Eurojunior2021 – day6 – Polacchi alla macarena

di Mauro Romanenghi

and the winner is … Russia!! – Andrea Masini/Deepbluemedia

Oggi ultimo giorno, il sesto. Poi anche l’Eurojunior si riposò.
Dopo la citazione biblica, dobbiamo parlare delle sorprese di questa manifestazione.
La nazionale turca, che si issa al secondo posto del medagliere, grazie soprattutto ai suoi mezzofondisti (anzi praticamente solo a quelli). Scopriremo se son rose e fioriranno.
La nazionale polacca che con un’ultima strepitosa giornata va al secondo posto e contende all’Italia fino all’ultimo il secondo posto nella classifica per nazioni, vincendo la classifica maschile.
La Bosnia Erzegovina, che vive dei suoi due talenti e che oggi vince la sua prima medaglia d’oro con la Pudar in un fantastico 57”56 nei 100 farfalla.
La Bulgaria, mai così forte.

E l’Italia? Partita così così, oggi finisce con tre bronzi, seconda a punti e quarta nel medagliere. Tre titoli conquistati, ma senza le sue punte Pilato e De Tullio, rientrato oggi. 
Ma tanti primati personali, tante finali e tanta esperienza. 
Come Walter aveva detto, molti atleti giovani in prospettiva. In un Europeo che ha visto un record ogni giorno e prestazioni di valore più che assoluto, diciamo che si può essere soddisfatti.

Oggi la notizia è che la Russia deve aspettare la nona gara per vincere un oro ma lo fa col botto: Tatarinova stacca il record juniores europeo sui 50 stile. 

La Polonia avanza al ritmo della macarena, messa su dal deejay della manifestazione. Aria di festa per quindici minuti e sfida tra turchi e polacchi. Impagabile spettacolo, quasi – ma solo quasi – meglio di quello in acqua. E’ così che si fa festa, agli Eurojunior.

Jefimova dai e dai ce la fa. Al terzo tentativo, dopo 50 e 200, anticipa di un soffio la Bogomolova e vince i 100 rana. Per lei collezione completa. 

Oltre a Jefimova, compare anche Kolesnykov. Diciamolo allora che i cognomi hanno la loro importanza!

Completano il tris dorato invece Popovici il conte della velocità, da 50 a 200, e la sultana del mezzofondo Turcel. 

Oggi, per le finali, cambiamo: si passa a Thuderstruck, sempre AC DC comunque. Ottima scelta.

Polonia sugli scudi , dicevamo. Vince le gare dei 200 dorso, nei maschi con un rush finale spettacolare del vincitore dei 100 che stacca una sub da paura ai 150. Bellissimo lo sprint finale a quattro.

Grande la favola dei gemelli Chmielewski – altro cognome semplice – primo e secondo nei 200 farfalla. Una cosa mai vista e, credo, che mai si rivedrà in una vasca.

Per l’Italia arrivano tre bronzi. Vetrano, Gaetani nei 200 dorso e De Tullio. Buon sangue non mente. Alla prossima, e ora tutti a Tokyo. In streaming, of course!!!

Europei 2021 – Le scommesse del Chupa Chups

Europei 2021 – Chupa chps per il bravo ragazzo russo! E Razzetti canta “fly me to the moon” !!

pat pat.. Bravo ragazzo!
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

di Mauro Romanenghi

E niente ci sono cascato pure io e oggi ho scommesso. Io non scommetto soldi, in genere, ma generi di conforto (alimentari). C’era in ballo una birra con un torinese, che scommetteva sulla sconfitta della Pellegrini. Io avevo dato vincenti lei, poi la mia grande, immensa e sfolgorante Boglarka nei 200 farfalla e Chupkov, che come è noto in Russia dà nome al lecca lecca russo più apprezzato al gusto batrace del Volga. Ovviamente ho perso la birra, mi consola che il mio avversario aveva dato vincente Freya.

Freya Anderson si inserisce nel duello delle più accecate nuotatrici della storia, lei e la Pellegrini credo non si vedano neanche stando di fronte. Quindi in mezzo a loro si infila la ceca dal nome di pornostar, Barbora Seemanova, che incredula vince. Naufraga invece per l’ennesima volta la Bonnet, in testa per 150 metri.

Oggi partire in testa non fa bene e così anche il finlandese nei 200 rana porta tutti fino a 150, un po’ come le lepri keniane nei meeting anni 90, poi viene uccellato dal lecca lecca russo, Anton Chupkov, che nuota 160 metri come un normale duecentista e poi straccia il costumone si trasforma nel fratello brutto di Peaty, prende a testate l’acqua per venti bracciate e vince. La lezione però la stanno imparando perché così fa anche Arno Kamminga, che non è uno scioglilingua brianzolo ma il ranista olandese già argento nei 100 in un non disprezzabile 58”10.

La mia Boggie torna a risplendere, e vince d’autorità i 200 farfalla. Non devo aggiungere altro.

Parliamo di misti. Torna a risplendere la stella dei misti italiani. Merito di Razzetti, che grazie alla sua rana modello Rosolino 2000 turbo sprint vola al bronzo nel totale disinteresse del mondo, perché oggi ha vinto l’argento la Pellegrini.

Dice mia moglie che la mista mista è oggetto di diatribe fra il telecronista RAI Cattaneo e Sacchi, che non ci si raccapezzano. Ma stiamo sereni che essendo specialità olimpica la dobbiamo capire per forza, se vogliamo farla e anche bene.
A parte ciò giova ricordare l’apporto di Sabbioni e Di Pietro in mattinata.

Oggi Megli, ieri dato per spacciato e escluso dalla 4×200, oggi migliore degli italiani in batteria. Poi è uscito in semi, ma aver l’imbarazzo della scelta nella 4×200 è meglio che non avere scelte, secondo me. Vedi rana femminile.

A proposito di rana femminile, mi ricordano di avvisare Cattaneo che la Fangio non ha, purtroppo per lei, 21 anni già da un po’.

Nel dorso maschi purtroppo niente dolcetto per Ceccon. Nella finale più ravvicinata della storia, arrivare sesto a 14 centesimi dal primo non fa certo bene. Ma non fa bene neanche passare in 25”98. Leccarsi le ferite al posto del chupa-chups e passare oltre.

FuoriOnda 86 – coach Sabino: la potenza della mente

di Redazione Podcast

Andrea Sabino

Andrea Sabino

Puntata 86 – coach Sabino: la potenza della mente

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Andrea Sabino, tecnico della TimeLimit Caserta.

La puntata di oggi ci porta a Caserta, dove incontriamo (virtualmente) Andrea Sabino: che alla Marzullo si fa una domanda e si da una risposta. Da dove vengo, dove sono e dove voglio arrivare. Come ha costruito una squadra di tutto rispetto quasi dal nulla, con uno staff completo che si coordina in maniera perfetta. Il tutto non male, per uno che non amava nuotare perché l’acqua era troppo fredda!
Tutto questo su Fuorionda, l’unico podcast che segue il nuoto italiano… anche quando è fermo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata l’8 maggio 2020
Credit foto: Andrea Sabino

Il nuoto nell’era COVID – “Scusi, un’informazione?”

mascherina

Prego desidera?

di Mauro Romanenghi

Mi si dice che la piscina non è solo la vasca. Ed è proprio vero.

Quando entriamo in piscina siamo accolti dalla reception, che da piscina a piscina è sempre diversa. Ora che siamo in piena era COVID, la reception ci apparirà come un ufficio delle poste. Non so avete presente lo schermo di plexiglass che vi trovate agli sportelli postali e che ora avete imparato a vedere nei supermercati e vedrete, penso, nei bar, ristoranti e in molti altri posti. Forse  in piscina ci potremo pagare anche le bollette e gli F24, così intanto risparmiamo tempo visto che ne avremo veramente poco. 

Immagino la/il receptionist che tipo hostess/steward vi invita con gesti sicuri ma decisi a seguire il percorso obbligato delle freccine per terra, per non incrociare anche solo distrattamente le mamme in uscita (vietatissimo entrare nello spogliatoio, dove potreste spargere i vostri capsidi virali se per caso la mascherina, che deve essere ben fissata e guai a perderla visto il costo di zero punto cinquanta euro, vi scivolasse via). 

Le stesse freccine vi portano a un altro punto nevralgico: lo spogliatoio. Luogo come detto riservatissimo e pulitissimo, dove addetti della NASA gireranno pulendo ogni superficie in modo maniacale, che neanche vostra suocera può mettere in atto quando passa la cera o toglie la polvere dal mobile del 1870 eredità del nonno. Ogni angolo della piscina sarà disinfettato ogni 5 minuti, tipo i resort egiziani di Sharm el-Sheikh quando andate in bagno. I server in silicio della Microsoft potranno essere conservati negli spogliatoi delle piscine, e attenzione a non permanere troppo nei locali o verrete degermizzati anche voi e i vostri abiti.
Guanti e mascherine saranno la norma, e naturalmente non verrete assolutamente capiti quando chiederete informazioni per cui finirete vestiti nel bagno anziché nei camerini a rotazione, assolutamente necessari: spogliarsi all’esterno, col rischio di uno starnuto che sparga ulteriori capsidi virali mentre voi vi cambiate, potrebbe costarvi l’immediata espulsione e la segnalazione all’ISS, OMS, ONU, NATO e al consiglio di sicurezza della Federazione della Galassia Unita con conseguente inseguimento del capitano Picard.
Mi rimane il dubbio della doccia. Come separare i bravi nuotatori al termine della loro attività? Eliminare questo rito? Anche qui installare delle barriere plasticose a separare i secretori di particelle virali? Vedremo cosa i protocolli ci suggeriranno, la fantasia ai nostri esperti non mancherà.

Di bar neanche se ne parla. Sedersi a parlare con un altro corsista, con un genitore? Abominio! Un caffè veloce da asporto e veloce fuga all’esterno, evitando ogni contatto sociale potenzialmente mortale.

Purtroppo ci saranno dei problemi oggettivi. Niente tribuna (anche perché quante persone potranno stare in un posto dove bisogna collocarsi in 5-7 metri quadrati?
Dove stare ad attendere la prole che sfida la sorte nell’impianto? Si potrebbe attrezzare uno spiazzo antistante, dove i genitori tutti in coda rigorosamente a 2 metri uno dall’altro e in mascherina attendono sotto i rigori del tempo il termine della lezione. Alternativamente ci si colloca al sicuro dell’abitacolo della propria vettura, ove si farà indigestione di Internet o si potrà telefonare alla propria amica distante alcune vetture nel parcheggio vicino.
Diciamo che per alcuni ciò sarà un vantaggio: nessun genitore farà più il suo ingresso trionfale in vasca tutto vestito a chiedere notizie del proprio figlio al responsabile.
Di contro i bambini dovranno darsi da fare. A 3 anni dovranno essere in grado di vestirsi, lavarsi, asciugarsi, senza perdere nulla. Beh, forse qualcosa lo perderanno: ma chi non lo farà, nella nuova era COVID?

Credit foto: Incronaca.unibo.it

FuoriOnda 84 – Franco Del Campo e la “nuova” comunicazione

di Redazione Podcast

Franco Del Campo

Franco Del Campo

Puntata 84 – Franco Del Campo e la “nuova” comunicazione

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e a Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Franco Del Campo, filosofo e direttore tecnico del centro federale di Trieste.

Con piacere ritroviamo Franco Del Campo, che ci parla in questa puntata
del “comunicare”. Comunicare è importante a livello pedagogico, sociale, culturale, politico… e sportivo!
E allora ne parliamo con il professor Del Campo, che ci da’ più di qualche spunto di riflessione su questo argomento in ogni ambito trattato, soprattutto in questo periodo un po’ particolare: gli errori, le nuove abitudini, l’affollamento mediatico. Con un occhio sempre allo sport. Una puntata da ascoltare per riflettere, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e gli anziani!
Sempre su FuoriOnda, l’unico podcast italiano sul mondo del nuoto… e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 24 aprile 2020.
Credit foto: internet

 

FuoriOnda 74 – Road to Tokyo: dicembre partenza alla grande!

di Redazione Podcast

XX LEN European Short Course Swimming Championships

Italy Championships Trophy Glasgow 08/12/2019 XX LEN European Short Course Swimming Championships 2019 Tollcross International Swimming Centre Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

Puntata 74 – Campionati Europei di vasca corta Glasgow2019
Puntata 74 – pagina Spreaker

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Giandomenico Tiseo e Enrico Spada di OAsport .

Torna la redazione natatoria di OAsport al gran completo per parlare delle gare di dicembre: Europei di Glasgow e Assoluti. Una strenna natalizia in cui Enrico e Giandomenico possono aiutarci a parlare delle gare scozzesi, visto che erano sul posto! E così, con Giandomenico in contumacia, passiamo in disamina i risultati degli azzurri prima nella terra delle Highlands e poi sul mare romagnolo, con qualche aspirazione sui prossimi eventi e anche qualche augurio sul futuro di qualcuno. Perché per noi la rotta verso l’Oriente Olimpico é già iniziata, e se volete lo sarà anche per voi. Su Fuorionda, il podcast olimpico per eccellenza, e su OASport!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 18 novembre 2020

Categoria 2019 Capitolo 3 – Velocità a momenti, futuro incerto

di Mauro Romanenghi

Device per il dorso..

Device per il dorso..

Lo so sembro incontentabile in questi Categoria. Una lunga stagione, in cui si pretende che i ragazzi facciano: Mediterranean Cup, EYOF, Eurojunior, le Universiadi, qualcuno i Mondiali, si torna, si fanno i Categoria e poi dai andiamo a Budapest ai Mondiali Junior. Vero che non siamo in miniera, però a volte le prestazioni ne risentono. Per alcuni, per altri no.

Alberto Razzetti dopo le Universiadi in cui purtroppo ha ciccato per squalifica la sua gara, i 200 misti, si presenta a Roma in gran spolvero. Un onesto 100 farfalla, e poi rieccolo nei 200 misti. Dopo Boggiatto, Rosolino e Turrini c’è lui. E’ ancora Cadetti, quindi c’è tempo. Ma per competere servono almeno due secondi meno. Due secondi. Questo il gap con il mondo. Per vincere, tre o quattro. Incontentabile.

A memoria vedo solo un triplete, quello di Tomasi nella rana Junior. Tantissimi vincitori in queste gare, molto bene perché significa che tanti ragazzi cercano di mettersi in luce. Fare nomi è impossibile, però fa piacere vedere come a volte il miglior tempo è ottenuto dagli Junior. Vedi gli 800 stile maschi.

Annachiara Mascolo. Promettente due anni fa, poi buio, Ricompare qui, prima si aggiudica zitta zitta i 200 farfalla e poi piazza un uno due nei 200 e 400 stile. Nei 200 stile è il primo tempo della rassegna… un piccolo raggio di sole nell’uragano dei 200 stile donne, che vede un naufragio di Mizzau autrice di un 32”9 nell’ultimo 50 dei 200 dopo essere passata in testa. Incontentabile.

Nonostante quest’anno ancora si abbiano sei ragazze sotto i 2 minuti, la staffetta non decolla. Il treno sta passando e nessun Burdisso sembra salirci all’ultimo fra le donne. C’è ancora una stagione. Poi ne riparleremo fra cinque anni. Bye-Bye.

Giorgetti vince i 200 rana in 2’10”93 ed è felicissimo. Siamo contenti per lui, ma insomma meno per il livello dei 200 rana maschili. 

Se la vasca olimpica fosse di 100 metri e l’apnea permessa di soli 5 metri, la Zofkova probabilmente sarebbe campionessa olimpica. Purtroppo non è così, e i sogni olimpici al momento resteranno solo sogni.

Ieri il secondo lampo alltime è di Milli, quasi al limite dei 25 secondi e quinto di sempre in Italia. Senza device. Questo mi pone una domanda. Ma se questi device sono veramente così utili, perché di record non ne sono stati fatti a carrettate? Perché c’è chi migliora senza? Perché mi sembra una carabattola che si rompe spesso? Ma chi l’ha progettata non si vergogna? Insomma si poteva fare una pedana più intelligente, tipo un vero gradino. Dopo che l’ho vista da vicino, mi sembra un giocattolo. E costerà un occhio della testa, pure. Incontentabile.

Ai posteri l’ardua sentenza, ai Ragazzi le gare dei prossimi giorni.

FuoriOnda 70 – Speciale Gwangju 2019: gran finale!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Cristina Chiuso commentatrice TV per Eurosport e collaboratrice di OAsport con Enrico Spada, direttore di OAsport.

Eccoci con la squadra al completo a commentare questi Mondiali. Con il disturbo del Fogliani e la parte tecnica (si dice così) a cura di Mauro Romanenghi, grazie alle statisiche di Marco Agosti, ascoltiamo le opinioni di Enrico Spada e Cristina Chiuso, nostri gentili ospiti e amici di Acquastampata. Le sorprese, le grandi prestazioni, le delusioni di questa rassegna iridata in tutte le salse, azzurre e non. Senza dimenticare l’occhiio lungo verso Tokyo. Solo su Fuorionda, che saluta Gwangju e si proietta verso un altra meta: 2020, arriviamo.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 29 luglio 2019
Credit foto: Laura Vergani/screenshot RAISport

Categoria 2019 Capitolo 2 – Siamo in attesa di …

di Mauro Romanenghi

miglioramento meteo_Roma agosto2019

siamo in attesa di un.. miglioramento meteo_Roma agosto2019

Oggi pessime condizioni atmosferiche (per il nuoto, al salvamento ne ho viste molto, molto, molto peggio). Gare ritardate, e non mi sembra di aver visto la premiazione delle squadre Juniores. Tra l’altro diversi Juniores neppure ci sono. La Gaetani, ad esempio. La Pilato (che non è Juniores…). Ceccon. Insomma, tutto va per il verso sbagliato, oggi. O no?

Sono quindi in fervente attesa che inizino le gare, e mi chiedo perché ieri lo streaming non abbia funzionato benissimo nelle prime due ore. Ma soprattutto mi chiedo chi è l’autore della playlist. Siamo in attesa di un autore con più fantasia, dato che durante le staffette va sempre la stessa canzone nello streaming da due giorni!!!

Dopo le gare del mattino, ottima prestazione della Castiglioni, quindi aspetto il pomeriggio per vedere cosa combinerà. Beh, una discreta gara per concludere degnamente la stagione. Brava Casti, siamo in attesa del prosieguo della tua ascesa. 

Ieri imperdonabile dimenticanza per Razzetti, che sfoggia la quarta prestazione alltime nei 100 farfalla. Oggi però non sfugge il lampo di Deplano: 21”85 e quarto pure lui. Insomma i velocisti abbondano ormai in casa Italia, attendiamo quello giusto da podio mondiale. Mancava poco anche al record cadetti di Orsi. Peccato, è andata.

Le inquadrature dei 50 metri di ogni gara di questo streaming sono terribili. Prima ci hanno provato dal basso avanti, poi dall’alto dietro. Niente da fare. Io proverei dall’alto avanti, forse qualcosa riusciamo a vedere di questi 50 metri.

Sento da voci sul campo che l’assenza di aperitivi a metà pomeriggio si fa sentire. C’è fervente attesa di un planner di eventi mondani anche durante i categoria di nuoto. Per eventuali proposte contattare alla voce “re” direttamente in tribuna. 

Alcune gare sono state veramente combattute. Alla virata dei 300 dei 400 stile Junior c’erano almeno sette atleti che potevano vincere. Ma anche i 50 stile Junior, con dieci atleti in cinque decimi. Anche qui supervincitori non ce n’è. Meglio così, ci si diverte di più.

Insomma anche in questo campionato, di ragazze a 54 secondi sui 100 stile non se ne vedono. Non dico 53”, ma almeno 54”. Invece un 55” (Biagioli) e altri 56”. C’è da lavorare duro. Siamo in attesa.

Siamo in  attesa di ragazze che facciano delle apnee a dorso nei 200. Cinque metri o tre gambate non sono considerate come apnea nel mio personalissimo cartellino, non da Junior in su. Non è che siamo tutti Regan Smith ma tra lei e le tre gambate c’è tutta una serie di sfumature di grigio da considerare. Come tra la Scalia e la Zofkova.

Siamo in attesa della prossima giornata. Vediamo cosa ci riserva.

Categoria 2019 Capitolo 1 – L’invasione degli ultracorpi

di Mauro Romanenghi

4x100slfemmine_20ragazze a podio

4x100slfemmine_20ragazze a podio

Molti anni fa, quando ero piccolo, vedere ragazzi stranieri era un vera rarità. Mi ricordo un discorso che mi fece un parente, il quale mi disse che era veramente per lui strano girare per Milano e trovare “tutti questi ragazzi di colore” (allora si diceva negri, oggi non si usa più ma la parola era quella).
Dalle nostre parti quando si vedeva uno straniero (inteso un asiatico, o un africano) le reazioni erano di diffidenza.
Secondo me la stessa cosa succedeva in Africa quando (raramente) uno di noi andava lì a vivere.

Tutto sto preambolo per dire due cose.

La prima che dopo diversi anni abbiamo recepito il fatto che i ragazzi che si allenano qui e non sono italiani (o non lo sono ancora) possono fare i campionati se sono tesserati per una squadra italiana. E vorrei ben vedere, i calciatori vincono lo scudetto e noi non possiamo far nuotare dei ragazzini.

In secondo luogo, che si verifica l’evento che se uno di loro vince la gara individuale, non essendo italiano non vince il titolo italiano – bella scoperta direte voi – ma viene premiato lo stesso. In più oltre a lui, tutti gli italiani dal primo al terzo.

Se ricorderete in un articolo tempo fa avevo scherzato sul fatto che avremmo avuto ventiquattro premiati, perché le staffette con uno straniero erano equiparate. Beh non ci siamo andati distanti e la foto del podio della 4×100 stile Junior femmine lo dimostra. Ben venti atlete premiate, di cui dodici sul podio del bronzo. Una vera pacifica invasione, altroché! Non essendoci posto sul podio, le ragazze hanno optato per una formazione Supersayan alla Dragonball. Comunque tutto è bene quel che finisce bene e alle 22.45 la premiazione è terminata.

Aspettavo qualche reduce dalla Corea – lo so, detto così fa brutto – ma il Day 1 è stato quasi avaro. Tranne che per i 200 stile, dove gli staffettisti non hanno scherzato. Stefano Ballo approfitta del suo momento di grazia e conquista quello che a tutti gli effetti è un titolo italiano assoluto, anche se poi non lo è.

Marco de Tullio è reduce anche lui, e il suo 1’48”00 non è niente male. Soprattutto come lo ha fatto: 53”25 – 54”75. La 4×200 comincia a far gola a tutti, credo.

Zero record nella prima giornata. Ad andarci vicino vicino al staffetta dell’Insubrika, a pochi decimi dal primato italiano della 4×100 stile Cadette. Per il resto, poco da segnalare.

Di Pietro ritorna a colpire nei 50 stile. 25”3, niente di eccezionale. Ma considerato lo stop, neanche così male.

Crederci sempre, mollare mai“.
Il motto della ragazza deve essere questo. E dai e dai alla fine qualcosa viene fuori. E infatti ieri Alessia Capitanio da Trieste porta alla sua squadra il tricolore Senior dei 400 misti tenendo dietro la Trombetti allo sprint. Quarta la gemella Gaia, altrimenti sai che festa sul podio e gossip alle stelle.

Crederci sempre, mollare mai parte due.
Giovannoni Ivan, 7’59”08, primo tempo della manifestazione, meglio di De Tullio e  Acerenza, ma soprattutto tempo limite dei Mondiali Junior di Budapest.

Le gare della prima giornata si concludono con il buio (nel senso di notte). Mai credo di aver visto finire le competizioni di nuoto verso le nove. Un altro segno di avvicinamento al salvamento, dove finire alle 20,30 è un’opzione tollerabile.

Luca Rasi ufficializza la nostra percezione che le ragazze sono più concentrate. Il record dei cartellini persi, nella prima giornata, è dei maschi.

Dopo le Universiadi, in cui si è sbizzarrito nei commenti, torniamo al sobrio e più pacato “Tempi e classifiche confermati. E ora, passiamo al Day 2.”