Europei di salvamento 2021 – Le ragazze Oceaniche!!!

Cornelia Rigatti, prestazione Oceanica!!! (credit photo: Rachel Guerard)

Alla fine chi la dura la vince, e il Campionato Europeo è stato portato a compimento!
Gli spagnoli hanno dovuto fare certo i conti con diverse rinunce, prime fra tutti quelle degli inglesi e irlandesi, che hanno certamente abbassato la qualità di questo campionato soprattutto nelle Oceaniche. Nonostante tutto le nazioni sono state quattordici, anche se molte non schieravano atleti in tutte le gare. Infatti è capitato che tutti gli atleti iscritti prendevano punti. Rispetto a Riccione entra solo la Grecia, ma comunque da venti squadre si scende di un bel numero: quindi niente crescita, ma ce lo si poteva aspettare. 
Tuttavia quello che non capisco è perché non venire a gareggiare: ad esempio visto che in Gran Bretagna si giocano partite con migliaia di persone nello stadio, e si ha paura di venire in spiaggia a Castellon de Plana praticamente senza pubblico. Sono scelte, naturalmente: non so se sanitarie o economiche, ma scelte. Tante sono le decisioni strane in questo periodo, devo dire la verità, ma qua si parla di salvamento e allora…vamos!

La vittoria arride alla Francia in campo assoluto, e alla Spagna, bravissima, in campo Youth. 
Il podio assoluto di Riccione si ripete con Francia, Italia e Germania, ma l’Italia vede più azzurro di quello che dice la classifica, grazie a due ragazze…Oceaniche e a qualche altra sorpresa sabbiosa.
Zero primati in campo Assoluto, cosa molto strana ma devo dire che ce lo si poteva aspettare in una gara dove le pause sono molto limitate, le gare concentrate e soprattutto oramai i livelli raggiunti sono elevatissimi. Non è facile inoltre riadattarsi a questi ritmi gara con così tante specialità, tante giornate e pochi atleti, quindi pause ridottissime: vorrei vedere voi fare un record del mondo se devi fare otto gare in tre giorni con staffette, gare individuali, batterie e finali. Questo è purtroppo l’annoso  e irrisolvibile dilemma del salvamento, per cui la gara a squadre va a inficiare sulle prestazioni individuali. Dilemma di facile soluzione in realtà, se si potessero iscrivere i migliori due atleti per ogni gara come si fa nel nuoto: ma la sordità della Federazione internazionale su questo argomento continua, e ciò è causa di problemi come sappiamo per la crescita a livello olimpico.

Altra questione è vedere o meglio seguire le gare e ottenere i risultati. Mettiamola così: pulire la stalle di Augia per Ercole non era uno scherzo, ma se ci fosse stata mia suocera  lo avrebbe pure sgridato per la sua lentezza. Vorrei che mia suocera fosse stata presente nel comitato organizzatore per redarguire la bassa efficienza delle prestazioni su due versanti.
Primo: lo streaming c’è stato, dobbiamo dirlo, ma le gare vanno anche seguite con una certa professionalità. Due commentatori la cui massima capacità di descrivere la gara è: primo l’italiano, secondo il francese e terzo il tedesco va bene per raccontare le  barzellette di quando ero piccolo ma non per un campionato Europeo. L’assenza di un cronometro sullo schermo, le inquadrature che non fanno vedere tutte le corsie, le persone che passano davanti alla telecamera (mancava solo il saluto alla mamma come si faceva a Novantesimo minuto negli anni 90) sono indice di bassa considerazione, secondo me. Ma soprattutto se vedi il tabellone dei tempi, almeno dare le prestazioni e i nomi dei vincitori non sarebbe male. Invece abbiamo conosciuto benissimo tutti gli elementi della squadra spagnola, descritti perfettamente dai due speakers che seguivano ogni passo dei loro beniamini.
Speravo inoltre di vedere qualche gara registrata, ma sono state messe col contagocce, sempre in ritardo e non tutte le giornate. Insomma, nel 2021 ancora trattiamo questo sport con poco rispetto.
Lo sforzo poteva essere buono per le gare oceaniche, ma anche qua non ci siamo. Spesso al traguardo neanche i due commentatori capivano chi arrivasse (chissà dove erano, forse al bar dello stabilimento balneare?) e il traguardo era inquadrato come se il regista stesse vagando per la spiaggia in cerca di ragazze in bikini.
Secondo: i risultati? Il tempo reale, una mera utopia illusione d’amor.
Se va bene, al massimo a sessione finita in piscina. Per la parte marina invece tranquilli, alla sera ci stava tutto. Classifiche per nazioni? Non scherziamo, non vorrete sapere tutto. Insomma per gli amici della playa di Gurugù sembra proprio un nome da barzelletta come l’informativa di questo campionato. E per fortuna che avevo chiesto un accredito per seguire le gare.

Prima di parlare dei big, due parole sui giovani. Abbiamo imparato a conoscere la nobile spagnola che ha vinto quattro gare in piscina realizzando due record Youth: il mondiale del torpedo in 58”99 e l’europeo del superlife in 2’23”28, demolendo il recente record di Gioia Mazzi. Un nome che neanche la corte spagnola di Madrid si può permettere, neanche Zorro poteva fare meglio: Maria Rodriguez Rodriguez de la Sierra. Olé!
La promettente spagnola ha tutte le carte in regola per competere già ora con le Senior, e ancora un anno di categoria davanti. Più di cento punti, contando anche le sue gare oceaniche, la Spagna li deve a lei sui 999 della vittoria.

Riguardo ai nostri azzurrini, i sette ori di Simone Locchi non erano dico certi ma preventivati. Il ragazzo ha il fisico e le capacità, nuota bene e quindi ha tutto per diventare un ottimo salvamentista nelle gare senza pinne, seppur non sfigurando anche nella gare di specialità dove però lo sappiamo occorre un lavoro specifico a una certa età. 
Negli Youth altri due ori arrivano dal duo del Nichelino Vetrano e Dibellonia, vincitrici di ostacoli e misto. La squadra piemontese, di cui costituisco un personale fan club (nel senso che sono socio fondatore, membro unico e sostenitore non economicamente partecipante viste le mie sacrse se non nulle disponibilità economiche), non finisce mai di stupire e sono veramente contento per loro e soprattutto per Giulia, la cui stagione è una specie di sogno ma neanche poi tanto, visti risultati. Di sicuro sembrerà strano passare dai Giochi Olimpici al Campionato Europeo giovanile di nuoto e di salvamento Youth. Ma d’altra parte, chi se ne frega: prendiamoci quello che viene, cara Giulia.
Non possiamo non citare gli ultimi due record mondiali Youth: la 4×50 ostacoli maschile e la 4×50 lifesaver mixed sono saldamente nelle mani della nazionale italiana giovanile guidata dal buon Gianni Anselmetti.

Passiamo al discorso sugli Assoluti. Dicevo che il livello raggiunto è veramente elevato, anche se lo vediamo per ora solo per quanto riguarda i podi: c’è purtroppo un enorme divario tra gli atleti di vertice e gli altri, e questo secondo me continua a essere un altro indice del basso potenziale di questo sport per potersi promuovere al di fuori della stretta cerchia di conoscitori. Solo per fare due esempi un podio femminile in 34 secondi nei 50 trasporto non è cosa comune, né avere due atlete sotto 1’10” nel misto. Sempre ricordando che nonostante l’aumento di un giorno della durata delle gare in piscina, i ritmi sono veramente serrati e i partecipanti devono praticamente fare molte discipline. 

Anche per questo, i tempi di Francesco Ippolito, il nostro superman con 11 medaglie conquistate 8 delle quali in vasca (uno per ogni gara disputata) non sono diprezzabili.
Al goriziano dominatore di misto con 58″51 e trasporto con 28″67 sfuggono a livello individuale gli ostacoli e il super, conquistato a sorpresa da un Niciarelli che oramai da diverso tempo inserisce questa specialità fra le sue favorite. D’altronde bere sempre lo stesso cocktail alla lunga può stufare, perché non assaggiare qualche altro alcolico (con moderazione, naturalmente!!!).
Degli altri ori azzurri, uno per uno per Lanzilotti, Cristetti e Volpini nelle loro specialità del super, misto e torpedo in cui sono primatiste mondiali. Federica Volpini ha avuto vita più o meno agiata, non certo come la nobile Rodriguez eccetera eccetera che nella reggia di Spagna avrà ancelle una per ogni cognome. Paola e Francesca che non sono le coriste degli 883 ma Lanzilotti e Cristetti hanno dovuto sudare le loro sette camicie e forse anche qualche altra.

Però adesso devo fare i complimenti alle nostre ragazze oceaniche, nelle gare e nelle prestazioni. Mancava qualche nazione, ma le nostre due mermeidi, le canottiere del salvamento, hanno pagaiato e remato con forza e determinazione, portando quattro ori nel carniere azzurro se contiamo anche la staffetta Ocean, altro successo storico. La federazione ha dato fiducia a Cornelia Rigatti e Vittoria Borgnino, che hanno girato l’Europa e il Mondo per gareggiare. D’altronde le sirene girano per il mare senza casa per trovare il loro bersaglio, e per fortuna che sono solo medaglie e non i poveri marinai. Il canto quindi che intonano è quello degli Italiani, il nostro inno, sul podio.

E che dire della fiducia concessa al corridore Davide Facchielli storico argento nello sprint e della staffetta sprint maschile, sempre argento? 

Ecco quindi la domanda? Ma perché con tutti questi successi non è tornato in patria il titolo europeo? Ce lo siamo chiesti qui in redazione. La risposta è semplice. Non bastano due-tre atleti per fare la differenza, se c’è dietro poco. Senza vedere il carniere mezzo vuoto, perché non lo è, per vincere in mare bisogna fare la differenza. La Francia, per esempio, nel sesto giorno ha vinto 5 gare su 8 piazzando quasi tutti i suoi atleti sul podio. Non è mai uscita dal podio delle staffette in mare, vincendone 5 su 9. L’Italia, che si vanta di dominare le prove in piscina, non ha vinto neanche una prova di staffetta in vasca dove sono emerse nazioni come la Polonia che non avendo velleità di classifica si concentra su singole competizioni: importante ad esempio il successo nella staffetta manichino maschile con un considerevole 1’05”25!.

E allora godiamoci questo record di 67 medaglie complessive tra Assoluti e Youth, un terzo delle quali ottenute sulla spiaggia di Gurugù: che alla fine, non è tanto una barzelletta.

Categoria salvamento 2021 – COVID FREE

di Mauro Romanenghi

Luglio, mese di vacanze, mare, sole e categoria di salvamento. Quest’anno i categoria vengono disputati con selezioni strettissime, manco la discoteca più “in” di Milano ha questa scelta elitaria. Il tutto non per avere gli atleti più belli d’Italia ma per le norme antiCOVID, che non consentono di avere troppa gente durante il riscaldamento. 
E allora mi chiedo, se c’è troppa gente nel riscaldamento, perché la vasca da 33, con 13 dico 13 corsie da 25 metri la possono usare soli quello che fanno le gare quel giorno? E gli altri, che ci fanno al Foro? Non sarebbe stato utile organizzare un periodo di allenamento per coloro che non avevano gare? Con una bella lista, ad esempio, in modo da farli nuotare durante il riscaldamento di chi invece le aveva le gare.
Ma altre domande sorgono spontanee a me che, tapino, sono ignaro delle norme.
Ad esempio, perché non premiare sul podio che è 74 metri quadrati, più del mio appartamento, quando poi tutti andavano lì a farsi la foto?
Perché usiamo ancora i guanti quando non li usa praticamente più nessuno e i manichini stanno nell’acqua clorata e i guanti inquinano perché sono di plastica e li lasciamo in giro?
Perché fare il giro del mondo per salire e scendere dalle tribune per due vie diverse quando nessuno, dico nessuno in nessun posto oramai lo fa più? Hanno fatto gli Europei con migliaia di persone che stavano senza mascherina e noi eravamo in 300 in uno stadio che ne tiene 3000.
Domande senza risposta.

Dopo questo discorso che deve richiamare al buon senso chi ci governa senza dimenticare il pericolo, andiamo avanti e parliamo di salvamento.
Non avendo ancora ben capito perché facevamo due ore di riscaldamento e poi le gare, quando oramai tutti fanno due turni di gara, procediamo. In ogni caso, anche se l’organizzazione non ci soddisfa, in genere noi ci organizziamo meglio. Quindi le gare hanno visto un livello altissimo. Perché? Non lo so, non sono un indovino. 
Però forse i ragazzi avevano tanta voglia di gareggiare, e hanno sperimentato molto in questo anno e mezzo dall’ultimo campionato, ricordo febbraio 2020.
Il tempo per alcuni podi Esordienti ha raggiunto livelli per cui non basta il tempo che pochi anni fa serviva a vincere. E soprattutto molto spesso sono ravvicinatissimi. Vedere il torpedo, gli ostacoli e le pinne femminili Esordienti A, tutti racchiusi in pochi centesimi.
Se per vincere il trasporto Esordienti A maschi ci vuole il 36”65 di Petracca, per andare sul podio 38”30. E così è 27”67 il tempo necessario per vincere gli ostacoli maschili.

I record italiani Ragazzi sono ben quattro, veramente di pregevole fattura. Dallari, già detentore del record di superlife, si impadronisce del torpedo con 55”92! 
Ma il record forse più impressionante è il 36”80 di Gloria Moruzzi nel trasporto fermminile, molto più del 1’17”10 del misto che pure è un’ottima prestazione. Il tutto considerato che la ragazza è del 2008.
Martina Laurenti realizza il record eguagliandolo al centesimo negli ostacoli, 1’02”10.
A parte l’acqua, bene di prima necessità che bisognava procurarsi cacciando nella jungla, quello che più mi è mancato è il frigo dove riporre i generi di conforto per me e i miei amici. Sarà per la prossima ragazzi.

Scena da film della cortina di ferro. Mi chiamano le due ragazze che devono fare torpedo al cancello della discesa in vasca (eh già, per accedere in vasca c’è un controllo con tre dico tre persone, neanche in URSS negli anni della guerra fredda). Perché? Perché i guanti non vengono distribuiti. Dato che li hanno dati fino al giorno prima, chiedo spiegazioni, mi viene detto che se li devono portare, c’è scritto sulla circolare. Comincio a innervosirmi. Scendo, i guanti sono in prechiamata. Faccio per salire, ma no! Devi fare tutto il giro del Foro. Dopo 400 metri che neanche Bolt, arrivo al cancellino e non c’è più la ragazza che fa da assistente. Credo di non essermi mai arrabbiato così tanto, e credo che sia meglio non riferire ciò che ho detto. E credo che prima di dare notizie non vere e fare certe affermazioni, bisognerebbe informarsi: quantomeno, per non far correre una persona di 50 anni per mezzo Foro Italico. 

Non si fanno solo record giovanili. Il venerdì pomeriggio Francesca Cristetti spara con una trasporto da meno di 30” il record mondiale del percorso misto. Tanta roba, ragazzi.

Si diceva tanto tuonò che piovve. Dopo innumerevoli tentativi di imitazione come per la Settimana Enigmistica, finalmente la Lanzilotti realizza il primato del mondo di superlife. E siccome la mette giù dura, non scende sotto i 2’20” ma sotto i 2’19”. Tanta roba, ragazzi.

In serata di venerdì parliamo con un nostro ragazzo, Mattia, che ci dice: “se domani aggancio, potete smettere di prendere il tempo”. Aggancia, il tempo lo prendiamo lo stesso. E’ secondo. Abbastanza contento, si presenta al via del trasporto e gli prendo il tempo anche lì: 29”57, record mondiale Juniores. Tanta roba, ragazzi.

Insomma, niente bar al Foro, niente brindisi con gli amici, niente salame. La sera allora bisogna trovare un posto. Appena fuori dall’hotel, c’è un posticino con degli ottimi amari. Io ho provato il luppolo, ma ce ne sono molti altri. Tanta roba, ragazzi.

Salvamento 2021: un Assoluto…in ripartenza

Posti assegnati a Riccione (foto Mauro Romanenghi)

di Mauro Romanenghi

Mi sono preso un po’ di giorni, per scrivere questi commenti. Perciò chiedo scusa per il mostruoso ritardo, perché per oltre quindici mesi, da febbraio 2020 a maggio 2021, il salvamento non ha gareggiato. O meglio, ha gareggiato ma non si è incontrato. Ci sono stati tre campionati che io chiamo in assenza. Nel frattempo, tutte le discipline hanno avuto modo di confrontarsi. E’ quindi con impazienza e con emozione che ci siamo ritrovati a fine maggio per questi assoluti, che non hanno tradito le attese. Una buona partecipazione, veloci e snelli nonostante il ritorno, causa divisione delle batterie, a orari antelucani che hanno penalizzato più le femmine dei maschi. Ci chiedevamo, infatti, se non si poteva alternare maschi e femmine al bellissimo orario delle 7,30 del mattino a cui le donne cominciavano le serie (comunque il nuoto questi orari non li ha mai fatti, diciamolo chiaramente).
Una ragazza che alleno ha chiaramente espresso il suo disappunto in termini sessisti. Purtroppo, non posso che darle ragione, ma a parte questa parentesi, tutto è filato liscio.
Liscio anche troppo: le finali svolte in mezz’ora forse, dico forse, sono un po’ esagerate. Teniamo conto che erano due specialità al giorno, quindi c’è chi è entrato in acqua tra due finali dopo meno di dieci minuti. Credo che una cosa del genere non sia il massimo in una disciplina che vede solo sei specialità, non una ventina come il nuoto. E per fortuna senza staffette, anzi per sfortuna, perché ancora queste non vengono contemplate: e sarebbe ora che i protocolli anti covid19 finché ci accompagneranno le comincino a prevedere e a normare.
E poi comunque, se uno non avesse voluto svegliarsi presto, c’è sempre lo streaming per rivedere tutto! Sì lo streaming!!! Non ci posso credere!!!
I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un primato italiano assoluto che è anche primato europeo, realizzato in 2’04”32 da Giulia Vetrano del Nichelino, è la prestazione più eclatante. 
Ma dobbiamo citare anche due primati mondiali Youth nel misto maschile di Locchi e di Marchetti nel Superlifesaver maschile e un record europeo Youth della Mazzi nella finale giovani del superlife femminile (tempo che avrebbe garantito un quarto posto in finale A…avrebbe…discorso che farò dopo).
Questo anno e mezzo ha visto però anche un bel ricambio: anche se molti protagonisti sono rimasti nuove leve spingono e pretendono il loro posto sul palcoscenico non solo giovanile. La scelta di invitare, se non già qualificati, anche i Ragazzi ha mostrato delle belle individualità, alcune delle quali raggiungono le finali Youth. Tutto ciò ha riscritto le top ten assolute, che potete ritrovare nel nostro sito su SIC (Salvamento in cifre), grazie a Marco Agosti. Faccio spudorata ma meritata pubblicità, vedi sempre dopo.

Sono stato anche fin troppo serio, per cui partiamo con le curiosità. Arrivo in piscina dopo un bel viaggio in un pullman semivuoto: questo significa enormi costi, perché se dobbiamo viaggiare in venti su un pullman da 55, quando siamo in 55 quanti pullman servono? E quanto ci costa? Mi spiace, cari professori del CTS, occorre trovare una soluzione migliore. Diamoci da fare.
Tra l’altro entro in autogrill ah ah ah ah ah distanziamento? Secondo me il CTS vive su un altro pianeta, dove c’è tanto posto. Se ci dicono dove sta, ci andiamo anche noi se costa poco.

Passiamo alla piscina: era dal 1988 che non vedevo i cartelli per le squadre. Idea però tutt’altro che stupida. E sulle sedute c’era il cartello NON SEDERSI QUI, con la bella croce rossa. Mah, pensarlo anche in altre piscine dove ho visto sedersi a caso ovunque? Ma naturalmente ovunque ci sono i protocolli, non è vero?
Ovviamente speriamo tutti che le croci, che non sono per niente simpatiche, spariscano presto.

Non ho portato la mia fedele sedia, e ho sbagliato. C’è chi l’ha portata. Alla fine, che male fa? Volendo, posso farle fare il tampone. Comunque, la schiena ne ha risentito: ma tanto, per restare in salute, basta una passeggiatina, ce lo hanno detto quelli del CTS e anche il nostro bravo Ministro.

La finale degli ostacoli femminili la aspettavo con ansia, perché pronosticavo grandi prestazioni. Non sono certo stato smentito, sarà perché era la prima gara e tutte erano vogliose di mettersi in luce, ma avere tre dei primi dieci tempi di sempre in una finale non è da poco. Giulia Vetrano realizza tutta una serie di record che riempiono la pagina Microplus ma il più importante viene citato sbagliato appena realizzato. Infatti non è record mondiale (a cui neanche si avvicina) ma europeo. A parziale scusante dello speaker, la sua totale ignoranza degli atleti di questo mondo e quindi dei record, e la lista dei record sbagliata consegnata in partenza.

Naturalmente l’altra finale che volevo vedere era il superlife femminile, ultima giornata. Anche qui non sono rimasto deluso. Fra tutte, ben quattro nuove prestazioni alltime, tra cui la vincitrice Cristetti. Unico neo, l’assenza della Lanzilotti la neo primatista italiana e (solo teoricamente, visto che non ho visto la sua omologazione) europea. Squalificata in batteria, la sua maledizione continua. Dio non perdona, il Super neanche. Sarà per la prossima.

Parliamoci chiaro, ho detto che ci sono tanti giovani che sgomitano, ma tra tutte le finali maschili, solo una viene vinta da un nato negli anni 2000: le pinne maschili, in cui in un finale concitatissimo prevale Vestri, ottavo tempo di sempre ma che certo non è un tempo che ci aspettiamo per vincere in campo internazionale: 46”62. Onore a lui ma al mattino Pezzotti realizzava 45”8. Ma la finale è al pomeriggio, e questo vale per molti quest’anno, soprattutto (ma non solo giovani).

Lo sa bene Masha Giordano, Millennials (maiuscola, lo so che non è giusto ma io lo dico lo stesso). Anno 2004, argento a torpedo dalla corsia 2 e bronzo a pinne dalla corsia 6. Esordio sfolgorante!

Amici di…Zampo (foto Mauro Romanenghi)

La controparte è Eleonora Zampolini (detta Zampo). Secondo tempo in entrambe le gare al mattino, se ripetuto valeva il podio o quasi. Tutta esperienza, Zampo.

Due i record della categoria Ragazzi. Maschile nel super, femminile nel misto. Dallari e Chemello, giusto citarli.

Come giusto citare Simone Locchi: due record uno mondiale giovanile nel misto con annesso argento assoluto in 1’00”72 e un sotto 30” nel trasporto, record italiano Juniores.

Tanta roba. Ma tanta, eh.

Quindi se ho fatto tre, il quattro vien da sé: allora citiamo anche Marchetti, super da mondiale in 2’10”44. 

E quindi manca solo Gioia Mazzi, che stempera il record fatto qui qualche anno fa dalla Pasquino, di pochi centesimi. 

Scene da festeggiamento uno.
Siamo in un locale, all’aperto, corso Dante, un minuto dall’hotel, beviamo alla salute del titolo italiano del mio collega.
Primo passaggio, una coppia inciampa in un sostegno per bloccare il traffico. La donna va lunga distesa e viene trascinata via dal marito.
Secondo passaggio, dei miei atleti (maggiorenni) che mi avevano detto che sarebbero stati in hotel passano nel corso (ore 21,45): li guardo, mi guardano, basta un altro sguardo. L’albergo era a 3 minuti. Conto che ne abbiano impiegati 2, ad arrivare in camera.

Scene da festeggiamento due.
Una ragazza siede in tribuna in piscina con un cappello da compleanno sulla testa. 
“Non è il mio compleanno” precisa. “Cioè, fra poco lo è”. Non indago oltre.

Scene da festeggiamento tre.
Sempre nel locale, ci recapitano un conto da pagare di un altro tavolo. Il mio collega fa per pagare (sono amici, li abbiamo riconosciuti), e la cameriera dice che è uno scherzo. 
“Noi a Milano, se dobbiamo pagare paghiamo”, dice il mio collega. 
Soprassiedo su ogni eventuale commento.

Scene da festeggiamento quattro
Incontriamo il re degli ostacoli Fabio Tadini con le sue gentili allenatrici tuttofare, che ci invita a bere. Scopriamo poi che è il compleanno dell’allenatore Daniele Bearzotti. Il re quindi con tanto di scorta, nani ballerini e principesse, arriva al locale dove pagherà Daniele Bearzotti. Noblesse oblige.

Solita scenetta dei record, ultimo giorno e chiamata della FIN. Non funziona il sito dei record, mi chiedono se il nostri sito SIC funziona. Noi abbiamo Marco Agosti, funziona sempre tutto. Problema risolto.

Momento serio numero due.
Arriva Livia Elisa Fiori, protagonista di uno sfortunato episodio quest’inverno che ha posto fine alla sua attività agonistica. Io purtroppo non amo queste cose, per mie personali vicende, quindi neanche queste celebrazioni. Ma potrei dire che ci stanno. La ragazza, visibilmente emozionata, perora la causa della associazione per studiare le malattie cardiache.
Alla fine, lo speaker esclama “Complimenti”!
Ma complimenti di che???????…del discorso, dell’associazione, di esser viva. Non lo sapremo mai, e non voglio saperlo.

Ed infine, un problema di geometria euclidea. Se Vetrano fa 2’04” con gli ostacoli, quanto farà senza ostacoli? Io e un altro allenatore di lungo corso, che si professa millennials (minuscolo) abbiamo fatto una serie di calcoli trigonometrici per capire quanto si perda a ogni passaggio, quanto si allunghi la traiettoria, quanto si vada più veloci o lenti sott’acqua.
Risultato: non abbiamo cavato un ragno dal buco. Ma soprattutto: se la Vetrano anche facesse 1’58”, se di fianco avesse la Pellegrini, avrebbe il coraggio di sfidarla o se la farebbe addosso? Chiedete alla Ledecky.

A presto!

SuperLife 10 – presente e futuro del salvamento in Italia

..si riparte!

di redazione podcast

Siamo tornati! In veste un po’ atipica: conduce, infatti, Laura Vergani, ma solo per questa volta. Promesso.
Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse.

Hanno partecipato seppur in contumacia: Fabrizio Fogliani con Vaporidicloro, Edoardo Macrì con Lifesavinginitaly e Andrea Longobardo. Un grazie speciale a Marco Agosti, come sempre in redazione.

Ospite Giorgio Quintavalle, Presidente della sezione salvamento della FIN. (e non solo..)

Torniamo dopo una lunga assenza e partiamo con una lunga chiacchierata insieme a Giorgio Quintavalle che ci illustra la situazione del salvamento in Italia (e nel mondo) dopo un lungo stop alle competizioni nazionali di quasi un anno e mezzo. Il perché ciò è avvenuto così a lungo, perché si fatichi a riprendere, cosa ci aspetta nel prossimo futuro dalle gare nazionali ma soprattutto nelle gare internazionali, perché si fanno i collegiali sono i temi della nostra puntata: tutta da ascoltare. E aspettateci…perché non finirà certo qui!
Solo su SuperLife, che non vi abbandonerà più, siatene certi.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 29/04/2021

credit foto: Mauro Romanenghi e Laura Vergani

Italiani salvamento invernali 2020…cose che capitano!

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Calabria Swim Race: Esordienti felici…e vincenti!!!

di Mauro Romanenghi

Rieccoci qua. Numeri sempre più alti, giornate sempre più lunghe, grande fatica ma anche grandi prestazioni. I numeri dicono più di 1400 (millequattrocento) atleti per 87 società: altissimi, da quando qualche anno fa abbiamo sfondato quota mille.

Che siamo in tanti lo sappiamo perché, un paio di anni fa, hanno deciso di montare la tribuna mobile e separarci dal pubblico: decisione oltremodo saggia che andrebbe presa anche a Roma (non certo per motivi di spazio) dico io.

Su quattro giorni di gare ben due volte si é concluso dopo le 20,30 (premiazioni comprese). Non abbiamo raggiunto i record delle 21 e passa di alcuni anni fa, ma il protrarsi degli orari é sotto gli occhi di tutti. Ovviamente ciò riguarda chi partecipa alle ultime specialità (le staffette ostacoli, ad esempio) per cui per molti la fine ritardata non é un grosso dramma. Per le squadre numerose, costrette a muoversi insieme, lo é certo di più. Dalle mie parti si dice “bagai gross, guai gross”.

Si parlava con un allenatore di sparizioni…improvvise. Mi ricordava che l’anno scorso a Roma erano sparite un paio di pinne. Facciamo quindi una foto, a fine giornata, con gli Esordienti. Una nostra allenatrice appoggia la felpa per fare la foto. Si gira, la felpa non c’è più. Cose che capitano.

Come ogni anno, anche se ho molto da fare, mi piace buttare un occhio sui vari protagonisti. Ho notato una grande varietà di nomi fra i vincitori….ma i soliti noti ci sono sempre e la loro messe di vittorie la mettono lì. Quello che ho notato é stato che i record stabiliti sono stati pochissimi anche se di valore enorme. Cose che capitano.

Tra i soliti noti il nome di Simone Locchi non può passare inosservato. Tre record individuali e uno sfiorato in staffetta, ma soprattutto di un livello assoluto: 48”00 a pinne, ma in special modo 1’02”70 a misto ha impressionato ed é a ridosso della topten assoluta alltime.

Spicca anche la totale assenza di record nelle categorie intermedie di Junior e Cadetti. Vero é che la stagione é talmente lunga, e gli obiettivi talmente lontani, che mi aspetto dei valori ben diversi a maggio e luglio. Vedremo. Intanto ho notato che una squadra come il Nichelino é arrivata in queste categorie a ranghi ridotti ma con le idee ben chiare. Soprattutto Elisa Dibellonia, tre titoli e tanti saluti.

Il bravo allenatore sa far fronte alla difficoltà. Quando la difficoltà é che siete in 100 persone (avete letto bene, #centopersone) muoversi, spostarsi, arrivare, sistemarsi non é facile. Non ho perso nessuno, é già una vittoria.

Naturalmente non si é esenti da errori. Così, ho scordato di cambiare un nome nella staffetta mista iscritta in precedenza. Dopo diverse convocazioni del giudice arbitro arriva anche quella in cui mi si intima di far partire il nome iscritto e non quello che si é presentato. Giusto, chi sbaglia paga. Cose che capitano.

Facciamo però ammenda su alcune questioni. Il gestionale é un mezzo utilissimo. Allora perché dobbiamo iscrivere le staffette dieci giorni prima, con tutti i nomi, senza tempo, e poi sprecare degli inutili fogliettini minuscoli che tra parentesi possono anche venire persi tra segreteria e giuria per rifare tutto da capo? A questo punto metteteci un bel PC dove possiamo fare tutti i cambi che vogliamo fino a mezz’ora prima. Gli alberi e i coach ringraziano.

L’apnea del super…utile o moda crescente?
Stiamo parlando di apnee del terzo cinquanta con torpedo. Utile secondo me. Ho visto da chi la sa fare dei bei recuperi. Certo consuma energie e va usata con intelligenza. Barbati la ha mostrata oramai tempo fa e ora io credo che non se ne farà a meno. Migliore interprete vista agli Italiani Lucrezia Fabretti, d’altronde se non ne sa qualcosa lei.

Torniamo a parlare di squadre. Poiché non posso citare tutti, dico le tre diciamo novità che poi tanto novità non sono ma i cui miglioramenti stanno balzando ai miei occhi.
Calabria Swim Race del notissimo Vanni Celano coadiuvato da Germana Critelli. Vincono gli Esordienti a mani basse, qualche buona individualità e un Caserta in discreta forma.
Padovanuoto, presente in ogni classifica con tante prestazioni fra i primi e anche qualche titolo italiano.
E la Virtus Buonconvento, che oramai assorbita l’Interamnia si affaccia nelle zone alte delle classifiche.

Mi chiedo perché…quando stai andando veloce esci dall’apnea del torpedo. Ma non riesco a darmi una risposta. Neanche la mia atleta riesce. Cose che capitano.

La famiglia Pasquino torna a casa da questi campionati con cinque ori quindi nelle statistiche familiari é la più vittoriosa. Il derby lo vince Francesca (categoria Cadette) con tre titoli contro Valentina (categoria Juniores) due titoli. Curiosamente, dei cinque titoli nessuno é stato conquistato nella stessa specialità. Cose che capitano.

Parlando di record, non possiamo che inchinarci al record di Francesca Cristetti, prima donna in Italia a sfondare il muro del 1’10” e detentrice del nuovo record europeo. Un trasporto fantastico.

Parliamo di superlifesaver. La mia atleta non aggancia. Sono quasi otto anni che facciamo super. Abbiamo sempre agganciato, bene o male. Dopo dieci tentativi, mi guarda, io la guardo, aggancia e torna. Cose che capitano.
Arriva da me arrabbiata come mai l’ho vista dicendo che il torpedo era al limite, che anche altre si sono lamentate con gli addetti e la risposta é stata : “se qualcosa fosse sbagliato, ce ne saremmo accorti”.
Visto che io ho sbagliato e non me ne sono accorto, visto che mi hanno perso un cartellino di una staffetta che poi ha vinto e non se ne sono accorti, forse non sempre ci si accorge delle cose e una controllata si può dare. E comunque rispondere più educatamente agli atleti.

Ora un’ultima domanda: ho parlato con varie squadre che vogliono fare i Mondiali: visto lo strepitoso successo della partecipazione di squadre italiane agli Europei, qualcosa cambierà? Io non credo, ma forse una riflessione poteva essere fatta, per le squadre italiane.
Per il resto, va tutto benissimo. Cose che capitano.

Credit Foto: Facebook Germana Critelli

Trofei internazionali: il salvamento inizia a spingere!

German Cup 2019

German Cup 2019 grandi primati!!!

di Mauro Romanenghi

 

Ebbene sì, la nuova stagione é ufficialmente iniziata.

La vecchia sembra appena finita, e in realtà é così: il campionato Europeo si é concluso un mese e mezzo fa, ma già si scalpita per gareggiare: prima però un paio di considerazioni vanno fatte.

Sembrava fosse in atto una mezza rivoluzione con la fine delle gare a squadre e l’avvento delle gare a medagliere, ma in realtà non sarà così. Ha vinto il vecchio, quindi il salvamento resterà uno sport di squadra come prima. Con tutte le storture che questo comporta, e qui esprimo la mia opinione: finché questo sarà lo status quo, difficilmente il salvamento in qualsiasi sua forma sarà sport olimpico. Badate bene che ai World Games il salvamento si fa con le gare in piscina, con il medagliere come classifica “ufficiale”.
Mi chiedo come possa venire ammesso alle Olimpiadi uno sport dove magari il vero campione mondiale neanche partecipa. Si parla di Ocean ai Giochi: come facciamo a dire che il vero campione mondiale di lifesaver é quello che fa Ocean? Ma soprattutto chi dice che il campione mondiale di Ocean sia il più forte al mondo, visto che potrebbe non essere convocato se qualcuno (difficile, ma possibile) a canoa e tavola va più forte di lui?

Bene, dopo avervi lasciato con questa mia opinabile ma non infondata problematica, passiamo a noi. Dopo aver ponderato a lungo (un po’ per la fine ritardata dell’anno sportivo, un po’ per i vari congressi internazionali in cui si doveva decidere il nostro futuro o non deciderlo, visto che tutto é rimasto uguale) é uscito il regolamento nazionale. Poche novità, se non per la qualificazione della nazionale. Lascio a voi scoprirlo, ma si invoglia a gareggiare in mare se non altro per il fatto che alcune accoppiate di titoli potrebbero consentire la chiamata in nazionale di diritto: per dirla una, sprint e bandierine.

Recepiamo anche alcune regole internazionali tra cui l’aggancio a torpedo entro i 10 metri e l’abolizione del trasporto face-up (la regola dei 90 gradi simile al dorso). Insomma, si tende a semplificare le norme per una maggiore fruibilità. Ecco propagandare prima queste novità sarebbe stata una buona cosa, ma tanto é queste regole verranno recepite ai prossimi Assoluti. Tra l’altro sarebbe gradito, quando questi cambiamenti avvengono, una piccola nota dove si invita a prendere visione delle nuove norme usando i molteplici mezzi di comunicazione che la modernità ci offre.

Passiamo alla competizioni. Otto nazioni, quindi un bel gruppetto internazionale, si sono date battaglia alla German Cup, che precede ora la Orange nel calendario.

L’Australia non scherza una cippa. Vero é che per loro siamo in un momento magico della stagione, cioé primavera inoltrata, ma il livello della nazionale schierata a Warendorf é di tutto rispetto. Lo provano i due record mondiali degli ostacoli di Woodward in 1’53″16 e della Davies nel superlife in 2’20″05.

Parlando del comparto femminile, non scopriamo qui il talento di Lani Pallister, anno 2002 e oro nel misto con il nuovo mondiale Youth di 1’10″15 e argento nel super anche qui con il nuovo limite Youth di 2’22″32. Considerando che é un’atleta che alla pari della Gillett viene dal nuoto (1’58″09 nei 200 e tre titoli mondiali Juniores dai 400 ai 1500) consideriamola già una probabile protagonista ai prossimi mondiali Assoluti di Riccione.
Qui il record del super e le due belle interviste alle atlete, nonché un consiglio su come si fanno gli streaming magari da archiviare per Riccione 2020.
Da notare come le parti tecniche di vestizione e aggancio siano, per così dire, perfettibili: chi ha voglia cronometro alla mano può vedere l’ultimo 50 di Lani percorso in circa 30″.
Le nostre ragazze non stanno a guardare: l’unico titolo sfuggito alle Aussies nelle prove a squadre é la corda femminile vinta da Lanzillotti e Meschiari. Certo un non entusiasmante 17″99, ma meglio di niente. Per il resto, nulla da segnalare ed é giusto così.

Pure nei maschi gran spolvero dei canguri. Detto del primato del mondo, parliamo anche della staffetta ostacoli maschile che realizza la seconda prestazione mondiale dopo quella dei cinesi ai Mondiali militari 2019 (qui la Cina ha stracciato il record del Giappone realizzando 1’34″80, per intenderci un passo da sotto 24″ per tutti). Woodward, Davis e Koch sono l’ossatura portante, e soprattutto sono del 1996-1998, quindi in grande crescita.

Solo tre vittorie individuali sono sfuggite alla squadra australe: il trasporto femminile e le gare a pinne. Qui continua a brillare la stellina tedesca Nina Holt, campionessa europea nelle pinne e nel trasporto e primatista del mondo in staffetta manichino. Il suo tempo é arrivato a 52″46. Insomma, aspettando la Orange Cup (che storicamente é di un livello minore pur nella sua importanza) il salvamento fa vedere alla nazionale italiana che il panorama si muove e che la piscina non garantirà più così facilmente quella fucina di successi. Forse, e dico forse, un’occhiata fuori dalle vasche bisogna darla. Siamo avvisati.

Nella foto Johanna Schreiber (Foto: Daniel-André Reinelt – DLRG)

 

 

 

 

Eurolifesaving 2019 – Campioni…o no?

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Campioni!

di Mauro Romanenghi

Molti anni fa a Lignano, quando i Campionati si disputavano ancora su tre giorni (tutte le categorie insieme, si iniziava venerdì mattina e si finiva domenica mattina con la gara superlifesaver) vidi gareggiare una giovane atleta laziale il cui campionato non era stato così entusiasmante nonostante fosse molto promettente. Tra l’altro era parte di una squadra nostra rivale con cui eravamo in grande competizione. Quel giorno, poi, era stato peggio del peggio. Alla vestizione del super la pinna si era rotta, finendo nella buca dei tuffi…ricordo che all’uscita dall’impianto camminava a testa bassa, penso seguita dalla mamma. Quel giorno le dissi che il suo momento sarebbe arrivato. Sono passati credo più di dieci anni.
Ieri é arrivato quel momento, il momento di partire con una tavola sotto braccio, non mollare un centimetro e dare il cambio alla sua compagna in canoa. Il cognome é tutto un programma, Ferrari. Il suo nome Samantha. E vincere con il suo vecchio compagno di club al Ronciglione, Niciarelli, dopo che lui e Piroddi avevano vinto da poco l’oro storico nella staffetta torpedo, non può che fare un immenso piacere.

Finito il momento amarcord, che dovevo fare ieri perché al momento della vittoria dell’Italia é uscito un urlo da stadio, passiamo alle cose meno felici. L’Italia ha perso il titolo europeo, in casa, contro la Francia, che prima della parte oceanica  aveva più di 140 punti di distacco e circa 90 prima dell’ultimo giorno. Un giorno di gloria per i francesi, al loro primo titolo europeo. Perdere così, di 18 punti, un secondo posto, é difficile. Però la Francia a mare ha realizzato più di 400 punti, é la nazione leader davanti anche a Gran Bretagna e Spagna, che ne hanno fatti circa 360 e 330. Tutte le prime nazioni hanno realizzato più di 300 punti. L’Italia realizza 251 punti, che la mettono davanti al solo Belgio fra le prime sette nazioni della classifica. La realtà é tutta qui, in queste cifre.

Passiamo alle cose positive, almeno in campo europeo, sul mare. Pur non essendo una specialista, Samantha Ferrari si é difesa in tavola, e così Gilardi. Nella canoa Vittoria ha dimostrato di poter primeggiare, anche se non ho visto come mai alla boa del rientro pur essendo fra le prime poi é rimasta dietro. Bene anche nell’Ocean Silvia Meschiari, fra le prime sei. Ho tralasciato ovviamente il frangente, del quale sappiamo tutti le sorti, e la spiaggia che non ci ha mai dato fra gli Open particolari soddisfazioni (e senza un vero corridore, mai ce ne darà).

Ho parlato un po’ in giro: se l’orientamento sarà il medagliere, che senso avrà portare qualcuno per fare sei finali e zero medaglie? Si punterà alle staffette oceaniche, a quel punto, portando invece più specialisti possibile in piscina per fare più medaglie perchè quelle conteranno, la classifica a punti varrà meno di zero.

Altra cosa positiva, il ritorno al titolo della nazionale Youth. Era una cosa che il nostro responsabile tecnico – non chiamatelo CT che sennò vi spenna – voleva assolutamente. E’ successo, e con due atlete allenate da lui. E ben tre atleti selezionati per il mare, più Francesca Pasquino che proprio scarsa scarsa in alcune prove non é. In questo caso, la sentenza é emessa.

Finita la disamina tecnica, eccoci qua ai soliti pensieri a ruota libera.

Non ce la possiamo fare a inquadrare il traguardo per più di due arrivi. Poi la telecamera stacca e inquadra in campo lungo, o la gente che nuota in mare, Ieri nell’Ocean si sono visti tre arrivi tre a far tanto: uno deve immaginare quanto sia arrivato l’atleta della sua nazionale, o possiamo farlo vedere questo arrivo intero?
Tre i punti chiave.
Una postazione sopraelevata vicino agli arrivi della spiaggia, non sulle tribune lontane (ottima posizione invece per le gare nell’arena). Da pensarci.
Un uso migliore della telecamera in mare, magari ai passaggi delle boe.
Un cronista che conosca gli atleti e faccia il cronista: i francesi insegnano. Lo speaker non può fare il cronista: e che gli atleti stanno finendo la frazione e iniziano la frazione dell’Ocean a tavola (e non a canoa, come lo speaker ripete più volte) lo vediamo già.
E infine delle sovrimpressioni che danno il risultato finale anche del mare, una volta saputa la classifica.
Sarebbe stato bellissimo avere la classifica gara per gara, e non credo fosse impossibile. E’ un conteggio su computer. Ma, forse, non servirà più.

La scelta delle gare in contemporanea ha velocizzato la manifestazione (e quando hai bandierine ciò é fondamentale, visto che sono durate due ore!!!) ma ha penalizzato la visione delle gare Youth. Pazienza, abbiamo utilizzato il nostro gruppo allenatori per un uso alternativo che non fosse invitarci per l’aperitivo (che tra l’altro qualcuno dovrà pagare salato, visti gli enormi successi).

Bandierine che hanno entusiasmato Giorgio Scala. E’ la gara migliore anche per fare le foto, sembra un’arena di gladiatori, Inutile dire che é la MIA gara. Alcuni episodi che la classificano.
Il volo di Belcastro che si ribalta per cercare di togliere la bandierina allo spagnolo.
La sfida spalla a spalla fra la Colmont, che non é solo veloce ma anche potente, e la spagnola Rodriguez che deve soccombere allo spalla a spalla.
La velocità di Chris Parry, contro la quale nulla può l’olandese.

Nelle bandierine non occorre solo essere veloci ma girarsi rapidissimi. Qualità che, devo dire, manca alla nostra campionessa Pasquino. Almeno in confronto alle altre.

La frazione finale della Borgnino nella mixed lifesaver a canoa, fatta dopo un giorno di gare, mi fa notare il mio amico Fogliani che é stata spettacolare. Nell’ultimo lato Josefa Idem ha mandato un wattsapp di complimenti e se ci fosse stato Giampiero Galeazzi forse lo dovevano rianimare, ma tanto nessun problema: siamo a una gara di salvamento.

Probabilmente la Fiori é stata scongelata perché ha contribuito alle due medaglie della Youth in staffetta. La Findus perde un ottimo prodotto ma la nazionale azzurra ringrazia.

Daniele Sanna sicuramente giocava nei cavalloni e sa saltare sulle onde. La sua frazione a frangente nella mixed é stata fondamentale.

Nina Holt, la ricordate? Prima a frangente, bronzo a superlife, sesta a tavola. Insomma…

Rosewell e Cahill si sono allegramente presi a sportellate per tutte le gare in mare. Il risultato é 2 a 1 per l’irlandese, ma poteva succedere di tutto.

In quanto a sportellate, non le manda a dire neanche Niciarelli. Nello sprint finale della mixed, c’è scritto chiaramente “qui non si passa”, sulla schiena del Nicio. Detto, fatto.

L’anno scorso chiesi come mai la Tortello non aveva fatto alcune prove in mare. I due tecnici all’unisono mi dissero che era per non farle fare troppo. Quest’anno ha saltato solo frangente fra le gare individuali, e ha partecipato a tutte le staffette tranne la torpedo che va all’oro. Poteva essere la beffa per lei, ma la medaglia arriva nella Ocean relay  in un trilling per squalifica della Gran Bretagna. E io non posso che essere contento, per Carlotta.

In serata, diatriba feroce sull’ultima vittoria all’Europeo della nazionale Youth. Abbiamo convenuto fosse Svezia 2012. Pronti a essere smentiti, naturalmente. Fatevi sotto, ma non vi lascerò passare tanto facilmente.

Eurolifesaving 2019 – Immidiatly!

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Che coppia!

di Mauro Romanenghi

L’altro giorno sono andato come detto a vedere il campo gara delle competizioni in mare. Intanto ricordavo che era verso Misano, però oramai navighiamo nell’era tecnologica e imposto il navigatore dicendo “bagno 7, Riccione”. Mi porta al bagno 130, alle porte di Rimini. Molto seccante. Si sa, la tecnologia é fantastica, quando funziona. Spengo il navigatore, mi accingo a salire in macchina, e poi la mia formazione vintage mi fa avvicinare un signore a cui chiedo informazioni. Ebbene sì, il bagno 7 é dove lo ricordavo io. Bene, faccio tutto il lungomare, e arrivo esattamente dove pensavo che fosse. C’è tutto: cartellone, eccetera. Fuori, un’insegna nel baretto della spiaggia: bagno12. Ma poiché sicuramente mi sta sfuggendo  qualcosa, lascio perdere. 

 

Ieri ero stanco e non vedevo l’ora di tornare a casa. Quindi ho pubblicato l’articolo e mi sono detto: manca qualcosa.
Oggi lo leggo e mi accorgo che non ho detto neanche mezza parola sul record del mondo di Lucrezia Fabretti. Ottimo, rimedio oggi.
Come se non bastasse scendere sotto i 50”, la ragazza si prende il lusso di battere il record e non di poco, arrivando a 49”33. Il trasporto a delfino sembra fatto come se non avesse un manichino al fianco. Qualcuno mi ha anche detto che negli ultimi metri ha ceduto, se no poteva fare 48”. Vorrei vedere voi, fare 50 metri in 30” con un manichino al fianco. 

Quando ci sono le premiazioni, bisogna essere in orario. Non puoi passare il tuo tempo chiacchierando con la bionda che hai visto in tribuna o la svedesina nella vasca di scioglimento. Né bullarti coi tuoi compagni del tuo nuovo personal best. Né tantomeno andare con mamma a comprare la maglietta dei campionati. No. Devi andare alla premiazione con cortese sollecitudine. In inglese questa cosa si dice immediately, o come pronunciato ieri, immidiatly. Questa parola deve essere piaciuta un casino agli speakers, che hanno deciso di farne un mantra che perdurerà nei secoli. 

Tempo da lupi oggi a Riccione. Però le gare sono state tutte disputate. Che non fosse proprio il massimo la temperatura lo si vedeva dalle facce delle giovani atlete. Arriva la vincitrice dello sprint femminile, e ha un’espressione come se la avessero appena sbattuta in mezzo alla strada. Inconsolabile. Ma le migliori sono state quelle uscite dal frangente femminile. Come avessero attraversato il Mar glaciale Artico. A un certo punto é uscita la Fiori. Pensavo la surgelassero così e la portassero allo stabilimento della Findus.

Gran cosa lo streaming, anche se qualche appunto c’è da fare. Prendiamo il traguardo. IN genere, all’arrivo delle gare, la telecamera si fissa all’arrivo e fa vedere…l’arrivo. Qui, no.
Preso da un’improvvisa euforia, il cameraman decideva di inquadrare qualsiasi cosa: il vincitore che si accasciava, il mare, un gabbiano che pescava le ultime vongole di stagione, poi di nuovo il traguardo quando anche il sedicesimo era già al bar. E soprattutto, la linea di arrivo si inquadra tutta. 

Medaglie trovate, medaglie sfiorate. L’altro giorno Vittoria Borgnino e Carlotta Tortello provavano le partenze in tavola (dopo aver giustamente preso un po’ di sole). Oggi Vittoria e Carlotta si sono cimentate (d’altronde le hanno portate per quello) in un tot di gare. Canoa, sprint, staffetta sprint, staffetta tavola per la giovane ligure, poco meno per Vittoria. Carlotta gliela fa e rischiando di abbattere le transenne si lancia terza sul traguardo del salvataggio tavola con Francesca Pasquino che guadagna l’ennesima medaglia di questi campionati. Per Vittoria, il quarto posto con una grande frazione a tavola. Manca ancora qualcosa però nel motore azzurro, lo si vede bene nel ritorno in coppia. Ma insomma, qualcosa si muove. 

Un suggerimento. Io, dei video di tutte le gare degli azzurri, gliele farei. L’altro giorno vedevo che gli svedesi usavano un I-Pad montato su un supporto tipo telecamera. Le inventano tutte.

A proposito di svedesi, le migliori di questo campionato. Magari non come prestazioni, però il loro perché ce l’hanno. 

Torniamo alle gare. Quando ero bambino io, si giocava a fare i tuffi nei cavalloni, oppure a saltare le onde. Passavamo il pomeriggio al mare a fare i tuffi nei cavalloni. Oggi quando spiego “devi fare così, come quando fai i tuffi nei cavalloni”, mi guardano come gli avessi detto di gettarsi contro un equino. Forse le madri di oggi non fanno fare i tuffi nei cavalloni ai loro figli. Così purtroppo inciampiamo sulla spiaggia. Giovanni Caserta e Francesca Pasquino forse non hanno fatto i tuffi nei cavalloni. O forse sì. Però entrambi inciampano all’arrivo, e in volata passa l’avversario. Che ci sta. Però facciamoli fare, i tuffi nei cavalloni, ai nostri figli (non da soli, stiamo lì anche noi: sono divertenti e poi li controlliamo).

Meschiari e Sanna, quando il frangente é una sicurezza. Silvia poi si incolla alle caviglie della Fabre, che sfugge solo su un’onda. Eterna. 

Cattivissimo oggi lo speaker,che voleva il campo di gara liberissimo per la staffetta sprint. E lo voleva, pensate un po’, immidiatly!

Eurolifesaving 2019 – Che figata!

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Che figata ragazzi!

di Mauro Romanenghi

Oggi parliamo anche un po’ di gare. 

Ieri sono impazzito per cercare di fare le foto, scrivere, vedere le gare, ci mancava solo che mi dessero le chiavi sistemavo il bordo vasca e chiudevo. Oggi allora mi sono detto che devo stare più sul pezzo quindi sono rimasto a scrivere durante le batterie del mattino, dopo una bella colazione. Non c’è niente come una bella colazione per iniziare bene la giornata. Che figata!

Ieri sempre una bella giornata di sole. Nell’intervallo delle batterie e finale vado a vedere il campo gara al bagno 12. Tutto bellissimo, campo gara transennato di 130 metri, tendoni per squadre e giuria, maxischermo da cinema e ragazzi a fare allenamento, sole e cozze aperte sulla spiaggia. Forse qualcuno si é fatto un’impepata in alto mare. Sarei rimasto lì tutto il giorno, ma le gare mi hanno richiamato all’ordine come i polpi nei vasi, le aragoste nelle nasse e i merluzzi nelle reti sono cascato in piscina. 

Insomma tutti questi pesci mi hanno messo fame, e quindi domenica sono andato a mangiare una bella grigliata di pesce con il Fogliani. Che dopo due milioni di podcast, abbiamo conosciuto dal vivo. Una figata pazzesca.

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Fritto da re

 

Vedere le gare dal vivo é molto entusiasmante. Direte voi che le ho sempre viste dal vivo. Vabbè, ma dal vivo un Europeo no. Poi certo conoscere un po’ tutti é sempre come essere a casa.

Allora parliamo di gare. Sette gare consecutive vinte all’esordio di un Europeo non é facile, si poteva fare otto con la staffetta ostacoli ma anche se i ragazzi della Senior ce l’hanno messa tutta con un record italiano é arrivato solo l’argento. Siamo incontentabili.

Anche oggi un po’ di marachelle negli agganci del super. Ci sta, sono ragazzi. Così se ne va il titolo Youth femminile che era già nelle tasche della Pasquino, e la vena del CT si gonfia in maniera irripetibile. 

Tra l’altro si rovina un poker memorabile con un aggancio sciagurato in 10 secondi. Infatti l’Italia ha vinto con Meschiari, Gilardi, Caserta le gare assolute e Youth di ostacoli e super. La Pasquino é seconda dopo il trionfo a ostacoli. Peccato, sarebbe stata una figata pazzesca.

Mauro Ferro si arrabatta in tutti i modi per battere Danny Wieck. Mancano quindici centesimi. Ma ci siamo quasi. 

Ippolito invece schizza fuori dalla presa del misto e va a vincere con 59”99. Ci siamo quasi per il record anche qui, ci siamo promessi che ci riproviamo agli Interclub.

Eterna sfida fra due eterne rivali. Magali e Silvia. Una vince misto con il nuovo record europeo, più corda, più staffetta manichino. L’altra ostacoli, super, staffetta ostacoli. Un duello infinito. 

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La sfida infinita Meschiari Rousseau

 

Segnatevi questo nome. Nina Holt. Trasporto con una flemma olimpica, sia pinne che manichino. Anno 2003, ancora due anni di categoria, fisico tipico da tedesca, bassa e tozza come potete immaginare.

Gilardi anche lui doppietta ostacoli e super come Silvia Meschiari. Sfiorato il record del mondo di super. Con Sanna, esperienza e certezza della nazionale.

Record storico battuto dalla staffetta trasporto maschile, quello della staffetta Rane Rosse di Montpellier, che fu record del mondo. Bravi ragazzi, una figata.

E con questo non potete dire che le gare non le ho seguite.

Eurolifesaving 2019 – Vita durissima per i re

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Belle, felici e vincenti: le campionesse europee della staffetta ostacoli

di Mauro Romanenghi

Siamo ai primi di agosto, finiscono tutte le gare di nuoto, salvamento, tuffo dalla scogliera ecc. e quindi non ci sono più competizioni da guardare. Sto parlando con mia moglie la quale mi fa notare che potrei andare a vedere almeno un paio di giorni dei Campionati Europei di salvamento dato che si svolgono a Riccione, così si vede un po’ l’aria che tira. Mauro Romanenghi si sa é un nota decisionista, che in tre minuti coglie la palla al balzo e va.
Così all’alba del 5 settembre chiedo l’accredito (dalle vacanze) e prenoto l’albergo il 15 di settembre. Fossi stato alle Olimpiadi, probabilmente sarei rimasto a casa. Invece per gli Europei di salvamento tutto ok: accredito accettato, albergo prenotato, partenza organizzata in sette minuti lanciando nello zaino la maglietta dei World Games del 2009.
Venerdì 20 settembre parto e telefono al re. Il re ormai lo sapete e se non lo sapete ve lo dico é Fabio Tadini. Ormai lo chiamano tutti re. O IL re. Così, in amicizia.
Lui parte in treno, da Milano. Io, in auto, dal lavoro. Partiamo insieme e ci sentiamo al telefono.
Si sa, il treno é un filo più veloce. Seguo il suo viaggio ma arrivo a Riccione, lui mi manda un wattsapp: sono a Bologna. Non pensavo esistessero ancora quei treni a vapore dei film western anni ‘70. Invece sì. 

 

Arrivo a Riccione in piscina, entro dove avevo vista segnalata la sala accrediti (è l’ingresso della piscina). Chiedo e una gentile signorina mi dice: “non c’è nessuno”. Cominciamo bene. Un’altra gentile signorina si offre di darmi però il mio accredito, che c’è. Ottimo, penso io.
Poi chiedo informazioni: “sono tutti al mare, con i Master”. Giusto, siamo a Riccione, dove vuoi che sia l’ufficio stampa: al mare con i Master. E’ giusto, fa bello, lo sarei anche io, ma c’è la SERC. Quindi sono qua. Mi guardo la SERC: un’oretta di gare, la Francia super, la Spagna molto bene. l’Italia veloce con qualche intoppo finale ma l’impressione non é male. Mi dice Daniele Sanna “sembra sempre così ma in realtà poi qualche cagata salta fuori sempre”. Terzi. Stavolta se c’era la cagata non era così grave.

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Capitan Borgnino guida la SERC italiana in azione!

Alla fine della SERC, accompagnato dal suo capo allenatore, arriva il re. Lo aveva promesso alla ragazza che allena. Si sa, un re mantiene sempre le promesse.

Nel giro di un paio di ore ricevo un paio di apprezzamenti per gli articoli su Acquastampata e Lifesavinginitaly. Fa sempre piacere ricevere complimenti al posto dei soliti commenti negativi. Naturalmente tutti gli amici del salvamento volevano solo sapere se ho portato il vino. Arrivo al bar della piscina, chiedo un caffé e le titolari mi fanno: “e il prosecco?”…quando li abitui bene, poi la gente ti apprezza.
Stavolta tocca al re però. Che essendo re non ci ha pensato…noblesse oblige.

Al mattino si sa vita durissima. Per cui occorre un’ottima colazione, se poi il cappuccino si presenta così meglio ancora.

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Il buongiorno é sempre gradito

Ora io sono sempre dalla parte degli atleti, ma secondo me schierare una ragazza che fa 4’08” nei 200 ostacoli (avete letto bene quattro minuti e otto secondi) mi sembra un filino esagerato. Tanto quanto schierare chi non finisce un Ocean o lo finisce facendosi dare il giro dagli altri. Chi ha orecchie per intendere…
Però diciamolo che il Portogallo fa notizia anche per i successi. Storico l’argento nella gara del line throw…certo il tempo non é eccezionale, ma un argento é un argento.

In mattinata quattro ragazze decidono che é il momento giusto per dire fine al primato del mondo Youth della staffetta ostacoli. Insomma, quando ci vuole ci vuole. Mettiamo quindi una bella foto delle quattro staffettiste. Non gli ho chiesto io di mettersi in ordine di altezza, sono loro che vanno in giro così.

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Le sorelle Dalton al record del mondo! Manca solo Lucky Luke

Gare Youth, per la serie quando le cose vanno male possono anche andare peggio. Manichino pinne e torpedo. Per la serie quando le cose devono andare male lo fanno fino in fondo.Davide Belcastro non parte. Suona il via ma non parte. Dopo due-tre secondi decide di andare: recupera tutti, é secondo ai cinquanta, ma si sa quando le cose decidono di andare male lo fanno fino in fondo. Aggancia storto e il manichino si mette di traverso. Risultato fuori dalla finale.
Pomeriggio. finale line throw. Femmine lanciano così così e sono quinte, ma ci sta. Lancio dei maschi benissimo, quarti di un soffio, Il lanciatore saltella qua e là come tarantolato. Risultato squalifica per fuori settore. La vena del CT comincia a gonfiarsi.
Passano poche decine di minuti e la staffetta pool lifesaver lanciata verso il nuovo recored del mondo perde il manichino. Tranquilli, il CT sta bene e i ragazzi anche. Dopotutto, so’ ragazzi…

Per la serie se qualcosa può andare male, sicuramente lo farà. Ferrari arriva contro la corsia, il torpedo non si trova, l’aggancio non viene e il torpedo schizza via. Qua si rimedia con l’esperienza (e anche perché, diciamolo, i rivali sono pochi). Piccoli incidenti che capitano. Arriva la finale pomeridiana. Stavolta l’aggancio c’è, è il manichino che si mette di traverso. Niente da fare. Quando il pomeriggio va così, meglio stare sotto le coperte e leggere. 

Il line throw é l’unica gara al mondo dove i tifosi esultano due volte: la prima se la corda arriva al compagno che deve essere salvato, poi se si vince. Ma urli da stadio eh…robe solo del salvamento, queste. 

Mi sbagliavo, anche nel torpedo succede così dopo l’aggancio.

L’Italia realizza un’impresa con due medaglie nella SERC. Giornali specializzati e siti a dare la notizia. Notizia identica in tutto e per tutto, con la foto, a quella della FIN. Per forza…nessun sito, nessun giornale, è qui. Ci sono io, e io soltanto. E qualche fotografo. Infatti la SERC è stata premiata il giorno dopo la notizia. 

Prima della solita tiritera che non parlo mai dei successi azzurri, ricordo che su OAsport trovate tutti gli articoli sugli Europei. Prevenire é meglio che curare.

Dodici ori per l’Italia nel primo giorno di gare. Ottimo. Continuo a ricordare che le corsie non hanno fatto nulla e quindi se evitiamo di salirci magari non si rompono, che costano. Molto più importante é rimanere fermi nella gara del line throw. Rimanere fermi, nel mondo moderno, é sempre più difficile.