Acquastampata

Io, l’acqua e i libri.. la mia vita è custodita in queste tre parole. E’ grazie a loro che acquastampata ha preso forma. Passando dal prezioso sostegno di persone speciali: lo Scienziato, il Filologo e il Creativo.

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FuoriOnda 60 – Speciale Universiadi: Nicola Marconi e la logistica dei tuffi

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra del sole per le Universiadi di Napoli, oramai di casa. La conduttrice è coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Nicola Marconi, responsabili logistico per i tuffi.

Con Nicola che oramai é una nostra sicurezza parliamo dell’allestimento della manifestazione dei tuffi alla mostra d’Oltremare. Con lui che è un esperto di lunga data, parliamo anche della possibilità di ospitare una manifestazione di tuffi a Napoli, che si è dimostrata ricettiva nei confronti dei tuffi e grande appassionata. Perché Napoli si sa è calorosa…e si sente!
Tutto su Fuorionda, il podcast dall’Universiade che si lancia…anche all’aperto.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix
Puntata registrata l’8 luglio 2019 alla piscina tuffi della Mostra d’Oltremare, Napoli
Credit foto: Laura Vergani

 

 

FuoriOnda 59 – Speciale Universiadi: Luca Corsetti, RSM of course!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra del sole per le Universiadi di Napoli, oramai di casa. La conduttrice è coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Luca Corsetti direttore tecnico della squadra di S.Marino, RSM.

Giochi dei piccoli Stati, collegiali, competizioni internazionali: due mesi lontano da casa!
Questo il duro compito del direttore tecnico della squadra di S. Marino, già ai nostri microfoni quindi un gradito ritorno.
Ci spiega il suo progetto per la nazionale sammarinese, una giovane famiglia che ha grandi speranze di crescita!
Perché Fuorionda si occupa di tutto, anche dei piccoli Stati!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix

Puntata registrata l’8 luglio 2019 alla piscina Scandone di Napoli
Credit foto: Laura Vergani

 

 

FuoriOnda 58 – Speciale Universiadi: Stefano Rubaudo, team manager!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra del sole per le Universiadi di Napoli, oramai di casa. La conduttrice è coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Stefano Rubaudo team manager della delegazione azzurra per il nuoto.

Cosa fa un team manager? Ce lo dice Stefano Rubaudo, da diverse edizioni team manager dell’Italia open water. Con un occhio all’organizzazione, un occhio agli atleti…e un occhio all’ambiente (il quale non ha il team manager) nelle gare in acqua aperte: tutto questo solo nello speciale per Napoli di Fuorionda, l’unico podcast che fa il manager per tutti.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly
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Puntata registrata l’8 luglio 2019 alla piscina Scandone di Napoli

Credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 57 – Speciale Universiadi: giudici e giuramenti!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra del sole per le Universiadi di Napoli. La conduttrice è coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Silvia Atzori, giudice internazionale scelta per il giuramento

Da Cagliari a Napoli per arbitrare le Universiadi, Silvia Atzori ci racconta la sua carriera ma soprattutto il significato del giuramento dei giudici davanti al pubblico, agli atleti e ai tecnici. Svolgere il suo lavoro al meglio: perché un giudice é un professionista, anche se non si vede subito.
Tutto questo solo nello speciale per Napoli di Fuorionda, l’unico podcast imparziale anche per i giudici!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix

Puntata registrata il 5 luglio 2019 alla piscina Scandone di Napoli
Credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 56 – Speciale Universiadi: una sirena a Posillipo

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra del sole per l’Universiade di Napoli. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Mariafelicia Carraturo, interprete di Partenope alla cerimonia di apertura ma soprattutto apneista di fama mondiale!

Pensavate che vi facessimo un’intervista su una sirena qualsiasi? Invece no! Intervistiamo una sirena famosissima, primatista mondiale di apnea in assetto variabile fino a 115 metri sott’acqua!. Da paura…ma non bisogna avere paura di avere paura…anche negli abissi. Ascoltate questa intervista, solo su Fuorionda, l’unico podcast che scova le sirene anche al circolo di Posillipo!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix

Puntata registrata il 4 luglio 2019 presso il Circolo Nautico Posillipo
Credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 53 – Speciale Centri di alto livello – Busto Arsizio: ragazzi, atleti, studenti!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la squadra al completo: Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse. In redazione Fabrizio Fogliani e Marco Agosti.

Ospiti Gianni Leoni, tecnico del Team Insubrika, Arianna Castiglioni, Silvia Scalia, Ilaria Scarcella, Letizia Paruscio, Matteo Rivolta, Flavio Bizzarri, Karen Asprissi e Giulia Borra.

Oggi siamo noi di Acquastampata /OAsport ad essere ospiti alla piscina Manara. Insieme a Gianni Leoni facciamo un giro per il centro dove si allenano alcuni dei nostri atleti azzurri, attirati qui dalla struttura, dall’allenatore, dagli altri atleti… insomma non capiamo se é il centro che fa l’atleta o l’atleta che fa il centro. Parliamo con Matteo Rivolta, tornato qui dopo diversi anni a Roma, con Arianna Castiglioni che fa gli onori di casa, con Ilaria Scarcella che dopo aver girato l’Italia da Genova (non è la sola… ricordate?) si é accasata qui. Poi c’è Flavio Bizzarri, anche lui da Roma, Silvia Scalia che dopo gli USA ha pensato a Busto Arsizio per la sua seconda vita di atleta, Letizia Paruscio anche lei un lieto ritorno. E anche con i giovani emergenti della squadra, tra cui abbiamo sentito Karen Asprissi e Giulia Borra. Scopriremo cosa li ha portati qui, cosa li ha fatti rimanere e cosa li ha fatti tornare, le loro passioni ma anche i percorsi scolastici di ragazzi che nuotano e studiano con costanza. E inoltre, fondamentali le chiacchierate con il preparatore Palazzolo e naturalmente con il padrone di casa, Gianni Leoni, che ci racconta anche un aneddoto interessante su Castagnetti e la piscina Manara. E anche molto altro. Seguiteci, ne vale la pena: solo su Fuorionda, l’unico podcast sul nuoto che vi viene a trovare anche a casa vostra, se volete..

CAPITOLI PUNTATA
1) Alessandro Palazzolo: fondamentale! (dal minuto 00.52)
2) Rivolta: un ritorno alla base (dal minuto 12.50)
3) Arianna Castiglioni la rana di Busto! (dal minuto 18.52)
4) Silvia Scalia l’americana (dal minuto 27.44)
5) Letizia Paruscio bustese d’adozione (dal minuto 35.32)
6) Ilaria Scarcella dieci anni di successi (dal minuto 41.03)
7) Bizzarri: il nuoto é una parentesi (dal minuto 51.12)
8) Asprissi e Borra: giovani e rampanti (dal minuto 1.03.31)
9) Gianni Leoni: allenatore-organizzatore (dal minuto 1.10.31)

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Credit foto: Laura Vergani

Puntata registrata il 30 maggio 2019 presso la piscina Manara.

 

Assoluti lifesaving 2019: una gara senza fine!

di Mauro Romanenghi

Italiani Salvamento Assoluti2019 - condizioni proibitive?

Italiani Salvamento Assoluti2019 – condizioni proibitive?

Quest’anno, dopo diversi anni, sono andato in automobile ad accompagnare i ragazzi a una gara importante. Non lo facevo da quando guidavo i furgoni in DDS, quasi quindici anni fa.
Devo dire che è sempre interessante viaggiare con loro, si scoprono sempre cose interessanti. Vi suggerisco di provare. E’ anche divertente.
Intanto si guadagna qualcosa: la madre di un ragazzo che accompagnavo, forse pensando che andassimo a fare un lungo viaggio ci ha fornito di ampia pasticceria. Insieme al mio cioccolato, è stato di aiuto in un tragitto che si sa al venerdì può essere gravoso.
Viaggiare in auto ha i suoi privilegi: terminate le gare in un attimo ero in albergo. Il mio record è stato di circa 5 minuti. Rispetto ai 15 impiegati con il pullman, tutta un’altra cosa.
Meno divertente il viaggio di ritorno. Non me lo ricordavo così faticoso: e lungo soprattutto sotto la pioggia e con la coda della domenica.

Lungo come questo campionato. Troppo. I primi cinque giorni secondo me sono sufficienti. Due assoluti e una gara a squadre sono abbastanza. I tre giorni dei categoria dove portarli? A settembre erano piaciuti ma pare non si possa. Ci sono gli Europei? I Mondiali? Non so, non mi sembra che ci siano stati così tanti atleti anche a maggio.

Devo dire che ho dato il via a una serie di successo: l’aperitivo serale. Il sabato siamo partiti con una magnum di prosecco in dieci, al bar della piscina, terminate le staffette del primo giorno. Il tutto è proseguito nei giorni successivi, alle gare al mare. Non senza qualche difficoltà: qualcuno infatti proponeva del vin brulé: vista la situazione, direi appropriato in alcuni giorni.

Parliamo anche di gare, che io però posso testimoniare in prima persona solo per la piscina.
Gare con diverse sorprese, devo dire, che mi hanno anche entusiasmato.

Primo giorno ci sono gli ostacoli. Ricordo quando ci approcciammo al salvamento, molti anni fa. “Ecco i nuotatori”, ci dicevano. Qualcuno mi ha anche chiesto cosa fossero venuti a fare, e comunque sono tornati i nuotatori. Un paio dei quali, dopo una mattina di assaggio, hanno dimostrato che gli ostacoli in apnea li sanno fare. Lombini, al mattino mi ha chiesto quale fosse il record italiano: gli ho risposto “questo qua”.”Ah” dice Lombini. Ho aggiunto: “per farlo ha fatto tipo 56”-57”. Al pomeriggio in 1’54” (56”-58”) stacca uno dei migliori tempi di sempre, iniezione di fiducia per lui anche per il nuoto puro. Un onesto 2’07” e delle ottime sub per Pirovano, che di certo non ha bisogno di lezioni in questo particolare, le danno il titolo.

Ecco cosa sono venuti a fare.

Lancio della corda. Sento lamentele sulle corde, sulla gente che si stacca prima (vero), su chi non sta fermo in corsia (vero). Io mi lamento dei 45 minuti di tempo per fare sei serie di lancio della corda e di dieci minuti persi a spiegare che hanno sbagliato le premiazioni degli Youth. Ma non facciamole più queste premiazioni, che tanto gli Youth hanno le loro gare di categoria. Meno premiazioni meno sbagli.

Il mio amico re degli ostacoli non mi delude, ma soprattutto vince con il suo ragazzo il titolo della corda maschile. Gliela dovevo, la citazione.

Livia Elisa Fiori la vedevamo fare avanti e indrè, come si dice a Milano, un paio di anni fa nel super. E io dissi: “questa ce la fa, te lo dico io” al re. T’é vist? Speriamo che sia solo l’inizio, va.

Molto allegro il controllo dell’addetto (o addetta) antidoping a Livia Elisa, secondo me. Naturalmente, personalissima opinione di addetto ai lavori che osserva.

E parliamo di record. Iniziamo da quelli mondiali, con Volpini nel primo giorno e Fabretti nel secondo giorno.
Il primo secondo me è più impressionante, perché si sapeva che lo valeva ma il tempo è di quelli che non ti aspetti. E neppure lei secondo me se lo aspettava, un tempo così. L’asticella è alzata, adesso, di parecchi centimetri.
Il secondo è una barriera che aspettavamo, quella dei 50” nel manichino pinne. I miei timpani stavolta li ho tenuti al sicuro, perché le urla del suo allenatore mettono a dura prova il mio apparato uditivo. Il trasporto è quello che più impressiona, credo sui 30” o meno da quando ha effettivamente in mano il manichino. Penso che molti uomini facciano fatica a farlo. A delfino, per giunta.

Continuiamo a parlare di record. Mauro Ferro da Noale aggiusta il suo primato del trasporto fino a 28”48. Il brindisi lo aspetto a Roma, al solito baretto in tribuna, bello caldo caldo. Magari non con il vin brulé.

Scenetta del sabato. Si discute al mattino sulle staffette alla riunione tecnica. Chiedo lumi sulla consegna e se si possono fare dei cambi al pomeriggio. Rassicurato, me ne vado. Ovviamente non ho capito nulla, perché i cambi si possono fare ma solo di formazione e non di tempo di iscrizione che io non ho presentato. Quindi tutte le staffette partiranno senza tempo, in ultima serie. Fantastico. Ovviamente vengo preso in giro da tutti gli allenatori, salvo da coloro (non pochi, scoprirò poi) che hanno capito male come me.

Il risultato è quattro ori su quattro. Applausi serali per la strategia che mi auguro caldamente di non ripetere mai più.

Infilata spettacolare degli allievi di Foggetti agli Assoluti. Lanzillotti, Cristetti, Petruzzi, senza considerare Gilardi in forza alle Fiamme. E una Cristetti convocata di diritto. Insomma show Rari Nantes che si assicura anche la classifica a squadre.
Parlando con Stefano, la sera della domenica prima di lasciare Riccione, gli dico: “avete già vinto lo scudetto”.

Risposta del lunedì sera di Stefano: “la tua tattica della domenica ha funzionato, Mauro”.
Una birra anche per Stefano, al baretto del Foro, non la leva nessuno.

Tra l’altro vale anche per me il detto “chi si loda si imbroda”. Nell’articolo per OAsport ho declamato come vincitore del torpedo Pezzotti. Con tutto il bene che voglio a Pezzotti, come mi sia venuto in mente il suo nome a torpedo resta tutt’ora un mistero anche per me. Ovviamente beccato subito in castagna.

Fantastica gara a squadre lunedì. Io la seguivo online, con le foto, i risultati, ma le 20 e poco più squadre hanno lottato fino all’ultimo. Lo testimonia il 2’17 pari del mattino fra le prime due. Ma la lotta più bella è stata quella della Nuotatori Canavesani il cui unico e solo obiettivo era battere la squadra del Re, al secolo la Nuotatori Milanesi di Fabio Tadini. Obiettivo centrato per la bellezza di 15 punti. Son soddisfazioni.

Sturla quarta zitta zitta. Secondo i miei conti, secondo miglior punteggio del campionato a squadre e rimonta dal tredicesimo posto del mattino a sfiorare il podio. Dai problemi alla piscina a un grande, grandissimo campionato. Chapeau.

Parliamo di mare, anche se non l’ho visto. Nel mio tragitto di ritorno da Riccione, parlando con un ospite viaggiante sulla mia supercar, costui mi diceva del viaggio di Borgnino in Nuova Zelanda per fare esperienza: “ma solo se le condizioni saranno critiche vedremo qualcosa”. Direi che le condizioni erano abbastanza critiche e che il lavoro in Nuova Zelanda si è visto. Borgnino ingaggia un gran duello con la Rigatti e ne esce vincente per due a uno, Ocean e canoa contro tavola.
Onore alle due, avrei visto volentieri il tutto.

Onore pure alla giuria per avere finito le gare del mercoledì, secondo giorno dei campionati, dopo aver disputato solo due finali il primo giorno. Mille finali a serie, gare a ripetizione, maratona fino alla sera. E tutte le gare completate. Quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Lavoro eccezionale.

Stavamo dicendo che gli specialisti cominciano a farsi largo: canoisti, ma soprattutto sprinter, vengono a gareggiare. Alla fine il regolamento è il regolamento, se uno sa correre che faccia quello che sa fare meglio: ricordiamoci che il salvamento nei prossimi anni cambierà. Dovremo cambiare pure noi, alla faccia de “ecco i nuotatori” di venti anni fa.

Qualche nome sulla nazionale che verrà? Mi gioco la birretta al Foro Italico numero 25. Per gli uomini Piroddi, Ferro e una sorpresa per il mare me la aspetto. Quale sesto? Vedremo ai categoria: Sanna, Niciarelli, Petruzzi e Pezzotti sono i miei nomi della rosa.

Per le donne Volpini imprescindibile, Lanzillotti, Meschiari e Borgnino i nomi che mi aspetto.

Vediamo quante birre mi toccherà pagare.

Assoluti 2019 – Cani di razza, campioni di razza

di Mauro Romanenghi

Sophie, cane di razza

Sophie, cane di razza

Molte persone possiedono un cane. I cani sono in genere molto simpatici, con rare eccezioni che non sono però colpa dell’animale. Educare un cane è un po’ come educare i figli, solo che restano piccoli per sempre. Nessun cane infatti che io sappia é stato mai iscritto alla Bocconi (anche parecchi figli, ma questo é un altro discorso). Nell’ultimo periodo l’accesso ai cani é stato consentito un po’ ovunque: ristoranti, negozi, e in alcune piscine. Nell’impianto di via Mecenate a Milano si sente sovente qualche cagnolino fare il tifo per i propri padroncini. In genere sono molto bravi, non abbaiano in continuazione, e sopportano l’ambiente malsano pur di stare con noi. Ne ho visti parecchi anche qui, a Riccione. Posto che ai cani non credo gliene importi granché del nuoto, sono molto molto educati. Se molti dei ragazzi fossero educati come questi cuccioli, avremmo molti meno problemi nel mondo.

Ci sono sia cani meticci che di razza. Di razza ci sono i cani, gli stupidi (“che razza di stupido” si dice, la Treccani lo ha sdoganato), i pesci (che sono una specie però, non una razza), e i campioni. Un campione di razza é uno che lo si vede subito. Sarà di sicuro un campione. A questi Assoluti ci sono diversi atleti che potremmo definirli tali. Speriamo che si confermino. Perché anche un cane di razza, se non educato bene, diventa stupido.

Cambiamo specie animale e passiamo agli anfibi. Rana sugli scudi oggi. Partiamo subito con il record universale della Scarcella in 28”22 nei 50 rana. Tempo ottenuto grazie all’onda scatenata da Ilaria che ha fermato la piastra tre secondi prima del suo arrivo.
Invece la Pilato in batteria fa 30”74, record giovanile di tutto. A onor del vero quello Cadetti lo condivide, da brava ragazza social del nuovo millennio, con la Casti nazionale.
La Carraro disegna il suo primato in batteria come “merito mio, delle mie scelte, di quello che ho voluto seguire“. Per essere una ragazza che vola basso, é chiarissima.

Definisce la sua una squadra di ranocchi. Magari ci sarà altro, però avere quattro in finale nei 50 rana di cui un categoria Ragazzi (Cerasuolo) che ottiene il tempo limite per gli Eurojunior non la porta tanto lontano dalla verità. E poi c’é lei. Tra parentesi, lei e Scozzoli hanno anche un cane. Tutto torna.

Anche io avevo un cane. L’anno scorso di questo tempi é morto. Aveva 18 anni. Non c’entra niente ma mi piace ricordarlo. Mi avevano anche proposto di trasformarlo in un diamante. Ho rifiutato. Anche un cane ha la sua dignità.

Certo un cane può essere importante, ma un ragazzo lo è di più. Ricordare Stefano Iacobone agli Assoluti poteva essere bello. Noi lo facciamo. Ciao Stefano.

Mi si accusa di essere filoraiano. Una razza che é partigiana della RAI. Allora posto che io non sono filonessuno, la RAI non se la prende quando li prendo un po’ in giro al contrario di tanta altra gente che é molto, molto molto più permalosa e appena fai una battuta ti scrivono. Ogni riferimento a persone o cose é puramente voluto, chi si sente preso in causa sa che é vero. Si fa per scherzare, come diceva Benigni.

E comunque, trovo grandi ispirazioni da molto altro. Per esempio, parliamo della Caramignoli. La quale ci dice che ora fa vita da caserma, non si allena più come prima, e comunque ha trovato nuovi stimoli. Buon per lei, sono contento. Per un attimo ho temuto che ci sfagiolasse anche lei con la storia delle marce forzate come la Di Liddo. Avrei chiamato Darkpool in un istante per farla punire. Io non sarei in grado, sono troppo buono e voglio troppo bene a questi ragazzi.

Così chiacchierando con la Quaglieri mi raccontava della sua estate. Giusto per esemplificare la vita dello studente atleta. Maturità scritti – Settecolli – ritorno dal Settecolli – Maturità orali – esame di accreditamento inglese – esame per l’ammissione all’università. In mezzo abbiamo l’esame della patente, mi sembra giusto.

Butini tira la mazzata quotidiana.
Domanda di Sacchi: come si fa a “rimodernare la scatola” (leggi il nuoto moderno, chiara allusione al circuito ISL)?
“Basta cambiare i telecronisti”.
Piccolo gelo. Siamo poco abituati a sentire Cesare scherzare.

Per stavolta va bene così, Mecasacchi resteranno al loro posto.

Anche ai cagnolini ogni tanto invece del biscottino bisogna dare una punizione. ma il biscottino funziona meglio.

E’ un po’ che non diamo i numeri. Ieri penultimo giorno di gare resoconto FIN, danno diciannove pass. Io ne conto diciotto, più cinque staffe, più Acerenza che purtroppo negli 800 non ci sarà essendo il terzo. Posso sbagliarmi però.

Oggi il leone non ha pesato sulle spalle di Margherita. Probabilmente inseguiva una gazzella, la Margherita si sa che non sfama molto.

Finiamo gli Assoluti in bellezza. Mando a mia moglie il cellulare di Federico Benda: c’è scritto Francesco Benda. E gli dico: “questo è il telefono di Federico”. “Ma c’è scritto Francesco”…non si è fidata, ha dovuto chiederglielo. Che razza di marito.

Assoluti 2019 – Sobrietà a momenti, sarcasmo incerto

di Mauro Romanenghi

Megli-Restivo-Zazzeri/Assoluti2019-Laura Vergani

Megli-Restivo-Zazzeri/Assoluti2019-Laura Vergani

Qualcuno mi ha detto che sono stato sobrio nel precedente. A me non pare. Poi devo dire che finché mi sembra di mantenere un profilo educato (non dico parolacce, non offendo nessuno) mi sento di poter esprimere pareri, strettamente personali e opinabili.

Oggi mi reco in quel di Riccione. Purtroppo ciò mi costerà l’abbandono della visione di Raisport, fonte di impareggiabili motivi di ispirazione, a volte positivi a volte no.

Per fortuna mi accompagna sempre Darkpool, che nel pensiero e nello scrivere mi ha dato sempre credito e del sarcasmo e della scatologia (che è la scienza delle cagate) fa la sua filosofia.

Con ciò per dire che pur non avendocela con nessuno, se c’è bisogno non le mando a dire ma voglio bene a tutti.

E iniziamo subito con Mecasacchi.
Mazzate di Mecarozzi a Sacchi quando sbaglia, ma ieri l’ha detta e poi si é giustificato. Sì, ha detto 3’47”07 come primato della 4×100 mista uomini. Ma non è grave, lo perdoniamo perché i suoi voli pindarici in cui va definire “Quadarella la nuova stella” ci accompagnano spesso nei momenti di noia che possono arrivare anche ai più appassionati.

Tra parentesi, siamo 2-0 per le sfide spareggio e il proposito di quest’anno é arrivare a 5-0 per Luca Sacchi. Meca0Sacchi5 è meglio dell’hashtag Mecasacchi a #PechinoExpress. Che poi la rotta é per Tokyo, semmai.

Ci sono dei momenti in cui bisogna essere sobri, altri no. Ieri parte la staffetta femminile, e io vedo la Panziera passare a 28”8. E mi dico questa fa già 59”. bene 58”9. E parte l’esclamazione irripetibile. Che, infatti, non ripeterò. Tuttavia dopo averla vista fare 53”8 lanciata nei 100 stile, qualche aspettativa uno se la fa.

Tra l’altro grande leone tatuato sulla schiena per Margherita. Che secondo Sacchi quando non ha il leone che ti insegue vai sul velluto. Ma se ti insegue sempre…

Parlando di tempi limite in sala stampa mia moglie discuteva con la stampa specializzata sull’opportunità di far valere i tempi in batteria. Ma se il regolamento federale prevede che si facciano in finale, allora si devono fare in finale. Faccio presente che in alcuni paesi i tempi vanno fatti in batteria, semifinale e finale. Perché alcuni paesi fanno batteria, semifinale e finale. Ognuno ha le regole che crede. In Italia evidentemente le regole non si capiscono.

Per essere sobri bisogna aver ben mangiato e ben digerito. Così pensa mia moglie e io sono d’accordo. Così gli atleti (e gli allenatori, e i giornalisti, insomma tutti) non devono ingurgitare il cibo per tornare. Così pensavo per il salvamento così penso per il nuoto.

Che poi oggi la Panziera tutti l’aspettavano al nuovo record dei 100 dorso. Si vede che stavolta il leone sulle spalle pesava parecchio!

Comunque il baffetto fa scuola. Condorelli si è subito adeguato, e anche Manuel Frigo ha il suo personale look del baffetto. Ma Restivo, fresco dominatore dei 200 dorso, resta il Re del mustacchio. Uno stile inimitabile ma che oggi non lo porta al record, per pochissimo.

Ne cito due, e non c’è due senza tre. Anche Megli in un duecento di altissimo livello sfiora il primato italiano. Si vede che sono arrivato e mi vogliono fare divertire.

Sono arrivato a Riccione e non ho fatto in tempo a starci per venti minuti che ho avuto un rapporto conflittuale con il computer. Prima l’ho dimenticato in albergo, poi è andato in corto circuito in sala stampa, poi ha deciso di spegnersi definitivamente. Sconsolato alla sera sono tornato in albergo dove è ripartito. Si vede che non ama la piscina e tenta in tutti i modi di farmelo capire.

Passano altri venti minuti in piscina da che sono entrato, e subito vengo invitato a bere dal gruppo allenatori di salvamento: si brinda al tempo degli Eurojunior. E lì la sobrietà va a farsi benedire subito. Perché va bene essere sobri, ma anche gli Assoluti sono una festa. E adesso che sono arrivato, può cominciare.

Assoluti 2019 – Shampoo, interviste e lauree

di Mauro Romanenghi

Condorelli-Holmes/Darkpool

Condorelli-Holmes/Darkpool

Oggi parliamo di lavaggi. Come tutti sappiamo, l’igiene riveste un’importanza fondamentale. Bisogna lavarsi i denti prima di andare a dormire, dopo ogni pasto, e poi lavarsi il viso al mattino per cominciare bene la giornata. Per un nuotatore, lavarsi è fondamentale. I nuotatori vivono nel cloro, che fa male alla pelle. E poi si sa rovina i capelli delle ragazze, che insomma giustamente ci tengono alle loro chiome che devono sfolgorare per attirare gli ingenui maschietti nelle loro mani. Parliamo quindi di shampoo, che riveste un’importanza critica per il crine in generale ma quello femminile in particolare. Persino la divina Pellegrini ha fatto la pubblicità a una nota marca di shampoo, ma non è questo dove voglio arrivare.

E’ infatti assodato che una bella lavata di capo, oltre a far assurgere una capigliatura a un aspetto considerevole, può servire anche come aspetto educativo. Soprattutto se il detergente ha la marca toscana di Stefano Morini, il quale oggi ha espresso tutte le sue capacità di lavaggio con la sua pupilla Cusi, al secolo Ilaria. Lavaggio con balsamo ben evidenziato da Sacchi, che seppur non più aduso all’utilizzo del detergente per il cuoio capelluto ben sa riconoscere l’uso figurato dell’espressione “lavata di capo”.
Non vogliamo certo stare qua a sottilizzare sui motivi, vuoi per una gara magari non perfetta, vuoi perché la Cusi, forse per sconforto forse per incuria non si è fermata in zona mista, però insomma lo shampoo è corso a bottiglie in questo frangente, e non era il Baby shampoo senza lacrime.
Qualcuno mi ha fatto notare che insomma, fermarsi in zona mista per le interviste bisogna saperlo fare sia che le cose vadano bene sia che qualcosa non giri per il verso giusto.
Ma siccome sono giovani un pochino li perdoniamo. E comunque anche i capelli del talentuoso Ceccon sembra che questa mattina abbiano avuto bisogno di uno shampoo copioso. Non oso immaginare cosa lo abbia aspettato dopo la squalifica della 4×100 mista, autrice del record italiano assoluto.
Comunque meglio insegnare subito ai ragazzi il valore dell’igiene, così tiriamo su delle persone ben educate e rispettose. Anche i miei nipotini non vogliono mai fare la doccia, ma poi puzzano.

Detto ciò, parliamo di cento stile. Al mattino evento più unico che raro: quattro vincitori di batteria a 49”02. Ricordo a tal proposito una pole position a tre in Formula uno tanti anni fa all’ultima gara della stagione.Mi pare fosse una Ferrari e due McLaren. Qua si parla di califfi della velocità, come recita il buon Mecasacchi. Miressi, Vendrame, Condorelli, Dotto. Con Frigo subito dietro a 49”11. Premesse per un cento a tutta forza. Infatti abbiamo visto la più bella gara dei cento in Italia da anni.
Ora sperando che ciò porti a grandi risultati, parliamo di SYC. Santo Yukio Condorelli, il pio uomo dai torroncini più buoni del Canada. Un mio vecchio amico, Darkpool, le cui gesta hanno infiammato le scorse stagioni le platee di noti siti di stampa specializzata, mi fa notare la sua somiglianza con un personaggio di una certa fama, portato alla ribalta anche da Elio e le storie tese. La capigliatura e il baffo, che come sapete va di moda fra i nazionali di oggi, richiedono di certo molta cura. Ci faremo promotori della conoscenza dei prodotti da lui utilizzati per mantenere i suoi crini così morbidi.
Nel frattempo, ammiriamo il suo tempo nei 100 e il suo passaggio un filo azzardato in 22”49 ai piedi, sperando sia il preludio a un suo ritorno a immensi livelli. Nel qual caso si tenga pure i capelli come vuole.

Infine parliamo di scuola e sport. Sappiamo tutti che in Italia è dura conciliare le due cose. Tanto che chi ci riesce viene visto come una specie di mostro, uno studioso superintelligente dal corpo di Superman che può qualsiasi cosa. Infatti uno di loro è Restivo, che sicuramente è molto intelligente ma non ha di sicuro il corpo di Superman: Sacchi lo ha definito il classico fisico da ragioniere. Non avendo niente contro i ragionieri, oggi festeggiamo la laurea in Economia di Luisa Trombetti. Ce la hanno smaronata per due giorni sta cosa. Tutto molto bello, davvero. Oggi la intervistano e lei ammette candidamente che si iscriverà alla laurea magistrale. Quindi ha conseguito la laurea triennale. In otto anni. Spero che per conseguire quella magistrale ci metta meno. Nel frattempo, complimenti dottoressa!