Criteria 2019. In nomine patris. Parte maschile

di Mauro Romanenghi

ego_te_absolvo / Criteria2019M

ego_te_absolvo / Criteria2019M

Parlando durante il podcast con Corrado Sorrentino, che salutiamo, ci ha detto che le ragazze che ha visto si sono comportate a modo. Sperava che con i maschi fosse lo stesso. Lo speriamo anche noi, si sa che i maschi sono un po’ più turbolenti. Ma noi gli diamo il beneficio del dubbio. Per non sbagliare Luca Rasi durante l’ultima sessione femminile ricorda a tutti i maschi che non possono occupare la tribuna del pubblico ma solo quella atleti, che non possono andare in piscina e soprattutto che non possono usare gli spogliatoi!!!
Parlando invece con un mio amico mi ha detto che insomma, questi Criteria dovrebbero essere una festa ma che il clima è a volte funereo. I ragazzi vanno consolati ma non scusati o compatiti, se c’è un errore questo dopo il dispiacere va analizzato e non ci si deve abbattere. Perché a una festa il bicchiere si può rompere, ma poi ci si scusa e si capisce che ci si deve comportare meglio.

Vabbè non voglio stare qua a fare la morale che poi non sono neanche capace, divento troppo serio e non va bene.

Passiamo subito a Luca Rasi che si diverte una cifra a dare gli annunci dei cartellini persi, dei furgoni da spostare, degli occhiali da sole persi. Siamo fino a quattro macchine minacciate in contemporanea. La musica dello squalo però era un’altra cosa.

Tra l’altro al suo fianco è comparsa un’altra voce, che sembra una voce meccanizzata. O hanno preso un robospeaker per sostituirlo oppure c’è un erede. Anche perché sei giorni di Criteria non sono uno scherzo. Provate voi a dire seicento volte “tempi e classifiche confermati”.

Burdisso – Ceccon capitolo uno: i duecento farfalla. Iniziano le solite sfide Burdisso-Ceccon. Ma quest’anno si incrociano solo due volte, e tutte e due sul terreno preferito dal lombardo di stanza in Inghilterra. Si comincia con i duecento delfino. La sfida dura fino a i 100, poi si alza bandiera bianca. Certo piace vincere facile. Comunque Burdisso stacca la terza prestazione alltime, mica pizza e fichi.

A proposito di Ceccon, e poi giuro mi fermo qui, le dodici fatiche di Asterix gli assegna Burlina. Duecento farfalla, quattrocento stile (che gli ultimi cento quasi non girano le braccia fuori), duecento rana, e vabbè i facili 50 e 100 farfalla. Nei 50, tanto per gradire, quarta prestazione alltime. Che poi neanche a farlo apposta c’erano pure le matricole di Asterix il gallico.

La rana e l’Imolanuoto si sa sono un connubio facile da identificare. Ai Criteria due piccoli imolesi alla ribalta nella categoria Ragazzi maschi: Cerasuolo e Sabattani. Cento rana, of course.

Piccoli excursus sulla gestione della gara. Ma meglio così, almeno si vedono grandi recuperi, e le gare hanno più sugo. E poi questi ragazzini dovranno imparare a gestirsi, no?
Andiamo con ordine.
Primo episodio: duecento farfalla anno 2002. Protagonista Giuseppe Cerbone. Passaggio ai 100 57”14, ultimo 50 in 33”8. Ultimi metri a pezzi, sembra quella volata di ciclismo in cui il fuggiasco sta per arrivare al traguardo e il gruppo lo travolge a 70 Km all’ora. Si avventano su di lui in tre: e in tre lo passano, di un decimo. Quarto Giuseppe Cerbone. Ma noi siamo tutti con Giuseppe. Ti aspettiamo, in un’ altra occasione. Magari con un passaggio di un mezzo secondino più piano.
Secondo episodio, un po’ più fortunato: duecento rana anno 2003. Protagonista Simone Cerasuolo. Dalla vittoria dei 100, tentiamo anche i 200. Corsia laterale, come tante vittorie in questi campionati. Passaggio ai 50 in 29”2, sì avete letto bene. Già ai 100 qualche cedimento, poi chiusura in 36”9. Agevole il sorpasso di de Tullio, che vince di un secondo. Qua però ci sta un argento. Totale 1’03”- 1’13”. Il tempo in sé neanche disprezzabile. Si farà, il ragazzo: tutta esperienza.
Morale: da noi si diceva, una volta, parti a razzo, finisci… oggi si usa passaggio a fagiano. Come espressione era meglio la nostra, ma si sa diventiamo vecchi.

Burdisso – Ceccon episodio due: i 400 stile libero. Anche qui il buon veneto cerca di seguire le tattiche arrembanti dell’italico di Albione (espressione che va tradotta). Ci riesce più o meno fino ai 125. Poi molla il colpo, ma senza alzare la bandierina. Anche Burdisso però comincia a pagare le sue tattiche scriteriate. Nei grandi, i 400 si nuotano con più accortezza. Memento semper…

Insomma ancora non abbiamo parlato di Razzetti. E parliamone. Cinque vittorie su cinque gare. Non ricordo, perdonate, se ne ha fatte sei. Tre record della manifestazione. UN record italiano assoluto, il primo, ci auguriamo, della sua carriera. E tanta fame. Ne parliamo da quando era Junior e contiamo di parlarne ancora. Per cui ci fermiamo qua.

Però chiamarlo alla premiazione dei 200 farfalla quando è schierato per il via dei 200 misti, non è stata un’idea geniale. Amen, sono Criteria: alla festa, se ti chiamano su palco, anche se stai ballando con la più figa della scuola ci devi andare lo stesso.

La nuova moda: venire squalificati a podio. Si comincia con i 100 rana 2001 (Rizzo), poi con i 100 rana 2005 (vittoria, ma qui Mantegazza si rifà ampiamente: quattro ori per lui tra farfalla, rana e misti). Poi abbiamo Filadelli nei 400 misti (argento) e chiude Magrini (anno 2004 nei 200 stile). Una moda pericolosa.

Immagino che Luca de Tullio sarà il fratello di Marco de Tullio.

Se era la Polieri a perdere record nelle ragazze qui è Martinenghi: ben due. Se son rose fioriranno, visto che gli asparagi non hanno avuto successo.

Se nel comparto femminile abbiamo avuto 12 record 4 per ogni categoria, in quello maschile si sono concentrati nei Cadetti (che tra l’altro avranno gli Assoluti fra poco… quindi immagino non preparatissimi). C’è da dire che il passaggio di Ceccon, Burdisso, Martinenghi e compagnia bella negli anni scorsi ha lasciato il segno.

La categoria Cadetti ha visto sette nomi protagonisti delle prove in programma. Peggio i 2001, con soli sei vincitori. Quella più generosa i 2002, con 10 vincitori. Ebbene sì, non ho niente di meglio da fare che contare i nomi dei vincitori.
Nelle ragazze, tante a 4 vittorie. Qui il 4 non piace, il 5 e il 6 sono le cifre più amate. I soliti ingordi. Guardate che poi c’è il contrappasso, si finisce nel terzo cerchio con Ciacco.

Cose che non posso vedere.
Gente seduta sulla corsia a sbattere l’acqua.
Le squalifiche per nuotata irregolare frazione rana (che poi sarà la gambata a delfino).
Presentarsi in ritardo in camera di chiamata.
Gente che in prima batteria fa 5 secondi in più del suo record (e non sono i 1500).
Lo so ho capito: sono vecchio.

Ah, in tutto questo mia moglie mi avvisa che Florent è tornato. Passo e chiudo.

Criteria2019. Tempi e classifiche confermate. Parte femminile

di Mauro Romanenghi

INSport-RaneRosse-Criteria2019F/Vagaggini Emanuele

INSport-RaneRosse-Criteria2019F/Vagaggini Emanuele

Rieccoli! Ogni anno sempre qui a Riccione, ogni anno sempre un migliaio di ragazze e ragazzi, ogni anno la festa dei Criteria. Inutile che vi annoi con le solite storie di risultati, podi record, classifiche alltime e stagionali. Quelle le sapete meglio di me. Poi adesso ci sono un milione di siti in cui trovare i tempi limite, i personal best, e anche tutte le cose più intelligenti sul nuoto che addirittura previene la carie (forse questo non lo fa).

Io è molto tempo che non vado ai Criteria, ho preso altre strade ma secondo me la dimensione festa bisogna riprenderla. Troppa serietà, troppa tensione. Troppi piccoli campioni. Che infatti ai Criteria, essendo Criteria, non ci sono.

Ma non è che non dobbiamo parlare degli atleti, nella fattispecie delle atlete. Perché le protagoniste dei Criteria, anche se non sono campioni sono sempre loro.

Che vincono, perdono, migliorano, peggiorano, si schiantano in virata a delfino anche se son fra le 30 migliori della loro categoria, piangono se vincono, piangono se perdono, insomma piangono spesso.

Piange Benedetta Pilato, anno 2005, dopo aver fatto il record della manifestazione. Fisico notevole, talento sicuro visto che ha già medaglie assolute al collo (pure in lunga). E un bel 1’07”72 miglior tempo assoluto dei Criteria 2019 nei 100 rana. Così giusto per fare un’analisi tecnica: sette bracciate la prima vasca, dieci la seconda e la terza, tredici la quarta: per fare vedere che alle gare ci sto attento, mica coltivo asparagi durante le competizioni.

Che comunque gli asparagi essendo a marzo sta arrivando il periodo e sono buonissimi. Con le uova, soprattutto.

Per coltivare gli asparagi ci vogliono delle ottime braccia. Beh non mancano di certo a Giulia Salin, che di spalle e bicipiti ne ha da vendere. Soprattutto per fare 400 e 800 stile, gli asparagi meglio lasciarli agli altri.

Lo so, parlo sempre di cibo. Ma l’appetito vien mangiando, e per gli atleti vincendo. Così parliamo di Giulia D’Innocenzo, classe 2002. Comincia con i 50 dorso, entrando nella top ten italiana. Poi non le basta e allora entra nelle prime cinque con i 100 dorso. A mezzo secondo dal primato assoluto. Poi vince i 100 farfalla, poi nella migliore tradizione delle dorsiste moderne si cimenta anche nei 200 stile (con discreti risultati). Infine infila il poker nei 200 dorso.

A proposito di Giulia, le apnee migliori del campionato, tutte più di metà vasca. Avercene.

La Giulia nazionale mette in ombra molte altre 2002 interessanti, che qui si stanno distinguendo. E che sicuramente vedremo a Riccione, ad aprile. La Cenci che ha primeggiato nei 100 e 200 stile (vedi discorso sulle dorsiste), la Asprissi, Cocconcelli, Masciopinto… chi altre? Sicuro qualcuna me la dimentico.

Stesso discorso per la categoria Juniores dove tra l’altro ci sono state diverse atlete favorite che hanno peggiorato. Non riesco mai a capire se stanno puntando agli Assoluti dove avverranno le selezioni per le gare internazionali o se invece hanno ciccato la gara. O entrambi. Naturalmente mi attendo grandi duelli agli Assoluti. Ai posteri l’ardua sentenza.

Non che sia fondamentale ma almeno per far vedere che le gare le vedo in streaming, noto con piacere il ritorno di Veronica Montanari, un discreto 200 dorso. Ma che ci sta a fare ad Ancona che è di Como?

Ci sono quelle atlete che tu le vedi gareggiare e dici adesso le aspetto e vediamo che altre gare faranno. Per capire se è un fuoco di paglia, se invece è in forma, se sta sbocciando qualche atleta interessante. In questo campionato cerco la Sartori. Intanto perché quando nuota a delfino ha questo ondeggiamento stranissimo, che mi fa venire in mente un po’ i serpenti di mare.
Poi i tempi non sono malvagi per niente: due primati della manifestazione e quattro ori.

A proposito di Sartori, la sua squadra è la squadra in cui milita Ceccon, la Leosport. E di ragazzine ne ha schierate diverse. Intanto ha pure vinto la 4×200 e la mista Ragazze, e poi si è distinta in altre categorie come la 4×100 stile Junior. Insomma, se son rose fioriranno, visto che siamo in tema di primavera incombente. E le rose sono meglio degli asparagi, anche se non si mangiano.

Un po’ di colore: intanto ogni due per tre ci sono avvisi di spostare auto, furgoni, pullmini. Ma che è ‘sta folla che parcheggia in divieto? Forse bisognerebbe mettere le multe come nel Gestionale. Difatti la minaccia delle multe ha azzerato le corsie vuote. Grande cosa, di cui io mi sono subito accorto. Tocca l’italiano nel portafoglio, ti romperà le scatole ma ti ubbidirà sempre.

Sempre parlando di atlete che mi hanno colpito, magari fra le più giovani, ho visto questa Gorlier, 2005. Già in acqua sembra un gigante, fuori ancora di più. Vedremo, intanto il nome ve l’ho fatto. Ha vinto i 200 misti e le gare del dorso, quindi nuotare sa nuotare.

Continuiamo con le note di colore. Tornano le sorelle Cesarano e fanno doppietta nei 400 stile anno 2003: ovviamente sono gemelle (a meno che non siano riusciti nell’impresa improbabile ma non impossibile di generare due sorelle uguali a 12 mesi di distanza). Ma nuotano in maniera completamente diversa. Non c’è da stupirsi. Anche nella mia squadra ce ne sono: e anche loro nuotano in maniera completamente diversa. Naturalmente essendo gemelle, come ha notato un genitore della mia squadra, sono uguali.

E’ vero che i record sono fatti per essere battuti, ma la Polieri maledirà questa edizione. Dei dodici record battuti quattro erano suoi.

Nota di colore tre. L’emozione del debutto. Duecento dorso, batteria imprecisata, anno imprecisato. Al segnale di “a posto” la corsia sette parte e va. Dai non te la prendere, andrà meglio la prossima volta. Siamo tutti con te, corsia sette!

Quando guardo le competizioni, a me più dei super record piace lo spalla a spalla. Per me la lotta è il condimento della vittoria. Molte gare si sono risolte così. Ma la gara esemplificativa della mia preferenza sono i 100 dorso anno 2004. Ai 100 metri virano a pari merito Gaetani e Fontana, protagoniste dei campionati, in 29”59. Ai 100 metri toccano pari Gaetani e Fontana,  protagoniste di questi campionati, in 1’00”09. Non ricordo sia mai avvenuto.

Il duello si ripresenta nei 200, naturalmente sono in prima fila. La Fontana sembra andarsene ai 150, ma non è così. Alla fine ben sei centesimi le separano. La Fontana fa poker, come Sartori e D’Innocenzo. Se posso dire, apnee da rivedere per entrambe.

Sofia Morini ci ha provato fino alla fine. Poi c’è riuscita. All’ultima gara Morini Sofia ce la fa e mette il record dei campionati. E brava Sofia.

Nella categoria Ragazze a fare poker ci hanno provato in due. La Gorlier non riesce per pochi decimi, la Senatore ce la fa. 50 e 100 stile, 200 e 400 misti. Coppie inconsuete. Non tutte le uova si rompono nel modo giusto, per fare dei buoni asparagi.

Nota di colore quattro. “Alcatraz” è la matricola vincente: due detenute e la guardia giurata. Però ragazzi non è politically correct far vedere l’occhio nero alle due detenute. In compenso la guardia in stile “Village people” non è niente male.

Sempre per il piacere dei duelli. Nei 200 stile libero, la Sartori in corsia centrale alla 4 vede la 0 e la 9 con Pesenti e Lamberti al duello. La spunta la Pesenti. Roba da torcicollo.

Menzione come sempre per Luca Rasi: una macchina da guerra, classifiche, concorsi del cartellino perduto, una battuta d’arresto sui tempi alltime nella prima giornata ma poi via come un Terminator degli speaker, neanche fosse Piatek. Riesce pure a far piangere la sorella di Manuel Bortuzzo, roba che oramai non ce la fa più neanche la Caporale. Tutto questo lo lascio ai siti specializzati, però.

Tempi e classifiche confermate. Passiamo al comparto maschile.

Categoria invernali di salvamento: ho visto un re…anzi tre!

di Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

Si ricomincia.

Solite cose: tanti atleti, tanti amici, comunicati FIN sbagliati, aperitivi, fritti misti, cose così insomma. Vi dirò tutto, ma andiamo con ordine.

Nota iniziale uno: l’articolo serio sui risultati dei campionati non è qui, ma su OAsport. Cercatelo.
Nota iniziale due: il podcast parlerà di tutti i protagonisti, anche in ambito giovanile. Lo troverete nei prossimi giorni.

La novità vera è che quest’anno c’è il Gestionale.
Non è una nuova figura lavorativa, che gestisce tutto e tutti. Non è neanche un team. Non è l’ufficio che organizza l’evento.
No, è il fantomatico programma che tutti odiano ma a cui finalmente si può dare la colpa senza che nessuno rischi brutte figure, impicci, il posto di lavoro.
Manca un atleta nella starting list? E’ il Gestionale. Le iscrizioni sono chiuse? Chiedi al Gestionale. Ho pagato troppo? Ha incamerato la tassa il Gestionale. Le uova sono troppo fritte? Sarà stato il Gestionale.
Il problema è che il Gestionale non parla, qualcuno le deve dire queste cose. E allora i vaffa se li prende l’ambasciatore del Gestionale in campo gara.

Quest’anno il Gestionale gestisce anche le multe per le assenze non date. La svolta è epocale. Ti dimentichi? Settantacinque euro così, sfilate che neanche il miglior borseggiatore sulla linea rossa della metro di Milano, a ogni gara!
Banco di prova, il Salvamento. Teste fumantissime in segreteria, e non solo lì. Immagino ai Criteria. Provate ora a dire “mah stamattina i 1500 stile libero magari non li faccio”.

Ci sono state anche delle gare. Orari umani, stavolta. Sono stato molto felice di non aver dovuto ingoiare la colazione ogni giorno.
Il merito va anche all’anticipo di mezza giornata, che ha scisso completamente la prima parte dalla seconda. La mancanza della tonnara del torpedo non si è fatta sentire, e nessun Esordiente A è stato maltrattato in questi campionati durante il riscaldamento.

Al bar con i miei amici siamo ormai un’istituzione. Contano i minuti per quando verrà aperta la bottiglia successiva, e con cosa sarà accompagnato. E’ un vero flashmob, tempo dieci minuti: c’è chi ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive. Aspetto ancora la genzianella. Per Roma ci conto.

FIN sugli scudi, come sempre. Lo so stavolta non dovrei parlare perché ho sbagliato pure io, ma lo faccio lo stesso. Nota dopo la prima parte, tre titoli italiani assegnati a Vivalda. Compreso il superlife Ragazzi. Che ha vinto Marchetti: ma il peggio è che Vivalda manco lo ha fatto. Meglio la seconda parte, dove si è ignorato solo il record italiano della staffetta Cadetti maschi. Vita dura per i comunicati federali.

SIC (salvamento in cifre) batte ILS due a zero. Guardo la gara del torpedo Cadette, record mondiale giovanile della Cappai. Controllo sui miei dati: c’è. Passa un minuto e mi chiedono è record? Sì, è record. Sfiducia nella ILS? Beh visto che mette ancora il record del mondo della Fabretti a 50”78, sì, c’è sfiducia. Stessa scena per il trasporto Cadette. Fa piacere quando si fa qualcosa di utile.

Arrivo in piscina credo mercoledì o giovedì. Stanno lavorando alacremente in vasca esterna da 50 con trapani ecc. Penso “va che stanno facendo manutenzione”.
Torno nel pomeriggio e ci sono tanti piccoli gommoncini bianchi.
Il giorno dopo c’è una tensostruttura montata e la piscina coperta. Vedete che in Italia se si vuole fare una cosa in tre giorni si fa. Chapeau.

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Il Gestionale esige di iscrivere le staffette con i nomi già inseriti. Peccato che non ti faccia mettere il tempo, quindi devi presentarti in campo gara per darlo. Poiché credo di non avere mantenuto una formazione di quelle che avevo iscritto, ho passato molto tempo in giuria. La giudice sta avendo gli incubi ancora adesso.

Allora nel mio gruppo di amici abbiamo vari re, a seconda del titolo che ogni tanto per avventura qualche atleta riesce a vincere. L’unico che mantiene il titolo di re degli ostacoli è Fabio Tadini, la cui staffetta ostacoli femminile vince un titolo ininterrottamente dal 1917.
Ha anche provato a vincere il titolo di trasporto con un atleta: subito altri due allenatori del nostro gruppo hanno vinto un titolo. Per ribadire che di re ne basta uno, ma io ne ho visti tre in un giorno.

C’è da dire che manca la regina al nostro gruppo. Io un’idea ce l’avrei, però devo sottoporla al Senato del gruppo. Essendo io senza titolo nobiliare, non ho diritto di voto.

Scena. Sono sulle tribune a guardare trasporto. Sapete che io mi muovo agilmente nel mucchio delle tribune per seguire tutti gli atleti più interessanti. Allora mi guardo i 50 manichino Cadette. Vince la Fiori. Dopo circa venti minuti, durante i Cadetti maschi, la vedo passare per le scale in costume e piedi nudi. Quattro volte. L’ultima volta le spiego che la stanno aspettando nel sottopassaggio per l’antidoping: che sta a metà piscina, a circa venti metri da noi. Credo ci sia arrivata.

Gare Esordienti. Staffetta trasporto. La prima frazionista di una squadra della prima serie (si dice il peccato ma non il peccatore) segue la compagna per dieci metri! Quando si dice l’aiuto psicologico!!!

Mi si chiede in tribuna se quest’ultima azione è consentita dal regolamento. Non lo so. Esso dice che l’atleta deve tornare nella zona di cambio. Non dice quando. La bimba lo ha fatto.

Seguo la gara del superlifesaver Ragazze. Mi aspetto un dominio. Invece è la gara di superlifesaver più bella dei campionati. E due tempi di tutto rispetto, da podio fino alla categoria Cadette. Ovviamente, entrambe sotto il vecchio record italiano. Dibellonia e Di Fazio, se interessano i nomi.

A proposito di superlifesaver, secondo me tre ore di superlifesaver sono troppe. Lo dico contro i miei interessi e con tutto il rispetto per chi lo fa, ma forse è ora di ridurre un po’ i partecipanti. O iniziare un po’ prima quando c’è.

Prima della staffetta Ragazzi maschi trasporto, ultima gara dei campionati, tifo abnorme sugli spalti. Ho seriamente temuto per l’incolumità delle tribune e anche di chi ci stava sopra. Esame superato, le tribune torneranno anche per i Criteria. Anche i bambini, tutti salvi a casa.

Ultima gara dei campionati, invece, il percorso misto. Se ti chiami Ippolito e fai 25”8 al passaggio e un’apnea di 9”, potresti fare un bel tempo, e anche il record italiano assoluto. E far piangere la tua allenatrice. O tutte e tre le cose. Fatte.

Alla prossima, e tutti allegri bisogna stare che se no i re diventan tristi se noi piangiam.

E’ nata SIC!

di Redazione

SIC - Foro Italico/Mauro Romanenghi

SIC – Foro Italico/Mauro Romanenghi

acquastampata è lieta di presentarvi SIC – Salvamento In Cifre, la nuova pagina dove trovate i record e le graduatorie del nuoto per salvamento italiano, aggiornati gara per gara grazie al prezioso lavoro di Mauro Romanenghi e Marco Agosti.

Buona lettura a tutti!

La redazione di acquastampata

 

FuoriOnda 36 – Mondiali cinesi: bilanci di vasca corta

di Redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui) e da Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Gianmario Bonzi di Eurosport e Cristina Chiuso.

Terminato il mondiale, ne parliamo a tempi di record con Cristina Chiuso che ben conosciamo e Gianmario Bonzi, telecronista di Eurosport e amico di scorribande di Laura Vergani. Superspettacolo, mascotte fighissime, medaglie, grafica, figurine, record, lacrime, resurrezioni, Comerford e amiche in compagnia dei due soliti fastidiosi guastatori Fogliani e Mauro Romanenghi. Una puntata mondiale sempre e solo su Fuorionda numero 36, il podcast che non è specializzato ma poco importa!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 16 e 17 dicembre 2018

credit foto: FINA

 

WSC-25m – day 6/I capelli della signora van der Burgh e l’eleganza del sig. Ferry.

di Mauro Romanenghi

il fiore blu - Hangzhou2018 credit FINA

il fiore blu – Hangzhou2018 credit FINA

Ci sono giorni nei quali arriva l’occasione della vita. E allora bisogna saperla cogliere al volo, perché le occasioni passano una sola volta. E così l’idolo di mia moglie, Cameron VDB lascia le competizioni. Va a lavorare come detto da tutti per questa compagnia petrolifera, che lo porta a Londra, dove lui vinse quel titolo olimpico che lo consacrò. E dove si chiude il cerchio dei cinque cerchi.
Appena saputo della notizia del ritiro, la moglie di Cameron van der Burgh ha posto fine all’ostracismo della sua chioma, e come Medusa ha liberato la fluente capigliatura con la quale ha pietrificato più di un uomo ma alla fine ha scelto lui, Cameron. Il risultato lo vedete nelle foto. Strabiliato anche il padre di Leclos, la madre di Chad invece in lacrime. Grandioso finale di una grandiosa carriera. Dopodiché ha vinto il titolo dei 50 rana.

Ultima cartuccia per l’Italia: Paltrinieri. Che torna il Greg che tutti conosciamo. In tribuna unghie mangiate per il gemello diverso, già medaglia qui. Ma in acqua c’è Romanchuk. Sono la seconda e la terza prestazione di sempre al mondo sui 1500. Qualcuno ha avuto anche il coraggio di criticare. Botte di Natale, ragazzi.

Alla fine scatta per Sacchi il voto a Gelly: 3. Inappellabile.

Abbiamo capito che l’impianto di Hangzou si chiama fiore blu. Per fortuna non lo sentiremo più.

Lo sciamano oggi in grandissima forma. Ecco la chiosa migliore: “i nuotatori nuotano nell’acqua e all’acqua assomigliano”. Ineccepibile.

Sciamano che stronca la finale dei 200 rana. Quasi tutte sotto i 2’20”. Va bene, siamo tutte fuori dalla top ten all time ma diamo un po’ di credito a queste ragazze. Avercene.

Ultima stroncatura dello sciamano: “questa è una staffetta buona a riempire le corsie laterali”. La prederemo in prestito. Per decenza non diciamo a chi si riferiva.

USA oggi non fa sconti. Tre staffette e due gare individuali. E nuova scoppola doppia alla Russia. Dressel trova la posizione per la sua bandana e Morozov ritorna il Morozov che conosciamo, sgonfiandosi nelle ultime quattro bracciate dei 100 stile. Trovate una analisi così nella stampa specializzata.

Tuttavia l’impiegato Rylov, che non lo sa, vince i 200 su Murphy. Il sorriso di Murphy sul podio è come quello di Grevers quando perde: gelido. Glielo avrà insegnato in ritiro.

Stampa specializzata che alla fine Mecasacchi cita quando parla di dove trovare notizie quando RAIsport non manda il nuoto. E cioè… su RAIsport, poi su altri siti specializzati, poi sui gruppi Facebook. Ne dice almeno dieci e non cita Acquastampata: noi ne siamo fieri, perché non siamo né un sito né stampa specializzata, così siamo liberi di dire seriamente tutte le stupidaggini che vogliamo.

Diciamola tutta: l’inno sudafricano lo deve avere composto un musicista francamente ubriaco.

Domanda.
Come fa Ferry Weertman ad assistere alle gare in giacca e cravatta? Ma come chi è Ferry Weertman… ma che domande fate?

Alla fine Sacchi lancia la macumba e la squalifica colpisce la staffetta aussie lasciando via libera all’Italia. Io immagino la Di LIddo, dalla tristezza assoluta per una medaglia buttata nei 100 farfalla alla gioia per il suo primo podio mondiale. Con la Panziera, che tutto avrebbe pensato fuorchè trovarlo qui. E questa credo sia la prima medaglia di una mista da 100 dell’Italia in un mondiale, ma potrei sbagliarmi: io non sono un sito specializzato.

Difficile essere Ilaria Bianchi oggi. Batti la tua avversaria italiana favorita per l’argento e sei quarta di pochi centesimi. Non fai la staffetta e le vedi prendere la medaglia. Una di quelle giornate che proprio meglio non starti vicino.

E chiudiamo con Wang… ma come quale Wang? Ma la finalista dei 100 farfalla in 56”80. Anno 2005. Benvenuti nel futuro.

 

WSC-25m – day 4/L’Orsi d’argento

di Laura Vergani

L'Orsi d'argento (credit: pagina FB Marco Bomber Orsi)

L’Orsi d’argento (credit: pagina FB Marco Bomber Orsi)

“SteveAustin, astronauta, un uomo vivo per miracolo: signori, lo possiamo ricostruire. Abbiamo adeguate conoscenze tecnologiche. Esiste attualmente la possibilità di creare il primo uomo bionico. Steve Austin sarà un essere nuovo, diverso dagli altri”
“Migliore?”
“Si, più forte, più veloce.”
tratto da “Cyborg” di Martin Caidin (L’uomo da sei milioni di dollari)

E fu così che ri-nacque il nuovo Marco Bomber Orsi .

Ricostruito un pezzo alla volta, fatica su fatica!!
Più forte, più veloce. Migliore!

Grande Marco!

WSC-25m – day 4/Samba, bandane, profezie postume, polemiche…e un Orso d’argento.

di Mauro Romanenghi

Marco Orsi - argento mondiale vasca corta (cellulare da RAISport)

Marco Orsi – argento mondiale vasca corta (cellulare da RAISport)

Le staffette 4×200 sono sempre le più entusiasmanti. Ricordate Doha 2014 e il suo arrivo a cinque. Oggi un’altra staffetta storica: il samba brasiliano contro l’orso russo e la Cina. Mazzate da 200. Tutti sull’onda di 1’41” circa, con punte da 1’40”. Insomma il Brasile ci crede fino in fondo e la Russia becca l’ennesima lisciata per pochi centesimi. Record del mondo e americano, record europeo, e record asiatico. Da copiare e incollare sulla bacheca.

Stampa specializzata che fa la gara oggi a dare due notizie.
La prima che la FINA sta cercando di scopiazzare la ILS della Energy Standard con una World Swimming League e di cui non ce ne frega proprio nulla. La seconda, il problema alla spalla di Detti. Che comunque, sempre come dice Morini, non è detto che la staffetta l’avrebbe fatta anche stando bene. Come speriamo che stia.

Stampa specializzata che ci tiene a far sapere che questa cosa la sa lei per prima o lo ha detto per prima. Ricordiamo sempre che chi si loda si imbroda.

Non sfigura nella finale il tempo di Megli, 1’42”62 è il secondo tempo mai nuotato in Italia. Strano sia sfuggito alla stampa specializzata. Bravo Filippo.

Notizia del giorno: USA fuori dal podio nella 4×200 stile. I quattro nuotatori sono già stati convocati da Trump che li priverà della cittadinanza e li inviterà a recarsi in Messico. You are fired!!!

Cominciano le visioni dello sciamano che vede gli USA con Pieroni in prima frazione partire a cannone: proprio no, è il Brasile, che passa ai 100 in 48”2 (avete letto bene). Melo infila la start della vita con 1’42”0 che sarebbe valso l’argento nei 200. Chi ben comincia balla la samba molto meglio, dicono a Rio.

Riguardo l’Italia, Sacchi in difficoltà sull’ultimo podio italiano: Mecarozzi quando vuole sa essere veramente cattivo. Comunque è Doha 2014, prima di oggi una delle finali di staffetta più belle di tutti i tempi.

Continuiamo a parlare di sbandate. Le vede Mecasacchi nella 4×50 stile nell’Italia. Le vede Sacchi con la Baker, che qua proprio non ce la fa. Le vedo io con Ranomi, anche se il dorso non è proprio il suo sport.

Non ce la fa proprio invece Leclos: virata pessima e arrivo nefasto da propaganda.

Oggi proprio non ci siamo 1: Ranomi viene data addormentata in partenza. Prima ai 25. di mezzo busto. Vabbè!

Oggi proprio non ci siamo 2: Arrivano gli italiani nella semifinale dei 50 delfino. “Malissimo”. Infatti record italiano per Codia e secondo tempo di sempre per Rivolta. A parziale discolpa un pessimo servizio di cronometraggio, in ritardo mostruoso. Così come i risultati, come ho detto ieri.

Oggi proprio non ci siamo 3: “la cinese Wang in difficoltà a seguire la Titmus”. Infatti la cinese Wang sprinta e arriva a mezzo secondo dalla Titmus. Record mondiale per l’australiana del 2000 tolto proprio a Wang (2002). Io, se fossi in Katie Ledecky qualche pensierino lo starei facendo. Ma forse Katie Ledecky siccome è Katie Ledecky non lo fa.

Ma la Li (bronzo nei 400 stile donne) l’hanno disegnata coi pastelli a olio?

Oggi sono in formissima per cui proseguo. La 4×50 stile USA fa il record del mondo. Ma vorrei ricordare a tutti nonché alla stampa specializzata che la miglior prestazione mondiale e record europeo è della Francia in 1’20”77, contro il 1’21”80 di oggi. Fate voi le debite considerazioni.

Brasile dalle stelle alle stalle. Metti la 4×200, metti lo zio Santos che a 38 anni suonati si spara ancora quei 21”9 a farfalla. Ma metti anche la Medeiros che cicca mortalmente la partenza e esce dalla finale dei 50 dorso. Non tutti i samba riescono con la corona di fiori, dicono a Rio.

Dressel indossa questo pessimo bandana come portafortuna. Io lo toglierei visto che ha preso prima la mazzata da Leclos a delfino e poi da Morozov, noto per sciogliersi come neve al sole nei grandi eventi, nei 50 stile. Poi se è una questione affettiva, allora…

Oggi lo sciamano in forma olimpica ne ha per tutti, stuzzicato dal compare in cabina. Prima stronca la FINA e la sua lega dicendone in pratica peste e corna e dandogli della copiona. Poi se la piglia con la Pellegrini e la polemica con Eurosport. Poi mazzuola i fiori cinesi sul bordo vasca (che fiori sono? cinesi). Infine bacchetta lo starter (a ragione) per la sua lentezza. Chiude suonandole anche a Rylov, povero russo campione dei 50 dorso definito con un fisico da impiegato e mazzuolando (però bonariamente) la Castiglioni e persino la Carraro, nonostante il suo primato italiano. Non si salva neanche Mecarozzi, definito l’uomo dalle profezie postume. Neanche il miglior Sgarbi avrebbe potuto competere.

Si salva per puro caso la Atkinson che entra nel tuffo a mani aperte! Malissimo!!!

Il bacio più finto del mondo trasmesso in slow motion e in mondovisione fra Carraro e Hansen dopo la semifinale nei 100 rana. Giuda, un dilettante.

E chiudiamo con la medaglia di Orsi. Di tutta la gara citiamo la virata dei 50 a rana. Senza fare niente, mezzo metro su tutti. E poi, la bracciata subacquea. Come dice lo sciamano, devastante (mia moglie, invece, è andata letteralmente in brodo di giuggiole).

WSC-25m – day 3/Argent…très chic!

di Mauro Romanenghi

Tres chic!

Tres chic!

Oggi una giornata d’argento per i colori italiani. Giornata anche di sbandamenti. Ma vedremo tutto con ordine. Intanto cominciamo con la stampa specializzata. E partiamo da Mecasacchi che l’altro giorno ha pungolato dicendo che sì, hanno sbagliato a dire dei Mondiali in agosto. E che qualcuno ha fatto il precisino. Vabbé dai, mica se la saranno presa!!!

Nessuno comunque batte il sito FIN che fa il riepilogo delle batterie del mattino di oggi con la foto della mista mista… di ieri.

Alla fine comunque il ritratto Zazzeri glielo fa. Resta da stabilire quanto sborserà il duo. Ricordiamo che Sacchi è di Milano, il milanese imbruttito sborsa per il fatturato ma poco per l’arte.

Devo dire che tutto si può criticare ma non che Mecarozzi non si prepari le introduzioni, in cui parte con dei voli pindarici che farebbero sognare anche D’Annunzio. Mi sarebbe piaciuto vedere il Vate commentare una gara di nuoto.

Partono le scommessone e i sondaggi. Pare che l’inno russo sia il preferito seguito da quello USA. Secondo me ne esistono di migliori, solo che non si sentono mai. Il meglio di tutti, a parte quello italiano, è lo spagnolo. L’inno americano, secondo me come direbbe Fantozzi è una cagata pazzesca.

Altro sondaggio/scommessa. Kolesnikov toglierà la collana prima o poi. Sacchi scommette sulla finale olimpica, quando sarà. Noi ci segniamo questa scommessa e vediamo cosa succederà. Aiutateci a ricordare la scommessa sul collanato, che intanto non sbanda e si prende il primo tempo in finale dei 100 misti.

Continuano comunque gli sbandamenti nel dorso. Ancora la Baker, che nuota veramente stortissima. Come faccia ad andare forte è un vero mistero. Stavolta la infila la patatona Bratton, degna erede dei campioni nerd come Larkin e Horton. Occhiali e faccia da ingenua e poi si trasforma in superBratton con ritorni pazzeschi.

Chad Leclos ormai alle sue virate da fenomeno ci ha abituato. Oggi non ne azzecca una neanche per sbaglio, anche Dinino avrà alzato bandiera bianca. Impressionante però sott’acqua, anche se l’ultima apnea di Dressel faceva paura. L’americano però non si è fidato partendo troppo piano. Anche qui giocano le duemila gare che questi vogliono fare. Amen.

Codia torna un po’ il solito tenero Codia in questa finale dei 100 farfalla. Rimandato a luglio.

Anche oggi… domanda!
Ma perché i risultati compaiono cinque minuti dopo che la gara è finita???

Oggi inquadrano tifoso con giaccone e cappuccio a forma di…cane? Très chic, come dice Sacchi.

VDB ci saluta e va a lavorare. Cioè quindi fino ad adesso, come faceva a vivere? Ciao Cameron, buon lavoro.

Mecarozzi introduce i 100 misti femminili. Ecco una vecchia conoscenza, Ye Shiwen. Gelo di Sacchi per dieci secondi. Stima al massimo livello.

Nei misti sbanda paurosamente la Cusinato a dorso. Insomma, qualcosa c’è qui in vasca… forse lo spiritello di Peaty???

Alla fine Mecarozzi vede sbandamenti ovunque, anche nel finale degli 800 della Wang. Che è vero che era un po’ alle cozze dopo una partenza un filo veloce, però ha chiuso in 28”2 l’ultimo 50 cioè la più veloce di tutte ad eccezione della sua connazionale Li.

Discutevo con mia moglie e Fogliani dopo gli 800 d’argento della Quadarella. Mia moglie chiede se quindi ha imparato virate e apnee. Io ho detto di no. Mia moglie quindi ha chiesto se fanno quindi gli 800 senza virate e apnee. Fogliani sentenzia chiaro: “la Wang ha vinto così”. Non posso che confermare. E dire che forse la Smith è anche peggio. Fogliani è d’accordo.

Comunque argent très chic per Simona. Adesso le manca di sposare un francese e farsi chiamare Quadarellà. Mia moglie sarebbe contenta.

Due ori per la Cina due ori per Wang. Enrico Spada di OAsport sta già ridendo come un pazzo.

WSC-25m – day 2/Fu.. USA Today?

di Mauro Romanenghi

WSC-SC day2 - Victory Ceremony

WSC-SC day2 – Victory Ceremony

Ieri si canticchiava che non era ancora il giorno degli USA: infatti a fine giornata vincevano le due staffette con record del mondo maschile, anche se con patemi. Beh oggi cinque successi, le due staffette dominate con due record del mondo massacrati, e altri tre titoli. Visto che i titoli assegnati oggi erano otto, fate voi.

Facciamo un po’ come MecaSacchi e iniziamo così.
Domanda: ma perché nella vasca di riscaldamento mettono le piastre? A che serve? A prendere i parziali dello scioglimento?

La staffa mista giapponese si presenta in vasca così: Takemura-Teramura-Soma-Sato. Non è uno scherzo né un noto scioglilingua nipponico. Naturalmente la dorsista si arrampica sul dispositivo come ieri per salutare le compagne prima del via.

Fu Yuanhui 1: Al via della staffetta primo piano sulla dorsista cinese pazza, la Fu. Che si presenta con segni di artiglio sulla spalla, che solo una tigre siberiana può procurare. Visto il soggetto, ho paura di quello che può avere fatto prima della gara.

Per fortuna che VDB era inciccito… vero moglie? Pronti via passaggio in 25”9 ai 50.
(Ehi! Io ho detto “sembra inciccito!”)

Quando una delfinista incontra la Hosszù, la delfinista è morta. Questo un famoso detto di Sergio Leone. La delfinista oggi era la Dalhia, al secolo Kelsi Worrell. Forse la staffetta nuotata poco prima ha un pelo influito…

Niente la Cina oramai ha deciso di mandare i suoi atleti nello spazio. Lo prova la tuta dal taglio tipo NASA indossata dai ragazzi cinesi. Mi aspetto di vederli comparire col casco da un momento all’altro.

Adesso va di moda a dorso entrare alla c***o. Così Kolesnikov si butta a capofitto di testa, il cinese girato di schiena. Lanciamo la nuova moda per l’entrata più originale. Capisco la scaramanzia… però a tutto c’è un limite.

Fu Yuanhui 2: la cinese pazza si presenta sul podio con gli stivaloni imbottiti da neve, saltellando come una forsennata. Ma fa veramente così freddo? (“Nevica, fai tu” dice mia moglie)

Finale dei 50 rana. Vince la Atkinson. Inquadratura sulla famiglia: padre, madre, una ragazza (sorella?), tre bambini (fratellini? nipotini?). Tutti con giaccone multicolor. Di fianco un tifoso con il parka. Sì, fa freddo, è ufficiale.

Morini non solo social. Si erge a capotifoseria sulle tribune. Irriconoscibile. O forse lui è veramente così!

Continua purtroppo la collezione di legno pregiato. Stavolta lo prende il buon Fabio. In una gara in cui dal primo all’ultimo c’è un secondo, che a rana è un amen.

Passano cinque minuti e arriva il bronzo, che resta… in famiglia. La Carraro però è la campionessa mondiale dei 25 rana: un missile.

Oggi si sbanda parecchio a dorso. Kolesnikov è il primo a farne le spese e secondo me alla virata dei 75 ci lascia la vittoria. Poi tocca anche alla Baker, strafavorita nei 100 dorso femmine. Forse ci sono delle correnti sottomarine…

Fu Yuanhui 3: E dopo l’ennesimo record degli USA lanciati da un Dressel a 20”43 nella mista stile, vi lascio con questo…enjoy!