Acquastampata

Io, l’acqua e i libri.. la mia vita è custodita in queste tre parole. E’ grazie a loro che acquastampata ha preso forma. Passando dal prezioso sostegno di persone speciali: lo Scienziato, il Filologo e il Creativo.

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Campionati italiani estivi di categoria di salvamento 2018

di Mauro Romanenghi

spettatore misterioso - CampionatiCategoriaEstiviSalvamento 2018 - Mauro Romanenghi

spettatore misterioso – CampionatiCategoriaEstiviSalvamento 2018 – Mauro Romanenghi

Un lifesaver poco misterioso… racconta i campionati estivi 2018.

Purtroppo devo dare le dimissioni da Lifesaver Misterioso. Sarebbe come se Darkpool, l’antieroe del nuoto di Corsia4, rivelasse la sua identità. Come se Peter Parker spifferasse di essere l’Uomo Ragno. Come se Batman andasse dal commissario Gordon senza la maschera. Come se Ironman si rivelasse come Tony Stark (ah no quello è successo).
Vabbè mi tocca farlo, il quieto vivere è più importante del salvamento.

Il… Forno italico. Così possiamo chiamare lo Stadio del Nuoto nei giorni dei campionati italiani estivi di salvamento. La nuova denominazione ha nome e cognome ma qua siamo una setta quindi la spia non si fa. Un caldo pazzesco, tanto che i gazebo si sono lamentati per non riuscire a trovare refrigerio.

Ben 24 record italiani. Il primo a stabilirlo, subito alla prima gara, una Esordiente A. Che vorrebbe salire sulla corsia per festeggiare. Ma poi, fortunatamente, non lo fa. Meglio così, brava. Spero ci salirà un’altra volta, da più grande, senza correre via dalla corsia verso le tribune come Forrest Gump.

Questa cosa degli stranieri mi sfugge di mano. Adesso basta che ci sia uno straniero anche da Esordiente A e bisogna premiare quattro/sei atleti e/o sedici/venti staffettisti. Per fortuna che la squadra si premia lo stesso, se no sai quante coppe bisognerebbe prendere. Se la cosa prendesse piede nel calcio, la prima squadra la devono prendere in serie C1.

Prova Esordienti A a pinne: pronti via e la pinna rimane sul blocco. Una sola pinna. Ferma lì, a testimonianza che tutto può succedere. Io però mi ricordo di averne viste perdere, sempre sul blocco, tutte e due. Anche l’impossibile, per quanto improbabile, può accadere. Coraggio.

Se sei sfortunata la sfortuna ti perseguita. Stessa atleta della pinna smarrita, vince il trasporto manichino: con il nuovo record italiano. Peccato che non sia record, perchè è stato già battuto l’anno prima. Cose che succedono.

Non so come inseriscano i record nelle classifiche elettroniche, ma i primi due giorni hanno richiesto un po’ di rodaggio. Poi tutto è filato via (quasi) liscio.

Scena: due allenatori parlano dell’alimentazione corretta. Arriva l’atleta.
“Mi dai dei soldi per andare al bar?”
“Cosa devi comprare?”

“Il magnum”
Bene.
Dopo pochi minuti arrivano due gioiose ragazze col caffèzero.
Si dice il peccato, non il peccatore.

Scena: due allenatori guardano il manichino con pinne. Parte la gara e i due vogliono vedere cosa succederà all’atleta che troverà il suo manichino perfettamente orizzontale e parallelo alla testata dei 50 metri. Non si scompone, lo prende e va.

Domanda: “Ma perchè non ti fermi?”
Risposta: “E farmi un altro 50 sotto?”
Beata gioventù.

I manichini si spostano da soli al Foro, è ufficiale. Durante la gara di misto, alcune correnti marine portavano i manichini anche verso i 45° rispetto alla corretta direzione. Anche qui, nessuno si scompone. Oh se uno sta morendo mica lo si vuole salvare nella posizione corretta.

Da un’analisi biomeccanica eseguita in tempo reale è stato stabilito che la staffetta della Nuotatori Milanesi Junior femmine per stabilire il nuovo record italiano ha percorso in subacquea il 43,7% della competizione. Il coach conferma i dati in nostro possesso.

Le premiazioni delle gare hanno una durata infinita. Devono contemplare: ingresso dei tre o più atleti (sessantaquattro in caso di staffette con stranieri dentro), presentazione, salita con scritta sul tabellone e stretta di mano a tutti gli altri, foto sul podio, foto vicini sul primo gradino del podio. Infine, immancabile, selfie. Poi si esce. E solo dopo, entrano gli altri. Bello eh, ma un po’ lunghetto.

Scena finale. Il giudice arbitro (Ciao, Jerry!) raccomanda ben due giorni di fila di mantenere il manichino in posizione corretta di galleggiamento durante il superlife già dalla partenza.

Raccomandazione recepita e trasmessa agli atleti e agli aiutanti. Prima serie al via della giornata. L’aiutante tiene il manichino con la faccia rivolta verso gli atleti in partenza. Perfetto. Scripta manent, verba volant.

Alla prossima.

FuoriOnda 19 – Morini al centro… federale!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani. Si ricompatta di nuovo la squadra di FuoriOnda come la Croazia ai Mondiali. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, ex portiere e ora tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro all’ala sinistra anche se più a suo agio in bici e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Stefano Morini, che non ha bisogno di presentazioni ma noi le facciamo lo stesso: tecnico federale responsabile del polo di Ostia, nonché allenatore di Paltrinieri, Detti, Cusinato, Glessi, Acerenza e Zuin.

Ronaldo o Detti? Paltrinieri o Romanchuk? Ma che c’entrano questi accostamenti? E cosa c’entra la Blume con il due pezzi? E la maturità da 100 con la Cusinato? Tutto questo e molto altro in mezz’oretta di chiacchiere sui ragazzi di Stefano Morini, in vista degli Europei di Glasgow. E forza Inter!
Tutto su Fuorionda, il podcast sul nuoto italiano migliore che c’è.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 9 luglio 2018

credit foto: Assoluti2018 – Laura Vergani

FuoriOnda 18 – Carlotta Gilli, un’atleta tutto d’un fiato

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, oggi in totale autonomia al Settecolli di Roma 2018. In redazione come sempre Marco Agosti. Supporto morale di Mauro Romanenghi e Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro.

Ospite Carlotta Gilli, atleta della Rari Nantes Torino e delle Fiamme Oro pluricampionessa mondiale del nuoto paralimpico, atleta di nuoto e nuoto per salvamento.

Come una macchinetta Carlotta Gilli ci spiega la sua situazione attuale, la sua partecipazione al Settecolli e la sua sorpresa per i tempi ottenuti. E poi sempre spedita verso gli Europei di luglio, a Dublino. Come per il nuoto, patria della birra.
Attendiamoci da questa macchina da guerra delle belle soddisfazioni. E siamo sicuri di ritrovarci più avanti: sempre su FuoriOnda, l’unico podcast sul nuoto italiano e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 1 luglio 2018 allo Stadio del Nuoto di Roma durante la 55° edizione del Settecolli.

credit foto: Laura Vergani/acquastampata

FuoriOnda 17 – Piscine Castiglione… piscine olimpiche ma non solo dal 1961!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, oggi in totale autonomia con l’avallo del marito e del Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti tutti al femminile: Annalisa Colletto, Elisabetta Ferrari e Leda Uggeri.

Oggi puntata rosa. Insieme a quattro donne (ci teniamo a farlo notare: puntata di sole donne, oggi, siamo meglio delle quote rosa dei 5stelle) facciamo un giro nella sede di Piscine Castiglione ovvero Myrtha Pools come molti di voi li conoscono. Ci hanno invitato proprio lo scorso anno a Budapest, dove ci siamo conosciuti rischiando la fucilazione sulla piattaforma dei tuffi dalle grandi altezze.
Partendo dal 1961 e passando da Roma 1994 sul centralino del Foro Italico con piscine temporanee e piscine per il sincro alle piscine permanenti fino ai parchi acquatici, parliamo di vasche a tutto tondo.
Dove sono? Quali sono? Beh mi dispiace ma se vi interessa come si fanno le piscine, dove sono e dove saranno, come si fanno, che fine fanno, dovete ascoltarvi la puntata numero 17. Noi non crediamo alla sfortuna quindi ci rivediamo alla prossima puntata di FuoriOnda, l’unico podcast in Italia sul mondo del nuoto… e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 24 maggio 2018 presso la sede di Piscine Castiglione.

credit foto: Laura Vergani/acquastampata

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior: e chiamatele Anastasia!

di Mauro Romanenghi

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Roberta Circi a podio – credit: Mauro Romanenghi/LEN

Lo avevo detto che da quello visto sabato pomeriggio mi aspettavo delle belle cose l’ultimo giorno. E insomma non sono stato smentito.

Se volete avere una campionessa di nuoto, deve nascere Anastasia. Oggi il bottino è di due ori e due argenti (più uno perso per squalifica). In totale sette finaliste, ben tre nei 50 farfalla. Chiamatela coincidenza… o Anastasia.

Trombe del giudizio e luci psichedeliche. Le prime quelle dei tifosi, forse non tanti come dicevo ma rumorosissimi. Le seconde quelle sotto i blocchi di partenza, rosso acceso. Per i non udenti (ce la avevano tutti, a prescindere). Giusto così, clima da disco, musica e luci per tutti.

Anche oggi magiari e russi sugli scudi. D’altronde hanno dominato il medagliere (30 ori sui 44 disponibili).

Derby russo nei 100 dorso femminili fra Vaskina (ok) e Avdeeva (nome: Anastasia). Vince la prima. Vaskina che è del 2002, e fa 59”90. Non sfigura la D’Innocenzo che stabilisce con 1’01”08 il nuovo primato italiano Junior e va sul podio. Avesse fatto qualcosa di simile ieri in staffa mista forse un argento in più ci stava. Ma del senno di poi son piene le fosse.

Fusco e il riscatto della convinzione. Che era solo una giornata storta. Forse l’oro più certo della trasferta. Ma va bene così.

Nei 400 misti gli ultimi 10 metri del russo Stupin un calvario, ma ce la fa lo stesso.
Nella finale c’era Sarpe. Che fa 4’28”, sei secondi più del personale. Ma soprattutto 1’20” a rana. Non sarà contento, Pietro Paolo. Neanche noi, ma meno.

Nei 100 rana segnaliamo che vince una lituana, come Ruta, e che la seconda si chiama… indovinate? Bravi.

Duecento metri stile speravo nei fuochi d’artificio, purtroppo siamo all’ultimo giorno e forse le energie si stanno spegnendo. Vince quindi chi si spegne meno: Milak, chiusura in 26”29 e oro in 1’47”19. Argento a Loktev, già autore di un 1’47” nella 4×200. Poi si gioca a chi non muore e nella lotta la spunta uno svedese… e qua ci prendono gusto e vanno a vincere i 50 stile con Seeliger. Bella Svezia all’ultimo giorno. Ricorda qualcosa?

Thomas Dean, 1’47”6 in semifinale, 1’49”9 in finale: quando la faccia dice tutto.

Seconda gara a chi peggiora meno. Stesso ragionamento dei maschi. Duecento misti donne. Prima Anastasia, seconda Anastasia, terza una certa Circi Roberta dalla otto. Che fa la sua gara, e pur non migliorandosi arriva sul podio seconda per squalifica di Anastasia. Podio su cui sale tutta arruffata come se passasse per caso di lì e l’avessero chiamata. Anche la virata dorso-rana è un po’ a caso: entro terza esco sesta. Rivedibile, ma un punto di più al suo voto per avere battuto la Kesely all’arrivo: mica pizza e fichi.

La prima dei 200 misti, tal Anastasiia Sorokina, è del 2004 e ha fatto 2’14”. Niente di eccezionale, vediamo tra qualche annetto.

Non per essere pedante, ma la vincitrice bielorussa dei 50 farfalla si chiama Anastasiya Shkurdai. Giuro che ho finito. Ah no, c’erano due bielorusse in finale con lo stesso nome.

Per chi avesse dei dubbi che siamo in Finlandia le vallette sono tutte bionde tranne una, la più lontana dal podio. Un segnale?

Non ho capito gli accoppiamenti delle premiazioni. Una signora bassa e piccolina con uno stangone. Ho le foto, per chi non ci crede.

Mi chiedevo se Burdisso, come Ceccon, non fosse tanto in forma. Poi se uno fa 52”88 alla fine qualcosina ne ha. Sballottato qui e là…

Le gare degli 800 sempre più emozionanti: anche quando sono le 4×200. Oggi 4 staffette protagoniste fino alla fine. Stavolta la legge Kesely è rispettata, e arriva il quinto oro dopo la sconfitta dei 200 stile. V for Vendetta.

Un bilancino finale semiserio ci sta. Italia è decima nel medagliere. Risultato un po’ bugiardo. Come numero sono quarti, anche più dei britannici terzi nel medagliere. A punti terzi, di pochissimo ma dietro alla Gran Bretagna. E’ vero, molti giovani. Ma anche la Russia. Poche scuse. L’inno ci è mancato. Ma vi voglio bene lo stesso, anche se Jason vi mozzerà le mani.

Alla prossima.

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior: faccia di bronzo

di Mauro Romanenghi

45th European Junior Swimming Championships, Podium

Podio 800sl M – credit: LEN – Deepbluemedia/Andrea Masini

Arriva il giorno quattro.
Stavolta le gare le ho viste tutte. Non ho ancora parlato del tifo pauroso che si scatena in vasca: non ho capito se c’è tantissima gente o se chi c’è fa un casino pazzesco. Poi sembra che ci siano delle rock star: grida esasperate, soprattutto di ragazze. Non è che si sta formando una boy band? Anche in considerazione della musica figa che mettono.

Poche medaglie per l’Italia. Ce lo si aspettava, però tante tante finali per ragazzi spesso dell’anno piccolo. Medaglie buttate ce ne sono, ma confido che succeda qualcosa domani. da quello che ho visto oggi.

Mi hanno chiesto delle prestazioni di Ceccon. E io che ne so come sta Ceccon? Formulo tre ipotesi.

Ipotesi uno: sta male.
Ipotesi due: sta preparando gli Europei assoluti.

Se l’ipotesi due vale anche per Milak e Kolesnikov, beh attenzione ai record mondiali delle loro gare.

Freya Anderson sembra passeggiare nei 50. Solo Popov aveva una frequenza così. Mi perdoni lo zar. Ma basta per vincere anche i 50 stile: per ora.
Notizia del giorno: Kesely perde allo sprint nei 200. Essere piccoli ha anche degli svantaggi.

Masciopinto migliora ogni turno, un po’ come il vino in botte. Arriva fino a 25”80 e al sesto posto. Considerando che ci è arrivata spareggiando al mattino quindi dopo 4 da 50, non male.

Se ti chiami Anastasia, il tuo futuro è assicurato. Anche se si scrive Anastasiya. E allora partiamo a tuono in 27”0 nei 100 delfino e che la zarina russa me la mandi buona. Oro a pari merito con l’inglese. Per correttezza, Anastasiya Shkurdai è bielorussa.

Faccia di bronzo e fanno tre, Ma stavolta sudatissima. Il finale a 5 non regala nulla, infatti l’argento francese Beaugrand fino a 100 metri dalla fine era quinto. Calloni non è finissuer, ribadisco. Ma stavolta di grinta mette la mano e salva il bronzo pur essendo il più lento dei cinque. La tattica di seguire il vincitore ai 300 metri ha pagato. E così dopo 400 e 1500 anche gli 800. Purtroppo unica medaglia oggi.

Mista mista: vedo la formazione, e mi convinco che a questo punto il CT Walter “Jason” Bolognani stia facendo girare un po’ tutte. Difatti entra la D’Innocenzo, a questo punto. Una staffetta che nonostante la corsia 8 ritengo da podio. E lo è fino a 10 metri dalla fine. Quando tutto gira per il verso sbagliato.

Voi mi dite e l’ipotesi tre di Ceccon? Ah allora vi siete accorti che ne manca una.

Un abbraccio a tutti i ragazzi.

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior notizie express

di Mauro Romanenghi

45th European Junior Swimming Championships, Podium

Podio 4×100 mista F – credit: LEN – Deepbluemedia/Andrea Masini

Perdinci non sono riuscito oggi a vedere tante gare. Anzi. Solo due gare. Le staffette. Per cui parlo di quelle.

La 4×200 vede al titolo Israele. Che può schierare tal Lochtev da 1’47” al via. Mica cazzi. E poi chiude con Frankel, 1’47”7. Avercene.
Questo tale Frankel, arriva e si gira e sembra che sia morto qualcuno. Occhiaie nere, scuro in volto. La felicità sta di casa dai Frankel.

Nella Russia se non ti chiami Anastasia non puoi fare la staffetta mista. L’unica eccezione è Elizaveta, ma solo perché fa 54” a stile. Altrimenti niente.

A proposito della staffetta mista, restano due misteri in casa Italia.

Il primo, perché se la nostra delfinista da finale è la Biasibetti noi schieriamo la D’Innocenzo, la più forte dorsista.

Il secondo, come sia possibile che la Memo, ranista che il giorno prima fa 2’28”, faccia 2’30” in finale. Ma soprattutto faccia in staffetta, lanciata, più del passaggio dei 200. Sotterrata. Corso di convinzione nei propri mezzi anche per lei. Coraggio.

Passiamo a ciò che purtroppo non ho visto. Zorzetto dice la FIN bronzo a sorpresa nei 100 stile…ma perché??? Era secondo tempo. A lui il corso non è servito, forse una sonora strigliata con la maschera di Jason dopo la stile mista di ieri.

Burdisso. Ennesimo primato giovanile, e secondo dietro Milak. Che non scherza più, e fa 1’53” nei 200 farfalla. Tra l’altro con chiusura in 31”. Attenzione tutti a questo baldo giovane. Ma Burdisso fa 1’56”40, quinto alltime in Italia. Almeno, nell’ultimo 50, è andato veloce come Milak.

Giulia Salin. Non mi tolgo dalle mie posizioni: medaglia, senza record. Voglio-il-personale.

Infine seconda sorpresa. Per la FIN. Medaglia a D’Innocenzo nei 50 dorso. Mi aspettavo quindi la D’Innocenzo a dorso (tra l’altro appunto bronzo sui 50) e Biasibetti a delfino. Certo, con una Memo da 1’09” lanciata, non dico medaglia, ma forse 4’09” si faceva. Ma io non sono Jason… andrà meglio la prossima volta.

Sperando di non aver denigrato nessuno, a domani.

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior!

di Mauro Romanenghi

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Podio 400sl F – EJ Helsinki 2018 – credit: LEN -Deepbluemedia/Andrea Masini

Oh cavoli sono iniziati gli Europei Juniores!
Non me ne ero mica accorto, non avevo visto su Facebook la faccia di Jason che terrorizza i giovani Junior nostrani promettendo probabili morti violente in caso di prestazioni non consone agli standard dimostrati.
Beh, il primo giorno me lo sono perso. Però ho visto che al mattino lo streaming è chiarissimo, come vedere le gare del Foro Italico dall’osservatorio di Monte Mario. Per fortuna al pomeriggio è meglio.

Quattro medaglie dicevamo per l’Italia il primo giorno, più un record italiano Junior della D’Innocenzo.
Calloni è un po’ il salvator patriae in questo momento. Bel 400 il suo, ma le doti di finisseur non le ha per ora e si vede.

Medaglia anche per Giulia Salin negli 800, ma ancora manca la progressione cronometrica. La attendiamo al varco.

Medaglia della 4×100 stile maschi con dei tempi discreti. Dove sono finiti quei tempi nella 4×100 mista stile però lo vorrei capire. Discontinuità, il nostro motto.

Bel bronzo anche per le ragazze. Nessuna punta ma tutti tempi decenti: che però mi piacerebbe vedere finire in 55”. Al momento, come dice Walter, accontentiamoci.

Veder entrare la Chekhovsik (la cui pronuncia del nome richiede uno studio del russo di almeno sei anni) non può destare impressione visto che copre la L di LEN sullo striscione dietro i blocchi. Il 2’26” a rana di conseguenza.

Anche i migliori sbagliano. Kristof Milak, 50”27, fuori dalla finale dei 100 stile.

Anche i migliori sbagliano volume 2. Ceccon, dopo la finale dei 100 dorso, affronta malamente i 200 misti. 2’06”, tempo da categoria Ragazzi e fuori.

Anche i migliori sbagliano, volume 3. Kolesnikov, altissimo, purissimo e levissimo e raggiunto dal rumeno Martin in 53”52.

Direte voi bella forza i russi hanno tutti ‘sti bei cristoni alti due metri. Intanto noi abbiamo Ceccon che è alto due metri e ancora non ha vinto nulla, e poi oggi al titolo (per la terza volta in questi campionati) Ajna Kesely, dopo 800 e 400 misti anche 400 stile. Se la vedete sul podio proprio altissima non è.

Comunque nei 100 stile anche la Freya Anderson ha il suo perché. E anche la sua condotta di gara: 27”2 – 27”4. Mica male.

Houston abbiamo un problema. D’Innocenzo, 2’11”71 in semifinale con quel tempo ti giochi il bronzo, 2’12”43 tempo ottenuto. Fusco 2’12”47 in semifinale e in finale con quel tempo si vince. Lui fa 2’14”. Domani Zorzetto e Burdisso sono secondo tempo. Urge corso accelerato di convinzione.

Secondo giorno stregato. Ci pensa Calloni. Personale nei 1500 e argento… anzi bronzo: perché al mattino il danese ha fatto meglio. Mai una gioia.

Oggi ho imparato benissimo le parole dell’inno ungherese e di quello russo. Ancora qualche giorno li so anche suonare.

Vaskina, ribadisco che con un nome così non poteva che fare la nuotatrice. In vasca da 25.

FuoriOnda 16 – Sandro Donati (seconda parte)

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, con l’aiuto tecnico di Mauro Romanenghi della IN Sport Rane Rosse e naturalmente di Fogliani artefice di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Sandro Donati

Seconda parte dell’intervista a Sandro Donati. Partiamo dal progetto antidoping dell’Emilia Romagna, passando dalla visione dello sport giovanile e di come potrebbe la scuola aiutare lo sport e la lotta al doping. E ricordarsi sempre che l’allenatore ha sempre la colpa e l’atleta ha sempre i meriti.
Tutto dalla viva voce di Donati, solo su Fuorionda, oggi in via eccezionale anche fuori dalle corsie

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata ad agosto 2017 a Roma, presso “La terrazza di Stefania“.

Settecolli Fiftyfive – day 3: ieri salsicce, oggi Calippo!

di Mauro Romanenghi

Nuota come un cane - Settecolli 2018 Laura Vergani

nuota come un cane – Settecolli2018 Laura Vergani

Ultima mattina del Settecolli.

Stamattina hanno tentato di far arrivare i rifornimenti e rifocillare il duo in piccionaia; per fortuna ci hanno pensato i ragazzi del supporto tecnico!

Oggi è il giorno dei 200. Manca la Pellegrini, lo diranno cento volte. Ce ne faremo una ragione.

Tutto come nei giorni precedenti al mattino, eccezioni escluse: vedi giorno uno e due.

Note di colore da Roma.

Ieri erano presenti in tribuna tutti gli allenatori danesi. Oggi nessuno: forse un po’ di crema solare protezione totale in più non guasterebbe.

Gli allenatori britannici invece scoprono il Calippo. C’è da più di trent’anni, forse con la Brexit qualcosa si è mosso e anche loro si sono modernizzati. Anche l’allenatrice di Peaty era in caccia di Calippo in sala stampa. Calippo rules per tutti.

La Caporale ha oramai esaurito tutte le persone a cui chiedere se questo Settecolli è una gara fantastica. Mancano i cronometristi, i giudici e Marco Agosti. E niente ‘sto ballo pem pem dobbiamo sorbircelo prima o poi.

Discorso mattutino di Butini. Le sentenze.
Condorelli: “ce li mangiamo tutti a Natale penso, quindi le origini italiane non si discutono”
Pellegrini, se vuole fare i 200 a Glasgow: “la iscrivo”.

Siccome siamo all’ultimo giorno sentiamo anche Morini.

E lui lancia la frecciata: “la rana, Cusinato la fa meglio di Luca Sacchi”. Mica tanto falso.

I 400 servono a chiudere bene i 1500.

Il 3 settembre partirà il nuovo progetto per Detti e Paltrinieri. Pronti?

Una battuta anche per Acerenza: anche lui ha le sue buche, sono Detti e Paltrinieri. Deve essere un grosso problema a Roma ‘sta storia delle buche…

Poi la domanda sugli stranieri a Ostia: alza gli occhi al cielo… “sono un diversivo per i ragazzi che così affinano le lingue”. Intanto le chiavi sono già tutte nella sua camera.

Ieri la Filippi era venuta a controllare la situazione. Presagio?

 

Pomeriggio

Guardavo la foto della FINP: molto meglio, rende giustizia alla Gilli e ai suoi tre record del mondo (avete letto bene: tre WR in tre giorni).

Se la Quadarella è la nostra miglior duecentista, c’è molto da fare.

C’è chi giura che l’allenatrice di Peaty a bordo vasca nel riscaldamento stesse mangiando un Calippo al limone. Quindi ce l’ha fatta.

Panziera fluttua al mattino nei 200 dorso: 2’09” senza dannarsi. Mi sono detto che pomeriggio se passava in 1’02” alto e faceva 32”5 di passo lo faceva, questo record. E lo ha fatto. Con 1’04” di ritorno. Vince un bel Calippo alla fragola!

Unico 50 disputato è quello a farfalla. Govorov dice alla Caporale dopo la batteria: “Sono molto preparato, ho provato al mattino per fare il record del mondo pomeriggio”. Quando si hanno le idee chiare.

Boggie wonderland! La Kapas ci stupisce e con la sua respirazione avvitata alla Cagnotto e un’ultima vasca spaziale vince il Settecolli. Insomma di riffa o di raffa Boggie da qualche parte vince sempre. Ricordiamo che manca sempre un mesetto a Glasgow.

Battere una foca fa sempre piacere. A pochi decimi dal personale. Luca Pizzini arrivo da foca ammaestrata vince il pesce Calippo in premio.

Nei 200 rana vince la Efimova del Team Efimova. Quasi come la Nazione Hosszu. Quasi.

Torna la leggenda del topic Vuotate il Sacchi: “Nessuno scenderà sotto 1’47”: a pari merito i due brasiliani, 1’46”84. Poi c’è Megli. Che a un mese dagli Europei fa 1’47”58. Chiudendo in 26”8. Si può fare… megli (e questa me la sono tenuta da mesi eh).

La 4×200 maschile ricomincia a trovare qualcuno per strada. Ecco Ciampi e Proietti Colonna, con Zuin e Di Cola abbiamo un po’ di 1’48”. Per rifondare ci serve 1’47” al via e poi lanciarsi. Al momento partiamo da questi. Papà Detti li aspetta, quando si rimetterà.

Due parole su Glessi: la rana questa sconosciuta (se fa 37” Cusi non si può fare 36”). E finché lo resterà non scenderà mai sotto i due minuti nei misti, con il tutto bene che possiamo volergli.

Due parole su Ilaria Cusinato. Consapevolezza dei propri mezzi. Siamo disposti addirittura a sorbirci il ballo pem pem se migliorerà ancora, soprattutto il delfino, dove ancora non nuota benissimo.

Efimova: più veloce a rana che a dorso e stile. Bene così.

Ma se TUTTI vogliono la cuffia di Gregorio perché non gli danno un po’ di cuffie da lanciare???  

 

Consuntivo: un mondiale, quattro record italiani, due primati giovanili. Tanta birra, per Glasgow abbiamo fatto la scorta. Adesso bisogna tirarla fuori tutta: al momento giusto.