Europei 2021 – Le scommesse del Chupa Chups

Europei 2021 – Chupa chps per il bravo ragazzo russo! E Razzetti canta “fly me to the moon” !!

pat pat.. Bravo ragazzo!
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

di Mauro Romanenghi

E niente ci sono cascato pure io e oggi ho scommesso. Io non scommetto soldi, in genere, ma generi di conforto (alimentari). C’era in ballo una birra con un torinese, che scommetteva sulla sconfitta della Pellegrini. Io avevo dato vincenti lei, poi la mia grande, immensa e sfolgorante Boglarka nei 200 farfalla e Chupkov, che come è noto in Russia dà nome al lecca lecca russo più apprezzato al gusto batrace del Volga. Ovviamente ho perso la birra, mi consola che il mio avversario aveva dato vincente Freya.

Freya Anderson si inserisce nel duello delle più accecate nuotatrici della storia, lei e la Pellegrini credo non si vedano neanche stando di fronte. Quindi in mezzo a loro si infila la ceca dal nome di pornostar, Barbora Seemanova, che incredula vince. Naufraga invece per l’ennesima volta la Bonnet, in testa per 150 metri.

Oggi partire in testa non fa bene e così anche il finlandese nei 200 rana porta tutti fino a 150, un po’ come le lepri keniane nei meeting anni 90, poi viene uccellato dal lecca lecca russo, Anton Chupkov, che nuota 160 metri come un normale duecentista e poi straccia il costumone si trasforma nel fratello brutto di Peaty, prende a testate l’acqua per venti bracciate e vince. La lezione però la stanno imparando perché così fa anche Arno Kamminga, che non è uno scioglilingua brianzolo ma il ranista olandese già argento nei 100 in un non disprezzabile 58”10.

La mia Boggie torna a risplendere, e vince d’autorità i 200 farfalla. Non devo aggiungere altro.

Parliamo di misti. Torna a risplendere la stella dei misti italiani. Merito di Razzetti, che grazie alla sua rana modello Rosolino 2000 turbo sprint vola al bronzo nel totale disinteresse del mondo, perché oggi ha vinto l’argento la Pellegrini.

Dice mia moglie che la mista mista è oggetto di diatribe fra il telecronista RAI Cattaneo e Sacchi, che non ci si raccapezzano. Ma stiamo sereni che essendo specialità olimpica la dobbiamo capire per forza, se vogliamo farla e anche bene.
A parte ciò giova ricordare l’apporto di Sabbioni e Di Pietro in mattinata.

Oggi Megli, ieri dato per spacciato e escluso dalla 4×200, oggi migliore degli italiani in batteria. Poi è uscito in semi, ma aver l’imbarazzo della scelta nella 4×200 è meglio che non avere scelte, secondo me. Vedi rana femminile.

A proposito di rana femminile, mi ricordano di avvisare Cattaneo che la Fangio non ha, purtroppo per lei, 21 anni già da un po’.

Nel dorso maschi purtroppo niente dolcetto per Ceccon. Nella finale più ravvicinata della storia, arrivare sesto a 14 centesimi dal primo non fa certo bene. Ma non fa bene neanche passare in 25”98. Leccarsi le ferite al posto del chupa-chups e passare oltre.

FuoriOnda 92 – Alberto Razzetti.. un Razzo ai Giochi!

..veloce come un Razzo! – foto: DeepBlueMedia

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite Alberto Razzetti, primatista e campione italiano dei 200 misti.

Debutta ai nostri microfoni Alberto Razzetti, che ci bacchetta subito per il suo tempo conseguito a Riccione (giustamente!) e ci conferma il suo amore da sempre per i misti. Da lui otteniamo il racconto del suo “nomadismo”, le scelte per cercare nuovi stimoli, la voglia di emergere e le difficoltà che si possono trovare quando non sempre tutto riesce come si vuole. Senza dimenticare la sua amata farfalla, un pizzico di follia nelle gare di fondo per divertirsi (ma non troppo fondo!!!) e il papaRazzo che speriamo torni a deliziarci con le sue foto!!!
Solo su Fuorionda, lo sport che segue i nomadi del nuoto…anche a casa!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix

Puntata registrata il 8 aprile 2021

credit foto: Deepbluemedia

Campionati Italiani Assoluti giorno 4 – Se non sono quattro, non ce l’hai nel sacco.

di Mauro Romanenghi

Tempo fa c’era questa rubrica nel forum di Corsia4 che si chiamava  “Vuotate il.. Sacchi”, una raccolta di esilaranti discussioni e battute del duo Fioravanti-Sacchi durante le telecronache (diventato poi duo #Mecasacchi, marchio non registrato dal qui presente scrittore).

Il sacco mi da il destro per il titolo di oggi.

Mentre ero al lavoro (“che ci fai al lavoro oggi”, mi chiederete.. ebbene avevo dei tamponi da processare, cosa che faccio nel tempo libero) parlando con la mia collega le dicevo che stasera avrei preparato la pizza ai quattro formaggi. Arrivo a casa, e mi accorgo che non ci sono i quattro formaggi. Mai detto fu perciò azzeccato nel mio caso e infatti stasera la pizza sarà con tre formaggi. Di sicuro sarà buonissima (non esiste modestamente nulla che io prepari che non sia buono, “no comment” dice mia moglie), ma mancherà il quarto formaggio.

Cosa ci mancava per completare il sacco dei qualificati? Un bel mistista maschio, per fare con gli altri i magnifici sette (le ragazze lo sono già). Ed eccoti arrivare, stavolta senza squalifiche o altri danni collaterali, Alberto Razzetti. La ciliegina sulla torta di un bel campionato, che ha visto ben sei record battuti, quattro dei quali di valore mondiale (controllate sempre i ranking).

Il Razzo ci è sempre stato segnalato da Sorrentino, che saluto e abbraccio, durante i nostri podcast (per la verità Corrado era più entusiasta delle foto del padre..), e quindi noi lo seguiamo con particolare interesse dalle sue scorribande giovanili nel delfino (che pure non nuota malissimo…) fino a qui nel 200 misti che ricordiamo di Rosolino e Boggiatto.

Ma oggi vorrei dire qualcosa sulle staffette, che per farle bisogna avere appunto quattro persone in saccoccia. Al momento, nei maschi, in saccoccia ne mancano un po’. Tre nei 200, due nella veloce, il delfinista in una mista che vede un dorsista nei primi dieci al mondo, un ranista nei primi tre e un velocista campione d’Europa. 

Tralascio le femmine, che una mista al completo fa da contraltare a due staffette a stile che io, se fossi il CT, fare fatica a portare al momento anche al trofeo Nivea. Non perché io mi vergogni delle ragazze, tutt’altro. Anzi vedo risvegli nella velocità. Ma se nella 4×200 tolta la Pellegrini la staffetta non va sotto gli otto minuti, qua ci vuole il sacco di Babbo Natale, cioè un miracolo. Lo stesso Butini è perplesso: beh, io non sono Butini e quindi non sono perplesso.

In attesa di sviluppi, passiamo oltre. 

In conclusione dei campionati, vorrei parlare di qualche personaggio che un po’ restando nell’oscurità mi ha colpito.

Il primo è Lisa Angiolini. La ragazza, nel più assoluto silenzio, è passata da un più o meno oscuro anonimato a una tripla top ten nella rana italiana, con un argento e due quarti posti. È scesa di un secondo nei 100, due nei 200, dove è la terza di sempre, e si è presa questo bellissimo argento. Andrà a Budapest, credo la prima nazionale della sua carriera, e ha la sfortuna di essere preceduta da tre atlete di valore mondiale. Qua possiamo dire veramente che il sacco ce lo abbiamo pieno: avercene, di sacchi così.

Il secondo è Luca De Tullio. Alla corte dello Scuro, lavoro in silenzio e argento da Junior, unico maschio, agli Assoluti: nei 1500, dietro un certo Paltrinieri. Certo siamo abituati bene, il tempo non è spettacolare ma è pur sempre l’ottavo in Italia di sempre. Farà i Mondiali Junior, e poi si vedrà.

E così altro 1500 e altra protagonista oscura. Ginevra Taddeucci, classe 1997, 24 anni ed eccola al podio, con la ottava prestazione all time. E senza andare lontanissima dal tempo per gli Europei.  Ho dato fondo al sacco…il quarto non lo trovo. Se me lo scrivete, ci facciamo una storia. Per il momento, alla prossima. Io a questo punto mangio la pizza. Ai tre formaggi, of course.

PS: mia moglie, che non mangia la pizza ai formaggi (nè tre nè quattro) mi segnala Costanza Cocconcelli. Certo l’avevo già citata nel primo articolo, ma merita un accenno anche in finale. Oggi si è sciroppata i 50 farfalla e dopo un amen i 200 misti (entrata per rinuncia). In ogni caso chapeau alla ragazza: ha gareggiato come la mia Katinka (come numero di gare, eh) e sempre muta.

Adesso.. davvero alla prossima. E speriamo sia.. covid-free!

Settecolli 2020 – Brindo alla salute del capitano Baffo

Cattura di schermata (307)

Alla salute!

di Mauro Romanenghi

Quando ero giovane – ma penso si faccia ancora adesso – si brindava alla salute del Capitano Baffo, un gioco alcolico alquanto pericoloso soprattutto se poi bisognava mettersi alla guida.  Se volete vedere una short version (molto short, il gioco è ben più difficile) potete vedere qui.

Noi invece, dopo la performance di ieri, brindiamo al capitano Baffo della nazionale italiana. Non è ancora capitano, è vero. Però diciamo che oramai almeno maggiore possiamo definirlo. Di sicuro la sua prestazione di ieri è magistrale. Un quasi negative split da 7’46”-7’47”, passaggi in 29”2 costanti e un bel 25 metri inflitto al secondo, Acerenza, che comunque realizza il nuovo personale e la quarta prestazione alltime italiana (che tra l’altro era già sua). Insomma Gregorio non l’ha mandata a dire negli 800 e nei 1500 ha detto che il vecchio re è tornato e vuole di nuovo il suo regno,un po’ come Conan sul trono di Aquilonia insomma.

 

La terza giornata fa vedere un po’ di stanchezza rispetto alle prime due eppure le gare che mi interessavano non mi hanno deluso. O meglio solo in parte. Se i 200 stile femminili continuano il loro deserto dietro la Pellegrini – in un Settecolli con pochi stranieri la prima italiana dopo di lei è sesta – il 200 maschile è invece sempre più scoppiettante. E difatti dopo Ballo, ecco che compare fra i vari pretendenti Marco De Tullio, come era ovvio ma non scontato. Il suo 1’46”, quinto tempo di sempre, permette a re Tullio di vincere il trofei davanti a Detti, che continua a dire che i 200 non sono il suo obiettivo ma se avessimo 6 persone da 1’45” lanciato voglio proprio vedere se non gli interesserebbe una bella finale da medaglia per la 4×200. Perché detto per inciso ad oggi è la staffetta più competitiva per qualsiasi medaglia se i quattro in acqua si ingarellano come in Corea senza smarronarsi in pippe tonanti (non siamo in forma, siamo stanchi, la cuffia è stretta, l’acqua è fredda, eccetera eccetera).

Altro leit motif che oramai imperversa è la prestazione che ci si aspettava.
“mi aspettavo 1’48”00 e ho fatto 1’47”99 quindi ok”.
“mi aspettavo di fare sotto 50” quindi 49”97 ok”.
No perchè se faceva 50”01 faceva cagare…

Grande gara di Razzetti nei misti. Il ligure che aspettiamo al varco da un po’, spodesta i grandi della specialità, Boggiatto e Rosolino, e si issa in cima alla classifica. Deve ringraziare un Ceccon in versione sparatutto, tipo lepre degli 800 nel meeting di atletica di Helsinki quando gli chiedono di passare in 48” ai 400 e passa in 46”.
Infatti dopo la rana il veneto si accascia sulla corsia nello stile, finendo tipo Bottas nel gran premio di Silverstone a ruote bucate. Alberto invece con la sua onesta frazione a rana in 33” e uno stile onorevole straccia tutti. Bravo Alberto.

Due paroline per la Mamié che si scrive con l’accento: lo ho letto sulla cuffia. Tre gare, tre record svizzeri. E sticazzi a tutti, con buona pace delle litiganti italiane si adagia in prima posizione dopo i 50, allunga e saluta ai 150 e poi fa ciao ciao con la manina.
Nell’arrivo di casa si vede tutta la stronzaggine agonistica della Carraro, che si allunga e batte per la seconda volta in due anni agli Assoluti e per la terza in gare importanti (ricordiamo gli Europei invernali) la Fangio. Franci, unghie un po’ più lunghe e più stronzaggine, la prossima volta.

Nel citare gli stranieri ho dimenticato Marco Koch: la foca teutonica me la giura e vince i 200 rana. Tempi da dimenticare, comunque.

Insomma come si gareggia in tempi così lo abbiamo visto: si può fare, anche se un po’ di tristezza c’è. Ma ci siamo, e ritorneremo.