WSC-25m – day 4/Samba, bandane, profezie postume, polemiche…e un Orso d’argento.

di Mauro Romanenghi

Marco Orsi - argento mondiale vasca corta (cellulare da RAISport)

Marco Orsi – argento mondiale vasca corta (cellulare da RAISport)

Le staffette 4×200 sono sempre le più entusiasmanti. Ricordate Doha 2014 e il suo arrivo a cinque. Oggi un’altra staffetta storica: il samba brasiliano contro l’orso russo e la Cina. Mazzate da 200. Tutti sull’onda di 1’41” circa, con punte da 1’40”. Insomma il Brasile ci crede fino in fondo e la Russia becca l’ennesima lisciata per pochi centesimi. Record del mondo e americano, record europeo, e record asiatico. Da copiare e incollare sulla bacheca.

Stampa specializzata che fa la gara oggi a dare due notizie.
La prima che la FINA sta cercando di scopiazzare la ILS della Energy Standard con una World Swimming League e di cui non ce ne frega proprio nulla. La seconda, il problema alla spalla di Detti. Che comunque, sempre come dice Morini, non è detto che la staffetta l’avrebbe fatta anche stando bene. Come speriamo che stia.

Stampa specializzata che ci tiene a far sapere che questa cosa la sa lei per prima o lo ha detto per prima. Ricordiamo sempre che chi si loda si imbroda.

Non sfigura nella finale il tempo di Megli, 1’42”62 è il secondo tempo mai nuotato in Italia. Strano sia sfuggito alla stampa specializzata. Bravo Filippo.

Notizia del giorno: USA fuori dal podio nella 4×200 stile. I quattro nuotatori sono già stati convocati da Trump che li priverà della cittadinanza e li inviterà a recarsi in Messico. You are fired!!!

Cominciano le visioni dello sciamano che vede gli USA con Pieroni in prima frazione partire a cannone: proprio no, è il Brasile, che passa ai 100 in 48”2 (avete letto bene). Melo infila la start della vita con 1’42”0 che sarebbe valso l’argento nei 200. Chi ben comincia balla la samba molto meglio, dicono a Rio.

Riguardo l’Italia, Sacchi in difficoltà sull’ultimo podio italiano: Mecarozzi quando vuole sa essere veramente cattivo. Comunque è Doha 2014, prima di oggi una delle finali di staffetta più belle di tutti i tempi.

Continuiamo a parlare di sbandate. Le vede Mecasacchi nella 4×50 stile nell’Italia. Le vede Sacchi con la Baker, che qua proprio non ce la fa. Le vedo io con Ranomi, anche se il dorso non è proprio il suo sport.

Non ce la fa proprio invece Leclos: virata pessima e arrivo nefasto da propaganda.

Oggi proprio non ci siamo 1: Ranomi viene data addormentata in partenza. Prima ai 25. di mezzo busto. Vabbè!

Oggi proprio non ci siamo 2: Arrivano gli italiani nella semifinale dei 50 delfino. “Malissimo”. Infatti record italiano per Codia e secondo tempo di sempre per Rivolta. A parziale discolpa un pessimo servizio di cronometraggio, in ritardo mostruoso. Così come i risultati, come ho detto ieri.

Oggi proprio non ci siamo 3: “la cinese Wang in difficoltà a seguire la Titmus”. Infatti la cinese Wang sprinta e arriva a mezzo secondo dalla Titmus. Record mondiale per l’australiana del 2000 tolto proprio a Wang (2002). Io, se fossi in Katie Ledecky qualche pensierino lo starei facendo. Ma forse Katie Ledecky siccome è Katie Ledecky non lo fa.

Ma la Li (bronzo nei 400 stile donne) l’hanno disegnata coi pastelli a olio?

Oggi sono in formissima per cui proseguo. La 4×50 stile USA fa il record del mondo. Ma vorrei ricordare a tutti nonché alla stampa specializzata che la miglior prestazione mondiale e record europeo è della Francia in 1’20”77, contro il 1’21”80 di oggi. Fate voi le debite considerazioni.

Brasile dalle stelle alle stalle. Metti la 4×200, metti lo zio Santos che a 38 anni suonati si spara ancora quei 21”9 a farfalla. Ma metti anche la Medeiros che cicca mortalmente la partenza e esce dalla finale dei 50 dorso. Non tutti i samba riescono con la corona di fiori, dicono a Rio.

Dressel indossa questo pessimo bandana come portafortuna. Io lo toglierei visto che ha preso prima la mazzata da Leclos a delfino e poi da Morozov, noto per sciogliersi come neve al sole nei grandi eventi, nei 50 stile. Poi se è una questione affettiva, allora…

Oggi lo sciamano in forma olimpica ne ha per tutti, stuzzicato dal compare in cabina. Prima stronca la FINA e la sua lega dicendone in pratica peste e corna e dandogli della copiona. Poi se la piglia con la Pellegrini e la polemica con Eurosport. Poi mazzuola i fiori cinesi sul bordo vasca (che fiori sono? cinesi). Infine bacchetta lo starter (a ragione) per la sua lentezza. Chiude suonandole anche a Rylov, povero russo campione dei 50 dorso definito con un fisico da impiegato e mazzuolando (però bonariamente) la Castiglioni e persino la Carraro, nonostante il suo primato italiano. Non si salva neanche Mecarozzi, definito l’uomo dalle profezie postume. Neanche il miglior Sgarbi avrebbe potuto competere.

Si salva per puro caso la Atkinson che entra nel tuffo a mani aperte! Malissimo!!!

Il bacio più finto del mondo trasmesso in slow motion e in mondovisione fra Carraro e Hansen dopo la semifinale nei 100 rana. Giuda, un dilettante.

E chiudiamo con la medaglia di Orsi. Di tutta la gara citiamo la virata dei 50 a rana. Senza fare niente, mezzo metro su tutti. E poi, la bracciata subacquea. Come dice lo sciamano, devastante (mia moglie, invece, è andata letteralmente in brodo di giuggiole).

WSC-25m – day 3/Argent…très chic!

di Mauro Romanenghi

Tres chic!

Tres chic!

Oggi una giornata d’argento per i colori italiani. Giornata anche di sbandamenti. Ma vedremo tutto con ordine. Intanto cominciamo con la stampa specializzata. E partiamo da Mecasacchi che l’altro giorno ha pungolato dicendo che sì, hanno sbagliato a dire dei Mondiali in agosto. E che qualcuno ha fatto il precisino. Vabbé dai, mica se la saranno presa!!!

Nessuno comunque batte il sito FIN che fa il riepilogo delle batterie del mattino di oggi con la foto della mista mista… di ieri.

Alla fine comunque il ritratto Zazzeri glielo fa. Resta da stabilire quanto sborserà il duo. Ricordiamo che Sacchi è di Milano, il milanese imbruttito sborsa per il fatturato ma poco per l’arte.

Devo dire che tutto si può criticare ma non che Mecarozzi non si prepari le introduzioni, in cui parte con dei voli pindarici che farebbero sognare anche D’Annunzio. Mi sarebbe piaciuto vedere il Vate commentare una gara di nuoto.

Partono le scommessone e i sondaggi. Pare che l’inno russo sia il preferito seguito da quello USA. Secondo me ne esistono di migliori, solo che non si sentono mai. Il meglio di tutti, a parte quello italiano, è lo spagnolo. L’inno americano, secondo me come direbbe Fantozzi è una cagata pazzesca.

Altro sondaggio/scommessa. Kolesnikov toglierà la collana prima o poi. Sacchi scommette sulla finale olimpica, quando sarà. Noi ci segniamo questa scommessa e vediamo cosa succederà. Aiutateci a ricordare la scommessa sul collanato, che intanto non sbanda e si prende il primo tempo in finale dei 100 misti.

Continuano comunque gli sbandamenti nel dorso. Ancora la Baker, che nuota veramente stortissima. Come faccia ad andare forte è un vero mistero. Stavolta la infila la patatona Bratton, degna erede dei campioni nerd come Larkin e Horton. Occhiali e faccia da ingenua e poi si trasforma in superBratton con ritorni pazzeschi.

Chad Leclos ormai alle sue virate da fenomeno ci ha abituato. Oggi non ne azzecca una neanche per sbaglio, anche Dinino avrà alzato bandiera bianca. Impressionante però sott’acqua, anche se l’ultima apnea di Dressel faceva paura. L’americano però non si è fidato partendo troppo piano. Anche qui giocano le duemila gare che questi vogliono fare. Amen.

Codia torna un po’ il solito tenero Codia in questa finale dei 100 farfalla. Rimandato a luglio.

Anche oggi… domanda!
Ma perché i risultati compaiono cinque minuti dopo che la gara è finita???

Oggi inquadrano tifoso con giaccone e cappuccio a forma di…cane? Très chic, come dice Sacchi.

VDB ci saluta e va a lavorare. Cioè quindi fino ad adesso, come faceva a vivere? Ciao Cameron, buon lavoro.

Mecarozzi introduce i 100 misti femminili. Ecco una vecchia conoscenza, Ye Shiwen. Gelo di Sacchi per dieci secondi. Stima al massimo livello.

Nei misti sbanda paurosamente la Cusinato a dorso. Insomma, qualcosa c’è qui in vasca… forse lo spiritello di Peaty???

Alla fine Mecarozzi vede sbandamenti ovunque, anche nel finale degli 800 della Wang. Che è vero che era un po’ alle cozze dopo una partenza un filo veloce, però ha chiuso in 28”2 l’ultimo 50 cioè la più veloce di tutte ad eccezione della sua connazionale Li.

Discutevo con mia moglie e Fogliani dopo gli 800 d’argento della Quadarella. Mia moglie chiede se quindi ha imparato virate e apnee. Io ho detto di no. Mia moglie quindi ha chiesto se fanno quindi gli 800 senza virate e apnee. Fogliani sentenzia chiaro: “la Wang ha vinto così”. Non posso che confermare. E dire che forse la Smith è anche peggio. Fogliani è d’accordo.

Comunque argent très chic per Simona. Adesso le manca di sposare un francese e farsi chiamare Quadarellà. Mia moglie sarebbe contenta.

Due ori per la Cina due ori per Wang. Enrico Spada di OAsport sta già ridendo come un pazzo.

WSC-25m – day 1/Per l’Italia un bel boschetto con l’effigie di bronzo

di Mauro Romanenghi

WSC-sc-1-Wang

Quale Wang? – RAI sport

L’Italia arriva in Cina a questi Mondiali e le notizie arrivano dal Morini social, che pubblica le foto del palazzetto, le foto della riunione atleti, le foto degli atleti che si scaldano. Insomma per essere un allenatore tipo generale Lee è molto moderno. Come dice Borghese, questo social, mi piace: Dieci!

Naturalmente la prima cosa per mia moglie è la forma degli atleti e la moda.

Sulla forma degli atleti non si pronuncia fino a VDB, al secolo Cameron van der Burgh, che lei trova un po’ ingrassato dopo il matrimonio… si sa, il benessere…
Poi andiamo sulla moda: abito delle hostess delle premiazioni, bocciato. Poi è viola…brrr.

E allora parliamo di queste premiazioni. Che vedono subito protagonista il gemello Gabriele. Ma l’importante è la megascritta che annuncia che stanno arrivando le premiazioni, in doppia fila: impossibile sbagliarsi.

Parliamo anche di prestazioni. Rapsys vince il 400 sparando questo 1’45” nel primo duecento. Non lo segue nessuno. E lui ringrazia.

La collezione del boschetto di oggi inizia con la Pellegrini, continua con la Cusinato e finisce con la 4×100 stile. Ma quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Un boschetto di legno pregiato, con prestazioni maiuscole condite da un record personale (Cusi), un record italiano (staffa veloce) e dal personale stagionale (Pellegrini). Come diceva la pubblicità, che volete dal cavalier Condorelli, il sangue?

Staffa veloce italiana aperta da Santo eccetera Condorelli. Appunto. Un filo osato il passaggio, a un decimo da Dressel (mica l’ultimo dei pirla). Un po’ duretto il finale ma insomma un 46”7 non disprezzabile. E non buttiamo tutta la croce sempre addosso all’ultimo: Zazzeri è stato il miglior lanciato della compagnia e ha sparato un 46 netto. Solo che ha trovato un brasiliano da 45”6. Touchè. Mia moglie mi ricorda che oggi è il compleanno di Marco Orsi. Ecco, Marco: ci piace che tu lo abbia festeggiato dando del filo da torcere ai brasileros in acqua!!

Non male comunque una staffetta dove la prima fa il record del mondo (USA) e la seconda il record europeo (la Russia). Non abbiamo controllato se il Brasile ha fatto il suo primato nazionale, che poi sarebbe record del Sudamerica… per quello che vale. Non sappiamo se la stampa specializzata se ne sia accorta. In ogni caso, la quarta (cioè l’Italia) il record nazionale lo ha fatto abbondantemente. Immensi, ragazzi.

E allora abbiamo trovato il nome di Condorelli: SYC, come dice mia moglie. Per chi collabora con NIC e SIC, direi che è la giusta chiosa. E Marco Agosti ringrazia. Noi come al solito ci prendiamo la paternità, poi ognuno farà quello che vuole.

Se non ho visto male Condorelli ha un po’ di ciuffi che sbordano dalla sua cuffia. E ora chi lo tiene più Ceccon? Già la vedo la staffetta di capelloni italiani schierata in finale olimpica. Altro che il Monza di Berlusconi senza tatuaggi e capelli corti.

I brasiliani si vede come sempre che la vasca corta la amano moltissimo. Io invece amo le inquadrature sulla squadra brasiliana soprattutto nel comparto femminile, che ha sempre il suo perché (no comment, dice mia moglie).

Sempre su Ceccon, al mattino c’è scritto sulla stampa specializzata che ha patito le fatiche del dorso e non si è qualificato. La Hosszù invece non patisce nessuna fatica e prima vince i 400 misti poi centellina le forze e entra in finale nei 100 dorso. Ultima apnea spaziale. Bentornata Ironlady (mi rifiuto di chiamarla Sid). Forse bisogna imparare da lei: speriamo.

Oh insomma la coppia della rana la dobbiamo citare. Scozzoli primo tempo nei 100 e Carraro che fa due record italiani: prima in batteria e poi in semi scende sotto i 30” e bene, in 29”79. Siccome non può abbracciare Scozzoli abbraccia la Casti… che invece è contentissima del suo tempo in semifinale visto che ha peggiorato. Buon viso a cattiva sorte.

Parlando nel podcast con gli amici di OAsport, ci chiedevamo quale cinese sarebbe spiccato. Enrico Spada ha scommesso su Wang. Ha vinto. Bravo Enrico come premio un salame felino che ovviamente essendo a dieta non potrai consumare. Ti aiuteremo noi.

La giapponese Akase se si arrampica ancora un po’ sul dispositivo del dorso esce dal blocco di partenza: guardava in faccia il giudice. Forse un filo altina, eh.

Le novità di questo mondiale: le fotine prima della gara. Carine. Il migliore il ranista SCHWINGENSCHLOGL: l’unico che per scriverlo qui devo fare copia e incolla dai risultati. La sua barba alla Over the Top come dice Mecasacchi è impagabile.

Luca Sacchi che la tira in tutti i modi agli USA: i quali infatti rischiano di perdere sia la staffetta veloce femminile sia la maschile. L’ultimo frazionista della 4×100 stile esulta come un bambino ma non tanto perché hanno vinto, quanto perché Dressel gli ha detto cosa gli sarebbe successo se si fosse fatto battere da Kolesnikov. Non posso scriverlo qui perché ci sono anche stomaci delicati.

Vabbè: la mascotte mi fa cagare anche qua. Non ci posso fare niente. Pure il nome fa cagare. Do ragione allo sciamano Sacchi stavolta.

La cosa più impressionante comunque sono i deltoidi di Wang, dopo i 200 misti. Over the top!

Campionato Italiano Open – 1/Felicità a momenti, futuro incerto

di Mauro Romanenghi

Italiani Invernali - Marco Orsi al RI con Roberto Odaldi coach

Italiani Invernali – Marco Orsi al RI con Roberto Odaldi coach

Prendi una ragazza il cui sorriso compare probabilmente solo quando vede una persona schiacciata da una pressa idraulica, che neanche quando ha ricevuto come regalo di Natale la Barbie Superpiù con i diamanti veri è riuscita a gioire. Ecco questa è la felicità che dimostra Silvia Scalia da Lecco. Ma oggi, al titolo italiano conquistato con il primato italiano dei 50 dorso, ecco Silvia è riuscita a infilare un filotto di 45 secondi di commento. Un’inversione di tendenza che ha fatto preoccupare Mecasacchi che hanno chiesto una perizia per verificare l’autenticità della Silvia. Di lei invece tecnicamente possiamo dire che ha la migliore apnea del lotto, e esteticamente degli ottimi riccioli.

Iniziano così questi assoluti orfani della Bettona nazionale, impegnata a Tokyo per il CIO non si sa a fare bene cosa. Al suo posto un reggitore di microfono che svolge degnamente il suo compito, nel silenzio più totale e senza che la sua presenza venga pressoché notata. Gli atleti in versione Lascia o Raddoppia vengono cuffiati per rispondere alle domande, ma la risposta non frutterà loro alcun premio. Che comunque essendo intervistati hanno già vinto.

Oggi Sacchi un po’ raffreddato ha una visione distorta della realtà. La verità è che lo sciamano con la costipazione viene fortemente inibito e invece cresce parallelamente la visione negativista: cioè Luca Sacchi porta jella. E così la staffetta delle Fiamme Oro paga questo lato oscuro dello sciamano: data per vincente dal nostro commentatore tecnico, viene bellamente infilata nell’ultima frazione da Zazzeri che supera Orsi allo sprint finale, un po’ come Fauner contro Daehlie nel 1994.

Orsi che comunque appare in questi campionati in discreta condizione. Nella prima giornata sfiora il record italiano dei 50 farfalla e poi lo sigla nei 100 misti, sfruttando la sua potenza in virata. Mecasacchi ricorda come ora appaia molto asciugato, facendo capire a più riprese come una volta il bomber fosse un filo troppo bomber… insomma avesse un po’ di ciccia, ecco.

La Di Liddo si impone nei 100 farfalla e poi come al solito parte in una tirata senza peli sulla lingua. E ci fa sapere che marciare fa bene alla preparazione (forse). Scattare, appuntato Di Liddo.

Mora dichiara dopo la vittoria nei 100 dorso di voler smettere. Di vincere solo in vasca corta. Consiglio l’iscrizione al gruppo anonima velocisti di vasca corta, dove ci si può confessare e liberare dai sensi di colpa di essere persone e soprattutto nuotatori che passano troppo tempo sott’acqua, e per questo hanno sviluppato una dipendenza dall’apnea da cui non riescono più a staccarsi. Coraggio, si può guarire.

Mecasacchi (ma più la parte Meca) parte in una sviolinata sull’arte di Zazzeri e sulla sua produzione, tutta una tattica per farsi regalare un quadro. Sacchi ricorda che per avere un quadro bisogna mettere mano al borsello, ma Mecarozzi nicchia su questa parte della faccenda. In ogni caso, al limite, ci siamo prima io e mia moglie, gli scopritori di Zazzeri.

Cinque record italiani in questa giornata: come detto Scalia e Orsi, poi le due staffette e infine la Panziera nei 200 dorso. Certo un tempo notevole quello della dorsista, ma ancora più notevole che dietro di lei figurino due 2002 e una 2004. Sulla Panziera posso dire ben poco, perché è una delle gare di giornata che purtroppo mi sono perso.

Belfiore, allenatore che inseguiamo da parecchio, lancia un’altra freccia dalla sua faretra. E’ Tarocchi, vincitore a sorpresa dei 400 misti. Il tempo lo proietta al quinto posto alltime, davanti a un certo Luca Sacchi. Quando si dice il caso…

La notizia come sempre non è che abbia vinto la Pellegrini, ma che seconda sui 200 sia la Letrari. Insomma, nulla di nuovo sotto il fronte occidentale.

Mussi Lombardi Femiano 2018 – trofeo supersprint!

di Mauro Romanenghi

Scalia-Panziera/RAISport

Scalia-Panziera/RAISport

Un Mussi-Lombardi-Femiano sprint che più sprint non si può. Un’ora e mezza di gare una via l’altra, a Livorno. Per esigenze televisive si viaggia velocissimi senza premiazioni, senza fiato e senza pausa. Pure le interviste devono essere sprint: quindi assistiamo a botta e risposta fra ragazzi e ragazze ansimanti e una Caporale in splendida forma.

Prima di iniziare i commenti entro in modalità seria. Vari atleti ricordano Amelia Sorrentino, figlia di Corrado e Rossana. Lo facciamo anche noi di acquastampata. Va bene scherzare, ma su alcune cose purtroppo non si può. Ciao Amelia, e un abbraccio a Corrado e Rosanna.

Rientro in modalità commento.

Nobilita la gara il nostro amico Chad Leclos. Che dà lezioni a tutti sulle apnee. Soprattutto nell’ultima dei 200, dove saluta Ciampi con la manina e si invola. Io l’ho visto dal vivo. Quando uno è di un altro livello si vede sempre. Anche a novembre a Livorno. Un 100 farfalla spaziale, da 49”5. Ma le sue magagne se le porta sempre dietro. L’arrivo dei 50 farfalla è tutt’altro che perfetto, e i suoi schianti in virata sono proverbiali tanto quanto le sue sub. Ma noi Chad ti vogliamo bene lo stesso.

Allora.. la stampa specializzata non si avventura in grandi voli pindarici sui convocati… paura eh? Invece io mi butto. Intanto fanno il tempo qui Carraro, al personale, nei 50 rana. Orsi, nei 100 misti. Rivolta, nei 100 farfalla. Zazzeri nei 100 stile. Poi chi altri verrà portato?
Molti parlano di 4×200 femmine, altri di completare le 4×200 e 4×100 stile maschi. Altri della convocazioni del buon Martinenghi. Insomma, al mio calcolatore sicuri sono 28. Vediamo cosa succederà.

Nella 4×200 femminile sarei curioso di capire chi la stampa specializzata pensa di portare insieme alla Pellegrini. Considerato che qui ha vinto la Letrari, nota duecentista, aspetterei ancora un po’ per vedere i progressi delle specialiste. Poi se ne può anche parlare. Prima magari averne 4-5 da 1’55” in corta non sarebbe male.

Noto sulla stampa specializzata che l’uso del fattore X prende piede. Adesso siamo al fattore C dei misti. A voi scoprire chi sono. La fantasia al potere, sempre.

Vi aiuto. Parliamo del talentuoso Ceccon, che lui stesso nella sua intervista post gara si definisce un bel babbo. Infatti non solo rallenta ma come dice Sacchi con il suo arrivo panoramico si gioca un record italiano assoluto, il primo tra l’altro. Ma ammette candidamente che sarà per un’altra volta. Come a dire tanto miglioro di sicuro e quindi se miglioro, il record lo faccio. E devo dire che non posso che dargli ragione.

Guardavo ieri sempre Thomas Ceccon e non so… non sembra mostruosamente simile a Martinenghi? Così…per dire.

Cusinato: lavori duri per lei. Duecento stile, duecento misti, quattrocento stile. Più altre gare mattutine. Bell’allenamento. Per festeggiare il compleanno del Moro. Come dice Detti, se non le spari va avanti sempre. Beh, non spariamole.

Ottime cose anche dal dorso. Matteo Milli il mattatore qui, sfiora il tempo sui 50. Veramente bellissime le apnee del ragazzo di Roma. Ma le apnee ancora più efficaci sono quelle della Scalia, che stacca il primato italiano sui 50, che cercava da due settimane ed era maturo come i cachi sull’albero nel giardinetto sotto casa mia. Quasi ride la Silvia, che Luca Sacchi da in superpompa, qualsiasi cosa significhi. Il tempo limite non c’è, però insomma la via è tracciata. E mandiamolo sto bacio al fidanzato della Scalia, perbacco. Per una volta che si lascia andare.

Di fianco alla Scalia, la Panziera. Che si permette di paragonarsi alla Hosszù con tre gare in un pomeriggio. Margherita ti voglio bene ma non scherziamo col fuoco.

Rivolta, il Casper della farfalla, torna a sorridere dopo una buia estate. Lui ai Mondiali ci va sicuro, e il duello con Codia si perpetua.

Oggi parlo solo di ragazze, ma va così. La Carraro stacca anche lei il biglietto per la Cina. Ma non di un centesimo, cara Martina. Comunque la rana è cambiata, ha ragione. E hai ragione Martina, nuoti sempre benissimo. Ma nei 50 per ora meglio. Ma dai, un bel 1’06” non si butta via.

Si rivede la Pirozzi, che le sue peregrinazioni hanno portato a Trieste. La lince Pirozzi passa dalle Piramidi alle Alpi, dal Manzanarre al Reno. Alla ricerca di cosa non si sa. Speriamo che lei lo sappia, perchè oramai ha girato dappertutto. E intanto il tempo passa e le occasioni pure.

A volte in questi meeting troviamo atleti non di primissima fila ma che insomma si danno da fare e qualche soddisfazione se la tolgono, Qui Nicoletta Ruberti va al personale e al nono tempo alltime nei 50 stile. E diciamolo che noi guardiamo tutti!

Diamo conto degli ultimi due ragazzi che hanno fatto il tempo.

Marco Orsi vince i misti con un ottimo tempo, e stacca anche lui il tempo limite. Nei 50 vuole la vittoria su Bocchia e la ottiene. Pollice verso per Nerone-Orsi verso Spartaco-Bocchia. Ma nonostante le previsioni dello sciamano MecaSacchi, nessun segno di questa diatriba sulla stampa specializzata.
Anche Lorenzo Zazzeri fa un’ottima prestazione nei 100, rendendo la vita difficile al nostro amico Chad. Non è il personale, ma poco ci manca. Insomma, se uno così non è papabile, allora chi lo è? 

Settecolli Fiftyfive – day 2: birra e salsicce

di Mauro Romanenghi

Birra e salsiccia - Mauro Romanenghi

Birra e salsicce – photo by Mauro Romanenghi

Nella seconda giornata iniziamo bene. La fotocopia della prima: vedi introduzione di ieri.

Certo che la la foto FIN di Carlotta Gilli non le rende giustizia.

Ieri si auspicava che il mezzofondo non venisse sempre messo alla fine in questo Settecolli. Il programma non si tocca: 800 metri alla fine sono e restano. Per chi pensa che domani sarà diverso, i 1500 di Paltrinieri sono alla fine. Tranquilli.

Mia moglie era preoccupata di non aver visto la Panziera ieri. Tranquilla moglie, c’è. E si vede.

In mattinata tutto tranquillo. Allora parliamo della cosa importante. Mia moglie è a Roma. Beh direte voi sai che novità, va sempre lei in giro e tu te ne stai comodo in poltrona. A parte che stamattina alle 7,30 ero ad allenare (almeno all’aperto), lei può andare con i suoi amici a mangiare l’abbacchio da Candido (suggerimento Luca Bianchin).
Sempre in tema tranquillità– In tribuna tutto sereno fra i coaches GB: quindi per passare il tempo, gara di rutti. La birra scorre serena fra i GB, pensando a Glasgow.

In tribuna anzi in piano vasca giunge un trio di assi: Rosolino, Magnini, Thorpe. Thorpe con qualche birra e soprattutto salsiccia di troppo: soprattutto da dietro si nota.
Beh a questo punto la decisione scatta. Stasera anche io birra e salsicce. La foto lo testimonia. Mia moglie vuole imitarmi ma in questo sono impareggiabile.

Dice una testimone oculare che stamattina c’è stata competizione per il buffet in sala stampa. Vittoria nettissima ai volontari, giornalisti sconfitti e basiti. Meglio così, i volontari devono lavorare duramente sotto il sole. I giornalisti anche.

Il duo Mecasacchi duramente provato dal caldo in piccionaia oggi, dice una testimone oculare attendibile, che mi messaggia mentre guarda Orsi cambiarsi in tribuna. Anche per loro, oggi, birra e salsicce?

Finali pomeridiane. Solita fuffa sulla famiglia Verraszto e su Evelyn talento mancato.
Pubblico delle grandi occasioni. Lo Stadio Olimpico prova a rilanciare con il concertone dei Negramaro, ma non c’è storia!

Caporale: “Hai un bel rapporto con Roma.”
Siostroem: “sì perchè ho vinto un Mondiale qui.”
E beh!

Di Liddo se respira dalla parte di Sarah (Siostrom) si fa trascinare. Si vede che cavalca l’onda stavolta. Siamo a 11 centesimi dal primato italiano. Bianchi abbozza. Attenzione a Glasgow!

Kenderesi ultimo 50 non come al solito. Manca un mese. Vediamo cosa ci dice nella patria della Tennent’s il delfinista ungherese.

Quaglieri: dai ragazza dai. Ce la possiamo fare.

Nielsen un fuscello. Lei sì che trascina la Panziera al record italiano: o è la Panziera che spinge la Nielsen? Comunque finalmente il dorso italiano entra nella quarta dimensione.

La Panziera è palesemente innamorata. Comunque è riuscita a nuotare come Gianluca le aveva detto. Bene. Speriamo continui a fare come Gianluca le dice. 59”80 record italiano dei 100 dorso.

La Zofkova e l’apnea questa sconosciuta. That’s all folks.

Fa specie vedere Chad in finale B. Però c’è. Nei 100 dorso.

Sentenza di Sacchi. “Se Milli fa meno di 54” netti si riapre il discorso europei anche a discapito di Sabbioni.” Ma Sabbioni è già qualificato. E pure Ceccon. In ogni caso Milli fa 54”5. Sepolto.

Non è passata neanche un’ora:
Mecarozzi:“E’ nato un feeling notevole fra Cusinato e Polieri”

Sacchi: “Ah sì”

Mecarozzi: “Hanno anche in comune il ballo pem pem.”

Siamo a posto, e manca ancora un’ora e mezza. Tenete duro, ragazzi!

 

Ilaria Cusinato continua a progredire. Maturità in corso, allenamenti da paura, e lei via come se nulla fosse. Insomma se una le cose le vuole fare e ha il talento per farle le fa. E poi è veneta, poche storie. Per fortuna ci risparmia il ballo pem pem, per stavolta. Unghie da sparviero notate subito da Sacchi, che la indicizza subito.

Insomma nei 100 stile: miss Pernille, Sarah la lunga, Ranomi la scura, Femke l’instabile, Fede la divina. Un parterre di cinque campionesse olimpiche. E Pernille mette in fila tutte. Insomma, un antipasto di salsicce alla Glasgow. A presto.

Federica lascia uno spiraglio sui 200 stile. Sacchi si prepara a lanciarsi dalla tribuna. Che boutade ragazzi. Sembra preparata. La vedremo in staffetta a Glasgow?

A un’ora e mezza arriva la battuta sulla Siostrom: bikini e asciugamano hawaiano alla premiazione (ma ha appena finito lo sciolto dei 100 stile, dai).

Miressi nascosto alla 6 dopo la virata apre il gas, 24”95 di ritorno (che è record italiano Cadetti). In una finale con il vicecampione mondiale e  il vicecampione olimpico. Le ultime bracciate tutte da rivedere ma insomma, come diciamo sempre, avercene. Una bella Tennent’s pure per lui. 47”1 lanciato chiama il tempo che tutti vorrebbero, pure lui.

Dietro Peaty c’è solo un altro Peaty. Fioccano le proposte per Peaty, anche di matrimonio. Lui non se ne capacita. Alla parola matrimonio Scozzoli, si defila abilmente. Birra e salsicce anche per loro.

Pinzuti ieri me lo sono scordato. Vicino alla topten italiana di sempre. Oggi in finale ancora nei 50.

Quadarella giustizia la Belmonte a Tarragona e la Kapas (Boggie…sob!) qui. Nuotata a ragnetto e via.

Cori sugli spalti: “Lucania per sempre” e “cuffia cuffia”. Quale sarà per Domenico Acerenza?

Birra e salsicce per tutti, fine secondo giorno.

Settecolli Fiftyfive – day 1

di Mauro Romanenghi

Peaty-Scozzoli_Settecolli2018_LauraVergani

misto di ranisti Settecolli2018 – photo by LauraVergani

Il Settecolli è sempre il Settecolli. Anche in questo momento della stagione, ancora nella parte dura della preparazione.

Durissima la vita per gli italiani a questo Settecolli. Concorrenza internazionale elevatissima con 28 Paesi e quindi già in batteria c’è da tirarsi il collo. Risultato: i più forti (quasi) tutti dentro, le seconde file (quasi) tutte fuori.

Le sorprese: Rivolta out nei 100 farfalla, Bonacchi out nei 50 dorso. Orsi – purtroppo – è ancora un lontano parente del Bomber. In finale anche Pinzuti: millennials

In mattinata, record Junior & Cadetti nei 100 farfalla per Burdisso. Pomeriggio: record Junior & Cadetti nei 100 farfalla per Burdisso. Ah, l’avevo già scritto? Ma lui ha deciso di fare il bis. Siamo a una settimana dagli Eurojunior. Quindi le scintille le farà lì, immagino. Poi si incendierà a Glasgow o no? Ai posteri l’ardua sentenza.

Santo Condorelli. Nato in Giappone, vive in USA, gareggia per il Canada e nuoterà per l’Italia. Qui però ha la bandiera statunitense e gareggia per l’Aurelia. Produrrà anche torroncini?

Venire a gareggiare a Roma deve essere stimolante se arrivano nuotatori persino dalle Seychelles. Io non so se lo farei. Magari per vedere Roma sì però.

Finali pomeridiano-serali sempre bellissime. Intanto il mio amico Fogliani si gira la campagna modenese e mi manda foto della Ferrari. Mia moglie mi manda scatti dalla tribuna (il soggetto è prevalentemente Adam Peaty. Quando non è lui, si tratta della sua allenatrice) e Marco Agosti mi manda messaggi nascosto nei meandri del Foro. Acquastampata impegnatissima.

Glinta di razza. Unica cosa degna di nota dei 50 dorso.

Ceccon zitto zitto si fa la finale dei 50 dorso. Millenials rules.

La RAI è sempre la RAI: si collega dopo la diretta del record della Scalia e poi si scopre che ha messo il duo MecaSacchi in piccionaia, su su in alto in cima alla tribuna Montemario. Gare di nuoto come alla Minitalia. Con il duo in formissima, però!!

I 400 stile libero femminili non lasciano tracce nel panorama del Settecolli. Dice Sacchi tempi imbarazzanti per entrare in finale. Nemmeno in finale i tempi sono granché.  

Romanchuk l’illusionista. Ci illude nei 400 di poter avvicinare il 3’46” di Gregorio dei Mediterranei. Da ora in poi per tutti noi sarà l’illusionista. Fino a prova contraria, s’intende.

La cosa fondamentale del quattrocentista egiziano è che non si chiama Mohamed ma Marwan. Una cosa veramente eccezionale, visto che il mio collega Mohamed mi dice che non chiamarsi Mohamed in Egitto è quasi impossibile (come si chiama Salah di nome, il più grande giocatore di football egiziano?)

Chi non vuole allenarsi con due campioni del mondo? Beh Domenico Acerenza vuole allenarsi. E qualche cosa di buono lo tira fuori anche lui!

Pirovano, 1’08”77 nei 100 rana. Cominciamo a ragionare, ora è una rana da misti. Continuare così.

Castiglioni: è stato bello stare di fianco alla Efimova. Sì, sul blocco. Chiacchierata sarà chiacchierata, ma quando accelera non ce n’è. Ritorno in 34”12, testa reclinata e via (mia moglie scuote la testa e dissente, lo percepisco anche se sta a Roma).

Castiglioni 2: “pensavo di fare meno dopo il 1’06”1 della staffetta di Tarragona“. Anche noi. Speriamo però che farai 1’06”1 a Glasgow.

Sacchi e Mecarozzi anche loro sono in scarico pre-europei: “Carraro ha cambiato preparazione atletica, è andata ad allenarsi con il suo convivente, Fabio Scozzoli.
Il tutto si presta ad ogni interpretazione.

Grande Adam Peaty l’unico straniero acclamato più degli italiani. Sarà per via della nonna: si sa per gli italiani la nonna e la mamma sono il top (mia moglie mi dice che NON è per la nonna..)

Kamminga. Sem…minga venu chi a ciaàa i piranha cunt i man. Tutti avvisati per i 100 rana.

Elena Gemo: ciao! Ci sentiamo presto!

Non so se sia più difficile per me scrivere correttamente Siostrom (io lo scrivo così) o per lei fare i 50 farfalla senza respirare. Una bella lotta direi. Attendo al varco Sacchi col suo Sioeberg.

Un’altra che vede l’ avversaria di fianco è la Di Liddo. Con la coda dell’occhio. Se lo dice lei le crediamo. Magari non proprio da vicino.

I nuotatori fanno figlie femmine. Questa è la legge di Luca Sacchi-Albinsky. Ricordarselo. Corollario ed eccezione alla regola: Giorgio Lamberti. Due maschi e una femmina.

Burdisso 2 replica a Ceccon: secondo record italiano Junior e Cadetti, in 51”73. E bronzo.

Blume, 50 stile donne, 23”92. E pure carina. Che cosa volete di più!

Blume 2: dice che andrà a Ostia a fare un training camp. Sacchi preoccupatissimo e Morini già si sta facendo dare le chiavi degli appartamenti.

Proud, 50 stile, 21”16. Già mi aspetto che qualcuno dica che c’è la vasca più corta.

Una dodicina di secondi di vantaggio per il duo Kapas-Quadarella”. Che poi sarebbero una dozzina. Stare in cima alla tribuna sotto il sole cocente alla fine si paga. Anche se si tratta del duo!

Quadarella chiude la giornata con l’oro che l’Italia ancora non aveva visto (e mia moglie dice che vuole vedere i 1500 in programma PRIMA dei 50 sl). Meno male che la ragazza dello Scuro ha vinto, anche se non si chiama Chiara.

Copenaghen 2017/5 – tris di primi

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

foto: Giorgio Scala/Deepbluemedia

Visto che siamo vicini a Natale, partiamo così. Tre ori tre per l’Italia nella giornata conclusiva, tre ori tre per Saretta Sioestroem che cancella lo zero dalla casella ori e ne incamera a valanga, cedendo il primo dei 100 farfalla alla bimba di cera numero due. Tranquillizzo tutti e anche mia moglie che la bimba di Peaty è viva, oggi aveva la medaglia al sicuro addosso.

I fan della Saretta svedese hanno avuto la grande pensata… come Zor El /Supergirl Sarah si rivela al mondo, e tutti indossano la maglietta gialla di SuperSarah. Salvaci dalle controprestazioni e porta la staffetta sul podio!
Oggi non sbaglia nulla, la svedesona. Prima oro nei 100 farfalla, poi rinvincita su Kromoorangina nei 50 stile, poi frazione in agilitè da 24”2 in staffetta a farfalla. Et voilà. Primo tris servito.

Secondo tris vestito d’azzurro. Finale dei califfi, mica pizza e fichi. C’è Timmers, argento olimpico. Duncan Scott, finalista. Dotto, campione europeo. Nandor Nemeth, campione europeo e mondiale junior e bronzo mondiale in staffetta. Partenza fulminea a 0.56, 22 netto al passaggio, controllo terza vasca, apro il gas 46”11. Primo oro incamerato.

Entra Orsi. Incazzato nero. Malino nei 100, fuori podio nei 50, forma così così. Gran delfino, bel passaggio a dorso, a rana tiene Fesikov che si prende male, parte a stile agli 85 è davanti, il russo si impalla e oro due. Record italiano, ca va sans dire. E felicità a mille di mia moglie che ha trovato il suo nuovo idolo dopo Ryan Lochte.

Sabbioni. Dichiarazione: per l’oro ci vuole il record italiano. Fatto. Partenza spettacolare ho temuto per un secondo oltre i 15. E lì sta il 90% della vittoria. Tiene Simone, fino alla fine, 23”05.

Kliment dalla collana è dietro, per la prima volta in questa rassegna. La giura, lui voleva i cinque ori. Mezz’ora dopo va sotto i 23”. Troppo tardi per il suo oro, ma se hai due campioni europei e due medaglie d’argento e parti così, che altro puoi fare? E’ record mondiale Russia, Morozov deve solo fare 20”2 lanciato, una bazzecola. Kliment Kolesnikov, quattro ori e un argento, è il personaggio dei campionati. Tre record mondiali giovanili, uno assoluto, un futuro radioso. Speriamo, con la Russia non si può mai dire.

Sfida stellare anche nei 50 stile donne. Prima vasca Ranomi, seconda Sarah. Non è pareggio, vince la Svezia. Oggi è il suo giorno.

Bottino di medaglie anche per i danesi. Nei 100 farfalla donne la Beckmann, dove la Bianchi non ha quella brillantezza sotto dei 200. Peccato, perché bastava poco per arrivare al podio. Ma ci voleva il record italiano, e il passaggio a 26”5 è troppo alto per farlo. Una bracciata di troppo, ogni vasca, per Ilaria. Ma non ci scoraggiamo.

Sempre Danimarca nei 200 rana, con la Pedersen, afflitta dalla sindrome Hemskerk, cioè della sconfitta cercata. La danese perde anche quando deve solo vincere. E così la Vall Montero, 30 anni quasi, una vita da mediano, tira fuori la prestazione della vita. Questo 2’18”41, personale, la vale il suo primo successo. Non che sia una carneade, la ragazza, ma non aveva mai vinto. Ora sì. Brava Jessica.

Ancora Danimarca con Blume, bronzo nei 50 stile. Sempre un piacere vedere Pernille Blume.

Kharlanov invece ci delizia con le sue apnee, ho quasi temuto di doverlo andare a recuperare nell’ultima, invece dai 15 metri di emersione mancavano solo 5 bracciate a delfino e ce l’ha fatta da solo. Chiusura in 30”, ma per l’oro dei 200 farfalla  e per raggiungere il bordo bastano. Bravo.

Siccome poi dicono che l’Ungheria è solo Kati, ci pensa Boggie a smentire, con un onesto 3’58”15 personale alltime. Nuotata perfetta, bel passaggio in 1’58” ritorno in 1’59”. Stavolta la tedesca è dietro. Grande sorpresa, bronzo al Liechtenstein – che ho fatto fatica a scriverlo – figurarsi a pronunciarlo. Dopo i gemelli Hanni e Andreas Wenzel dello sci  io pensavo che il principato alpino fosse stato inglobato in un universo parallelo. Invece c’è ancora e sfoggia questa ragazzona che abbraccia per fortuna la tedesca Koehler medaglia d’argento e non la Kapas. Altrimenti la uccideva. La sua gioia si sente attraverso il teleschermo, urla per cinque minuti. Brava alla Hassler.


Dopo un grazie allo streaming LEN, premio sfiducia alla RAI. Nel miglior giorno degli azzurri, le gare le facciamo vedere alle 22.45. Voto zero. Solo vergogna. Nothing else.

Copenaghen 2017/4 – il leone e la bambina

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

PEATY Adam GBR Gold Medal PRIGODA Kirill RUS Bronze Medal MEN – 100 M BREASTSTROKE – FINAL Copenhagen 16-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto © Giorgio Scala / Deepbluemedia

Iniziamo con le considerazioni generali: oggi c’è nebbia. E le luci sulla statale sono bruciate. Da tre giorni. Quindi non vedo dove il cane fa i suoi bisogni, ed è stato difficile raccoglierli. Ma un bravo cittadino educato si impegna e lo fa. Non come quella signora – termine che non le si addice – che ieri con la sua 500 mi ha rubato il posto mentre attendevo con pazienza che l’altro uscisse dal parcheggio. Con che grinta si è infilata al mio posto. Gentilmente sono sceso  e l’ho insultata pesantemente.

Quella signora probabilmente ha gli stessi geni di Scozzoli, che al contrario di lei è un vero signore delle piscine. Ma in quanto a reazione di partenza e virate non ha nulla da imparare da nessuno: da lui il posto lo perderei volentieri, ma sono sicuro che me lo cederebbe. Ieri perfetto nella prima vasca, e nell’ultima virata dove era dietro ha infilato una subacquea da manuale, uscendo davanti al leone Peaty. Ma come detto ieri al leone tatuato inglese bastano poche bracciate per ristabilire la sua legge. In corta sono sufficienti per 55”94. Fabio stavolta è “solo” record italiano, ma Prigoda perde di nuovo lo spalla a spalla, definizione tanto amata dal duo Mecasacchi. Il Leone inglese, poi, è protagonista di un grande gesto. La bimba gli porge la tavoletta da nuoto per la firma. Lui guarda, e le porge la medaglia… lei non capisce, lui prende la tavola, la sigla insieme a tante altre firme di campioni, tipo tableoffame, e poi si riprende la medaglia. Lei non sa più cosa fare, lui firma pure quella, la riporge alla bimba e se ne va. La piccola è stata portata via ieri sera dai genitori imbalsamata così, con il sorriso stampato e la medaglia ancora in mano. Chapeau.

Parlando di rana finiamo il discorso. Tre vasche da medaglia, una da rivedere, le virate un filo meglio ma solo un filo. Unghie rosso fuoco, come la voglia di salire su quel podio che manca da Berlino, dove Arianna fu la sorpresa. E una barriera da abbattere, quella del 1’05”. Come per i 30”, non ci riesce. La medaglia va alla Montero, che fa 1’04” ma soprattutto torna in 33” alto. Ieri l’ho detto, ma Ari non è stupida e lo sapeva già. C’è chi ha margine, chi non ne ha ma quei tempi li fa sempre. Deve farli anche lei. Comunque tre primati in quattro giorni, due finali e un legno da bruciare a Capodanno come buon augurio per quello nuovo.

Parlando di freddo, Copenaghen scalda per le sensazioni agonistiche ma non per le novità. La presentazione è un po’ la brutta copia di Budapest. “Are you ready,” conto alla rovescia, e via. Tutto già visto. Di nuovo per la RAI Nicola Sangiorgio. Come mai? E come mai non intervista altri oltre ai nostri? Lasciamo perdere il cinese e sentiamo i campioni. Sentitamente ringraziamo.

Dalla Finlandia con simpatia. Non sarà la campionessa del mondo, ma Mimosa Jallow già di per sé fa tenerezza. Con un nome così… e poi direte sì, ma sarà la solita svedesona alta bionda. Come al solito parlare per dar fiato all’ugola è sport nazionale. Per la serie tutto il mondo è paese, cercate la foto di Mimosa.

Parliamo sempre di dorso e di Silvia Scalia. Brava Silvia, prendi la nazionale. Ora facciamo un salto di qualità, ricordiamoci le gare che abbiamo. Ho la staffetta mista, non ce l’ho? E chi la fa la frazione della mista, la Gemo? Forza Silvia, abbiamo bisogno di dorsiste e forti.

Parliamo un po’ degli allievi di Morini. Paltr, come dice Mecarozzi, un po’ in sordina nella corta. Lui stesso ammette che questo è quello che c’è adesso. Se quello che c’è è 14’22”, lamentiamoci. La Cusinato, oltre al cinese, fortunatamente comincia ad aggiungere anche frazioni ottime ai suoi misti. Già nei 400 misti avevo visto una discreta rana. Nei 200 misti forse la migliore della finale. Mai farsi battere all’arrivo! Stavolta ti perdoniamo Cusi, non farlo più!

Già che ci siamo due parole su Lombini e Zazzeri, gli esordienti. Zazzeri può recriminare solo per delle virate così così. Certo, poteva fare 46” alto e andare in finale. Porta a casa l’argento della stile veloce. Lombini porta a casa la lucidità di aver capito che si può fare.

Se tu fai i 50 farfalla in semi in 22” basso e poi arrivi terzo, a pari merito, a due centesimi dal primo, dopo aver perso anche i 50, devi essere bello incazzato. Proud sembrava tranquillo. Aplomb inglese.

Ora vado a informarmi se la bambina si è ripresa dal regalo di Peaty.

Copenaghen 2017/3 – il ritorno del Glinta

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

HOSSZU Katinka HUN Gold Medal SJOESTROEM Sarah SWE Silver Medal BJOERNSEN Susann NOR Bronze Medal WOMEN – 100 M MEDLEY – FINAL Copenhagen 15-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto © Giorgio Scala / Deepbluemedia

Oggi la giornata è iniziata un po’ così. Il nostro cane non era molto in forma, così ha pensato di costringermi a delle pulizie mattutine alle 5,25 am. Ciò mi da il tempo di pensare, nel buio, a un po’ di considerazioni sulla terza giornata di gare europee. Non tutto quel che fa cagare fa male, mi verrebbe da dire.

E dai e dai a furia di nominarlo uno dice che alla fine toccherà pure a me. E infatti il John Wayne rumeno, Robert Glinta, icona di Luca Sacchi, ce la fa. Bronzo nei 100 dorso, un under 50”, lui che era recordman mondiale giovanile. Insomma, soddisfatto lui, soddisfatto Simone Sabbioni. Cosa manca a Simone per battere Kolesnikov? Beh intanto se uno è il più forte è difficile batterlo. Ma il russo ha pure un’ apnea che è di almeno un metro e mezzo più lunga. E’ uscito dall’ultima ai 12-13 metri, Simone circa a 11. Ma come si dice il biondo tinto Simoncino non deve lamentarsi, cita tutto lo staff medico che lo ha rattoppato. Senza dimenticare il lavoro del Matteo nuovo guru nazionale che fa risorgere parecchie fenici.


Barzellette sul device: il baraccone adesso sembra avere un aggeggino che lo fissa. Insomma un baracchino che blocca il baraccone. E se si rompe il baracchino? La verità è che si mette la pezza quando succedono due o tre guai, senza riparare il danno. Un danno relativamente grave. Mi immagino Peaty che sfonda l’aletta in finale olimpica o Grevers che distrugge la pedanella ai mondiali. Figuracce ne fanno anche i danesi, non solo gli italiani. Bravo Fabio Cetti il fotografo di Corsia4 che becca il momento esatto dello srotolamento. Il CT Butini la mette giù diplomatica ma la realtà è questa: nessuno si prende la briga di dire che il device non ha funzionato, per non dire di peggio. E non solo una volta. E qualcuno la gara l’ha rifatta. Ho visto uno scambio di battute fra l’amico speaker Renato Fusi e un giudice, il quale dice che i giudici possono e anzi devono accorgersi del problema. Basta, parliamo di nuoto.

Non solo la collana anche la pettinatura di Kolesnikov lascia a desiderare, ma son ragazzi!!! Primato mondiale Junior??? Ma a 17 anni questo fa 48”99… tre ori, e secondo me anche nei 50 non è proprio da buttare anche se la partenza non è proprio il suo superforte.

Oggi nelle batterie Vergani nei 50 stampa 21”67, lanciato ha fatto 21”8 in staffetta. Con questa prestazione sarebbe stato lui a entrare in staffetta, gara per cui è venuto qui, e non Miressi che poi velocista puro non è. E forse forse, la Russia si poteva battere. Ma con i se e con i ma la storia non si fa.

Continuiamo con le rime: oggi come ieri male male la Polieri. Irriconoscibile rispetto a due settimane fa, dove stampò 2’05”, oggi bastava molto meno per la finale. Il mio amico Darkpool direbbe di peggio ma io non posso farlo. Speriamo sia un passaggio a vuoto sulla strada del pieno recupero.

La storia la fanno Bianchi e Panziera.

Virate sbagliate dimenticate, anzi qua abbiamo un duecento fantastico di Margherita. Battezza l’olandese, poi se la mangia ai 125 e va via, con uno sprint ottimo. Ha detto che doveva star serena per la medaglia. Per fortuna è stata Margherita e la medaglia è arrivata. Ma soprattutto non ha capito che ha fatto 2’02”, un tempo di assoluto valore, e che la sua nuotata è molto molto meglio delle virate – che pure, ha ragione, vanno migliorate.

Due ragazze simpatiche, come una Bianchi che arriva al record italiano nei 200 farfalla e argento. Ai 125, parole dei miei guru di Raisport: si sta spegnendo l’azione della Bianchi. Come nella migliore tradizione mai smentita fu più grande. Ai 175 l’attacco per l’oro, Ilaria è prima. Apnea bellissima, ma la Hentke resiste per tre decimi e un arrivo migliore. Brava Ilaria facci sbudellare ancora.

Torniamo alla rana italiana. Non ho scordato Martinenghi. Finale nei 50, finale nei 100. Come dico sempre io, in corta serve altra pastasciutta. E un po’ di forza in più.
Fabione Scozzoli è a 18 centesimi dal primato italiano, Peaty a 8 da quello europeo. Ma la differenza in nuotata è evidente. Ai 75 sono pari, mezzo secondo rifilato in otto bracciate.
Castiglioni: la partenza è sempre dietro, e almeno mezzo metro. Carraro inspiegabile. Dice che non ha sbagliato niente, quindi lo sa che non ha fatto l’ultima sub. E non è la prima volta.
Castiglioni soprattutto ha in virata nella sub ancora qualche pecca. Prende troppo, troppo sotto. Da lavorarci su. Comunque è vero. Arianna  e Martina fanno quello che possono. Se le altre son più forti, vincono le altre. Le altre fanno 1’04” (almeno)

Il giorno dei tedeschi, che vanno davanti allìItalia nel medagliere. Prima della Hentke che vince i 200 farfalla, Heintz l’onesto professore vince i 200 misti. Non sarà un superfuoriclasse, ma è un onesto lavoratore e i suoi successi li ha avuti. Oggi onore ai teutonici.

Ghe nient de fa: quando la Hoszzu entra in acqua nelle sue gare, sa quello che fa. Lo sa nei 200 dorso, ultima apnea e ciao a Zevina, lo sa nei 100 misti, rana a portarsi avanti e poi transizione a stile, dove dovrebbe essere battuta dalla Sioestroem. Ma lei si gira come un furetto, la Sarah come un caterpillar in parcheggio e complice la condizione che proprio proprio massima non è vede la magiara scappar via. Hosszu sul podio serissima, ogni volta. Massimo rispetto per l’inno della nazione Hosszu…ops, dell’Ungheria.

Velocità donne. Che duello alla due e alla sette, fra le regine della velocità europea – e mondiale. Se qualcuno ha dubbi sul ritorno della Kromoorangina, dovrà ricredersi. Aspettiamo l’estate per la conferma definitiva. Francesi sempre lì. La 4×50 stile non fa giustizia, ma mancano un paio di componenti. Le stesse che mancano all’Italia. Di Pietro ai box, Aglaia lo spettro della Pezzato. Non basta una volenterosa Raco e una Di Liddo che la fa tutta per provare a rientrare. Anche andare al limite. Infatti un po’ rientra, ma la Pellegrini qui non è molto veloce, né molto in forma. Comunque la squalifica ci sta, se devi fare tutto al limite e chi ci prova non è proprio del mestiere. C’è poco da fare facce da funerale.

Dotto e Morozov. La partenza e il mestiere di virare. Grande la partenza di Luca, forse il 50% della medaglia.Virata perfetta e subacquea alla grande, più la concentrazione finale dello spalla alla spalla. E finalmente Morozov non si squaglia come un siberiano nel Sahara. 

Speriamo non sparisca come fanno ogni tanto i russi… come dice Simoncino.