FuoriOnda 71 – Paralimpici verso i mondiali di Londra

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, in redazione come sempre Marco Agosti. Il Fogliani, ammaestratore di VaporidiCloro, risultava rapito dagli alieni

Ospite Riccardo Vernole, CT FINP.

Oggi siamo con Riccardo vernole, direttamente dal ritiro di Ostia dove i paralimpici azzurri del nuoto stanno preparando i Mondiali di Londra. Tante considerazioni sui ragazzi, sulle loro possibilità e sulla stagione trascorsa dopo i successi delle ultime due stagioni; e una parola su chi non ci sarà perché le selezioni sono state veramente dure.
Ma anche elogi a questi ragazzi che studiano, lavorano e si allenano duramente.
Tutto questo nell’unico podcast del nuoto che non vi abbandona mai, neanche in vacanza. Sempre sulla cresta… anzi Fuorionda!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 12 agosto 2019
Credit foto: Riccardo Vernole via wa

SuperLife 8 – Le gare dell’estate!

di redazione podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Torna la banda del salvamento, con Fogliani in disturbo nel senso che ci manca! Ma ce né per discutere: Fabio Tadini, per tutti semplicemente il “Re”, Stefano Foggetti, tecnico della Rari Nantes Torino, e naturalmente le scomode previsioni e domande di Mauro Romanenghi. Tante gare di cui parlare, le convocazioni della nazionale, i nuovi protagonisti e i record dei categoria. Tutto in soli tre quarti d’ora di salvamento, più i saluti alla nuova arrivata in casa Longobardo. E coma da tradizione, due parole sui Master. Ovviamente solo su SuperLife, che porta benissimo ma solo se non fa previsioni Mauro Romanenghi.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 03/08/2019
Credit foto Mauro Romanenghi

Categoria 2019 Capitolo 4 – Quei bravi Ragazzi…e Ragazze

di Mauro Romanenghi

Giulia Vetrano_winner_CategoriaEstivi2019

Giulia Vetrano_winner_CategoriaEstivi2019

Qualche mio collega, oggi in laboratorio, mi chiedeva se son sempre lì a guardare le gare. A parte che mi piace vedere i ragazzi quando riesco, soprattutto se ci sono ragazzi che conosco, ebbene sì se posso le guardo. E mi piace anche vedere cosa ne scrivono gli altri, vedere cosa ne pensano. Sono pure un criticone, sarà la vecchiaia, sarà quello che volete, però a me piace leggere le cose precise. Oppure se si scrivono delle cose leggere, almeno scriverle in italiano corretto.

Intanto finalmente lo posso dire: non sopporto le storie tipo “il nuotatore modello”, o “le dieci cose da fare per essere un tipo giusto”, o “sei un allenatore se”…Proprio non mi vanno giù. Sarà la vecchiaia, ripeto (essendo vecchio, tendo a ripetermi spesso). Comunque, de gustibus…

Così come non mi piacciono le filippiche sui nostri ragazzi che al posto di uscire con gli amici sentono parlare di programmazione, risultati, tempi limite, quindi precisiamo alcune cose.

Primo: nessuno li ha obbligati con un fucile a nuotare fino ad agosto. E comunque non stanno scavando miniere di diamanti in Africa con il cucchiaio di stagno, nuotano un paio di ore al giorno forse tre. Certo non vanno a funghi né giocano a tresette.

Secondo: nessuno li obbliga a non uscire con gli amici. Di sicuro non lo fanno durante gli allenamenti. Esistono altri orari. E comunque sono in vacanza, non devono andare a lavorare prima e dopo.

Terzo: nessuno parla a loro di programmazione e obiettivi. Quelli li fa l’allenatore. Loro devono pensare a nuotare, divertirsi e imparare. Perchè a divertirsi si fa anche fatica. Se no, come diceva un mio vecchio amico, hai sbagliato sport. Anzi, hai sbagliato a fare sport. Porta fuori il barboncino, che così non si fa fatica.

In ogni caso tutti quelli che vanno ai Categoria e vincono, quelli che vanno e non vincono e quelli che non ci vanno meritano rispetto. Insieme a quelli che hanno deciso di portare fuori il barboncino a fare pipì, lodevole iniziativa che consente al mansueto animaletto di espletare i suoi bisogni senza sporcare casa e fare un giro con il suo umano preferito: alla fine, è programmazione anche questa.

Sorvolo sugli errori trovati in questi giorni, alcuni macroscopici, altri veniali. Però la stoccata alla FIN gliela tiro lo stesso. Report finale dell’ultimo giorno. Le medaglie citate le hanno vinte alla Mediterranean Cup, santa pazienza, non agli EYOF!

https://www.federnuoto.it/home/nuoto/news-nuoto/35344-categoria-ultima-giornata-allo-stadio-del-nuoto.html

Sorvolare va bene ma almeno se citiamo nella didascalia Cristian Mantegazza mettiamo la foto di un ragazzo, non quella di Giulia Vetrano.

Abbiamo finito questa lunga stagione? Ancora no! Mancano i Campionati mondiali Juniores, che la capitale ungherese ospiterà bontà sua a fine agosto. Ecco sulla lunghezza di questa stagione magari qualcosa da dire ci sarebbe.

E allora parliamo di questi Ragazzi… e delle Ragazze.

Sarà che preferisco Federica Barsanti che è IL mio speaker (non me ne voglia Renato Fusi), però alla settecentocinquantaseiesima ripetizione di “tempi e classifiche confermati” fatta da Luca Rasi la voglia di lanciarsi contro il computer è fortissima.

E comunque sette giorni di italiani si fanno sentire. Infatti nei 1500 stile Ragazzi lo speaker ricorda che tutti quelli NON confermati saranno debellati dalla lista di partenza. Coraggio.

Un’altra cosa che proprio non mi va è sbatacchiare l’acqua quando si vince e salire sulla corsia. Facciamolo quando siamo alle Olimpiadi. Anzi neanche lì, che le corsie costano e si rompono. La moda dello sbatacchiamento, purtroppo, mi sa che prenderà piede.

Finalmente, dopo cinque giorni, cambia la colonna sonora dei Campionati. Musica che sente solo chi guarda lo streaming, immagino. Però guardare le gare con gli Eurythmics, Bon Jovi, Michael Jackson, Depeche Mode e Billy Idol per me è meglio. Ripeto, sono vecchio. Massimo rispetto per Baby K, comunque.

In ogni caso, mettere Thriller di Michael Jackson durante la finale dei 400 misti denota un preoccupante gusto macabro. Capisco il pathos, però…

Parliamo un po’ anche di nuoto se no sembra che la tecnica non ci interessa. Nei 200 dorso vedo un po’ ovunque delle ottime apnee: segno che qualcosa sta cambiando? La Scalise, ad esempio, arriva direi fino ai 15 metri. Ecco questa è una delle migliori indicazioni di questi campionati. Un’altra che ho notato fare delle belle sub a stile è la Dibellonia, del Nichelino. Ma sono sicuro che ce ne sono molte altre (e altri) che spero rivedremo da grandi.

Quattro vittorie per lui, Luca De Tullio è il protagonista maschile del campionato. Il sangue c’è, adesso vediamo che succede. Curioso che abbia vinto nella stessa giornata un 200 (misti) e un 1500, come Giulia Vetrano, anche lei poker che vince i 1500 e i 200 stile nello stesso giorno. Nei 200 misti, ahilei, incontra Giada Gorlier, che proprio nei 200 misti non lascia spazio a nessuno. “Solo” quattro ori per la Vetrano, quindi.

Gorlier che si pronuncia Gorlié, alla francese. Siamo sabaudi, ha detto il mio collega piemontese. Touché.

Cerasuolo, scuola Imolanuoto. Già visto ai Criteria e agli EYOF, esponente della scuola testate sull’acqua a rana. Testate efficaci, al momento.

Benedetta Pepe Pugliese realizza all’interno dei 400 misti  vinti in 4’55”una frazione da 1’19”, da far invidia alle migliori mististe. Resta un mistero come abbia potuto fare 1’15”6 in gara individuale, ma soprattutto 1’14”7 nel passaggio dei 200 rana vinti anch’essi. Immagino la faccia del suo coach. Eppure il suo personale dei 100 rana parla chiaro: 1’15”20. I misteri del nuoto.

Un mistero resta la sorte del buon Angelo Giordano durante la premiazione dei 400 stile. Niente di grave comunque, il giorno dopo ha gareggiato con profitto anche nei 1500 stile libero.

Tattiche di gara protagoniste. Quella di Oppioli, della GENS Aquatica S. Marino (ecco che torna S. Marino, finalmente!) è 56”2 al passaggio con 56”6 di ritorno nei 200 stile. Però.

Parliamo sempre di tempi. Solo un primato femminile, la 4×200 stile della Leosport. Bene, un primato in staffetta e nella staffetta che vogliamo vedere risorgere. Magari prima che questa ragazze diventino Senior. Comunque le aspettiamo lo stesso.

Nei maschi diversi primati ma tutti della categoria “special” 14 anni. Della Morte nei 100 farfalla, però con un passaggio assassino in 25”9 e ritorno alla speranza (31”…). Più equilibrato Mantegazza, che addirittura vince un argento e due bronzi nelle gare dei misti e dei 200 rana con i suoi primati della categoria. Primati che lasciano secondo me il tempo che trovano quelli di questa categoria speciale: il suo 4’29” nei 400 misti è invece a livello generale un ottimo indice cronometrico. Anche qui, in una specialità che langue, un raggio di sole e di gioventù che vorremmo vedere brillare e svilupparsi e non trasformarsi in supernova kriptnoniana.

Due ultime parole.
Virginia Consiglio, 1’00”71 a un decimo dal primato di una certa Di Pietro.
E il Centro Nuoto Nichelino, squadra per me mito del salvamento che qui con quattro-ragazze-quattro sfiora la vittoria della categoria e vince con merito la staffetta mista femminile con dei cambi che sarebbe bene imparare. Un saluto a questa squadra e alla loro compagna Laura: torna presto.

Categoria 2019 Capitolo 3 – Velocità a momenti, futuro incerto

di Mauro Romanenghi

Device per il dorso..

Device per il dorso..

Lo so sembro incontentabile in questi Categoria. Una lunga stagione, in cui si pretende che i ragazzi facciano: Mediterranean Cup, EYOF, Eurojunior, le Universiadi, qualcuno i Mondiali, si torna, si fanno i Categoria e poi dai andiamo a Budapest ai Mondiali Junior. Vero che non siamo in miniera, però a volte le prestazioni ne risentono. Per alcuni, per altri no.

Alberto Razzetti dopo le Universiadi in cui purtroppo ha ciccato per squalifica la sua gara, i 200 misti, si presenta a Roma in gran spolvero. Un onesto 100 farfalla, e poi rieccolo nei 200 misti. Dopo Boggiatto, Rosolino e Turrini c’è lui. E’ ancora Cadetti, quindi c’è tempo. Ma per competere servono almeno due secondi meno. Due secondi. Questo il gap con il mondo. Per vincere, tre o quattro. Incontentabile.

A memoria vedo solo un triplete, quello di Tomasi nella rana Junior. Tantissimi vincitori in queste gare, molto bene perché significa che tanti ragazzi cercano di mettersi in luce. Fare nomi è impossibile, però fa piacere vedere come a volte il miglior tempo è ottenuto dagli Junior. Vedi gli 800 stile maschi.

Annachiara Mascolo. Promettente due anni fa, poi buio, Ricompare qui, prima si aggiudica zitta zitta i 200 farfalla e poi piazza un uno due nei 200 e 400 stile. Nei 200 stile è il primo tempo della rassegna… un piccolo raggio di sole nell’uragano dei 200 stile donne, che vede un naufragio di Mizzau autrice di un 32”9 nell’ultimo 50 dei 200 dopo essere passata in testa. Incontentabile.

Nonostante quest’anno ancora si abbiano sei ragazze sotto i 2 minuti, la staffetta non decolla. Il treno sta passando e nessun Burdisso sembra salirci all’ultimo fra le donne. C’è ancora una stagione. Poi ne riparleremo fra cinque anni. Bye-Bye.

Giorgetti vince i 200 rana in 2’10”93 ed è felicissimo. Siamo contenti per lui, ma insomma meno per il livello dei 200 rana maschili. 

Se la vasca olimpica fosse di 100 metri e l’apnea permessa di soli 5 metri, la Zofkova probabilmente sarebbe campionessa olimpica. Purtroppo non è così, e i sogni olimpici al momento resteranno solo sogni.

Ieri il secondo lampo alltime è di Milli, quasi al limite dei 25 secondi e quinto di sempre in Italia. Senza device. Questo mi pone una domanda. Ma se questi device sono veramente così utili, perché di record non ne sono stati fatti a carrettate? Perché c’è chi migliora senza? Perché mi sembra una carabattola che si rompe spesso? Ma chi l’ha progettata non si vergogna? Insomma si poteva fare una pedana più intelligente, tipo un vero gradino. Dopo che l’ho vista da vicino, mi sembra un giocattolo. E costerà un occhio della testa, pure. Incontentabile.

Ai posteri l’ardua sentenza, ai Ragazzi le gare dei prossimi giorni.

FuoriOnda 70 – Speciale Gwangju 2019: gran finale!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Cristina Chiuso commentatrice TV per Eurosport e collaboratrice di OAsport con Enrico Spada, direttore di OAsport.

Eccoci con la squadra al completo a commentare questi Mondiali. Con il disturbo del Fogliani e la parte tecnica (si dice così) a cura di Mauro Romanenghi, grazie alle statisiche di Marco Agosti, ascoltiamo le opinioni di Enrico Spada e Cristina Chiuso, nostri gentili ospiti e amici di Acquastampata. Le sorprese, le grandi prestazioni, le delusioni di questa rassegna iridata in tutte le salse, azzurre e non. Senza dimenticare l’occhiio lungo verso Tokyo. Solo su Fuorionda, che saluta Gwangju e si proietta verso un altra meta: 2020, arriviamo.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 29 luglio 2019
Credit foto: Laura Vergani/screenshot RAISport

Categoria 2019 Capitolo 2 – Siamo in attesa di …

di Mauro Romanenghi

miglioramento meteo_Roma agosto2019

siamo in attesa di un.. miglioramento meteo_Roma agosto2019

Oggi pessime condizioni atmosferiche (per il nuoto, al salvamento ne ho viste molto, molto, molto peggio). Gare ritardate, e non mi sembra di aver visto la premiazione delle squadre Juniores. Tra l’altro diversi Juniores neppure ci sono. La Gaetani, ad esempio. La Pilato (che non è Juniores…). Ceccon. Insomma, tutto va per il verso sbagliato, oggi. O no?

Sono quindi in fervente attesa che inizino le gare, e mi chiedo perché ieri lo streaming non abbia funzionato benissimo nelle prime due ore. Ma soprattutto mi chiedo chi è l’autore della playlist. Siamo in attesa di un autore con più fantasia, dato che durante le staffette va sempre la stessa canzone nello streaming da due giorni!!!

Dopo le gare del mattino, ottima prestazione della Castiglioni, quindi aspetto il pomeriggio per vedere cosa combinerà. Beh, una discreta gara per concludere degnamente la stagione. Brava Casti, siamo in attesa del prosieguo della tua ascesa. 

Ieri imperdonabile dimenticanza per Razzetti, che sfoggia la quarta prestazione alltime nei 100 farfalla. Oggi però non sfugge il lampo di Deplano: 21”85 e quarto pure lui. Insomma i velocisti abbondano ormai in casa Italia, attendiamo quello giusto da podio mondiale. Mancava poco anche al record cadetti di Orsi. Peccato, è andata.

Le inquadrature dei 50 metri di ogni gara di questo streaming sono terribili. Prima ci hanno provato dal basso avanti, poi dall’alto dietro. Niente da fare. Io proverei dall’alto avanti, forse qualcosa riusciamo a vedere di questi 50 metri.

Sento da voci sul campo che l’assenza di aperitivi a metà pomeriggio si fa sentire. C’è fervente attesa di un planner di eventi mondani anche durante i categoria di nuoto. Per eventuali proposte contattare alla voce “re” direttamente in tribuna. 

Alcune gare sono state veramente combattute. Alla virata dei 300 dei 400 stile Junior c’erano almeno sette atleti che potevano vincere. Ma anche i 50 stile Junior, con dieci atleti in cinque decimi. Anche qui supervincitori non ce n’è. Meglio così, ci si diverte di più.

Insomma anche in questo campionato, di ragazze a 54 secondi sui 100 stile non se ne vedono. Non dico 53”, ma almeno 54”. Invece un 55” (Biagioli) e altri 56”. C’è da lavorare duro. Siamo in attesa.

Siamo in  attesa di ragazze che facciano delle apnee a dorso nei 200. Cinque metri o tre gambate non sono considerate come apnea nel mio personalissimo cartellino, non da Junior in su. Non è che siamo tutti Regan Smith ma tra lei e le tre gambate c’è tutta una serie di sfumature di grigio da considerare. Come tra la Scalia e la Zofkova.

Siamo in attesa della prossima giornata. Vediamo cosa ci riserva.

Categoria 2019 Capitolo 1 – L’invasione degli ultracorpi

di Mauro Romanenghi

4x100slfemmine_20ragazze a podio

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Molti anni fa, quando ero piccolo, vedere ragazzi stranieri era un vera rarità. Mi ricordo un discorso che mi fece un parente, il quale mi disse che era veramente per lui strano girare per Milano e trovare “tutti questi ragazzi di colore” (allora si diceva negri, oggi non si usa più ma la parola era quella).
Dalle nostre parti quando si vedeva uno straniero (inteso un asiatico, o un africano) le reazioni erano di diffidenza.
Secondo me la stessa cosa succedeva in Africa quando (raramente) uno di noi andava lì a vivere.

Tutto sto preambolo per dire due cose.

La prima che dopo diversi anni abbiamo recepito il fatto che i ragazzi che si allenano qui e non sono italiani (o non lo sono ancora) possono fare i campionati se sono tesserati per una squadra italiana. E vorrei ben vedere, i calciatori vincono lo scudetto e noi non possiamo far nuotare dei ragazzini.

In secondo luogo, che si verifica l’evento che se uno di loro vince la gara individuale, non essendo italiano non vince il titolo italiano – bella scoperta direte voi – ma viene premiato lo stesso. In più oltre a lui, tutti gli italiani dal primo al terzo.

Se ricorderete in un articolo tempo fa avevo scherzato sul fatto che avremmo avuto ventiquattro premiati, perché le staffette con uno straniero erano equiparate. Beh non ci siamo andati distanti e la foto del podio della 4×100 stile Junior femmine lo dimostra. Ben venti atlete premiate, di cui dodici sul podio del bronzo. Una vera pacifica invasione, altroché! Non essendoci posto sul podio, le ragazze hanno optato per una formazione Supersayan alla Dragonball. Comunque tutto è bene quel che finisce bene e alle 22.45 la premiazione è terminata.

Aspettavo qualche reduce dalla Corea – lo so, detto così fa brutto – ma il Day 1 è stato quasi avaro. Tranne che per i 200 stile, dove gli staffettisti non hanno scherzato. Stefano Ballo approfitta del suo momento di grazia e conquista quello che a tutti gli effetti è un titolo italiano assoluto, anche se poi non lo è.

Marco de Tullio è reduce anche lui, e il suo 1’48”00 non è niente male. Soprattutto come lo ha fatto: 53”25 – 54”75. La 4×200 comincia a far gola a tutti, credo.

Zero record nella prima giornata. Ad andarci vicino vicino al staffetta dell’Insubrika, a pochi decimi dal primato italiano della 4×100 stile Cadette. Per il resto, poco da segnalare.

Di Pietro ritorna a colpire nei 50 stile. 25”3, niente di eccezionale. Ma considerato lo stop, neanche così male.

Crederci sempre, mollare mai“.
Il motto della ragazza deve essere questo. E dai e dai alla fine qualcosa viene fuori. E infatti ieri Alessia Capitanio da Trieste porta alla sua squadra il tricolore Senior dei 400 misti tenendo dietro la Trombetti allo sprint. Quarta la gemella Gaia, altrimenti sai che festa sul podio e gossip alle stelle.

Crederci sempre, mollare mai parte due.
Giovannoni Ivan, 7’59”08, primo tempo della manifestazione, meglio di De Tullio e  Acerenza, ma soprattutto tempo limite dei Mondiali Junior di Budapest.

Le gare della prima giornata si concludono con il buio (nel senso di notte). Mai credo di aver visto finire le competizioni di nuoto verso le nove. Un altro segno di avvicinamento al salvamento, dove finire alle 20,30 è un’opzione tollerabile.

Luca Rasi ufficializza la nostra percezione che le ragazze sono più concentrate. Il record dei cartellini persi, nella prima giornata, è dei maschi.

Dopo le Universiadi, in cui si è sbizzarrito nei commenti, torniamo al sobrio e più pacato “Tempi e classifiche confermati. E ora, passiamo al Day 2.”

FuoriOnda 69 – Speciale Gwangju 2019: Fabio Scozzoli: il Capitano

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Fabio Scozzoli, primatista italiano dei 50 rana e Capitano della nazionale.

Uno è il capitano sempre il capitano. Un vecchio adagio che si adatta a Fabio Scozzoli, il più esperto (non si dice anziano): un “motivatore”, un “responsabile”, una piccola “guida” per i meno esperti. Insomma non deve fare nulla ma può fare molto. Per i compagni, gli amici, o la fidanzata. Ci racconta il suo ruolo ma anche le sue gare e le sue sensazioni solo qui su Fuorionda, il podcast mondiale che vi accompagna come se foste in Corea.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 27 luglio 2019
Credit foto: pagina instagram di Jaked.

Gwangju 2019/heat 7 – La concentrazione è donna!

di Mauro Romanenghi

4x100 medley relay_roadtotokio/collage screenshot RAI

4×100 medley relay_roadtotokio/collage screenshot RAI

Oggi giorno delle scuse. Per fortuna non le ho sentite, quelle della staffetta maschile. Né voglio sentirle. Tredicesimi fuori dalla finale e dai qualificati di diritto per Tokyo. Sempre dalla parte dei ragazzi, però 3’35”8 non ci sta. Come dice la Pellegrini: “le donne sono più resistenti e riescono a tenere la concentrazione più degli uomini”. Ha detto tutto lei. Io aggiungo: italiane.

Capitolo Vergani. Difficile rientrare così. Però la colpa è solo, soltanto e solamente sua. A ventidue anni bisogna crescere e diventare responsabili. Ha perso un mondiale, e speriamo che non ci sia altro: i Carabinieri non saranno tanto teneri, secondo me. E ora sta a lui ricostruirsi. Seguiremo gli sviluppi. 

Capitolo Dotto. Lo so, è caduto. Lo so, non è colpa sua se è caduto. Ma bisogna riconcentrarsi. Ce n’erano altri sette con lui. 

Capitolo Cusinato. Quando si fanno delle scelte, bisogna accettare le conseguenze,. Buone o cattive. Lei lo sa e lo sa ammettere. La scelta non si discute, e nemmeno le conseguenze. Qua di sicuro non bene, con la sua progressione poteva giocarsi due tranquille finali e magari qualcosina di più.
Ora vedremo anche per lei. 

Capitolo Martinenghi. Una stagione di rientro a metà. Una stagione, per tornare al top, non basta. Bisogna lavorare, lavorare, lavorare. Perché il vertice è lì, a mezzo secondo. A vent’anni è presto per pensare che sia tardi. Soprattutto con questo talento.

Capitolo Sabbioni: come sopra, con tre anni in più. 

Capitolo Codia. Sfortuna(?), rimandiamo alla prossima stagione. 

Capitolo Bianchi. Arriva troppo tardi questa qualificazione. Forse, dico forse, fosse arrivata ad aprile oggi avremmo avuto dei bei duelli in più. 

E finalmente parliamo dell’ultimo giorno.

Ho scommesso con gli amici forte delle mie 5 vittorie di ieri. Ebbene, mazzuolato. Ho azzeccato solo due gare. La forma se ne è andata. Mia moglie in compenso ha centrato tutte le previsioni sulle staffette miste. Touché.

Si può sempre sbagliare in partenza. In genere, nei 50, chi parte male perde. Oggi la lezione l’hanno appresa in tre. Kolesnikov, nei 50 dorso. Pilato, nei 50 rana. Sioestroem e soprattutto Campbell nei 50 stile.

Esageriamo? Ma sì. Esageriamo. Benedetta Pilato poteva vincere. La progressione si è fermata a 10 metri dall’arrivo, ma non è così facile battere la King, soprattutto se ti guarda storto ogni bracciata (anche dall’altra parte). Alla fine ha dovuto farsi venire la vena grossa sul collo che le manca!

Ma che avranno da ridere sempre le raniste sul podio che si odiano a morte…

Nei 400 misti maschili Seto si presenta con più di tre secondi all’ultimo 100. Litherland, che sente il fiato di Trump sul collo, si lancia all’attacco. E quasi ce la fa. A onor del vero. Seto muore nell’ultimo 50, finendo in 29”66. Paura vera.

Parlando di podio, a 4’12” c’era un medaglia nei 400 misti uomini. Insomma, un tempo raggiungibile.

Si rivede di nuovo Ye Shiwen, due medaglie qui. Simpatia.

Ieri sera ragionavo con amici che forse era il caso di mettere la Smith in finale per gli USA. Che non sono stupidi infatti l’hanno fatto. Regan Smith non li ha delusi, si sa le donne restano concentrate più a lungo degli uomini, anche le statunitensi.
La staffetta statunitense femminile quindi demolisce il vecchio record di un secondo e un decimo. Un secondo è merito di Regan Smith, che fa 57”57. Passando in 27”74 ai piedi, che valeva la finale dei 50 senza problemi.

Se volete trovare i componenti delle staffette maschili USA, potete andare alla frontiera con il Messico. Hanno organizzato un Campus estivo di scuola di muratore. Kal-el Dressel sposterà i mattoni a duecento per volta, poi gli altri frazionisti li disporranno fino a 15 metri di altezza, senza farsi aiutare da lui. La malta la porterà Trump in persona, aiutato da Salvini che si sa è un grande esperto di murature. Trump conta in questo modo di risparmiare molto sui lavori di effettuazione. 

La Gran Bretagna vince una medaglia storica con il nuovo record europeo. Diamo però a Cesare quello che è di Duncan Scott: 46”14 nella frazione a stile significa che ha guadagnato un secondo e mezzo a Adrian. Terza la Russia, che perde il primato, ma se Rylov avesse trovato una buona apertura, forse forse…

Certo i cambi della Russia sono da invidia: 32 centesimi persi in totale. Il cambio Rylov Prigoda da applausi.

Penso che non imparerò mai che Manuel  è il cognome di Simone Manuel e We è il cognome di Shiwen.

Importante informazione che ora Dari darà il cambio a Suri, per i mondiali master. Dopo questa nota fondamentale, possiamo riposare tranquilli. 

Parliamo di Greg? Ma sì, parliamone. La Caporale inscena tipo un funerale: hai perso… beh ma ha vinto l’oro negli 800, un bronzo nei 1500, un argento nella staffetta in mare e qualificato nella dieci per Tokyo. Wellbrock è più forte, ma Greg ha avuto anche tanto da fare e un infortunio a maggio. Certo ci sono gli avversari, adesso, non li nascondiamo sotto il tappeto come la polvere. Ma vedremo. L’Italia c’è. Greg con lei.

Più che Crudelia Demon, con quei capelli la Pilato sembra Double Face di Batman. Gli manca solo la monetina da far saltellare… chi batto oggi?

Fino allo scorso anno nelle topten mondiali alltime c’era solo lei, Pellegrini. Oggi ci sono quattro azzurre. Pellegrini, appunto, poi Quadarella, Panziera, e Pilato. Crescete e moltiplicatevi. Per la gioia degli appassionati.

Chiudiamo con la collezione dei boschetti, mai lieti ma che l’Italia ha, essendo una nazione verde, sempre con sé: primato non invidiabile, spesso con il record italiano: tre staffette tre, tutte con record italiano. Burdisso, con record italiano. Di Liddo, con record italiano in batteria e semi e quasi in finale. E per ultima Panziera. Ricordando che le statue di bronzo sono meglio dei boschetti, ci aggiorniamo alla prossima.

Gwangju 2019/heat 6 – Se questa è crisi USA…quella del Settebello che è?

di Mauro Romanenghi

7bello_campionedelmondo_Corea2019/screenshot instagram andrea staccioli

7bello_campionedelmondo_Corea2019/screenshot instagram andrea staccioli

Allora devo chiedere scusa. Perché le parolacce non si devono dire. Lo sanno anche i miei atleti, dai quali non le voglio sentire e se mi scappano (capita) me lo fanno subito notare. L’ultima è stata al Foro Italico, pochi giorni fa, quando ho sentito “c…o” in bocca a una ragazza. Subito ripresa, una sua compagna mi ha detto: “tu lo dici sempre”. A parte che non lo dico sempre, non é una buona ragione per imitarmi, ho risposto. Insomma, cazzate non si dice. Ma rimango sulle mie posizioni. D’altronde, non sbaglia le virate pure Dressel? Eppure fa 49”6 a delfino. Non faranno così schifo. La Sioestroem ha preso un metro dalla Mcneil nei 100 farfalla in virata. Farà così schifo a virare? Bene, chiudo qui la faccenda. 

Visto che ho parlato di Foro, consentitemi una digressione a 25 anni fa. Io c’ero. Con altri 15000. Una calda serata, nella tribuna sopraelevata del Foro a Montemario, e la Spagna di Estiarte si arrese 10 a 5. Ricordo un goal da 10 metri, spettacolare:

https://www.youtube.com/watch?v=VYTvHNDrwIQ

Una bolgia. La Spagna annichilita. Era il goal del 7-2 , che ho rivisto, una bomba da lontano. Come oggi, quel 7 a 3 di Dolce, la palla che schizza sotto l’ascella di uno spagnolo. E lì capisci che tutto gira giusto. Con le prime quattro superiorità che entrano tutte, con la Spagna che sbaglia il rigore del vantaggio, che ne fa 4 su 13 in superiorità, non segna neanche sola davanti al portiere. Insomma anche oggi, 10 a 5. Giorni così, che si ripetono ogni 25 anni. 

La nazionale di nuoto che c’entra? C’entra, era lì a tifare. Scatenate Casti e Di Liddo, che quasi si scaraventa giù dalle tribune. Il telecronista impazzito che cita il 1975 e il porompompero, il famoso coro del 2006 in Germania (????). Ma oggi vale tutto. 

Ebbene festeggiata la vittoria del Settebello, che io seguo da Los Angeles 1984 (anche se di pallanuoto non capisco nulla, infatti ho fatto prendere 50.000 lire di multa a una squadra quando mi sono seduto in panchina come viceallenatore), torniamo in piscina. 

Prima però un doveroso ricordo alle vittime della sciagura nel locale notturno. Le feste non dovrebbero mai finire così.

Siparietti oggi dopo le batterie dei 50 rana dove una certa Pilato infila un 29”98 che è il nuovo primato italiano assoluto e di ogni categoria. Penso una cosa mai successa finora.
La Carraro la dipinge in tutta la sua gioventù, ma sappiamo che la Carraro vive con il cartonato della Casti da battere in camera. Dopo la semifinale e gli sguardi assassini del pomeriggio, cambierà la sagoma del cartonato. Domani prevedo scintille. 

Per inciso, la Pilato è la settima performer di ogni epoca nei 50 rana. Solo in otto sono scese sotto i 30 secondi.

Dichiaro ufficialmente chiusa la crisi USA dopo i cinque ori cinque di oggi. Anche se con il sudore della fronte, come diceva qualcuno, che impregna le bandana. Tragedia evitata anche per Ledecky, che aveva la lettera per la frontiera con il Messico già sulla scrivania di Trump. Sprint finale e lettera nel cestino. 

La Quadarella però ha sentito odore della medaglia, parole sue. A Tokyo propongo di vestire la Kationa con delle orecchie di coniglio, così Simoncina può fiutarla e andare in caccia. 

Per buona creanza, dopo la quarta prestazione alltime nei 1500, la Quadarella fa anche la quarta negli 800. Par condicio.

Il responsabile del sito FIN lancia la moda del bum bum. Ben due post nell’ultima settimana. Deve avere fra i suoi amici degli appassionati di pugilato.

Sempre dalla Caporale una paio di scenette da manuale. La Sioestroem che chiosa: “sono molto felice perché questa è la mia prima medaglia a questi campionati”. Ma come, e l’argento dei 100 farfalla e il bronzo dei 100 e 200 stile? Quelle non contano? Mi immagino la Sioestroem che arriva a casa e butta le medaglie che non sono d’oro…questa sì, questa no.

Arriva la Efimova, alla domanda cosa ne pensa di questo mondiale: “il peggior mondiale a cui abbia partecipato”. Poche parole, ma efficaci.

Arriva Miressi, ed ecco il solito discorso della stanchezza. Siamo tutti stanchi, sono gli ultimi giorni… mancherebbe ancora una mista. Bene, siamo a posto.

Arriva la Panziera, faccia da funerale. E come darle torto, arrivi con il primo tempo e perdi in cinque giorni tutte le tue certezze. E la medaglia. Una sonora e severa lezione. Ma io sono sicuro che ce la farà. Ci piaci di più senza broncio, Margherita.

Spariti dai radar Ceccon e Codia. Il primo evanescente. Mentre qua i millennials fanno furore, anche il suo alter ego Burdisso, il ragazzo dell’ultimo treno, lui è evaporato. Codia dopo un bellissimo 50 lo aspettavo nei 100. La schiena pare averlo tradito. Altro brutto allarme per la staffetta domani. Amen.

Parliamo un po’ di tecnica. Vincitrice dei 200 dorso, sbarella un po’ in giro con la testa la Smith. Forse passare in 59”45 ai piedi non le ha fatto benissimo. Infatti torna in 1’04”… l’incoscienza della gioventù.

Rylov sbarella più di lei. Ma la forza in acqua è senza pari. 

Le raniste hanno preso questo vizio di muovere la testa o inclinarla di qua e di là. La migliore è la King, che si girava ogni bracciata dei 50 rana a guardare la Atkinson. Ma che ti giri, nuota!