Eurolifesaving 2019 – Immidiatly!

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Che coppia!

di Mauro Romanenghi

L’altro giorno sono andato come detto a vedere il campo gara delle competizioni in mare. Intanto ricordavo che era verso Misano, però oramai navighiamo nell’era tecnologica e imposto il navigatore dicendo “bagno 7, Riccione”. Mi porta al bagno 130, alle porte di Rimini. Molto seccante. Si sa, la tecnologia é fantastica, quando funziona. Spengo il navigatore, mi accingo a salire in macchina, e poi la mia formazione vintage mi fa avvicinare un signore a cui chiedo informazioni. Ebbene sì, il bagno 7 é dove lo ricordavo io. Bene, faccio tutto il lungomare, e arrivo esattamente dove pensavo che fosse. C’è tutto: cartellone, eccetera. Fuori, un’insegna nel baretto della spiaggia: bagno12. Ma poiché sicuramente mi sta sfuggendo  qualcosa, lascio perdere. 

 

Ieri ero stanco e non vedevo l’ora di tornare a casa. Quindi ho pubblicato l’articolo e mi sono detto: manca qualcosa.
Oggi lo leggo e mi accorgo che non ho detto neanche mezza parola sul record del mondo di Lucrezia Fabretti. Ottimo, rimedio oggi.
Come se non bastasse scendere sotto i 50”, la ragazza si prende il lusso di battere il record e non di poco, arrivando a 49”33. Il trasporto a delfino sembra fatto come se non avesse un manichino al fianco. Qualcuno mi ha anche detto che negli ultimi metri ha ceduto, se no poteva fare 48”. Vorrei vedere voi, fare 50 metri in 30” con un manichino al fianco. 

Quando ci sono le premiazioni, bisogna essere in orario. Non puoi passare il tuo tempo chiacchierando con la bionda che hai visto in tribuna o la svedesina nella vasca di scioglimento. Né bullarti coi tuoi compagni del tuo nuovo personal best. Né tantomeno andare con mamma a comprare la maglietta dei campionati. No. Devi andare alla premiazione con cortese sollecitudine. In inglese questa cosa si dice immediately, o come pronunciato ieri, immidiatly. Questa parola deve essere piaciuta un casino agli speakers, che hanno deciso di farne un mantra che perdurerà nei secoli. 

Tempo da lupi oggi a Riccione. Però le gare sono state tutte disputate. Che non fosse proprio il massimo la temperatura lo si vedeva dalle facce delle giovani atlete. Arriva la vincitrice dello sprint femminile, e ha un’espressione come se la avessero appena sbattuta in mezzo alla strada. Inconsolabile. Ma le migliori sono state quelle uscite dal frangente femminile. Come avessero attraversato il Mar glaciale Artico. A un certo punto é uscita la Fiori. Pensavo la surgelassero così e la portassero allo stabilimento della Findus.

Gran cosa lo streaming, anche se qualche appunto c’è da fare. Prendiamo il traguardo. IN genere, all’arrivo delle gare, la telecamera si fissa all’arrivo e fa vedere…l’arrivo. Qui, no.
Preso da un’improvvisa euforia, il cameraman decideva di inquadrare qualsiasi cosa: il vincitore che si accasciava, il mare, un gabbiano che pescava le ultime vongole di stagione, poi di nuovo il traguardo quando anche il sedicesimo era già al bar. E soprattutto, la linea di arrivo si inquadra tutta. 

Medaglie trovate, medaglie sfiorate. L’altro giorno Vittoria Borgnino e Carlotta Tortello provavano le partenze in tavola (dopo aver giustamente preso un po’ di sole). Oggi Vittoria e Carlotta si sono cimentate (d’altronde le hanno portate per quello) in un tot di gare. Canoa, sprint, staffetta sprint, staffetta tavola per la giovane ligure, poco meno per Vittoria. Carlotta gliela fa e rischiando di abbattere le transenne si lancia terza sul traguardo del salvataggio tavola con Francesca Pasquino che guadagna l’ennesima medaglia di questi campionati. Per Vittoria, il quarto posto con una grande frazione a tavola. Manca ancora qualcosa però nel motore azzurro, lo si vede bene nel ritorno in coppia. Ma insomma, qualcosa si muove. 

Un suggerimento. Io, dei video di tutte le gare degli azzurri, gliele farei. L’altro giorno vedevo che gli svedesi usavano un I-Pad montato su un supporto tipo telecamera. Le inventano tutte.

A proposito di svedesi, le migliori di questo campionato. Magari non come prestazioni, però il loro perché ce l’hanno. 

Torniamo alle gare. Quando ero bambino io, si giocava a fare i tuffi nei cavalloni, oppure a saltare le onde. Passavamo il pomeriggio al mare a fare i tuffi nei cavalloni. Oggi quando spiego “devi fare così, come quando fai i tuffi nei cavalloni”, mi guardano come gli avessi detto di gettarsi contro un equino. Forse le madri di oggi non fanno fare i tuffi nei cavalloni ai loro figli. Così purtroppo inciampiamo sulla spiaggia. Giovanni Caserta e Francesca Pasquino forse non hanno fatto i tuffi nei cavalloni. O forse sì. Però entrambi inciampano all’arrivo, e in volata passa l’avversario. Che ci sta. Però facciamoli fare, i tuffi nei cavalloni, ai nostri figli (non da soli, stiamo lì anche noi: sono divertenti e poi li controlliamo).

Meschiari e Sanna, quando il frangente é una sicurezza. Silvia poi si incolla alle caviglie della Fabre, che sfugge solo su un’onda. Eterna. 

Cattivissimo oggi lo speaker,che voleva il campo di gara liberissimo per la staffetta sprint. E lo voleva, pensate un po’, immidiatly!

Eurolifesaving 2019 – Che figata!

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Che figata ragazzi!

di Mauro Romanenghi

Oggi parliamo anche un po’ di gare. 

Ieri sono impazzito per cercare di fare le foto, scrivere, vedere le gare, ci mancava solo che mi dessero le chiavi sistemavo il bordo vasca e chiudevo. Oggi allora mi sono detto che devo stare più sul pezzo quindi sono rimasto a scrivere durante le batterie del mattino, dopo una bella colazione. Non c’è niente come una bella colazione per iniziare bene la giornata. Che figata!

Ieri sempre una bella giornata di sole. Nell’intervallo delle batterie e finale vado a vedere il campo gara al bagno 12. Tutto bellissimo, campo gara transennato di 130 metri, tendoni per squadre e giuria, maxischermo da cinema e ragazzi a fare allenamento, sole e cozze aperte sulla spiaggia. Forse qualcuno si é fatto un’impepata in alto mare. Sarei rimasto lì tutto il giorno, ma le gare mi hanno richiamato all’ordine come i polpi nei vasi, le aragoste nelle nasse e i merluzzi nelle reti sono cascato in piscina. 

Insomma tutti questi pesci mi hanno messo fame, e quindi domenica sono andato a mangiare una bella grigliata di pesce con il Fogliani. Che dopo due milioni di podcast, abbiamo conosciuto dal vivo. Una figata pazzesca.

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Fritto da re

 

Vedere le gare dal vivo é molto entusiasmante. Direte voi che le ho sempre viste dal vivo. Vabbè, ma dal vivo un Europeo no. Poi certo conoscere un po’ tutti é sempre come essere a casa.

Allora parliamo di gare. Sette gare consecutive vinte all’esordio di un Europeo non é facile, si poteva fare otto con la staffetta ostacoli ma anche se i ragazzi della Senior ce l’hanno messa tutta con un record italiano é arrivato solo l’argento. Siamo incontentabili.

Anche oggi un po’ di marachelle negli agganci del super. Ci sta, sono ragazzi. Così se ne va il titolo Youth femminile che era già nelle tasche della Pasquino, e la vena del CT si gonfia in maniera irripetibile. 

Tra l’altro si rovina un poker memorabile con un aggancio sciagurato in 10 secondi. Infatti l’Italia ha vinto con Meschiari, Gilardi, Caserta le gare assolute e Youth di ostacoli e super. La Pasquino é seconda dopo il trionfo a ostacoli. Peccato, sarebbe stata una figata pazzesca.

Mauro Ferro si arrabatta in tutti i modi per battere Danny Wieck. Mancano quindici centesimi. Ma ci siamo quasi. 

Ippolito invece schizza fuori dalla presa del misto e va a vincere con 59”99. Ci siamo quasi per il record anche qui, ci siamo promessi che ci riproviamo agli Interclub.

Eterna sfida fra due eterne rivali. Magali e Silvia. Una vince misto con il nuovo record europeo, più corda, più staffetta manichino. L’altra ostacoli, super, staffetta ostacoli. Un duello infinito. 

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La sfida infinita Meschiari Rousseau

 

Segnatevi questo nome. Nina Holt. Trasporto con una flemma olimpica, sia pinne che manichino. Anno 2003, ancora due anni di categoria, fisico tipico da tedesca, bassa e tozza come potete immaginare.

Gilardi anche lui doppietta ostacoli e super come Silvia Meschiari. Sfiorato il record del mondo di super. Con Sanna, esperienza e certezza della nazionale.

Record storico battuto dalla staffetta trasporto maschile, quello della staffetta Rane Rosse di Montpellier, che fu record del mondo. Bravi ragazzi, una figata.

E con questo non potete dire che le gare non le ho seguite.

Eurolifesaving 2019 – Vita durissima per i re

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Belle, felici e vincenti: le campionesse europee della staffetta ostacoli

di Mauro Romanenghi

Siamo ai primi di agosto, finiscono tutte le gare di nuoto, salvamento, tuffo dalla scogliera ecc. e quindi non ci sono più competizioni da guardare. Sto parlando con mia moglie la quale mi fa notare che potrei andare a vedere almeno un paio di giorni dei Campionati Europei di salvamento dato che si svolgono a Riccione, così si vede un po’ l’aria che tira. Mauro Romanenghi si sa é un nota decisionista, che in tre minuti coglie la palla al balzo e va.
Così all’alba del 5 settembre chiedo l’accredito (dalle vacanze) e prenoto l’albergo il 15 di settembre. Fossi stato alle Olimpiadi, probabilmente sarei rimasto a casa. Invece per gli Europei di salvamento tutto ok: accredito accettato, albergo prenotato, partenza organizzata in sette minuti lanciando nello zaino la maglietta dei World Games del 2009.
Venerdì 20 settembre parto e telefono al re. Il re ormai lo sapete e se non lo sapete ve lo dico é Fabio Tadini. Ormai lo chiamano tutti re. O IL re. Così, in amicizia.
Lui parte in treno, da Milano. Io, in auto, dal lavoro. Partiamo insieme e ci sentiamo al telefono.
Si sa, il treno é un filo più veloce. Seguo il suo viaggio ma arrivo a Riccione, lui mi manda un wattsapp: sono a Bologna. Non pensavo esistessero ancora quei treni a vapore dei film western anni ‘70. Invece sì. 

 

Arrivo a Riccione in piscina, entro dove avevo vista segnalata la sala accrediti (è l’ingresso della piscina). Chiedo e una gentile signorina mi dice: “non c’è nessuno”. Cominciamo bene. Un’altra gentile signorina si offre di darmi però il mio accredito, che c’è. Ottimo, penso io.
Poi chiedo informazioni: “sono tutti al mare, con i Master”. Giusto, siamo a Riccione, dove vuoi che sia l’ufficio stampa: al mare con i Master. E’ giusto, fa bello, lo sarei anche io, ma c’è la SERC. Quindi sono qua. Mi guardo la SERC: un’oretta di gare, la Francia super, la Spagna molto bene. l’Italia veloce con qualche intoppo finale ma l’impressione non é male. Mi dice Daniele Sanna “sembra sempre così ma in realtà poi qualche cagata salta fuori sempre”. Terzi. Stavolta se c’era la cagata non era così grave.

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Capitan Borgnino guida la SERC italiana in azione!

Alla fine della SERC, accompagnato dal suo capo allenatore, arriva il re. Lo aveva promesso alla ragazza che allena. Si sa, un re mantiene sempre le promesse.

Nel giro di un paio di ore ricevo un paio di apprezzamenti per gli articoli su Acquastampata e Lifesavinginitaly. Fa sempre piacere ricevere complimenti al posto dei soliti commenti negativi. Naturalmente tutti gli amici del salvamento volevano solo sapere se ho portato il vino. Arrivo al bar della piscina, chiedo un caffé e le titolari mi fanno: “e il prosecco?”…quando li abitui bene, poi la gente ti apprezza.
Stavolta tocca al re però. Che essendo re non ci ha pensato…noblesse oblige.

Al mattino si sa vita durissima. Per cui occorre un’ottima colazione, se poi il cappuccino si presenta così meglio ancora.

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Il buongiorno é sempre gradito

Ora io sono sempre dalla parte degli atleti, ma secondo me schierare una ragazza che fa 4’08” nei 200 ostacoli (avete letto bene quattro minuti e otto secondi) mi sembra un filino esagerato. Tanto quanto schierare chi non finisce un Ocean o lo finisce facendosi dare il giro dagli altri. Chi ha orecchie per intendere…
Però diciamolo che il Portogallo fa notizia anche per i successi. Storico l’argento nella gara del line throw…certo il tempo non é eccezionale, ma un argento é un argento.

In mattinata quattro ragazze decidono che é il momento giusto per dire fine al primato del mondo Youth della staffetta ostacoli. Insomma, quando ci vuole ci vuole. Mettiamo quindi una bella foto delle quattro staffettiste. Non gli ho chiesto io di mettersi in ordine di altezza, sono loro che vanno in giro così.

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Le sorelle Dalton al record del mondo! Manca solo Lucky Luke

Gare Youth, per la serie quando le cose vanno male possono anche andare peggio. Manichino pinne e torpedo. Per la serie quando le cose devono andare male lo fanno fino in fondo.Davide Belcastro non parte. Suona il via ma non parte. Dopo due-tre secondi decide di andare: recupera tutti, é secondo ai cinquanta, ma si sa quando le cose decidono di andare male lo fanno fino in fondo. Aggancia storto e il manichino si mette di traverso. Risultato fuori dalla finale.
Pomeriggio. finale line throw. Femmine lanciano così così e sono quinte, ma ci sta. Lancio dei maschi benissimo, quarti di un soffio, Il lanciatore saltella qua e là come tarantolato. Risultato squalifica per fuori settore. La vena del CT comincia a gonfiarsi.
Passano poche decine di minuti e la staffetta pool lifesaver lanciata verso il nuovo recored del mondo perde il manichino. Tranquilli, il CT sta bene e i ragazzi anche. Dopotutto, so’ ragazzi…

Per la serie se qualcosa può andare male, sicuramente lo farà. Ferrari arriva contro la corsia, il torpedo non si trova, l’aggancio non viene e il torpedo schizza via. Qua si rimedia con l’esperienza (e anche perché, diciamolo, i rivali sono pochi). Piccoli incidenti che capitano. Arriva la finale pomeridiana. Stavolta l’aggancio c’è, è il manichino che si mette di traverso. Niente da fare. Quando il pomeriggio va così, meglio stare sotto le coperte e leggere. 

Il line throw é l’unica gara al mondo dove i tifosi esultano due volte: la prima se la corda arriva al compagno che deve essere salvato, poi se si vince. Ma urli da stadio eh…robe solo del salvamento, queste. 

Mi sbagliavo, anche nel torpedo succede così dopo l’aggancio.

L’Italia realizza un’impresa con due medaglie nella SERC. Giornali specializzati e siti a dare la notizia. Notizia identica in tutto e per tutto, con la foto, a quella della FIN. Per forza…nessun sito, nessun giornale, è qui. Ci sono io, e io soltanto. E qualche fotografo. Infatti la SERC è stata premiata il giorno dopo la notizia. 

Prima della solita tiritera che non parlo mai dei successi azzurri, ricordo che su OAsport trovate tutti gli articoli sugli Europei. Prevenire é meglio che curare.

Dodici ori per l’Italia nel primo giorno di gare. Ottimo. Continuo a ricordare che le corsie non hanno fatto nulla e quindi se evitiamo di salirci magari non si rompono, che costano. Molto più importante é rimanere fermi nella gara del line throw. Rimanere fermi, nel mondo moderno, é sempre più difficile.

IPC 2019: Squilli di trombe, rulli di tamburi…

di Mauro Romanenghi

Mondiali IPC 2019

Chiamata alla premiazione…in stile british

…l’Italia dei ventidue é sul tetto del Mondo.
Salire su un tetto é difficile, bisogna stare attenti perché le tegole sono traditrici. Già si possono staccare e venire in testa quando cammini per strada…la classica tegola, chi non la conosce? – oggi vado di metafore, é così.
Comunque dicevo, salire é complesso. Soprattutto quando la crescita é stata così vertiginosa come quella dell’Italia: terza due anni fa in Messico, poi protagonistia lo scorso anno agli Europei e ora vincente.

Ci é arrivata facendo un po’ la spericolata, veloce veloce, da quando qualche anno fa ha chiesto e ottenuto la partenza di questo progetto.
Ci é salita come una squadra di calcio (una volta erano ventidue, come allo storico Mundial di Zoff, Gentile, Cabrini nel 1982).
Ci é salita con venti ori, cinquanta podi, con più della metà degli atleti (sedici) a medaglia individuale.
Ci é salita in un campionato con quaranta record mondiali battuti, gare di livello eccelso, dove spesso si é vinto o perso di pochi centesimi (e non é così usuale in questa categoria).
Dove i protagonisti cominciano a essere tanti, dove si vince dall’Islanda al Cile – vado sempre per metafore, visto che non possiamo dire dal Manzanarre al Reno: così prevengo i soliti che diranno che Islanda e Cile non hanno vinto un bel niente, a parte un paio di bronzetti.

In una squadra ci sono però anche quelli che possiamo citare. Non me ne vogliano chi non lo sarà, ma tutti non ce la faccio. E come Dumas aveva i suoi preferiti, noi abbiamo i nostri tre Moschettieri: Raimondi, Barlaam e Morlacchi. Che poi, se ci aggiungiamo Fantin, il guascone di Bibione, diventano quattro e chiudiamo il bel romanzo della staffetta veloce che più veloce non si può. Ci starebbe pure il cardinale, con Bicelli, ma gli facciamo fare la figura del cattivo: magari a lui facciamo fare il duca di Buckingham.

Mondiali IPC 2019

I quattro moschettieri…un po’ provati!

 

Stefano Raimondi, quell’incrocio un po’ Vieri un po’ Tomba; ci aspettiamo da un momento all’altro che ci dica: “non son più carabiniere”…ma poi si commuove per il record del mondo della staffetta. Sue otto delle cinquanta medaglie, nessuno ha vinto tanto quanto lui.

La foto simbolo dei Mondiali: quella dei nuovi gemelli diversi. Il nuoto ha Greg e Gabri, il nuoto paralimpico ha Simone Barlaam e Federico Morlacchi. Sdraiati sulla corsia, belli e vincenti nel loro 100 farfalla, come i due fondisti a Rio 2016. Paragone pesante, forse un’iperbole. Diciamo che a vederli fuori dall’acqua, sembrano più Danny Devito e Arnold Schwarzenegger. Ma in acqua, tutta un’altra storia!

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I gemelli diversi sul tetto del mondo

Superba, superlativa, ma soprattutto super, Arianna Talamona supera anche la Caporale e riesce a far piangere compagne e avversarie, come neanche la migliore Elisabetta in forma olimpica. La sua amica Giulia Ghiretti sta ancora in lacrime per i complimenti ricevuti. Per lei é tutto super. Superprestazione, supergara, supercontenta, superfelice.
Insomma, un supermondiale.

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Arjola Trimi: massima fiducia!

Un essere superiore viene invece definita Arjola Trimi. Promessa sposa fra poco – senza stare lì a sbaraccarlo come la supercampionessa Jessica Long vincitrice di ottomila ori olimpici  e che si presenta qui poco in forma perché sta preparando il matrimonio e ci tiene a farlo sapere: a noi ce ne frega poco o zero, sinceramente – Arjola si da da fare in ogni stile e distanza, dai 50 dorso ai 150 misti. Il suo fidanzato aspetterà, il girl power mica può aspettare e quindi prima i Mondiali poi le giuste nozze. 

Se la Talamona é super, la terminator vivente della parola é senza dubbio Carlotta Gilli. Con un accento piemontese degno della pubblicità del cioccolato Novi, se le fate una domanda dovrete pazientemente aspettare che finisca la risposta: la progressione terminerà dopo circa 45 secondi, 375 parole con dodici congiuntivi, sette condizionali e nemmeno un errore di pronuncia. Così non si può dire del suo arrivo nei 100 farfalla, ma ci ha promesso che non lo farà più. Ma come non perdonarla.

E come non intenerirsi davanti alla commozione della Scortechini, il cui cognome già é tutto un programma. Una rimonta spaziale la sua nei 100 farfalla, una rimonta come se ne sono viste tante in questo mondiale coronate da successo oppure no. La sua le porta l’argento, l’unica medaglia individuale. Ma rimane quel sorriso timido come il suo cognome.

Xenia Palazzo sembra Rolando del trio di Maidiregoal: lo ricordate? “Non – ci – posso – credeeeeeere!”
Uguale. Come se nuotassi, sprintassi nei 200 farfalla e battessi Phelps. Lei lo ha fatto con Jessica Long nei 400. Che anche se prepara il matrimonio, schifo non fa. 

Che poi di questi mondiali ce ne sarebbero di cose da dire. Ma diventerei lungo, e anche le migliori poesie devono finire altrimenti poi diventano noiose. E così anche le squadre: impossibile citare tutti. Ma sappia chi legge che nessuno é stato scordato, anche chi non ha vinto nessuna medaglia come il portabandiera, Vincenzo Boni. Forse la bandiera porta male: Vincé, la prossima volta porta un cornetto e l’asta mollala a qualcun altro (come diceva un grande comico…”si fa per scherzare, Dio…”).

Mondiali Junior Day 4: Zomborigabor per tutti!

di Mauro Romanenghi

Lani Pallister

Lani Pallister: non ci credo, ma facciamoci un tatuaggio lo stesso!

Ogni giorno la regia ungherese esordisce con la telecronaca della vittoria di Zombori Gabor nei 400 stile. La prima (e finora unica) medaglia d’oro dei padroni di casa. Zomborigabor é oramai divenuto sinonimo di qualsiasi cosa, un po’ come supercalifragilistichespiralidoso in Mary Poppins. Quindi si sente ogni cinque minuti in telecronaca. E fra gli appassionati ha preso oramai piede. Anche perchè Zomborigabor (lo scriviamo così) fa ogni gara, dai 50 dorso ai 200 rana (e neanche male, 2’15” non lo butterei via).

Parliamo di USA. Perchè siamo già a 12 ori, record della manifestazione, e quindi si avviano verso i 18-20 ori agilmente. Impossibile dite voi? Come ieri che avevo detto che sarebbe stato un 100 rana femmine esplosivo? Certo, come al solito ho sbagliato cavallo vincente, ma 1’06” ho detto e 1’06” hanno fatto. 

Ma torniamo agli atleti a stelle e strisce. I coach oggi avevano questa partita di trasferelli simboleggianti la bandiera USA che ovviamente nessuno voleva (i trasferelli sono quelle specie di tatuaggi finti: da bambino li chiamavamo così). Ebbene hanno fatto circolare la voce che solo chi aveva il trasferello avrebbe potuto prendere la medaglia. Al mattino, corsa a prendersi i trasferelli che sono stati messi dappertutto: in faccia, sul petto, sulle braccia.
Alcuni si sono letteralmente trasformati: la Stege si migliora di due secondi in finale nei 400 e prende il bronzo, Matheny va a vincere l’oro dei 200 rana con il record dei campionati contro quella che sembrava la prima medaglia d’oro sicura per il Giappone, la Huske sorprende tutti e anche se stessa e vince i 50 farfalla contro la favorita bielorussa.
Insomma, i trasferelli hanno trasformato i ragazzi. Coach soddisfatti e magazzino svuotato. 

E’ chiaro comunque che i ragazzi statunitensi hanno finalizzato questa manifestazione e nessun altra. Migliorano sempre nel corso dei turni: e poi sparano tutto e spesso tirano giù secondi nella finale. Anche chi non fa il personale. Trump molto soddisfatto.

L’unica che non si fa spaventare dai trasferelli é Lani Pallister. Che nei 400, dopo 200 metri saluta tutti e se ne va. Comunque, per non saper nè leggere nè scrivere, un tatuaggino a forma di Australia sulla guancia se lo é fatto pure lei.

Anche la coppettazione, oggi, andava di moda. Ad Anastasia Shkurdai però é servito a poco nei 50 farfalla, la forza del trasferello ha vinto.

Resta un mistero sulla sorte di Namba, argento degli 800 e oggi triste ultima nei 400 dopo essere entrata con il secondo tempo. Il morso del Namba non c’é stato, stavolta.

Zomborigabor (che sarebbe “accidenti”) che ultimi 15 metri ha fatto la Chikunova nei 100 rana. Ieri però in semi il secondo 50 é stato meglio di quello di oggi. Comunque infila la Dobler che pensava di aver vinto. Piallata invece la mia favorita, la britannica. Vabbè, mi rifarò.

Due paroline sugli italiani devo farle. Continua la crisi di identità di Ceccon che oggi va su Burdisso.  Insomma mette la cuffia di chi non gareggia, si é capito. Ma non ci capisce molto lui, che viene infilato dal ceco a sorpresa. Il ceco che si chiama…Cejka: ma allora lo fanno apposta. Bronzo per Ceccon, comunque.

Bene la Pilato, che va al record italiano Ragazze di un centesimo. Malino il ritorno, tutto da sistemare l’ultimo 15 metri. Da terza a sesta. Per ora va così, ma 37” non va bene. 

Biasibetti

Massima concentrazione!

Fino alla gara dei 50 farfalla donne l’Italia aveva un ruolino di marcia che recitava finale uguale medaglia. Biasibetti e Cocconcelli hanno rotto l’incantesimo. Ma gli vogliamo bene lo stesso, Mattarella poi non é come Trump e di sicuro non le manderà a Lampedusa.

Siccome oggi di vincere da favoriti non se ne parla, anche l’americano Curtiss si fa infilare nei 50 stile da Bukhov. Giusto così. 

E con questo, vi saluto. Le ferie sono arrivate, seguirò le imprese dei ragazzi e sicuramente avremo altri successi. Che verranno raccontati come meritano.
Zomborigabor, ragazzi!

Mondiali Junior Day 3: ognuno ha i suoi problemi!

di Mauro Romanenghi

Ceccon

Grossi problemi di cuffie per Thomas…

In generale, la mia giornata inizia molto presto, verso le cinque. A quell’ora faccio colazione. Per me, pranzare presto è vitale. Ma posso saltare il pranzo (non spesso). La cena però è fondamentale, il pasto più prezioso della giornata. E’ un grosso problema non cenare. Per il mio umore e per la salute psicofisica di chi mi sta vicino. Lo so, non è un problema fondamentale. Ce ne sono di peggiori, ne convengo, ma ognuno ha i suoi.

Nessun problema per Franko Grgic, invece. Purtroppo causa cena all’aperto (ma guarda un po’) non sono riuscito a vederlo. Ma chi lo ha fatto mi ha detto che veramente è un gran talento. Gara negative split sugli 800 e record mondiale sfiorato (giovanile, off course).

Nessun problema per Andrei Minakov. Il russo di professione minatore (così dice mia moglie, nel senso che lavora in miniera), si aggiudica i suoi 200 farfalla in agilità. Dietro di lui Burdisso, che entra alla gara di finale a piedi nudi e maglietta. Problemi con le ciabatte, forse. 

La faccia di Burdisso sembra veramente quella di un manga. Più lo guardo e più mi aspetto che si trasformi in un Cavaliere dello Zodiaco.

Le ragazze italiane si danno da fare, anche se finora le ho citate poco. La Cocconcelli e la Tarantino hanno perso ieri il loro momento per la squalifica della mista mista, ma hanno già disputato la semi dei 100. E oggi si aggiudicano il bronzo nella mista stile. Poi abbiamo la Biasibetti, al personale e nono tempo di sempre in Italia nei 50 farfalla, che entra in finale con Costanza (di nome e di fatto). E oggi si riscatta anche la Gaetani. Dopo una prova che di sicuro non l’ha soddisfatta nei 100, nei 200 dorso battezza l’avversaria e la segue fino al bronzo in 2’10”52. Niente personale, ma va benissimo così. Per stavolta. 

Nessun problema nemmeno per la Walsh. Discutevo con gli appassionati su questa ragazzina: altissima, purissima, ma magrissima! Con questa bracciata a zampa di ragno, arriva a 53”75 nei 100 stile. E’ del 2003. Forse è per questo che gli americani non hanno problemi con le staffette (quasi sempre…)
L’unico suo problema è il nome… ma dico io, con tutti i nomi bellissimi che ci sono, come si fa a chiamare una ragazzina Gretchen. Peggio ancora di Michaella.

Problemi grossi per Zuev in partenza nei 50 dorso. Ciononostante, finale per lui. Se sistema la cosa, domani son dolori per tutti. 

Problemi nel finale per Jade Hannah. La dorsista canadese mette subito in chiaro che se fa 59”6 nei 100 dorso nei 200 la padrona è lei. Ma nel secondo 100 qualcuno le ricorda che non sempre partire fortissimo è un bene. Seconda metà percorsa in 1’07”5: la Gaetani ha fatto 1’06”, fate voi. Comunque gran bel talento e gran belle apnee. Regan Smith a parte…

Continuano imperterrite le interviste in zona mista alle atlete in lacrime. Niente, incalzate dal microfono devono rispondere e nonostante il volto rigato dai mocciconi che scendono copiosi sulle gote queste parlano a macchinetta. Ma a loro la Caporale gli fa un baffo. 

Problemi grossissimi di identità per Ceccon. Ha già gareggiato con la cuffia di Burdisso e Pilato. Oppure ha perso la cuffia e per punizione la deve chiedere in prestito. Anche io faccio così, con i ragazzi. 

Gli USA zero problemi in staffetta. Quattro staffette, quattro ori, tre record. Trump ha già mandato le loro foto a quelli della squadra assoluta di Gwangju. I want them, c’è scritto.

Domani prevedo scintille nella gara dei 100 rana donne. Il mio cavallo è britannico. Nessun problema, comunque: accetto tutte le puntate.

Mondiali Junior Day 2: che abbuffata!

                       di Mauro Romanenghi

Benedetta Pilato

Sfoggio di inglese per Benedetta!!!

Non so quanti altri giorni potrò commentare di questi Mondiali. Le ferie si avvicinano, e io partirò per la Puglia, dove sicuramente seguirò una morigeratissima dieta a base di bombette, burrate, pastasciutte, melanzane alla parmigiana e carne alla griglia. Tutto leggerissimamente fritto nel fantastico olio pugliese. Mi aspettano quindi delle grandi mangiate, e sto allenando l’appetito. 

Un po’ come fanno i protagonisti di questi mondiali, che sto seguendo insieme a dei veri appassionati (anche di cibo, credo).

Abbuffata anche di titoli oggi: otto titoli individuali assegnati e una staffetta. Qualcuno tenta già di fare il passo più lungo della gamba, ma la gamba é quella del tavolo quindi rimane indigesta. 

E’ il caso, ad esempio, del vincitore dei 200 stile, Urlando. Urlando di felicità dopo aver bruciato lo svedese di sei centesimi (svedese favoritissimo che al mattino aveva rischiato la beffa). Urlando di rabbia dopo quindici minuti per aver malamente bucato la finale dei 100 farfalla, morendo letteralmente. Però, ragazzo, 15 minuti fra una gara e l’altra forse sono ancora troppo pochi. Ripassa fra qualche anno.

Parliamo sempre di 200 stile. Sette atleti in sette decimi di secondo. Come ai mondiali assoluti una gara, quella dei 200 stile, apertissima. 

USA sugli scudi oggi e vincitori di quattro ori con il record mondiale giovanile della mista mista (e fanno due con la stile veloce di ieri). Si issano in testa al medagliere e vanno in fuga. 

E’ ufficiale che in ungherese il cognome si dice prima del nome: é stranissimo, ma é così.

La regia ungherese é precisissima: anche nel non far vedere una premiazione. Pubblicità, commenti tecnici, telegiornale flash, ma le medaglie, comprese quelle azzurre, nisba. 

Eh sì perchè all’abbuffata di titoli contribuisce anche l’Italia. Prima Ceccon fa suoi i 100 dorso con il primato italiano Juniores, seconda prestazione ogni epoca, in 53”46. Poi Benedetta vince i 50 rana. Entrambi con un po’ di patemi, nel finale. Ma é giusto così, ogni pranzo va meritato e così anche ogni successo. 

La Pilato é anche l’unica ragazza non ungherese che abbiano fermato per un’intervista. Beh dai non se la cava male. Brava!

Osservavo l’entrata di molte ragazze. Alcune sono spavalde come se andassero a fare shopping: con stivaloni, cuffione, manca solo la borsetta o lo zainetto. Altre sembrano lì per caso, si guardano intorno e si mangiano le unghie. Fa specie pensare che la campionessa mondiale dei 100 dorso, Regan Smith, ha la loro età (beh, anche la Pilato…)

Nella gara degli 800, dove la Giulia Salin conquista il bronzo con un ottimo duello spalla a spalla, vince Lani Pallister. E chi se ne frega, direte voi. Giusto.
Solo per dire che l’australiana è la campionessa mondiale in cinque specialità individuali del salvamento nel 2018, ultima edizione dei mondiali Juniores, nonchè primatista mondiale di categoria in due di esse. Questo quindi é un successo storico, non credo sia mai avvenuto prima. Insomma, anche il salvamento voleva partecipare al banchetto.

Per fare un po’ di gossip, un mio conoscente mi fa sapere che Lani spodesta la madre dalle top50 degli 800 inserendosi al trentesimo posto. Insomma, buon sangue non mente!

Mondiali Junior Day 1: le stelle di domani!

di Mauro Romanenghi

Ajna Keselj

Keselj ai World Junior: Campioni di oggi, campioni di domani!

Sono quasi in vacanza oramai. Manca pochissimo. Mi sveglio pensando che mancano pochi giorni, che oramai ci siamo. Vedo le ferie, le tocco con un dito. Basta lab, basta articoli spiritosi sui categoria, basta battute su allenatori, atleti, me stesso. E invece no! Che ti credi? Ci sono ancora i Mondiali JUNIOR! Sei giorni di tecniche, eccelse prestazioni, record mondiali giovanili che cadranno a pioggia e che devono essere commentati. La TV ungherese in forze presenta  l’evento, con tabelle orarie precise come i treni  della metropolitana (ungherese). Interviste puntuali, tutti i ragazzi ungheresi sentiti gara dopo gara, piuttosto anche in lacrime ma devono parlare in TV. Mica come qualcuno che se fa
appena appena un po’ male si lamenta o a volte scappa via. E quindi, finché potrò, anche io scriverò qualcosa.

La foto la merita Anja Keselj, che non so per quale motivo é qui a Budapest. Non ho capito una mazza di quello che ha detto, ma la foto copertina é sua a prescindere.

Nella prima giornata brilla la stella di Zombori Gabor. Zombori é il cognome, credo. Lo avranno detto almeno cento volte, in trasmissione. Segno che ha colpito. Nei 400 stile é stato incredibile. Intanto é partito a 100 all’ora. Poi si é tranquillizzato, poi é ripartito a mille all’ora, e ha seccato tutti chiudendo in un simpatico 27″1.
L’australiano Neill è stato l’unico a capirci qualcosa, gli altri sono abbastanza esplosi.
Ancora adesso tutti stanno urlando Zombori Gabor.

Parliamo un secondo dell’Italia. Oggi protagonista con la Pilato che ha fatto un arrivo terribile nella semi dei 50 rana ma comunque ha il primo tempo e con Ceccon che ha passeggiato la sua dei 100 dorso. Domani si vedrà.
Un plauso alla nostra staffetta veloce: dal mattino si vedeva che la medaglia si poteva fare, ma dar fastidio alla Russia e agli USA non ci pensavo. Beh alla fine un argento non sarebbe stato rubato. Ma Minakov ha staccato quel 47″8 che non fa proprio schifo. Il bronzo nemmeno. Bravi ragazzi.

Stamattina vedevo che quasi un tunisino entrava in finale dei 400 stile. Ma un indiano in finale dei 100 dorso chi se lo aspettava? Il mondo si sta proprio allargando.

A proposito dei 100 dorso, il dorsista inglese si chiama Charlie Brown. Scritto proprio così.

Finale dei 400 misti da barzelletta; ci sono due ungheresi, due americane e due spagnole. La spagnola Vazquez dice alle ungheresi: andate avanti voi, che poi arrivo a rana. A rana fa 1’16”, passa in testa e fa il record mondiale giovanile in 4’38” e spicci.
Ma la cosa straordinaria é che per partecipare a questa finale dovevi avere dei nomi impossibili. Tipo le ungheresi, che di solito si chiamano Szabo o cose del genere: queste si chiamano Szabo-Feltothy e Myhalyvari-Farkas. Persino la Glenister, inglese di bronzo,  si é complicata la vita e si chiama Michaella. Ma un nome normale no?

FuoriOnda 71 – Paralimpici verso i mondiali di Londra

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, in redazione come sempre Marco Agosti. Il Fogliani, ammaestratore di VaporidiCloro, risultava rapito dagli alieni

Ospite Riccardo Vernole, CT FINP.

Oggi siamo con Riccardo vernole, direttamente dal ritiro di Ostia dove i paralimpici azzurri del nuoto stanno preparando i Mondiali di Londra. Tante considerazioni sui ragazzi, sulle loro possibilità e sulla stagione trascorsa dopo i successi delle ultime due stagioni; e una parola su chi non ci sarà perché le selezioni sono state veramente dure.
Ma anche elogi a questi ragazzi che studiano, lavorano e si allenano duramente.
Tutto questo nell’unico podcast del nuoto che non vi abbandona mai, neanche in vacanza. Sempre sulla cresta… anzi Fuorionda!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 12 agosto 2019
Credit foto: Riccardo Vernole via wa