Acquastampata

Io, l’acqua e i libri.. la mia vita è custodita in queste tre parole. E’ grazie a loro che acquastampata ha preso forma. Passando dal prezioso sostegno di persone speciali: lo Scienziato, il Filologo e il Creativo.

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Criteria 2019. In nomine patris. Parte maschile

di Mauro Romanenghi

ego_te_absolvo / Criteria2019M

ego_te_absolvo / Criteria2019M

Parlando durante il podcast con Corrado Sorrentino, che salutiamo, ci ha detto che le ragazze che ha visto si sono comportate a modo. Sperava che con i maschi fosse lo stesso. Lo speriamo anche noi, si sa che i maschi sono un po’ più turbolenti. Ma noi gli diamo il beneficio del dubbio. Per non sbagliare Luca Rasi durante l’ultima sessione femminile ricorda a tutti i maschi che non possono occupare la tribuna del pubblico ma solo quella atleti, che non possono andare in piscina e soprattutto che non possono usare gli spogliatoi!!!
Parlando invece con un mio amico mi ha detto che insomma, questi Criteria dovrebbero essere una festa ma che il clima è a volte funereo. I ragazzi vanno consolati ma non scusati o compatiti, se c’è un errore questo dopo il dispiacere va analizzato e non ci si deve abbattere. Perché a una festa il bicchiere si può rompere, ma poi ci si scusa e si capisce che ci si deve comportare meglio.

Vabbè non voglio stare qua a fare la morale che poi non sono neanche capace, divento troppo serio e non va bene.

Passiamo subito a Luca Rasi che si diverte una cifra a dare gli annunci dei cartellini persi, dei furgoni da spostare, degli occhiali da sole persi. Siamo fino a quattro macchine minacciate in contemporanea. La musica dello squalo però era un’altra cosa.

Tra l’altro al suo fianco è comparsa un’altra voce, che sembra una voce meccanizzata. O hanno preso un robospeaker per sostituirlo oppure c’è un erede. Anche perché sei giorni di Criteria non sono uno scherzo. Provate voi a dire seicento volte “tempi e classifiche confermati”.

Burdisso – Ceccon capitolo uno: i duecento farfalla. Iniziano le solite sfide Burdisso-Ceccon. Ma quest’anno si incrociano solo due volte, e tutte e due sul terreno preferito dal lombardo di stanza in Inghilterra. Si comincia con i duecento delfino. La sfida dura fino a i 100, poi si alza bandiera bianca. Certo piace vincere facile. Comunque Burdisso stacca la terza prestazione alltime, mica pizza e fichi.

A proposito di Ceccon, e poi giuro mi fermo qui, le dodici fatiche di Asterix gli assegna Burlina. Duecento farfalla, quattrocento stile (che gli ultimi cento quasi non girano le braccia fuori), duecento rana, e vabbè i facili 50 e 100 farfalla. Nei 50, tanto per gradire, quarta prestazione alltime. Che poi neanche a farlo apposta c’erano pure le matricole di Asterix il gallico.

La rana e l’Imolanuoto si sa sono un connubio facile da identificare. Ai Criteria due piccoli imolesi alla ribalta nella categoria Ragazzi maschi: Cerasuolo e Sabattani. Cento rana, of course.

Piccoli excursus sulla gestione della gara. Ma meglio così, almeno si vedono grandi recuperi, e le gare hanno più sugo. E poi questi ragazzini dovranno imparare a gestirsi, no?
Andiamo con ordine.
Primo episodio: duecento farfalla anno 2002. Protagonista Giuseppe Cerbone. Passaggio ai 100 57”14, ultimo 50 in 33”8. Ultimi metri a pezzi, sembra quella volata di ciclismo in cui il fuggiasco sta per arrivare al traguardo e il gruppo lo travolge a 70 Km all’ora. Si avventano su di lui in tre: e in tre lo passano, di un decimo. Quarto Giuseppe Cerbone. Ma noi siamo tutti con Giuseppe. Ti aspettiamo, in un’ altra occasione. Magari con un passaggio di un mezzo secondino più piano.
Secondo episodio, un po’ più fortunato: duecento rana anno 2003. Protagonista Simone Cerasuolo. Dalla vittoria dei 100, tentiamo anche i 200. Corsia laterale, come tante vittorie in questi campionati. Passaggio ai 50 in 29”2, sì avete letto bene. Già ai 100 qualche cedimento, poi chiusura in 36”9. Agevole il sorpasso di de Tullio, che vince di un secondo. Qua però ci sta un argento. Totale 1’03”- 1’13”. Il tempo in sé neanche disprezzabile. Si farà, il ragazzo: tutta esperienza.
Morale: da noi si diceva, una volta, parti a razzo, finisci… oggi si usa passaggio a fagiano. Come espressione era meglio la nostra, ma si sa diventiamo vecchi.

Burdisso – Ceccon episodio due: i 400 stile libero. Anche qui il buon veneto cerca di seguire le tattiche arrembanti dell’italico di Albione (espressione che va tradotta). Ci riesce più o meno fino ai 125. Poi molla il colpo, ma senza alzare la bandierina. Anche Burdisso però comincia a pagare le sue tattiche scriteriate. Nei grandi, i 400 si nuotano con più accortezza. Memento semper…

Insomma ancora non abbiamo parlato di Razzetti. E parliamone. Cinque vittorie su cinque gare. Non ricordo, perdonate, se ne ha fatte sei. Tre record della manifestazione. UN record italiano assoluto, il primo, ci auguriamo, della sua carriera. E tanta fame. Ne parliamo da quando era Junior e contiamo di parlarne ancora. Per cui ci fermiamo qua.

Però chiamarlo alla premiazione dei 200 farfalla quando è schierato per il via dei 200 misti, non è stata un’idea geniale. Amen, sono Criteria: alla festa, se ti chiamano su palco, anche se stai ballando con la più figa della scuola ci devi andare lo stesso.

La nuova moda: venire squalificati a podio. Si comincia con i 100 rana 2001 (Rizzo), poi con i 100 rana 2005 (vittoria, ma qui Mantegazza si rifà ampiamente: quattro ori per lui tra farfalla, rana e misti). Poi abbiamo Filadelli nei 400 misti (argento) e chiude Magrini (anno 2004 nei 200 stile). Una moda pericolosa.

Immagino che Luca de Tullio sarà il fratello di Marco de Tullio.

Se era la Polieri a perdere record nelle ragazze qui è Martinenghi: ben due. Se son rose fioriranno, visto che gli asparagi non hanno avuto successo.

Se nel comparto femminile abbiamo avuto 12 record 4 per ogni categoria, in quello maschile si sono concentrati nei Cadetti (che tra l’altro avranno gli Assoluti fra poco… quindi immagino non preparatissimi). C’è da dire che il passaggio di Ceccon, Burdisso, Martinenghi e compagnia bella negli anni scorsi ha lasciato il segno.

La categoria Cadetti ha visto sette nomi protagonisti delle prove in programma. Peggio i 2001, con soli sei vincitori. Quella più generosa i 2002, con 10 vincitori. Ebbene sì, non ho niente di meglio da fare che contare i nomi dei vincitori.
Nelle ragazze, tante a 4 vittorie. Qui il 4 non piace, il 5 e il 6 sono le cifre più amate. I soliti ingordi. Guardate che poi c’è il contrappasso, si finisce nel terzo cerchio con Ciacco.

Cose che non posso vedere.
Gente seduta sulla corsia a sbattere l’acqua.
Le squalifiche per nuotata irregolare frazione rana (che poi sarà la gambata a delfino).
Presentarsi in ritardo in camera di chiamata.
Gente che in prima batteria fa 5 secondi in più del suo record (e non sono i 1500).
Lo so ho capito: sono vecchio.

Ah, in tutto questo mia moglie mi avvisa che Florent è tornato. Passo e chiudo.

Criteria2019. Tempi e classifiche confermate. Parte femminile

di Mauro Romanenghi

INSport-RaneRosse-Criteria2019F/Vagaggini Emanuele

INSport-RaneRosse-Criteria2019F/Vagaggini Emanuele

Rieccoli! Ogni anno sempre qui a Riccione, ogni anno sempre un migliaio di ragazze e ragazzi, ogni anno la festa dei Criteria. Inutile che vi annoi con le solite storie di risultati, podi record, classifiche alltime e stagionali. Quelle le sapete meglio di me. Poi adesso ci sono un milione di siti in cui trovare i tempi limite, i personal best, e anche tutte le cose più intelligenti sul nuoto che addirittura previene la carie (forse questo non lo fa).

Io è molto tempo che non vado ai Criteria, ho preso altre strade ma secondo me la dimensione festa bisogna riprenderla. Troppa serietà, troppa tensione. Troppi piccoli campioni. Che infatti ai Criteria, essendo Criteria, non ci sono.

Ma non è che non dobbiamo parlare degli atleti, nella fattispecie delle atlete. Perché le protagoniste dei Criteria, anche se non sono campioni sono sempre loro.

Che vincono, perdono, migliorano, peggiorano, si schiantano in virata a delfino anche se son fra le 30 migliori della loro categoria, piangono se vincono, piangono se perdono, insomma piangono spesso.

Piange Benedetta Pilato, anno 2005, dopo aver fatto il record della manifestazione. Fisico notevole, talento sicuro visto che ha già medaglie assolute al collo (pure in lunga). E un bel 1’07”72 miglior tempo assoluto dei Criteria 2019 nei 100 rana. Così giusto per fare un’analisi tecnica: sette bracciate la prima vasca, dieci la seconda e la terza, tredici la quarta: per fare vedere che alle gare ci sto attento, mica coltivo asparagi durante le competizioni.

Che comunque gli asparagi essendo a marzo sta arrivando il periodo e sono buonissimi. Con le uova, soprattutto.

Per coltivare gli asparagi ci vogliono delle ottime braccia. Beh non mancano di certo a Giulia Salin, che di spalle e bicipiti ne ha da vendere. Soprattutto per fare 400 e 800 stile, gli asparagi meglio lasciarli agli altri.

Lo so, parlo sempre di cibo. Ma l’appetito vien mangiando, e per gli atleti vincendo. Così parliamo di Giulia D’Innocenzo, classe 2002. Comincia con i 50 dorso, entrando nella top ten italiana. Poi non le basta e allora entra nelle prime cinque con i 100 dorso. A mezzo secondo dal primato assoluto. Poi vince i 100 farfalla, poi nella migliore tradizione delle dorsiste moderne si cimenta anche nei 200 stile (con discreti risultati). Infine infila il poker nei 200 dorso.

A proposito di Giulia, le apnee migliori del campionato, tutte più di metà vasca. Avercene.

La Giulia nazionale mette in ombra molte altre 2002 interessanti, che qui si stanno distinguendo. E che sicuramente vedremo a Riccione, ad aprile. La Cenci che ha primeggiato nei 100 e 200 stile (vedi discorso sulle dorsiste), la Asprissi, Cocconcelli, Masciopinto… chi altre? Sicuro qualcuna me la dimentico.

Stesso discorso per la categoria Juniores dove tra l’altro ci sono state diverse atlete favorite che hanno peggiorato. Non riesco mai a capire se stanno puntando agli Assoluti dove avverranno le selezioni per le gare internazionali o se invece hanno ciccato la gara. O entrambi. Naturalmente mi attendo grandi duelli agli Assoluti. Ai posteri l’ardua sentenza.

Non che sia fondamentale ma almeno per far vedere che le gare le vedo in streaming, noto con piacere il ritorno di Veronica Montanari, un discreto 200 dorso. Ma che ci sta a fare ad Ancona che è di Como?

Ci sono quelle atlete che tu le vedi gareggiare e dici adesso le aspetto e vediamo che altre gare faranno. Per capire se è un fuoco di paglia, se invece è in forma, se sta sbocciando qualche atleta interessante. In questo campionato cerco la Sartori. Intanto perché quando nuota a delfino ha questo ondeggiamento stranissimo, che mi fa venire in mente un po’ i serpenti di mare.
Poi i tempi non sono malvagi per niente: due primati della manifestazione e quattro ori.

A proposito di Sartori, la sua squadra è la squadra in cui milita Ceccon, la Leosport. E di ragazzine ne ha schierate diverse. Intanto ha pure vinto la 4×200 e la mista Ragazze, e poi si è distinta in altre categorie come la 4×100 stile Junior. Insomma, se son rose fioriranno, visto che siamo in tema di primavera incombente. E le rose sono meglio degli asparagi, anche se non si mangiano.

Un po’ di colore: intanto ogni due per tre ci sono avvisi di spostare auto, furgoni, pullmini. Ma che è ‘sta folla che parcheggia in divieto? Forse bisognerebbe mettere le multe come nel Gestionale. Difatti la minaccia delle multe ha azzerato le corsie vuote. Grande cosa, di cui io mi sono subito accorto. Tocca l’italiano nel portafoglio, ti romperà le scatole ma ti ubbidirà sempre.

Sempre parlando di atlete che mi hanno colpito, magari fra le più giovani, ho visto questa Gorlier, 2005. Già in acqua sembra un gigante, fuori ancora di più. Vedremo, intanto il nome ve l’ho fatto. Ha vinto i 200 misti e le gare del dorso, quindi nuotare sa nuotare.

Continuiamo con le note di colore. Tornano le sorelle Cesarano e fanno doppietta nei 400 stile anno 2003: ovviamente sono gemelle (a meno che non siano riusciti nell’impresa improbabile ma non impossibile di generare due sorelle uguali a 12 mesi di distanza). Ma nuotano in maniera completamente diversa. Non c’è da stupirsi. Anche nella mia squadra ce ne sono: e anche loro nuotano in maniera completamente diversa. Naturalmente essendo gemelle, come ha notato un genitore della mia squadra, sono uguali.

E’ vero che i record sono fatti per essere battuti, ma la Polieri maledirà questa edizione. Dei dodici record battuti quattro erano suoi.

Nota di colore tre. L’emozione del debutto. Duecento dorso, batteria imprecisata, anno imprecisato. Al segnale di “a posto” la corsia sette parte e va. Dai non te la prendere, andrà meglio la prossima volta. Siamo tutti con te, corsia sette!

Quando guardo le competizioni, a me più dei super record piace lo spalla a spalla. Per me la lotta è il condimento della vittoria. Molte gare si sono risolte così. Ma la gara esemplificativa della mia preferenza sono i 100 dorso anno 2004. Ai 100 metri virano a pari merito Gaetani e Fontana, protagoniste dei campionati, in 29”59. Ai 100 metri toccano pari Gaetani e Fontana,  protagoniste di questi campionati, in 1’00”09. Non ricordo sia mai avvenuto.

Il duello si ripresenta nei 200, naturalmente sono in prima fila. La Fontana sembra andarsene ai 150, ma non è così. Alla fine ben sei centesimi le separano. La Fontana fa poker, come Sartori e D’Innocenzo. Se posso dire, apnee da rivedere per entrambe.

Sofia Morini ci ha provato fino alla fine. Poi c’è riuscita. All’ultima gara Morini Sofia ce la fa e mette il record dei campionati. E brava Sofia.

Nella categoria Ragazze a fare poker ci hanno provato in due. La Gorlier non riesce per pochi decimi, la Senatore ce la fa. 50 e 100 stile, 200 e 400 misti. Coppie inconsuete. Non tutte le uova si rompono nel modo giusto, per fare dei buoni asparagi.

Nota di colore quattro. “Alcatraz” è la matricola vincente: due detenute e la guardia giurata. Però ragazzi non è politically correct far vedere l’occhio nero alle due detenute. In compenso la guardia in stile “Village people” non è niente male.

Sempre per il piacere dei duelli. Nei 200 stile libero, la Sartori in corsia centrale alla 4 vede la 0 e la 9 con Pesenti e Lamberti al duello. La spunta la Pesenti. Roba da torcicollo.

Menzione come sempre per Luca Rasi: una macchina da guerra, classifiche, concorsi del cartellino perduto, una battuta d’arresto sui tempi alltime nella prima giornata ma poi via come un Terminator degli speaker, neanche fosse Piatek. Riesce pure a far piangere la sorella di Manuel Bortuzzo, roba che oramai non ce la fa più neanche la Caporale. Tutto questo lo lascio ai siti specializzati, però.

Tempi e classifiche confermate. Passiamo al comparto maschile.

Città di Milano 2019: bisogna avere fede

di Mauro Romanenghi

trofeo Citta di Milano 2019 - Mauro Romanenghi

trofeo Citta di Milano 2019 – Mauro Romanenghi

Bisogna avere Fede!!!

E’ finito anche questo CDM. Il Trofeo Città di Milano numero nove va in archivio, con tanti record della manifestazione, tante gare combattute e tante indicazioni per i nostri CT (che erano presenti nella tribuna superVIP dove attenta osservava le gare anche Mara Maionchi, mica pizza e fichi!).

Io e mia moglie siamo andati a questa edizione atletici e sgargianti in maglietta, vista la calura primaverile di un febbraio anomalo. Per fortuna, perché per entrare abbiamo dovuto sudare un po’. Per fortuna, tutto è bene quel che finisce bene, come diceva Rezzonico del trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Il poliziotto Huber non è servito.

Lavoro duro per mettere in piedi una piscina decente, ma lo si sa già: sono parole di Roberto Del Bianco, che in realtà quando lo ospitammo in un nostro podcast anni fa non usò proprio  parole gentili riguardo alla piscina di Via Mecenate. Ma che fa schifo lo sanno tutti: l’unica cosa decente è la vasca, e forse questo non tutti lo sanno. Ma è così. La vista alla fine non era male, i paramenti hanno fatto la loro figura.
In conferenza stampa c’era mia moglie: hanno assicurato che la gara d’appalto per iniziare a decidere chi farà i lavori di ristrutturazione sta per essere fatta. Intanto a Riccione hanno coperto la vasca in due giorni. Non credo che dopo aver fatto la gara d’appalto i lavori saranno così veloci. Ma noi lo speriamo. Bisogna avere fede.

Ma insomma, passiamo al trofeo. Vita durissima per i comunicati federali, che pubblicano venerdì  “Sveltato il trofeo di Milano”. Vabbé.

Mi siedo in tribuna e aspetto speranzoso, perché già il primo giorno vedrò finalmente di nuovo da vicino, anzi da vicinissimo, la mia principessa, colei che osano chiamare Sid. La Signora dell’acciaio, la mistista delle meraviglie, insomma Katinka Hosszu: che in un italiano stentato mi ha dato appuntamento su Facebook al “scittà di milan”. Ma chissenefrega del suo italiano, a me basta vederle primeggiare i 200 farfalla e già sono contento così, potrei andare a casa. Invece no, mia moglie deve intervistare tutti entro sabato pomeriggio: quindi resto.

E per fortuna. Perché negli intermezzi del venerdì quest’anno hanno ingaggiato la ballerina di pole dance. E insomma, direi che TUTTI i maschi della piscina (allenatori, padri, mariti, fidanzati) hanno apprezzato. Io anche. Mia moglie non ha espresso giudizi, come penso molte del gentil sesso presenti.

Un po’ di confusione ha destato la gara degli 800 femminili, perché non avevo capito bene che qualcuna avrebbe fatto i 1500. Che poi erano un po’ sparpagliati. L’unica che non ha fatto confusione è stata la Quadarella, che ha preso su e al ritmo di circa 16 minuti se n’è andata a vincere questo 1500 stile. Anche il padre della Quadarella davanti a me aveva ben chiara ogni cosa. Fotocamera, videocamera per registrare la gara e smartphone su Raisport. Grande babbo.

Bisogna avere fede. Perché chi lo ha detto che a 23 anni sei finita, che non si può più migliorare? Si può, basta credere in sé stesse e avere voglia. E infatti così fa Francesca Fangio da un paio d’anni. Record personale e terza all time in Italia nei 200 rana. Bisogna avere fede.

La situazione dei 200 stile femminili, al momento, non è rosea si sa. Attendiamo al varco. Intanto dopo la Pellegrini la nostra miglior duecentista sembra la Panziera, una dorsista. E comunque vorrei ricordare che prima che arrivasse la Ledecky la miglior duecentista al mondo era la Franklin che poi era una dorsista. Ma non perdiamoci d’animo. Bisogna avere fede, qualcuna arriverà (o tornerà).

Io capisco la fede, ma iscrivere al trofeo internazionale una ragazza che fa 1’40” nei 100 farfalla mi sembra un filino esagerato. Opinione personale del tutto opinabile, naturalmente.

Trofeo di duelli all’arma bianca il CDM lo è sempre stato, ma quest’anno veramente alcune gare da paura. Così a memoria: i 100 farfalla fra Bianchi e Di Liddo. I 100 dorso fra le tre sorelle bandiera: Panziera, Zofkova e Scalia. I 100 dorso maschi fra Ceccon e Mencarini. I 50 e i 100 farfalla tra Codia, Leclos e Cseh. Insomma per dire che non c’era solo la pole dance a farmi contento!

Bisogna sempre avere fede. Soprattutto se ti chiami Laszlo e vedi il tuo avversario in leggera difficoltà ai 150 metri dei 200 farfalla. Anche se l’avversario in questione è Chad Leclos, un campione olimpico della specialità. Potresti anche vincere, con un po’ di fede e un rush finale da 30”28. Infatti.

A proposito del fatto che bisogna avere fede. Diverse medaglie sono arrivate dalla seconda serie (o più giù). Nei 200 stile maschi addirittura il vincitore, che ha chiuso l’ultimo 50 in 26”8. Stefano Ballo dei Vigili del Fuoco Modena. Rivediamolo più avanti, intanto è a poco dal personale. Bisogna avere fede. Vedi Fangio.

Il sabato ho guardato le gare con Massimo Anelli, grande esperto di statistica (anche suo figlio lo sa). Mi ha praticamente elencato la genealogia del 10% degli atleti presenti che erano figli di compagni di squadra, conoscenti, avversari. Una memoria prodigiosa. Non per niente è un grande esperto di statistica.

Ogni tanto correva un bambino portando una bandierina. Lo so che sono stordito, ma ho pensato le prime due volte che avevo già visto quella scena. Poi ho capito quando lo speaker lo ha detto: correva perché la bandierina portava scritto “record del CDM” (credo facessero così durante un mondiale di vasca corta!). Chiedo perdono, l’età avanza.

So che sono una persona difficile, ma ben tre persone in sala stampa hanno chiesto a mia moglie come fa a stare con un tipo come me. Posto che non mi sembro poi tanto male, ma questo lo devono dire gli altri, a volte me lo chiedo pure io. Ma bisogna avere fede. (Ah, mia moglie dice che è perché mi ama.. mah..).

A proposito di mia moglie, il sabato pomeriggio con l’affermazione “io me ne vado visto che state parlando di cose che non capisco” mi ha lasciato in tribuna con Anelli alle 15. L’ho rivista alle 18.30. Ignoro cosa abbia fatto ma è tornata piena di interviste ai campioni. Massima stima e ammirazione.

Sempre sabato in pausa pranzo ho annoiato con racconti di nuoto i ragazzi di “Nuoto: uno stile di vita”. Però il pranzo lo hanno apprezzato, soprattutto il conto di soli 9 euro.

Sul piano vasca, a un certo punto, Federica Pellegrini provoca un’invasione di piccoli tifosi in delirio alla ricerca di un suo autografo. Se fosse rimasta lì, starebbe firmando autografi ancora adesso. E anche le gare sarebbero ancora a quel punto. Non c’è niente da fare, quando c’è lei il tifo sale di 50 decibel e lo stadio trema. La morale è che bisogna avere Fede… ma anche Katinka, Chad, Laszlo, Gabriele e gli altri. E allora ci si diverte.

E al CDM c’erano tutti. Thanks, Nuotatori Milanesi!

Categoria invernali di salvamento: ho visto un re…anzi tre!

di Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

Si ricomincia.

Solite cose: tanti atleti, tanti amici, comunicati FIN sbagliati, aperitivi, fritti misti, cose così insomma. Vi dirò tutto, ma andiamo con ordine.

Nota iniziale uno: l’articolo serio sui risultati dei campionati non è qui, ma su OAsport. Cercatelo.
Nota iniziale due: il podcast parlerà di tutti i protagonisti, anche in ambito giovanile. Lo troverete nei prossimi giorni.

La novità vera è che quest’anno c’è il Gestionale.
Non è una nuova figura lavorativa, che gestisce tutto e tutti. Non è neanche un team. Non è l’ufficio che organizza l’evento.
No, è il fantomatico programma che tutti odiano ma a cui finalmente si può dare la colpa senza che nessuno rischi brutte figure, impicci, il posto di lavoro.
Manca un atleta nella starting list? E’ il Gestionale. Le iscrizioni sono chiuse? Chiedi al Gestionale. Ho pagato troppo? Ha incamerato la tassa il Gestionale. Le uova sono troppo fritte? Sarà stato il Gestionale.
Il problema è che il Gestionale non parla, qualcuno le deve dire queste cose. E allora i vaffa se li prende l’ambasciatore del Gestionale in campo gara.

Quest’anno il Gestionale gestisce anche le multe per le assenze non date. La svolta è epocale. Ti dimentichi? Settantacinque euro così, sfilate che neanche il miglior borseggiatore sulla linea rossa della metro di Milano, a ogni gara!
Banco di prova, il Salvamento. Teste fumantissime in segreteria, e non solo lì. Immagino ai Criteria. Provate ora a dire “mah stamattina i 1500 stile libero magari non li faccio”.

Ci sono state anche delle gare. Orari umani, stavolta. Sono stato molto felice di non aver dovuto ingoiare la colazione ogni giorno.
Il merito va anche all’anticipo di mezza giornata, che ha scisso completamente la prima parte dalla seconda. La mancanza della tonnara del torpedo non si è fatta sentire, e nessun Esordiente A è stato maltrattato in questi campionati durante il riscaldamento.

Al bar con i miei amici siamo ormai un’istituzione. Contano i minuti per quando verrà aperta la bottiglia successiva, e con cosa sarà accompagnato. E’ un vero flashmob, tempo dieci minuti: c’è chi ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive. Aspetto ancora la genzianella. Per Roma ci conto.

FIN sugli scudi, come sempre. Lo so stavolta non dovrei parlare perché ho sbagliato pure io, ma lo faccio lo stesso. Nota dopo la prima parte, tre titoli italiani assegnati a Vivalda. Compreso il superlife Ragazzi. Che ha vinto Marchetti: ma il peggio è che Vivalda manco lo ha fatto. Meglio la seconda parte, dove si è ignorato solo il record italiano della staffetta Cadetti maschi. Vita dura per i comunicati federali.

SIC (salvamento in cifre) batte ILS due a zero. Guardo la gara del torpedo Cadette, record mondiale giovanile della Cappai. Controllo sui miei dati: c’è. Passa un minuto e mi chiedono è record? Sì, è record. Sfiducia nella ILS? Beh visto che mette ancora il record del mondo della Fabretti a 50”78, sì, c’è sfiducia. Stessa scena per il trasporto Cadette. Fa piacere quando si fa qualcosa di utile.

Arrivo in piscina credo mercoledì o giovedì. Stanno lavorando alacremente in vasca esterna da 50 con trapani ecc. Penso “va che stanno facendo manutenzione”.
Torno nel pomeriggio e ci sono tanti piccoli gommoncini bianchi.
Il giorno dopo c’è una tensostruttura montata e la piscina coperta. Vedete che in Italia se si vuole fare una cosa in tre giorni si fa. Chapeau.

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Il Gestionale esige di iscrivere le staffette con i nomi già inseriti. Peccato che non ti faccia mettere il tempo, quindi devi presentarti in campo gara per darlo. Poiché credo di non avere mantenuto una formazione di quelle che avevo iscritto, ho passato molto tempo in giuria. La giudice sta avendo gli incubi ancora adesso.

Allora nel mio gruppo di amici abbiamo vari re, a seconda del titolo che ogni tanto per avventura qualche atleta riesce a vincere. L’unico che mantiene il titolo di re degli ostacoli è Fabio Tadini, la cui staffetta ostacoli femminile vince un titolo ininterrottamente dal 1917.
Ha anche provato a vincere il titolo di trasporto con un atleta: subito altri due allenatori del nostro gruppo hanno vinto un titolo. Per ribadire che di re ne basta uno, ma io ne ho visti tre in un giorno.

C’è da dire che manca la regina al nostro gruppo. Io un’idea ce l’avrei, però devo sottoporla al Senato del gruppo. Essendo io senza titolo nobiliare, non ho diritto di voto.

Scena. Sono sulle tribune a guardare trasporto. Sapete che io mi muovo agilmente nel mucchio delle tribune per seguire tutti gli atleti più interessanti. Allora mi guardo i 50 manichino Cadette. Vince la Fiori. Dopo circa venti minuti, durante i Cadetti maschi, la vedo passare per le scale in costume e piedi nudi. Quattro volte. L’ultima volta le spiego che la stanno aspettando nel sottopassaggio per l’antidoping: che sta a metà piscina, a circa venti metri da noi. Credo ci sia arrivata.

Gare Esordienti. Staffetta trasporto. La prima frazionista di una squadra della prima serie (si dice il peccato ma non il peccatore) segue la compagna per dieci metri! Quando si dice l’aiuto psicologico!!!

Mi si chiede in tribuna se quest’ultima azione è consentita dal regolamento. Non lo so. Esso dice che l’atleta deve tornare nella zona di cambio. Non dice quando. La bimba lo ha fatto.

Seguo la gara del superlifesaver Ragazze. Mi aspetto un dominio. Invece è la gara di superlifesaver più bella dei campionati. E due tempi di tutto rispetto, da podio fino alla categoria Cadette. Ovviamente, entrambe sotto il vecchio record italiano. Dibellonia e Di Fazio, se interessano i nomi.

A proposito di superlifesaver, secondo me tre ore di superlifesaver sono troppe. Lo dico contro i miei interessi e con tutto il rispetto per chi lo fa, ma forse è ora di ridurre un po’ i partecipanti. O iniziare un po’ prima quando c’è.

Prima della staffetta Ragazzi maschi trasporto, ultima gara dei campionati, tifo abnorme sugli spalti. Ho seriamente temuto per l’incolumità delle tribune e anche di chi ci stava sopra. Esame superato, le tribune torneranno anche per i Criteria. Anche i bambini, tutti salvi a casa.

Ultima gara dei campionati, invece, il percorso misto. Se ti chiami Ippolito e fai 25”8 al passaggio e un’apnea di 9”, potresti fare un bel tempo, e anche il record italiano assoluto. E far piangere la tua allenatrice. O tutte e tre le cose. Fatte.

Alla prossima, e tutti allegri bisogna stare che se no i re diventan tristi se noi piangiam.

E’ nata SIC!

di Redazione

SIC - Foro Italico/Mauro Romanenghi

SIC – Foro Italico/Mauro Romanenghi

acquastampata è lieta di presentarvi SIC – Salvamento In Cifre, la nuova pagina dove trovate i record e le graduatorie del nuoto per salvamento italiano, aggiornati gara per gara grazie al prezioso lavoro di Mauro Romanenghi e Marco Agosti.

Buona lettura a tutti!

La redazione di acquastampata

 

SuperLife 6 – Italiani milanesi ma non solo!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonché responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti con noi due gentili ma decise fanciulle e un prode cavaliere: Silvia Meschiari, Federica Volpini e Andrea Piroddi. Che non penso abbiano bisogno di essere presentati, ma noi lo facciamo. Campioni mondiali, primatisti del mondo, poliziotti (chi più chi meno) delle Fiamme Oro.

Oggi domande facili. Siamo a Natale quindi ultima puntata dell’anno del podcast sul salvamento più amato (o no?). Chiediamo quindi a Silvia e Federica di raccontarci un po’ della loro avventura mondiale prima di parlare un po’ delle gare appena passate. E visto che si è intrufolato, sentiamo anche Andrea Piroddi, che mentre finisce tutto il dolce ci racconta anche dei suoi avversari di pinne e di come si ruba (in senso figurato) i segret. Soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento che apprezza le festività natalizie.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto Mauro Romanenghi

FuoriOnda 39 – Orsi senza confini

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in trasferta emiliano-romagnola. In redazione a far da supporto Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui anche nel nuovo anno), Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. Come sempre in cabina di guida Marco Agosti.

Ospite Marco Orsi.

E alla fine della trasferta di inizio 2019 torniamo in compagnia di Marco Orsi per parlare del suo campionato mondiale, del suo stop e della svolta che si aspetta. Perché solo chi cade può risorgere. Una chiacchierata di inizio anno per parlare di quello che è stato e di quello che verrà: sempre e soltanto sul vostro podcast di fiducia. State sempre con noi. Non ve ne pentirete, anche senza i dolcetti della Befana di Marco.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 4 gennaio 2019

credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 38 – Federico Poggio, atleta globetrotter!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in trasferta emiliano-romagnola. In redazione a far da supporto Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui anche nel nuovo anno), Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. Come sempre in cabina di guida Marco Agosti.

Ospite Federico Poggio, atleta Imolanuoto. Disturbo tecnico di Enrico Spada.

Continuano le interviste in trasferta di Laura. Dopo Martina Carraro ecco Federico Poggio una vecchia conoscenza che ritroviamo a Imola… un po’ anche per merito nostro. Perché? Lo scoprirete solo ascoltando la chiacchierata con il ragazzo di Alessandria, protagonista di una storia che avevamo lasciato qualche anno fa e che ora riprendiamo in mano. L’avventura finita in Inghilterra, il ritorno in Italia, il trasferimento a Imola da Casella, i nuovi allenamenti, la cucina, le macchine e chi più ne ha più ne metta.
Tutto su Fuorionda, l’unico Podcast che ama i tortellini (quasi) più del nuoto!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 4 gennaio 2019

credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 37 – Martina Carraro, ragazza “flydown” che vola alto!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in trasferta emiliano-romagnola. In redazione a far da supporto Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui anche nel nuovo anno), Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. Come sempre in cabina di guida Marco Agosti.

Ospite Martina Carraro, bronzo ai recenti mondiali di vasca corta cinesi. Disturbo tecnico di Enrico Spada.

Inizia il nuovo anno e la nostra Laura parte alla volta dell’Emilia Romagna a festeggiare l’Epifania in compagnia di amici e conoscenti ma anche per un giro di interviste per voi affezionato seguito di Fuorionda!
Si inizia con Martina Carraro, recente medaglia di bronzo nei 50 rana e nella staffetta 4×100 mista a Hangzhou in Cina! Dagli esordi con i Mondiali di Roma, dove debutta in nazionale quindicenne, fino al recente successo di oggi. Passando per i suoi allenatori, i suoi trasferimenti, gli alti e bassi. Scopriamo la Martina che nessuno conosce, anche in cucina! Meglio i 50 rana o le scaloppine al limone?
Scopriamolo su Fuorionda numero 37, anno nuovo ma sempre il Podcast sul nuoto migliore che c’è.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Puntata registrata il 4 gennaio 2019

credit foto: FINA

SuperLife 5 – AustraloMondiali!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti:i graditi ritorni di Federico Gilardi e Jacopo Musso, campioni mondiali di superlife e torpedo.

Si parla di Mondiali. L’Italia torna dall’Australia con un nuovo record del mondo, quattro
titoli mondiali e un quinto posto nella classifica assoluta. La piscina, la spiaggia e il mare scuro, il vento, il freddo, le intervistea bordo vasca! Ma anche tante medaglie, qualcuna inaspettata. Insomma il commento degli ultimi mondiali australiani dalla viva voce dei protagonisti…soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento sempre sul pezzo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto: IlFogliani