo due gare. Le staffette. Per cui parlo di quelle.

La 4×200 vede al titolo Israele. Che può schierare tal Lochtev da 1’47” al via. Mica cazzi. E poi chiude con Frankel, 1’47”7. Avercene.
Questo tale Frankel, arriva e si gira e sembra che sia morto qualcuno. Occhiaie nere, scuro in volto. La felicità sta di casa dai Frankel.

Nella Russia se non ti chiami Anastasia non puoi fare la staffetta mista. L’unica eccezione è Elizaveta, ma solo perché fa 54” a stile. Altrimenti niente.

A proposito della staffetta mista, restano due misteri in casa Italia.

Il primo, perché se la nostra delfinista da finale è la Biasibetti noi schieriamo la D’Innocenzo, la più forte dorsista.

Il secondo, come sia possibile che la Memo, ranista che il giorno prima fa 2’28”, faccia 2’30” in finale. Ma soprattutto faccia in staffetta, lanciata, più del passaggio dei 200. Sotterrata. Corso di convinzione nei propri mezzi anche per lei. Coraggio.

Passiamo a ciò che purtroppo non ho visto. Zorzetto dice la FIN bronzo a sorpresa nei 100 stile…ma perché??? Era secondo tempo. A lui il corso non è servito, forse una sonora strigliata con la maschera di Jason dopo la stile mista di ieri.

Burdisso. Ennesimo primato giovanile, e secondo dietro Milak. Che non scherza più, e fa 1’53” nei 200 farfalla. Tra l’altro con chiusura in 31”. Attenzione tutti a questo baldo giovane. Ma Burdisso fa 1’56”40, quinto alltime in Italia. Almeno, nell’ultimo 50, è andato veloce come Milak.

Giulia Salin. Non mi tolgo dalle mie posizioni: medaglia, senza record. Voglio-il-personale.

Infine seconda sorpresa. Per la FIN. Medaglia a D’Innocenzo nei 50 dorso. Mi aspettavo quindi la D’Innocenzo a dorso (tra l’altro appunto bronzo sui 50) e Biasibetti a delfino. Certo, con una Memo da 1’09” lanciata, non dico medaglia, ma forse 4’09” si faceva. Ma io non sono Jason… andrà meglio la prossima volta.

Sperando di non aver denigrato nessuno, a domani.

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior!

di Mauro Romanenghi

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Podio 400sl F – EJ Helsinki 2018 – credit: LEN -Deepbluemedia/Andrea Masini

Oh cavoli sono iniziati gli Europei Juniores!
Non me ne ero mica accorto, non avevo visto su Facebook la faccia di Jason che terrorizza i giovani Junior nostrani promettendo probabili morti violente in caso di prestazioni non consone agli standard dimostrati.
Beh, il primo giorno me lo sono perso. Però ho visto che al mattino lo streaming è chiarissimo, come vedere le gare del Foro Italico dall’osservatorio di Monte Mario. Per fortuna al pomeriggio è meglio.

Quattro medaglie dicevamo per l’Italia il primo giorno, più un record italiano Junior della D’Innocenzo.
Calloni è un po’ il salvator patriae in questo momento. Bel 400 il suo, ma le doti di finisseur non le ha per ora e si vede.

Medaglia anche per Giulia Salin negli 800, ma ancora manca la progressione cronometrica. La attendiamo al varco.

Medaglia della 4×100 stile maschi con dei tempi discreti. Dove sono finiti quei tempi nella 4×100 mista stile però lo vorrei capire. Discontinuità, il nostro motto.

Bel bronzo anche per le ragazze. Nessuna punta ma tutti tempi decenti: che però mi piacerebbe vedere finire in 55”. Al momento, come dice Walter, accontentiamoci.

Veder entrare la Chekhovsik (la cui pronuncia del nome richiede uno studio del russo di almeno sei anni) non può destare impressione visto che copre la L di LEN sullo striscione dietro i blocchi. Il 2’26” a rana di conseguenza.

Anche i migliori sbagliano. Kristof Milak, 50”27, fuori dalla finale dei 100 stile.

Anche i migliori sbagliano volume 2. Ceccon, dopo la finale dei 100 dorso, affronta malamente i 200 misti. 2’06”, tempo da categoria Ragazzi e fuori.

Anche i migliori sbagliano, volume 3. Kolesnikov, altissimo, purissimo e levissimo e raggiunto dal rumeno Martin in 53”52.

Direte voi bella forza i russi hanno tutti ‘sti bei cristoni alti due metri. Intanto noi abbiamo Ceccon che è alto due metri e ancora non ha vinto nulla, e poi oggi al titolo (per la terza volta in questi campionati) Ajna Kesely, dopo 800 e 400 misti anche 400 stile. Se la vedete sul podio proprio altissima non è.

Comunque nei 100 stile anche la Freya Anderson ha il suo perché. E anche la sua condotta di gara: 27”2 – 27”4. Mica male.

Houston abbiamo un problema. D’Innocenzo, 2’11”71 in semifinale con quel tempo ti giochi il bronzo, 2’12”43 tempo ottenuto. Fusco 2’12”47 in semifinale e in finale con quel tempo si vince. Lui fa 2’14”. Domani Zorzetto e Burdisso sono secondo tempo. Urge corso accelerato di convinzione.

Secondo giorno stregato. Ci pensa Calloni. Personale nei 1500 e argento… anzi bronzo: perché al mattino il danese ha fatto meglio. Mai una gioia.

Oggi ho imparato benissimo le parole dell’inno ungherese e di quello russo. Ancora qualche giorno li so anche suonare.

Vaskina, ribadisco che con un nome così non poteva che fare la nuotatrice. In vasca da 25.

Settecolli Fiftyfive – day 3: ieri salsicce, oggi Calippo!

di Mauro Romanenghi

Nuota come un cane - Settecolli 2018 Laura Vergani

nuota come un cane – Settecolli2018 Laura Vergani

Ultima mattina del Settecolli.

Stamattina hanno tentato di far arrivare i rifornimenti e rifocillare il duo in piccionaia; per fortuna ci hanno pensato i ragazzi del supporto tecnico!

Oggi è il giorno dei 200. Manca la Pellegrini, lo diranno cento volte. Ce ne faremo una ragione.

Tutto come nei giorni precedenti al mattino, eccezioni escluse: vedi giorno uno e due.

Note di colore da Roma.

Ieri erano presenti in tribuna tutti gli allenatori danesi. Oggi nessuno: forse un po’ di crema solare protezione totale in più non guasterebbe.

Gli allenatori britannici invece scoprono il Calippo. C’è da più di trent’anni, forse con la Brexit qualcosa si è mosso e anche loro si sono modernizzati. Anche l’allenatrice di Peaty era in caccia di Calippo in sala stampa. Calippo rules per tutti.

La Caporale ha oramai esaurito tutte le persone a cui chiedere se questo Settecolli è una gara fantastica. Mancano i cronometristi, i giudici e Marco Agosti. E niente ‘sto ballo pem pem dobbiamo sorbircelo prima o poi.

Discorso mattutino di Butini. Le sentenze.
Condorelli: “ce li mangiamo tutti a Natale penso, quindi le origini italiane non si discutono”
Pellegrini, se vuole fare i 200 a Glasgow: “la iscrivo”.

Siccome siamo all’ultimo giorno sentiamo anche Morini.

E lui lancia la frecciata: “la rana, Cusinato la fa meglio di Luca Sacchi”. Mica tanto falso.

I 400 servono a chiudere bene i 1500.

Il 3 settembre partirà il nuovo progetto per Detti e Paltrinieri. Pronti?

Una battuta anche per Acerenza: anche lui ha le sue buche, sono Detti e Paltrinieri. Deve essere un grosso problema a Roma ‘sta storia delle buche…

Poi la domanda sugli stranieri a Ostia: alza gli occhi al cielo… “sono un diversivo per i ragazzi che così affinano le lingue”. Intanto le chiavi sono già tutte nella sua camera.

Ieri la Filippi era venuta a controllare la situazione. Presagio?

 

Pomeriggio

Guardavo la foto della FINP: molto meglio, rende giustizia alla Gilli e ai suoi tre record del mondo (avete letto bene: tre WR in tre giorni).

Se la Quadarella è la nostra miglior duecentista, c’è molto da fare.

C’è chi giura che l’allenatrice di Peaty a bordo vasca nel riscaldamento stesse mangiando un Calippo al limone. Quindi ce l’ha fatta.

Panziera fluttua al mattino nei 200 dorso: 2’09” senza dannarsi. Mi sono detto che pomeriggio se passava in 1’02” alto e faceva 32”5 di passo lo faceva, questo record. E lo ha fatto. Con 1’04” di ritorno. Vince un bel Calippo alla fragola!

Unico 50 disputato è quello a farfalla. Govorov dice alla Caporale dopo la batteria: “Sono molto preparato, ho provato al mattino per fare il record del mondo pomeriggio”. Quando si hanno le idee chiare.

Boggie wonderland! La Kapas ci stupisce e con la sua respirazione avvitata alla Cagnotto e un’ultima vasca spaziale vince il Settecolli. Insomma di riffa o di raffa Boggie da qualche parte vince sempre. Ricordiamo che manca sempre un mesetto a Glasgow.

Battere una foca fa sempre piacere. A pochi decimi dal personale. Luca Pizzini arrivo da foca ammaestrata vince il pesce Calippo in premio.

Nei 200 rana vince la Efimova del Team Efimova. Quasi come la Nazione Hosszu. Quasi.

Torna la leggenda del topic Vuotate il Sacchi: “Nessuno scenderà sotto 1’47”: a pari merito i due brasiliani, 1’46”84. Poi c’è Megli. Che a un mese dagli Europei fa 1’47”58. Chiudendo in 26”8. Si può fare… megli (e questa me la sono tenuta da mesi eh).

La 4×200 maschile ricomincia a trovare qualcuno per strada. Ecco Ciampi e Proietti Colonna, con Zuin e Di Cola abbiamo un po’ di 1’48”. Per rifondare ci serve 1’47” al via e poi lanciarsi. Al momento partiamo da questi. Papà Detti li aspetta, quando si rimetterà.

Due parole su Glessi: la rana questa sconosciuta (se fa 37” Cusi non si può fare 36”). E finché lo resterà non scenderà mai sotto i due minuti nei misti, con il tutto bene che possiamo volergli.

Due parole su Ilaria Cusinato. Consapevolezza dei propri mezzi. Siamo disposti addirittura a sorbirci il ballo pem pem se migliorerà ancora, soprattutto il delfino, dove ancora non nuota benissimo.

Efimova: più veloce a rana che a dorso e stile. Bene così.

Ma se TUTTI vogliono la cuffia di Gregorio perché non gli danno un po’ di cuffie da lanciare???  

 

Consuntivo: un mondiale, quattro record italiani, due primati giovanili. Tanta birra, per Glasgow abbiamo fatto la scorta. Adesso bisogna tirarla fuori tutta: al momento giusto.

Settecolli Fiftyfive – day 2: birra e salsicce

di Mauro Romanenghi

Birra e salsiccia - Mauro Romanenghi

Birra e salsicce – photo by Mauro Romanenghi

Nella seconda giornata iniziamo bene. La fotocopia della prima: vedi introduzione di ieri.

Certo che la la foto FIN di Carlotta Gilli non le rende giustizia.

Ieri si auspicava che il mezzofondo non venisse sempre messo alla fine in questo Settecolli. Il programma non si tocca: 800 metri alla fine sono e restano. Per chi pensa che domani sarà diverso, i 1500 di Paltrinieri sono alla fine. Tranquilli.

Mia moglie era preoccupata di non aver visto la Panziera ieri. Tranquilla moglie, c’è. E si vede.

In mattinata tutto tranquillo. Allora parliamo della cosa importante. Mia moglie è a Roma. Beh direte voi sai che novità, va sempre lei in giro e tu te ne stai comodo in poltrona. A parte che stamattina alle 7,30 ero ad allenare (almeno all’aperto), lei può andare con i suoi amici a mangiare l’abbacchio da Candido (suggerimento Luca Bianchin).
Sempre in tema tranquillità– In tribuna tutto sereno fra i coaches GB: quindi per passare il tempo, gara di rutti. La birra scorre serena fra i GB, pensando a Glasgow.

In tribuna anzi in piano vasca giunge un trio di assi: Rosolino, Magnini, Thorpe. Thorpe con qualche birra e soprattutto salsiccia di troppo: soprattutto da dietro si nota.
Beh a questo punto la decisione scatta. Stasera anche io birra e salsicce. La foto lo testimonia. Mia moglie vuole imitarmi ma in questo sono impareggiabile.

Dice una testimone oculare che stamattina c’è stata competizione per il buffet in sala stampa. Vittoria nettissima ai volontari, giornalisti sconfitti e basiti. Meglio così, i volontari devono lavorare duramente sotto il sole. I giornalisti anche.

Il duo Mecasacchi duramente provato dal caldo in piccionaia oggi, dice una testimone oculare attendibile, che mi messaggia mentre guarda Orsi cambiarsi in tribuna. Anche per loro, oggi, birra e salsicce?

Finali pomeridiane. Solita fuffa sulla famiglia Verraszto e su Evelyn talento mancato.
Pubblico delle grandi occasioni. Lo Stadio Olimpico prova a rilanciare con il concertone dei Negramaro, ma non c’è storia!

Caporale: “Hai un bel rapporto con Roma.”
Siostroem: “sì perchè ho vinto un Mondiale qui.”
E beh!

Di Liddo se respira dalla parte di Sarah (Siostrom) si fa trascinare. Si vede che cavalca l’onda stavolta. Siamo a 11 centesimi dal primato italiano. Bianchi abbozza. Attenzione a Glasgow!

Kenderesi ultimo 50 non come al solito. Manca un mese. Vediamo cosa ci dice nella patria della Tennent’s il delfinista ungherese.

Quaglieri: dai ragazza dai. Ce la possiamo fare.

Nielsen un fuscello. Lei sì che trascina la Panziera al record italiano: o è la Panziera che spinge la Nielsen? Comunque finalmente il dorso italiano entra nella quarta dimensione.

La Panziera è palesemente innamorata. Comunque è riuscita a nuotare come Gianluca le aveva detto. Bene. Speriamo continui a fare come Gianluca le dice. 59”80 record italiano dei 100 dorso.

La Zofkova e l’apnea questa sconosciuta. That’s all folks.

Fa specie vedere Chad in finale B. Però c’è. Nei 100 dorso.

Sentenza di Sacchi. “Se Milli fa meno di 54” netti si riapre il discorso europei anche a discapito di Sabbioni.” Ma Sabbioni è già qualificato. E pure Ceccon. In ogni caso Milli fa 54”5. Sepolto.

Non è passata neanche un’ora:
Mecarozzi:“E’ nato un feeling notevole fra Cusinato e Polieri”

Sacchi: “Ah sì”

Mecarozzi: “Hanno anche in comune il ballo pem pem.”

Siamo a posto, e manca ancora un’ora e mezza. Tenete duro, ragazzi!

 

Ilaria Cusinato continua a progredire. Maturità in corso, allenamenti da paura, e lei via come se nulla fosse. Insomma se una le cose le vuole fare e ha il talento per farle le fa. E poi è veneta, poche storie. Per fortuna ci risparmia il ballo pem pem, per stavolta. Unghie da sparviero notate subito da Sacchi, che la indicizza subito.

Insomma nei 100 stile: miss Pernille, Sarah la lunga, Ranomi la scura, Femke l’instabile, Fede la divina. Un parterre di cinque campionesse olimpiche. E Pernille mette in fila tutte. Insomma, un antipasto di salsicce alla Glasgow. A presto.

Federica lascia uno spiraglio sui 200 stile. Sacchi si prepara a lanciarsi dalla tribuna. Che boutade ragazzi. Sembra preparata. La vedremo in staffetta a Glasgow?

A un’ora e mezza arriva la battuta sulla Siostrom: bikini e asciugamano hawaiano alla premiazione (ma ha appena finito lo sciolto dei 100 stile, dai).

Miressi nascosto alla 6 dopo la virata apre il gas, 24”95 di ritorno (che è record italiano Cadetti). In una finale con il vicecampione mondiale e  il vicecampione olimpico. Le ultime bracciate tutte da rivedere ma insomma, come diciamo sempre, avercene. Una bella Tennent’s pure per lui. 47”1 lanciato chiama il tempo che tutti vorrebbero, pure lui.

Dietro Peaty c’è solo un altro Peaty. Fioccano le proposte per Peaty, anche di matrimonio. Lui non se ne capacita. Alla parola matrimonio Scozzoli, si defila abilmente. Birra e salsicce anche per loro.

Pinzuti ieri me lo sono scordato. Vicino alla topten italiana di sempre. Oggi in finale ancora nei 50.

Quadarella giustizia la Belmonte a Tarragona e la Kapas (Boggie…sob!) qui. Nuotata a ragnetto e via.

Cori sugli spalti: “Lucania per sempre” e “cuffia cuffia”. Quale sarà per Domenico Acerenza?

Birra e salsicce per tutti, fine secondo giorno.

Settecolli Fiftyfive – day 1

di Mauro Romanenghi

Peaty-Scozzoli_Settecolli2018_LauraVergani

misto di ranisti Settecolli2018 – photo by LauraVergani

Il Settecolli è sempre il Settecolli. Anche in questo momento della stagione, ancora nella parte dura della preparazione.

Durissima la vita per gli italiani a questo Settecolli. Concorrenza internazionale elevatissima con 28 Paesi e quindi già in batteria c’è da tirarsi il collo. Risultato: i più forti (quasi) tutti dentro, le seconde file (quasi) tutte fuori.

Le sorprese: Rivolta out nei 100 farfalla, Bonacchi out nei 50 dorso. Orsi – purtroppo – è ancora un lontano parente del Bomber. In finale anche Pinzuti: millennials

In mattinata, record Junior & Cadetti nei 100 farfalla per Burdisso. Pomeriggio: record Junior & Cadetti nei 100 farfalla per Burdisso. Ah, l’avevo già scritto? Ma lui ha deciso di fare il bis. Siamo a una settimana dagli Eurojunior. Quindi le scintille le farà lì, immagino. Poi si incendierà a Glasgow o no? Ai posteri l’ardua sentenza.

Santo Condorelli. Nato in Giappone, vive in USA, gareggia per il Canada e nuoterà per l’Italia. Qui però ha la bandiera statunitense e gareggia per l’Aurelia. Produrrà anche torroncini?

Venire a gareggiare a Roma deve essere stimolante se arrivano nuotatori persino dalle Seychelles. Io non so se lo farei. Magari per vedere Roma sì però.

Finali pomeridiano-serali sempre bellissime. Intanto il mio amico Fogliani si gira la campagna modenese e mi manda foto della Ferrari. Mia moglie mi manda scatti dalla tribuna (il soggetto è prevalentemente Adam Peaty. Quando non è lui, si tratta della sua allenatrice) e Marco Agosti mi manda messaggi nascosto nei meandri del Foro. Acquastampata impegnatissima.

Glinta di razza. Unica cosa degna di nota dei 50 dorso.

Ceccon zitto zitto si fa la finale dei 50 dorso. Millenials rules.

La RAI è sempre la RAI: si collega dopo la diretta del record della Scalia e poi si scopre che ha messo il duo MecaSacchi in piccionaia, su su in alto in cima alla tribuna Montemario. Gare di nuoto come alla Minitalia. Con il duo in formissima, però!!

I 400 stile libero femminili non lasciano tracce nel panorama del Settecolli. Dice Sacchi tempi imbarazzanti per entrare in finale. Nemmeno in finale i tempi sono granché.  

Romanchuk l’illusionista. Ci illude nei 400 di poter avvicinare il 3’46” di Gregorio dei Mediterranei. Da ora in poi per tutti noi sarà l’illusionista. Fino a prova contraria, s’intende.

La cosa fondamentale del quattrocentista egiziano è che non si chiama Mohamed ma Marwan. Una cosa veramente eccezionale, visto che il mio collega Mohamed mi dice che non chiamarsi Mohamed in Egitto è quasi impossibile (come si chiama Salah di nome, il più grande giocatore di football egiziano?)

Chi non vuole allenarsi con due campioni del mondo? Beh Domenico Acerenza vuole allenarsi. E qualche cosa di buono lo tira fuori anche lui!

Pirovano, 1’08”77 nei 100 rana. Cominciamo a ragionare, ora è una rana da misti. Continuare così.

Castiglioni: è stato bello stare di fianco alla Efimova. Sì, sul blocco. Chiacchierata sarà chiacchierata, ma quando accelera non ce n’è. Ritorno in 34”12, testa reclinata e via (mia moglie scuote la testa e dissente, lo percepisco anche se sta a Roma).

Castiglioni 2: “pensavo di fare meno dopo il 1’06”1 della staffetta di Tarragona“. Anche noi. Speriamo però che farai 1’06”1 a Glasgow.

Sacchi e Mecarozzi anche loro sono in scarico pre-europei: “Carraro ha cambiato preparazione atletica, è andata ad allenarsi con il suo convivente, Fabio Scozzoli.
Il tutto si presta ad ogni interpretazione.

Grande Adam Peaty l’unico straniero acclamato più degli italiani. Sarà per via della nonna: si sa per gli italiani la nonna e la mamma sono il top (mia moglie mi dice che NON è per la nonna..)

Kamminga. Sem…minga venu chi a ciaàa i piranha cunt i man. Tutti avvisati per i 100 rana.

Elena Gemo: ciao! Ci sentiamo presto!

Non so se sia più difficile per me scrivere correttamente Siostrom (io lo scrivo così) o per lei fare i 50 farfalla senza respirare. Una bella lotta direi. Attendo al varco Sacchi col suo Sioeberg.

Un’altra che vede l’ avversaria di fianco è la Di Liddo. Con la coda dell’occhio. Se lo dice lei le crediamo. Magari non proprio da vicino.

I nuotatori fanno figlie femmine. Questa è la legge di Luca Sacchi-Albinsky. Ricordarselo. Corollario ed eccezione alla regola: Giorgio Lamberti. Due maschi e una femmina.

Burdisso 2 replica a Ceccon: secondo record italiano Junior e Cadetti, in 51”73. E bronzo.

Blume, 50 stile donne, 23”92. E pure carina. Che cosa volete di più!

Blume 2: dice che andrà a Ostia a fare un training camp. Sacchi preoccupatissimo e Morini già si sta facendo dare le chiavi degli appartamenti.

Proud, 50 stile, 21”16. Già mi aspetto che qualcuno dica che c’è la vasca più corta.

Una dodicina di secondi di vantaggio per il duo Kapas-Quadarella”. Che poi sarebbero una dozzina. Stare in cima alla tribuna sotto il sole cocente alla fine si paga. Anche se si tratta del duo!

Quadarella chiude la giornata con l’oro che l’Italia ancora non aveva visto (e mia moglie dice che vuole vedere i 1500 in programma PRIMA dei 50 sl). Meno male che la ragazza dello Scuro ha vinto, anche se non si chiama Chiara.

Nazionale 2018 – Tutto quello che non volevate sapere ma io ve lo dico lo stesso

di Lifesaver Misterioso

Orizzonte - by Lifesaving Italy

Orizzonte – Photo by Lifesavinginitaly

Confessioni di un Lifesaver Misterioso

Sento la seconda puntata di Superlife, il nuovo podcast sul salvamento (che poi è uguale a quello vecchio, ma non proprio tutto) dove vengono intervistati i CT delle Nazionali.

Se la volete riascoltare per vedere chi aveva ragione e chi no, ecco qui.

E leggo poi le convocazioni su Facebook (anche un Lifesaver Misterioso ha un account… misterioso): non è difficile, l’hanno postata sette secondi dopo averla ricevuta. Naturalmente il tutto prima che appaia sulla pagina FIN, che non brilla per velocità: se mandi le convocazioni alle società almeno pubblicale prima tu!

Insomma, la puntata ci ha azzeccato quasi in tutto. L’astrolifesaver Longobardo a questo punto potrebbe fare il CT, se non fosse impegnato in TV a mangiare uova di cioccolato prendendo come scusa di spiegare come precipitano i satelliti.

E così Paragallo ottiene la convocazione tanto sospirata: lo aveva detto Cano, che una buona dose di Nazionale sarebbe stata presente in Olanda. E che qualcuno di quelli apprezzati non ci sarebbe andato. Ha mantenuto la parola. Dentro Paragallo, fuori Ippolito. Più chiaro di così.

Volpini in Olanda, Volpini in nazionale. Ma chi altre se no? Altro colpo indovinato.

E chi se non la Nigris? Ma non ha vinto ostacoli direte voi… beh non si può avere sempre ragione.

Lo pseudocommentatore tecnico la butta lì durante la puntata: magari un canoista ci sta. Detto, fatto: due canoisti. Ma insomma se no che coraggio volevano avere? Portare Cerra per vederlo insabbiarsi contro i colossi australi? Di Tullio che ha vinto solo una gara agli Assoluti e l’anno scorso agli Europei ha faticato a stare nei dieci? Con tutto il bene che gli voglio, per fare Ocean e tavola, dove vanno più forte di noi persino gli Esordienti della Gran Bretagna (che tra l’altro la fanno tavola, mentre i nostri Esordienti prendono il gelato sulla battigia)? Insomma, vediamo se il coraggio pagherà o i canoisti si infrangeranno… sul frangente australiano. Qualcuno forse se lo augura.

Di questo passo vediamo se Tortu ha un po’ di tempo libero per sprintare sulla sabbia. Così poi con quattro atleti in piscina che coprono tutto, qualche punto al mare si farà anche nelle staffette Ocean.

La scelta può avere anche esiti positivi: far vedere che qualcuno per le gare oceaniche si porta. Magari qualcuno va ad allenarsi con Tortu e diventa bravo a correre. Così lui non ci serve.

Il primatista mondiale di pinne si porta a prescindere.

Nelle riserve compare il nome di Pezzotti. Mai visto, fa già 46” a pinne. Io me lo segnerei.

Due parole sugli Junior.

L’astrolifesaver li becca tutti ma proprio tutti. Olivieri starà facendo i salti di gioia a L’Aquila. Ma io lo avevo detto: se vinci ostacoli, vai. Spagnuolo ci va. Qualche volta ho pure ragione.

Tortello l’anno scorso era stata citata come una delle protagoniste sulla spiaggia mentre in piscina non lo era stata. Il mio amico nonchè pseudocommentatore tecnico della trasmissione aveva ricevuto lamentele sul suo giudizio. Che io però ribadisco: dubito che Tortello sia stata portata per le sue capacità in vasca, con tutto il rispetto. E per fortuna, aggiungo.

Ribadisco: il primatista mondiale di pinne si porta a prescindere. Anche se Junior.

Alla prossima.