Eurojunior2021 – day6 – Polacchi alla macarena

di Mauro Romanenghi

and the winner is … Russia!! – Andrea Masini/Deepbluemedia

Oggi ultimo giorno, il sesto. Poi anche l’Eurojunior si riposò.
Dopo la citazione biblica, dobbiamo parlare delle sorprese di questa manifestazione.
La nazionale turca, che si issa al secondo posto del medagliere, grazie soprattutto ai suoi mezzofondisti (anzi praticamente solo a quelli). Scopriremo se son rose e fioriranno.
La nazionale polacca che con un’ultima strepitosa giornata va al secondo posto e contende all’Italia fino all’ultimo il secondo posto nella classifica per nazioni, vincendo la classifica maschile.
La Bosnia Erzegovina, che vive dei suoi due talenti e che oggi vince la sua prima medaglia d’oro con la Pudar in un fantastico 57”56 nei 100 farfalla.
La Bulgaria, mai così forte.

E l’Italia? Partita così così, oggi finisce con tre bronzi, seconda a punti e quarta nel medagliere. Tre titoli conquistati, ma senza le sue punte Pilato e De Tullio, rientrato oggi. 
Ma tanti primati personali, tante finali e tanta esperienza. 
Come Walter aveva detto, molti atleti giovani in prospettiva. In un Europeo che ha visto un record ogni giorno e prestazioni di valore più che assoluto, diciamo che si può essere soddisfatti.

Oggi la notizia è che la Russia deve aspettare la nona gara per vincere un oro ma lo fa col botto: Tatarinova stacca il record juniores europeo sui 50 stile. 

La Polonia avanza al ritmo della macarena, messa su dal deejay della manifestazione. Aria di festa per quindici minuti e sfida tra turchi e polacchi. Impagabile spettacolo, quasi – ma solo quasi – meglio di quello in acqua. E’ così che si fa festa, agli Eurojunior.

Jefimova dai e dai ce la fa. Al terzo tentativo, dopo 50 e 200, anticipa di un soffio la Bogomolova e vince i 100 rana. Per lei collezione completa. 

Oltre a Jefimova, compare anche Kolesnykov. Diciamolo allora che i cognomi hanno la loro importanza!

Completano il tris dorato invece Popovici il conte della velocità, da 50 a 200, e la sultana del mezzofondo Turcel. 

Oggi, per le finali, cambiamo: si passa a Thuderstruck, sempre AC DC comunque. Ottima scelta.

Polonia sugli scudi , dicevamo. Vince le gare dei 200 dorso, nei maschi con un rush finale spettacolare del vincitore dei 100 che stacca una sub da paura ai 150. Bellissimo lo sprint finale a quattro.

Grande la favola dei gemelli Chmielewski – altro cognome semplice – primo e secondo nei 200 farfalla. Una cosa mai vista e, credo, che mai si rivedrà in una vasca.

Per l’Italia arrivano tre bronzi. Vetrano, Gaetani nei 200 dorso e De Tullio. Buon sangue non mente. Alla prossima, e ora tutti a Tokyo. In streaming, of course!!!

Eurojunior 2021 – day5 – Gare in abbondanza!!!

Proud Russia !! screenshot Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Oggi la giornata è cominciata fiacca. Pochi italiani protagonisti, pochi acuti a inizio giornata. Dopo le scoppiettanti prestazioni dei giorni scorsi, anche il Vampiro, complice un programma non certo comprensivo, si è acquietato.
Ma qui mi scatta una domanda. Ma il programma di questi Europei, chi lo ha fatto?

Ma come si fa a mettere la semifinale dei 200 dorso e dei 50 dorso nello stesso giorno, quando hai sei giorni? E per fortuna che hanno messo sei giorni, perché prima erano cinque giorni. E si può mettere i 50 stile e dopo 10 minuti la finale dei 200 stile? Io, personalmente credo di no. Ma non sono un grande e supremo organizzatore, per cui ci saranno stati dei validi motivi, che tuttavia non comprendo.

Tutto ciò non tocca la classe cristallina di Katie Shanahan, che dopo aver vinto i 200 misti bissando il successo dei 400 si ripresenta in acqua dopo un quarto d’ora annichilendo le avversarie ed entrando nella finale dei 200 dorso con il secondo tempo.  

Nemmeno “Vlad” Popovici si scompone più di tanto, e scivola via nei 50 stile ripresentandosi nei 200 in 1’45”9. Certo, sarebbe stato più bello vederlo bello fresco.

Non riesce l’impresa alla Stanisavljevic, invece che corre dall’altra parte della vasca dopo l’argento dei 50 dorso per arrivare ultima nei 50 stile in cui aveva uno dei tempi migliori. Però qua ragazzi, chi troppo vuole nulla stringe. Ragazza, che tra l’altro, concorre al titolo del cognome più impronunciabile.

Mentre ero impegnato a non addormentarmi – non per le gare, ero stanco, ragazzi, quando si fanno le ora piccole a una certa età – ragionavo sulla presenza di nazionali di solito poco rappresentate. Mi salta all’occhio in due gare molto vicine la Bosnia Erzegovina. La delfinista Pudar e il mezzofondista Lekic fanno la gioia di questo piccolo paese.

Intanto la Russia si avvia a dominare la scena europea. Ad oggi nove ori, di cui però ben cinque dovuti alle staffette: è sfuggito solo quello della 4×200 donne, a causa del quale sono state punite lasciandole allo Stadio del Nuoto ad allenarsi in pausa pranzo per tre giorni. Si dice che non abbiano patito più di tanto. Si sa, si trova sempre da fare allo Stadio. 

La Turchia continua a mietere successi nel mezzofondo. Sempre lei, la efficacissima Tuncel, scende sotto i 16 minuti e stacca la concorrenza (una compagna di squadra) per la doppietta. Secondo record europeo Juniores e quinto oro turco che stacca l’Italia. La quale, tuttavia, si issa al secondo posto nella classifica a punti. Sempre meglio mettere le mani avanti, all’inizio. Ma anche alla fine, in un certo senso.

Eurojunior 2021 – day4 – Storie di omonimi e fame di vittoria

l’erede di Vlad – screenshot di FF

di Mauro Romanenghi

Ieri giornata piena, e quindi non ho visto nulla, anche perché la sera sono stato fuori a mangiare in un posto veramente interessante, cucina eoliana. Le cene sono un evento fondamentale, e naturalmente bisogna farle in posti che meritano. Questo posto sito nella campagna brianzola merita sicuramente, anche se capisco che per molti è fuori mano. Doveste capitare, ve lo segnalerò. 

Non era per fare pubblicità, anche perché il nome non l’ho fatto. Era per dire che comunque la fame bisogna soddisfarla, e se si riesce con un bel piatto di spaghetti all’eoliana meglio. Non male neanche le cozze, e il cannolo fatto in casa. Vi lascio una testimonianza, nel caso.

fame di vittoria – foto Mauro Romanenghi

Detto ciò faccio un excursus storico. Correva l’anno 1400 quasi 1500 (come diceva il buon Troisi) e in Romania dettava legge il signore Vlad Tepes, detto l’Impalatore. La sua fame di vite nemiche era quasi pari a quella che avevo io (e non solo io, considerati gli altri presenti) ieri sera. Ovviamente non si risparmiava nessuno, e il sangue scorreva a fiumi, letteralmente. Il buon Vlad – buono si fa per dire – venne anche insignito dalla Chiesa di onorificenze varie, tra cui l’Ordine del Drago. Da lì il soprannome che lo accompagnò nei secoli e che lo porta ad oggi a esser conosciuto nella leggenda del più famoso nosferatu della storia, il conte Dracula. 
Fame di sangue no, di nemici nemmeno, ma di avversari sì. La genetica, il sacrificio e l’allenatore, dice del segreto dei suoi recenti risultati. E innamorato della bella fidanzata – dice lui, noi non l’abbiamo vista ma gli crediamo sulla parola – come il bel conte della sua moglie suicida per sfuggire al nemico.
Ecco quindi lo sguardo famelico e la voglia di vincere del nostro David “Vlad” Popovici. Che sia lui, l’erede della casata Tepes?

Una bella storiella. La realtà dice 47”30 nei 100 e, come ci aveva promesso Butini nella nostra chiacchierata (che uscirà sui podcast fra poco) fatta qualche ora prima della sua prestazione, un gran 200 in 1’45”26 con chiusura in 26”9. Che risulta essere WRJ. Chapeau.
Il ragazzo si candida a protagonista, non c’è che dire, a soli 16 anni. Ma qua non c’è età che conta, e ripeto nonostante uno stile grezzo (ma la forza, a 16 anni, è quella che è) abbiamo a che fare con un vero talento. Il suo futuro? Lo vedremo a breve. Il nuovo dragone, ci aspetta. 

L’Italia intanto avanza, con un bel record in mattinata di Galossi nei 200 stile categoria Ragazzi, poi non ripetuto in serata. Ma in compenso Cerasuolo vince i 50 rana, dimostrando di risollevarsi da un 100 per lui deludente viste le aspettative.
Il telecronista, che dimostra grande brillantezza coi nomi baltici (appena dietro al nostro ragazzo sul podio) non è così agile con i nomi mediterranei. Si sa, parlare bene l’italiano non è facile per noi, figurarsi per gli stranieri. Così “Cerasulo” è uno dei protagonisti del campionato. Bravo, e intanto si issa nella topten nostrana.

Trovate! Starostina e Sorokina. Dove? Ma cercatele. La mia sfida, come vedete l’ho vinta.

Notevole Justine Delmas, 16 anni, una spanna sopra le altre nei 200 rana. Non li ho visti, per cui non mi esprimo sulla nuotata. Cercherò i video, che ci sono, grazie allo streaming (si potrebbe mantenere anche dopo la fine di questo delirio pandemico, eh, lo streming così ben fatto ??) 

Ed infine una 4×200 che offre sempre spettacolo ultimamente. E anche ieri: quattro squadre in un secondo e mezzo, alternanza in testa, e alla fine, parafrasando Lineker, vince sempre la Russia. L’Italia strappa un bronzo con le unghie e con i denti – non quelli di Vald, ovviamente. Ci sta.

La curiosità di oggi. L’Ungheria schiera Daniel Meszaros in prima frazione e Daniel Meszaros in seconda frazione. Solo in Ungheria può succedere.

Eurojunior 2021 – day3 – Ruggisce il leone turco!


Popovici superstar!!
Photo Andrea Masini/Deepbluemedia

di Mauro Romanenghi

Mentre la Turchia marcia spedita in testa al medagliere, l’Italia piano piano risale e galvanizzata da una bella seconda giornata si issa al terzo posto della tabella medaglie. 
Ecco che così ho fatto la storia del terzo pomeriggio di gare in modo serio e compito.

Adesso passiamo alle facezie. 
Il mio amico ha impiegato con mia moglie 25 messaggi di WhatsApp per tentare di spiegarmi come mai è impossibile che un cognome femminile russo o giù di lì non finisca in -ova. Alla fine ci siamo chiamati per sentirci, mentre andavano i 1500 maschili, dove un certo Aslan, il leone turco di Narnia, cercava di fuggire verso l’oro. Alla fine sono fallite entrambe le operazioni: spiegarmi perché le ragazze russe si chiamano così, e il tentativo di Aslan. Il ruggito si spegne nel bronzo, ma la Turchia vince comunque il secondo oro di giornata con Kilavuz (che non vuole dire “chi l’ha visto” in turco) che allo sprint seda l’ungherese Betlehem (che non è un oriundo palestinese).
Nel frattempo i 200 farfalla li vince la Markova. Eh, va bene, me ne farò una ragione.

Anche oggi dominio dell’Est e dei paesi baltici. 
Naturalmente il più atteso è Popovici. Che non tradisce. Nei 100 stile stacca 47”30 con passaggio a 22”9. Personalmente lo vedo molto grezzo, ma cosa dire di un ragazzo del 2004 (sì, capito bene) che fa il decimo tempo di sempre e primo tempo dell’anno? Che se migliora ancora, qua non ce n’è più per nessuno.

Continuiamo con la saga dei nomi. Il telecronista dello streaming, imperturbabile, non si scompone nel pronunciare il nome del giovane ranista ucraino Kryzhanivs’kyy, che si scrive proprio così, seguito dal polacco Kraczkowski. E’ giusto che lui faccia il cronista.

Tante finali conquistate anche oggi per i giovani italiani. Nei 200 rana donne settima e ottava qualifica per le azzurrine che sfruttano il suicidio tecnico delle spagnole: la più forte squalificata in batteria dove aveva uno dei migliori tempi, la seconda in semifinale dove era scesa sotto i 2’30”. 

Certo la giovane Italia non è che possa festeggiare troppo: oggi secondo bronzo in staffetta sfuggito per cambio anticipato. Ma, e qui vado controcorrente. secondo me un cambio anticipato ci sta. Bisogna sempre provarci. 

Due medaglie oggi per gli azzurri nelle gare di apertura, Se ieri Cerasuolo mi sembrava in controllo, oggi non l’ho visto benissimo anche nei 50. Ma soprattutto nei 100 non lo ho visto bene per niente, nella seconda a vasca tutto contro la corsia. Alla fine strappa un bronzo d’orgoglio, ma le premesse erano altre. Chissà.
Sorprende invece la Gaetani, di certo non favorita. Eppure porta le sue scarpe da tennis sul gradino più alto del podio, davanti alla francesina Moluh con le  trecce stile principessa Leila. Anche StarWars sul podio agli Eurojunior!!!

Eurojunior 2021 – day2 – Nel dominio dell’Est spunta la ranista coi sandali

podio Pilato – screenshot Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Insomma è estate, è ufficiale. Che arrivi pure la variante Delta, che poi è arrivata da un pezzo e diventerà la variante più famosa: più della Ascari, della Roggia e della vecchia stazione di Montecarlo. Ma noi andremo in spiaggia. Personalmente non amo alla follia la spiaggia. Sì mi piace stare un po’ al mare, ma mentre mia moglie starebbe dalle 7 di mattina alle 22 sulla spiaggia , a cercare conchiglie, sassetti, pezzi di animali e altri rimasugli biologici la mia attività favorita non è quella. Ma dopotutto, si sa, bisogna saper mediare. (“non è vero” – ribatte lei, “a me piace stare dentro il mare per 7 ore!”)

E si sa che per stare al mare, bisogna mettere i sandali, anche per andare in giro a passeggio. 

Io non amo i sandali. Non li ho mai messi, non mi piacciono. Uso normali ciabatte da piscina, e odio le infradito. Lo so sono un tradizionalista. 

Però d’estate ci vogliono i sandali, lo capisco. 

I ragazzi adorano i sandali. Li mettono quasi tutti, li vedo. 

Tutta ‘sta piazzata perché? Ma perchè se è estate, se vogliamo far respirare i nostri piedi allora i sandali vanno sdoganati. Anche in piscina. Quindi come testimonial dei sandali, chi c’è di meglio che la giovane campionessa europea juniores nonché primatista mondiale Benedetta Pilato? Che vince ma non stravince (d’altronde non è il momento) e sfoggia un bel paio di sandaletti sul podio. E vai con l’inno. Po-poropo-poropoppopo..

Inni che risuonano soprattutto per le nazioni dell’ESt, oggi. Ma anche i podi non è che vedano protagonisti le nazioni mediterranee. Così arriva pure la Bulgaria a vincere i 50 farfalla, dopo Russia e Polonia vincenti.

La Russia che si issa al comando, come da pronostico. Se mi trovate, a proposito, una russa il cui cognome non finisce in -ova vi pago una birra.

Nei 50 rana vinti dalla nostra Benny sandalizzata, compare sul podio una tale Jefimova. Il cognome fa novanta, probabilmente.

Torniamo seri per un momento e parliamo di Cerasuolo, che da sfoggio della sua rana. Che si vede arrivare da Imola: partenza bruciante, capocciate sull’acqua a ritmo martellante e costante. A me è parso tenersi negli ultimi 15 metri. Domani si vedrà. 

Tre podi per l’Italia, oggi, che si rifà abbondantemente della delusione per la squalifica di ieri. 

Nell’emozionante 800 stile libero femminile, vinto con il nuovo record europeo dalla turca – ma guarda un po’ – Tuncel in 8’21”91 compare Giulia Vetrano che soffre ma porta i suoi ricci sul podio ma con le scarpe da tennis. Le mode devono crescere, prima di imporsi. Tempo degno di nota, comunque. Il suo tempo di 8’35”84 la porta a livello di una certa Manuela Melchiorri. Fate voi.

Oggi dicevo azzurri e azzurre protagonisti. Finali conquistate a gogò e quindi li rivedremo domani, mi riservo di riparlarne quindi. Ma merita menzione Dalla Costa, 49”99 per conquistare la finale nei 100 stile e poi, in finale di serata, arriva il break nella 4×100 stile mista. Seconda frazione special e Italia in testa. Lo stile è un po’ stortignaccolo ma efficace. Spero che si farà, il ragazzo! Naturalmente, menzione agli altri: Biagiotti, finalista anche dei 100 individuali, Oppioli e Petrini.

Per finire, un cenno alla playlist amarcord per questi Europei: per chiamare alla finale, Highway to hell degli AC DC. Insomma, come ritmo, ci siamo, come argomento, un po’ meno.

Eurojunior 2021 – day1 – Mamma li turchi!

podio 400sl – Andrea Masini-Deepbluemedia

di Mauro Romanenghi

Mamma li turchi!

Così gridavano nel Medioevo (o forse no, l’origine dell’espressione è incerta!).

Oggi, dopo la prima giornata, possiamo ben dirlo della squadra erede dell’Impero Ottomano, che domina con tre medaglie su quattro finali e si candida per essere una delle nazionali protagoniste.

Guarda un po’ se ben ricordate fra di loro possiamo di certo trovare il lavoro di due tecnici italiani: Corrado Rosso e Stefano Nurra, che abbiamo sentito tempo fa e ci aveva descritto, se ben ricordate, tutto il lavoro fatto in Turchia nei centri federali

E direi che il lavoro frutta, al momento.

Non ho visto molte gare.

Anzi, sono sincero: ho visto due gare, le staffette.

Nella staffetta stile dobbiamo dire che il rumeno Popovici, 17 anni anzi nemmeno, dimostra una classe insuperabile. E attenzione in ottica Tokyo, perché qui abbiamo un asso non da poco, anche se come tecnica è ancora tutto da verificare! La medaglia della Romania è al 90% sua, anzi con un elemento appena appena accettabile in ultima frazione, non ci sarebbe stata storia. Ma come ci insegnano, la staffetta si fa in quattro.

E infatti in quattro vengono squalificate le italiane. Il cambio sbagliato sappiamo di chi è, ma perché infierire dopo aver visto la gioia delle azzurrine, unica medaglia di giornata, svanire così in un soffio per colpa di otto miseri centesimi? Rimbocchiamoci le maniche e pensiamo ai prossimi giorni!

Parliamo di azzurri in questi giorni felici in cui tutto sembra andare per il verso giusto. Il tempo è caldo ma non tanto, la Nazionale va in finale, il basket alle Olimpiadi, e allora via vediamo il bicchiere mezzo pieno. Un’Italia giovane ha detto il nostro Walter Bolognani, con molti elementi soprattutto maschili ai primi anni di categoria e quindi non aspettatevi troppe cose. Invece noi ce le aspettiamo le cose. Ci aspettiamo primati personali, ci aspettiamo un grande Cerasuolo, e ci saremmo aspettati un bel De Tullio che purtroppo è assente (evidentemente ci si può ammalare anche in tempo di COVID, non esiste solo il COVID). 

La batteria e la semifinale dei 50 rana fa vedere una Pilato che oramai viaggia con il pilota automatico su questa distanza: sarebbe fantastico se viaggiasse così anche sui 100. 

Altro non saprei dire, su queste gare e su questi azzurrini oggi: vediamo nei prossimi giorni.

Settecolli chiama Tokyo… rispondi Tokyo!

Mork chiama Tokyo 2020 nel 2021

di Mauro Romanenghi

“Mork chiama Orson…rispondi Orson”!!!
Così diceva Mork, il protagonista della serie Mork e Mindy, un telefilm degli anni 80. Robin Williams, il compianto attore, chiamava il suo pianeta e descriveva le abitudini terrestri al suo capo, un certo Orson – mai visto e che mai si vedrà –  abitudini che lui definiva bizzarre. Detto da un alieno che dormiva nell’armadio appeso a testa in giù e beveva con il dito, è tutto dire. Ma che noi siamo strani, è fuori di dubbio.

E così ecco i nostri atleti che arrivano al Settecolli 2021 e contrariamente a quanto ci si aspettava, sciorinano una serie di prestazioni mirabolanti, soddisfacendo il nostro CT in grande misura. Commissario tecnico che infatti si presenta al microfono della Caporale con le idee chiarissime: altro che Orson, che non riusciva a capire niente degli usi e costumi umani.

Staffette ben definite, con atleti che staccano il minimo o quantomeno arrivano a prestazioni degne di fiducia per poter ambire a ottimi piazzamenti in ambito olimpico in queste gare.

Conferme dello stato di forma dei già convocati, i famosi Top14 degli assoluti (sette maschi e sette femmine) a cui di sicuro si aggiungerà qualche altro nome.

E allora io che ci sto a fare qua?

Ma come Mork, anche io mi faccio delle domande. Non perché sia un alieno, anche se a volte lo sospetto.

Mi domando come mai a questo Settecolli arrivano tutti in forma spettacolare ma tutti dichiarano che stanno lavorando per i Giochi. Mi aspetto quindi dei Giochi con prestazioni mirabolanti, se qui abbiamo ottenuto tre record italiani, primati personali abbattuti come noccioline e tempi di staffetta staccati senza problemi.

La classica frase di circostanza, quasi un copione ripetuto: “volevo fare 47”0, ho fatto 47”0, quindi va tutto benissimo”.

Mi sembra di essere su un altro pianeta. Siamo sicuri di essere al Settecolli?

Ci riporta subito sulla Terra la nostra sottosegretaria allo Sport (credo sia questo il titolo, non ho capito bene) Valentina Vezzali. Cosa faccia non si è ben capito, visto che con il precedente ministro almeno i collaboratori sportivi qualcosa avevano intravisto, qua non si intravede nemmeno lei. Che candidamente dichiara: “Non ero mai stata a una gara di nuoto, è veramente un grande spettacolo”. Amen.

Ma dai??? Sei al meeting forse più importante del mondo, almeno d’Europa, nonostante il COVID ci sono venti e passa nazioni. E c’è qualcuno che si lamentava del Ministro Spadafora. Almeno lui non era uno sportivo. Questa ha fatto le Olimpiadi, e cosa si aspetta da un meeting internazionale? Non so, è come se se andasse a vedere gli Internazionali di tennis e dicesse che Nadal gioca molto bene.

Siamo in Italia, ora sono sicuro.

Il presidente Barelli ci rassicura: nonostante tutto, un po’ di pubblico lo abbiamo portato. 

Qualcuno mi obiettava che, pur essendo all’aperto, le mascherine il pubblico le deve indossare correttamente. Vero.

Ieri ho visto Svizzera – Francia. Non è una giustificazione, ma lascerei perdere le paternali sulle mascherine.

Parlavamo di staffette, e già il primo giorno si vedono i numeri. Sabbioni si candida alla mista, come vice di Ceccon. Ribadisce la condizione con il personale nei 50 dorso. Sono vecchietto ma posso essere utile. Sentirsi vecchi a 25 anni, effetti del long COVID, probabilmente.

Invece sarà Poggio il vice Martinenghi. La sua gioia probabilmente è incontenibile. Ma ancora di più quella di Martina Carraro, che dichiarò a suo tempo che il buon Federico Poggio, come il pupazzo Gnappo antistress o come il tenero Giacomo della Settimana Enigmistica sarà il suo sfogo personale a Tokyo in assenza di Scozzoli. 

Martinenghi che si sbizzarisce nei 100 e batte Arno Kamminga, che proprio scarso non è e lo dimostra con un 200 che mette bene in chiaro come lui in Giappone non ci va in vacanza. Ma nemmeno Martinenghi. Olè.

A proposito di rana, torna un onesto Pizzini. Non so se basterà, la sua onestà.

Tre raniste a 1’05” le vorrebbe chiunque. Chiunque tranne loro stesse, che si sognano reciprocamente di notte, secondo me. Cosa farà la Castiglioni in questo momento? Starà facendo 30”5 ogni 50 nei 30×50??? La batterò? La Pilato fa i 12×25 rana in 12”00? La Carraro starà ancora facendo i balletti su Instagram con la Pellegrini o nella serie dei 6×200 rana fa 2’25” da dentro? Ognuna si fa queste domande, ma nemmeno Mork sa rispondere. Di certo non conosciamo ancora il potenziale pieno di queste ragazze. Speriamo di scoprirlo al momento giusto…e che lo scoprano anche loro.

Torniamo alle nostre staffette. Gli uomini tolgono ogni impiccio a Butini. I primi cinque sprinter sono quelli che lui voleva o sperava. Ceccon, Miressi, il Santo – che purtroppo non è Simon Templar – Frigo e Zazzeri, tutti da 48”1 a 48”5 belli compatti. Se si chiama staffetta veloce ci sarà un motivo

Nella 4×200 a parte l’acuto di Di Cola abbiamo tutti a 1’47”1. Mi hanno detto che i tempi sono un po’ altini. Ma se tutti hanno detto che non vedono l’ora di arrivare a Tokyo, vedremo 1’45” a Tokyo. 

E adesso due piccole storie femminili in conclusione, perché tanto il resto verrà a breve e non voglio farla tanto lunga.

Francesca Fangio, piccola ranista compatta. L’altro giorno, vedendo una foto, mi ricordava Manuela Dalla Valle. Non lo so perché, se la vedi non c’entra niente. Ma con la cuffia, con quella espressione, sembrava lei. Molti non sanno neanche di chi parlo, ma è LA storia della rana dal 1978 al 1998. Essere ora la primatista dei 200 rana, dopo un lunghissimo inseguimento, corona un poco questa storia. Ma naturalmente ci aspettiamo qualcosa ancora, per lei. Intanto non dico che me lo aspettavo, ma dopo un 100 in 1’06”77 che è il quarto tempo in Italia di sempre…e dopo un 2’25” fatto a un meeting di passaggio due-tre settimane fa…ci speravo. Tanta sfortuna per lei, con l’infortunio agli Assoluti, e poi ecco gli Europei e il Settecolli. E insomma, grazie Chicca…e grazie anche un po’ a Erik, diciamolo.

E da buon salvamentista, l’ultima storia. Agli assoluti di salvamento di maggio, come dicevo, si discuteva delle prestazioni di Giulia Vetrano. Per chi non lo sapesse, ha vinto gli assoluti nei 200 ostacoli in 2’04” circa, nuovo record italiano. Ma è da tempo sotto osservazione – la mia, ovviamente. Ho parlato con i suoi allenatori a lungo, in realtà abbiamo bevuto qualcosa (un bianco frizzante, per essere precisi) e preso un caffé parlando di varie cose. Quanto può fare Giulia Vetrano, mi chiedevano allora, a fine maggio. Io non so quanto uno può fare, so che se una è forte è forte. E Giulia Vetrano, classe 2005, con calma da Nichelino prepara le sue valigie e il passaporto con il 1’59”33 dei 200 stile. Perché secondo me, è forte questa ragazza. Vedremo quanto.

Salvamento 2021: un Assoluto…in ripartenza

Posti assegnati a Riccione (foto Mauro Romanenghi)

di Mauro Romanenghi

Mi sono preso un po’ di giorni, per scrivere questi commenti. Perciò chiedo scusa per il mostruoso ritardo, perché per oltre quindici mesi, da febbraio 2020 a maggio 2021, il salvamento non ha gareggiato. O meglio, ha gareggiato ma non si è incontrato. Ci sono stati tre campionati che io chiamo in assenza. Nel frattempo, tutte le discipline hanno avuto modo di confrontarsi. E’ quindi con impazienza e con emozione che ci siamo ritrovati a fine maggio per questi assoluti, che non hanno tradito le attese. Una buona partecipazione, veloci e snelli nonostante il ritorno, causa divisione delle batterie, a orari antelucani che hanno penalizzato più le femmine dei maschi. Ci chiedevamo, infatti, se non si poteva alternare maschi e femmine al bellissimo orario delle 7,30 del mattino a cui le donne cominciavano le serie (comunque il nuoto questi orari non li ha mai fatti, diciamolo chiaramente).
Una ragazza che alleno ha chiaramente espresso il suo disappunto in termini sessisti. Purtroppo, non posso che darle ragione, ma a parte questa parentesi, tutto è filato liscio.
Liscio anche troppo: le finali svolte in mezz’ora forse, dico forse, sono un po’ esagerate. Teniamo conto che erano due specialità al giorno, quindi c’è chi è entrato in acqua tra due finali dopo meno di dieci minuti. Credo che una cosa del genere non sia il massimo in una disciplina che vede solo sei specialità, non una ventina come il nuoto. E per fortuna senza staffette, anzi per sfortuna, perché ancora queste non vengono contemplate: e sarebbe ora che i protocolli anti covid19 finché ci accompagneranno le comincino a prevedere e a normare.
E poi comunque, se uno non avesse voluto svegliarsi presto, c’è sempre lo streaming per rivedere tutto! Sì lo streaming!!! Non ci posso credere!!!
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un primato italiano assoluto che è anche primato europeo, realizzato in 2’04”32 da Giulia Vetrano del Nichelino, è la prestazione più eclatante. 
Ma dobbiamo citare anche due primati mondiali Youth nel misto maschile di Locchi e di Marchetti nel Superlifesaver maschile e un record europeo Youth della Mazzi nella finale giovani del superlife femminile (tempo che avrebbe garantito un quarto posto in finale A…avrebbe…discorso che farò dopo).
Questo anno e mezzo ha visto però anche un bel ricambio: anche se molti protagonisti sono rimasti nuove leve spingono e pretendono il loro posto sul palcoscenico non solo giovanile. La scelta di invitare, se non già qualificati, anche i Ragazzi ha mostrato delle belle individualità, alcune delle quali raggiungono le finali Youth. Tutto ciò ha riscritto le top ten assolute, che potete ritrovare nel nostro sito su SIC (Salvamento in cifre), grazie a Marco Agosti. Faccio spudorata ma meritata pubblicità, vedi sempre dopo.

Sono stato anche fin troppo serio, per cui partiamo con le curiosità. Arrivo in piscina dopo un bel viaggio in un pullman semivuoto: questo significa enormi costi, perché se dobbiamo viaggiare in venti su un pullman da 55, quando siamo in 55 quanti pullman servono? E quanto ci costa? Mi spiace, cari professori del CTS, occorre trovare una soluzione migliore. Diamoci da fare.
Tra l’altro entro in autogrill ah ah ah ah ah distanziamento? Secondo me il CTS vive su un altro pianeta, dove c’è tanto posto. Se ci dicono dove sta, ci andiamo anche noi se costa poco.

Passiamo alla piscina: era dal 1988 che non vedevo i cartelli per le squadre. Idea però tutt’altro che stupida. E sulle sedute c’era il cartello NON SEDERSI QUI, con la bella croce rossa. Mah, pensarlo anche in altre piscine dove ho visto sedersi a caso ovunque? Ma naturalmente ovunque ci sono i protocolli, non è vero?
Ovviamente speriamo tutti che le croci, che non sono per niente simpatiche, spariscano presto.

Non ho portato la mia fedele sedia, e ho sbagliato. C’è chi l’ha portata. Alla fine, che male fa? Volendo, posso farle fare il tampone. Comunque, la schiena ne ha risentito: ma tanto, per restare in salute, basta una passeggiatina, ce lo hanno detto quelli del CTS e anche il nostro bravo Ministro.

La finale degli ostacoli femminili la aspettavo con ansia, perché pronosticavo grandi prestazioni. Non sono certo stato smentito, sarà perché era la prima gara e tutte erano vogliose di mettersi in luce, ma avere tre dei primi dieci tempi di sempre in una finale non è da poco. Giulia Vetrano realizza tutta una serie di record che riempiono la pagina Microplus ma il più importante viene citato sbagliato appena realizzato. Infatti non è record mondiale (a cui neanche si avvicina) ma europeo. A parziale scusante dello speaker, la sua totale ignoranza degli atleti di questo mondo e quindi dei record, e la lista dei record sbagliata consegnata in partenza.

Naturalmente l’altra finale che volevo vedere era il superlife femminile, ultima giornata. Anche qui non sono rimasto deluso. Fra tutte, ben quattro nuove prestazioni alltime, tra cui la vincitrice Cristetti. Unico neo, l’assenza della Lanzilotti la neo primatista italiana e (solo teoricamente, visto che non ho visto la sua omologazione) europea. Squalificata in batteria, la sua maledizione continua. Dio non perdona, il Super neanche. Sarà per la prossima.

Parliamoci chiaro, ho detto che ci sono tanti giovani che sgomitano, ma tra tutte le finali maschili, solo una viene vinta da un nato negli anni 2000: le pinne maschili, in cui in un finale concitatissimo prevale Vestri, ottavo tempo di sempre ma che certo non è un tempo che ci aspettiamo per vincere in campo internazionale: 46”62. Onore a lui ma al mattino Pezzotti realizzava 45”8. Ma la finale è al pomeriggio, e questo vale per molti quest’anno, soprattutto (ma non solo giovani).

Lo sa bene Masha Giordano, Millennials (maiuscola, lo so che non è giusto ma io lo dico lo stesso). Anno 2004, argento a torpedo dalla corsia 2 e bronzo a pinne dalla corsia 6. Esordio sfolgorante!

Amici di…Zampo (foto Mauro Romanenghi)

La controparte è Eleonora Zampolini (detta Zampo). Secondo tempo in entrambe le gare al mattino, se ripetuto valeva il podio o quasi. Tutta esperienza, Zampo.

Due i record della categoria Ragazzi. Maschile nel super, femminile nel misto. Dallari e Chemello, giusto citarli.

Come giusto citare Simone Locchi: due record uno mondiale giovanile nel misto con annesso argento assoluto in 1’00”72 e un sotto 30” nel trasporto, record italiano Juniores.

Tanta roba. Ma tanta, eh.

Quindi se ho fatto tre, il quattro vien da sé: allora citiamo anche Marchetti, super da mondiale in 2’10”44. 

E quindi manca solo Gioia Mazzi, che stempera il record fatto qui qualche anno fa dalla Pasquino, di pochi centesimi. 

Scene da festeggiamento uno.
Siamo in un locale, all’aperto, corso Dante, un minuto dall’hotel, beviamo alla salute del titolo italiano del mio collega.
Primo passaggio, una coppia inciampa in un sostegno per bloccare il traffico. La donna va lunga distesa e viene trascinata via dal marito.
Secondo passaggio, dei miei atleti (maggiorenni) che mi avevano detto che sarebbero stati in hotel passano nel corso (ore 21,45): li guardo, mi guardano, basta un altro sguardo. L’albergo era a 3 minuti. Conto che ne abbiano impiegati 2, ad arrivare in camera.

Scene da festeggiamento due.
Una ragazza siede in tribuna in piscina con un cappello da compleanno sulla testa. 
“Non è il mio compleanno” precisa. “Cioè, fra poco lo è”. Non indago oltre.

Scene da festeggiamento tre.
Sempre nel locale, ci recapitano un conto da pagare di un altro tavolo. Il mio collega fa per pagare (sono amici, li abbiamo riconosciuti), e la cameriera dice che è uno scherzo. 
“Noi a Milano, se dobbiamo pagare paghiamo”, dice il mio collega. 
Soprassiedo su ogni eventuale commento.

Scene da festeggiamento quattro
Incontriamo il re degli ostacoli Fabio Tadini con le sue gentili allenatrici tuttofare, che ci invita a bere. Scopriamo poi che è il compleanno dell’allenatore Daniele Bearzotti. Il re quindi con tanto di scorta, nani ballerini e principesse, arriva al locale dove pagherà Daniele Bearzotti. Noblesse oblige.

Solita scenetta dei record, ultimo giorno e chiamata della FIN. Non funziona il sito dei record, mi chiedono se il nostri sito SIC funziona. Noi abbiamo Marco Agosti, funziona sempre tutto. Problema risolto.

Momento serio numero due.
Arriva Livia Elisa Fiori, protagonista di uno sfortunato episodio quest’inverno che ha posto fine alla sua attività agonistica. Io purtroppo non amo queste cose, per mie personali vicende, quindi neanche queste celebrazioni. Ma potrei dire che ci stanno. La ragazza, visibilmente emozionata, perora la causa della associazione per studiare le malattie cardiache.
Alla fine, lo speaker esclama “Complimenti”!
Ma complimenti di che???????…del discorso, dell’associazione, di esser viva. Non lo sapremo mai, e non voglio saperlo.

Ed infine, un problema di geometria euclidea. Se Vetrano fa 2’04” con gli ostacoli, quanto farà senza ostacoli? Io e un altro allenatore di lungo corso, che si professa millennials (minuscolo) abbiamo fatto una serie di calcoli trigonometrici per capire quanto si perda a ogni passaggio, quanto si allunghi la traiettoria, quanto si vada più veloci o lenti sott’acqua.
Risultato: non abbiamo cavato un ragno dal buco. Ma soprattutto: se la Vetrano anche facesse 1’58”, se di fianco avesse la Pellegrini, avrebbe il coraggio di sfidarla o se la farebbe addosso? Chiedete alla Ledecky.

A presto!

Europei 2021 – il bel Danubio azzurro…rosato

Europei 2021 – Italia prima nel trophy a Budapest ..sipario!

“bello il castoro!” – credit: screenshot di Laura Vergani da Eurovision/LEN

di Mauro Romanenghi

Una marea di metallo piove sulla squadra azzurra nell’ultima giornata.

Il merito non è dei nani di Durin, ma della grande qualità della compagine italiana. Tre ori fanno la loro bella figura sul podio, portando a cinque in totale i successi. Di questi la totalità sono dovuti alla compagine femminile. #womenpower.

Iniziamo da Pilato che si vede che è felice ma si vede anche che uscire dai 100 non le è piaciuto. Esperienza. Resta il fatto che questa Pilato sia un’arma da Olimpiade. 

Se la Pilato è l’iradiddio dei 50 rana, che dire della sua avversaria, la finnica Hulkko?

In questi giorni come detto sono fuori casa. Sto perciò guardando le gare ovunque. In ordine le ho viste: sul pullman, nella hall dell’hotel, in camera,  dal gelataio, in piscina, durante le premiazioni, sulle scale, in bagno, durante uno spritz. Ciononostante sono ancora in salute. Ma voi non fatelo. 

Dopo la Svizzera la Finlandia è la sorpresa dei campionati. Se Hullko non ce l’ha fatta, il colpo gobbo è riuscito a Liukkonen nei 50 stile.

Che poi mi devono spiegare perché una nazione che vince la 50 km di sci di fondo le medaglie di nuoto le vince nei 50m…Sarò forse perché li allenano all’aperto anche d’inverno? Allora si spiegherebbe tutto.

Quadarella bis del tris. Stavolta pure lo sprint finale del 400. Non c’è più la Quadarella di una volta. #emenomale

Continuiamo nell’opera di ringraziamento delle riserve della staffetta che portano alla finale del pomeriggio. Grazie ragazzi e ragazze, ma forse è ora di dare un tollino pure a voi.

Dopo che hanno visto il cane di Katinka giocare con le sue medaglie su Instagram, i parenti della Panziera nel video saluto hanno messo il loro cane. Non c’è confronto, comunque. 

Sarà pure campione dei 400 misti ma la gambata da pallanuotista di Borodin non si può vedere. E sono ancora gentile. 

Razzetti enorme nei 400 ma dorso così così. Impagabile dalla Caporale mia moglie mi riferisce la seguente frase: “erano anni che non nuotavo i 400  e stamattina mi ricordo perché”. Per fortuna si  è ricordato male. Bene per noi. E bene anche Matteazzi che dopo averlo visto in gara al mattino “mi sono gasato”.

Burdisso fa 51″3 e dice: mi sono un po’ risparmiato perché in staffetta dobbiamo volare. Calcolatore. 

Volano invece le staffette britanniche dominatrici di questo europeo. La Dawson ruzza finalmente fino al record europeo dei 100 dorso. Un record storico, gommato di Roma. Grande!

Tocca a Martinenghi l’ultimo pippone sulle piscine chiuse. Speriamo riaprano così anche sto tormentone finirà. 

Europeo chiuso, sparecchiate la mini Duna arena. Fino al prossimo giro.

Europei 2021 – L’Uomo Tigre colpisce alla Duna Arena

Europei 2021 – Fuochi d’artificio alla Duna Arena

Roaaaaaarrrrrrrr ! credit: screenshot di Laura Vergani da Eurovision/LEN

di Mauro Romanenghi

Oggi dice mia moglie che Sacchi è tornato in forma olimpica. Il che a poche settimane dalle Olimpiadi è giusto, anche per i telecronisti. E diciamo che Cattaneo ha messo a suo agio il nostro Luca quindi escono le perle di saggezza consuete. Se poi un bulgaro si chiama Antani, possiamo solo immaginare quali grandi uscite possono sorgere dall’ugola del commentatore tecnico RAI. Rabbrividiamo ..

Che poi subito uccide Miressi (meritatamente) quando costui si definisce addormentato al mattino.

La perla LEN del giorno è Arianna Castimignoli. Chi sia, non è dato saperlo.

Siamo ancora in attesa degli esiti dell’esame del francese di ieri, mia moglie ha tentato anche una incursione stalker su Instagram. Oramai è una questione di principio.

Tutti noi oramai ci aspettiamo il massimo dalla ragazza le cui prestazioni ci deliziano più di una babà al rhum. Benny da Taranto, amici, continua a stupire. Stamattina mostro il suo 29”50 a un amico allenatore. Dall’alto della sua anzianità egli asserisce: “ha fatto solo il suo dovere”. Giusto. “E studia!” Aggiungerei io. Al pomeriggio, dopo aver ripassato Catullo, parte a tuono e realizza 29”30. Volevo fare un po’ meglio, dice. Giusto, è il tuo dovere. E studia, comunque!

Neanche un record mondiale, dice il buon Marco Agosti, rende il nuoto appetibile per una notizia al TG1. Non possiamo che dare ragione al buon Marco Agosti. 

Rylov porta la sua mascherina da tigre sul posto più alto del podio (che poi è uguale agli altri due) nei 200 dorso. Naoto Date, l’Uomo tigre, ne sarebbe fiero. Grazie Rylov, l’uomo dalla espressione unitaria, che sia felice, triste o amareggiato. Con o senza mascherina.

Nella infinita ridda di staffette, la stile libero mista è forse quella con più senso. Lanciata da un Miressi che oramai non sa fare altro che 47” e qualcosa, l’Italia ci fa sognare fino alla Di Pietro, che in realtà non va malissimo ma incontra una Heemskeerk in giornata di immensa grazia che ha deciso che oggi non può perdere e si lancia in 51”73.

In precedenza l’olandese, reduce da 78 medaglie d’argento consecutive, vince i 100 stile libero. La luce divina si accende sulla Duna Arena.

Lo diciamo? Sì, diciamolo. Martinenghi vince la sua prima medaglia internazionale. Speriamo la prima di una lunga serie.

Tornano i gemelli diversi, finalmente. Ci siete mancati, ragazzi.