Acquastampata

Io, l’acqua e i libri.. la mia vita è custodita in queste tre parole. E’ grazie a loro che acquastampata ha preso forma. Passando dal prezioso sostegno di persone speciali: lo Scienziato, il Filologo e il Creativo.

acquastampata1

Europei di salvamento 2021 – Le ragazze Oceaniche!!!

Cornelia Rigatti, prestazione Oceanica!!! (credit photo: Rachel Guerard)

Alla fine chi la dura la vince, e il Campionato Europeo è stato portato a compimento!
Gli spagnoli hanno dovuto fare certo i conti con diverse rinunce, prime fra tutti quelle degli inglesi e irlandesi, che hanno certamente abbassato la qualità di questo campionato soprattutto nelle Oceaniche. Nonostante tutto le nazioni sono state quattordici, anche se molte non schieravano atleti in tutte le gare. Infatti è capitato che tutti gli atleti iscritti prendevano punti. Rispetto a Riccione entra solo la Grecia, ma comunque da venti squadre si scende di un bel numero: quindi niente crescita, ma ce lo si poteva aspettare. 
Tuttavia quello che non capisco è perché non venire a gareggiare: ad esempio visto che in Gran Bretagna si giocano partite con migliaia di persone nello stadio, e si ha paura di venire in spiaggia a Castellon de Plana praticamente senza pubblico. Sono scelte, naturalmente: non so se sanitarie o economiche, ma scelte. Tante sono le decisioni strane in questo periodo, devo dire la verità, ma qua si parla di salvamento e allora…vamos!

La vittoria arride alla Francia in campo assoluto, e alla Spagna, bravissima, in campo Youth. 
Il podio assoluto di Riccione si ripete con Francia, Italia e Germania, ma l’Italia vede più azzurro di quello che dice la classifica, grazie a due ragazze…Oceaniche e a qualche altra sorpresa sabbiosa.
Zero primati in campo Assoluto, cosa molto strana ma devo dire che ce lo si poteva aspettare in una gara dove le pause sono molto limitate, le gare concentrate e soprattutto oramai i livelli raggiunti sono elevatissimi. Non è facile inoltre riadattarsi a questi ritmi gara con così tante specialità, tante giornate e pochi atleti, quindi pause ridottissime: vorrei vedere voi fare un record del mondo se devi fare otto gare in tre giorni con staffette, gare individuali, batterie e finali. Questo è purtroppo l’annoso  e irrisolvibile dilemma del salvamento, per cui la gara a squadre va a inficiare sulle prestazioni individuali. Dilemma di facile soluzione in realtà, se si potessero iscrivere i migliori due atleti per ogni gara come si fa nel nuoto: ma la sordità della Federazione internazionale su questo argomento continua, e ciò è causa di problemi come sappiamo per la crescita a livello olimpico.

Altra questione è vedere o meglio seguire le gare e ottenere i risultati. Mettiamola così: pulire la stalle di Augia per Ercole non era uno scherzo, ma se ci fosse stata mia suocera  lo avrebbe pure sgridato per la sua lentezza. Vorrei che mia suocera fosse stata presente nel comitato organizzatore per redarguire la bassa efficienza delle prestazioni su due versanti.
Primo: lo streaming c’è stato, dobbiamo dirlo, ma le gare vanno anche seguite con una certa professionalità. Due commentatori la cui massima capacità di descrivere la gara è: primo l’italiano, secondo il francese e terzo il tedesco va bene per raccontare le  barzellette di quando ero piccolo ma non per un campionato Europeo. L’assenza di un cronometro sullo schermo, le inquadrature che non fanno vedere tutte le corsie, le persone che passano davanti alla telecamera (mancava solo il saluto alla mamma come si faceva a Novantesimo minuto negli anni 90) sono indice di bassa considerazione, secondo me. Ma soprattutto se vedi il tabellone dei tempi, almeno dare le prestazioni e i nomi dei vincitori non sarebbe male. Invece abbiamo conosciuto benissimo tutti gli elementi della squadra spagnola, descritti perfettamente dai due speakers che seguivano ogni passo dei loro beniamini.
Speravo inoltre di vedere qualche gara registrata, ma sono state messe col contagocce, sempre in ritardo e non tutte le giornate. Insomma, nel 2021 ancora trattiamo questo sport con poco rispetto.
Lo sforzo poteva essere buono per le gare oceaniche, ma anche qua non ci siamo. Spesso al traguardo neanche i due commentatori capivano chi arrivasse (chissà dove erano, forse al bar dello stabilimento balneare?) e il traguardo era inquadrato come se il regista stesse vagando per la spiaggia in cerca di ragazze in bikini.
Secondo: i risultati? Il tempo reale, una mera utopia illusione d’amor.
Se va bene, al massimo a sessione finita in piscina. Per la parte marina invece tranquilli, alla sera ci stava tutto. Classifiche per nazioni? Non scherziamo, non vorrete sapere tutto. Insomma per gli amici della playa di Gurugù sembra proprio un nome da barzelletta come l’informativa di questo campionato. E per fortuna che avevo chiesto un accredito per seguire le gare.

Prima di parlare dei big, due parole sui giovani. Abbiamo imparato a conoscere la nobile spagnola che ha vinto quattro gare in piscina realizzando due record Youth: il mondiale del torpedo in 58”99 e l’europeo del superlife in 2’23”28, demolendo il recente record di Gioia Mazzi. Un nome che neanche la corte spagnola di Madrid si può permettere, neanche Zorro poteva fare meglio: Maria Rodriguez Rodriguez de la Sierra. Olé!
La promettente spagnola ha tutte le carte in regola per competere già ora con le Senior, e ancora un anno di categoria davanti. Più di cento punti, contando anche le sue gare oceaniche, la Spagna li deve a lei sui 999 della vittoria.

Riguardo ai nostri azzurrini, i sette ori di Simone Locchi non erano dico certi ma preventivati. Il ragazzo ha il fisico e le capacità, nuota bene e quindi ha tutto per diventare un ottimo salvamentista nelle gare senza pinne, seppur non sfigurando anche nella gare di specialità dove però lo sappiamo occorre un lavoro specifico a una certa età. 
Negli Youth altri due ori arrivano dal duo del Nichelino Vetrano e Dibellonia, vincitrici di ostacoli e misto. La squadra piemontese, di cui costituisco un personale fan club (nel senso che sono socio fondatore, membro unico e sostenitore non economicamente partecipante viste le mie sacrse se non nulle disponibilità economiche), non finisce mai di stupire e sono veramente contento per loro e soprattutto per Giulia, la cui stagione è una specie di sogno ma neanche poi tanto, visti risultati. Di sicuro sembrerà strano passare dai Giochi Olimpici al Campionato Europeo giovanile di nuoto e di salvamento Youth. Ma d’altra parte, chi se ne frega: prendiamoci quello che viene, cara Giulia.
Non possiamo non citare gli ultimi due record mondiali Youth: la 4×50 ostacoli maschile e la 4×50 lifesaver mixed sono saldamente nelle mani della nazionale italiana giovanile guidata dal buon Gianni Anselmetti.

Passiamo al discorso sugli Assoluti. Dicevo che il livello raggiunto è veramente elevato, anche se lo vediamo per ora solo per quanto riguarda i podi: c’è purtroppo un enorme divario tra gli atleti di vertice e gli altri, e questo secondo me continua a essere un altro indice del basso potenziale di questo sport per potersi promuovere al di fuori della stretta cerchia di conoscitori. Solo per fare due esempi un podio femminile in 34 secondi nei 50 trasporto non è cosa comune, né avere due atlete sotto 1’10” nel misto. Sempre ricordando che nonostante l’aumento di un giorno della durata delle gare in piscina, i ritmi sono veramente serrati e i partecipanti devono praticamente fare molte discipline. 

Anche per questo, i tempi di Francesco Ippolito, il nostro superman con 11 medaglie conquistate 8 delle quali in vasca (uno per ogni gara disputata) non sono diprezzabili.
Al goriziano dominatore di misto con 58″51 e trasporto con 28″67 sfuggono a livello individuale gli ostacoli e il super, conquistato a sorpresa da un Niciarelli che oramai da diverso tempo inserisce questa specialità fra le sue favorite. D’altronde bere sempre lo stesso cocktail alla lunga può stufare, perché non assaggiare qualche altro alcolico (con moderazione, naturalmente!!!).
Degli altri ori azzurri, uno per uno per Lanzilotti, Cristetti e Volpini nelle loro specialità del super, misto e torpedo in cui sono primatiste mondiali. Federica Volpini ha avuto vita più o meno agiata, non certo come la nobile Rodriguez eccetera eccetera che nella reggia di Spagna avrà ancelle una per ogni cognome. Paola e Francesca che non sono le coriste degli 883 ma Lanzilotti e Cristetti hanno dovuto sudare le loro sette camicie e forse anche qualche altra.

Però adesso devo fare i complimenti alle nostre ragazze oceaniche, nelle gare e nelle prestazioni. Mancava qualche nazione, ma le nostre due mermeidi, le canottiere del salvamento, hanno pagaiato e remato con forza e determinazione, portando quattro ori nel carniere azzurro se contiamo anche la staffetta Ocean, altro successo storico. La federazione ha dato fiducia a Cornelia Rigatti e Vittoria Borgnino, che hanno girato l’Europa e il Mondo per gareggiare. D’altronde le sirene girano per il mare senza casa per trovare il loro bersaglio, e per fortuna che sono solo medaglie e non i poveri marinai. Il canto quindi che intonano è quello degli Italiani, il nostro inno, sul podio.

E che dire della fiducia concessa al corridore Davide Facchielli storico argento nello sprint e della staffetta sprint maschile, sempre argento? 

Ecco quindi la domanda? Ma perché con tutti questi successi non è tornato in patria il titolo europeo? Ce lo siamo chiesti qui in redazione. La risposta è semplice. Non bastano due-tre atleti per fare la differenza, se c’è dietro poco. Senza vedere il carniere mezzo vuoto, perché non lo è, per vincere in mare bisogna fare la differenza. La Francia, per esempio, nel sesto giorno ha vinto 5 gare su 8 piazzando quasi tutti i suoi atleti sul podio. Non è mai uscita dal podio delle staffette in mare, vincendone 5 su 9. L’Italia, che si vanta di dominare le prove in piscina, non ha vinto neanche una prova di staffetta in vasca dove sono emerse nazioni come la Polonia che non avendo velleità di classifica si concentra su singole competizioni: importante ad esempio il successo nella staffetta manichino maschile con un considerevole 1’05”25!.

E allora godiamoci questo record di 67 medaglie complessive tra Assoluti e Youth, un terzo delle quali ottenute sulla spiaggia di Gurugù: che alla fine, non è tanto una barzelletta.

Tokyo2020 PARAswm – day9 -Paraspigoli olimpici – Dottor Randazzo!!!

Dottor Randazzo!!!

di Mauro Romanenghi

Proprio in questi giorni in cui vengono disputate le Paralimpiadi, Roberto Benigni riceve il Leone d’Oro alla carriera: premio direi meritatissimo, anzi dato che ha preso un Oscar non capisco come sia possibile che l’Italia del Festival non si sia ricordata prima.
Benigni è abilissimo nell’interpretare l’italiano medio, il quale ricorda benissimo agli altri che le regole vanno rispettate quando riguardano gli altri, ma non sé stessi. La migliore interpretazione di Benigni secondo me è “Il mostro”. Già il titolo è tutto un programma, Ricorderete certo anche il film Johnny Stecchino, in cui Dante, ingenuo autista di autobus, incontrando il perito della sua assicurazione, il dottor Randazzo, inscenava il tremolio della mano per ingannare la sua assicurazione e raccattare qualche soldo.

Perché parlo di Benigni e che ci azzecca con le Paralimpiadi?
Stavo guardando una gara, in questi giorni, i 100 farfalla categoria S9. Ebbene vedo entrare un po’ di varia umanità, ognuno con i suoi problemi (siamo alla Paralimpiade, dopo tutto).
Dopodiché entra questo ragazzo australiano, alla corsia quattro. Insomma, dico io, qualche cosa avrà per essere in questa categoria. Che so, magari una gamba funziona così così, una mano non va tanto bene. Capita, siamo alle Paralimpiadi. 

Beh se qualcosa non va, di sicuro non è alle mani o alle gambe, vista la simpatica apnea che il ragazzo sciorina sia in partenza che ai 50 metri. Nemmeno le braccia hanno qualcosa che non va, secondo me. 
E allora, dico io, vado a vedere chi è questo tizio. Questo tizio è classificato S10, dal sito olimpico. Quindi una classe superiore, vale a dire con meno disabilità. Ma soprattutto leggo che ciò che ha al momento è un problema visivo (per quello ce l’ho pure io, un problema visivo) e un tremolio alla mano. E qui un po’ mi è scappato da ridere.
Io ora non discuto la sfortuna di questi ragazzi, visto che questo giovane ha avuto un ictus a sette anni. Né vorrei mettermi a sindacare la buona fede di questo giovane. Neppure posso dire cosa ci sia che non vada: a prima vista nulla, a vedere il 100 farfalla di costui, ma non posso confermarlo, non lo ho mai visto da vicino.
Pongo però un punto.
Se una persona, già che sia discutibile la sua disabilità di per sé (ripeto, non la sua sfortuna), è addirittura peggiorata in due anni tanto da diventare da S10 un S9, qualcuno lo avrà valutato e notato un bel peggioramento.
Io non ho mai visto una persona normale peggiorare le sue condizioni di salute e migliorare le sue capacità. Un mio collega che conobbi sulle stampelle finì sulla sedia a rotelle: dubito camminasse più veloce di prima.

Questo ragazzo ha migliorato le sue prestazioni in due anni visto che arrivava a fatica in finale nella sua categoria S10 con 59” e ora è campione olimpico S9 con 57”, peggiorando le sue condizioni fisiche.

Questa, dottor Randazzo, me le deve proprio spiegare.

Tokyo2020 PARAswm – day7 – Paraspigoli olimpici, Formula 1 ci fai un baffo

Usa anche la quinta!!!

di Mauro Romanenghi

Dopo le prime due giornate, in cui mia moglie si è sbizzarrita nelle sue emozioni paralimpiche, è giusto tornare con i piedi per terra. Quindi tocca a me che cercherò di non sminuire le mirabolanti prestazioni dei ragazzi ma insomma vorrei tornare al consueto stile.
Già me li vedo, tutti a discutere che non si può fare ironia sui disabili. Ma chi lo ha detto? 

L’altro giorno insieme con mia moglie, il nostro amico Fogliani e la veggente di Baggiovara, che tanto bene ha fatto alla spedizione azzurra olimpica massacrando con le sue predizioni gli avversari della squadra italiana (la Ledecky sta ancora togliendosi le spine del pesce palla che si sono conficcate sotto il piede mentre camminava in piscina), eravamo in giro e siamo passati da Maranello. Ebbene sì, per la prima volta nella mia vita sono stato nella patria della Ferrari. Felice come un bambino, ho visto la pista delle prove di Fiorano e la fabbrica.
Purtroppo le macchine non giravano, c’era Spa, dove tra l’altro manco hanno corso.

Ma rispetto alla Ferrari non c’è paragone la velocità di parola che ha Carlotta Gilli. Dopo una gara allo spasimo, in cui tra l’altro realizza il record del mondo dei 200 misti, si presenta davanti alla zona mista e realizza il nuovo record mondiale di parole rilasciate in un’intervista post gara con 714 parole al minuto, battendo il suo precedente record che era di 612 parole al minuto stabilito due anni fa. Ottima la prestazione, realizzata grazie alle lezioni di apnea di Maria Felicia Carraturo.

Cinque le medaglie per Carlotta, nuova eroina italiana, che adesso vedremo sicuramente in mille spot, me la aspetto persino nella pubblicità della Fastweb: più veloce di me, solo la fibra. E comunque lei è certamente affidabile. La fibra, non garantisco.

Se Carlotta Gilli rappresenta l’energia, Stefano Raimondi ricorda la grande lentezza. Non certo in acqua, dove la sua forza si scatena in maniera impensabile, dopo che lo avete visto fuori. Infatti è stato richiesto per interpretare Lurch nel remake italiano della famiglia Addams: l’attore originale, al confronto, poteva avere la parlantina di Carlotta Gilli. Avete presente?
L’intervistatrice, Arianna Secondini, chiede:  “Ma ti ha scritto anche Ceccon?”
Voce atona: “Sì, mi ha scritto”. Fine

D’altronde, vorreste voi discutere con i due metri di Raimondi? Io no. Quindi..

In generale, a parte Raimondi che è stato geneticamente creato per parlare poco, hanno tutti una gran voglia di dire la loro, sia sulla gara sia sulla attività che sull’importanza della loro presenza qui.

Francesco Bocciardo è poi lo spettacolo nello spettacolo. Te lo vedi in acqua grande e grosso, recuperare a bracciate possenti (e vorrei vedere, quelle ha) gli avversari. Poi esce e con quella vocina ti spiega tutto. Mitico!!!

L’Italia si specializza nei recuperi. Che a volte ti portano l’oro, a volte no. Ma va bene anche l’argento. Così Giulia Ghiretti con 15 metri finali ti passa dal quinto al secondo posto. Tenendo presente che ti devi trascinare due gambe ferme, accelerare al massimo, non respirare, e fare questo sprint finale nei 100 rana che già come stile è lento di suo, figuriamoci per le persone con disabilità e ancora per quelli che le gambe le muovono zero! Ma Giulia ignora la fisica della rana e recupera alla grande.

Già me la vedo a dire: “maledetta maledetta adesso ti prendo” avanzando a cinquanta centimetri al secondo negli ultimi dieci metri dei cento rana. 

Parentesi straniera: a me quelli che fanno impazzire sono quelli che possono usare solo le gambe. La staffetta cinese 4×50 stile ne aveva tre così. Questi ragazzi si sparano tipo 30” o poco più solo a gambe. certo nei 100 cominciano ad avere qualche difficoltà, ma nei 50 sono fortissimi. Anzi più che fortissimi: alcuni dei ragazzi che alleno arriverebbero per lucidargli le scarpe, se facessero una gara con loro. E comunque: da vere in loop per imparare le subacquee, ragazzi e ragazze!

Dovrei stare qui a scrivere due ore, invece finisco questi spigoli paralimpici con Arjola Trimi.
Va bene, interiorizziamo queste vittorie come dici tu per viverle fino in fondo. Ma almeno un dito alzato, un segno di vita, diamolo. Ne abbiamo già uno di Milak, il vincitore triste. Ci basta e ci avanza. Si fa per scherzare, Arjola, direbbe il buon Massimo (Troisi, ndr)

F/O136 – FuoriOnda/JAPpodcast – PARAswm 3 – Cecilia Camellini atleta psicologa!

Cecilia Camellini
ceciliacamellini.it

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Cecilia Camellini, ex atleta paralimpica e psicologa dello sport.

Cecilia, atleta paralimpica d’oro con tre edizioni dei Giochi all’attivo (quindi con una certa esperienza) ci parla della sua professione di psicologa dello sport, iniziando dal suo percorso di studi, la sua esperienza di lavoro con gli atleti, del ruolo delle società, delle federazioni…ma anche delle sue difficoltà di atleta! Insomma la psicologia sportiva è una sfida per far sì che l’atleta si scopra e si aiuti…da sé. Come? Ma scopriamolo in questa intervista con Cecilia in Jappodcast: la psicologia la fa da padrona!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 27 agosto 2021

credit foto: ceciliacamellini.it

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyo2020 PARAswm – day2

Paralympic Games – Tokyo2020
screenshot Rai2HD

di Laura Vergani

Stamattina mi è toccato lavorare. Non voglio essere fraintesa, in questo periodo disagiato qualsiasi lavoro è ben accetto, ma potendo scegliere avrei preferito lavorare al pomeriggio e aver modo di vedere le gare. Ma così non è stato. Se ne è accorto anche il mio gestore telefonico, che ha registrato un traffico di messaggistica istantanea degno del Presidente degli USA. Tutti che chiedevano, offrivano, commentavano, ipotizzavano, gioivano, imprecavano..

Ho potuto così seguire praticamente live l’andamento emotivo della sessione di gare.

Detto questo, appena sono riuscita a sganciarmi in modo elegante dalla video chiamata, mi sono fiondata davanti allo schermo e ho visto due – dico DUE – gare. E qualche premiazione. Stiamo parlando di Tokyo2020, ovviamente.

Ma che gare!! E che premiazioni!

Parto dalle gare, perché per le premiazioni ho ancora il cuore in gola dall’emozione.

La nostra Carlotta “Stakanova” Gilli, che ha comunicato in zona mista che farà tutte – TUTTE – le gare a sua disposizione con una umiltà come se raccontasse la decisione più normale del mondo, oggi si è cimentata nei 100 dorso S13 e ha portato a casa la medaglia d’argento. La ragazza, nonostante la soddisfazione per la medaglia, ha comprensibilmente da ridire sul crono nuotato “Sono molto contenta di questa medaglia, forse non molto per il tempo, ma in un contesto così vale tanto”, ma ci rassicura che ne parlerà con il suo allenatore. Katinka scansati! Alla prossima, Carlotta.

La seconda gara che sono riuscita a vedere è stata, per mia fortuna, la staffetta! Ora, dovete sapere che io semplicemente ADORO le staffette. Quelle miste, snobbate dai puristi della disciplina, le adoro in modo particolare. Non vi tedierò con le motivazioni, sono roba per uno psicanalista bravo un bel po’ o da chiacchiere con gli amici davanti ad un bicchiere di vino, ma vado al sodo.

In zona mista Carlotta Gilli vaticinava di fare attenzione alla nostra squadra perché “è sempre l’Italia”. E infatti. Argento per loro, con una consapevolezza degna dei miglior veterani. Ah.. e record europeo, giusto per non farci mancare nulla. Chapeau!

E veniamo infine alle premiazioni. Una su tutte: quella di Stefano Raimondi. Ieri aveva portato a casa una medaglia di legno, che, come abbiamo potuto vedere, è stata usata come combustibile per la rivincita di oggi. E che rivincita! Gli avversari hanno nuotato sempre e solo nella sua schiuma. Un oro davvero pesante, quello conquistato da Stefano. E infatti, arrivato in zona mista il peso, il significato profondo di quella medaglia gli si è rivelato chiaramente.

Io ringrazierò a lungo Stefano Raimondi per aver mostrato che le emozioni fanno parte della nostra vita, che è possibile manifestare ciò che si prova in un dato momento, mostrare ciò che si sente. E questo essere così trasparente, lungi dall’indebolire, diventa punto di forza, rende campioni oltre la medaglia. Grazie dunque Stefano Raimondi per aver condiviso un pezzettino della tua splendida anima con noi. Te ne sono profondamente grata.

Adesso torniamo alle gare e soprattutto alle medaglie: siamo già a quota 11.. direi che la strada per battere il record di Rio è quella giusta. Avanti tutta, miei prodi!

Tokyo 2020 PARAswm – day1

Paralympic Games – Tokyo2020
screenshot Rai2HD

di Laura Vergani

Eccoci infine si gareggia!

Le abbiamo attese trepidanti, in un oceano di incertezze ma finalmente tutte le riserve sono state superate ed è cominciata la 15esima edizione dei Giochi Paralimpici estivi.

Edizione numero 15 come la percentuale di persone con disabilità nel mondo, ci ricorda il Comitato Internazionale Paralimpico durante la cerimonia di apertura.

E siamo di nuovo a Tokyo, dove nel 1964 ebbe inizio l’avventura ufficiale di questa manifestazione, dopo le prove generali di Roma 1960, che possiamo considerare l’anno zero dei Giochi Paralimpici come li conosciamo ora.

Ma siamo qui per gareggiare, e quindi vediamo cosa è successo in questa prima giornata di gare.

Al via alle batterie si presenta una nutrita compagine di ben 15 tra atlete (7) e atleti (8).

Passano il turno in finale ben 11 di quest* atlet*!! Già questo dato  indica un solidità di base della squadra, come sosteniamo da sempre. Non sono solo le medaglie a dare il valore di una squadra, bensì gli accessi alle finali!!

Ma proseguiamo.. rompono il ghiaccio delle finali il nostro portabandiera preferitissimo, Federico Morlacchi e Simone Barlaaam, una delle promesse di questa nuova generazione di nuotatori e nuotatrici. Entrambi in una gara lontana dalle loro corde (Federico è più un mistista mentre Simone è più orientato alla velocità) ma l’importante è entrare in acqua ed esserci al meglio. Cosa che loro fanno divinamente.

Il primo nuotatore che da l’avvio al conteggio medaglie è neanche a dirlo Francesco Bettella, mi perdonino tutti gli altri ma uno dei miei nuotatori preferiti di sempre (non nascondo di aver provato ad iscrivermi al suo nutrito fanclub..). Lo fa con la determinazione che lo contraddistingue: bronzo paralimpico per lui e un ahimè per noi addio alle gare. Infatti all’edizione di Parigi la sua gara sarà assente e poi lui dice di aver raggiunto un’età per la quale.. Suvvia Francè, ma che età!

Qualche medaglia di legno, quella del capitano Efrem Morelli, dispiaciutissimo per la sua gara, ma onestamente non si può rimproverargli nulla, è che alle Paralimpiadi la concorrenza è agguerrita, quella di Stefano Raimondi anche lui rammaricato..  capiamo molto bene questa emozione: il 4° posto alle Paralimpiadi è davvero indigesto, più che in altre gare! Anche se ricordiamo che significa che hai il QUARTO TEMPO AL MONDO!! L’ultima medaglia di legno per noi è quella di Alessia Scortechini, che arriva quarta con il record italiano, quindi un ottimo risultato per lei, a nostro parere.

Ed è a questo punto che tra i non addetti ai lavori ha cominciato a serpeggiare un po’ di ansia da prestazione.. “dobbiamo preoccuparci?” chiedevano a più riprese..

E cosa c’è di meglio per scongiurare l’ansia di una bella infornata di medaglie di tutti i metalli disponibili?

Eccole allora in sequenza, le medaglie!!

Partiamo da Carlotta Gilli e dalla sua medaglia d’oro paralimpica: una medaglia che come dice Carlotta “oggi sono venuta a ritirare, perché l’abbiamo costruita da tanto tempo, con fatica e determinazione”. Le fa da mentore Alessia Berra, che stando ai racconti delle due protagoniste prima l’ha sostenuta in camera di chiamata e poi le ha guardato le spalle in gara mettendo a sua volta la mano a siglare una prestazione indimenticabile che la premia con un argento paralimpico. Le due ragazze insieme felici in zona mista, insieme sul podio, insieme in camera di chiamata.. un abbraccio che scalda il cuore. E se è vero che “da soli andiamo più veloci ma insieme andiamo più lontano” loro ci hanno dimostrato invece che insieme andiamo più veloci E più lontano!

Come nelle migliori tradizioni olimpiche e paralimpiche di questa edizione, non ci siamo ancora ripresi dalla sbronza di questo duetto che subito Francesco bocciardo piazza la seconda medaglia d’oro! Una cavalcata in solitaria, e in zona mista ha pure detto che “le braccia non giravano bene come volevo”. Per fortuna degli altri nuotatori, dato che Francesco è arrivato e poi si è preso un caffè mentre aspettava i suoi rivali!

Sospiri di sollievo dalle persone di cui sopra, i non addetti ai lavori..

Ma la mattinata italiana riserva ancora una splendida sorpresa. Il bronzo di Monica Boggioni, che scende in acqua per la prima delle sue cinque (avete letto bene, 5) gare in programma e per testare lo stato di forma porta a casa un meritatissimo bronzo. E l’abbraccio di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico di passaggio in zona mista in quel momento.

Abbraccio che rispecchia quello che tutti noi avremmo voluto dare a tutti queste meravigliose persone e atlet* !

Come hanno più volte detto anche loro in zona mista, questi risultati sono il frutto di una collaborazione, di un lavoro di squadra che viene da lontano da mesi, anni di allenamenti, di sacrifici, di incastri con la vita quotidiana.. sono la punta dell’iceberg di un lavoro di cooperazione che vede coinvolti i genitori, i tecnici, le società, la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, le scuole, i luoghi di lavoro, gli amici.. come hanno detto praticamente tutti loro “è stata dura ma ne è valsa la pena”.

Lo sappiamo. E sappiamo anche che i vostri risultati saranno di sprone perché sempre più bambine e bambini possano avvicinarsi al mondo dello sport. Almeno ce lo auguriamo. Pandemia permettendo.

F/O105 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 15- Federico Morlacchi, alfiere della condivisione

i nostri portabandiera!
Ufficio Stampa Quirinale

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Federico Morlacchi, alfiere della delegazione paralimpica italiana.

Con noi oggi esordisce fra gli ospiti di Fuorionda Federico Morlacchi, paraolimpionico – si dirà così? – e soprattutto per noi alfiere dell’Italia a Tokyo nella cerimonia di apertura insieme a Bebe Vio. Un ruolo importante, che come ci ha detto Elia e ci ripete Federico comporta delle responsabilità…un po’ come l’Uomo Ragno!!! Sperando che Federico “cuore di ghiaccio” non pianga, ascoltiamo anche cosa si aspetta dai Giochi e cosa si aspetta dalla giovane Italia, di cui lui si farà portabandiera!
Anche i Giochi Paralimpici su Fuorionda TIOTW, oramai ci siamo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 12 luglio 2021

credit foto: ufficio stampa del Quirinale.

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyo2020/PARA swm – il poster con tutte le Figurine!

il poster con le figurine
ufficio stampa FINP

di redazione

Come ogni manifestazione che si rispetti, anche la squadra di nuoto alle Paralimpiadi avrà le proprie figurine.

Il lancio del poster e delle prime figurine è avvenuto in occasione dell’ingresso della delegazione FINP nel Villaggio Olimpico e quando mancano solo 3 giorni all’accensione della Fiamma Paralimpica e all’apertura della 15esima edizione dei Giochi Paralimpici estivi , che avverrà il 24 agosto!

In attesa di collezionarle tutte, potete trovare le prime sulle pagine social della FINP (Facebook e Instagram).

Qui diamo il benvenuto a Riccardo Vernole, DT e Team Leader dell’Onda Azzurra!

Riccardo Vernole – FINP

F/O133 – FuoriOnda/JAPpodcast – PARAswm2 – Franco Riccobello, tecnico degli albori

Franco Riccobello – segretario generale FINP
Pietro Rizzato photos/FINP

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Franco Riccobello, segretario generale della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico.

E dopo il presidente, il segretario generale. Con Franco Riccobello ripercorriamo la storia dei tecnici per disabili in Italia. Come era, cosa è cambiato, cosa è adesso lo sport paralimpico in Italia. E anche a lui chiediamo cosa si aspetta da Tokyo e dal dopo Tokyo: per gli atleti, ma non solo: anche per la componente tecnica, che lui conosce molto bene. Tokyo sta tornando…sempre su Jappodcast.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 18 agosto 2021

credit foto: Pietro Rizzato

Un grazie particolare a: Blacklineworld – soluzione anticloro

F/O132 – FuoriOnda/JAPpodcast – PARAswm1 – Roberto Valori, acqua e vino per le Paralimpiadi

Roberto Valori – Presidente FINP
Pietro Rizzato photo/FINP

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Roberto Valori, presidente Federazione Italiana Nuoto Paralimpico.

Alla vigilia delle Paralimpiadi, intervistiamo Roberto Valori, nuotatore, presidente della Federazione di nuoto paralimpica…e sommelier! Atleta paralimpico dal 1976 e presidente dal 2010 della neonata FINP, ci porta nella storia del movimento paralimpico, dei suoi simboli e soprattutto della federazione nuoto. E naturalmente, ci racconta cosa si augura da queste Paralimpiadi (ma non troppo…la scaramanzia non guasta mai) e dal futuro in generale per lo sport paralimpico. Solo su Jappodcast…Prosit!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 18 agosto 2021

credit foto: Pietro Rizzato

Un grazie particolare a: Blacklineworld – soluzione anticloro