Mussi Lombardi Femiano 2018 – trofeo supersprint!

di Mauro Romanenghi

Scalia-Panziera/RAISport

Scalia-Panziera/RAISport

Un Mussi-Lombardi-Femiano sprint che più sprint non si può. Un’ora e mezza di gare una via l’altra, a Livorno. Per esigenze televisive si viaggia velocissimi senza premiazioni, senza fiato e senza pausa. Pure le interviste devono essere sprint: quindi assistiamo a botta e risposta fra ragazzi e ragazze ansimanti e una Caporale in splendida forma.

Prima di iniziare i commenti entro in modalità seria. Vari atleti ricordano Amelia Sorrentino, figlia di Corrado e Rossana. Lo facciamo anche noi di acquastampata. Va bene scherzare, ma su alcune cose purtroppo non si può. Ciao Amelia, e un abbraccio a Corrado e Rosanna.

Rientro in modalità commento.

Nobilita la gara il nostro amico Chad Leclos. Che dà lezioni a tutti sulle apnee. Soprattutto nell’ultima dei 200, dove saluta Ciampi con la manina e si invola. Io l’ho visto dal vivo. Quando uno è di un altro livello si vede sempre. Anche a novembre a Livorno. Un 100 farfalla spaziale, da 49”5. Ma le sue magagne se le porta sempre dietro. L’arrivo dei 50 farfalla è tutt’altro che perfetto, e i suoi schianti in virata sono proverbiali tanto quanto le sue sub. Ma noi Chad ti vogliamo bene lo stesso.

Allora.. la stampa specializzata non si avventura in grandi voli pindarici sui convocati… paura eh? Invece io mi butto. Intanto fanno il tempo qui Carraro, al personale, nei 50 rana. Orsi, nei 100 misti. Rivolta, nei 100 farfalla. Zazzeri nei 100 stile. Poi chi altri verrà portato?
Molti parlano di 4×200 femmine, altri di completare le 4×200 e 4×100 stile maschi. Altri della convocazioni del buon Martinenghi. Insomma, al mio calcolatore sicuri sono 28. Vediamo cosa succederà.

Nella 4×200 femminile sarei curioso di capire chi la stampa specializzata pensa di portare insieme alla Pellegrini. Considerato che qui ha vinto la Letrari, nota duecentista, aspetterei ancora un po’ per vedere i progressi delle specialiste. Poi se ne può anche parlare. Prima magari averne 4-5 da 1’55” in corta non sarebbe male.

Noto sulla stampa specializzata che l’uso del fattore X prende piede. Adesso siamo al fattore C dei misti. A voi scoprire chi sono. La fantasia al potere, sempre.

Vi aiuto. Parliamo del talentuoso Ceccon, che lui stesso nella sua intervista post gara si definisce un bel babbo. Infatti non solo rallenta ma come dice Sacchi con il suo arrivo panoramico si gioca un record italiano assoluto, il primo tra l’altro. Ma ammette candidamente che sarà per un’altra volta. Come a dire tanto miglioro di sicuro e quindi se miglioro, il record lo faccio. E devo dire che non posso che dargli ragione.

Guardavo ieri sempre Thomas Ceccon e non so… non sembra mostruosamente simile a Martinenghi? Così…per dire.

Cusinato: lavori duri per lei. Duecento stile, duecento misti, quattrocento stile. Più altre gare mattutine. Bell’allenamento. Per festeggiare il compleanno del Moro. Come dice Detti, se non le spari va avanti sempre. Beh, non spariamole.

Ottime cose anche dal dorso. Matteo Milli il mattatore qui, sfiora il tempo sui 50. Veramente bellissime le apnee del ragazzo di Roma. Ma le apnee ancora più efficaci sono quelle della Scalia, che stacca il primato italiano sui 50, che cercava da due settimane ed era maturo come i cachi sull’albero nel giardinetto sotto casa mia. Quasi ride la Silvia, che Luca Sacchi da in superpompa, qualsiasi cosa significhi. Il tempo limite non c’è, però insomma la via è tracciata. E mandiamolo sto bacio al fidanzato della Scalia, perbacco. Per una volta che si lascia andare.

Di fianco alla Scalia, la Panziera. Che si permette di paragonarsi alla Hosszù con tre gare in un pomeriggio. Margherita ti voglio bene ma non scherziamo col fuoco.

Rivolta, il Casper della farfalla, torna a sorridere dopo una buia estate. Lui ai Mondiali ci va sicuro, e il duello con Codia si perpetua.

Oggi parlo solo di ragazze, ma va così. La Carraro stacca anche lei il biglietto per la Cina. Ma non di un centesimo, cara Martina. Comunque la rana è cambiata, ha ragione. E hai ragione Martina, nuoti sempre benissimo. Ma nei 50 per ora meglio. Ma dai, un bel 1’06” non si butta via.

Si rivede la Pirozzi, che le sue peregrinazioni hanno portato a Trieste. La lince Pirozzi passa dalle Piramidi alle Alpi, dal Manzanarre al Reno. Alla ricerca di cosa non si sa. Speriamo che lei lo sappia, perchè oramai ha girato dappertutto. E intanto il tempo passa e le occasioni pure.

A volte in questi meeting troviamo atleti non di primissima fila ma che insomma si danno da fare e qualche soddisfazione se la tolgono, Qui Nicoletta Ruberti va al personale e al nono tempo alltime nei 50 stile. E diciamolo che noi guardiamo tutti!

Diamo conto degli ultimi due ragazzi che hanno fatto il tempo.

Marco Orsi vince i misti con un ottimo tempo, e stacca anche lui il tempo limite. Nei 50 vuole la vittoria su Bocchia e la ottiene. Pollice verso per Nerone-Orsi verso Spartaco-Bocchia. Ma nonostante le previsioni dello sciamano MecaSacchi, nessun segno di questa diatriba sulla stampa specializzata.
Anche Lorenzo Zazzeri fa un’ottima prestazione nei 100, rendendo la vita difficile al nostro amico Chad. Non è il personale, ma poco ci manca. Insomma, se uno così non è papabile, allora chi lo è? 

Copenaghen 2017/2 – rotture di device

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

Simona QUADARELLA ITA Bronze, Sarah KOEHLER Ger Gold, Boglarka KAPAS HUN Silver 800 Freestyle Women Copenhagen 14-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto Andrea Staccioli / Insidefoto / Deepbluemedia

Partiamo da un assunto: quando le cose vanno bene siamo tutti contenti, se una cosa va storta il mondo ci cade addosso. Certo è una gran  bella rottura di scatole sentirsi crollare il mondo sotto i piedi. E’ quello che accade a Simone Sabbioni nella partenza dei 50 dorso in staffetta mista mista – già è difficile da scrivere la specialità figurarsi spiegarla. Il device del dorso, una carabattola che ho visto da vicino ad una gara e che consta di un supporto con legati due nastri e una piccola pedana da appoggiare al bordo sulla piastra, sembra aver ceduto. C’è pure qualche video ravvicinato che lo fa vedere. Quello che resta è la faccia basita di Simoncino. Dopo un anno di purgatorio, quando rivedi la luce in fondo al tunnel, questa cose ti rompono le scatole… altro che device!

Piccola considerazione. Ora è facile parlare, ma se i giudici al posto di tirarsi indietro guardassero cosa succede al device, potrebbero bloccare la gara subito con una semplice segnalazione. E lo starter ferma la gara. Varrebbe anche per la rottura di un’aletta. Direi che non è complicato da pensare. Speriamo serva per il futuro. Come si diceva una volta in Italia, ci vuole il morto per mettere il semaforo all’incrocio!

Lasciamo quest’oro sicuro all’Olanda, che come dice Sacchi “cala due roboanti frazioni femminili”, e facciamo un passetto indietro. Colpevole di aver trascurato la rana femminile, ieri, con il record italiano di Arianna “Casti” Castiglioni. La sua rivale sottolinea come anche lei sia scesa sotto il vecchio record, due volte. Vero. Ma Arianna migliora in 30”01 e vola in finale, dove è sesta. Partenza buona ma ancora sotto c’è da lavorare, secondo me. Buon viatico per i 100 rana, per tutte e due. La Meylutité con l’accento sulla e vince ma non mi convince ancora. Perlomeno mi sembra che i fianchi siano tornati in condizioni accettabili. Dovrei chiedere a chi sta sul posto.

Non dobbiamo essere tristi quando si perde un oro. Ma neanche quando si vince. Matteo bisogna spiegargli che ha vinto per farlo sorridere. Codia invece sorride ma a denti stretti: lo dice che poteva vincere. Eh sì, poteva vincere. Il tempo non è il record italiano, mancano i grandi specialisti pure qui con Cseh che non è Cseh. Ma come si dice dalle mie parti “del maiale non si butta via niente”, quindi ci si piglia queste medaglie e si metton in saccoccia. Massimo rendimento con prestazione non eccelsa, come dice Matteo Rivolta. Aspettiamoli in estate, ma che ci facciano vedere qualcosa perché l’ungherese Milak stavolta ci sarà, e così Guy.

A questi Europei non ci sono proprio tutti, ma non è che tutti gli assi li abbiano snobbati. Saretta Sioestroem non lo capisce e fa un 50 farfalla come un riscaldamento al meeting di provincia in semifinale. Anche così va più forte di Di Liddo – con tutto il rispetto per Elena – ma è fuori. Hai scelto tu di fare tre gare in un pomeriggio, quindi devi sapere che le altre ne hanno una e vanno forte. Così Ranomi ringrazia e si prende i 50 farfalla. Sfida ultraveloce rimandata sui 50 stile.

Devo dirla tutta: a me come nuota Simoncina Quadarella non piace. De gustibus non disputandum est.  E tra l’altro mia moglie dissente scuotendo il capo. Parliamo di un bronzo mondiale, oro universitario, e qui bronzo negli 800. La tedesca Koler ingaggia una lotta con la mia seconda ungherese favorita, Boggie Kapas. La spunta dopo una dura lotta: io tifo Simoncina ma la nuotata delle due è molto, molto, molto meglio. Pure in virata c’è da lavorare. Sono convinto che lo sappia Simona, lo sappia Christian. Intanto si porta a casa questa medaglia e un tempo discreto. Il discorso suino vale anche per lei. Ma con memorandum.

Prigoda: parliamo di un passaggio di 26”9 – 57”8  nei primi cento della finale dei 200 rana. Sei bracciate per vasca, otto nell’ultima. Niente record, il passaggio forte non ha pagato. Ma se riesce a tenere sotto i 31”, la barriera dei 2 minuti la abbatte. Facile a dirsi.

Il saltellante Krasnykh arriva da favorito nei 200. Ha vinto i 400, è bronzo mondiale. Ma qui come detto c’è gloria per tutti, anche per Rapsys. Fino ai 150 record del mondo, poi vince la gomma. Ma 1’40”85 non è cosa di tutti i giorni. E neanche dare un secondo e mezzo a un bronzo mondiale. Infatti anche la faccia di Krasnykh non è quella di tutti i giorni.

Ho volutamente ignorato fino a qui la mia beniamina. Che non chiamerò Sid. Katinka, e chi non ha capito di chi parlo meglio che non continui a leggere, non è un modello di stile. A mio parere esistono farfalle e dorso migliori, la rana è buona ma non eccezionale, lo stile è forse quello tecnicamente più bello da vedere. Ma l’insieme di virate, quattro stili e capacità di leggere la gara e le avversarie sono indiscutibili. Nei 100 dorso lezione di tattica con 27”1 – 28”5 come passaggi. Ultima apnea che uccide l’avversaria, che ha spinto troppo la prime due. Nella batteria del mattino, nei 100 misti, ha sfiorato il record del mondo. Come dice Luca (Sacchi), “le fa tutte, e tutte a bombazza”.