Categoria invernali di salvamento: ho visto un re…anzi tre!

di Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

Si ricomincia.

Solite cose: tanti atleti, tanti amici, comunicati FIN sbagliati, aperitivi, fritti misti, cose così insomma. Vi dirò tutto, ma andiamo con ordine.

Nota iniziale uno: l’articolo serio sui risultati dei campionati non è qui, ma su OAsport. Cercatelo.
Nota iniziale due: il podcast parlerà di tutti i protagonisti, anche in ambito giovanile. Lo troverete nei prossimi giorni.

La novità vera è che quest’anno c’è il Gestionale.
Non è una nuova figura lavorativa, che gestisce tutto e tutti. Non è neanche un team. Non è l’ufficio che organizza l’evento.
No, è il fantomatico programma che tutti odiano ma a cui finalmente si può dare la colpa senza che nessuno rischi brutte figure, impicci, il posto di lavoro.
Manca un atleta nella starting list? E’ il Gestionale. Le iscrizioni sono chiuse? Chiedi al Gestionale. Ho pagato troppo? Ha incamerato la tassa il Gestionale. Le uova sono troppo fritte? Sarà stato il Gestionale.
Il problema è che il Gestionale non parla, qualcuno le deve dire queste cose. E allora i vaffa se li prende l’ambasciatore del Gestionale in campo gara.

Quest’anno il Gestionale gestisce anche le multe per le assenze non date. La svolta è epocale. Ti dimentichi? Settantacinque euro così, sfilate che neanche il miglior borseggiatore sulla linea rossa della metro di Milano, a ogni gara!
Banco di prova, il Salvamento. Teste fumantissime in segreteria, e non solo lì. Immagino ai Criteria. Provate ora a dire “mah stamattina i 1500 stile libero magari non li faccio”.

Ci sono state anche delle gare. Orari umani, stavolta. Sono stato molto felice di non aver dovuto ingoiare la colazione ogni giorno.
Il merito va anche all’anticipo di mezza giornata, che ha scisso completamente la prima parte dalla seconda. La mancanza della tonnara del torpedo non si è fatta sentire, e nessun Esordiente A è stato maltrattato in questi campionati durante il riscaldamento.

Al bar con i miei amici siamo ormai un’istituzione. Contano i minuti per quando verrà aperta la bottiglia successiva, e con cosa sarà accompagnato. E’ un vero flashmob, tempo dieci minuti: c’è chi ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive. Aspetto ancora la genzianella. Per Roma ci conto.

FIN sugli scudi, come sempre. Lo so stavolta non dovrei parlare perché ho sbagliato pure io, ma lo faccio lo stesso. Nota dopo la prima parte, tre titoli italiani assegnati a Vivalda. Compreso il superlife Ragazzi. Che ha vinto Marchetti: ma il peggio è che Vivalda manco lo ha fatto. Meglio la seconda parte, dove si è ignorato solo il record italiano della staffetta Cadetti maschi. Vita dura per i comunicati federali.

SIC (salvamento in cifre) batte ILS due a zero. Guardo la gara del torpedo Cadette, record mondiale giovanile della Cappai. Controllo sui miei dati: c’è. Passa un minuto e mi chiedono è record? Sì, è record. Sfiducia nella ILS? Beh visto che mette ancora il record del mondo della Fabretti a 50”78, sì, c’è sfiducia. Stessa scena per il trasporto Cadette. Fa piacere quando si fa qualcosa di utile.

Arrivo in piscina credo mercoledì o giovedì. Stanno lavorando alacremente in vasca esterna da 50 con trapani ecc. Penso “va che stanno facendo manutenzione”.
Torno nel pomeriggio e ci sono tanti piccoli gommoncini bianchi.
Il giorno dopo c’è una tensostruttura montata e la piscina coperta. Vedete che in Italia se si vuole fare una cosa in tre giorni si fa. Chapeau.

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Il Gestionale esige di iscrivere le staffette con i nomi già inseriti. Peccato che non ti faccia mettere il tempo, quindi devi presentarti in campo gara per darlo. Poiché credo di non avere mantenuto una formazione di quelle che avevo iscritto, ho passato molto tempo in giuria. La giudice sta avendo gli incubi ancora adesso.

Allora nel mio gruppo di amici abbiamo vari re, a seconda del titolo che ogni tanto per avventura qualche atleta riesce a vincere. L’unico che mantiene il titolo di re degli ostacoli è Fabio Tadini, la cui staffetta ostacoli femminile vince un titolo ininterrottamente dal 1917.
Ha anche provato a vincere il titolo di trasporto con un atleta: subito altri due allenatori del nostro gruppo hanno vinto un titolo. Per ribadire che di re ne basta uno, ma io ne ho visti tre in un giorno.

C’è da dire che manca la regina al nostro gruppo. Io un’idea ce l’avrei, però devo sottoporla al Senato del gruppo. Essendo io senza titolo nobiliare, non ho diritto di voto.

Scena. Sono sulle tribune a guardare trasporto. Sapete che io mi muovo agilmente nel mucchio delle tribune per seguire tutti gli atleti più interessanti. Allora mi guardo i 50 manichino Cadette. Vince la Fiori. Dopo circa venti minuti, durante i Cadetti maschi, la vedo passare per le scale in costume e piedi nudi. Quattro volte. L’ultima volta le spiego che la stanno aspettando nel sottopassaggio per l’antidoping: che sta a metà piscina, a circa venti metri da noi. Credo ci sia arrivata.

Gare Esordienti. Staffetta trasporto. La prima frazionista di una squadra della prima serie (si dice il peccato ma non il peccatore) segue la compagna per dieci metri! Quando si dice l’aiuto psicologico!!!

Mi si chiede in tribuna se quest’ultima azione è consentita dal regolamento. Non lo so. Esso dice che l’atleta deve tornare nella zona di cambio. Non dice quando. La bimba lo ha fatto.

Seguo la gara del superlifesaver Ragazze. Mi aspetto un dominio. Invece è la gara di superlifesaver più bella dei campionati. E due tempi di tutto rispetto, da podio fino alla categoria Cadette. Ovviamente, entrambe sotto il vecchio record italiano. Dibellonia e Di Fazio, se interessano i nomi.

A proposito di superlifesaver, secondo me tre ore di superlifesaver sono troppe. Lo dico contro i miei interessi e con tutto il rispetto per chi lo fa, ma forse è ora di ridurre un po’ i partecipanti. O iniziare un po’ prima quando c’è.

Prima della staffetta Ragazzi maschi trasporto, ultima gara dei campionati, tifo abnorme sugli spalti. Ho seriamente temuto per l’incolumità delle tribune e anche di chi ci stava sopra. Esame superato, le tribune torneranno anche per i Criteria. Anche i bambini, tutti salvi a casa.

Ultima gara dei campionati, invece, il percorso misto. Se ti chiami Ippolito e fai 25”8 al passaggio e un’apnea di 9”, potresti fare un bel tempo, e anche il record italiano assoluto. E far piangere la tua allenatrice. O tutte e tre le cose. Fatte.

Alla prossima, e tutti allegri bisogna stare che se no i re diventan tristi se noi piangiam.

E’ nata SIC!

di Redazione

SIC - Foro Italico/Mauro Romanenghi

SIC – Foro Italico/Mauro Romanenghi

acquastampata è lieta di presentarvi SIC – Salvamento In Cifre, la nuova pagina dove trovate i record e le graduatorie del nuoto per salvamento italiano, aggiornati gara per gara grazie al prezioso lavoro di Mauro Romanenghi e Marco Agosti.

Buona lettura a tutti!

La redazione di acquastampata

 

SuperLife 6 – Italiani milanesi ma non solo!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonché responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti con noi due gentili ma decise fanciulle e un prode cavaliere: Silvia Meschiari, Federica Volpini e Andrea Piroddi. Che non penso abbiano bisogno di essere presentati, ma noi lo facciamo. Campioni mondiali, primatisti del mondo, poliziotti (chi più chi meno) delle Fiamme Oro.

Oggi domande facili. Siamo a Natale quindi ultima puntata dell’anno del podcast sul salvamento più amato (o no?). Chiediamo quindi a Silvia e Federica di raccontarci un po’ della loro avventura mondiale prima di parlare un po’ delle gare appena passate. E visto che si è intrufolato, sentiamo anche Andrea Piroddi, che mentre finisce tutto il dolce ci racconta anche dei suoi avversari di pinne e di come si ruba (in senso figurato) i segret. Soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento che apprezza le festività natalizie.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto Mauro Romanenghi

SuperLife 5 – AustraloMondiali!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti:i graditi ritorni di Federico Gilardi e Jacopo Musso, campioni mondiali di superlife e torpedo.

Si parla di Mondiali. L’Italia torna dall’Australia con un nuovo record del mondo, quattro
titoli mondiali e un quinto posto nella classifica assoluta. La piscina, la spiaggia e il mare scuro, il vento, il freddo, le intervistea bordo vasca! Ma anche tante medaglie, qualcuna inaspettata. Insomma il commento degli ultimi mondiali australiani dalla viva voce dei protagonisti…soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento sempre sul pezzo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto: IlFogliani

Mondiali lifesaving Interclub – 6/ i Titani si scontrano sempre sulla sabbia

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub - Titani on the beach

mondiali salvamento Interclub – Titani on the beach

Nel 2014 sono andato ai Mondiali interclub a Montpellier. Allenavo allora una senior, che fece delle oneste gare e una finale a frangente. E delle Junior, alcune delle quali ora sono delle Senior e hanno vinto titoli assoluti di staffetta. E ricordo ancora il Maroochydore, squadra junior della Chelsea Gillet, con cui ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere. Il suo allenatore mi regalò la sua cuffia. Oggi il Maroochydore vince il mondiale Youth interclub, dopo aver dominato in mare e in vasca, e col terzo posto nel SERC. La cuffia è con le mie innumerevoli cuffie, insieme alla maglietta del Nottingham SLS. Il mio cuore sempre a Montpellier, nella vasca di una 4×25 trasporto femminile.

La SAFA risponde all’appello e i suoi componenti vincono due titoli: uno è di Vivalda, e lo aspettavamo, nelle pinne. L’altro è la staffetta mista uomini.

Mi cospargo di nuovo il capo delle briciole dell’hamburger che ho mangiato a pranzo. Ieri ho commesso una dimenticanza e un grave errore.
La dimenticanza è il bronzo a trasporto per Giulia Calistri, che oggi aggiunge un oro nelle pinne. Ma resta da capire cosa sia Olimpia Angri.

L’errore è il record assoluto di lancio della corda. E mi hanno pure mandato la foto. E’ di 13”76. In batteria. Ma la foto è giusta, le campionesse sono quelle.

Ultimo oro giovanile, Cipriano nel torpedo. Scafati mi ha mandato le foto, ma non hanno raggiunto in tempo la destinazione. Sarà per la prossima volta: più tempestivi, ragazzi!!!

E veniamo alla mia specialità preferita. Come i 50 stile, sono sempre l’ultimo giorno.

Ma prima un piccolo excursus. Mettiamo la gara di tavola femminile. Ci sono 140 partecipanti. Di queste passano 54 al secondo turno. Di queste passano in semifinale 32. A questo punto della mattina hai già fatto tre gare di canoa in mezzo a qualsiasi condizione di mare. E ti devi fare la semi, il terzo turno, magari c’è pure la staffetta tavola o la staffetta Ocean, che di solito sono altrettanti turni. E se sei pure brava a correre ti tocca una frazione della sprint 90 metri. Se poi sei molto brava, vai pure in finale al pomeriggio: e già perché in tutto questo mica ci si ferma per pranzo. E via con la finale di tavola, di staffetta tavola, sprint, e hai fatto 8-10 giri in mezzo alla spiaggia. Con freddo, caldo, sole, pioggia, vento, sabbia. Quando gli atleti mi dicono che devono fare due gare in un pomeriggio, dovrebbero dire: SOLO due gare.

In tutto questo, solo pochissimi dei campioni mondiali per nazionali hanno confermato il titolo negli interclub. Una è la Forsyth, che dopo una battaglia enorme vince la gara più dura che c’è. Bandierine: almeno venti alzate in un giorno. Il sudafricano campione mondiale lascia alla seconda alzata di finale. Poi botte da orbi, squalifiche per partenza anticipata, bandierine sepolte, due proteste, e alla fine vince Drysdale. E chi è? E io che ne so. Ma è il mio idolo di giornata. Se lo incontrate lui è il Campione del mondo interclub di beach flag. Il migliore: e basta.

Mondiali lifesaving Interclub – 5/Scafati Day

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 4

Oggi streaming con il contagocce ad Adelaide. Si vedono solo le batterie delle gare individuali: e poi tutto d’un fiato le gare sprint. Batterie, poi quarti, poi semifinali, poi finali. Senza pausa, femmine e maschi. Non è che quando salvi qualcuno si riposa. O corri, o corri.

Il tempo è mutevole. Le parole dei testimoni Crocodile presenti: “qui ti entra la sabbia in ogni orifizio”. Preferisco non avere l’ardire di commentare. Molti si lamentano delle condizioni, dodici ore in piedi. Servirebbe la mia seggiola da spiaggia, che tutti ben conoscono. Ma non c’è. E Ti voglio vedere portarla in Australia come bagaglio a mano in dodici ore di volo.

L’intervistatore si aggira per la spiaggia, durante la sosta delle gare. Intanto si sono svolte, a mia insaputa e senza filmati, le finali del frangente. E della staffetta Ocean. Naturalmente dominio assoluto degli australiani. Stranamente tra l’altro. Il personaggio, orfano al momento della sua accompagnatrice oramai da giorni, si avvicina a un tavolo di un bar dove una comitiva sta sorseggiando, all’alba delle 16, dei boccali di birra, e candidamente chiede cosa stiano bevendo. Ma per Diana e Toutatis, sei in Australia in spiaggia. Cosa vuoi che stiano bevendo, in boccali di birra, pieni di bevanda che sembra birra, in un pub sulla spiaggia di Glenelg?

Compaiono le gare sprint. Mi guardo la finale maschile. Il vincitore sfreccia come un missile e esce dalle cabine dopo lo stadio dello sprint: forse pensava che i signori al tavolo avessero già ordinato per lui per festeggiare. Nulla di fatto, rimandato nelle grinfie dell’intervistatore.

Torniamo in piscina: e qui contiamo del triplo titolo mondiale della Gym Sportmania Scafati. Doppietta di D’Angelo nel misto e trasporto, accompagnato da Cipriano al bronzo. E vittoria nella staffetta trasporto. Oggi è la giornata per lo Scafati, niente da dire.

Altre medaglie dalla piscina, Vivalda nel torpedo aspettando la gara a pinne, la staffetta della SAFA nella mista lifesaver. Insomma, molti podi. Senza dimenticare Giulia Calistri. Giulia, stranamente, non ha trovato pesci arcobaleno in spiaggia, non ha preso dentro picchetti, non ha inciampato nelle scale dell’impianto e porta a casa un bronzo nel misto e un argento e torpedo. Brava Giulia ma c’è ancora domani. Occhio mi raccomando.

Finiamo sulla spiaggia. Maranello si cimenta nella staffetta lungo percorso 2x1Km. Quarte le ragazze. E brave ragazze. Peccato che lo streaming, per queste gare, non sia previsto.

Il mio Crocodile Dundee è oramai sulla via del ritorno: ma mi spedisce un souvenir natalizio da Hong Kong: poi non dite che non siamo internazionali. La foto di copertina di oggi è tutta per lui.

Mondiali lifesaving Interclub – 4/World champions Youth dall’Emilia, rewards wonder!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 3b

Come gli opliti spartani, anche in Australia i giovani vengono svezzati con la prova della virilità. Una mattina molto ventosa tutti i ragazzi vengono portati con la guida di un anziano sulla spiaggia di Kauamata, che in lingua locale significa “Colei che sfida la grande onda con la tavola piatta” (senza nessuna allusione sessuale). Lì a ognuno viene fornita una tavola di vetroresina e dopo la benedizione della guida  tutti sono lanciati nelle onde del padre Oceano. Dopo innumerevoli sforzi, coloro che superano i marosi del frangente vengono a trovarsi a contatto con le boe colorate della board rescue, e toccandole sanno di aver superato la prova. Chi non supera il frangente, torna dalla guida che li sacrifica alla Dea del surf mantenendo così la tradizione.

E così gli australiani selezionano i loro talenti. Oggi il sacrificio è solo rituale, ma la tradizione rimane ed ecco perché all’età di 10 anni tutti gli australiani sanno stare in piedi su una tavola. Ed ecco perché sono i campioni del mondo di salvamento.

Si aggira per il campo di gara il solito intervistatore, oramai temuto da tutti che cercano di evitarlo. Tra l’altro comincia a fare caldo e lui gira con questa camicia improponibile alla Bob l’aggiustatutto. A un certo punto becca una tipa sudafricana, che gareggia per una squadra francese: sa solo lui come ha fatto a trovarla.

Tutta la giornata alla ricerca infruttuosa della squadra polacca: la missione dell’intervistatore fallisce miseramente e quindi lui e la sua amante (oramai è così) giudice speaker o quello che è salutano la Polonia dall’Australia. Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Al mare dominio assoluto degli aussies. Sono Currumbin e Northcliffe che ovviamente la fanno da padroni. Ogni tanto sprazzi di Italia, ma pochi. Li cerco sullo streaming disperatamente, come nella finale di torpedo femmine dove dopo i soliti Northcliffe, Currumbin eccetera la IN Sport Rane Rosse combatte per il podio. Ci speravo ma niente da fare.

Le pubblicità sullo streaming sono eccezionali. Forse la FIN dovrebbe imparare dalla Lifesaving Australia. Corsi per tutte le età, per disabili, per bambini, per diventare bagnini e salvare vite. E una campagna per nuotare fra la boa gialla e la boa rossa. Non giocare con la tua vita. Nuota fra la boa gialla e la boa rossa. Se lo dici in Italia, quaranta interventi al giorno per spiaggia: da noi dovresti dire nuota fra il bagnasciuga e la nonna Adele che si bagna le ginocchia.

Andiamo in piscina. E qui l’Italia torna protagonista dove meno te lo aspetti. Noi che ci crediamo lo sappiamo: se una cosa viene allenata, qualcosa si ottiene. E così le giovani opliti di Maranello vincono il titolo mondiale per club di lancio della corda, con il nuovo primato italiano assoluto in 14”14. Grandi feste e grandi bevute di lambrusco a Milano, al ritorno dei vincenti. Fantuzzi Sfondrini il binomio vincitore della storica medaglia, la cui effigie verrà scolpita a Maranello di fianco a quella di Tazio Nuvolari e Giuseppe Farina.

Altre due medaglie dalla piscina, negli ostacoli: da Maranello nelle femmine e da Scafati nei maschi. Ma vincere il titolo mondiale non sarà semplice quest’anno, ci sono tanti avversari. Fra due giorni vedremo. Nel frattempo che la Dea del frangente vi protegga tutti.

Mondiali lifesaving Interclub – 3/World record, world ciampions!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 3 - We are the Champions

mondiali salvamento Interclub 3 – We are the Champions

Notizione da Adelaide.

Primo: arriva il sole. E dire che il mio Crocodile Dundee personale mi dava pioggia anche oggi. Invece no. E l’ultimo giorno, come al solito, la grande battaglia delle bandierine. Se io fossi stato un atleta di salvamento, avrei cercato le gare di bandierine in giro per il mondo, facendo vita da ramingo e portando il mio bastoncino e la mia calottina. Potevo fare il profeta delle bandierine, cercando la spiaggia del Dio del flag. Invece no. Scrivo per Acquastampata e Oasport. Bisogna anche sapersi accontentare, a volte.

Facciamo che tu sei la campionessa mondiale Youth di canoa. Qua non conta nulla. Ti arrivano da destra, sinistra, sopra e sotto. Nella ragazze nessuna campionessa mondiale per nazioni ha vinto il titolo di club. La mattatrice qui è stata Naomi Scott, vincitrice di canoa, frangente e Ocean. Mica male la ragazza. Nell’Ocean si pippa la campionessa mondiale in carica. Naturalmente un fisico esile da modella.

Insomma abbiamo inteso: per gli australiani meglio trasmettere il campionato giovanile australiano di Ocean (di fatto questo è) che le gare in piscina dove succede di tutto e di più.

E infatti continuiamo con il mare. Punti italiani nella staffetta Ocean lifesaver: un punto per la SAFA. E bravi ragazzi.
Nelle bandierine Cipriano vince la finale B. Insomma son soddisfazioni, dai!

E andiamoci, in piscina. Ieri due record, uno assoluto e uno Youth. E siccome ci hanno presto gusto, oggi tre!!! Cominciano nel super, dove la Davies riscatta la sconfitta del superlife per nazioni e lima il suo primato mondiale di 12 centesimi: 2’21”61.

Giorno di vendetta oggi: anche Sanna vince il super, Rousseau le pinne battendo la Fabretti e la Garcia, una primatista e l’altra campionessa del mondo in carica. Eh insomma, la vendetta è un piatto che si consuma a freddo. Anche se oggi fa caldo.

Lani Pallister è come la nostra Cusinato: se non le spari non la fermi. E oggi migliora ancora il suo primato mondiale Youth del super. Siamo a 2’23”87.

Le ragazze polacche del Wroclaw, paese che poi sarebbe Breslavia – non è che lo so, me lo ha detto la mia collega polacca, che ha anche tentato invano di insegnarmi la pronuncia polacca non di Breslavia ma di Wroclaw – ci hanno preso gusto e dopo aver sfiorato il mondiale nella staffetta ostacoli lo hanno fatto in quella mista. Naturalmente come un falco sono andato a controllare e sono le stesse quattro che hanno vinto il bronzo in nazionale. Non ci provo neanche a scriverle, già ho fatto fatica a scrivere Wroclaw.

Finisce il mondiale in piscina. Le Rane Rosse vincono il sesto titolo consecutivo. In piscina. Da domani si cambia musica. E naturalmente, senza vedere nulla, cercherò di darvi conto dei giovani Youth italiani impegnati: SAFA, Maranello, Scafati. Restate con noi. Stay tuned!

Mondiali lifesaving Interclub – 2/Il trionfo degli Dei

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 2 - Piper on Ice

mondiali salvamento Interclub 2 – Piper on Ice

Incipit.

C’era un tempo in cui il Nulla regnava. Il tempo prima degli Dei, il tempo in cui non c’era la terra, né piatta come il cervello di alcuni uomini moderni né sferica come la scienza ci dice che sia.

In quel tempo, dalle nebbie della montagna sacra, nacque Caligine. Da Caligine nacque Caos, da Caligine e Caos, in un rapporto che non stiamo a descrivere, nacquero Fumo, Freddo e Fastidio. Tutti costoro, sono qui, presenti, in questo giorno, al Mondiale Aussie!!!
Insieme alle Dee del trasporto manichino, che sono scese in terra fra i comuni mortali a dimostrare come un attrezzo arancione di 40 chili possa volare portato dai fili invisibili della divinità. Come la Parche, tessono la trama di una combinazione di forza e velocità.
Da sole, contro il Destino, verso un’aura giallonera che interrompe il circuito del destino. O anche quello della corrente che ferma il tempo a 1’17”63, nuovo record del mondo della staffetta manichino femminile.

In un giorno in cui non ho visto che il filmato della staffetta per almeno tre volte, in cui mi chiedo come una donna possa portare il manichino da ferma in 18 secondi, il mio amico e mentore ilFogliani lascia la sede dei mondiali non prima di aver tentato di far assiderare la moglie, di passare per stalker fotografando anziane signore in carrozzella e forgiando commenti salaci su giudici dal fisico tutt’altro che marmoreo, più giunonico che venereo, intenti a sostenere i pali della gara di surfski.

Gare non ne ho viste, come detto, ma il clima sì. E se in mare non è certo una festa, lo è in piscina. E qui un po’ di cronaca va fatta. Intanto l’intervista per questo record del mondo. Peggio del peggio: nessuna delle quattro vuole parlare. Vabbè. E una è pure inglese… si sa le divinità non si abbassano a parlare con i semplici speakers.

Otto successi su nove gare, insomma non si può non parlare di dominio IN Sport Rane Rosse nel mondiale per club in piscina. Con Zara Williams e Justine Weyders che baciate dai Lari del misto e del torpedo sfiorano i record di specialità. Anvedi.

Ippolito. Francesco Ippolito. E ce lo aveva pure detto Antonello Cano. Qualcuno di forte che non abbiamo portato ma se lo sarebbe meritato. Qui vince il misto davanti a Davis e Wieck. Il secondo e il primo dei mondiali per nazioni. Se non è una Dea vittoria questa, non so cosa altro.

L’armata IN Sport è internazionale, si sa che i team sono eterogenei, ma che un team australiano ingaggiasse un europeo non si era mai visto. E’ toccato a Margot Fabre, straniera del Northcliffe.

Lani Pallister continua a stupire, e stabilisce il nuovo record del mondo di percorso misto Youth in 1’10”21. Mica pizza e fichi.

In cinque delle nove gare odierne si è realizzato un tempo inferiore di quello necessario per vincere i mondiali per nazioni, e in tre gare erano gli stessi vincitori. Sempre per dire che non è una manifestazione così tanto per fare.

Torno sulla spiaggia: intervistatore a una congelata atleta vincitrice di una batteria del frangente: ”Vorresti vincere i Mondiali?” Risposta congelatissima: “YES”.

Prima di abbandonare la triste città di Adelaide, che lui mi dice essere vuota che più vuota non si può, il mio Crocodile Dundee afferma che le gare non sono ad Adelaide. ma a Oakland. E che raggiungere la spiaggia di Glenelg che è il buco del culo della città non è proprio semplicissimo. I trasporti sembrano come in Italia. Tanti ma tanto inaffidabili.

La foto del giorno la vince però la ragazza, tale Piper, vestita da non ho capito bene cosa in spiaggia per stare al caldo. A piedi nudi. Bravissima. E quindi, anche loro hanno freddo. Ma vanno avanti imperterriti. Non si ferma nulla qui.

Mi sono messo a guardare la canoa Youth. Ha vinto il campione del mondo per nazionali Mitch Coombes. Beh direte voi che sforzo. Col cavolo, in venti secondi sono arrivati tutti e sedici. E i primi tre in un secondo.

Swimming in the pack è la definizione della speaker per il frangente. In mezzo al pack gli italiani, finalmente: Maddalena Daraio, della SAFA, Faccinti della SAFA e Lei del Maranello. E diciamolo allora.

Vi lascio con l’immagine finale. Vento freddo, mare gelato: e dentro, nel bagnasciuga, una bimba di tre anni che sguazza e gioca con la sabbia. Trova le differenze.