FuoriOnda 34 – Stefano Morini: la stagione preolimpica alle porte

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e da Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Stefano Morini, che ormai è di casa!

Siamo in onda con Stefano Morini, tecnico di Detti, Paltrinieri, Cusinato, Acerenza, Zuin, e come scopriremo, anche di qualche altro nome noto e meno noto.
Insieme ci addentriamo nelle imprese di Glasgow e scopriremo i programmi di questa stagione. Come sempre idee chiare, palla al centro… (ah no quello è il calcio)…palette, pull e pinnette e andare!
Verso la Cina e la Corea. Passando per? Lo scoprirete solo ascoltando la chiacchierata in FuoriOnda numero 34, il primo vero podcast sul mondo del nuoto e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Puntata registrata il 25 ottobre 2018
Credit foto: Laura Vergani/Glasgow2018

 

YOG 2018 – Nove podi, serietà e sobrietà… e la rivincita del fattore Kappa

di Mauro Romanenghi

serietà-sobrietà in versione Burdisso

serietà-sobrietà in versione Burdisso

Oggi sono in forma perfetta, come Checcion nei 50 stile, come Minakov nei cento, come Bud Spencer davanti alla birra e salsicce. Per cui non ne passerà una.

Nei primi dieci minuti di telecronaca il cronista di Olympic Channel ci straccia i maroni con la storia di Kolesnikov che tenta di conquistare sei medaglie d’oro in sei gare. Lo fa così tanto che nei 100 stile vince Minakov: sei medaglie d’oro in sei gare. Fate i conti. Comunque niente paura, anche il collanato d’oro Kliment ce la fa grazie al successo nei 200 dorso..

Nella gara dei 200 farfalla succede di tutto.
Intanto il cronista italiano regala a Federico Burdisso la medaglia d’argento dei 100 farfalla, con buona pace di Minakov e Milak. Federico parte a cannone, Milak non si scompone e lo infila ai 150. Il cronista commenta così: “non ci posso credere Burdisso prova ad attaccare Milak.”
Ecco, continua a non crederci.

Nei 400 si ripropone il podio degli 800. Ovviamente lo stadio Natatorium crolla per il tifo alla Pignatiello. Se pensavate che con “Checcion” avessero raggiunto l’apice, provate a immaginare come pronunciano Pignatiello. Perdereste la scommessa.

Anja Kesely è con Minakov, Milak e Kolesnikov l’atleta che ha vinto tre ori individuali in questa edizione dei Giochi. Ecco così ho fatto anche la statistica. Notare che qua il fattore Kappa la fa da padrone.

Continuiamo e finiamo la statistica, così si vede che facciamo il sito serio. L’Italia, seppur priva praticamente del comparto femminile, con Pirovano non in formissima e Johannes (che si pronuncia Johannes e non Johan) anche lui non proprio in spolvero, conquista nove medaglie, otto individuali e una in staffetta. La fanno da padrone Russia e Ungheria, che hanno portato in pratica i pezzi da novanta (non solo giovanili). La Russia ci fa imparare a memoria il suo inno 13 volte, con 21 podi. l’Ungheria (inno un po’ più triste) ben 7. L’Italia è sesta come ori ma seconda come numero di medaglie. Fine della parte seria.

Alcuni parlano di dieci medaglie, ma non so dove le tirino fuori, forse vogliono fare un regalo come il cronista dello streaming:

https://swimswam.com/federico-burdisso-bronzo-nei-200-fa-porta-litalia-a-dieci-medaglie/

https://www.swimbiz.it/portal/la-notte-del-dieci-burdisso-bronzo-a-buenos-aires/

Il conto sta qui

https://www.olympicchannel.com/en/youth-olympic-games-2018/medals/

La notte sarà pure da Dieci ma il voto in matematica (per loro) è quattro.

Conta giusto la FIN, ma non capisco cosa voglia dire che Burdisso manda l’Italia in doppia cifra. Ai posteri l’ardua sentenza.

https://www.federnuoto.it/news-in-primo-piano/item/41000-youth-olympic.html

Serissimi gli atleti in queste Olimpiadi giovanili. Kolesnikov sul podio è concentratissimo sul suo inno. Ceccon fa scuola ad alti livelli.
Anche Milak sul podio impassibile. Così come nella sfilata dopo il podio.

Il podio dei 200 farfalla uomini entra accompagnato da Daniel Gyurta. Ragazzi non c’è paragone ne devono mangiare di pasta ancora…

La seconda argentina finalista dei 400 stile fa di nome Delfina, come la Pignatiello. Fantasia al potere.

Il sudafricano che prende a testate l’acqua riesce a riscattare la debacle dei 100 rana e conquista i 50 rana. E pure l’oro per il suo continente.

Oro che invece manca per l’America. Zero ori per gli USA, che in tutto prendono un bronzo. Questo dovrebbe dare un’idea di quanto gli Stati Uniti tengano in considerazione questa manifestazione.

Lo scherzetto finale te lo gioca la Cina. Così come nella mista donne a sorpresa hanno battuto la Russia, rifanno lo scherzetto nella mista mista. E così Kolesnikov e Minakov danno addio al settimo oro. Se ne faranno una ragione. E noi con loro.

YOG2018 – Mamma mia!

di Mauro Romanenghi

serietà-sobrietà-parte seconda

serietà-sobrietà-parte seconda

Prima di guardare il nuoto vedo sul sito di Olympic Channel che c’è la BMX. Dico va bene, guardiamoci questa bici. Senza parole.

Seconda chance. Il video successivo è la breakdance. Avete presente Linda Blair nell’Esorcista nella scena del ragno? Ecco.

Sono in forma olimpica giovanile e ne ho per tutti. Siccome oramai sono in ballo, decido di dare una chance allo streaming in italiano anzichè guardare il canale Olympic Channel. Insomma, il commentatore ne ha da studiare un bel po’. Lo sapevate ad esempio che negli 800 non si fa la finale perchè ci sono pochi partecipanti? Così pochi che sono state fatte 4 batterie.

Nel duello medaglie tra Checcion e Burdisso (che pronunciano Burdisso) si inserisce di prepotenza il barese tascabile Marco De Tullio al terzo podio. Dopo il delfinista tascabile adesso avremo anche il mezzofondista?

Continua negli 800 la collezione di commenti alla “Vuotate il…Sacchi”, per chi rimembra la rubrica del forum di Corsia4. Il giapponese Yoshida ai 150 è nettamente primo.
“Adesso rientra nei ranghi”. Infatti prende l’argento.

Ma torniamo a De Tullio, che fa un perfetto negative split con 3’59” e 3’56”. Ultimo 50 in 27” e spicci. Insomma, meglio che nei 400. Ma meglio di lui fa il vietnamita Nguyen. Insomma, zitto zitto il ragazzo si spara un oro storico per la sua nazione, con un 7’50” che proprio schifo non fa. E si vendica del legno dei 400. Il negative dice 3’57” e 3’53”.

La perla della serata è: “I cinquanta sono però molto di più che metà dei cento”.
Ah sì?

La reazione di “Checci” la vediamo finalmente nei 50 farfalla. Quarto a tre centesimi dal primo. Piccola risata. Eh sì, i cinquanta sono molto di più che la metà dei cento. Infatti l’apnea conta molto di più, e uscire dietro è male. Due decimini in più della semi e la medaglia se ne va. Amen.

Ribadisco che una che si chiama Vaskina ha un futuro. Vedremo se è vero.

Si sprecano i soprannomi dei siti (e a questo punto della stampa) specializzata.
“Il gigante di Thiene”
“Il piccolo cannibale” (manco fosse Merckx).
“Il nuovo Phelps”
Appena coniati e subito portano male. Quarto nella finale a farfalla e fuori dalla semi dei 100 stile, dove entrava come uno dei primi tempi in assoluto.
Neanche il Furio Focolari dei tempi migliori ci riusciva così bene.

Capisco che faccia freddo all’aperto visto che lì l’inverno è appena finito, ma in piscina con i giacconi non è eccessivo? Il riscaldamento non ce l’hanno?

Invece grande successo di pubblico. Si stupivano anche i commentatori. Piscina piena ma guardavo le gare di atletica e lo stadio è pieno anche lì. E sì, lo so cosa vi state chiedendo. Era pieno anche a vedere la breakdance.

YOG2018: Checcion-Burdisso rumble for medals

di Mauro Romanenghi

serietà-sobrietà

serietà-sobrietà

Ragazzi scusate se non ho scritto per un po’. Primo non ho potuto vedere le gare del terzo giorno per impegni personali, e poi lo streaming registrato non l’ho trovato. Ahi ahi anche negli YOG abbiamo delle mancanze eh? Così salviamo i report dei vari siti specialistici che ogni tanto vanno in fallo. Sarà l’ora tarda che induce nell’errore.

Battaglia di medaglie in questa Juniolimpiade fra Checcion e Burdisso (non sono ancora riuscito bene a capire come pronunciano il suo cognome… prometto di fare più attenzione nei prossimi giorni).

Dobbiamo però dire che Burdisso nonostante come avevo preventivato non fosse così vicino a Milak e Minakov, ha fatto un bel tempo, uno dei suoi migliori. Se lo mettiamo poi di fianco al russo (PB in 51” basso) e all’ungherese, beh tanta roba.

L’apnea di Burdisso paga metri a quella degli altri atleti. Basta vedere la semifinale con Minakov. La parte nuotata non ha nulla da invidiare a nessuno, of course. Ci lavoreremo su.

Medaglia di giornata a sorpresa per l’Italia nella staffetta 4×100 stile. Un po’ inventata, con un delfinista veloce ottimo nei 200 stile, un dorsista da 48” nei 100 stile (morticcio vero la fine della frazione) e due quattrocentisti (e anche qualcosina di più per uno Johannes Calloni). Il bronzo ci sta tutto, meglio prendere che lasciare. A onor del vero con poca concorrenza, otto staffette in tutto. Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.

Torno indietro di un paio di giorni. Il vincitore dei 100 rana maschili è un certo Sun. Potrebbe essere un parente, ma poi leggo che è uno dei 20 cognomi più diffusi in Cina. Ciò significa che in Cina probabilmente ci sono 20 milioni di Sun. Forse non sono parenti.

Ma Checcion dove doveva scappare dopo aver vinto i 50 stile? Che fretta aveva di uscire? Abbiamo diverse ipotesi tutte poco plausibili.
Fretta di andare a sciogliersi
Impellente bisogno fisiologico
Timidezza di farsi inquadrare dopo la vittoria
Totale disinteresse della prestazione
Sul podio era felice come se gli avessero appena dimezzato la paghetta settimanale.

La scenetta si ripete nei 50 dorso. A questo punto siamo curiosi.
Intanto la disfida con Burdisso, infinita, stavolta vede in vantaggio il veneto per 5 a 2. Questo giro la vediamo dura per il lombardo.

E’ ufficiale che gli inglesi non sanno pronunciare la C dura. E così Anna Pirovano viene da Leccio. E ci prova anche nei 100 rana, come Mona Mc Sharry, a passare forte. Sia a Anna sia alla McSharry mancano però venti metri: gli ultimi.

La tecnica Efimova devono averla studiata in Russia. La Makarova vince i 100 rana con un parziale da 33”0-34”9. Speriamo impari solo i parziali e non altre cose.

E niente non lo smuove neanche il primato italiano Juniores e Cadetti dei 50 farfalla in semifinale (nonostante un arrivo così così). Mancano pochi decimi al primato italiano di Codia tra l’altro. Dietro si lascia calibri come Minakov, Milak, Markov. In finale anche Burdisso. E’ ufficiale che la commentatrice è la sua prima tifosa: quando c’è lui i suoi decibel aumentano di almeno 10 punti.

I due velocisti russi Minakov e Markov sono veramente grossi. Ma Markov se lo vedi vicino a Minakov è il doppio. Non vorrei mai averlo vicino.

Mancava solo un record mondiale Junior a nobilitare questa manifestazione. Ne arrivano due. Uno è il 24”40 con cui Kolesnikov vince i 50 dorso. Perchè lo sia resta un mistero visto che a Glasgow ha fatto il record del mondo assoluto in 24”00.

Il secondo lo fa la mista maschile della Russia, unica squadra completa in ogni reparto. Se lo prende a scapito dell’Italia. Per 7 centesimi. Amen.

Con una staffetta creativa l’Italia fa 3’45” nella mista. Ceccon mette un 1’03” e spicci, cioè 1’04” a rana. Tempo onesto ma la tecnica è da sistemare. La dimostrazione che manca ancora più di qualcosa per essere un discreto mistista. A parte quello che dicono i siti specializzati, i paragoni con Phelps lasciamoli stare al momento che è meglio. Poi si vedrà.

YOG2018: Chieccion or Ceccon?

di Mauro Romanenghi

appunti YOG2018 - Mauro Romanenghi

appunti YOG2018 – Mauro Romanenghi

I Giochi Olimpici giovanili iniziano una nuova stagione o finiscono quella vecchia???

E’ un po’ un quesito tipo “è meglio essere ricchi e felici o poveri e malati?”.
Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza, e facciamo alcune considerazioni.

Fantastica l’idea di fare nove canali dedicati. Ce n’è per tutti, potete vedere anche il futsala femminile, il pattinaggio velocità, e dei fantastici giovini sfidarsi sul campetto di basket 3X3 a breakdance (che in realtà viene chiamata dal CONI danza sportiva). Che non è una dimostrazione, è proprio una gara. Con tanto di medaglia olimpica giovanile. L’Italia ha pure i suoi rappresentanti, che sono Bad Mattia e Lexy (nomi di battaglia, a voi la scoperta dei loro nomi). Io sono vecchia scuola per cui la royal rumble della break non mi entusiasma. Ma sicuramente la breakdance, lo skateboard e il tappeto elastico sono il futuro. Tuttavia se le biglie da spiaggia arriveranno tornerò all’attività agonistica. (Mauro e Katinka, nota di mia moglie.. )

La delegazione italiana è di una ottantina di ragazzi. Ottantaquattro, per essere precisi.
Li potete trovare qui
https://www.coni.it/it/news/primo-piano/15355-davide-di-veroli-portabandiera,-84-azzurri-ai-giochi-olimpici-giovanili.html

Seppur la più numerosa di sempre, la squadra italiana di nuoto subisce il contingentamento deciso dal CIO. Che prevede, ad esempio, che per ogni sesso si possa iscrivere una sola squadra negli sport. L’Italia sceglie… la pallamano sulla spiaggia. Come darle torto, anche io sceglierei la spiaggia argentina a una sala chiusa! Ma allora, mi chiedo, il basket 3X3 maschile non è uno sport di squadra?

Sempre per il contingentamento (una parolona che significa riduzione del numero di atleti eleggibili per nazione e in generale) l’Italia ha dovuto rinunciare ad alcuni atleti nel nuoto, riducendo da otto a cinque il numero totale. Scelta non obbligata, visto che altre nazioni hanno portato gli otto atleti necessari per schierare le sei staffette, due per sesso più le due miste: vedi USA, Russia, Australia. Ma condivisa anche da altre vista la esigua partecipazione alle gare di squadra. Più spazio giustamente per tutti gli altri sport, ma un vero peccato per le staffette appunto. Amen, passiamo al nuoto nuotato.

Proprio non ce la fanno i cronisti dello streaming a pronunciare giusto Ceccon. Ci tenta un pomeriggio il rappresentante maschile, ma poiché la ragazza continua imperterrita a pronunciare Checcion lui si adegua. E quindi per noi sarà sempre Thomas Checcion, d’ora in poi. Almeno a Buenos Aires.

Dopo aver conquistato anche sul sito federale il proprio cognome corretto, De Tullio Marco dalla Puglia con furore conquista anche l’argento nei 400 stile libero, gara di apertura. Nel mio confronto con l’esimio Marco Agosti davanti al quale mi levo il cappello il mio dubbio era: la stagione è oramai iniziata, sarà record juniores o oramai è un Cadetto. Marco Agosti è tranchant: Cadetto. E tutti, anche i siti specializzati, si adeguano chinando il capo contriti. Attenzione al prof. Marco Agosti.

Ottima la gara di Marco: si deve inchinare solo allo sprint di Milak, che non sarà quattrocentista ma uno che è ungherese tu non lo devi mai sottovalutare. Difatti per buona creanza vince anche i 200.

Sarà la sbornia della medaglia, fatto sta che nei 200 stile nessuno dei due azzurri entra in finale. Un buon 1’51” per Marco, un terribile 1’55” per Burdisso. Forse la batteria dei 100 farfalla era troppo vicina?
Mah, a questi Giochi si va anche per imparare, dice mia moglie dall’altra stanza mentre riordina le magliette. E io annuisco.

Tempi di rilievo assoluto o record mondiali juniores ancora non si sono visti. Poi a ottobre è anche difficile, ci sono state mille manifestazioni. Ma stupisce che personaggi come Kolesnikov e Milak non abbiano voluto mancare. E mica per una passerella. Milak risulta iscritto a nove gare. D’altronde è ungherese, non ve lo avevo ancora detto?

Checcion entusiasma i commentatori, che si sorprendono prima del suo tempo dei 100 dorso (per nulla male, record italiano juniores questo sì e un ritorno da 27”0 che insomma non è mica pizza e fichi), poi lo danno sorprendentemente sul podio dei 200 misti. Visto che aveva un tempo di entrata di 2’00” e spicci, non è tanto sorprendente.

Invece rivedibile la sua rana, la peggiore del lotto, ma ancora peggio lo stile libero del vincitore norvegese. Si può solo migliorare.

Guardo la gara dei 100 dorso femminili e naturalmente tenendo fede al suo nome vince Daria Vaskina (anche se qui siamo in vasca lunga).

Molto interessante guardare le apnee. La migliore è quella della americana White. Come sempre, anche quando non vincono, gli statunitensi ci insegnano che per farlo bisogna avere qualcosa più degli altri.

Burdisso in finale con il secondo tempo, si favoleggia già di battere Milak. Che avrà passeggiato. Vedremo nei prossimi giorni chi avrà avuto ragione.

Incredibile la gara dei 100 rana. Il sudafricano favorito stampa un passaggio da 27”4, come ieri: e poi affoga in 34”.
Direte che ha esagerato, invece è passato esattamente come in semifinale dove ha fatto 1’00”2.

Io direi…”paura eh”? Mia moglie direbbe: “I Giochi servono anche a questo”. Coraggio Houlie, andrà meglio la prossima volta.

FuoriOnda 30 – speciale Categoria 2018

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, amabilmente coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Corrado Sorrentino di Swimming Channel, intrusione in zona Cesarini di Daniele Belluzzo tecnico della Larus Nuoto e conduttore di Nuotocaffè.

Torniamo alla squadra completa: Mauro Romanenghi, in forma olimpica come i nostri ragazzi, e Fabrizio Fogliani, pronto alle sue intrusioni a gamba tesa. E tornano Corrado Sorrentino e Daniele Belluzzo, che ci aiutano ad analizzare e sviscerare i temi di questi campionati. Opinioni diverse, ma tutte condivisibili. E voi, che ne pensate? Ascoltate la trasmissione di Fuorionda sui Categoria estivi, perchè noi non ci fermiamo mai!!! Neanche a Ferragosto (beh, un pochino sì).

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 14 agosto 2018

credit foto: Alessandro Bacchi

FuoriOnda 29 – EC2018 Glasgow con Paolo Barelli

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Paolo Barelli, presidente FIN e LEN.

Si conclude il campionato europeo dei nostri podcast. Con il consuntivo del nostro presidente federale e presidente LEN Paolo Barelli. Partiamo dal bilancio del nuoto, per spostarci poi sulla vetrina degli sport in generale aiutata da questi Campionati. E speriamo che tutto questo aiuti a sviluppare anche lo sport in Italia.
Tutto questo solo su Fuorionda, il podcast che vi racconta tutto il nuoto da un altro punto di vista.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata l’ 11 agosto 2018 a Loch Lomond

credit foto: FIN

Categoria2018 – 2: Tempi e classifiche confermati! E ora…

di Mauro Romanenghi

Ed ora? Vacanza!! photo by: Alessandro Bacchi

Ed ora? Vacanza!! photo by: Alessandro Bacchi

Sprinter di razza o… Razzetti? Questo il dilemma? Troviamo nella penultima giornata di questi Campionati l’erede di Rosolino, Boggiatto, Turrini (tutti con le dovute proporzioni), il quarto posto alltime in 1’59”72 e una nuova speranza.

Ma ci sono anche sprinter… sprinter. Uno su tutti, Miressi. Che viene qui non solo a firmare autografi ma a sparare a un bel 47”92: 23”2 e 24”7, mica pizza e fichi.

Altro sprint: chi se lo aspetta Ceccon a 48”? Insomma, dopo i 50 farfalla ci ha preso gusto il ragazzo e così lo fa, 48”87. Insomma se ci riesce il ragazzo russo dalla collana di ghiaccio perchè non io? Mica male anche Vergani, 49”4, niente di che ma se ci crede…

Visto che siamo in tema di sprint, un passettino in più per Ruberti e Spaziani. Niente di eccezionale: ma come diciamo noi..piutost che nient, eccetera.

Molti gli atleti della nazionale che hanno deciso di posticipare le vacanze e venire a Roma a far vedere che ci sono. Tra loro Ilaria Bianchi, che 6 anni dopo Londra si migliora ancora. Tanti record assoluti inceppano la perfetta macchina Luca “Terminator” Rasi che non potendo recitare la solita formula ”tempi e classifiche confermati” incespica annunciando il “record  italiano assoluto dei 100 farfalla Senior”. Vai Luca, confermato. E ora la prossima finale in programma.

Tra l’altro, parlando di atleti della nazionale, vi lascio questo link di critiche sulla Quadarella e la sua divisa. In Italia siamo specialisti nello smontare i nostri campioni. Non entro neanche nel merito della questione, ma non è colpa dei nostri ragazzi se uno dei pochi modi che hanno di fare sport ad alto livello è questo. E di dare lustro a chi in quei corpi ci lavora e sì, lo sappiamo, rischia la vita.
https://www.facebook.com/matteo.montorsi.77/posts/10217086081689658

E visto che siamo in vena polemica tralascio anche il commento sulle dichiarazioni del DT della nazionale di atletica (vedi qui: http://news.superscommesse.it/atletica/2018/08/europei-atletica-2018-le-dichiarazioni-del-d-t-locatelli-362872/

e lo invito ad ascoltare il nostro podcast con Donati

https://www.spreaker.com/user/acquastampata/f-o15-sandro-donati-prima-parte

https://www.spreaker.com/user/acquastampata/f-o16-sandro-donati-seconda-parte

Luca “Terminator” Rasi continua poi imperterrito la sua progressione. Nei 200 rana Senior vince la Mendolicchio, una ragazza che dal 24esimo posto delle classifiche con un 50 finale da campionessa europea conquista il successo probabilmente più importante della sua carriera. Niente, nessuna emozione. Luca Rasi imperturbabile: prossima finale in programma. Ma noi ti vogliamo bene Manuela, tutto è possibile, The Moment.

Sempre parlando di rana, nei 200 il vuoto cosmico. Senza Pizzini nei maschi non c’è nulla sotto il 2’10”, e nelle femmine senza se e senza ma. Dispiace, aspettiamo un contatto.

Proseguendo con i 200 rana, continua la mia personalissima conta dei miglioramenti rispetto agli Eurojunior: Memo, 2’26”23, miglior tempo della manifestazione, -2 rispetto alla rassegna continentale.

Biasibetti entra nel club grazie ai 100 farfalla, secondo titolo per lei e meglio che a Helsinki, per i posteri.

Situazione 200 stile donne. Nel deserto dei tartari esce la Caponi. Personal best, 1’58”79 e nona all-time. Un lampo nel deserto non fa crescere i fior.

Lo so che sono un guastafeste ma se guardate la classifica Junior internazionale dei 200 stile abbiamo per somma di tempi delle prime, circa 8’06”. La staffetta 4×200 a Helsinki ha fatto 8’16” (come la Quadarella da sola). Vi voglio bene lo stesso.

Nell’euroclub al settimo posto entra la Cocconcelli, 2’15”27 qui, podio a Helsinki. Personale e Circi, argento europeo, battuta. C’è ancora un anno, per provarci!

Il duello  Burdisso Ceccon continua: prima si va 2-1 con un 200 farfalla in cui si esagera a 54” di passaggio, poi con il 2-2 firmato 100 stile. Il lombardo non ci sta e rischia coi 200 misti, ma il veneto non c’è: 3-2. Alla fine sigillo coi 100 farfalla e un bel dolce coi 200 stile. Proprio come dice un mio amico: instancabile. La Gran Bretagna gli ha fatto un gran bene.

Chiudiamo con una considerazione, prima di riporre il mio personalissimo taccuino. Duecento stile, ultima gara di stagione: con Megli che tenta di fare il record italiano abbiamo tre atleti a 1’48”. Burdisso è fra questi. Ne aspettiamo altri. E aspettiamo tante tante ragazze che abbiano voglia di farli. La fatica è tanta ma la gloria c’è.

Alla prossima, e Gianluca… Maglia, di bene in Megli! Tanti auguri agli sposi!

FuoriOnda 27 – EC2018 Glasgow con Massimo Giuliani

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Massimo Giuliani, CT della nazionale di nuoto di fondo.

Prosegue la trasferta di Laura Vergani ai Campionati Europei. Siamo verso la fine, e quindi ci spostiamo al lago. Dove si svolgono le gare di fondo, e dove abbiamo il piacere di ritrovare Massimo Giuliani, stavolta di persona. Con lui come al solito analizziamo un po’ tutto: sia le novità riguardo la nuova muta, sia la location della gara, sia la tecnica dei passaggi di boa sia la nuotata. Insomma una chiacchierata con “IL nuoto di fondo”. In attesa delle ultime gare, visto che eravamo solo a metà percorso.
Tutto questo solo su Fuorionda, il podcast dal kilt d’oro anche se un po’ freddino oggi!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10 agosto 2018 a Glasgow.

credit foto: Laura Vergani

Categoria2018 – 1: Festa…nazionale!

di Mauro Romanenghi

Stadio Del Nuoto - Roma/Alessandro Bacchi

Stadio Del Nuoto – Roma/Alessandro Bacchi

Sono iniziati questi categoria e mi scuserete se non ho molto prestato attenzionein questa gara nei primi giorni. Ma le gare le ho seguite, ve lo dimostrerò!

Intanto questi Categoria servono un po’ da festa per la Nazionale Italiana che torna da Glasgow vittoriosa. Molti quelli che partecipano e prendono l’applauso della folla. Quindi l’occasione per tanti selfie con i nostri beniamini.

Faccio un passetto indietro e parlo della Categoria Ragazzi. Dove abbiamo avuto quattro record che sono passati purtroppo un po’ inosservati. Non è inosservato da me che i due record individuali sono della Nuotatori Pugliesi con la Gaetani nei 200 dorso (che fatica però vincere!) e con la Pilato – anno 2005 – che batte il vecchio primato dei 100 rana con 1’10”39. Speriamo faccia miglior fine del suo predecessore. Altri due record vengono dalle staffette, così diamo merito a tutti: Leosport nella 4×200 e G. Sport Village nella mista. Tutti record femminili: girl power!

Nicotra il protagonista dei Ragazzi. Quattro titoli conquistati, la velocità a stile e i 100 dorso. Il suo 50” 78 è notevole. Caro mio sei il nostro osservato speciale.

Prima critica. La musica dello streaming è insopportabile. Vogliamo vedere le gare di nuoto. Quando vorrò ascoltare i Depeche Mode mi comprerò l’album su VeVo.
Peggio del peggio quando si mischia con quella delle presentazioni delle gare.

A me diverte un sacco quando c’è la processione dei giudici che vanno verso la virata per vederla e poi tutti insieme tornano indietro. Fateci caso!

Di Liddo e Bianchi non rinunciano a sfidarsi già dai 50 farfalla. La Di Liddo ci prende anche gusto a vincere. Mica male Biasibetti, alle soglie del 27”00 e anche della topten italiana. E con le compagne nuova primatista italiana Junior della 4×100 stile.
Restivo te lo avevo detto che i baffetti servono per scivolare meglio ma soprattutto per non rallentare all’arrivo. E Mencarini ringrazia.

Se le apnee di Restivo fanno la differenza, le migliori qui sono quelle di Mora, che di certo non impariamo a conoscere oggi. Ma oggi conosciamo il Mora da 1’58”30 che passa al decimo tempo alltime in Italia. Speriamo che vedere gli Europei in TV sia servito!

Primo duello Burdisso-Ceccon reduci dalla Scozia va al veneto. Nei 50 farfalla con un record italiano Junior e Cadetti. Uno a zero e palla al centro.

In questa gara dove Ceccon entra nei primi sei in Italia, è successo di tutto. La corsia 2 parte forse prima forse no, non si capisce grazie alla musica dello streaming (pure dannosa in quetso caso!!!). Ceccon pesca invece uno start micidiale e domina la gara. Alla Codia!

Grazie Marco Agosti che aggiorni i tempi alltime in tempo reale. Infatti ci sono già i tempi di Glasgow e qualcuno si inserisce, come vedete. Lavoro oscuro e prezioso, anche al Foro!

Comincia la sfilata degli Junior che fanno meglio a Roma che a Helsinki. Io mi limito diciamo a fare una statistica su quelli che vanno a podio qui ai Categoria, lascio ai siti specializzati e agli statistici di mestiere fare un lavoro accurato. Iniziano Masciopinto con 55”90 (un paio di centesimi) ma ancora meglio fa De Tullio che va a 3’49”92, miglior tempo di tutta la manifestazione, che lo avrebbe portato comodamente sul podio agli Eurojunior. Non è neanche il suo primato visto che lo ha fatto in una manifestazione regionale a Bari. Si vede che hanno capito solo ora il loro reale valore. Speriamo non continuino così però!

Santo Yukio Condorelli non si può proprio sentire. Il torroncino giapponese? O il patrono dei gianduiotti? Speriamo vada solo forte, va.

Nella prima frazione di staffetta Junior, David Zorzetto anno 2000 49”05. Personale di 4 decimi. E siamo già a tre, con lui. Il conto va avanti.

Metri 50 stile. Inizia Vergani con 21”90, poi Miressi vince i Cadetti con 21”94 (quinto alltime) e infine Burdisso negli Junior (e siamo a posto) con 22”72.

Considero 1-1 Burdisso e Ceccon, anche se qui il duello non c’è stato. Gli assenti hanno sempre torto.

Nei cento rana, Casti in forma europea dal mattino. Pomeriggio ribadisce. Il miglior maschi è il Cadetto Pinzuti: 60”5 d’autorità. La strada verso il 59” è ormai imboccata.