FuoriOnda 86 – coach Sabino: la potenza della mente

di Redazione Podcast

Andrea Sabino

Andrea Sabino

Puntata 86 – coach Sabino: la potenza della mente

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Andrea Sabino, tecnico della TimeLimit Caserta.

La puntata di oggi ci porta a Caserta, dove incontriamo (virtualmente) Andrea Sabino: che alla Marzullo si fa una domanda e si da una risposta. Da dove vengo, dove sono e dove voglio arrivare. Come ha costruito una squadra di tutto rispetto quasi dal nulla, con uno staff completo che si coordina in maniera perfetta. Il tutto non male, per uno che non amava nuotare perché l’acqua era troppo fredda!
Tutto questo su Fuorionda, l’unico podcast che segue il nuoto italiano… anche quando è fermo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata l’8 maggio 2020
Credit foto: Andrea Sabino

FuoriOnda 85 – Stefano Ballo: allenamenti col sorriso

di Redazione Podcast

Stefano Ballo - photo: TeamBomber

Stefano Ballo – photo: TeamBomber

 

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Stefano Ballo, primatista italiano della 4×200 con la nazionale italiana.

Oggi dopo un lungo inseguimento abbiamo con noi Stefano Ballo, con il quale affrontiamo un lungo percorso: temporale e spaziale. Partiamo dall’inizio della sua carriera da dieci e più anni fa a Bolzano fino a… Caserta! Con una lunga serie di aneddoti ci spiega come sia lavorare dopo aver nuotato alle 5 di mattina, cosa vuol dire la ricerca della perfezione, perché è importante avere un gruppo intorno e un allenatore che ci crede.
E nuotare sempre col sorriso.
Tutto questo su FuoriOnda, l’unico podcast che segue il nuoto italiano… da nord a sud!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 30 aprile 2020.
credit foto: TeamBomber

Oltre il nuoto : “Aperture mentali nell’era COVID”

tabaccheria_milano

L’essenza… di tabacco!

di Mauro Romanenghi

Sinceramente questo tira e molla su chi apre e chi chiude ci ha un po’ stufato, anche perché di sicuro gli esperti sanno perché una cosa è essenziale, altrimenti che ci stanno a fare?

Alcune cose mi lasciano un po’ perplesso, a dire il vero.

Intanto aprire una piscina abbiamo visto non sarà semplice. Ma io dico se apre una piscina dovrà aprire allo stesso modo per dei campioni o per dei corsi no? Forse i campioni sono immuni al virus? Che hanno fatto un corso accelerato di immunizzazione? Quindi perché aprire un impianto (tra l’altro i campioni per definizione essendo campioni sono pochi) quando non ci sono:
A) le condizioni
B) i numeri

Dopodiché certo non gestisco impianti, né federali né tantomeno privati, quindi non mi addentro in questioni burocratiche. 

Ma esulando per un attimo dal nuoto altri quesiti, in tempi come questi, mi vengono in mente. Chissà forse sono giustificati, forse no. Però senza troppo giudicare si possono esprimere.

Parto da una premessa: tra le attività essenziali sono state scelte edicole, tabaccai e rivendite di alcolici.
Se la lettura di un quotidiano credo porti un minimo di informazione (tralascio l’attendibilità di alcuni articoli che non sta a me verificare), fumare e bere a parte far passare il tempo non credo porti un gran vantaggio nei termini di salute pubblica. 

Ma per esempio, se avessimo voluto leggere, perché non potevamo andare in biblioteca? Perché devo comprare un libro su Amazon, quando abbiamo milioni di libri nelle nostre biblioteche pubbliche, tutti a disposizione, e senza neanche fatica e spese aggiuntive (cosa non da poco in questo periodo). Basta sceglierli e ritirarli a rischio zero su appuntamento, come abbiamo sempre fatto, tra l’altro: credo sia sufficiente un addetto dietro uno schermo.

Parliamo di abbigliamento. Perché non avrei potuto comprare un paio di scarpe se mi fosse servito? O della biancheria? Solo su Amazon? Ma i bambini? In due mesi non crescono? Non cambiano vestiti? O scarpe? Capisco che forse fare shopping non è essenziale. Ma andare in giro con delle mutande, forse, lo è.

Tra l’altro chi ci dice che Amazon (o tutto ciò connesso con l’acquisto virtuale) segua le regole? Chi lo controlla? Tralascio le questioni sulle tasse di Amazon eccetera. 

Sono andato, per necessità, un sabato prima di Pasqua in un supermercato vicino casa. Non amo i grandi supermercati. Non amo in generale i supermercati. Entrando vedo chiuso sbarrato il reparto vestiti. Nastrato come fosse infetto e mortale. E a coprire il tutto una parete di venti metri per due di altezza di uova di cioccolato. Le uova sono essenziali, il vestito per i bambini no. Essenziali a chi? 

Gli alunni vanno a scuola in modo virtuale, e potrebbe anche essere sufficiente. Ma i compiti vanno fatti sul quaderno. Alcuni hanno chiuso l’accesso alla cancelleria. Capisco che ci si può arrangiare con quello che hai in casa. Ma neanche una matita? Una gomma da cancellare? Ci vuole un decreto per capire queste cose o basta usare i neuroni? (Ad averceli, aggiunge mia moglie).

Ma perché i parrucchieri hanno dovuto chiudere? Cosa ci voleva ad avere un appuntamento col parrucchiere? Mica ci vai tutti i giorni dal parrucchiere. E bastava avere una mail di appuntamento per girare. Non prendiamoci in giro: se vado dal parrucchiere non infetto nessuno. Non di più che se vado a comprare le sigarette. 

Forse sarà vero. Forse siamo un popolo indisciplinato. Ma trattare come bambini le persone in genere le rende ancora più indisciplinate. Perché sentirsi dire dai nostri governanti che dobbiamo meritarci di andare al parco, o che stiamo andando troppo in giro quando milioni di italiani vanno in giro a lavorare (anche di vigili e polizia ce ne sono troppi in giro: dove erano tutti quando c’erano i furti o quando le auto entravano nella nostra pista ciclabile tutti i giorni?), o vedere che piazzano i convalescenti nelle case di riposo, mi sento di poter dire ai politici: anche voi il rispetto delle persone ve lo dovete meritare. 

Bisogna aprire anche la mente, non solo i locali, nell’epoca COVID.

 Credit FOTO: corriere.it

 

Il nuoto nell’era COVID – “Scusi, un’informazione?”

mascherina

Prego desidera?

di Mauro Romanenghi

Mi si dice che la piscina non è solo la vasca. Ed è proprio vero.

Quando entriamo in piscina siamo accolti dalla reception, che da piscina a piscina è sempre diversa. Ora che siamo in piena era COVID, la reception ci apparirà come un ufficio delle poste. Non so avete presente lo schermo di plexiglass che vi trovate agli sportelli postali e che ora avete imparato a vedere nei supermercati e vedrete, penso, nei bar, ristoranti e in molti altri posti. Forse  in piscina ci potremo pagare anche le bollette e gli F24, così intanto risparmiamo tempo visto che ne avremo veramente poco. 

Immagino la/il receptionist che tipo hostess/steward vi invita con gesti sicuri ma decisi a seguire il percorso obbligato delle freccine per terra, per non incrociare anche solo distrattamente le mamme in uscita (vietatissimo entrare nello spogliatoio, dove potreste spargere i vostri capsidi virali se per caso la mascherina, che deve essere ben fissata e guai a perderla visto il costo di zero punto cinquanta euro, vi scivolasse via). 

Le stesse freccine vi portano a un altro punto nevralgico: lo spogliatoio. Luogo come detto riservatissimo e pulitissimo, dove addetti della NASA gireranno pulendo ogni superficie in modo maniacale, che neanche vostra suocera può mettere in atto quando passa la cera o toglie la polvere dal mobile del 1870 eredità del nonno. Ogni angolo della piscina sarà disinfettato ogni 5 minuti, tipo i resort egiziani di Sharm el-Sheikh quando andate in bagno. I server in silicio della Microsoft potranno essere conservati negli spogliatoi delle piscine, e attenzione a non permanere troppo nei locali o verrete degermizzati anche voi e i vostri abiti.
Guanti e mascherine saranno la norma, e naturalmente non verrete assolutamente capiti quando chiederete informazioni per cui finirete vestiti nel bagno anziché nei camerini a rotazione, assolutamente necessari: spogliarsi all’esterno, col rischio di uno starnuto che sparga ulteriori capsidi virali mentre voi vi cambiate, potrebbe costarvi l’immediata espulsione e la segnalazione all’ISS, OMS, ONU, NATO e al consiglio di sicurezza della Federazione della Galassia Unita con conseguente inseguimento del capitano Picard.
Mi rimane il dubbio della doccia. Come separare i bravi nuotatori al termine della loro attività? Eliminare questo rito? Anche qui installare delle barriere plasticose a separare i secretori di particelle virali? Vedremo cosa i protocolli ci suggeriranno, la fantasia ai nostri esperti non mancherà.

Di bar neanche se ne parla. Sedersi a parlare con un altro corsista, con un genitore? Abominio! Un caffè veloce da asporto e veloce fuga all’esterno, evitando ogni contatto sociale potenzialmente mortale.

Purtroppo ci saranno dei problemi oggettivi. Niente tribuna (anche perché quante persone potranno stare in un posto dove bisogna collocarsi in 5-7 metri quadrati?
Dove stare ad attendere la prole che sfida la sorte nell’impianto? Si potrebbe attrezzare uno spiazzo antistante, dove i genitori tutti in coda rigorosamente a 2 metri uno dall’altro e in mascherina attendono sotto i rigori del tempo il termine della lezione. Alternativamente ci si colloca al sicuro dell’abitacolo della propria vettura, ove si farà indigestione di Internet o si potrà telefonare alla propria amica distante alcune vetture nel parcheggio vicino.
Diciamo che per alcuni ciò sarà un vantaggio: nessun genitore farà più il suo ingresso trionfale in vasca tutto vestito a chiedere notizie del proprio figlio al responsabile.
Di contro i bambini dovranno darsi da fare. A 3 anni dovranno essere in grado di vestirsi, lavarsi, asciugarsi, senza perdere nulla. Beh, forse qualcosa lo perderanno: ma chi non lo farà, nella nuova era COVID?

Credit foto: Incronaca.unibo.it

FuoriOnda 84 – Franco Del Campo e la “nuova” comunicazione

di Redazione Podcast

Franco Del Campo

Franco Del Campo

Puntata 84 – Franco Del Campo e la “nuova” comunicazione

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e a Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Franco Del Campo, filosofo e direttore tecnico del centro federale di Trieste.

Con piacere ritroviamo Franco Del Campo, che ci parla in questa puntata
del “comunicare”. Comunicare è importante a livello pedagogico, sociale, culturale, politico… e sportivo!
E allora ne parliamo con il professor Del Campo, che ci da’ più di qualche spunto di riflessione su questo argomento in ogni ambito trattato, soprattutto in questo periodo un po’ particolare: gli errori, le nuove abitudini, l’affollamento mediatico. Con un occhio sempre allo sport. Una puntata da ascoltare per riflettere, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e gli anziani!
Sempre su FuoriOnda, l’unico podcast italiano sul mondo del nuoto… e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 24 aprile 2020.
Credit foto: internet

 

Lezioni di nuoto nell’era COVID

troppo vicini!!!!

Troppo vicini!!!

di Mauro Romanenghi

In queste settimane di forzata inattività di allenamento, abbiamo avuto modo di attendere la ripartenza mentre si prospettavano mille difficoltà. Tralascio quello che abbiamo approfondito nelle tante interviste fatte ai CT, a dottori, psicologi e che ancora faremo sulle difficoltà incontrate nello stop, sui problemi degli atleti fermi, sui tecnici senza paga, sugli impianti chiusi. Non è che non sono importanti, semplicemente al momento volevo parlare d’altro.

Intanto l’apertura. Leggo su molti giornali e non che si aprirà il 4 maggio per gli atleti elite e il 18 maggio per lo sport di base.
Al di là che non ho mai trovato traccia di questa ultima fantomatica scadenza, come confermato in seguito, mi chiedevo se veramente gli impianti saranno in grado di essere pronti per quella data. Perché? 

Ho visto le proposte di protocollo, tra l’altro pubbliche, che la FIN ha fatto al governo. Proposte che tra l’altro non mi é chiaro se il governo ha recepito, visto che è tutt’altro che scontato che siano confermate.
Se lo saranno, mi domando come alcune di esse verranno messe in pratica.
Non mi addentro nelle problematiche già complesse di entrata, spogliatoio, dispositivi da indossare e sanificazione da effettuare. Passiamo direttamente a quello che ci interessa e ipotizziamo di essere riusciti finalmente ad accedere al piano vasca.

Pensiamo al distanziamento sociale. Immaginate un corso di nuoto, con massimo 6-7 bambini, distribuiti in 25 metri. Come farsi sentire, da questi bambini, tenuti distanti 2 metri l’uno dall’altra? Magari indossando una mascherina, che mi auguro l’istruttore si possa togliere per sgolarsi fino in fondo alla vasca e far sì che la flebile voce, distrutta da due ore di urli, arrivi fin là.
Non parliamo dei corsi di ambientamento, in cui i bambini dovranno stare vicino al bordo, distanziati di 2 metri… ovvero distribuiti per quasi tutta la lunghezza della corsia. Come farà l’eroico istruttore a tenerli tutti sotto controllo senza che nessuno prenda l’iniziativa di lasciarsi sfuggire il bordo e avventurarsi in mezzo alla vasca, più o meno consapevolmente?
Scrivere gli esercizi? Può essere un’idea. Spiegare a uno a uno ai bambini? può darsi. Ma questo significa fare una spiegazione ogni 10 minuti. Tirarli fuori? Per metterli dove? I bordi delle piscine non sono certo una piazza d’armi.
Insomma, sarà veramente complesso anche perché, diciamocelo, un conto è parlare e scrivere un bel protocollo, che va tanto bene per gli esperimenti in laboratorio e tanto mal si adatta a lavorare con i bambini e le persone più in generale: che non sono cellule, né farmaci, né sostanze.
Ma soprattutto non teniamo conto della regola principale: tenere il distanziamento sociale? Credo ci vorrà un corso di nuoto solo per quello. A pagamento, si intende.

Niente è ben chiaro invece il destino dei corsi prescolari, cioè dei bambini di 3-5 anni: che in genere si svolgono in vaschetta. Si specifica che debbono esserci solo persone autosufficienti, perché i genitori non possono entrare in spogliatoio né, ovviamente, assistere alle lezioni (dove poi staranno questi genitori per 45 minuti se piove o tira vento, visto che in piscina non ci sarà posto per loro e devono stare ad almeno 2 metri uno dall’altro). Ma voi li vedete bambini di 3 anni entrare da soli in spogliatoio, cambiarsi, non farsi la doccia e rivestirsi e tornare a casa? Ma soprattutto entrare in vaschetta da soli, con il maestro che li sospinge col bastone didattico e li salva dai continui tentativi di ribaltamento? Dovremo avere sicuramente dei bambini che si evolvano in pochissime settimane in provetti organismi acquatici.
Ovviamente esclusa ogni interazione fisica con gli istruttori, i bambini dovranno vestirsi da soli con il loro accappatoio senza aiuti. Insomma alla Sparta, lanciati in una sorte di rupe Tarpea natatoria della sopravvivenza. Di certo un bel modo di rientrare da uno shock come la pandemia.

Passerei alle attrezzature, da sanificare ad ogni uso. Sanificare decine e decine di pull, tavolette, cerchietti, palline, orsetti, spugnette, tappetini. Ore e ore di sanificazione, con alcool e detergenti (che se non fanno male non è che facciano benissimo). E poi diciamo di Trump che vuole sanificarci con una bella iniezione di candeggina o una bella irradiazione di raggi UV (efficacissimi, tra l’altro, contro il virus: ve lo posso garantire… purtroppo anche contro di noi).

Forse è il caso che ognuno se le compri da sé? 

Non mi esprimo sui corsi neonatali, neanche sfiorati dalla normativa: non credo che sia nemmeno contemplato il loro svolgimento.
Insomma, vedremo un nuovo nuoto nell’era COVID, un’era che non sappiamo per quanto ci accoglierà. Alla prossima.

Credit foto: caffè.tv

FuoriOnda 83 – Cesare Butini: di nuovo la parola al CT

di Redazione Podcast

Cesare Butini DT Italnuoto

Cesare Butini DT Italnuoto

Puntata 83 – Cesare Butini: di nuovo la parola al CT

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Cesare Butini, CT della nazionale di nuoto.

Ed eccoci alla disciplina principe con il suo Commissario tecnico. E torna infatti a Fuorionda Cesare Butini, e con lui affrontiamo di nuovo le tematiche dei problemi di atleti, tecnici, impianti, della preparazione fisica e dei risvolti anche psicologici dello stop prolungato. E di tutto quello che potremo e dovremo fare per superare questo periodo e affrontare, speriamo, le prossime stagioni.
Continuate a seguire i nostri podcast su Fuorionda, la trasmissione che vi porta dentro il vostro sport preferito…e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 21 aprile 2020.
Credit foto: Cesare Butini

FuoriOnda 77 – Paola Contardi: la gestione dell’emergenza!

di Redazione Podcast

Paola  Contardi: psicoterapeuta e psicologa dello sport

Paola Contardi: psicoterapeuta e psicologa dello sport

Puntata 77 – Paola Contardi psicoterapauta e psicologa dello sport

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Paola Contardi, psicoterapeuta e psicologa dello sport.

In questo periodo difficile sentiamo il parere di Paola Contardi, già nostra ospite lo scorso anno in queste frequenze.
Con lei affrontiamo le domande che molti si fanno in questo periodo: come reagire a uno stop forzato, a chi chiedere aiuto, il ruolo della famiglia, il ruolo della società e degli allenatori. E anche come ripartire, con qualche strategia… su come passare le nostre giornate. Il tutto in un’ottica non solo per atleti di alto livello ma per tutti, anche i più giovani. Perché il virus come dice Paola… è democratico: non parteggia per nessuno.
Solo su Fuorionda, l’unico podcast sul nuoto italiano… e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 3 aprile 2020
Credit foto: Paola Contardi

FuoriOnda 75 – Road to Tokyo: E’ con noi Elena Diliddo

di Redazione Podcast

Elena_Diliddo_Riflessi-Glasgow2019

Elena_Diliddo_Riflessi-Glasgow2019

Puntata 75 – Elena Diliddo

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti

Ospite Elena Di Liddo, primatista italiana dei 100 farfalla.

Un’atleta che sicuramente reagisce alle difficoltà e alle avversità. Oggi facciamo una lunga chiacchierata con Elena Di Liddo, la prima rappresentante di alto livello giunta dalla Puglia ai massimi vertici del nuoto italiano. Che ci rivela gli inizi della sua carriera agonistica, gli aneddoti…di gioventù, le difficoltà che si incontrano nella sua regione per continuare l’attività giunti al bivio universitario, ma anche il suo rapporto con lo studio (e gli insegnanti), con lo sport, con il suo allenatore…e anche i suoi sogni e speranze…non solo nell’acqua.
Ma non le sue superstizioni: infatti, non ne ha!
Tutto questo solo con Fuorionda l’unico podcast sulle attività natatorie…e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 20 febbraio 2020.
Credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 74 – Road to Tokyo: dicembre partenza alla grande!

di Redazione Podcast

XX LEN European Short Course Swimming Championships

Italy Championships Trophy Glasgow 08/12/2019 XX LEN European Short Course Swimming Championships 2019 Tollcross International Swimming Centre Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

Puntata 74 – Campionati Europei di vasca corta Glasgow2019
Puntata 74 – pagina Spreaker

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Giandomenico Tiseo e Enrico Spada di OAsport .

Torna la redazione natatoria di OAsport al gran completo per parlare delle gare di dicembre: Europei di Glasgow e Assoluti. Una strenna natalizia in cui Enrico e Giandomenico possono aiutarci a parlare delle gare scozzesi, visto che erano sul posto! E così, con Giandomenico in contumacia, passiamo in disamina i risultati degli azzurri prima nella terra delle Highlands e poi sul mare romagnolo, con qualche aspirazione sui prossimi eventi e anche qualche augurio sul futuro di qualcuno. Perché per noi la rotta verso l’Oriente Olimpico é già iniziata, e se volete lo sarà anche per voi. Su Fuorionda, il podcast olimpico per eccellenza, e su OASport!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 18 novembre 2020