SuperLife 8 – Le gare dell’estate!

di redazione podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Torna la banda del salvamento, con Fogliani in disturbo nel senso che ci manca! Ma ce né per discutere: Fabio Tadini, per tutti semplicemente il “Re”, Stefano Foggetti, tecnico della Rari Nantes Torino, e naturalmente le scomode previsioni e domande di Mauro Romanenghi. Tante gare di cui parlare, le convocazioni della nazionale, i nuovi protagonisti e i record dei categoria. Tutto in soli tre quarti d’ora di salvamento, più i saluti alla nuova arrivata in casa Longobardo. E coma da tradizione, due parole sui Master. Ovviamente solo su SuperLife, che porta benissimo ma solo se non fa previsioni Mauro Romanenghi.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.
Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 03/08/2019
Credit foto Mauro Romanenghi

Italiani estivi lifesaving 2019 – Campionati italiani estivi: nazionali europee…e non!

di Mauro Romanenghi

italianiestivi_Roma2019

italiani estivi Roma2019

E’ terminata anche questa stagione nazionale, e ora ci dirigiamo diretti verso gli Europei che si terranno a settembre in Italia. Una prova generale dei Mondiali del prossimo anno, sempre in Italia. Siamo pronti? Adesso vedremo, ecco alcune cose che ho visto a queste gare.

Intanto diciamo che comincio a sentire il peso degli anni. Me ne accorgo dal viaggio in pullman di ritorno. Non avevo mai dormito, l’ho fatto per buona parte del viaggio. Ma venire è sempre un piacere, e vale la candela.

Avendo cambiato sede di albergo ho sperimentato il disagio traffico di Roma: abbiamo provato anche l’ebbrezza di fare sette chilometri in cinquantacinque minuti. 

E per fortuna ai Mondiali non si gareggia a Roma. Spero che se così fosse stato, avrebbero rimesso a posto il Foro Italico pulendolo un po’. Sì perché le tribune sono veramente di una sporcizia epocale. Un po’ per la maleducazione di chi lo frequenta, un po’ perché è dura pulirlo tutto, e poi non so che altro dire. Ma quando ha piovuto è sceso di tutto dalle gradinate.

Scena vista all’entrata di una delle giornate di gara. Un addetto al’ingresso fa entrare un po’ in anticipo delle persone per montare i gazebo. Due ragazzi restano indietro e vengono lasciati fuori, dicendogli che comunque mancano dieci minuti. Spostiamo una sbarra e gli diciamo di entrare (lo so, abbiamo sbagliato) perché se sono entrati in dieci possono entrare anche in dodici. 

Arriva questo addetto e dice che che la FIN lo paga 30,000 (trentamila) euro per decidere chi entra e chi no. A parte il modo e la battuta, si ricordi di tenerlo stretto quel posto di lavoro. E la FIN si ricordi che quei soldi non vengono dall’etere. 

Il clima non è stato sempre benevolo questo giro. Un bel temporalone ha funestato il pomeriggio di sabato, già lungo di suo. 

Capisco che non si dovesse perdere tempo, ma due batterie sono state corse nel diluvio universale, e una era la prima serie del torpedo femminile: gente che si giocava la nazionale. 

Non che tutto si decidesse in quella gara, intendiamoci, ma non credo che ai categoria di nuoto avrebbero gareggiato. Noi invece sì. Onore come sempre al salvamento.

Giudici eroici comunque. Pure lo starter che nonostante la pioggia tentava disperatamente, alla fine con successo, di far ripartire il cronometraggio che si era guastato da uno dei due lati.

Come giustamente fa nuotare il coach di Maranello, il tabellone finalmente dopo dieci anni ritrova la sua giusta collocazione. Il tabellone del Foro Italico deve stare sul prato, nella discesa del tunnel. Bentornato a casa!

Nazionale giapponese ospite questo giro. Dopo il Settecolli vengono qui anche con il salvamento. Una trasfertina tranquilla in un posto vicino. 

Parliamo di gare, però, se non che ci stiamo a fare qui?

Se andate a vedere i risultati noterete una enorme mole di ottime prestazioni nella categoria Ragazzi e Ragazze, che sta esponenzialmente crescendo. Addirittura diversi vincitori di questa categoria maschile hanno fatto meno che gli Junior. Parlo di misto, ad esempio, e trasporto. Ma anche superlifesaver non ha sfigurato. Insomma, abbiamo dopo anni un categoria Ragazzi in nazionale Youth. Questo in prospettiva molto bene, per ora non benissimo: in alcune gare i tempi non sono certo quelli a cui eravamo abituati gli scorsi anni. Certo non sono i Mondiali quelli che andranno a fare, ma il primo tempo del misto è 1’07”, quello del trasporto 32”5. Insomma, vedremo: ovviamente, come sempre, massima fiducia!

Primati italiani Ragazzi conseguiti qui: quattro individuali e tre di staffetta. Un terzo dei primati battuti. Insomma, grande miglioramento. Fa specie vedere che il livello del superlifesaver di questa categoria al femminile è quello delle Junior di quattro anni fa. Per me che vedo nel super la gara più bella (dopo bandierine) del salvamento, è solo una grandissima soddisfazione. E secondo me è merito dei nuotatori che sono entrati di prepotenza anche da giovani, anche se ritengo che il salvamento sia uno sport per vecchietti. Opinione ovviamente strettamente personale.

Però la nazionale Senior, a parte eccezioni, non è certo di primo pelo. Sanna, Gilardi, Niciarelli, Piroddi, Meschiari, Ferrari, Volpini non hanno certo vent’anni. Della nazionale ho sbagliato un solo nome: Lanzillotti. Ho promesso al suo allenatore che non farò più pronostici sugli atleti Rari Nantes Torino. 

E parliamo di Mattia Ponziani, unico record assoluto conseguito a questi campionati. Mi dicono che abbia sparato la sua ultima cartuccia, e quindi ci lasci. Ci lascia con questo 59”22 (passaggio sotto i 25” ai 50) nel percorso misto. Ciao Mattia allora, buona fortuna. 

Torniamo ai Ragazzi: gara di superlifesaver, Alessandro Marchetti al record (demolito) in 2’17”87. Esplode la tribuna sotto di me. Suppongo che siano venuti tutti i parenti, a meno che non abbia un fan club personale. Spero di no.

E dai e dai Giulia Di Fazio si prende anche lei il record del superlife. La Dibellonia quello degli ostacoli (che era di Bruna Pesole, mica pizza e fichi). Il record lo fa così: 30”3, 31”7. Ammazza.

Difatti il Nichelino migliora anche il record della staffa ostacoli Ragazze, al limite dei due minuti. Ma che fatica, con Kroton e Padova. Insomma la medaglia sotto 2’01”: mai visto prima. Neanche nelle altre categorie ci voleva così poco.

E alla fine il mio amico Marco del Padova Nuoto ha dovuto offrire da bere: ma non ce l’ha fatta, perché quest’anno ci siamo superati. Dal Prosecco al Rosé, passando per lo Chardonnay, gli aperitivi con salame e formaggio hanno oramai superato ogni livello di classe. Siamo all’ottimo, puntiamo all’eccelso. Io il mio l’ho fatto, come promesso.

La scoperta dell’apnea. Tantissimi provano le apnee lunghe col torpedo. Anche i più piccoli. E poi le apnee nel super in terza frazione. E le apnee dopo la presa della mista in quarta frazione. Abbiamo scoperto che le pinne si possono usare anche in apnea. Molto bene.

Unico record Cadetti, passato inosservato: la staffetta ostacoli uomini. Poiché il re degli ostacoli non aveva a disposizione tutte le sue cartucce causa regionali di nuoto lombardi, ci ha pensato l’Esseci nuoto a nobilitare la staffetta con questo 1’41”42: con Del Buono, Deplano, Sansone, Boretti. Cancellato Bentegodi 2012. Bravissimi.

Tre giorni dopo la fine dei campionati, con convocazioni già fatte in campo gara, nessuna notizia FIN. Non so se lamentarmi o essere contento. Anche i report stringatissimi: un copia e incolla preciso dei risultati. Poco materiale per il mio di report, quindi. 

Finiamo con la Eurojunior. Coraggiosi i selezionatori, con due scelte femminili per il mare: Tortello la certezza e Pasquino la novità. Vedo che nessuna Junior è stata chiamata per la piscina, e ciò rispecchia quanto visto in tutto l’anno. Nei maschi non mi pronuncio però i più forti a pinne e nei trasporti li vedo tutti. Io credo che se tutti faranno il loro compito e non ci saranno sorprese negative, quest’anno il titolo potrebbe anche ritornare in Italia. Ecco l’ho detto. Ma della Rari Nantes Torino non c’è nessuno!

Assoluti lifesaving 2019: una gara senza fine!

di Mauro Romanenghi

Italiani Salvamento Assoluti2019 - condizioni proibitive?

Italiani Salvamento Assoluti2019 – condizioni proibitive?

Quest’anno, dopo diversi anni, sono andato in automobile ad accompagnare i ragazzi a una gara importante. Non lo facevo da quando guidavo i furgoni in DDS, quasi quindici anni fa.
Devo dire che è sempre interessante viaggiare con loro, si scoprono sempre cose interessanti. Vi suggerisco di provare. E’ anche divertente.
Intanto si guadagna qualcosa: la madre di un ragazzo che accompagnavo, forse pensando che andassimo a fare un lungo viaggio ci ha fornito di ampia pasticceria. Insieme al mio cioccolato, è stato di aiuto in un tragitto che si sa al venerdì può essere gravoso.
Viaggiare in auto ha i suoi privilegi: terminate le gare in un attimo ero in albergo. Il mio record è stato di circa 5 minuti. Rispetto ai 15 impiegati con il pullman, tutta un’altra cosa.
Meno divertente il viaggio di ritorno. Non me lo ricordavo così faticoso: e lungo soprattutto sotto la pioggia e con la coda della domenica.

Lungo come questo campionato. Troppo. I primi cinque giorni secondo me sono sufficienti. Due assoluti e una gara a squadre sono abbastanza. I tre giorni dei categoria dove portarli? A settembre erano piaciuti ma pare non si possa. Ci sono gli Europei? I Mondiali? Non so, non mi sembra che ci siano stati così tanti atleti anche a maggio.

Devo dire che ho dato il via a una serie di successo: l’aperitivo serale. Il sabato siamo partiti con una magnum di prosecco in dieci, al bar della piscina, terminate le staffette del primo giorno. Il tutto è proseguito nei giorni successivi, alle gare al mare. Non senza qualche difficoltà: qualcuno infatti proponeva del vin brulé: vista la situazione, direi appropriato in alcuni giorni.

Parliamo anche di gare, che io però posso testimoniare in prima persona solo per la piscina.
Gare con diverse sorprese, devo dire, che mi hanno anche entusiasmato.

Primo giorno ci sono gli ostacoli. Ricordo quando ci approcciammo al salvamento, molti anni fa. “Ecco i nuotatori”, ci dicevano. Qualcuno mi ha anche chiesto cosa fossero venuti a fare, e comunque sono tornati i nuotatori. Un paio dei quali, dopo una mattina di assaggio, hanno dimostrato che gli ostacoli in apnea li sanno fare. Lombini, al mattino mi ha chiesto quale fosse il record italiano: gli ho risposto “questo qua”.”Ah” dice Lombini. Ho aggiunto: “per farlo ha fatto tipo 56”-57”. Al pomeriggio in 1’54” (56”-58”) stacca uno dei migliori tempi di sempre, iniezione di fiducia per lui anche per il nuoto puro. Un onesto 2’07” e delle ottime sub per Pirovano, che di certo non ha bisogno di lezioni in questo particolare, le danno il titolo.

Ecco cosa sono venuti a fare.

Lancio della corda. Sento lamentele sulle corde, sulla gente che si stacca prima (vero), su chi non sta fermo in corsia (vero). Io mi lamento dei 45 minuti di tempo per fare sei serie di lancio della corda e di dieci minuti persi a spiegare che hanno sbagliato le premiazioni degli Youth. Ma non facciamole più queste premiazioni, che tanto gli Youth hanno le loro gare di categoria. Meno premiazioni meno sbagli.

Il mio amico re degli ostacoli non mi delude, ma soprattutto vince con il suo ragazzo il titolo della corda maschile. Gliela dovevo, la citazione.

Livia Elisa Fiori la vedevamo fare avanti e indrè, come si dice a Milano, un paio di anni fa nel super. E io dissi: “questa ce la fa, te lo dico io” al re. T’é vist? Speriamo che sia solo l’inizio, va.

Molto allegro il controllo dell’addetto (o addetta) antidoping a Livia Elisa, secondo me. Naturalmente, personalissima opinione di addetto ai lavori che osserva.

E parliamo di record. Iniziamo da quelli mondiali, con Volpini nel primo giorno e Fabretti nel secondo giorno.
Il primo secondo me è più impressionante, perché si sapeva che lo valeva ma il tempo è di quelli che non ti aspetti. E neppure lei secondo me se lo aspettava, un tempo così. L’asticella è alzata, adesso, di parecchi centimetri.
Il secondo è una barriera che aspettavamo, quella dei 50” nel manichino pinne. I miei timpani stavolta li ho tenuti al sicuro, perché le urla del suo allenatore mettono a dura prova il mio apparato uditivo. Il trasporto è quello che più impressiona, credo sui 30” o meno da quando ha effettivamente in mano il manichino. Penso che molti uomini facciano fatica a farlo. A delfino, per giunta.

Continuiamo a parlare di record. Mauro Ferro da Noale aggiusta il suo primato del trasporto fino a 28”48. Il brindisi lo aspetto a Roma, al solito baretto in tribuna, bello caldo caldo. Magari non con il vin brulé.

Scenetta del sabato. Si discute al mattino sulle staffette alla riunione tecnica. Chiedo lumi sulla consegna e se si possono fare dei cambi al pomeriggio. Rassicurato, me ne vado. Ovviamente non ho capito nulla, perché i cambi si possono fare ma solo di formazione e non di tempo di iscrizione che io non ho presentato. Quindi tutte le staffette partiranno senza tempo, in ultima serie. Fantastico. Ovviamente vengo preso in giro da tutti gli allenatori, salvo da coloro (non pochi, scoprirò poi) che hanno capito male come me.

Il risultato è quattro ori su quattro. Applausi serali per la strategia che mi auguro caldamente di non ripetere mai più.

Infilata spettacolare degli allievi di Foggetti agli Assoluti. Lanzillotti, Cristetti, Petruzzi, senza considerare Gilardi in forza alle Fiamme. E una Cristetti convocata di diritto. Insomma show Rari Nantes che si assicura anche la classifica a squadre.
Parlando con Stefano, la sera della domenica prima di lasciare Riccione, gli dico: “avete già vinto lo scudetto”.

Risposta del lunedì sera di Stefano: “la tua tattica della domenica ha funzionato, Mauro”.
Una birra anche per Stefano, al baretto del Foro, non la leva nessuno.

Tra l’altro vale anche per me il detto “chi si loda si imbroda”. Nell’articolo per OAsport ho declamato come vincitore del torpedo Pezzotti. Con tutto il bene che voglio a Pezzotti, come mi sia venuto in mente il suo nome a torpedo resta tutt’ora un mistero anche per me. Ovviamente beccato subito in castagna.

Fantastica gara a squadre lunedì. Io la seguivo online, con le foto, i risultati, ma le 20 e poco più squadre hanno lottato fino all’ultimo. Lo testimonia il 2’17 pari del mattino fra le prime due. Ma la lotta più bella è stata quella della Nuotatori Canavesani il cui unico e solo obiettivo era battere la squadra del Re, al secolo la Nuotatori Milanesi di Fabio Tadini. Obiettivo centrato per la bellezza di 15 punti. Son soddisfazioni.

Sturla quarta zitta zitta. Secondo i miei conti, secondo miglior punteggio del campionato a squadre e rimonta dal tredicesimo posto del mattino a sfiorare il podio. Dai problemi alla piscina a un grande, grandissimo campionato. Chapeau.

Parliamo di mare, anche se non l’ho visto. Nel mio tragitto di ritorno da Riccione, parlando con un ospite viaggiante sulla mia supercar, costui mi diceva del viaggio di Borgnino in Nuova Zelanda per fare esperienza: “ma solo se le condizioni saranno critiche vedremo qualcosa”. Direi che le condizioni erano abbastanza critiche e che il lavoro in Nuova Zelanda si è visto. Borgnino ingaggia un gran duello con la Rigatti e ne esce vincente per due a uno, Ocean e canoa contro tavola.
Onore alle due, avrei visto volentieri il tutto.

Onore pure alla giuria per avere finito le gare del mercoledì, secondo giorno dei campionati, dopo aver disputato solo due finali il primo giorno. Mille finali a serie, gare a ripetizione, maratona fino alla sera. E tutte le gare completate. Quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Lavoro eccezionale.

Stavamo dicendo che gli specialisti cominciano a farsi largo: canoisti, ma soprattutto sprinter, vengono a gareggiare. Alla fine il regolamento è il regolamento, se uno sa correre che faccia quello che sa fare meglio: ricordiamoci che il salvamento nei prossimi anni cambierà. Dovremo cambiare pure noi, alla faccia de “ecco i nuotatori” di venti anni fa.

Qualche nome sulla nazionale che verrà? Mi gioco la birretta al Foro Italico numero 25. Per gli uomini Piroddi, Ferro e una sorpresa per il mare me la aspetto. Quale sesto? Vedremo ai categoria: Sanna, Niciarelli, Petruzzi e Pezzotti sono i miei nomi della rosa.

Per le donne Volpini imprescindibile, Lanzillotti, Meschiari e Borgnino i nomi che mi aspetto.

Vediamo quante birre mi toccherà pagare.

Categoria invernali di salvamento: ho visto un re…anzi tre!

di Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

Si ricomincia.

Solite cose: tanti atleti, tanti amici, comunicati FIN sbagliati, aperitivi, fritti misti, cose così insomma. Vi dirò tutto, ma andiamo con ordine.

Nota iniziale uno: l’articolo serio sui risultati dei campionati non è qui, ma su OAsport. Cercatelo.
Nota iniziale due: il podcast parlerà di tutti i protagonisti, anche in ambito giovanile. Lo troverete nei prossimi giorni.

La novità vera è che quest’anno c’è il Gestionale.
Non è una nuova figura lavorativa, che gestisce tutto e tutti. Non è neanche un team. Non è l’ufficio che organizza l’evento.
No, è il fantomatico programma che tutti odiano ma a cui finalmente si può dare la colpa senza che nessuno rischi brutte figure, impicci, il posto di lavoro.
Manca un atleta nella starting list? E’ il Gestionale. Le iscrizioni sono chiuse? Chiedi al Gestionale. Ho pagato troppo? Ha incamerato la tassa il Gestionale. Le uova sono troppo fritte? Sarà stato il Gestionale.
Il problema è che il Gestionale non parla, qualcuno le deve dire queste cose. E allora i vaffa se li prende l’ambasciatore del Gestionale in campo gara.

Quest’anno il Gestionale gestisce anche le multe per le assenze non date. La svolta è epocale. Ti dimentichi? Settantacinque euro così, sfilate che neanche il miglior borseggiatore sulla linea rossa della metro di Milano, a ogni gara!
Banco di prova, il Salvamento. Teste fumantissime in segreteria, e non solo lì. Immagino ai Criteria. Provate ora a dire “mah stamattina i 1500 stile libero magari non li faccio”.

Ci sono state anche delle gare. Orari umani, stavolta. Sono stato molto felice di non aver dovuto ingoiare la colazione ogni giorno.
Il merito va anche all’anticipo di mezza giornata, che ha scisso completamente la prima parte dalla seconda. La mancanza della tonnara del torpedo non si è fatta sentire, e nessun Esordiente A è stato maltrattato in questi campionati durante il riscaldamento.

Al bar con i miei amici siamo ormai un’istituzione. Contano i minuti per quando verrà aperta la bottiglia successiva, e con cosa sarà accompagnato. E’ un vero flashmob, tempo dieci minuti: c’è chi ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive. Aspetto ancora la genzianella. Per Roma ci conto.

FIN sugli scudi, come sempre. Lo so stavolta non dovrei parlare perché ho sbagliato pure io, ma lo faccio lo stesso. Nota dopo la prima parte, tre titoli italiani assegnati a Vivalda. Compreso il superlife Ragazzi. Che ha vinto Marchetti: ma il peggio è che Vivalda manco lo ha fatto. Meglio la seconda parte, dove si è ignorato solo il record italiano della staffetta Cadetti maschi. Vita dura per i comunicati federali.

SIC (salvamento in cifre) batte ILS due a zero. Guardo la gara del torpedo Cadette, record mondiale giovanile della Cappai. Controllo sui miei dati: c’è. Passa un minuto e mi chiedono è record? Sì, è record. Sfiducia nella ILS? Beh visto che mette ancora il record del mondo della Fabretti a 50”78, sì, c’è sfiducia. Stessa scena per il trasporto Cadette. Fa piacere quando si fa qualcosa di utile.

Arrivo in piscina credo mercoledì o giovedì. Stanno lavorando alacremente in vasca esterna da 50 con trapani ecc. Penso “va che stanno facendo manutenzione”.
Torno nel pomeriggio e ci sono tanti piccoli gommoncini bianchi.
Il giorno dopo c’è una tensostruttura montata e la piscina coperta. Vedete che in Italia se si vuole fare una cosa in tre giorni si fa. Chapeau.

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Il Gestionale esige di iscrivere le staffette con i nomi già inseriti. Peccato che non ti faccia mettere il tempo, quindi devi presentarti in campo gara per darlo. Poiché credo di non avere mantenuto una formazione di quelle che avevo iscritto, ho passato molto tempo in giuria. La giudice sta avendo gli incubi ancora adesso.

Allora nel mio gruppo di amici abbiamo vari re, a seconda del titolo che ogni tanto per avventura qualche atleta riesce a vincere. L’unico che mantiene il titolo di re degli ostacoli è Fabio Tadini, la cui staffetta ostacoli femminile vince un titolo ininterrottamente dal 1917.
Ha anche provato a vincere il titolo di trasporto con un atleta: subito altri due allenatori del nostro gruppo hanno vinto un titolo. Per ribadire che di re ne basta uno, ma io ne ho visti tre in un giorno.

C’è da dire che manca la regina al nostro gruppo. Io un’idea ce l’avrei, però devo sottoporla al Senato del gruppo. Essendo io senza titolo nobiliare, non ho diritto di voto.

Scena. Sono sulle tribune a guardare trasporto. Sapete che io mi muovo agilmente nel mucchio delle tribune per seguire tutti gli atleti più interessanti. Allora mi guardo i 50 manichino Cadette. Vince la Fiori. Dopo circa venti minuti, durante i Cadetti maschi, la vedo passare per le scale in costume e piedi nudi. Quattro volte. L’ultima volta le spiego che la stanno aspettando nel sottopassaggio per l’antidoping: che sta a metà piscina, a circa venti metri da noi. Credo ci sia arrivata.

Gare Esordienti. Staffetta trasporto. La prima frazionista di una squadra della prima serie (si dice il peccato ma non il peccatore) segue la compagna per dieci metri! Quando si dice l’aiuto psicologico!!!

Mi si chiede in tribuna se quest’ultima azione è consentita dal regolamento. Non lo so. Esso dice che l’atleta deve tornare nella zona di cambio. Non dice quando. La bimba lo ha fatto.

Seguo la gara del superlifesaver Ragazze. Mi aspetto un dominio. Invece è la gara di superlifesaver più bella dei campionati. E due tempi di tutto rispetto, da podio fino alla categoria Cadette. Ovviamente, entrambe sotto il vecchio record italiano. Dibellonia e Di Fazio, se interessano i nomi.

A proposito di superlifesaver, secondo me tre ore di superlifesaver sono troppe. Lo dico contro i miei interessi e con tutto il rispetto per chi lo fa, ma forse è ora di ridurre un po’ i partecipanti. O iniziare un po’ prima quando c’è.

Prima della staffetta Ragazzi maschi trasporto, ultima gara dei campionati, tifo abnorme sugli spalti. Ho seriamente temuto per l’incolumità delle tribune e anche di chi ci stava sopra. Esame superato, le tribune torneranno anche per i Criteria. Anche i bambini, tutti salvi a casa.

Ultima gara dei campionati, invece, il percorso misto. Se ti chiami Ippolito e fai 25”8 al passaggio e un’apnea di 9”, potresti fare un bel tempo, e anche il record italiano assoluto. E far piangere la tua allenatrice. O tutte e tre le cose. Fatte.

Alla prossima, e tutti allegri bisogna stare che se no i re diventan tristi se noi piangiam.

E’ nata SIC!

di Redazione

SIC - Foro Italico/Mauro Romanenghi

SIC – Foro Italico/Mauro Romanenghi

acquastampata è lieta di presentarvi SIC – Salvamento In Cifre, la nuova pagina dove trovate i record e le graduatorie del nuoto per salvamento italiano, aggiornati gara per gara grazie al prezioso lavoro di Mauro Romanenghi e Marco Agosti.

Buona lettura a tutti!

La redazione di acquastampata

 

SuperLife 6 – Italiani milanesi ma non solo!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonché responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti con noi due gentili ma decise fanciulle e un prode cavaliere: Silvia Meschiari, Federica Volpini e Andrea Piroddi. Che non penso abbiano bisogno di essere presentati, ma noi lo facciamo. Campioni mondiali, primatisti del mondo, poliziotti (chi più chi meno) delle Fiamme Oro.

Oggi domande facili. Siamo a Natale quindi ultima puntata dell’anno del podcast sul salvamento più amato (o no?). Chiediamo quindi a Silvia e Federica di raccontarci un po’ della loro avventura mondiale prima di parlare un po’ delle gare appena passate. E visto che si è intrufolato, sentiamo anche Andrea Piroddi, che mentre finisce tutto il dolce ci racconta anche dei suoi avversari di pinne e di come si ruba (in senso figurato) i segret. Soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento che apprezza le festività natalizie.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto Mauro Romanenghi

SuperLife 5 – AustraloMondiali!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti:i graditi ritorni di Federico Gilardi e Jacopo Musso, campioni mondiali di superlife e torpedo.

Si parla di Mondiali. L’Italia torna dall’Australia con un nuovo record del mondo, quattro
titoli mondiali e un quinto posto nella classifica assoluta. La piscina, la spiaggia e il mare scuro, il vento, il freddo, le intervistea bordo vasca! Ma anche tante medaglie, qualcuna inaspettata. Insomma il commento degli ultimi mondiali australiani dalla viva voce dei protagonisti…soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento sempre sul pezzo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto: IlFogliani

Mondiali lifesaving Interclub – 6/ i Titani si scontrano sempre sulla sabbia

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub - Titani on the beach

mondiali salvamento Interclub – Titani on the beach

Nel 2014 sono andato ai Mondiali interclub a Montpellier. Allenavo allora una senior, che fece delle oneste gare e una finale a frangente. E delle Junior, alcune delle quali ora sono delle Senior e hanno vinto titoli assoluti di staffetta. E ricordo ancora il Maroochydore, squadra junior della Chelsea Gillet, con cui ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere. Il suo allenatore mi regalò la sua cuffia. Oggi il Maroochydore vince il mondiale Youth interclub, dopo aver dominato in mare e in vasca, e col terzo posto nel SERC. La cuffia è con le mie innumerevoli cuffie, insieme alla maglietta del Nottingham SLS. Il mio cuore sempre a Montpellier, nella vasca di una 4×25 trasporto femminile.

La SAFA risponde all’appello e i suoi componenti vincono due titoli: uno è di Vivalda, e lo aspettavamo, nelle pinne. L’altro è la staffetta mista uomini.

Mi cospargo di nuovo il capo delle briciole dell’hamburger che ho mangiato a pranzo. Ieri ho commesso una dimenticanza e un grave errore.
La dimenticanza è il bronzo a trasporto per Giulia Calistri, che oggi aggiunge un oro nelle pinne. Ma resta da capire cosa sia Olimpia Angri.

L’errore è il record assoluto di lancio della corda. E mi hanno pure mandato la foto. E’ di 13”76. In batteria. Ma la foto è giusta, le campionesse sono quelle.

Ultimo oro giovanile, Cipriano nel torpedo. Scafati mi ha mandato le foto, ma non hanno raggiunto in tempo la destinazione. Sarà per la prossima volta: più tempestivi, ragazzi!!!

E veniamo alla mia specialità preferita. Come i 50 stile, sono sempre l’ultimo giorno.

Ma prima un piccolo excursus. Mettiamo la gara di tavola femminile. Ci sono 140 partecipanti. Di queste passano 54 al secondo turno. Di queste passano in semifinale 32. A questo punto della mattina hai già fatto tre gare di canoa in mezzo a qualsiasi condizione di mare. E ti devi fare la semi, il terzo turno, magari c’è pure la staffetta tavola o la staffetta Ocean, che di solito sono altrettanti turni. E se sei pure brava a correre ti tocca una frazione della sprint 90 metri. Se poi sei molto brava, vai pure in finale al pomeriggio: e già perché in tutto questo mica ci si ferma per pranzo. E via con la finale di tavola, di staffetta tavola, sprint, e hai fatto 8-10 giri in mezzo alla spiaggia. Con freddo, caldo, sole, pioggia, vento, sabbia. Quando gli atleti mi dicono che devono fare due gare in un pomeriggio, dovrebbero dire: SOLO due gare.

In tutto questo, solo pochissimi dei campioni mondiali per nazionali hanno confermato il titolo negli interclub. Una è la Forsyth, che dopo una battaglia enorme vince la gara più dura che c’è. Bandierine: almeno venti alzate in un giorno. Il sudafricano campione mondiale lascia alla seconda alzata di finale. Poi botte da orbi, squalifiche per partenza anticipata, bandierine sepolte, due proteste, e alla fine vince Drysdale. E chi è? E io che ne so. Ma è il mio idolo di giornata. Se lo incontrate lui è il Campione del mondo interclub di beach flag. Il migliore: e basta.

Mondiali lifesaving Interclub – 5/Scafati Day

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 4

Oggi streaming con il contagocce ad Adelaide. Si vedono solo le batterie delle gare individuali: e poi tutto d’un fiato le gare sprint. Batterie, poi quarti, poi semifinali, poi finali. Senza pausa, femmine e maschi. Non è che quando salvi qualcuno si riposa. O corri, o corri.

Il tempo è mutevole. Le parole dei testimoni Crocodile presenti: “qui ti entra la sabbia in ogni orifizio”. Preferisco non avere l’ardire di commentare. Molti si lamentano delle condizioni, dodici ore in piedi. Servirebbe la mia seggiola da spiaggia, che tutti ben conoscono. Ma non c’è. E Ti voglio vedere portarla in Australia come bagaglio a mano in dodici ore di volo.

L’intervistatore si aggira per la spiaggia, durante la sosta delle gare. Intanto si sono svolte, a mia insaputa e senza filmati, le finali del frangente. E della staffetta Ocean. Naturalmente dominio assoluto degli australiani. Stranamente tra l’altro. Il personaggio, orfano al momento della sua accompagnatrice oramai da giorni, si avvicina a un tavolo di un bar dove una comitiva sta sorseggiando, all’alba delle 16, dei boccali di birra, e candidamente chiede cosa stiano bevendo. Ma per Diana e Toutatis, sei in Australia in spiaggia. Cosa vuoi che stiano bevendo, in boccali di birra, pieni di bevanda che sembra birra, in un pub sulla spiaggia di Glenelg?

Compaiono le gare sprint. Mi guardo la finale maschile. Il vincitore sfreccia come un missile e esce dalle cabine dopo lo stadio dello sprint: forse pensava che i signori al tavolo avessero già ordinato per lui per festeggiare. Nulla di fatto, rimandato nelle grinfie dell’intervistatore.

Torniamo in piscina: e qui contiamo del triplo titolo mondiale della Gym Sportmania Scafati. Doppietta di D’Angelo nel misto e trasporto, accompagnato da Cipriano al bronzo. E vittoria nella staffetta trasporto. Oggi è la giornata per lo Scafati, niente da dire.

Altre medaglie dalla piscina, Vivalda nel torpedo aspettando la gara a pinne, la staffetta della SAFA nella mista lifesaver. Insomma, molti podi. Senza dimenticare Giulia Calistri. Giulia, stranamente, non ha trovato pesci arcobaleno in spiaggia, non ha preso dentro picchetti, non ha inciampato nelle scale dell’impianto e porta a casa un bronzo nel misto e un argento e torpedo. Brava Giulia ma c’è ancora domani. Occhio mi raccomando.

Finiamo sulla spiaggia. Maranello si cimenta nella staffetta lungo percorso 2x1Km. Quarte le ragazze. E brave ragazze. Peccato che lo streaming, per queste gare, non sia previsto.

Il mio Crocodile Dundee è oramai sulla via del ritorno: ma mi spedisce un souvenir natalizio da Hong Kong: poi non dite che non siamo internazionali. La foto di copertina di oggi è tutta per lui.

Mondiali lifesaving Interclub – 4/World champions Youth dall’Emilia, rewards wonder!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 3b

Come gli opliti spartani, anche in Australia i giovani vengono svezzati con la prova della virilità. Una mattina molto ventosa tutti i ragazzi vengono portati con la guida di un anziano sulla spiaggia di Kauamata, che in lingua locale significa “Colei che sfida la grande onda con la tavola piatta” (senza nessuna allusione sessuale). Lì a ognuno viene fornita una tavola di vetroresina e dopo la benedizione della guida  tutti sono lanciati nelle onde del padre Oceano. Dopo innumerevoli sforzi, coloro che superano i marosi del frangente vengono a trovarsi a contatto con le boe colorate della board rescue, e toccandole sanno di aver superato la prova. Chi non supera il frangente, torna dalla guida che li sacrifica alla Dea del surf mantenendo così la tradizione.

E così gli australiani selezionano i loro talenti. Oggi il sacrificio è solo rituale, ma la tradizione rimane ed ecco perché all’età di 10 anni tutti gli australiani sanno stare in piedi su una tavola. Ed ecco perché sono i campioni del mondo di salvamento.

Si aggira per il campo di gara il solito intervistatore, oramai temuto da tutti che cercano di evitarlo. Tra l’altro comincia a fare caldo e lui gira con questa camicia improponibile alla Bob l’aggiustatutto. A un certo punto becca una tipa sudafricana, che gareggia per una squadra francese: sa solo lui come ha fatto a trovarla.

Tutta la giornata alla ricerca infruttuosa della squadra polacca: la missione dell’intervistatore fallisce miseramente e quindi lui e la sua amante (oramai è così) giudice speaker o quello che è salutano la Polonia dall’Australia. Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Al mare dominio assoluto degli aussies. Sono Currumbin e Northcliffe che ovviamente la fanno da padroni. Ogni tanto sprazzi di Italia, ma pochi. Li cerco sullo streaming disperatamente, come nella finale di torpedo femmine dove dopo i soliti Northcliffe, Currumbin eccetera la IN Sport Rane Rosse combatte per il podio. Ci speravo ma niente da fare.

Le pubblicità sullo streaming sono eccezionali. Forse la FIN dovrebbe imparare dalla Lifesaving Australia. Corsi per tutte le età, per disabili, per bambini, per diventare bagnini e salvare vite. E una campagna per nuotare fra la boa gialla e la boa rossa. Non giocare con la tua vita. Nuota fra la boa gialla e la boa rossa. Se lo dici in Italia, quaranta interventi al giorno per spiaggia: da noi dovresti dire nuota fra il bagnasciuga e la nonna Adele che si bagna le ginocchia.

Andiamo in piscina. E qui l’Italia torna protagonista dove meno te lo aspetti. Noi che ci crediamo lo sappiamo: se una cosa viene allenata, qualcosa si ottiene. E così le giovani opliti di Maranello vincono il titolo mondiale per club di lancio della corda, con il nuovo primato italiano assoluto in 14”14. Grandi feste e grandi bevute di lambrusco a Milano, al ritorno dei vincenti. Fantuzzi Sfondrini il binomio vincitore della storica medaglia, la cui effigie verrà scolpita a Maranello di fianco a quella di Tazio Nuvolari e Giuseppe Farina.

Altre due medaglie dalla piscina, negli ostacoli: da Maranello nelle femmine e da Scafati nei maschi. Ma vincere il titolo mondiale non sarà semplice quest’anno, ci sono tanti avversari. Fra due giorni vedremo. Nel frattempo che la Dea del frangente vi protegga tutti.