Italiani invernali di salvamento – Campionati imbruttiti

Medaglie dei categoria: bene ma non benissimo

di Mauro Romanenghi

Non vi inganni il titolo, i Campionati sono sempre belli. Ma quando mi hanno detto mesi fa che spostavano il campionato a Milano, non essendoci le condizioni per farlo a Riccione a febbraio, i miei bambini si sono disperati: “Ma non andiamo via, allora!!!” 
No, bambini, non siamo andati via…siamo rimasti nella fantastica sede di via Mecenate, a Milano, dove i semi dei tigli ti si attaccano sotto le scarpe, dove seicento persone le fanno entrare quindici minuti prima dell’inizio del riscaldamento, dove ci sono tre bagni in croce nelle tribune e due nello spogliatoio (che non si può usare se non per cambiarsi il costume). Nonostante tutto ce l’abbiamo fatta, e li abbiamo portati a casa. 
Però non dobbiamo sempre criticare tutto e tutti. La vasca di Milano ha il suo perché, e i tempi ottenuti lo dimostrano. E poi i campionati di categoria li avevamo già fatti qui, nel 2013, sono andato a controllare nei miei archivi perché si sa che invecchio e la memoria mi inganna.
Come mi hanno detto alcuni genitori, però,la piadina di Riccione è un’altra cosa. Non solo la piadina. Di certo l’impianto dell’Emilia Romagna (che poi è Romagna ma dico così per fare arrabbiare il mio amico di Parma) ricettivamente è un mondo a parte, per non paròare degli alberghi…e del cibo (non solo le piadine). Gareggiare a Milano sotto Pasqua non è il massimo, come prezzi, come logistica…e soprattutto a Pasqua. 
Ma soprattutto non capisco perché in tempi di COVID, bisogna fare entrare le persone (seicento, non venti), un quarto d’ora prima delle gare. Ma perché? Ho chiesto e mi hanno riferito che anche a Riccione è così. Al che ho chiesto di nuovo se sono mai stati a Riccione. Nessuna risposta. Meglio lasciar perdere.

Comunque le gare alla fine le hanno dignitosamente portate a termine, anche grazie ai baldi assistenti che lanciavano i manichini fuori dalla vasca con forza erculea. Certo c’era un po’ di gente, soprattutto il primo giorno con i più piccoli. Forse troppa gente. Ma ci siamo stati. 
Il primo giorno, in cui le gare sono finite alle ore 21,15. Potevamo iniziare un po’ prima? Sì, c’era la fila fuori, quindi tutti erano già presenti. E non mi dite che alla fine la cena l’abbiamo fatta tutti. Questi orari, nel 2022, vanno evitati. 
Le prestazioni? Ecco, devo dire che i più piccoli hanno mostrato tutte le lacune di due anni in cui la preparazione è stata così così. Infatti i record Esordienti e Ragazzi sono arrivati quasi tutti nelle nuove specialità degli ostacoli, con l’allungamento delle distanze. Devo dire che arrivare a 2’03” negli ostacoli per i maschi Ragazzi non è uno scherzo, così come il 2’18” per le Ragazze. Tempi che erano record Junior fino a non molto tempo fa. Quindi non mi strapperei i capelli per le gare non certo entusiasmanti dal punto di vista cronometrico viste ad esempio nelle gare a pinne o torpedo. Sono Ragazzi (e Ragazze)…si faranno.

Per quanto mi riguarda, ho approfittato di queste gare milanesi per ripristinare il momento aperitivo. Apprezzatissimo, come potete vedere. Certo niente a che vedere con passate edizioni, ma l’importante è riprendere le buone abitudini. 
Inoltre ho preso una stanza a Milano (beh, direte voi, molti lo hanno fatto). Sì, ma se abiti a venti minuti dalla piscina…magari no. Ma questo mi ha consentito di mantenere delle public relations e soprattutto scoprire un paio di locali milanesi non male. Io che non amo il sushi, devo dire che mi sono ricreduto. Per info, contattarmi in privato.

Ti abbiamo visto!!!

Passerei anche alle gare. In piscina, sabato, è volato un jet direttamente a pelo d’acqua. Se non ho sentito aerei nella mia stanza a Peschiera, che sta a due passi dalla pista di Linate, direi che in vasca si è vista una freccia Tricolore. Lucrezia Fabretti da Roma, superati i dolori e i problemi di una spalla che un anno fa era messa veramente malissimo, ha sparato il suo consueto ritorno. Come faccia a mantenere quella frequenza per me è un mistero, ma lo fa e quindi 49”30 è la diretta conseguenza. Ma vi dico, secondo me farà anche meno. Come farà meno anche nella gara di superlife, una specialità che stava coltivando come le rose sul balcone: con grande amore se le innaffi bene e non le lasci seccare, come purtroppo faccio io che odio curare i fiori (con disappunto di mia moglie, quando si assenta per qualche giorno). Di sicuro non la lascerà seccare Lucrezia: ma vedremo in futuro se la mia previsione si avvererà. 

Prosegue invece l’ascesa della trentina Giovanelli. Siamo scesi nel trasporto sotto i 34 secondi. E arriva il successo anche nel misto. Tra un mese, agli Assoluti, vedremo che succederà. Con una nazionale già fatta per i World Games, i giochi per i Mondiali sono tutti aperti e saranno scintille: qui Helene ha aperto il gas. Mi ricordano dalla regia che ha già fatto meglio, a Treviso, ma che il record non è stato omologato. Noi ci segniamo il tempo di Treviso lo stesso.

A parte il gas delle bollicine del mio aperitivo di domenica, lo hanno aperto tutte le altre Senior. Lanzilotti già sotto la barriera dei 2’20” nel superlife, e il solito torpedo della Volpini. Solo i maschietti hanno le cartucce a salve, ma manca ancora un mese. Un mese caldo, maggio.

Le scintille le hanno fatte pure Simone Locchi e Davide Cremonini, autori di grandi prestazioni e vincitori di tutte le gare Junior, con tre record mondiali giovanili in totale. Cremonini stupisce veramente nel torpedo, dove si issa al terzo posto di sempre in Italia battendo non soltanto il record italiano Junior ma anche quello Cadetti di più di un secondo. Dopo l’applauso a Lucrezia, il più lungo è stato quello per il suo torpedo. 

La IN Sport stabilisce anche il record mondiale della staffetta ostacoli Junior. Era già successo a Noale di stabilire il mondiale giovanile con la squadra di club. E questo la dice lunga sulla forza del movimento giovanile italiano. 

A proposito di manichini e forza erculea (vedi sopra), io li controllerei ogni tanto: nella gara di trasporto non c’era verso di farli stare dritti, sabato pomeriggio. 

Unico appunto tecnico, se posso permettermelo, sono le pinne maschili. Nessuno sotto i 46”, e qui cade però l’unico record Cadetti: lo fa Vivalda, in 46”06. Se non sono preoccupato dal fatto che nessuna categoria Ragazze si avvicini al minuto, lo sono di più dal non avere nessuno che faccia 45 secondi a pinne. Niente che un onesto aperitivo e un buon sushi milanese non possa lenire, ovviamente. Ma anche una pizzetta sarebbe bastata. 

Lisa Angiolini, argento agli Assoluti nei 200 rana, convocata agli Europei nel 2021 nei 100 rana, si presenta in tre gare: ostacoli, super e misto. E senza neanche sfigurare, anzi medaglia sfiorata nei 200 ostacoli per pochi centesimi. 

Piccola critica ai report FIN. E’ possibile che ogni giorno contengano almeno un errore? Ma c’è scritto nel contratto? La mia maestra, alle elementari, mi ha insegnato due cose. La prima, che si rilegge sempre prima di consegnare. La seconda, che la gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi. Altrimenti scriviamo sempre che è morto Mino Raiola.

Avrà tanto da vedere, agli Assoluti, il buon Gianni Anselmetti. Se Locchi e Cremonini potrebbero essere in predicato per una Assoluta (ma forse anche no), nelle giovani atlete direi che il passo per la nazionale maggiore è prematuro. Ed è giusto così. Ma il livello generale è abbastanza alto, a dispetto dei pochi record stabiliti: anzi, più che pochi, nessuno. Ci sono però tanti nomi e io non mi sento di farne qualcuno in particolare. Di certo, anche qui, a Riccione sarà una bella battaglia. Sportiva, si intende…delle altre ne abbiamo già abbastanza.

Assoluti 2022 day 4-5: Esce lo Sgarbi d’annata

Allora!!!

di Mauro Romanenghi

Gli ultimi due giorni di Assoluti diciamocelo me li sono visti al computer, nel senso che ho letto i risultati su Internet. Avevo da fare, lo ammetto, e mi son perso queste giornate.

In piscina, poi, ho sacramentato per due giorni quindi l’umore per scrivere qualcosa e anche le forse erano ridotte. Ieri poi quasi viene giù il palazzetto perché nell’allenamento ancora vedevo una mollezza che al confronto il mio nuovo cane anziano (ha già 11 anni ma lo abbiamo adottato con grande felicità di mia moglie e, spero, anche sua) è uno sprinter di razza.
Quindi vedere i risultati su Internet non è che mi abbia rinvigorito.

Il quarto giorno cosa ho perso? Qualitativamente, poco: nessun pass per i Mondiali. Ora io mi chiedo ma è mai possibile che in venti anni dal Duemila a oggi nei 50 ai 200 stile libero noi siamo arrivati al 2022 in cui la velocista più forte è una trentenne che scende a volte sotto i 25 secondi? Nei 100 abbiamo due sotto i 55”? Nei 200 non ne parliamo. Osservate la 4×200 di società. Fior fiore di atlete nei gruppi militari che fanno questo di mestiere e abbiamo due dico due atlete sotto i due minuti lanciati. Non credo che le atlete siano felici, né che i tecnici siano felici né che la Federazione sia felice. Ma cosa importa avere delle tredicenni che fanno due minuti in corta se poi non abbiamo nessuno che fa sotto i due minuti in lunga? Perché c’è questa mollezza?
Perché sento ancora interviste con atlete che dicono che fanno fatica a recuperare la mattina con il pomeriggio?

Bene, la filippica sulla velocità femminile l’ho terminata. Passo a quella sui 200 stile uomini. Dalle staffette, mi sarei aspettato qualcosa di più sulla gara individuale. Non so, forse la mia previsione era azzardata, ma una qualifica così dura, con un Galossi fuori a 1’49” basso, mi faceva presagire di nuovo fulmini e saette come nei 100. Così non è stato, e da appassionato e tifoso ammetto un q.b. di delusione, De Tullio exception.

Così come deluso sono stato lo ammetto dal Razzo, che mi aspettavo dopo una scintillante stagione invernale a un’ulteriore conferma. Invece no, un piccolo passo indietro. Spero anzi voglio credere che sia un piccolo passo falso, e vedremo se sarà così.

Come sempre non vorrei essere frainteso e si pensi che sottovaluto il lavoro dei ragazzi. Non è così, e non conosco di tutti i possibili problemi in questa stagione. Ma mi aspettavo più conferme, ecco tutto. Soprattutto mi aspettavo che arrivassero più Galossi. Non intendo forti come lui, ma giovani con fame di battere i veterani. Perché di questo è fatto il nuoto, di Pilato e Galossi, di Bertoni e de Tullio, e di tanti coach che li pilotano fuori dalla nebbia dell’anonimato fino agli allori delle cronache. 

Sorride tantissimo la rana invece, maschile e femminile. Sei pass su otto nella rana veloce, mancano all’appello i 200 con una cronica carenza nel settore maschile (non devo certo ricordare il nostro illustre recente passato, con ori e medaglie olimpiche, mondiali ed europee) e un settore femminile che si regge su una piccola simpatica ranista toscana trapiantata in Lombardia (con tutti i fisici che abbiamo non c’è proprio nessuna che possa seguire le sue orme???)

Dice il nostro CT che non sarà il centesimo a lasciare a casa i ragazzi. Beh ricordiamoci però che basta un centesimo per vincere o perdere.

Concludo con una personale diatriba consumata in casa sulla mascotte. Lo avevo già buttato lì. I cani, a nostro parere, devono fare i cani. Poi si vedrà, ma tenere due cagnoni sotto il sole agostano di Roma, a nostro parere, potrebbe essere una pessima idea. 

Insomma questo giro vi ho stroncato abbastanza. Alla prossima.

Assoluti 2022 day 3: Mascotte svelate!

Nuotatrice esperta!

di Mauro Romanenghi

Oggi non ho molto da dire e allora parlerò delle mascotte. 
Sì perché nella terza giornata hanno presentato le mascotte dei Campionati Europei. Da qualche parte ho letto che le mascotte sono due cani viventi (forse preferivano imbalsamati, non so).
Sono un Terranova e un Golden…mi aspettavo un Labrador, ma va bene lo stesso. Immaginavo portassero dei cani da salvamento, anche perché devono stare vicino all’acqua…senza impazzire e saltarci dentro mentre si disputa la finale dei 100 stile libero!
Se avessero fatto mascotte il mio cane non sarebbe finita neanche una gara, visto che si gettava a salvare qualsiasi bagnante.
Buona fortuna Lea e Gastone, e cercate di avere pazienza sotto il sole agostano di Roma.

Pazienza dovrà avere Paltrinieri, che fa 7’46”01 e pensava di essersi qualificato invece no! Una delle poche gare dove bisogna farlo al centesimo, il tempo, è proprio questa.

Nella stessa gara arrivano i ragazzi terribili dello Scuro Minotti. Sotto gli 7’50” Luca De Tullio, fratello di Marco (mi sembra di esser sulla Bibbia) e Galossi che oramai ci ha preso gusto e fa record un po’ dappertutto. Ma soprattutto chiude in 26”8 nei 50 finali e fa 3’53” nel secondo 400. Ci sono anche i 200, caro discepolo Galossi…il tuo maestro ti aspetta anche lì!

Un minigemello padwan di Galossi è Bertoni. Chissà se crescerà bene, il ragazzo. Nessuna aspettativa su di lui ma ieri 8’01” per lui, coetaneo di Galossi…lo avevo già detto, vero? Ma ci vuole sempre un gemello diverso.

La Quadarella fa il tempo senza patemi (beh, insomma…quasi). Tanto che i due cronisti passano il tempo a sfoggiare aneddoti sulla rivalità di Simona con la sorella. Che si picchiassero in stanza, poi può essere. Tutti i fratelli si picchiano, lo posso testimoniare.

Allora finisco parlando dei 100 stile, dove mi aspettavo fuoco e fiamme. E sono state fiamme da subito. Record personale per Zazzeri, record personale per Frigo, tempo per i mondiali per Miressi, e sei dico sei atleti sotto i 49” con 3 appena appena lì. La finale B si vince con 49”0. Insomma l’Italia dimostra che quando si comincia a vincere, la gente ci prende gusto e vuole partecipare alla festa. Festa che secondo me continuerà anche nella staffetta mista, che vede quattro squadre sotto i 3’40”, e un record di società non fatto solo per la squalifica in 3’32”, tempo da finale mondiale. Ora ci manca solo il ritorno della 4×200. Avevo già detto anche questo? 

Assoluti 2022 day 2: Resurrezioni

Si può fare…

di Mauro Romanenghi

Siamo alla domenica delle palme, quindi ancora in tempo di Quaresima e di resurrezioni. 

Tra le varie resurrezioni di questi giorni, devo cospargermi il capo di cenere (siamo sempre in tema pasquale alla fine) perché è il nostro santone Matteo Giunta fra i responsabili del ritorno di Carini. E siccome fa del recupero una missione (ce l’ha fatta anche con la Zofkova) allora si sobbarca anche la Silvia Scalia e la porta a un doppio primato italiano nei 50 dorso. Sarà questo il viatico per avere una decente centista? Non chiediamo troppo al nostro Matteo, alle prese anche dell’organizzazione del suo matrimonio, però tutto potrebbe essere.

Anche oggi qualche bel duello si è consumato. Una Di Pietro in buona forma si cimenta nei 100 farfalla dando del bel filo da torcere alle altre due veterane Bianchi e Di Liddo, tutto sul filo dei 58 secondi. Un po’ troppo, direte voi, per il livello internazionale. Peccato che di altro non ce n’è, e questo è male. 

Mi ricordo anche i Cavalieri dello Zodiaco, quando c’era Phoenix che risorgeva dalle sue ceneri e arrivava a togliere la castagne dal fuoco dei suoi compagni in difficoltà. Soprattutto al suo sfigatissimo fratello Andromeda, sempre messo malissimo. Cosa c’entrano i Cavalieri dello Zodiaco e soprattutto Phoenix? C’entrano eccome.
Phoenix è la squadra che consente alla Scarabelli di tornare a gareggiare, ecco spiegato l’arcano. Ma chi risorge è la Mizzau, che vince i 200 stile libero donne. Gara che, devo dirlo, è tornata ai livelli dei primi anni Duemila. Insomma, siamo a venti anni fa. Un bel passo avanti e non diamo la colpa alla pandemia: lo stile libero veloce femminile è evanescente: c’è più consistenza nella figura di Egon Spengler dei Ghostbusters. 

Notizia del giorno: tre pass per i Mondiali di Budapest. 
Ceccon che sfoggia un baffetto anni 70 sembra mio zio Vittorio buonanima, Martinenghi sempre più grosso sfoggia look da pirata da Jack Sparrow e la Scalia sfoggia invece una felicità a cui non è abituata.

Infine vedo belle cose dalla 4×200. Frazioni da 1’46”, con una da 1’45”, segnali di ripresa da una staffetta che io attendo a grandi cose. 

Assoluti 2022 day 1: invecchiare fa buon sangue!

Prestazioni eccellenti…giovani e stagionate!

di Mauro Romanenghi

L’altro giorno stavo in cantina dove controllavo i miei vini da invecchiamento (qualcuno anche troppo invecchiato, sarà ora di consumare). E così mi è sovvenuto oggi, mentre guardavo le gare, che ci sono atleti che sembra più il tempo passa più appaiono forti. 

A parte l’excursus vitivinicolo, di cui parlerò, giornata di grandi duelli oggi.
A parte i 400 misti dove Sara Franceschi non ha (purtroppo) rivali, per il forfait della Cusi (perché? lo scopriremo solo vivendo), e la Quadarella come sempre (anche qui purtroppo senza storia), le altre gare non hanno avuto un esito scontato fin dall’inizio.
E per fortuna, dico io. Sai che pizza guardarsi delle gare dove sai già chi vince dal primo metro. 
E così alla fine le sfide all’OK Corral hanno portato a quattro pass anche se diciamocelo ce ne aspettavamo di più. Pass dunque per De Tullio nei 400 (55”3 di chiusura…), Quadarella (onesto 8’24” negli 800), e le due raniste Pilato e Castiglioni.

Nei 400 stile enorme qualità: consideriamo che i primi sei hanno fatto meno di 3’50”, anzi fino a 3’48”: consideriamo che finora solo dodici in Italia avevano queste prestazioni, diciamo che la cosa si fa interessante. 
Speriamo che: 
A) i primi due, De Tullio e Galossi, continuino la loro progressione sotto la guida dello Scuro Minotti (che se li sceglie tutti scuri come lui…sarà affinità elettiva?)
B) Gabriele Detti continui sulla strada del miglioramento e si riporti a quei livelli mondiali per continuare una sfida multigenerazionale. Infatti curiosità vuole che i tre siano separati da sei anni di differenza ciascuno. Ora, sono il primo, il terzo e il sesto di sempre. Gabriele ci ha dimostrato che può risorgere, un po’ come in tempo di Pasqua può capitare.
C) Galossi, che è veramente un fisico spaziale, io qui la butto, secondo me i 200 sono la sua vera gara. Minotti non è però certo uno da velocità pura. 
Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Secondo spettacolare duello di giornata i 100 rana. Qui la Pilato, reduce da un categoria con quattro ori e un record italiano sfiorato, si batte con una Casti rediviva , la quale a me (e anche a mia moglie) sembra aver messo su una notevole massa muscolare, quasi come una ranista USA, sotto la nuova guida di coach Sabino.
Benny dal canto suo realizza il personale, si porta a tre centesimi dal primato Assoluto della rivale in 1’05”70 (con qualche disappunto…d’altronde se cicchi due record Assoluti in quindici giorni per pochi centesimi, un po’ di disappunto ci sta).
Zitta zitta scende sotto 1’07” la Angiolini, un’altra che come la Fangio (quarta qui ma aspettando i 200) con il tempo matura e come il Brunello di Montalcino migliora sempre più. L’annata è la stessa, devo controllare se il 95 va bene per il Brunello (forse siamo un po’ troppo stagionati, per quello).

Ultimo duello i 200 farfalla uomini. Gara scontata, con il bronzo olimpico favorito? Direi di no, Carini Giacomo da Piacenza la spunta, riconquistando quel titolo che mancava dal 2019 e soprattutto tornando sui suoi livelli dello scorso anno già ora: e sono oramai dimenticati gli anni difficili. Rendiamo merito ai “ragazzi” di Piacenza che con calma e pazienza lo hanno ricostruito: Lele Merisi e Gianni Ponzanibbio. Secondo è Razzetti, che sappiamo essere agonista vero. Burdisso delusione? Non direi, il 200 farfalla è difficile e il ventenne (ventenne, non scordiamolo) ragazzone lombardo ancora ci darà prova della sua classe. Da qui un solo rammarico: niente mondiali per nessuno. Mi aspetto grandi botti, adesso.

Ultimo lampo ce lo offre Luca Dotto. Stoccata di classe la sua, direi una flash al corpo. Torna sotto i 22”, due centesimi dal suo migliore di cinque anni fa. Come Fangio, come Angiolini, come tanti, direi più un Amarone che un Brunello.

Intanto prosegue la triste storia della velocità italiana femminile. Ieri due e sottolineo due atlete sotto i 55” lanciati. Cosa dire? 

Qualche parola, dopo gli elogi dell’invecchiamento, al vino novello. Ho visto qualche nome interessante che si era messo in luce ai categoria, con alterne fortune qui. Non vorrei dare grande risalto o cirticare eccessivamente le loro prestazioni, ma li seguirò con piacere e spero di vederli presto ai vertici. Però il compagno di Galossi, Bertoni, vince la finale B dei 400 stile. Attenzione anche a lui. E mi fermo qui, per oggi, con gli assaggi di questo Assoluto.

Mondiali 2021 v25 day 6 – Antipasti misti a Natale

Abbuffata per l’Italia!!! – Credit Giallozafferano

Se fossimo Oronzo Canà lo chiameremmo schema 5-5-6, oppure visto il congruo numero di medaglie che arriva dalle staffette miste e dai misti (ben cinque) un bell’antipasto misto di Natale. Sedici medaglie ben distribuite, undici primati italiani di cui quattro nelle staffette olimpiche, terzo posto nel medagliere. Soprattutto un cambio di pensiero fra i ragazzi: speriamo sia finita l’epoca del “ho dato tutto ma più di così era impossibile”, “avevo preparato il meeting della Montagna Russa e quindi qui non ero in forma”, “il mio obiettivo erano gli Europei e i Mondiali erano un premio aggiuntivo”. Certo, qui c’erano ragazzi che rispetto a Kazan non erano la brutta copia ma neanche sprizzavano fuochi d’artificio come a Capodanno. Faccio solo un esempio, con il Lamberti di Kazan a qualche tolla in più preziosa si poteva ambire. Ma non bisogna recriminare, altrimenti torniamo allo schema “non capisco cosa sia successo”: semplicemente ci sono tante gare e non sempre si può essere splendidi. Questo vale tanto di più per il prossimo anno con quaranta fantastiche manifestazioni tutte belle e smaglianti ma che bisogna scegliere: non si possono fare Mondiali, Europei, Universiadi, Mediterranei, Mondiali militari, World Games, Giochi della Fratellanza e tutte le altre gare italiane. Mia moglie continua a ripetere che fare la ISL, dove bisogna gareggiare, gareggiare e poi dopo gareggiare (modello americano) ha aiutato. ha sicuramente ragione, come tutte le mogli. 

Ieri si aggiungono al club del doppio oro anche la MacNeil (avevo dimenticato Seto!!!) e Nic Fink vincitore ahinoi dei 50 rana su Martinenghi. Il ragazzo varesino sembra farcela, ma poi si vede come Fink si avventi meglio sulla piastra. Avventarsi sulla piastra ieri era lo sport nazionale, che in genere riesce bene agli americani: infatti è la Escobedo a lanciarsi meglio al tocco dei 200 rana e regalare così l’oro numero nove agli USA.  Se guardate l’arrivo, la russa era nettamente avanti ma se arrivi sbagliato, in un arrivo con tre in un decimo, cara grazia che sei a medaglia. Un plauso a Francesca Fangio in questa finale: se raccogliamo i centesimi che la separano in ogni gara che fa sui 200 dal record italiano forse per fare un secondo bisogna sommare venti gare.

Se abbiamo imparato qualcosa forse è gettarsi sugli arrivi. Lo fa benissimo Miressi, che così ha raccattato due ori. Quello di ieri vale tantissimo, perché dopo 50 metri nessuno avrebbe scommesso un nichelino (gli americani sì, tanto vale poco) sulla sua vittoria. Il piemontese si emoziona il giusto davanti alle telecamere, diciamo che nella classifica dell’assenza di emozioni dopo Terminator e Robocop sul podio c’è Miressi. Anzi forse Terminator negli ultimi film mostrava qualche empatia.

Arriva il record mondiale anche nell’ultimo giorno sui 1500 stile. Lo aveva detto Paltrinieri, forse sperava di farlo lui: lo fa Wellbrock, ed è giusto così. Ma non è finita qui. E occhio ad Hafnaoui: qui mi fermo. 

La mista maschile invece è la compattezza. La compattezza e la resistenza: torniamo al motto “siamo stanchi all’ultimo giorno” come se fosse l’ultimo solo per noi. Certo non si chiede di fare una prestazione monstre all’ultimo giorno, ma mantenendo un onesto standard prestativo (leggi rifare più o meno i propri tempi) qualcosa di buono si ottiene. E difatti continua il trend di Tokyo e stavolta arriva l’oro perché gli USA non sono proprio gli USA di Tokyo. Ma a noi ce ne frega il giusto e quindi i ragazzi vanno a raccattare il giusto. Il record mondiale è a poco, quasi tutto il distacco preso nel dorso. Ma vuoi rimproverare Mora, tre finali individuali e un argento? Ma dai!!! Comunque abbiamo scoperto che è basso al microfono della Caporale. Scenetta epica.

La scenetta epica si ripete con la staffetta mista femminile che scopre di avere fatto il record italiano, e sciorina l’unica serie di lamentele sentite fin qui. Mitica la Di Liddo: “per me è difficile stare tanto fuori di casa”. Mitica! 

Kawecky e la sindrome del redivivo: al mattino rischia di brutto dopo una gara da narcolessia. Al pomeriggio sembra continuare la crisi narcolettica ma è tutta una tattica e grazie alle sue sub da 15 metri e alla corsia otto dove nessuno lo caga vince. Mora studia da Kawecky ma non è ancora Kawecky: quarto e record italiano.

Non ho parlato mai dei Mecasacchi, ma non posso non farlo dopo il voto della tartaruga mascotte. Alla richiesta di Mecarozzi, Luca risponde sicuro: “Dieci!”. Neanche Borghese può fare meglio. Grazie Sacchi e grazie Dana la tartaruga.

Mondiali v25 2021 day 5 – Quarant’anni e non sentirli!

Campioni senza tempo in questa rassegna!

di Mauro Romanenghi

Lo so che vengo dagli anni Ottanta, lo so che sono della generazione vintage, lo so. 
Non c’è bisogno di ricordarmelo, che ho una certa età.
Però in quegli anni c’era una bella pubblicità dell’olio Cuore (ma sì diciamolo, mica mi pagano) dove Dino Zoff saltava la sua bella staccionata a 40 anni suonati: per dire che si può andare forte a qualsiasi età, più o meno, senza esagerare.
Non ha bisogno dell’olio Cuore (o forse sì, chi può dirlo) Nicholas Santos, classe 1980, e guarda un po’ in che anni andiamo a finire e poi non dite che l’ho fatto apposta. Primatista mondiale, campione mondiale in vasca corta e argento di vasca lunga più volte nei 50 farfalla. Se esistessero alle Olimpiadi, di sicuro un podio lo avrebbe tirato fuori perché raramente ha fallito un appuntamento. Io di ragazzoni di quaranta anni di un certo livello ne ho visti, anche vincere un oro olimpico: andatevi a rivedere la staffetta del fondo di Lillehammer 1994. Grazie Santos, procediamo e rimettiamo indietro il film di una giornata. 

Ieri non sono riuscito a vedere le gare, perché sono andato a produrre i salami fatti in casa. Chi se ne frega, direte voi. Beh, se li aggiaste, non lo direste. Qualcuno dei miei lettori lo ha fatto, e non è rimasto deluso.
Naturalmente so della staffetta azzurra d’oro, che mi sono rivisto in un video. Bravi nell’insieme, ma l’ultimo cambio di Miressi è d’alta scuola, diamo a Cesare quel che di Cesare e a MIre quel che è di Mire. Che poi ce ne vuole di pelo sullo stomaco, a rischiare.

Non ho visto invece la 4×200 e mi dispiace, è tra le gare che preferisco e l’Italia è stata protagonista. Ottimo l’insieme, naturalmente ha pesato l’assenza di qualche specialista (vedi Detti) ma abbiamo scoperto un altro possibile adepto di questa staffetta che potrebbe assurgere al ruolo di protagonista. Razzetti ha espresso una grande ultima frazione, vero é che in vasca corta la storia è diversa. Da rivedere. Comunque l’Italia fa il record della 4×200 che mica è cosa da ridere, soprattutto con una frazione da 1’44” che non è proprio il massimo.

Mora pesca invece il grande jolly. Quando dal mazzo si pesca il jolly, bisogna sempre sfruttarlo. E quindi l’argento è giusto così.

Mancava invece l’oro individuale per il nostro portatore di collane preferito, il russo Kliment Kolesnikov. Rimedia subito vincendo in un’oretta 100 misti e 50 dorso. 

La Gorbenko, noto cognome israeliano, vince i 100 misti e si porta anche lei fra i duplici vincitori. Così fa anche la Li, nei 400 stile, con la sua nuotata lunga e sciolta (non è vero, che è sciolta…). Insomma, per ora il detto non c’è due senza tre non si è verificato. Vediamo domani, ultimo giorno, in cui però ben poco potrò vedere, essendo impegnato con i ragazzi. Male male la collocazione di questi Mondiali, gente.

Torniamo a oggi. Nella girandola di staffette da 50, l’Italia torna sul podio nella mista maschile. Oro sfiorato, ma non è sempre domenica: infatti oggi è lunedì, per cui anche un bronzo ci può stare.

Piccolo excursus sulle squalifiche a rana. Oggi a farne le spese il turco Sakci, già squalificato nei 100. Un po’ il gemello della Castiglioni. Mia moglie chiede come mai succede. Ebbene, quando entri in questo loop tecnico spesso non ti accorgi dell’errore. Ma il giudice sì, e diventi l’osservato speciale. In genere, con pessime conseguenze.

E’ il Canada il mattatore di giornata: Macneil vola sott’acqua nei 50 dorso manco fosse una lontra nell’acqua gelata e stabilisce il record del mondo: la Masse si accontenta del terzo argento su tre gare battuta da tre persone diverse. Oggi dicono che si sfogasse della sconfitta battendo a birra e salsicce i suoi colleghi maschi, i quali tanto stanno combinando ben poco a questa rassegna. La Pickrem invece vince i 200 misti, e infine le quattro spaccalegna in camicia di flanella sfiorano il record del mondo della 4×200.

Abbiamo iniziato con Santos, chiudiamo con la Tang che nei suoi 17 anni di emozione della Z-Generation non sa cosa dire e allora ringrazia tutti per la sua vittoria al fotofinish nei 100 rana. Per che cosa non si sa. Ma ti vogliamo bene, Tang, come a Santos.

Mondiali v25 2021 day 3 – Non bisogna pensarci troppo!

Uhm… (credit foto: Wikipedia)

di Mauro Romanenghi

Un mio amico mi raccontava una volta di un suo collega che conobbe una ragazza. I due si innamorarono e poi si sposarono. Il collega, durante il periodo di fidanzamento, ebbe modo di esprimere – a modo suo – l’apprezzamento per questa ragazza. Di lei disse appunto a questo mio amico: “chista è pericolosa, amico mio: chista, legge!!!”.
Ognuno naturalmente tragga le sue conclusioni, ma questo aneddoto lo traslo alla storia di oggi. Perché ad esempio anche pensare troppo, a volte, è pericoloso.
Abbiamo parlato tante volte di Matteo Rivolta, un ragazzo che si è rivelato nei primi anni del decennio ma poi non è mai riuscito a esplodere veramente. Ha peregrinato qui e là, e ora è approdato da Pedoja. Potremmo definirlo il delfinista pensatore, per la sua troppa serietà. Ma nel nuoto forse non bisogna stare troppo a filosofeggiare. Ecco, prendo come spunto la storiella iniziale per dire che forse Matteo, pensa. Troppo. E questo non lo dico io, ma i suoi allenatori. 
Ecco forse oggi non ci ha pensato tanto e ha solo buttato il cuore oltre l’ostacolo, conscio del suo valore e di un 48”64 realizzato nella ISL. Perché non è che ha battuto proprio degli scarsi, con due dei primi cinque della topten assoluta (tre, contando lui).
Spiace non aver potuto vedere qui, così come non abbiamo visto Cerasuolo, Stefanì, causa tempo limite realizzato troppo tardi. Chissà, magari avremo avuto un altro atleta in finale a giocarsela. Inutile pensarci troppo.

Lampi d’azzurro oggi ovunque, con semifinali superate praticamente da tutti. Tre medaglie conquistate, la nazione forse più in vista dopo gli USA che naturalmente dopo due giorni così così infilano due podi oro bronzo e una staffetta in chiusura. Tanto per chiarire che Dressel o non Dressel, Ledecky o non Ledecky, le stelle e le strisce ci sono sempre. 

Anche Nic Fink c’è sempre, oggi. L’ho notato un po’ per caso. Prima si fa i 100 misti e i 200 rana in batteria, poi si spara la staffetta mista mista, poi eccolo in finale nei 200 rana vincerli d’autorità in 2’02”28, poi una bella semifinale dei 100 misti per sciogliersi e infine argento nella mista mista finale. Di certo non è uno che ci sta troppo a pensare su, se c’è da gareggiare.

La Masse secondo argento in due giorni. Dicono che si sfoghi spezzando le pietre del deserto a mani nude, non essendoci qui le querce.

Torniamo a bomba sugli azzurri. Intanto argento e primato personale per Simona Quadarella, che agli Europei aveva preso una sonora scoppola dalla Kirpichnikova, l’unica russa di cui è più facile scrivere il nome che pronunciarlo. Qui viene battuta di nuovo ma per poco. E’ la cinese Li che però mette d’accordo tutte con un bel 8’02”90. Tra l’altro, senza pensarci, partono tutte alla garibaldina con un bel passaggio a 57” nel primo 100. Alla faccia della gara tattica.
In chiusura, l’Italia conquista anche un bronzo insperato nella mista mista. La Di Pietro è molto felice di questa medaglia, e saltella qui e là dietro Martinenghi. Alla fine, una medaglia mondiale non è mica da tutti i giorni. Certo con il tempo degli Europei era argento, ma pensarci non serve.

Guardando la finale dei 200 rana, il fatto che non ci fossero italiani (ma nemmeno in batteria) è stato un po’ sorvolato. Certo non si mette un bell’accento come se fossero i 200 stile della Pellegrini. Eppure non è che nel recente passato non avessimo avuto discreti rappresentanti. Così a caso vengono in mente Fioravanti, Rummolo, Bossini, Giorgetti, Facci. Medaglie olimpiche o mondiali non di cento anni fa. Come per i 200 stile e la velocità donne, i ranisti ci facciano un pensierino. Ma non troppo.

Mondiali v25 2021 day 2 – Miracoli nel deserto

Non è la stessa Siobhan Bernadette, ma di miracoli ne ha fatti lo stesso.

di Mauro Romanenghi

Ieri ero preso dalla bellezza dell’impianto e dal pensiero del caldo, contrapposto a qui dove addirittura c’è freddo pure nelle piscine (sarà la crisi del metano…), ma del record del mondo della Haughey non me ne sono occupato. Non che poi sia una sorpresona, questo record, inseguito per tutta la ISL dalla medaglia d’argento olimpica. Il nome mi pareva strano per un’asiatica, infatti sono andato a vedere ed è di origine irlandesi: che poi tanto strano non è visto che è di Hong Kong, ex colonia britannica. Solo una che si chiama Siobhan Bernadette comunque poteva fare il miracolo di portare a Hong Kong il successo mondiale (NDR: il suo nome significa Grazia di Dio, su Bernadette fatevi le ricerche del caso).
Ma in acqua di miracoli se ne fanno pochi e il talento asiatico guidato da Michael Fasching (almeno così pare) sa il fatto suo con una gara regolare che porta a distanziare la canadese Smith di due secondi circa: sarà di grande ispirazione per gli altri nuotatori della nazione (che immagino non siano molti, comunque), dice il suo allenatore.

Parlando di canadesi, ieri successo nei 400 misti abbastanza a sorpresa della impronunciabile (per noi) Cieplucha. Con le due staffette di ieri e oggi il Canada si porta a tre ori, merito soprattutto delle taglialegna a foglia d’acero orfane però qui della Penny nazionale, che si è fatta un po’ male alla schiena – si sa portare tronchi di castagno da sola non fa benissimo. 
Tra le altre canadesi, qui in dieci (poche ma buone, come dice il loro coach Ben Titley che avrà il suo bel daffare a tenerle a bada) oggi alla Masse sfugge il titolo dei 100 dorso per soli due centesimi dalla Hansson.

Super Hansson oggi alla Ethiad

La svedese è la protagonista di giornata, come ieri lo è stato Razzetti. Prima apre la staffetta mista svedese con un 25”91 di tutto rispetto, asfaltando la concorrenza e poi si prende il lusso di vincere i 100 dorso, appunto. La staffetta 4×50 mista a un certo punto sembrava da sola in vasca, anche perché la Saretta nazionale, reduce dai festeggiamenti per il ritiro della Pellegrini, sfoggia questo bel 23”9 a farfalla e per la Coleman basta salire sulla carrozza a stile per arrivare fino al traguardo. E poi se fosse arrivata un po’ meglio senza fermarsi all’ultima bracciata, secondo me il record mondiale non lo eguagliavano soltanto. In ogni caso, per dirla alla Mortal Kombat, vittoria sfolgorante.

E l’Italia? L’Italia è rana, oggi. Non solo, intendiamoci. Sto infatti tacendo tutta una serie di ottime prestazioni. Quella di De Tullio ieri, nei 400 con un bel rush finale. Ma anche oggi c’erano diversi finalisti, la giovane anziana Cusinato che torna nei 200 farfalla, i 200 stile di Ciampi in 1’42” nella finale vinta dalla sorpresa di giornata, il coreano 2003 che ha il fisico così stretto in vita che potrebbe passare dalle sbarre di una prigione di massima sicurezza.
C’era pure Mora, che forse con un passaggio più convinto avrebbe detto la sua in una finale dei 100 dorso in cui in 7 decimi sono arrivati tutti.
Ma c’erano soprattutto Pilato e Martinenghi. Corsia due per entrambi, entrambi non al top. Ma se c’è la classe e tutto funziona, allora qualcosa viene fuori. Agli Europei di Kazan gli Azzurri ci hanno abituato a vincere tanti argenti, e allora raccattiamo due argenti anche qui. Certo Benny sembrava potercela fare, ma viste le premesse poteva andare peggio: si sa che gli italiani amano piangersi addosso, non è il caso di questa nazionale. A lei, le lacrime non si addicono.

Assoluti invernali di salvamento – World Games a inseguimento!

Mettiamoci anche le gare sprint!!!

di Mauro Romanenghi

Quando ero giovane, c’era una battuta che girava spesso. Si chiedeva a chi era solito complicarsi la vita se per caso lavorava per l’UCAS, che non significava lavorare per George Lucas nella saga di Guerre Stellari ma per l’Ufficio Complicazioni Affari Semplici. 
Gli italiani infatti sono in grado benissimo di rendere complesse alcune facili questioni grazie a tutta una serie di leggi, leggine, regoline, commi ter e quater che sono benissimo riassunti in un bel film, “Le dodici fatiche di Asterix”, che vi consiglio caldamente di vedere.
Probabilmente i dirigenti della ILS, la federazione internazionale del salvamento, devono essere i discendenti dei latini inventori di questa burocrazia e quindi dell’UCAS, perché hanno creato questa incredibile selezione per i World Games che si basa sui ranking delle staffette presenti alla manifestazione. 
E così è un anno che la nazionale sfrutta ogni manifestazione possibile per schierare due-tre staffette per fare i tempi. 
Perché attenzione, chi fa queste staffette e le fa qualificare con il miglior tempo (e quindi porta la nazione ai World Games) poi le staffette le deve fare anche ai World Games suddetti. 
Ma non è finita qui! Questi atleti qualificati poi devono farsi anche le cinque gare individuali che ci sono a questi Giochi (non tutte, ovviamente), misto escluso perché, non si sa come, questa gara non si fa.
Tutto qua? Ma va là, non penserete che all’UCAS lavorino gratis. Devono pur guadagnarsi la pagnotta, e allora l’hanno pensata bella. Con questo metodo di qualifica delle staffette potrebbe darsi che qualche atleta di qualche nazione che non ha delle staffette molto forti ma a livello individuale invece  primeggia, potrebbe rimanere escluso. E allora che si fa? Si invita a livello personale (tipo ospite speciale del ballo delle debuttanti) uno o più atleti che sono primi nel ranking di quella specialità. Ma attenzione, questo vale per tutti, sia che una nazione si sia qualificata con il sistema delle staffette oppure no. Tutto chiaro? Direi di no, che dite?


Dopo avervi fatto venire il mal di testa, potrei affermare con una certa sicumera che l’Italia, con le sue prestazioni in questa annata 2021 (questi Assoluti invernali svoltisi a Milano sono l’ultima chance di qualifica) ha conquistato l’accesso ai World Games. Con quali atleti? Bella domanda. Presto lo sapremo, ma le prestazioni ottenute in questa manifestazione mi fanno pensare che le chances migliori ce le hanno coloro che hanno disputato le staffette qui.
Quindi le neoprimatiste italiane della mista i 1’38”99 saranno qualificate? Beh ragazzi parliamo di Giovanelli (primatista italiana di trasporto), Fabretti (che non serve certo presentare o vi devo ricordare il suo 49”33 a pinne?), Meschiari di ritorno dalla sua maternità e vincente a superlife in questi campionati e Volpini primatista mondiale di torpedo. Insomma già solo queste, basterebbero. Pochi cambi nelle altre due staffette dove è stata schierata Francesca Pasquino con Cristina Leanza. Calcolando che la primatista mondiale del superlife Lanzilotti e quella del misto Cristetti non sono state schierate, che Giulia Vetrano ha fatto il record europeo degli ostacoli agli ultimi Assoluti, indovinate un po’ chi potrebbe essere invitato ai World Games al ballo di fine estate di Birmingham (che non sta in Inghilterra ma nei campi di cotone dell’Alabama, credo)?
Sui maschi, forse qui qualche dubbio si potrebbe avere al di fuori delle staffette. Intanto il primato italiano di Ferro, Locchi Ippolito e Marchese negli ostacoli in 1’37”42 pone le prime basi. Poi abbiamo una staffetta manichino da 1’05”73 co Pezzotti al posto di Marchese che proprio schifo non fa, e una mista che arriva a 3 decimi dal primato nazionale con Marchese, Pezzotti, Locchi e Ippolito. Eccoli lì i sei nomi. 

Mi direte che ci sono state anche le gare. Vi dirò che le ho viste ben poco. 
Intanto comincio a dichiarare la mia crescente avversione per le prove speciali, che mi hanno spiegato a cosa servono ma che sinceramente non trovo molto attraenti – parere ovviamente personale e non cedibile – poi vi dico che sono andato al primo segmento mattutino e ho fatto in tempo a vedere l’infortunio dell’atleta che alleno con il torpedo (si sa, il torpedo è foriero di qualche problema). Quindi so degli ostacoli che ha vinto la Vetrano (ma guarda un po’), e dei successi di Volpini a torpedo e pinne. Purtroppo mi sono perso il duello Meschiari-Lanzilotti nel superlife, dove Silvia ha staccato il suo personale in 2’21”14! A lei ho giusto fatto ciao ciao con la manina, e così a tanti altri a cui mi dispiace non aver potuto dare la giusta considerazione, e farmi una birra assieme: ringrazio perciò il noto re degli ostacoli Fabio Tadini per l’invito giuntomi alle 21,45 del sabato ma proprio non ce l’ho fatta. E mi sono perso Nina Holt, che pronosticavamo diventare grande due anni fa e che sta mantenendo le promesse: 33”44 nel trasporto. Lo so, è tedesca e non ha vinto il titolo, ma che ci posso fare se mi piace vedere andare forte?
Nei maschi Ippolito vince torpedo, trasporto e misto, Pezzotti le pinne e udite udite si rivede il buon Gilardi nel superlife: un onesto 2’06” per lui. Nelle staffette non c’è. Basterà? Ci saranno altre occasioni o la casta dell’UCAS dichiarerà chiusa la tenzone per la qualificazione?