Acquastampata

Io, l’acqua e i libri.. la mia vita è custodita in queste tre parole. E’ grazie a loro che acquastampata ha preso forma. Passando dal prezioso sostegno di persone speciali: lo Scienziato, il Filologo e il Creativo.

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Europei di Roma 2022 – Poker d’assi!

Oggi non si può dire “non dire quattro se non l’hai nel sacco”!!!

di Mauro Romanenghi

Sai quelle giornate dove dici che oggi sarà una giornata che tutto fila liscio. Oggi faccio presto e parto per la montagna così vado a prendere il fresco, e mi guardo le gare in poltrona per cambiare. In genere però c’è sempre qualcosa che vuole rovinare quella fantastica sensazione. E allora iniziamo dal giorno prima quando vado a ritirare un referto medico e scopro alle 15,30 che l’ufficio chiude alle 15. Decido quindi di tornare il giorno dopo, tanto è vicino al lavoro e ci metto dieci minuti: cioè oggi. Comunque partirò presto, verso le cinque e un quarto, decido. Bene. Partenza alle ore sei causa mancata sveglia, auto lanciata a media velocità (la prudenza prima di tutto) e si accende la spia della pressione delle gomme. Nel contempo si accende anche la spia della mia pressione arteriosa. Arrivo al lavoro e scopro che devo fare una riunione alle nove. Inizio le faccende e le finisco alle 8.59 e 59 secondi. Faccio la riunione, esco e agguanto un panino al bar lanciato dalla barista che mi mette nel sacchetto anche una Coca (che io non bevo mai, non so perché me la dia) e dispero ormai di poter partire. Da lì tutto è in discesa: ritiro il referto nel tempo record di due minuti (mai fatta una cosa così breve) e felice vado dal gommista che mi annuncia che le gomme sono a posto. Fantastico. Posso partire. Un’ora e quaranta e sono in montagna, e lì devo sorbirmi tre ore di sincro (che come noto, non è proprio il mio sport preferito). Ma niente oggi può fermare la mia buona sensazione: oggi sarà una grande giornata. 

Infatti è così. La Panziera parte che sembra un razzo (anche se non è così ma sembra lo stesso), Ceccon vince i 50 farfalla e stavolta non rallenta fino alla fine. E poi Martinenghi azzera la concorrenza tranne quella di Federico Poggio, che dopo una stagione di tribolazioni trova un guizzo vincente, secondo italiano di sempre. E infine la Quadarella sfianca ogni resistenza e vince la sua settima medaglia d’oro di fila nelle sue distanze dal 2018. A questo punto credevo nella vittoria della 4×100 mista mixed, ma diciamolo che anche le giornate fantastiche devono avere un minimo di realismo e l’Olanda ci riporta con i piedi per terra. Ma va bene così: calcolando le tre medaglie del sincro, sono nove medaglie di giornata, mai visto. E non è finita qui.

La mia previsione di dieci medaglie d’oro nel nuoto è già a metà strada. Il mio collega è rimasto senza parole. Persino il mio capo, oggi, mi ha chiesto se sto seguendo le gare. Ho risposto che sì è appena iniziato. Intanto ci si porta avanti e oggi sulle otto semifinali sei sono i finalisti per domani, più gli ottocentisti e le mististe. E la staffetta veloce femminile, che batte i colpi con Di Pietro, Tarantino e una rediviva Cocconcelli che ritorna dopo il serio infortunio e conquista la semi dei 50 farfalla. Prove di rientro.

Ci sono stati anche i 100 stile donne. Dove Freja Anderson si dimostra all’altezza: infatti dall’ultimo gradino del podio, svetta con il suo sorriso e il suo metro e novanta. 

Chiara Tarantino l’abbiamo già nominata? Ah sì, ma ci tengo a rinominarla. Mi è piaciuto anche lo spirito con il quale si è presentata in zona mista: sembrava in dubbio se essere più soddisfatta per aver conquistato il suo primo quarto posto europeo oppure se essere più infastidita per essere arrivata solo al quarto posto europeo. Così si fa. Mai accontentarsi. 

Diciamo che è abbastanza evidente ormai che la Gran Bretagna ha dato tutto ai Giochi del Commonwealth e qui è venuta perchè è giusto così: a Roma bisogna venirci sempre. Grazie per esserci!!!

Anche Arno Kamminga non è proprio in splendida forma. Ma diciamolo, se gli italiani sono andati forte a Budapest e anche qui (beh magari non proprio tutti ma quasi) allora siamo bravi a farlo, se vogliamo.

Alle gare assiste anche mia madre che mi dice candidamente “però il dorso del vincitore di ieri (Razzetti NDR) non è proprio il massimo, potrebbero migliorarlo. Anche se ieri alla fine non ha perso tanto”. Già.

MI chiedono notizie anche della Turchia, che compare infatti nelle sue gare favorite: il fondo. E infatti è duello per il bronzo fra le due giovani Tuncel (dominatrice degli Eurojunior) e Ertan. Attenzione alla Ertan, dal finale travolgente. 

Allora non lo so se voglio saperlo veramente, ma perché Ceccon si è depilato solo una parte del petto? No, non voglio saperlo. 

Mettiamoci il cuore in pace: il TG2 sta lì e non si smuove, sotto elezioni men che meno. Ma abbiamo tre canali di Raiplay. Potrebbero accorgersene?

E mettiamoci sempre il cuore in pace: c’è il fantanuoto quindi prepariamoci ai saluti a Paolo, alla piccionaia, e all’aumento improvviso dei matrimoni fra gli atleti.
Ma voglio vedere chi ha il coraggio di entrare con i braccioli. 

Europei di Roma 2022 – Buona la prima!!!

Ottimo inizio!!!

di Mauro Romanenghi

Insomma sul far del Ferragosto, quando si comincia a pensare alla grigliata sul prato o al pesce in crosta da mangiare sulla spiaggia, sono iniziati questi Giochi Europei multisede (cioè come si sono sempre fatti con la differenza che le date sono contemporanee).
Anche io sto pensando alla grigliata di Ferragosto, e la mia costata è già sul banco del macellaio che mi aspetta. Ma prima bisogna sudarsela e guardare gli Europei di nuoto: non che ci voglia molto a sudare, viste le temperature e dato che non piove da mesi e che nemmeno la manna l’avevano aspettata così tanto. 
Europei che sono iniziati oggi, e devo dire che il restyling del Foro Italico, visto dallo schermo, mi piace assai. Poi chi ci è stato mi saprà dire come è. Ma conto di andarci, prima o poi.

Prime tre gare, e già hanno fatto filotto: oro, argento, bronzo e un bel legno stagionato che non guasta mai anche se fa sempre rodere un po’ chi se lo piglia. Però diciamolo, che la 4×200 femminile al momento questo è: tutto ciò che fosse arrivato in più sarebbe stato oro colato. La migliore alla fine è Noemi (sarà un caso ho un’atleta anche io che si chiama così: ne sarà orgogliosa) Cesarano in 1’58”8. Non che sia stata una 4×200 indimenticabile come valori assoluti in campo: vittoria con 7’54” non si vedeva penso da un bel pezzo, e ci sono svariate frazioni sopra i due minuti, anche di squadre sul podio. La stessa Hosszu ha viaggiato su quel passo. 
Moltissime le giovani schierate: l’Ungheria è sul podio con due atlete del 2006, le olandesi d’oro sono tutte nate dopo il 2000. Ed è giusto così. 

La gara della 4×200 maschile non è che a livello generale sia cronometricamente meglio: solo che i ragazzi azzurri sono più in gara per il podio, da cui salgono e scendono a ogni frazione, e quindi lo spettacolo si fa più intrigante. Se De Tullio apre di prepotenza, Detti e soprattutto Di Cola chiudono le loro frazioni con grandi rimonte. In mezzo c’è Galossi a cui è stata data fiducia al pomeriggio dopo l’ottima frazione mattutina. Il tempo pomeridiano non rispecchia però il vero valore del ragazzo, che appare nelle interviste a metà fra lo sperduto e l’arrabbiato, con lo sguardo di chi vorrebbe essere da un’altra parte. Appare anche che è alto una testa più di tutti gli altri: con un fisico così, il futuro è tutto suo. Basta andare a prenderlo. Intanto si prende un bell’argento, per iniziare. 

E arriviamo al l’accoppiata mista. Razzetti limita i danni nel dorso e questo è il preludio alla vittoria. Matteazzi, che ha agguantato la qualificazione last minute con la vittoria di Ostia che neanche i biglietti per Sharm li trovi così, è bravo a salire al volo sul treno d’oro del duello Razzetti-Verraszto che porta fino al podio. E diciamolo che un pensierino al secondo posto lo abbiamo anche fatto, ad un certo punto.

Certo gareggiare con il pubblico che anche se entra Mario Rossi dell’Italia urla a squarciagola ti carica a pallettoni da quaranta, Però per entrare in finale nei 100 stile donne, dove credo che abbiamo una finalista ogni tre edizioni se va bene, ce ne vuole di carica. E qui entrano sia Di Pietro sia Tarantino. Domani ci si diverte.

Ceccon con la sua solita flemma ci avverte che ha rallentato, alla fine dei 50 farfalla.

La Gran Bretagna nella 4×200 fa chiaramente vedere come i Giochi del Commonwealth siano per loro molto, ma molto più importanti degli Europei. Credo che 7’12” negli ultimi anni i britannici lo abbiano fatto solo con costume di stoffa bucato. 

Avviso che io il fantanuoto non lo faccio, quindi non devo fare le frasi di presentazione del mio team. D’altronde nel fantanuoto ho perso come noto anche da Sports Illustrated durante i vecchi fantanuoto del forum di Internet: la rivista era arrivata penultima, io ultimo. Però ho scommesso con il mio collega che l’Italia vincerà dieci ori nel nuoto. Siamo a uno.

Capisco che il TG2 debba andare assolutamente in onda spiegandoci fra le altre cose che fa molto caldo e non piove da mesi, capisco il meteo (magari ci dice che arriva un acquazzone refrigerante), capisco che bisogna fare anche il notiziario per i non udenti (ci mancherebbe altro!). Non capisco invece perché in quella mezz’ora avendo i canali Raiplay su due facciano la ginnastica, sugli altri nulla e il nuoto non si veda da nessuna parte. Amen,

Ah, e comunque.. indipendentemente dalle previsioni del TG2, alla fine il temporale è arrivato, a Roma.

credit photo: pagina Facebook “Ciak Buona la Prima”

4 agosto 2022

..adiós, Stefano..

..se pensiamo a Stefano, la prima parola che ci viene in mente è LIBERO.

Ci piace ripensare a come abbia modellato la sua vita al di là delle convenzioni,
assumendosene tutta la responsabilità, cosa rara nella nostra epoca.
La sua caparbia determinazione lo ha portato a progettare e a realizzare cose che noi umani non riusciamo nemmeno a immaginare. Con una buona dose di ironia, che rende il tutto più leggero.
Chi ha avuto l’onore di ricevere una sua analisi della nuotata ha potuto sperimentare in pieno il genio che lo animava. Da come nuotavi riusciva a capire di te cose che nemmeno dopo anni di psicanalisi.
Vulcanico e inarrestabile, aveva intuizioni così geniali da tenerlo sempre un passo davanti a tutti noi.
Intuizioni che condivideva generosamente con tutte le persone che avevano voglia di imparare.

Ci piace immaginarlo ora, in un altro luogo e in un altro tempo, libero di prendere le misure agli dei.
Adiós, amigo.

Campionato assoluto di nuoto – Convocazioni bollenti

di Mauro Romanenghi

Estate caldissima!!!

Purtroppo arrivo a scrivere di questi campionati un po’ in ritardo. Troppe gare da seguire, troppi parenti da accudire, troppi nipoti da viziare. E poi diciamolo, questi Assoluti in cui si è deciso di disputare le gare anche in estate (occasione più unica che rara negli ultimi vent’anni) a Ostia nella piscina termale all’aperto, lascia il tempo che trova: un’estate peggiore di questa me la ricordo solo alcuni anni fa, in cui vedevo il termometro della mia via a più di 40 gradi e l’asfalto che si scioglieva.
Poi che non ci sia altra sede una volta deciso il tutto va bene, ma chiedere anche di fare i tempi limite  in queste condizioni a un mese dagli Europei mi sembra complicato.

Scriverò anche poco, perché secondo me ben poco c’è da dire.

Intanto ne approfittiamo per salutare Laura Letrari, che è stata protagonista molti anni fa di uno dei nostri primi podcast, e “l’ultima delle pippe” (parole sue, se ricordate) al secolo Cristopher Ciccarese. Come dico sempre, ciao a tutti, ragazzi!

E poi parliamo dei record visti qui: Galossi negli 800 stile e nei 200 stile, record juniores e un talento che continua a stupire e speriamo che non si fermi.

Il treno che passa va preso al volo, si diceva una volta. E questa occasione è veramente ghiotta. Perché chi vince qui vola a Roma (anche se a Roma c’è già, se proprio vogliamo vedere). E allora oltre ai soliti noti c’è anche qualche carneade che ne approfitta, e chi sa mai che sia un gran trampolino di lancio.

Chi si aspettava, ad esempio, la tripletta della Toma? Che trova qui lo spiraglio giusto e si lancia verso gli Europei in tre gare tre nel dorso femminile.

Che dire poi delle gemelle Cesarano, le uniche gemelle veramente diverse, dato che nuotano in maniera assolutamente imparagonabile. Alla fine a Roma ci saranno tutte e due…qualcuno la 4×200 dovrà pure farla.

E parliamo di Gargani, che spunta a vincere i 50 farfalla non dico dal nulla ma quasi.

Oltre ai supergiovani abbiamo anche i “Dino Zoff”della nazionale, visto che ricorre il ventennale del Mundial! Il che va benissimo, niente in contrario, ma poi non mi vengano a dire che i 200 rana maschi sono in salute se sono dieci anni che convocano Pizzini che ha fatto Roma 2009. Vogliamo parlare dei 100 farfalla donne? Insomma, trent’anni e non sentirli va benissimo e sono contentissimo, meno se dietro ai “Dino” c’è il vuoto spinto. Coraggio, ragazzi, fatevi sotto!

Alla fine sono 58 convocati. Ma ci stanno. L’Europeo, a due passi da casa, quando ti ricapita?

Campionato italiano di categoria di salvamento – Promossi, bocciati e rimandati

Felicità è anche un piatto di pasta ben fatto…

di Mauro Romanenghi

E insomma anche quest’anno è finito…o no? Perché non si capisce mai se il Mondiale è l’inizio della nuova stagione o la fine di quella vecchia. Ma intanto parliamo un po’ di questo campionato: che devo dire io ho visto per metà; per motivi personali infatti ho assistito solo alla parte dei più giovani (se sono personali, non ve lo dico…se no che personali sono?).

Quando sono partito ero un po’ prevenuto. Il perché è presto detto: i miei colleghi mi hanno detto che l’alloggio e il vitto non erano propriamente di grande qualità. Ora io sono come S. Tommaso: devo sbatterci contro per capire se quello che sento sia vero. Lo so, manco di fiducia e in genere faccio benissimo, dato che la mia fiducia nell’umanità nell’ultimo periodo è alquanto mal riposta: nel mondo in genere, al lavoro, nella parentela e anche in quello che tenta di superarmi in autostrada. Anche la mia tolleranza, ne consegue, si è azzerata. Devo dire, per salvarvi un po’ la faccia, che non tollero neanche me stesso, quindi siamo pari.

Insomma tiriamo un po’ le somme.
La vasca di Gorizia non è certo il massimo, bordi bassi col rialzo, i tavolini per fare super (e non saliteci sopra, che si rompono!!!), l’acqua di quel colore un po’ così…però tutto sommato ho visto di peggio. E il contorno è piacevole: prato, ombrelloni, alberi per proteggersi, gazebo pronti e posto dove mettere i propri, una tribuna abbastanza spaziosa e coperta (poco, ma alla fine è estate). Insomma, tutto come lo ricordavo e direi che la location è promossa. E allora?

Faccio intanto una premessa: non critico qui gli addetti, di ogni ordine e grado, che si sono prodigati per i ragazzi e anzi li ringrazio. Hanno fatto il possibile: più che promossi.


Ma se accogliamo mille atleti, dobbiamo metterli in condizioni diciamo normali. E qui non ci siamo, e nessuno era contento. Perché un ostello della gioventù, sebbene dignitoso, non è fatto per le nostre esigenze. E’ vero, ci adattiamo a tutto, ma adattarsi non vuol dire che tutto vada bene: anche se siamo in Slovenia, mangiare come se fossimo al refettorio della mensa aziendale (con tutto il rispetto della mensa aziendale che ringrazio di esistere) non è il massimo, con i turni da mezz’ora manco in catena di montaggio e soprattutto la scelta del cibo, che è stata zero. Non vogliamo il grand hotel, ma nemmeno il carcere. Insomma, sistemazione rimandata e alimentazione, diciamolo, pure. Immagino chi fosse vegetariano, o celiaco, o qualsiasi altra cosa. 

Rimandiamo pure il pranzo in piscina: che va bene per il camp estivo, ma non certo per chi gareggia. E sorvolerei sul prezzo: bocciato.

Un ultimo appunto, il bar: fantastico, sembrava di essere al bar in spiaggia…però…se mi dicono che hai aumentato l’acqua del 50% dal giorno prima…chi mi dice che non hai aumentato anche il resto? Non si fa così, quando arrivano dei ragazzi e dei bambini. Bar promosso, concorrenza sleale bocciata.

Al bar sono pure riuscito ad avere una discussione con una gentile (epiteto ironico) signora che mi ha strappato la sedia da sotto il sedere. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Sarà il caldo, ma continuo a ritenere che l’umanità avrà vita breve.

E adesso le competizioni. Io ne ho viste poche come detto. Però i fatti parlano da soli. Tre soli record italiani contro i tredici di Milano che vedevano ben due record assoluti e un record del mondo. Mettici che fa caldo, tanto caldo. Mettici le condizioni disagiate, in cui devi rimanere tutto il giorno in piscina. Mettici che la vasca probabilmente non è la più veloce del mondo. Mettici che oramai siamo alla fine della stagione. Ecco la somma è presto fatta. Eppure dai qualcosa di buono si è visto. Molte gare sono state combattute, e seppure in tutte le categorie abbiamo visto qualcuno imporsi più volte, la differenza tra andare sul podio e arrivare ottavi oramai può essere di pochi centesimi: e questo dimostra come il movimento si stia alzando di livello anche nelle categorie dei più giovani come gli Esordienti A.

I Ragazzi, che avevano dato pochi segnali ad aprile, di certo hanno fatto molto molto meglio e di questo sono contento. I nomi li potete trovare sul sito, però devo dire una cosa: nella categoria Ragazzi e se devo andare dove non ho visto nulla soprattutto nelle Junior femmine spiccano i nomi degli atleti delle Rane Rosse di Emanuele Vagaggini, che hanno conquistato quasi tutti i titoli: e questo, diciamolo, un caso non può essere; diamo a Cesare quel che è di Cesare e agli atleti di Emanuele gli altri sesterzi.

Segniamoci il nome di Martina Laurenti: dal trasporto alle pinne, dalle Alpi alle Piramidi, da Gorizia a Milano, questa ce la fa sempre. Nonostante il metro e sessanta scarso, oserei dire.

Simone Locchi continua qui il suo giro del mondo in sessanta giorni. Da Bucarest a Birmingham, da Gorizia a Roma, manca solo Riccione fra un mesetto e poi gli ottantamila Km li abbiamo fatti tutti.

Masha Giordano sigla il record mondiale giovanile del torpedo e con quello delle pinne Esordienti A della Giuliani sono due primati per l’Athena Bracciano: gli unici due individuali della manifestazione. 

L’allenatore della SAFA ci fa sapere che le imprese della doppia coppia Vivalda-Mancardo finiscono con questo record italiano assoluto della 4×50 mista. Un 1’27”93 che merita di essere citato, perché unico nel suo genere. Noi ci auguriamo che si sbagli…ma se così non fosse, auguri a Davide per il suo futuro e complimenti, ragazzi!

Allora di sicuro sono regolari, però secondo me spendere 50 euro e più per delle pinne di gomma dura da salvamento (che tanto commerciali non sono, poi, anche se sicuramente più performanti) per gli Esordienti A mi sembra esagerato. Poi ognuno può scegliere quello che vuole: i soldi e le gambe dei bambini non sono miei.

Salute!

Arrivo in piscina e tutti mi rinfacciano che sono stanchi, che fa caldo, che io arrivo bello riposato e loro sono sconvolti da due giorni di caldo. Non lo metto in dubbio e allora passo all’azione al bar. Chi mi ha voluto bene mi ha seguito, e non se ne è pentito. Vista l’alimentazione carceraria, un piccolo diversivo ce lo si può permettere: alla salute!

Credit photo Mauro Romanenghi

F/O144 – FuoriOnda – Parigi 2024: Paralimpici work in progress!

work in progress to Paris2024

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi,
tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo il
nostro Astrolifesaver di fiducia e come sempre Marco Agosti in redazione.

Ospiti di oggi Riccardo Vernole DT della nazionale di nuoto paralimpica; Matteo Poli in
qualità di videoanalista; Ilario Battaglia delegato FINP Emilia Romagna; e vari atleti coinvolti
in questo camp, tra questi: Margherita Sorini e Massimo Resta, che si raccontano ai nostri microfoni.

Tanta tanta carne al fuoco oggi! Siamo a Modena dove la nostra Laura Vergani si avventura
per intrufolarsi nel camp dei paralimpici dove si lavora con i giovani in vista di Parigi 2024,
come ci aveva già raccontato Federica Fornasiero. Oltre a salutare tanti amici (ma non li
sentiremo tutti, altrimenti la puntata durerebbe tre ore) parliamo con il DT della nazionale
italiana, con il videoanalista (ma che è un tecnico modenese ben conosciuto, Matteo Poli) e
con due ragazzi convocati nella piscina Dogali (che si pronuncia Dògali così fughiamo ogni
dubbio).
La FINP cerca nuovi talenti, ma anche nuovi tecnici, per continuare quel percorso che è
iniziato, non finito, ai Giochi di Tokyo. E il percorso passa anche da questi training camp:
sentiamo insieme ai protagonisti come fervono i lavori!

Tutto questo e altro solo su Fuorionda, il podcast sul nuoto…e non solo!

Montaggio a cura di Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 25 febbraio 2022

credit foto: ufficio stampa Comune di Modena.

F/O143 – FuoriOnda – Francesca Fangio: volere è potere!

Smile!

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo il nostro Astrolifesaver di fiducia e come sempre Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Francesca Fangio, primatista e campionessa italiana assoluta dei 200 rana.

Bellissima chiacchierata oggi con Francesca Fangio, la campionessa italiana dei 200 rana che nel 2021 ha coronato il suo sogno olimpico grazie al record italiano stabilito a Roma battendo un primato che resisteva da Roma 2009. Convocazione conquistata con “la caparbietà che la caratterizza”. D’altronde è di Livorno, e si sa che i livornesi sono molto cocciuti! Ma è anche lombarda d’adozione, e ci facciamo raccontare come è finita in quel di Treviglio. Tutto questo e altro nell’intervista con Francesca solo su Fuorionda, il podcast sul nuoto…e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 14 febbraio 2022

credit foto: Francesca Fangio

F/O142 – FuoriOnda – Erika Ferraioli

Erika Ferraioli

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo il nostro Astrolifesaver di fiducia e come sempre Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Erika Ferraioli, velocista della Canottieri Aniene, Esercito e della nazionale italiana.

Cosa farà adesso dopo venti anni di onorata carriera la velocista azzurra Erika Farraioli? La scrittrice? La promoter? L’addetta alle relazioni? Team manager? Di certo per ora niente più blocchetto e costume da gara, per lei. Sul divano di casa si mette comoda e ci racconta un po’ della sua carriera, di quello che è stato e che spera sarà. Pane, ansia e competizione: e tante staffette, questo quello che salta fuori. Oltre a un appello a seguire le orme della staffetta veloce che fu medaglia europea e mondiale.
Solo su Fuorionda, il podcast sul nuoto…e non solo!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 16 dicembre 2021

credit foto: Erika Ferraioli by Rafael Domeyko.

F/O141 – Sven Spannekrebs: allenare i rifugiati…ma non solo! – italian version

Svenn Spannekrebs – italian version

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo il nostro Astrolifesaver di fiducia e come sempre Marco Agosti in redazione.
Traduzione di Tommaso Marconi.

Ospite di oggi: Sven Spannekrebs, allenatore del team rifugiati e di Yusra Mardini fino al 2016 e oggi membro di Sportjugend Berlin, nonché allenatore di uno dei più famosi celub berlinesi, lo Spandau 04

Oggi puntata superspeciale: dopo un lungo inseguimento durato quattro anni, siamo riusciti a intercettare Sven Spannekrebs, inventore e creatore del team rifugiati per il nuoto. Insieme a lui ripercorriamo il suo cammino come creatore e coach del team, del suo incontro con Yusra Mardini, delle sue collaborazioni passate e soprattutto dei progetti futuri.
Un’intervista tutta da ascoltare: anche perché oggi sentirete una voce nuova, anche se il suo nome lo conoscete tutti!!!
Solo su Fuorionda, che dà rifugio al nuoto… ma non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 15 novembre 2021

credit foto: Sven Spannekrebs