FuoriOnda 36 – Mondiali cinesi: bilanci di vasca corta

di Redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui) e da Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Gianmario Bonzi di Eurosport e Cristina Chiuso.

Terminato il mondiale, ne parliamo a tempi di record con Cristina Chiuso che ben conosciamo e Gianmario Bonzi, telecronista di Eurosport e amico di scorribande di Laura Vergani. Superspettacolo, mascotte fighissime, medaglie, grafica, figurine, record, lacrime, resurrezioni, Comerford e amiche in compagnia dei due soliti fastidiosi guastatori Fogliani e Mauro Romanenghi. Una puntata mondiale sempre e solo su Fuorionda numero 36, il podcast che non è specializzato ma poco importa!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 16 e 17 dicembre 2018

credit foto: FINA

 

WSC-25m – day 6/I capelli della signora van der Burgh e l’eleganza del sig. Ferry.

di Mauro Romanenghi

il fiore blu - Hangzhou2018 credit FINA

il fiore blu – Hangzhou2018 credit FINA

Ci sono giorni nei quali arriva l’occasione della vita. E allora bisogna saperla cogliere al volo, perché le occasioni passano una sola volta. E così l’idolo di mia moglie, Cameron VDB lascia le competizioni. Va a lavorare come detto da tutti per questa compagnia petrolifera, che lo porta a Londra, dove lui vinse quel titolo olimpico che lo consacrò. E dove si chiude il cerchio dei cinque cerchi.
Appena saputo della notizia del ritiro, la moglie di Cameron van der Burgh ha posto fine all’ostracismo della sua chioma, e come Medusa ha liberato la fluente capigliatura con la quale ha pietrificato più di un uomo ma alla fine ha scelto lui, Cameron. Il risultato lo vedete nelle foto. Strabiliato anche il padre di Leclos, la madre di Chad invece in lacrime. Grandioso finale di una grandiosa carriera. Dopodiché ha vinto il titolo dei 50 rana.

Ultima cartuccia per l’Italia: Paltrinieri. Che torna il Greg che tutti conosciamo. In tribuna unghie mangiate per il gemello diverso, già medaglia qui. Ma in acqua c’è Romanchuk. Sono la seconda e la terza prestazione di sempre al mondo sui 1500. Qualcuno ha avuto anche il coraggio di criticare. Botte di Natale, ragazzi.

Alla fine scatta per Sacchi il voto a Gelly: 3. Inappellabile.

Abbiamo capito che l’impianto di Hangzou si chiama fiore blu. Per fortuna non lo sentiremo più.

Lo sciamano oggi in grandissima forma. Ecco la chiosa migliore: “i nuotatori nuotano nell’acqua e all’acqua assomigliano”. Ineccepibile.

Sciamano che stronca la finale dei 200 rana. Quasi tutte sotto i 2’20”. Va bene, siamo tutte fuori dalla top ten all time ma diamo un po’ di credito a queste ragazze. Avercene.

Ultima stroncatura dello sciamano: “questa è una staffetta buona a riempire le corsie laterali”. La prederemo in prestito. Per decenza non diciamo a chi si riferiva.

USA oggi non fa sconti. Tre staffette e due gare individuali. E nuova scoppola doppia alla Russia. Dressel trova la posizione per la sua bandana e Morozov ritorna il Morozov che conosciamo, sgonfiandosi nelle ultime quattro bracciate dei 100 stile. Trovate una analisi così nella stampa specializzata.

Tuttavia l’impiegato Rylov, che non lo sa, vince i 200 su Murphy. Il sorriso di Murphy sul podio è come quello di Grevers quando perde: gelido. Glielo avrà insegnato in ritiro.

Stampa specializzata che alla fine Mecasacchi cita quando parla di dove trovare notizie quando RAIsport non manda il nuoto. E cioè… su RAIsport, poi su altri siti specializzati, poi sui gruppi Facebook. Ne dice almeno dieci e non cita Acquastampata: noi ne siamo fieri, perché non siamo né un sito né stampa specializzata, così siamo liberi di dire seriamente tutte le stupidaggini che vogliamo.

Diciamola tutta: l’inno sudafricano lo deve avere composto un musicista francamente ubriaco.

Domanda.
Come fa Ferry Weertman ad assistere alle gare in giacca e cravatta? Ma come chi è Ferry Weertman… ma che domande fate?

Alla fine Sacchi lancia la macumba e la squalifica colpisce la staffetta aussie lasciando via libera all’Italia. Io immagino la Di LIddo, dalla tristezza assoluta per una medaglia buttata nei 100 farfalla alla gioia per il suo primo podio mondiale. Con la Panziera, che tutto avrebbe pensato fuorchè trovarlo qui. E questa credo sia la prima medaglia di una mista da 100 dell’Italia in un mondiale, ma potrei sbagliarmi: io non sono un sito specializzato.

Difficile essere Ilaria Bianchi oggi. Batti la tua avversaria italiana favorita per l’argento e sei quarta di pochi centesimi. Non fai la staffetta e le vedi prendere la medaglia. Una di quelle giornate che proprio meglio non starti vicino.

E chiudiamo con Wang… ma come quale Wang? Ma la finalista dei 100 farfalla in 56”80. Anno 2005. Benvenuti nel futuro.

 

WSC-25m – day 2/Fu.. USA Today?

di Mauro Romanenghi

WSC-SC day2 - Victory Ceremony

WSC-SC day2 – Victory Ceremony

Ieri si canticchiava che non era ancora il giorno degli USA: infatti a fine giornata vincevano le due staffette con record del mondo maschile, anche se con patemi. Beh oggi cinque successi, le due staffette dominate con due record del mondo massacrati, e altri tre titoli. Visto che i titoli assegnati oggi erano otto, fate voi.

Facciamo un po’ come MecaSacchi e iniziamo così.
Domanda: ma perché nella vasca di riscaldamento mettono le piastre? A che serve? A prendere i parziali dello scioglimento?

La staffa mista giapponese si presenta in vasca così: Takemura-Teramura-Soma-Sato. Non è uno scherzo né un noto scioglilingua nipponico. Naturalmente la dorsista si arrampica sul dispositivo come ieri per salutare le compagne prima del via.

Fu Yuanhui 1: Al via della staffetta primo piano sulla dorsista cinese pazza, la Fu. Che si presenta con segni di artiglio sulla spalla, che solo una tigre siberiana può procurare. Visto il soggetto, ho paura di quello che può avere fatto prima della gara.

Per fortuna che VDB era inciccito… vero moglie? Pronti via passaggio in 25”9 ai 50.
(Ehi! Io ho detto “sembra inciccito!”)

Quando una delfinista incontra la Hosszù, la delfinista è morta. Questo un famoso detto di Sergio Leone. La delfinista oggi era la Dalhia, al secolo Kelsi Worrell. Forse la staffetta nuotata poco prima ha un pelo influito…

Niente la Cina oramai ha deciso di mandare i suoi atleti nello spazio. Lo prova la tuta dal taglio tipo NASA indossata dai ragazzi cinesi. Mi aspetto di vederli comparire col casco da un momento all’altro.

Adesso va di moda a dorso entrare alla c***o. Così Kolesnikov si butta a capofitto di testa, il cinese girato di schiena. Lanciamo la nuova moda per l’entrata più originale. Capisco la scaramanzia… però a tutto c’è un limite.

Fu Yuanhui 2: la cinese pazza si presenta sul podio con gli stivaloni imbottiti da neve, saltellando come una forsennata. Ma fa veramente così freddo? (“Nevica, fai tu” dice mia moglie)

Finale dei 50 rana. Vince la Atkinson. Inquadratura sulla famiglia: padre, madre, una ragazza (sorella?), tre bambini (fratellini? nipotini?). Tutti con giaccone multicolor. Di fianco un tifoso con il parka. Sì, fa freddo, è ufficiale.

Morini non solo social. Si erge a capotifoseria sulle tribune. Irriconoscibile. O forse lui è veramente così!

Continua purtroppo la collezione di legno pregiato. Stavolta lo prende il buon Fabio. In una gara in cui dal primo all’ultimo c’è un secondo, che a rana è un amen.

Passano cinque minuti e arriva il bronzo, che resta… in famiglia. La Carraro però è la campionessa mondiale dei 25 rana: un missile.

Oggi si sbanda parecchio a dorso. Kolesnikov è il primo a farne le spese e secondo me alla virata dei 75 ci lascia la vittoria. Poi tocca anche alla Baker, strafavorita nei 100 dorso femmine. Forse ci sono delle correnti sottomarine…

Fu Yuanhui 3: E dopo l’ennesimo record degli USA lanciati da un Dressel a 20”43 nella mista stile, vi lascio con questo…enjoy! 

WSC-25m – day 1/Per l’Italia un bel boschetto con l’effigie di bronzo

di Mauro Romanenghi

WSC-sc-1-Wang

Quale Wang? – RAI sport

L’Italia arriva in Cina a questi Mondiali e le notizie arrivano dal Morini social, che pubblica le foto del palazzetto, le foto della riunione atleti, le foto degli atleti che si scaldano. Insomma per essere un allenatore tipo generale Lee è molto moderno. Come dice Borghese, questo social, mi piace: Dieci!

Naturalmente la prima cosa per mia moglie è la forma degli atleti e la moda.

Sulla forma degli atleti non si pronuncia fino a VDB, al secolo Cameron van der Burgh, che lei trova un po’ ingrassato dopo il matrimonio… si sa, il benessere…
Poi andiamo sulla moda: abito delle hostess delle premiazioni, bocciato. Poi è viola…brrr.

E allora parliamo di queste premiazioni. Che vedono subito protagonista il gemello Gabriele. Ma l’importante è la megascritta che annuncia che stanno arrivando le premiazioni, in doppia fila: impossibile sbagliarsi.

Parliamo anche di prestazioni. Rapsys vince il 400 sparando questo 1’45” nel primo duecento. Non lo segue nessuno. E lui ringrazia.

La collezione del boschetto di oggi inizia con la Pellegrini, continua con la Cusinato e finisce con la 4×100 stile. Ma quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Un boschetto di legno pregiato, con prestazioni maiuscole condite da un record personale (Cusi), un record italiano (staffa veloce) e dal personale stagionale (Pellegrini). Come diceva la pubblicità, che volete dal cavalier Condorelli, il sangue?

Staffa veloce italiana aperta da Santo eccetera Condorelli. Appunto. Un filo osato il passaggio, a un decimo da Dressel (mica l’ultimo dei pirla). Un po’ duretto il finale ma insomma un 46”7 non disprezzabile. E non buttiamo tutta la croce sempre addosso all’ultimo: Zazzeri è stato il miglior lanciato della compagnia e ha sparato un 46 netto. Solo che ha trovato un brasiliano da 45”6. Touchè. Mia moglie mi ricorda che oggi è il compleanno di Marco Orsi. Ecco, Marco: ci piace che tu lo abbia festeggiato dando del filo da torcere ai brasileros in acqua!!

Non male comunque una staffetta dove la prima fa il record del mondo (USA) e la seconda il record europeo (la Russia). Non abbiamo controllato se il Brasile ha fatto il suo primato nazionale, che poi sarebbe record del Sudamerica… per quello che vale. Non sappiamo se la stampa specializzata se ne sia accorta. In ogni caso, la quarta (cioè l’Italia) il record nazionale lo ha fatto abbondantemente. Immensi, ragazzi.

E allora abbiamo trovato il nome di Condorelli: SYC, come dice mia moglie. Per chi collabora con NIC e SIC, direi che è la giusta chiosa. E Marco Agosti ringrazia. Noi come al solito ci prendiamo la paternità, poi ognuno farà quello che vuole.

Se non ho visto male Condorelli ha un po’ di ciuffi che sbordano dalla sua cuffia. E ora chi lo tiene più Ceccon? Già la vedo la staffetta di capelloni italiani schierata in finale olimpica. Altro che il Monza di Berlusconi senza tatuaggi e capelli corti.

I brasiliani si vede come sempre che la vasca corta la amano moltissimo. Io invece amo le inquadrature sulla squadra brasiliana soprattutto nel comparto femminile, che ha sempre il suo perché (no comment, dice mia moglie).

Sempre su Ceccon, al mattino c’è scritto sulla stampa specializzata che ha patito le fatiche del dorso e non si è qualificato. La Hosszù invece non patisce nessuna fatica e prima vince i 400 misti poi centellina le forze e entra in finale nei 100 dorso. Ultima apnea spaziale. Bentornata Ironlady (mi rifiuto di chiamarla Sid). Forse bisogna imparare da lei: speriamo.

Oh insomma la coppia della rana la dobbiamo citare. Scozzoli primo tempo nei 100 e Carraro che fa due record italiani: prima in batteria e poi in semi scende sotto i 30” e bene, in 29”79. Siccome non può abbracciare Scozzoli abbraccia la Casti… che invece è contentissima del suo tempo in semifinale visto che ha peggiorato. Buon viso a cattiva sorte.

Parlando nel podcast con gli amici di OAsport, ci chiedevamo quale cinese sarebbe spiccato. Enrico Spada ha scommesso su Wang. Ha vinto. Bravo Enrico come premio un salame felino che ovviamente essendo a dieta non potrai consumare. Ti aiuteremo noi.

La giapponese Akase se si arrampica ancora un po’ sul dispositivo del dorso esce dal blocco di partenza: guardava in faccia il giudice. Forse un filo altina, eh.

Le novità di questo mondiale: le fotine prima della gara. Carine. Il migliore il ranista SCHWINGENSCHLOGL: l’unico che per scriverlo qui devo fare copia e incolla dai risultati. La sua barba alla Over the Top come dice Mecasacchi è impagabile.

Luca Sacchi che la tira in tutti i modi agli USA: i quali infatti rischiano di perdere sia la staffetta veloce femminile sia la maschile. L’ultimo frazionista della 4×100 stile esulta come un bambino ma non tanto perché hanno vinto, quanto perché Dressel gli ha detto cosa gli sarebbe successo se si fosse fatto battere da Kolesnikov. Non posso scriverlo qui perché ci sono anche stomaci delicati.

Vabbè: la mascotte mi fa cagare anche qua. Non ci posso fare niente. Pure il nome fa cagare. Do ragione allo sciamano Sacchi stavolta.

La cosa più impressionante comunque sono i deltoidi di Wang, dopo i 200 misti. Over the top!