Assoluti 2018 D5 – Ultimo giorno e poi si riposò

di Mauro Romanenghi

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Come avete visto sono a Riccione. Per fortuna solo due giorni altrimenti avrei raggiunto la forma olimpica: i cinque cerchi. Ieri ho affrontato la paranza e il mascarpone pere e mandorle. Brillantemente superati.

Ieri Sacchi incomprensibile. La rana inglese la posso anche capire (e comunque David Wilkie era scozzese). La guida alla colombiana non saprei cosa sia. Ma qualcosa all’italiana a me viene in mente solo: il parcheggio, la fila, come evadere le tasse.

Ieri mi è stato chiesto se Giorgetti è parente di Tarzan. Se qualcuno ha notizie, può farcelo sapere.

Oggi sono stato in tribuna. Troppi fischi, soprattutto nei 1500 stile libero. Che tra l’altro non ti sente nessuno.

Se girate per la tribuna e vedete una testa che si muove, quello è Miressi. O Zazzeri, ma solo se i capelli sono più scuri.

Oggi ho finto di essere un vero giornalista e sono stato in tribuna stampa. Con Gianmario ed Enrico (nomi di fantasia) abbiamo intavolato piacevoli discussioni sul pesce, le grigliate e i campioni degli anni ‘80: se non conoscete Bubka, Kostadinova, Emmian non siete degni di entrare in questo circolo e leggere il resto dell’articolo.

Purtroppo ho visto sul tabellone che avremo una nuova edizione di ArenaSwimYourBest. Ne sentivo proprio la mancanza. Per fortuna che nei video c’è Rosolino…

Partiamo con le gare allora, non prima di aver magnificato un’ottima orata alla griglia.

Parlando stamattina con Gianni Zippo che sta a Casarano, gli ho chiesto un po’ del suo centro. Poi gli chiedo della Pilato, classe 2005: ma non nuota con lui. Intanto facendomi venire il mal di mare, con 31”82 vede i piedini della Casti che fa 30”67. Preferisco la Casti. Mangiare ancora un po’ di orecchiette, ragazza.

Partenza, vi prendo un metro. Nuotata, posso solo insegnarla. Arrivo, lo aggiusto e poi mi tuffo. Record italiano, 26”73. Mi chiamo Fabio. Scozzoli Fabio. Il Martini mescolato, non shakerato. Grazie. Premio Toppy dei campionati.

Nei 400 stile libero femminili, bisogna saper dosare le forze. La Caponi parte a 28”98. Non lo faceva forse neanche la Pellegrini. Castigata da Quadarella e poi da Pirozzi, che salgono e salutano. Premio Floppy, gelato al limone.

Simoncina Quadarella tris di pietanze. Quarta alltime nei 400, per finire in bellezza i campionati. Se avesse vinto i 200 mi aspettavo i titoli tipo la Ledecky italiana o la Katie coatta o altre scemenze del genere. Per fortuna non li ha fatti. Grazie.

Nei 400 misti si vince con 4’16”40. Il podio a 4’21”. L’ultimo della Finale A fa 4’25”. Capisco che bisogna andare per grado e migliorare piano piano… ma qua il migliore ha 31 anni. Il record Junior è 4’14”, quello ragazzi 4’25”, i podi europei si fanno a 4’10”. Facciamoci delle domande.

La newgen della giornata è la D’Innocenzo, bronzo nei 200 dorso, con Karen Asprissi, al mattino secondo tempo dei 50 farfalla: in finale manca un po’… il finale. Non si respira a 5 metri dalla fine. Ma è giovane, si farà. Per entrambe ingresso nella top ten, che non è quella musicale, con buona pace della vocazione rap della Cusinato.

A proposito di Karen Asprissi, parlando stamattina ho detto “ma non è tanto alta”. Forse me la ricordavo da Esordiente A.

Margherita Panziera non ha sentito la musica dello squalo ed è andata via liscia liscia nei 200 dorso. Guarda che agli Europei la musica dello squalo la mettono in 10 o 12, forza ragazza, imparala anche tu e fischiettarla in camera di chiamata.

I campionati sono finiti e io mi devo rassegnare ad andare a cena. Mia madre mi ha detto che lei avrebbe preso la parmigiana di mare al ristorante. Seguirò il suo consiglio. Mai disobbedire a mammà, mai dire no alla moglie e mai fidarsi degli allenatori che non bevono. Ricordatevelo.

Assoluti 2018 D4 – Farfalle a Riccione

di Mauro Romanenghi

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Paranza! – Credit: Mauro Romanenghi/acquastampata

Quarto giorno. Inizia la discesa. Ma per alcuni, è tutta in salita.

Dotto ieri raggiante per Miressi. Il povero Luca, eterno secondo, prima dietro Magnini e adesso dietro i giovani sgomitanti? In mezzo comunque un paio di titoli europei se li è presi.

Mirex è il nuovo soprannome di Miressi. Ma significa che bisogna salire sulla torre di Gondor per ammirarlo? N.d.R. solo gli estimatori del “Signore degli anelli” capiranno la battuta senza Wikipedia.

Anche sui Forum dei siti specializzati sono d’accordo con me: Ceccon a stile rivedibile. Peggio di lui in finale solo Sorriso, e anche in finale B c’è chi ha fatto meglio.

Per dirla, Cusinato ha fatto a stile peggio della sesta classificata e addirittura come la Circi, la 2002 giunta quarta. Se dite che cerco il pelo nell’uovo, beh è così. E lo trovo, spesso.

Ma trovare un po’ di fantasia nei titoli? Cusinato show, Paltrinieri show, Ceccon show. Ma che siamo, a Sanremo?

Luca Rasi in forma smagliante. Al segnale di uscita dalla vasca, parte la colonna sonora de Lo Squalo. Impagabile.

Per la prima volta un marito e sua moglie si incrociano in autostrada, uno in direzione sud, l’altra nord. Incrocio verso Parma. Voi direte parleranno del fatto che non si vedono da un po’ di giorni, di come va a casa. No l’argomento è la condizione della Cusinato, l’intervista a Caspani e i pranzi a Riccione. E chi chiamare per i Podcast. Bene. Grande amore.

In piscina naturalmente anziché nella tribuna giornalisti vado in quella atleti e allenatori a trovare gli amici e i conoscenti. A fine gare prosecco al bar. Duro lavoro, quello dell’inviato. Già sento le orecchie fischiare.

Le gare le vedo però. Sono qui per il duello Codia – Rivolta e Panziera – Pellegrini, e per curiosare i 200 farfalla della Cusinato.

La Pellegrini fa sempre paura, quando ce l’hai di fianco, mi dice un esperto allenatore in tribuna. Concordo. Infatti lei vuole quel record. Non ce la fa, ma la Panziera fa solo 1’00”53. Tempo per tutte e due. Panziera sorride, Pellegrini mette la musica de Lo Squalo.

Rivolta e Codia, sempre questione di un centesimo. Sempre per Rivolta. Codia ha una sua immagine formato bersaglio in camera. Tempo limite per entrambi.

Restivo torna Restivo. L’aspirante medico con chirurgica precisione pennella le apnee e stronca la concorrenza. Mai in discussione la vittoria, stavolta. Lo vogliamo così anche in Scozia, con baffetti e kilt.

La newgen oggi sono la D’Innocenzo, un 100 dorso da sesto posto e pochi decimi dal record Junior,  e Burdisso bronzo nei 100 farfalla in cui si vede chiaramente la differenza di potenza nelle partenze e nella virate rispetto ai due big, e ciononostante è ottavo alltime.

Il 200 farfalla che non ti aspetti. Tre al tempo limite, Bianchi al personale ma soprattutto Cusinato che scende due secondi e entra nella top ten. Le gare sono belle quando c’è competizione. A pari merito tutte al Toppy di giornata.

In tribuna incrocio la Gaetani. Non è proprio piccola, la 2004 dei Pugliesi. Nuotata discreta. L’apnea, però, ancora non ci siamo. No no. Record Ragazzi, ma c’è da lavorare. Intanto è agli Eurojunior, poi si vedrà.

La velocità donne. A 16 anni si fa 25”. Poi ancora 25” e ancora fino a 25 anni. Peccato  che il mondo viaggi a 23”. Riflessioni rapide.

Ma ogni tanto rendiamo merito al lavoro: Nicoletta Ruberti, emerita sconosciuta, passa al nono posto alltime e vince il bronzo. C’è sempre una speranza.

Finiamo con i 200 stile. Onore a Di Cola, visto ai Criteria qua si incolla alla corsia per stare con Megli. Ma diciamocela tutta: se i 200 stile donne piangono, quelli maschili al momento non ridono. Premio floppy di giornata, con tutto il bene che voglio ai ragazzi. Gelato al power energy.

Cosa mi ha colpito di più oggi. Il bar di Riccione, aperitivi al massimo. E nessuno si risparmia. Diffidate degli allenatori che non bevono.

Assoluti 2018 D3 – La maledizione del primo record

di Mauro Romanenghi

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“Underdog” – credit: Laura Vergani/acquastamapata

Terzo giorno.

Intanto, in tempo di querelle elettorali, volevo comunicare che le 2001 femmine sono eleggibili per gli Eurojunior, contrariamente a quanto indicato in TV. Continuo altresì a ricordare che Giorgia Meloni non è invece eleggibile in parlamento: non per altro ma è del 2002 e per ora è impegnata negli Assoluti e nei Criteria.

Strategia per sfuggire all’antidoping: circondare con bambini affamati di autografi i responsabili dell’antidoping, tra l’altro facilmente riconoscibili per le magliette molto colorate, per poter ostacolare le loro manovre. Suggerisco all’antidoping una divisa più incognita.

Attenzione al labiale! Di Liddo emana un bel vaffa dopo l’ennesima sconfitta dalla Bianchi. Ci sta, la prossima emaniamolo sott’acqua!

Underdog in tribuna: non nel senso di sfavoriti, ma di cani piccolini che stanno sotto l’ascella dei padroni. Tutti hanno diritto a tifare per i propri beniamini.

Scenetta in albergo. Padre e madre pontificano su “chi ha fatto i soldi” (Pellegrini). Ma per fare i soldi non basta andare agli Assoluti, bisogna essere la Pellegrini (almeno). O andare in TV e sparare minchiate. Io punterei sulla opzione numero due, molto meno faticoso. Ma non ci manderei il ragazzo.

Torno indietro di un giorno di nuovo. Cospargo il mio capo di cenere di cioccolato e do conto del primato personale della Fangio (che non è parente di Manuel Fangio, pilota degli anni 50, uno Schumi ante litteram) nei 200 rana da lei vinti e che la issano all’ottavo posto alltime. E di un bel 200 anche di Pirovano, riscatto dei 400 misti (la punizione senza cena ha dato i suoi frutti). Ma continuo a dire che chiudere mezzo secondo (almeno) più lento di tutte le altre non va. Ci lavorerà su.

Querelle con Marco Agosti. Io sostengo che ci sono errori nel suo database, convinto di averlo colto in castagna. Errore gravissimo. I suoi files sono perfetti: solo che non sono stati aggiornati correttamente. Qualcuno ha sbagliato, ma non lui. Mi ritiro in buon ordine, sconfitto.

Ho letto su un sito specializzato la candidatura per la Pellegrini a “commissaria tecnica”. Dopo la sindaca, la ministra, la commissaria tecnica non ce la potrei fare. Lo so sono vecchia scuola ma per me c’è solo il sindaco, il ministro e IL Commissario Tecnico. Poi c’è anche la dottoressa, ma quello è un altro discorso. Altrimenti voglio anche l’architetta: vediamo chi ha il coraggio di dirlo. Purtroppo l’Accademia della crusca non è d’accordo con me. Dovrò adeguarmi.

Oggi Sacchi in forma olimpica. Prima stronca Paltrinieri e le sue considerazioni tecniche… sono ragazzi. Poi mi stronca anche la Fangio: lo stile proprio non ce l’ha, prosegue poi segando anche Ceccon e il suo stile libero. Pure la velocità femminile, sparando sulla croce rossa però… e insomma, oggi ne ha per tutti. Però poi alla fine salva le gare del mezzofondo.

Cade la maledizione del primo record: e lo fa un’ insospettabile Panziera nei 100 dorso, la prima in Italia sotto il minuto. Curioso di vederla nei 200 adesso… e che belle apnee. La virata di Berlino è dimenticata!

New gen nei 200 misti femminili e maschili. Ecco sul podio Razzetti del 1999, e in prima serie due del 2002, Circi e ancora Cocconcelli. E Ceccon, of course.

Cusinato sa quello che vuole e come farlo. Forse manca un po’ lo stile libero, anche a lei. Però ragazzi avercene. Toccava a lei rompere la maledizione del record mancante, ma niente da fare? Ma il Toppy di giornata non può che essere lei. Stile che manca anche a Ceccon, un po’ sbracciato, il peggiore della finale. Sacchi forse ha ragione. Però ancora un record ma sempre giovanile.

Gara preferita è dove atleta vince direbbe Boskov. E anche Ceccon.

Miressi ritorno paura: 24”78. Fa paura anche la differenza di altezza fra lui e Dotto. Il cameraman ha rischiato di cadere in acqua per inquadrarli entrambi. Finalmente anche la Caporale capisce cosa vuol dire intervistare persone alte.

La gara della Quadarella viene usata per intervistare Barelli… e il suo spot sugli Europei: mi raccomando RAI fate bene a Glasgow. Ma cosa sono gli impianti che vanno ad acqua calda? Boh.

La smentita della giornata. I velocisti punti sul vivo dal mio commento di martedì si fanno vivi. E quindi Miressi fa il suo primato, terzo alltime e record Cadetti, Dotto va a 48”5, poi Vendrame sotto i 49” e infine Zazzeri a 49”0. La staffetta veloce è fatta?

Floppy di giornata, la velocità donne. Gelato alla camomilla.

Floppy secondo a Vendrame: parte un metro prima di Miressi e esce un metro dopo nella staffetta mista. Che sarà successo? Scatenerò le mie spie.

Assoluti 2018 D2 – Floppy and toppy

di Mauro Romanenghi

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“..per me pari son..” –  Credit: Laura Vergani/acquastampata

Secondo giorno. Dalle mie parti c’è una gelateria che si chiama Floppy. Ottimi gelati. Quindi assegnerei i premi Floppy: quando la prestazione non è granchè ci si può consolare con un gelato (da comprare a proprie spese).

Il primo giorno premio Floppy a Carini, che passa da miglior delfinista a quarto nel giro di un amen. Gelato al cioccolato, dolce e un po’ salato.

Anche oggi non vedo le gare ma non per colpa della RAI ‘sto giro, per miei impegni. Ma ho delle spie che mi dicono tutto. Molte spie.

Mi aspettavo qualcosa anche da alcuni velocisti, invece lontano dai radar i vari Izzo, Miressi, Zazzeri, Orsi. Peccato. Ma oggi dobbiamo riassegnare il premio Toppy a Vergani, che col suo personale e la terza prestazione alltime sparecchia la concorrenza anche nei 50 farfalla e conquista il secondo titolo.

Punto sul vivo da Burdisso, Ceccon non ci sta e sparecchia la sua personale tavola nei 100 dorso. Record Juniores e Glasgow raggiunto. Uno a uno, palla al centro. Premio Toppy anche a lui.

In tribuna stampa (che in realtà non esiste agli Assoluti, ahi ahi FIN non ci siamo) si ascoltano i discorsi dei “tecnici specializzati” che spiegano come mai le cose per i figli propri assistiti non vanno benissimo. Quando vanno benissimo questi “tecnici specializzati” non dicono nulla, al più piangono di gioia. Lascio al lettore immaginare il tenore dei discorsi.

Scozzoli c’è! Record personale 59”33, e ritorno al vertice. Sotto il minuto e di parecchio, a 30 anni suonati. Altro che spirito master!

Ieri notavo come tutti gli Junior hanno ottenuto il pass per gli Europei di categoria facendo il tempo limite, tra l’altro in diverse finali A (Ceccon, Lamberti, Calloni). Oggi si continua su questa falsariga, ma anche le ragazze si allineano. Quindi ecco la Cocconcelli a dorso nei 50, la Asprissi quarta dalla corsia 8 nei 100 farfalla, la Mascolo a stile, ma soprattutto il bronzo della Memo nei 200 rana. Ampiamente il personale e top ten sfiorata in 2’28”25. Girl power.

Newgen femminile quindi un po’ più in evidenza in questa seconda giornata. Ma senza esagerare. Infatti nei 100 farfalla sempre i soliti sospetti. Bianchi, Di Liddo, Tarzia. Tempi onesti, di questi tempi. E personali per due di loro. La giovane classe 90 Bianchi aspetta gli europei per farlo. Si può fare, Scozzoli docet.

Per ultimo mi tengo la tristezza. Stamane ho detto a chi mi prospettava i 200 stile donne che forse in batteria non avevano tirato. “Ti sbagli” mi hanno risposto. Mi sbagliavo. Premio Floppy secondo giorno ai 200 stile donne. Gelato di soia, of course.

 

 

Assoluti 2018 D1 – New generation is coming now!

di Mauro Romanenghi

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credit: Laura Vergani – acquastampata

Iniziano gli Assoluti 2018.

Glielo diciamo a Mecarozzi (e non solo a lui..) che il tempo NON si può fare in batteria ma SOLO in finale A, a questi Assoluti? Massì, diciamolo a tutti!

Nel frattempo voto per la decisione RAI di trasmettere in differita le finali al posto di Italia – Belgio di calcio femminile: meglio non dirlo. Fosse stato almeno badmington… o pallavolo… o che so io. No, per il calcio il voto si abbassa. Fino a sparire.

Attendevamo la nuova generazione. La nuova generazione è arrivata. Diceva qualcuno nel nostro podcast (che esce in questi giorni, perdonateci vi prego) che Ceccon puntava di sicuro agli Europei Assoluti. Beh la prima qualificazione della new age se la prende Federico Burdisso, lombardo studente in Inghilterra (a Mount Kelly, dice mia moglie..), tesserato per una squadra romana, con il record italiano Junior. Certo l’ultima vasca lascia un po’ a desiderare, lo avevamo detto ai Criteria… ma qualche volta si vince lo stesso. Questa è la volta. Poi Milak è un’altra cosa, ma al momento accontentiamoci.

E parliamo allora di Ceccon, terzo nei 50 dorso: apnea e partenza ancora da studiare, ma il resto c’è. Podio agli Assoluti “veri”, dopo la vittoria nei misti agli invernali. E adesso vediamolo, ‘sto 100 dorso e ‘sti misti.

Non male neanche altri newgen, come Deplano. Quarto nei 50 stile. Va bene, niente personale, ma se hai di fianco Dotto, Miressi, Zazzeri, Orsi, Vergani… beh, niente male lo stesso. Adesso bisogna darsi da fare.

Visto che parliamo dei 50, mettiamo dentro anche Vergani. Tesserato Vittorino ma si allena a Milano con una vecchia conoscenza, Caspani. Secondo alltime nei 50 stile con 21”70. Dicono che Dotto non abbia preso benissimo la sconfitta, ma ci sono ancora i 100: forza Luca!

Finiamo di parlare dei maschi con Acerenza: quattro-secondi-quattro di miglioramento. Entra nei primi cinque in Italia, con un onesto 3’46” e spicci, in una gara senza avversari ma solo grazie a lui (e a Gabriele Detti che dopo la buona mattina lascia perdere per non pregiudicare un recupero ancora non perfetto). Magari non sarà un supercampione, però Moro quando li ha in mano i mezzofondisti qualcosa ci cava (quasi) sempre.

E passiamo allora da un palo a una frasca: la Cusi, che demolisce il personale e se tanto mi da tanto con questa bella frazioncina a rana e un dorso che ancora va sistemato si può levare ancora qualche soddisfazione. Poi mica tutti fanno 4’30”, ma insomma…

I misti la gara migliore di giornata. Tre qualificate tre, tutte col personale. Dietro la Cusi, Toni (personale, quarta alltime) e Polieri (personale, settima alltime). Alessia, forza, adesso diamoci da fare nei 200 farfalla. Franceschi e Pirovano le grosse deluse: a letto senza cena.

Rana con i soliti sospetti. Stavolta è Casti a prevalere: il ritorno da 34” ancora non c’è, con quello si fa il primato. Lo aspettiamo. Intanto in Scozia ci va pure Carraro, tempo al centesimo. E fine della discussione.

Il tempo lo fa anche Quadarella che finge perfino uno sprintino finale. Le gambe finalmente ci sono, adesso vediamo se la virata la facciamo meno a gambe tese e poi va tutto bene. Forza Simo.

Finiamo con l’ultimo Simo che me ne sono scordato (e mia moglie dice che “non si può proprio!”): torna in Nazionale per una competizione assoluta Sabbioni (“Ma come fai a dimenticartelo?”). Va che ti aspettiamo ancora nei cento dorso, fa minga il stupid.

Mi riservo altri commenti in altri giorni, per oggi basta così, avrebbe detto Corrado.

Criteria 2018 M2 – Il Diavolo e l’Acquasanta!

di Mauro Romanenghi

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Trinità (credit: FIN/Facebook)

Anche i siti specializzati si accorgono di Luca Rasi (ogni riferimento al fatto che ne ho parlato per 5 giorni è casuale: i siti specializzati vanno su Internet e scovano ogni cosa possibile per fare notizia) e lo intervistano.

Così mentre i siti specializzati scoprono dei Criteria i cartellini scordati, i record stabiliti, poco fanno su come ci si comporta in vasca. La mia l’ho detta, non ci tornerò su. Per chi vuole, ci sono le spiegazioni: sui siti specializzati.

La mattina del terzo giorno l’ultima perla di Luca Rasi: “invitiamo gli atleti che si tuffano male a non usare la corsia 0 ma usare la 1 e la 9.” Fantastico.

Leggo sui siti specializzati che un americano della nazionale Junior aveva assunto una sostanza dopante, ma poiché ha confessato, è stato graziato con soli 4 mesi. Da noi si da una stagione se assumi una sostanza per sbaglio (!). E comunque questo ci dice che il doping esiste anche nel nuoto, e purtroppo anche a livello giovanile. Quindi oltre alle campagne per sensibilizzare lo sport nelle scuole, sarebbe meglio (soprattutto in Italia, il paese dove se sei furbo sei bravo mentre se sei onesto sei un pirla) iniziare in parallelo una campagna sul doping e su cosa può fare. Perché chi sta male poi lo paghiamo noi.

Finiti i pipponi, che sono in forma, oggi si inizia con i Queen.

Prima delle competizioni, la premiazione delle matricole. Pensavamo che Mosè fosse ineguagliabile. Sbagliavamo. Comunque i petrodollari e il cardinale non stonano così vicini… paura eh? (direbbe Lucarelli).

Dobbiamo riprendere come al solito qualche nome lasciato qui e là. Il solito Lorenzo “short course” Mora, che fa il primato nei 200 dorso cadetti ma non il suo primato. Bene. Ora vorrei assistere alla trasformazione in Lorenzo “long” Mora.

L’altro giorno mi aveva un po’ deluso, oggi nei 50 meglio ma ancora non è il vero Pinzuti. Idem Poggio che qui si è cimentato pure lui solo nei 50. Insomma parlo dei ranisti che seguo da un po’: qui hanno fatto le prove generali dello spettacolo (?).

Ovviamente Lamberti mi smentisce subito. Avevo detto che mi piaceva di più a stile, qui fa 1’56” a dorso e vince il titolo dei 2000. Questo dimostra perché io al Fantanuoto non ho mai vinto.

E arriviamo ai cento stile. Non volano sberloni ma neanche tanto male. Miressi si porta dietro i soliti noti. Avevo detto che aspettavo Deplano e Nardini. Eccoli lì, a 48” basso. Forse loro hanno puntato più qui, forse no. Osservati speciali, comunque, insieme a Di Cola. Buon quinto, ultimo sotto i 49”, Razzetti.

Due titoli di staffetta a De Akker. Ce lo avevano detto, la squadra c’è. E infatti c’è.

E c’è anche la nostra, che vi attende con i Podcast. Anche noi ci siamo allenati, gli Assoluti ci aspettano. Avremo periodizzato bene?

 

Criteria 2018 M1 – Fermi nelle corsie!

di Mauro Romanenghi

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“Fermi nelle corsie!” (credit: Alessandro Bacchi)

Per fortuna che arrivano i maschi, più indisciplinati, più numerosi, più… più…

Si vede che sono arrivati. Intanto cambia la playlist, abbiamo i Duft Punk al posto di Betta Lemme. Ma poi ci sono gli ACDC e persino il Boss.

Si vede che sono arrivati i maschi: abbiamo più cartellini abbandonati. Il record è di Costa, cartellino perso per due volte nel giro di venti minuti. Primato assoluto alltime della manifestazione!

Luca Rasi sta raggiungendo la forma migliore. La sua frase “rimanete fermi nelle corsie, non è difficile” ha raggiunto la ventisettesima posizione nella classifica delle frasi più usate in Italia.

Questa la devo proprio dire. Nei 400 misti, seconda serie, anni 14. La corsia 5 è squalificata perché nella frazione rana ha nuotato in una corsia non assegnata a lui. Parola di Luca Rasi. E, purtroppo, la pura verità.

Due giorni di competizioni e vediamo cosa c’è da dire.

Parliamo subito di Alberto Razzetti. Che a dispetto del suo nome non fa la velocità. O meglio non fa solo quella! Viene dal delfino e da Rapallo. E stabilisce due record della manifestazione nei misti, ottavo nei 200 e decimo nei 400 alltime. A parte un dorso da sistemare, il resto non è niente male. Vediamo a Riccione che combina il ragazzo in queste distanze. Nei 200 farfalla ha da studiare, la tattica “parto a razzo finisco a…” non ci sta. Il 31” di chiusura, in vasca lunga non promette bene. Anche se a volte (raramente) si vince.

Visto a Milano e rivisto qui. Niente male il giovane. Già lo conoscevo ma è spuntato fuori nei meeting invernali e qui ci delizia in tutto il suo splendore. Come era in lunga l’ho visto a Milano, come sarà lo vedremo a Riccione a metà aprile. Parliamo di Alessandro Fusco 2’08”34 a rana. Ovviamente primato della manifestazione.

Il duello Ceccon – Burdisso si svolge sui 50 stile e 100 farfalla. Il lombardo in trasferta studentesca in Inghilterra, tesserato Tiro a Volo, viene impallinato due volte. Tre se contiamo la sorpresa Busa, che scende sotto i 24” per fare il record del meeting (ops, dei Criteria) nei 50 farfalla. Ma si vede che è pesante, soprattutto lo si vede nelle ultime due vasche dei 200 farfalla, la sua gara. Da paura la fine, le braccia non uscivano più, Razzetti style. Ceccon invece come al solito illeggibile, ultimo 50 dei 200 rana più veloce anche delle categorie superiori. Sempre curioso di seguire questa progressione cronometrica in lunga, qui vale lo stesso discorso del suo compare. Nei misti onesto compitino, a quasi un secondo dal migliore. Per i 200 stile, vedi sotto alla voce comportamento.

Miressi spazia dalla velocità, ai 100 farfalla, ma dove si fa vedere finora sono i 200 stile. Insomma divertirsi il mio motto. Vincendo qualche medaglia come mi ha detto qualche allenatore.

Altro osservato speciale Lombini. Si nascondicchia nei 400 e nei 50 dorso. In attesa dei 200 stile.

Proietti Colonna: l’eterna attesa. Bel 400, nuovo record dei Criteria. Sempre in attesa di quel che sarà.

Curiosità per alcuni ex nazionali Junior dello scorso anno. Nardini e Deplano, ad esempio. Nardini vince i 50 farfalla, tanto per gradire. Deplano fatica nei 50 stile, ma un bronzetto se lo porta a casa.

Per gli amanti del gossip, anche il fratello di Noemi Lamberti, figlio di Giorgio Lamberti anche lui (eh già) vince i 100 dorso. In realtà ha vinto per squalifica di un avversario, ma la notizia passa in secondo piano. Comunque il ragazzo nuoticchia meglio a stile secondo me. Soprattutto nei 200 non è male… qui, non pervenuto.

Parliamo di stile libero e dei 200 stile: qui volano gli stracci nei Cadetti. Non è che ho nominato quelli di prima invano. E’ vero, abbiamo 20 anni, è ora di uscire. E usciamo allora.

Miressi 1’44”91, Di Cola 1’44”95, Proietti Colona 1’45”55, Lombini 1’45”67, Nardini attention 1’45”99 con il miglior ritorno di tutti!!! E adesso mi dovete far divertire agli Assoluti, sennò mi incavolo davvero.

Spulciando le staffette vedo un 1’46” lanciato. Poi lo cerco in gara individuale e fa 1’50” nella start list. Sarà un fuoco di paglia? Gavazzi fa 1’47”84, 53” con 54” di ritorno. Confermato. Sarà il figlio di Pierino Gavazzi, indimenticato ciclista anni ‘80? Lancio la palla ai siti specializzati!

Sempre parlando di 200 stile. Ero curioso di vedere il tempo di Ceccon. Beh mi rimarrà la curiosità. Invece qualcuno dovrà spiegare al ragazzo che non si prendono in giro gli avversari.

Eh no, ragazzi, no no no…come dice Luca Rasi.

Criteria 2018 F2 – E’ ora di basta!

di Mauro Romanenghi

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Staffetta Ragazze – Criteria 2018 (credit: Alessandro Bacchi)

Criteria femminile all’archivio e allora eccoci qua, mentre mi sgranocchio un cioccolato ai cereali, a scrivere due righe sulle cose da aggiungere.
Premessa. Qui si parla di livello assoluto o di prospettive. Si parla seriamente ma con facezia. Se non avete senso dell’umorismo, leggete altre cose. C’è un interessante articolo su come sopravvivere al riscaldamento pregara, ad esempio. E per chi pensa che non rispetti gli atleti, io ne ho il massimo rispetto. Per questo li sprono tutti i giorni e li seguo (gratis) alle gare. E per questo, posso anche prenderli in giro, un pochino. Con rispetto, però.

Ieri scrivevo a un mio amico verso le 19: domani su tutti i siti troverò: “la figlia di Lamberti vince i 200 stile, la dinastia Lamberti continua”. Detto fatto. Dovevo fare il santone, se ce l’ha fatta Vanna Marchi potevo farlo anche io.

Naturalmente poiché è stato spoilerato da Renato Fusi che la Consiglio è figlia della Cavallino nessuno lo ha scritto (però Virginia le virate eh…).

Onore al merito a Casarano. Che NON sono le gemelle Cesarano! Da lì vengono gli olimpici salentini and Co. cioè i Nuotatori Pugliesi.

Giorgia Meloni che ha vinto i 100 e i 200 rana non è la Giorgia Meloni che va in parlamento… hanno fatto bene a ribadirlo i siti specializzati.

Oggi mi hanno fatto notare che è scattata l’ora legale. Infatti mi sono alzato convinto fossero le otto invece erano le nove e le gare erano già iniziate. A qualcuno è andata peggio. Due smartphone scordati e un mazzo di chiavi (tranquilli anche io le ho scordate in un bar di Riccione). Ma la migliore è l’atleta (si dice il peccato ma non il peccatore) che ha scordato il cartellino per due volte in una mattina. Solo la ragazza che alleno io ha fatto peggio e un giorno ve ne parlerò.

Luca Rasi ribadisce in maniera chiara il concetto. Bisogna rispettare i tempi: LASCIATE – LIBERA – LA – VASCA. E poi la frase simbolo: “un ultimo sforzo raggiungete la zona podio!” Ma che è adesso è uno sforzo andare sul podio? Magari ci fossi mai andato io, ma pure sulle nocche ci andavo.

Ricordatevi che la transenna è riservata ai tecnici. AI TECNICI!

Ma se abbiamo i Gun’s, la musica anno ‘80 con gli A-ha perché dobbiamo ascoltare per tre giorni: Rovazzi, L’esercito del selfie, Io non abito al mare, Sotto il sole di Riccione e Bambola? Tra l’altro scusate ma ho cercato su Internet Betta Lemme tutta la vita altro che Wanda Nara. E’ comunque ufficiale: per chiamare la prima serie, si usa Betta Lemme. Mettetevela via.

Bene basta amenità parliamo di cose serie. Francesca Fresia non andrà forte come D’Innocenzo, Cenci, Quaglieri ma sui 200 ci sa fare e ho capito perché. Bracciata ampia e sinuosa, bassa frequenza (forse troppo bassa… sveglia eh) e ottime apnee. Insomma siamo a 2’09”, tra l’altro ha già fatto di meglio lo scorso anno. Ma noi ti vogliamo bene lo stesso (volevo solo precisare che anche la D’Innocenzo nei 200 non ha fatto il suo migliore…no perché i siti specializzati non lo hanno detto).

Discutendo dello stile libero con un esperto di statistiche (non è Massimo Anelli, che è un GRANDE esperto di statistica) parlavamo dello stile libero femminile. Poco di nuovo all’orizzonte in ogni distanza esclusi i 50, solo numericamente rilevanti. Il deserto dei tartari nei 200. Tra il poco visto spicca l’unica 2003 che batte l’esercito 2002, Carola Valle, e si issa ai primi 20 posti alltime e scende sotto i 55” nei 100. L’unica.  Finché vanno a scuola, mi dice l’esperto, non puoi farci niente. Il problema, caro, è che spesso finita la scuola finiscono pure gli atleti. Vabbè.

Detto già della D’Innocenzo, parliamo della Cenci. Non ti girerebbero le palle se tu facessi tre record della manifestazione ma purtroppo arrivi dietro a chi lo ha già fatto? Sì? Bene, allora sei Martina Cenci. Dai Martina non sei ancora agli stracci (pessima battuta, lo so, ma concedimela). Tra l’altro, manco a farlo apposta, una Carabinieri, l’altra Fiamme Oro.

Mi si dice che non ho parlato della Categoria Ragazze. Voglio solo dire questo. A meno che non sei la Ledecky, la Meylutite, la Penny Oleksiak, la Pellegrini, nella categoria Ragazze devi imparare a gareggiare, nuotare bene, virare, destreggiarti nella competizione. In un paio di anni si vedrà cosa si diventerà. Faccio un esempio pratico. Erika Gaetani unica a stabilire record della manifestazione nei 2004. Tempi ottimi con 1’00”73 e 2’11”22 meglio addirittura delle 2003. Ma come lo scorso anno le apnee sono lunghe 5 metri (cioè non ci sono), nei 100 come nei 200. Tra due anni le apnee dovranno essere di 8-10 metri. Il concetto è questo.

Degli undici record, sette sono delle 2002. Ribadiamo il concetto. 2002-2020. Senza pressione eh, sotto il sole di Riccione.

Criteria 2018 F1 – ragazze 2002 all’assalto

di Mauro Romanenghi

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La staffetta delle Matricole – Criteria2018 (credit: Alessandro Bacchi)

Sembra un supermeeting… forse questo volevano e infatti lo hanno ottenuto! Che sia un bene o un male non sta a me dirlo, ma questo appare dallo streaming. Per farlo hanno anche sacrificato i device del dorso. O i device del dorso o lo streaming, ha detto il revisore dei conti. Votazione: streaming. I device agli Assoluti. Tanto nelle società i device chi li ha? Nessuno. Hai mai visto un meeting giovanile coi device? No. E allora basta. Se no, via anche i blocchi con l’aletta.

Lo streaming. Ho guardato il primo streaming sabato. Purtroppo quelli di venerdì, al momento in cui scrivo, sono andati perduti. Dove chissà, forse in una galassia lontana lontana. La qualità…bella eh, per l’amor di Dio, ma quando la telecamera fissa si gira verso le virate e devo girare il collo per capire se sono io che vedo storto o la telecamera inquadra di sbieco, mi viene mal di mare.
Il commento dello streaming è lo stesso del ritmo delle gare. Serratissimo: fuori, tutti fuori, pronti, un’altra serie. Luca Rasi si immedesima nel padre padrone del meeting e detta i tempi della manifestazione. A mezzogiorno deve finire tutto che poi si va a pranzo! Il sabato ore 12.15 tutto finito, la staffetta stile Ragazze se facevano più di 4’05” c’era lo squalo tigre che finiva l’ultima frazionista con un colpo al collo.
Tra l’altro li accompagna una musica assordante con i più grandi successi italiani degli ultimi tempi, Gabbani su tutti. Non riesco più a smettere di cantare “sotto il sole di Riccione” dei Thegiornalisti.

Il tutto si interrompe prima della partenza: probabilmente fingiamo il silenzio che c’è a Riccione: solo che non si sente niente, neanche il via dello starter. Mah!

Intanto oggi mi arriva una foto: le ragazzette della squadra che si sono truccate hanno sporcato una sedia con il pennarello indelebile. Per tutti: l’acetone, ragazzi, un rimedio infallibile… magari diluito.

Ma le matricole, le premieranno ancora? Non avete idea di quanto si siano divertite a vestirsi… vi risparmio la descrizione, le foto che mi sono arrivate e le parole del video in cui cantano “bidibodibidet“.

Naturalmente ho visto anche qualche gara, ma concedetemi  un piccolo excursus sui vari commenti in giro nei vari siti. Uno elogia il podio delle gemelle Cesarano, prima e seconda nei 400 stile (tra l’altro con tempi onestissimi, 4’10” nei 400 stile, anno 2003) senza trascurare di menzionare l’impresa delle gemelle Comesichiamano che nel 2013 fecero lo stesso tempo per entrare in finale (B) agli Assoluti rifacendo poi lo stesso tempo in finale. Gli annali del nuoto ringraziano. Le gemelle anche per questo amarcord di notorietà.

Poi ci lamentiamo che la Gazzetta in prima pagina mette le foto di Icardi e Wanda Nara. A parte che preferisco la foto di Nara a quella di Di Biagio, ma la Gazzetta dovrà pur vendere qualche copia no? Cosa volete che si legga le notizie del terzo posto di Perathoner alla Marcialonga? Ma voi al bar coi colleghi parlate del nuovo terzino dell’Inter o della vittoria della staffetta mista della combinata nordica a Lathi? E difatti nessun sito di nuoto rilancia il tweet di Dotto e la petizione di Nuotounostiledivita. E ti credo, non c’è un sito che non abbia la rubrica “non sei un vero nuotatore se…non hai le mutande con gli occhialini stampati sopra” o il lifestyle…proprio oggi leggevo di come evitare la dissenteria pregara: cioè adesso dobbiamo leggere un articolo per evitare di capire come non cagarsi addosso prima della competizione!

Ma torniamo a bomba alle gare. La cosa che mi colpisce sono i 50 stile libero: 19 atlete a 25”. Dai 25”24 di Carola Valle del 2003, qua si parla di riscrivere una bella fetta dei TOP50 di sempre. Ora mi chiedo: la portiamo una metà di queste a 24”? Bella domanda. Perchè poi serve 23” per figurare degnamente a livello internazionale. A Carola Valle però concedo il premio coraggio 2018 per il passaggio sprint nei 200 stile che ha scoraggiato le gemellone Cesarano. Pensa che titoloni se avessero fatto doppietta anche nei 200.

Tacerò della Categoria Ragazze. Non perchPé non siano brave. Tutt’altro. Ma si sa come vanno queste cose: la sera campioni, la mattina… sconosciuti (che credevate, mica offendo). Invece fortunatamente, questo non è un campionato ma un grosso meeting: giusto Luca Rasi?

Passo invece all’anno 2002. L’anno scorso in tempi non sospetti (durante i Criteria 2017) dissi o scrissi – non ricordo – che le 2002 erano in prospettiva meglio delle 2001, anzi spesso meglio delle Cadette. E mantengono questa aspettativa.

La gara più bella sono riuscito a vederla. I 100 dorso. Tre sotto il minuto, quattro sotto il vecchio primato dei Criteria. D’Innocenzo apnee da far invidia alla Zofkova (che infatti non le fa) e ultima vasca bellissima a finire in 58”57, sesta di sempre. Ma Cocconcelli e Cenci non sono proprio ferme.
Cocconcelli che tra l’altro ha sparato un 2’10”32 nei 200 misti con il nuovo record e nona alltime e 4’39” nei 400 misti: alla faccia di chi era spacciata per velocista.

Altro record stracciato la Asprissi, 26”54 e ottava alltime nei 50 farfalla e 58”73 nei 100 farfalla. E la scuola di apnea che ti fa capire a cosa serve.
Se qualcuno ha ancora dei dubbi che al momento le cose migliori le sta facendo l’annata 2002, mi contatti.
Ragazze, però mi raccomando: il 2020 non è lontano, questi tempi servono anche nella vasca quella grossa…sì proprio quella. Anzi anche un filino meglio, ci conto.
Ah…ma la Circi?

Due parole sulla categoria Cadette. In particolare tre atlete che aspettavo. Quaglieri qua la vedo male, non perché ho rotto gli occhiali. Ma sembra si sia infortunata. Rispediamo a Modena e vediamo fra quindici giorni.
Pirovano. La ragazza ce la mette tutta. I misti sono la sua gara. I 200 rana un modo per allenarli. Ma abbiamo un problema, Houston. La rana non va così. Partenza a mille, frequenza al massimo, e poi ciao. Tattica Giulia Verona, insomma. Il tempo, di per sè, neanche male, anzi. Ma chiudere a 38”, non va, con un 1’09” di passaggio, ma soprattutto 32”, ci si aspetta meno. Studiare ancora un po’.

La Romei. Un 400 stile da 4’’04” e un 200 da 1’57” due anni fa. Oggi siamo a 4’06”. Non fa schifo, ecco. Ma non si può dire che sia una progressione cronometrica.

Staffette: ben quattro vincitori diversi nelle prime quattro gare, niente dominio finora del Team Veneto, che comunque due se le fa. In compenso la Leosport fa vedere che non c’è solo Ceccon a Villafranca.
Ma soprattutto molte staffette combattute: nella 4×200 Ragazze il podio in 30 centesimi non è roba di tutti i giorni.

E sorridete su ‘sto podio!!! E’ un grosso trofeo, alla fine.

Città di Milano 2018 giorno 2 – spaghetti dal Sudafrica

di Mauro Romanenghi

foto Day2

Argh! (credit: Mauro Romaneghi)

La cosa migliore del secondo giorno secondo me sono state le interviste di Walter Bolognani. Questa è la legge del contrappasso: la sua ritrosia nel farsi intervistare ha subito la pena dantesca e così si è trovato (peraltro egregiamente) a farsi dare del bello da Chad Leclos, che così ha dimostrato che l’Italia non è solo spaghetti, pizza e mandolino come Walter ha chiesto. Giganteggiato da Proud (che per fortuna gli ha stretto la mano solo formalmente, altrimenti ci saremmo trovati un selezionatore della giovanile menomato) ha poi ingaggiato un duello verbale con la Bonnet, che ha qui infilato un poker di vittorie peraltro di squisita fattura.

Dopo aver vinto i 50 farfalla si è presentata in quattro-minuti-quattro e ha stampato 55”3 nei 100 stile. Onesta.

Nel mio personalissimo cartellino delle bellezze del trofeo però non trova posto sul podio, dove svetta Simona Baumrtova, ieri vincitrice nei 100 dorso in 1’00”41. I gestori della piscina di Mecenate fanno sapere che manderanno il conto dei danni alla corsia 4 dove la Simoncina ha urtato violentemente dopo aver sbandato agli 85 metri, danneggiando tre dei galleggianti gialli. Coraggio Simona siamo tutti con te.

Al secondo posto una bellezza poco appariscente (nel senso che nelle finali del pomeriggio non è apparsa). Sara Alesci all’argento ma non per distacco. La prossima volta ti vogliamo anche al pomeriggio.
Al terzo Martina Carraro, che però è al primo posto nei 50 rana. Doppia vittoria per lei, oggi non serviva neanche il cartonato.

Anche il sabato fortunatamente nessuna vittima nelle esibizioni da telefono azzurro. I bambini hanno tentato in tutti i modi di schiantarsi sui blocchi Omega o nel cartonato rosso della Nuomil che nascondeva le bruttezze della Daniela Samuele. Non ce l’hanno fatta e questo è già un successo.

Successo che ha arriso a molti dei nostri. Duellone nei 100 rana tra Scozzoli e Poggio, redivivo dall’Inghilterra. Sul filo dell’1’01”, niente di che in un Trofeo che chiedeva solo di vedere a che punto siamo.

Siamo a buon punto per il dorso di Ilaria Cusinato. La frazione ben nuotata, anche più veloce della livornese Sara Franceschi che di solito la recupera, dimostra che la cura tecnica ostiense comincia a dare buoni frutti. Si scende sotto i 4’40”, un tempo che in Italia dice qualcosa, in Europa al momento no. Vedremo, speriamo, la prossima estate. Nei 200 farfalla bene la Bianchi, per ora siamo  a 2’10” per lei e Polieri… insomma niente male. E niente male neanche la Caponi nei 400 stile, la aspettiamo a Riccione: lei vale 4’05” secondo le voci che ho sentito. Bisogna farli.

Per il resto, ieri, a parte la cotoletta alla milanese a pranzo, da segnalare come valore assoluto ci sono le tre vittorie con prestazioni cronometriche ottime di Proud (21”64 nei 50 stile) e di Leclos (nei 100 farfalla 51”36 con Matteo Casper Rivolta a 52”90 a osservare i piedi del ragazzo Energy) e di Desplanches nei 200 misti in 1’59”45. Ricordiamo che fra un mese i due ragazzoni Energy dovranno dare battaglia ai Commonwealth Games, che per i sudditi di sua maestà sono più dei Mondiali!!!

Tre record del meeting che credo siano destinati a durare parecchio, dando lustro a una manifestazione che sia avvia al decennale ma che merita, secondo me, che Milano cominci a pensare a una sede decente. Perché a partire dall’ingresso fino agli spogliatoi, i bagni, il piano vasca e la tribuna, Daniela (e Milano) comincia a meritare di meglio.