Campionati assoluti di salvamento 2022: Assolutamente perfetti

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Quanto hai ragione, Fabio!!!

di Mauro Romanenghi

Vi chiedo scusa per il ritardo con cui scrivo ma c’è tanto da fare e poco tempo per farlo. Come dice la frase di Fabio, che ha tanto ragione.

Quest’anno sono tornato agli Assoluti. 
Avevo deciso di non andarci, ma alla fine ci sono stato per vari motivi. 
E’ sempre bello vedere le gare dal vivo, poi avevo due bambini da accompagnare per il GP, alla fine mi sentivo un po’ lo zio. Avevo pure una atleta senior, che quindi ha fatto da zia pure lei (la zia giovane, quelle che ti comprano la borsetta di Hello Kitty).
Poi rivedi sempre con piacere gli amici, gli altri allenatori, i gelatai (ma quest’anno ho fatto il bravo, neanche un gelato e poi faceva freddo), il fritto misto e la piadina.
Insomma mille motivi per venire, pochi per restare. Allora sono partito e naturalmente mi sono fatto ore di coda per incidente, lavori, pioggia intensa. Neanche i follower del Giro sono così sfigati.
Devo dire ho visto anche gare molto belle, alcune di altissimo livello, a partire da…subito.

Giulia Vetrano ritocca il suo primato europeo, aprendo subito il gas delle competizioni. Dalle Olimpiadi agli Assoluti di salvamento, noi vogliamo che Giulia ci continui a stupire, facci un 200 stile in 1’55” Giulia!

Sono partito carichissimo di aspettative per i risultati che avrei visto. Mi sarei aspettato tanti record, ma mi sono dimenticato che si fanno diciotto gare in tre giorni. Batterie, finali staffette, lanci della corda, mista, mista mixed…di tutto di più. Difficile fare tanti record. Ma a Helene Giovanelli questo non interessa e ci delizia ogni volta con un primato. Dal posto assegnato oramai a vita alla sua squadra, la famiglia Rigatti esulta. Oramai quel terrazzino di Riccione è tutto a macchie bianche, verdi e blu, i colori di Amici Nuoto Riva.

La cosa incredibile di questi campionati è che fino a poche ore prima, nella prima pagina della FIN, non ve ne era traccia. E non ve n’è traccia se non in qualche nota a margine. C’è stato pure un record mondiale, realizzato da una staffetta che sembra composta dai fratelli Dalton (vanno da un altezza di 190 cm fino a 150…se non ci credete, ho la foto sotto). Ma la FIN ha continuato imperterrita a trascurare l’evento. Certo c’è il bel bannerino in prima pagina. Ma uno straccio di immagine? In Lombardia siamo riusciti a fare lo streaming del Campionato regionale Esordienti B. Direi voto zero all’iniziativa FIN, e un po’ braccino corto che neanche la profonda Brianza. Diventeremo i più ricchi del cimitero, come diceva Mondonico.

Se non sono i fratelli Dalton questi!

Pure alcune sorprese…come la vittoria di Pirola nel super. Il suo primo titolo Assoluto, con una gara coraggiosa, all’attacco nella parte iniziale e a resistere al ritorno di Ippolito: che si ricorda ancora come si fa super ma non basta per vincere, stavolta.

Contava tanto qua fare i tempi per essere convocati. Ci riescono Ippolito, Fabretti e Lanzilotti tra i Senior, ci riesce la Dibellonia nei giovani e ci riesce Locchi Simone da Roma (perché nonostante quello che dice la FIN non è lombardo, ma se vuole lo adottiamo). Tattica tutta personale la sua: a tuono il mattino, tempo conseguito e poi in finale vada come vada…anche perché farsi tre finali e tutte le staffette non è proprio di tutto riposo.

Il babbo di Simone, Mauro, è tutto felice. “Finalmente, ora, sono il padre di Simone Locchi e non c’è più Simone il figlio di Mauro Locchi”. E così, sempre, deve essere. Anche se non si è primatisti del mondo.

La SAFA batte uno dei record di staffetta più vecchi, nella mista uomini, in una gara tra le più combattute del campionato. E lo fa con due coppie di fratelli: una coppia per le pinne, una senza. Una congiunzione astrale difficilmente ripetibile dice il loro allenatore. Ed ha ragione.

E allora se parliamo della sorpresa Pirola dobbiamo parlare della sorpresa Saponaro nel torpedo. Aqua13 fa il suo debutto agli Assoluti ed è un debutto sfolgorante. 

Naturalmente il sabato lo dedico a un po’ di public relations. Ci ritroviamo al solito posto che non menzionerò per par condicio dei locali di Riccione, a spettegolare. Non c’è un ordine del giorno. Si parla di tutto, e si offre per la nascita di giovani eredi. Arriva anche il re, che ha vinto il suo titolo assoluto. Per l’ennesima volta, riesce a non pagare. Per chi non sapesse chi è il re e come fa a non offrire mai, dovrà rileggere tutti gli articoli e trovarli nel web. Impresa non facile, d’accordo, ma non è neanche giusto farvi troppi favoritismi. Impegnatevi.

Dovrei parlare anche di scudetto e di prove sulla spiaggia. Ma come faccio? Manco una ne ho vista di gara. Certo con un po’ di streaming…magari…ma non vi preoccupate: abbiamo i podcast, con ospiti illustri, che ci faranno sentire come se li avessimo vissuti veramente.

Assoluti 2022 day 4-5: Esce lo Sgarbi d’annata

Allora!!!

di Mauro Romanenghi

Gli ultimi due giorni di Assoluti diciamocelo me li sono visti al computer, nel senso che ho letto i risultati su Internet. Avevo da fare, lo ammetto, e mi son perso queste giornate.

In piscina, poi, ho sacramentato per due giorni quindi l’umore per scrivere qualcosa e anche le forse erano ridotte. Ieri poi quasi viene giù il palazzetto perché nell’allenamento ancora vedevo una mollezza che al confronto il mio nuovo cane anziano (ha già 11 anni ma lo abbiamo adottato con grande felicità di mia moglie e, spero, anche sua) è uno sprinter di razza.
Quindi vedere i risultati su Internet non è che mi abbia rinvigorito.

Il quarto giorno cosa ho perso? Qualitativamente, poco: nessun pass per i Mondiali. Ora io mi chiedo ma è mai possibile che in venti anni dal Duemila a oggi nei 50 ai 200 stile libero noi siamo arrivati al 2022 in cui la velocista più forte è una trentenne che scende a volte sotto i 25 secondi? Nei 100 abbiamo due sotto i 55”? Nei 200 non ne parliamo. Osservate la 4×200 di società. Fior fiore di atlete nei gruppi militari che fanno questo di mestiere e abbiamo due dico due atlete sotto i due minuti lanciati. Non credo che le atlete siano felici, né che i tecnici siano felici né che la Federazione sia felice. Ma cosa importa avere delle tredicenni che fanno due minuti in corta se poi non abbiamo nessuno che fa sotto i due minuti in lunga? Perché c’è questa mollezza?
Perché sento ancora interviste con atlete che dicono che fanno fatica a recuperare la mattina con il pomeriggio?

Bene, la filippica sulla velocità femminile l’ho terminata. Passo a quella sui 200 stile uomini. Dalle staffette, mi sarei aspettato qualcosa di più sulla gara individuale. Non so, forse la mia previsione era azzardata, ma una qualifica così dura, con un Galossi fuori a 1’49” basso, mi faceva presagire di nuovo fulmini e saette come nei 100. Così non è stato, e da appassionato e tifoso ammetto un q.b. di delusione, De Tullio exception.

Così come deluso sono stato lo ammetto dal Razzo, che mi aspettavo dopo una scintillante stagione invernale a un’ulteriore conferma. Invece no, un piccolo passo indietro. Spero anzi voglio credere che sia un piccolo passo falso, e vedremo se sarà così.

Come sempre non vorrei essere frainteso e si pensi che sottovaluto il lavoro dei ragazzi. Non è così, e non conosco di tutti i possibili problemi in questa stagione. Ma mi aspettavo più conferme, ecco tutto. Soprattutto mi aspettavo che arrivassero più Galossi. Non intendo forti come lui, ma giovani con fame di battere i veterani. Perché di questo è fatto il nuoto, di Pilato e Galossi, di Bertoni e de Tullio, e di tanti coach che li pilotano fuori dalla nebbia dell’anonimato fino agli allori delle cronache. 

Sorride tantissimo la rana invece, maschile e femminile. Sei pass su otto nella rana veloce, mancano all’appello i 200 con una cronica carenza nel settore maschile (non devo certo ricordare il nostro illustre recente passato, con ori e medaglie olimpiche, mondiali ed europee) e un settore femminile che si regge su una piccola simpatica ranista toscana trapiantata in Lombardia (con tutti i fisici che abbiamo non c’è proprio nessuna che possa seguire le sue orme???)

Dice il nostro CT che non sarà il centesimo a lasciare a casa i ragazzi. Beh ricordiamoci però che basta un centesimo per vincere o perdere.

Concludo con una personale diatriba consumata in casa sulla mascotte. Lo avevo già buttato lì. I cani, a nostro parere, devono fare i cani. Poi si vedrà, ma tenere due cagnoni sotto il sole agostano di Roma, a nostro parere, potrebbe essere una pessima idea. 

Insomma questo giro vi ho stroncato abbastanza. Alla prossima.

Assoluti 2022 day 3: Mascotte svelate!

Nuotatrice esperta!

di Mauro Romanenghi

Oggi non ho molto da dire e allora parlerò delle mascotte. 
Sì perché nella terza giornata hanno presentato le mascotte dei Campionati Europei. Da qualche parte ho letto che le mascotte sono due cani viventi (forse preferivano imbalsamati, non so).
Sono un Terranova e un Golden…mi aspettavo un Labrador, ma va bene lo stesso. Immaginavo portassero dei cani da salvamento, anche perché devono stare vicino all’acqua…senza impazzire e saltarci dentro mentre si disputa la finale dei 100 stile libero!
Se avessero fatto mascotte il mio cane non sarebbe finita neanche una gara, visto che si gettava a salvare qualsiasi bagnante.
Buona fortuna Lea e Gastone, e cercate di avere pazienza sotto il sole agostano di Roma.

Pazienza dovrà avere Paltrinieri, che fa 7’46”01 e pensava di essersi qualificato invece no! Una delle poche gare dove bisogna farlo al centesimo, il tempo, è proprio questa.

Nella stessa gara arrivano i ragazzi terribili dello Scuro Minotti. Sotto gli 7’50” Luca De Tullio, fratello di Marco (mi sembra di esser sulla Bibbia) e Galossi che oramai ci ha preso gusto e fa record un po’ dappertutto. Ma soprattutto chiude in 26”8 nei 50 finali e fa 3’53” nel secondo 400. Ci sono anche i 200, caro discepolo Galossi…il tuo maestro ti aspetta anche lì!

Un minigemello padwan di Galossi è Bertoni. Chissà se crescerà bene, il ragazzo. Nessuna aspettativa su di lui ma ieri 8’01” per lui, coetaneo di Galossi…lo avevo già detto, vero? Ma ci vuole sempre un gemello diverso.

La Quadarella fa il tempo senza patemi (beh, insomma…quasi). Tanto che i due cronisti passano il tempo a sfoggiare aneddoti sulla rivalità di Simona con la sorella. Che si picchiassero in stanza, poi può essere. Tutti i fratelli si picchiano, lo posso testimoniare.

Allora finisco parlando dei 100 stile, dove mi aspettavo fuoco e fiamme. E sono state fiamme da subito. Record personale per Zazzeri, record personale per Frigo, tempo per i mondiali per Miressi, e sei dico sei atleti sotto i 49” con 3 appena appena lì. La finale B si vince con 49”0. Insomma l’Italia dimostra che quando si comincia a vincere, la gente ci prende gusto e vuole partecipare alla festa. Festa che secondo me continuerà anche nella staffetta mista, che vede quattro squadre sotto i 3’40”, e un record di società non fatto solo per la squalifica in 3’32”, tempo da finale mondiale. Ora ci manca solo il ritorno della 4×200. Avevo già detto anche questo? 

Assoluti 2022 day 2: Resurrezioni

Si può fare…

di Mauro Romanenghi

Siamo alla domenica delle palme, quindi ancora in tempo di Quaresima e di resurrezioni. 

Tra le varie resurrezioni di questi giorni, devo cospargermi il capo di cenere (siamo sempre in tema pasquale alla fine) perché è il nostro santone Matteo Giunta fra i responsabili del ritorno di Carini. E siccome fa del recupero una missione (ce l’ha fatta anche con la Zofkova) allora si sobbarca anche la Silvia Scalia e la porta a un doppio primato italiano nei 50 dorso. Sarà questo il viatico per avere una decente centista? Non chiediamo troppo al nostro Matteo, alle prese anche dell’organizzazione del suo matrimonio, però tutto potrebbe essere.

Anche oggi qualche bel duello si è consumato. Una Di Pietro in buona forma si cimenta nei 100 farfalla dando del bel filo da torcere alle altre due veterane Bianchi e Di Liddo, tutto sul filo dei 58 secondi. Un po’ troppo, direte voi, per il livello internazionale. Peccato che di altro non ce n’è, e questo è male. 

Mi ricordo anche i Cavalieri dello Zodiaco, quando c’era Phoenix che risorgeva dalle sue ceneri e arrivava a togliere la castagne dal fuoco dei suoi compagni in difficoltà. Soprattutto al suo sfigatissimo fratello Andromeda, sempre messo malissimo. Cosa c’entrano i Cavalieri dello Zodiaco e soprattutto Phoenix? C’entrano eccome.
Phoenix è la squadra che consente alla Scarabelli di tornare a gareggiare, ecco spiegato l’arcano. Ma chi risorge è la Mizzau, che vince i 200 stile libero donne. Gara che, devo dirlo, è tornata ai livelli dei primi anni Duemila. Insomma, siamo a venti anni fa. Un bel passo avanti e non diamo la colpa alla pandemia: lo stile libero veloce femminile è evanescente: c’è più consistenza nella figura di Egon Spengler dei Ghostbusters. 

Notizia del giorno: tre pass per i Mondiali di Budapest. 
Ceccon che sfoggia un baffetto anni 70 sembra mio zio Vittorio buonanima, Martinenghi sempre più grosso sfoggia look da pirata da Jack Sparrow e la Scalia sfoggia invece una felicità a cui non è abituata.

Infine vedo belle cose dalla 4×200. Frazioni da 1’46”, con una da 1’45”, segnali di ripresa da una staffetta che io attendo a grandi cose. 

Assoluti 2022 day 1: invecchiare fa buon sangue!

Prestazioni eccellenti…giovani e stagionate!

di Mauro Romanenghi

L’altro giorno stavo in cantina dove controllavo i miei vini da invecchiamento (qualcuno anche troppo invecchiato, sarà ora di consumare). E così mi è sovvenuto oggi, mentre guardavo le gare, che ci sono atleti che sembra più il tempo passa più appaiono forti. 

A parte l’excursus vitivinicolo, di cui parlerò, giornata di grandi duelli oggi.
A parte i 400 misti dove Sara Franceschi non ha (purtroppo) rivali, per il forfait della Cusi (perché? lo scopriremo solo vivendo), e la Quadarella come sempre (anche qui purtroppo senza storia), le altre gare non hanno avuto un esito scontato fin dall’inizio.
E per fortuna, dico io. Sai che pizza guardarsi delle gare dove sai già chi vince dal primo metro. 
E così alla fine le sfide all’OK Corral hanno portato a quattro pass anche se diciamocelo ce ne aspettavamo di più. Pass dunque per De Tullio nei 400 (55”3 di chiusura…), Quadarella (onesto 8’24” negli 800), e le due raniste Pilato e Castiglioni.

Nei 400 stile enorme qualità: consideriamo che i primi sei hanno fatto meno di 3’50”, anzi fino a 3’48”: consideriamo che finora solo dodici in Italia avevano queste prestazioni, diciamo che la cosa si fa interessante. 
Speriamo che: 
A) i primi due, De Tullio e Galossi, continuino la loro progressione sotto la guida dello Scuro Minotti (che se li sceglie tutti scuri come lui…sarà affinità elettiva?)
B) Gabriele Detti continui sulla strada del miglioramento e si riporti a quei livelli mondiali per continuare una sfida multigenerazionale. Infatti curiosità vuole che i tre siano separati da sei anni di differenza ciascuno. Ora, sono il primo, il terzo e il sesto di sempre. Gabriele ci ha dimostrato che può risorgere, un po’ come in tempo di Pasqua può capitare.
C) Galossi, che è veramente un fisico spaziale, io qui la butto, secondo me i 200 sono la sua vera gara. Minotti non è però certo uno da velocità pura. 
Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Secondo spettacolare duello di giornata i 100 rana. Qui la Pilato, reduce da un categoria con quattro ori e un record italiano sfiorato, si batte con una Casti rediviva , la quale a me (e anche a mia moglie) sembra aver messo su una notevole massa muscolare, quasi come una ranista USA, sotto la nuova guida di coach Sabino.
Benny dal canto suo realizza il personale, si porta a tre centesimi dal primato Assoluto della rivale in 1’05”70 (con qualche disappunto…d’altronde se cicchi due record Assoluti in quindici giorni per pochi centesimi, un po’ di disappunto ci sta).
Zitta zitta scende sotto 1’07” la Angiolini, un’altra che come la Fangio (quarta qui ma aspettando i 200) con il tempo matura e come il Brunello di Montalcino migliora sempre più. L’annata è la stessa, devo controllare se il 95 va bene per il Brunello (forse siamo un po’ troppo stagionati, per quello).

Ultimo duello i 200 farfalla uomini. Gara scontata, con il bronzo olimpico favorito? Direi di no, Carini Giacomo da Piacenza la spunta, riconquistando quel titolo che mancava dal 2019 e soprattutto tornando sui suoi livelli dello scorso anno già ora: e sono oramai dimenticati gli anni difficili. Rendiamo merito ai “ragazzi” di Piacenza che con calma e pazienza lo hanno ricostruito: Lele Merisi e Gianni Ponzanibbio. Secondo è Razzetti, che sappiamo essere agonista vero. Burdisso delusione? Non direi, il 200 farfalla è difficile e il ventenne (ventenne, non scordiamolo) ragazzone lombardo ancora ci darà prova della sua classe. Da qui un solo rammarico: niente mondiali per nessuno. Mi aspetto grandi botti, adesso.

Ultimo lampo ce lo offre Luca Dotto. Stoccata di classe la sua, direi una flash al corpo. Torna sotto i 22”, due centesimi dal suo migliore di cinque anni fa. Come Fangio, come Angiolini, come tanti, direi più un Amarone che un Brunello.

Intanto prosegue la triste storia della velocità italiana femminile. Ieri due e sottolineo due atlete sotto i 55” lanciati. Cosa dire? 

Qualche parola, dopo gli elogi dell’invecchiamento, al vino novello. Ho visto qualche nome interessante che si era messo in luce ai categoria, con alterne fortune qui. Non vorrei dare grande risalto o cirticare eccessivamente le loro prestazioni, ma li seguirò con piacere e spero di vederli presto ai vertici. Però il compagno di Galossi, Bertoni, vince la finale B dei 400 stile. Attenzione anche a lui. E mi fermo qui, per oggi, con gli assaggi di questo Assoluto.

Campionati Italiani Assoluti giorno 1 – Quel che sarà…Sara

sfide epocali

di Mauro Romanenghi

Eravamo se non ricordo male nel 2016. Nella fantastica cornice della piscina Samuele di via Mecenate al trofeo Città di Milano, dove persino la Kromowidjojo (l’unica atleta della quale sono sicuro di scrivere giusto il nome senza controllarlo sei volte) va a cambiarsi in bagno per non usare lo spogliatoio, andava in scena il duello Franceschi/Cusinato. Io ero impegnato nel mio duello con le bistecche della trattoria Mecenate, perché amo più i duelli tipo birra e salsicce che quelli spalla a spalla. Purtroppo la trattoria ha chiuso i battenti, vittima di questa pandemia (e un po’ anche dell’età, visto che il padrone aveva qualche annetto e c’era ancora suo padre dietro il bancone del bar). Le due invece si sottraevano allegramente i record giovanili dei 200 misti, e allora vinse la Franceschi con il record Cadetti che valeva 2’12” e spicci.
Sembrava, fra le due, proprio Sara quella tecnicamente migliore, e quella più proiettata ai futuri traguardi. Sua fu l’Olimpiade di Rio, anche se poi non andò proprio benissimo (anzi andò malissimo, diciamolo).
E da lì un bel po’ di stagioni difficili, senza grandissimi acuti ma neanche senza grandi tragedie. Perché, se qualcosa c’è, deve poter venire fuori. 
Oggi, giornata di duelli agli Assoluti. Nei 50 stile, facile pronosticare duelli. Più difficile in un 400 stile, o in un 400 misti. Eppure, eppure…

Nella gara veloce, podio strano: vince Zazzeri nella gara orfana del nostro più grande velocista tascabile, Vergani, che dopo i suoi problemi di doping non si è ancora ripreso.E vince scendendo bene sotto i 22”, cosa che non aveva mai fatto. Lo aveva fatto invece Deplano, atteso qui al decollo definitivo. Zazzart invece ha imposto la sua legge, pennellando come solo lui sa fare una vittoria decisa. E per lui, più centista, questo è un buon viatico. Purtroppo mi preoccupa un po’ la condizione degli altri velocisti… ma sicuramente mi sbaglio. Miressi lo sapevamo già non in gran spolvero, e qui nei 50 si è visto tutto.
Chi si conferma è Bori, con la sua solita progressione. Attenti al lombardo di stanza a Torino, un altro dei pretendenti della veloce.

Nella gara femminile, duello fra la millennials (e aridaje) Cocconcelli e la Pellegrini, che l’unica cosa che ha di millennials sono le medaglie (il numero, soprattutto. Ma a noi va benissimo così).
Direi che Costanza, di nome e di fatto, a capocciate ha avuto la meglio alla fine. O meglio, per adesso che è l’inizio. E così vedrà il suo primo vero Europeo. Sul podio, curiosamente, le stesse quattro degli Invernali: la Tarantino è infatti di nuovo bronzo a pari merito, stavolta con la Di Pietro. Il balzo delle due è però notevole: ora la Cocconcelli è quarta e la Tarantino settima di sempre con record Cadette sfiorato.

E arriviamo ai due duelli in stile sfida all’ OK Corrall. Cominciano i 400 misti femminili. Come è andata al mattino è chiarissimo, per cui le pretendenti sono loro due. Ma quello che succede è imprevedibile: la rana che è il terreno dove Cusi di solito ha costruito i recenti successi, vede Sara andarsene dopo un dorso impeccabile. Un bel 1’18”, mai visto prima, e chisura in un 1’04” a stile. Cusi è lontana, tanto lontana, per una ragazza che ha messo giù anche 1’17” in frazione interna. E Sara spara quindi la cartuccia dal suo revolver per andare a Tokyo: 4’37”0, record personale sbriciolato e quarta italiana di sempre. Ora però bisogna ricaricare le cartucce, perché mancano quattro mesi. E non deve finire qui.

Come non deve finire la sfida Tullio contro Detti. Un po’ come Hagler contro Robinson, Ali contro Frazier, Mazinga contro Goldrake o Godzilla contro Mothra. 
Perchè lo sport vive di questi duelli, e quello nei 400 stile è stato forse il più bello dai tempi di Rosolino e Brembilla. Una specialità, quella del quarto di miglio, che mi piace. Il quarto ha sempre il suo fascino: c’è il quarto di bue, il quartino di Barbera, il quarter horse, il quartetto Cetra.
Poi c’è il 400 stile. Non puoi partire forte se no non arrivi, non puoi partire piano se no resti dietro. Lo sa anche Ciampi che prova ad aggregarsi al nuovo duello. Ma solo in “Il buono, il brutto e il cattivo” ci stanno tre per una tomba. E allora tocca farsi da parte, e fare da spettatore per lo sprint finale dove la spunta di nuovo Gabriele. Per Marco, personale ritoccato. Per Ciampi, tempo degli Europei. Per Lamberti e Proietti Colonna la discesa sotto il 3’50”. E Matteo Lamberti supera il padre, che quella piccola barriera non la abbattè mai.
Auguri, Giorgione, per rivederti ancora sui campi di gara (non per nuotare, ma per guidare i ragazzi verso alti traguardi).

Pochi Millennials protagonisti oggi, ma quasi tutti nei 200 dorso femminili. E fra tutte spicca la Gaetani, tempo non eccelso ma intanto argento. 

Infine, i duelli possono essere anche con sé stessi. Con i propri fantasmi. Margherita i fantasmi li ha visti in virata, in partenza, sul podio e anche giù dal podio. Li ha scacciati sempre, e lo ha fatto anche questa volta. E’ suo il primo record dei Campionati, un 2’05”56 che la pone in alto, tanto in alto. Ci sono le avversarie, e lo sa. Ma c’è anche Margherita Panziera.

E quel che sarà…

Italiani salvamento invernali 2020…cose che capitano!

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Calabria Swim Race: Esordienti felici…e vincenti!!!

di Mauro Romanenghi

Rieccoci qua. Numeri sempre più alti, giornate sempre più lunghe, grande fatica ma anche grandi prestazioni. I numeri dicono più di 1400 (millequattrocento) atleti per 87 società: altissimi, da quando qualche anno fa abbiamo sfondato quota mille.

Che siamo in tanti lo sappiamo perché, un paio di anni fa, hanno deciso di montare la tribuna mobile e separarci dal pubblico: decisione oltremodo saggia che andrebbe presa anche a Roma (non certo per motivi di spazio) dico io.

Su quattro giorni di gare ben due volte si é concluso dopo le 20,30 (premiazioni comprese). Non abbiamo raggiunto i record delle 21 e passa di alcuni anni fa, ma il protrarsi degli orari é sotto gli occhi di tutti. Ovviamente ciò riguarda chi partecipa alle ultime specialità (le staffette ostacoli, ad esempio) per cui per molti la fine ritardata non é un grosso dramma. Per le squadre numerose, costrette a muoversi insieme, lo é certo di più. Dalle mie parti si dice “bagai gross, guai gross”.

Si parlava con un allenatore di sparizioni…improvvise. Mi ricordava che l’anno scorso a Roma erano sparite un paio di pinne. Facciamo quindi una foto, a fine giornata, con gli Esordienti. Una nostra allenatrice appoggia la felpa per fare la foto. Si gira, la felpa non c’è più. Cose che capitano.

Come ogni anno, anche se ho molto da fare, mi piace buttare un occhio sui vari protagonisti. Ho notato una grande varietà di nomi fra i vincitori….ma i soliti noti ci sono sempre e la loro messe di vittorie la mettono lì. Quello che ho notato é stato che i record stabiliti sono stati pochissimi anche se di valore enorme. Cose che capitano.

Tra i soliti noti il nome di Simone Locchi non può passare inosservato. Tre record individuali e uno sfiorato in staffetta, ma soprattutto di un livello assoluto: 48”00 a pinne, ma in special modo 1’02”70 a misto ha impressionato ed é a ridosso della topten assoluta alltime.

Spicca anche la totale assenza di record nelle categorie intermedie di Junior e Cadetti. Vero é che la stagione é talmente lunga, e gli obiettivi talmente lontani, che mi aspetto dei valori ben diversi a maggio e luglio. Vedremo. Intanto ho notato che una squadra come il Nichelino é arrivata in queste categorie a ranghi ridotti ma con le idee ben chiare. Soprattutto Elisa Dibellonia, tre titoli e tanti saluti.

Il bravo allenatore sa far fronte alla difficoltà. Quando la difficoltà é che siete in 100 persone (avete letto bene, #centopersone) muoversi, spostarsi, arrivare, sistemarsi non é facile. Non ho perso nessuno, é già una vittoria.

Naturalmente non si é esenti da errori. Così, ho scordato di cambiare un nome nella staffetta mista iscritta in precedenza. Dopo diverse convocazioni del giudice arbitro arriva anche quella in cui mi si intima di far partire il nome iscritto e non quello che si é presentato. Giusto, chi sbaglia paga. Cose che capitano.

Facciamo però ammenda su alcune questioni. Il gestionale é un mezzo utilissimo. Allora perché dobbiamo iscrivere le staffette dieci giorni prima, con tutti i nomi, senza tempo, e poi sprecare degli inutili fogliettini minuscoli che tra parentesi possono anche venire persi tra segreteria e giuria per rifare tutto da capo? A questo punto metteteci un bel PC dove possiamo fare tutti i cambi che vogliamo fino a mezz’ora prima. Gli alberi e i coach ringraziano.

L’apnea del super…utile o moda crescente?
Stiamo parlando di apnee del terzo cinquanta con torpedo. Utile secondo me. Ho visto da chi la sa fare dei bei recuperi. Certo consuma energie e va usata con intelligenza. Barbati la ha mostrata oramai tempo fa e ora io credo che non se ne farà a meno. Migliore interprete vista agli Italiani Lucrezia Fabretti, d’altronde se non ne sa qualcosa lei.

Torniamo a parlare di squadre. Poiché non posso citare tutti, dico le tre diciamo novità che poi tanto novità non sono ma i cui miglioramenti stanno balzando ai miei occhi.
Calabria Swim Race del notissimo Vanni Celano coadiuvato da Germana Critelli. Vincono gli Esordienti a mani basse, qualche buona individualità e un Caserta in discreta forma.
Padovanuoto, presente in ogni classifica con tante prestazioni fra i primi e anche qualche titolo italiano.
E la Virtus Buonconvento, che oramai assorbita l’Interamnia si affaccia nelle zone alte delle classifiche.

Mi chiedo perché…quando stai andando veloce esci dall’apnea del torpedo. Ma non riesco a darmi una risposta. Neanche la mia atleta riesce. Cose che capitano.

La famiglia Pasquino torna a casa da questi campionati con cinque ori quindi nelle statistiche familiari é la più vittoriosa. Il derby lo vince Francesca (categoria Cadette) con tre titoli contro Valentina (categoria Juniores) due titoli. Curiosamente, dei cinque titoli nessuno é stato conquistato nella stessa specialità. Cose che capitano.

Parlando di record, non possiamo che inchinarci al record di Francesca Cristetti, prima donna in Italia a sfondare il muro del 1’10” e detentrice del nuovo record europeo. Un trasporto fantastico.

Parliamo di superlifesaver. La mia atleta non aggancia. Sono quasi otto anni che facciamo super. Abbiamo sempre agganciato, bene o male. Dopo dieci tentativi, mi guarda, io la guardo, aggancia e torna. Cose che capitano.
Arriva da me arrabbiata come mai l’ho vista dicendo che il torpedo era al limite, che anche altre si sono lamentate con gli addetti e la risposta é stata : “se qualcosa fosse sbagliato, ce ne saremmo accorti”.
Visto che io ho sbagliato e non me ne sono accorto, visto che mi hanno perso un cartellino di una staffetta che poi ha vinto e non se ne sono accorti, forse non sempre ci si accorge delle cose e una controllata si può dare. E comunque rispondere più educatamente agli atleti.

Ora un’ultima domanda: ho parlato con varie squadre che vogliono fare i Mondiali: visto lo strepitoso successo della partecipazione di squadre italiane agli Europei, qualcosa cambierà? Io non credo, ma forse una riflessione poteva essere fatta, per le squadre italiane.
Per il resto, va tutto benissimo. Cose che capitano.

Credit Foto: Facebook Germana Critelli

Eurolifesaving 2019 – Vita durissima per i re

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Belle, felici e vincenti: le campionesse europee della staffetta ostacoli

di Mauro Romanenghi

Siamo ai primi di agosto, finiscono tutte le gare di nuoto, salvamento, tuffo dalla scogliera ecc. e quindi non ci sono più competizioni da guardare. Sto parlando con mia moglie la quale mi fa notare che potrei andare a vedere almeno un paio di giorni dei Campionati Europei di salvamento dato che si svolgono a Riccione, così si vede un po’ l’aria che tira. Mauro Romanenghi si sa é un nota decisionista, che in tre minuti coglie la palla al balzo e va.
Così all’alba del 5 settembre chiedo l’accredito (dalle vacanze) e prenoto l’albergo il 15 di settembre. Fossi stato alle Olimpiadi, probabilmente sarei rimasto a casa. Invece per gli Europei di salvamento tutto ok: accredito accettato, albergo prenotato, partenza organizzata in sette minuti lanciando nello zaino la maglietta dei World Games del 2009.
Venerdì 20 settembre parto e telefono al re. Il re ormai lo sapete e se non lo sapete ve lo dico é Fabio Tadini. Ormai lo chiamano tutti re. O IL re. Così, in amicizia.
Lui parte in treno, da Milano. Io, in auto, dal lavoro. Partiamo insieme e ci sentiamo al telefono.
Si sa, il treno é un filo più veloce. Seguo il suo viaggio ma arrivo a Riccione, lui mi manda un wattsapp: sono a Bologna. Non pensavo esistessero ancora quei treni a vapore dei film western anni ‘70. Invece sì. 

 

Arrivo a Riccione in piscina, entro dove avevo vista segnalata la sala accrediti (è l’ingresso della piscina). Chiedo e una gentile signorina mi dice: “non c’è nessuno”. Cominciamo bene. Un’altra gentile signorina si offre di darmi però il mio accredito, che c’è. Ottimo, penso io.
Poi chiedo informazioni: “sono tutti al mare, con i Master”. Giusto, siamo a Riccione, dove vuoi che sia l’ufficio stampa: al mare con i Master. E’ giusto, fa bello, lo sarei anche io, ma c’è la SERC. Quindi sono qua. Mi guardo la SERC: un’oretta di gare, la Francia super, la Spagna molto bene. l’Italia veloce con qualche intoppo finale ma l’impressione non é male. Mi dice Daniele Sanna “sembra sempre così ma in realtà poi qualche cagata salta fuori sempre”. Terzi. Stavolta se c’era la cagata non era così grave.

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Capitan Borgnino guida la SERC italiana in azione!

Alla fine della SERC, accompagnato dal suo capo allenatore, arriva il re. Lo aveva promesso alla ragazza che allena. Si sa, un re mantiene sempre le promesse.

Nel giro di un paio di ore ricevo un paio di apprezzamenti per gli articoli su Acquastampata e Lifesavinginitaly. Fa sempre piacere ricevere complimenti al posto dei soliti commenti negativi. Naturalmente tutti gli amici del salvamento volevano solo sapere se ho portato il vino. Arrivo al bar della piscina, chiedo un caffé e le titolari mi fanno: “e il prosecco?”…quando li abitui bene, poi la gente ti apprezza.
Stavolta tocca al re però. Che essendo re non ci ha pensato…noblesse oblige.

Al mattino si sa vita durissima. Per cui occorre un’ottima colazione, se poi il cappuccino si presenta così meglio ancora.

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Il buongiorno é sempre gradito

Ora io sono sempre dalla parte degli atleti, ma secondo me schierare una ragazza che fa 4’08” nei 200 ostacoli (avete letto bene quattro minuti e otto secondi) mi sembra un filino esagerato. Tanto quanto schierare chi non finisce un Ocean o lo finisce facendosi dare il giro dagli altri. Chi ha orecchie per intendere…
Però diciamolo che il Portogallo fa notizia anche per i successi. Storico l’argento nella gara del line throw…certo il tempo non é eccezionale, ma un argento é un argento.

In mattinata quattro ragazze decidono che é il momento giusto per dire fine al primato del mondo Youth della staffetta ostacoli. Insomma, quando ci vuole ci vuole. Mettiamo quindi una bella foto delle quattro staffettiste. Non gli ho chiesto io di mettersi in ordine di altezza, sono loro che vanno in giro così.

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Le sorelle Dalton al record del mondo! Manca solo Lucky Luke

Gare Youth, per la serie quando le cose vanno male possono anche andare peggio. Manichino pinne e torpedo. Per la serie quando le cose devono andare male lo fanno fino in fondo.Davide Belcastro non parte. Suona il via ma non parte. Dopo due-tre secondi decide di andare: recupera tutti, é secondo ai cinquanta, ma si sa quando le cose decidono di andare male lo fanno fino in fondo. Aggancia storto e il manichino si mette di traverso. Risultato fuori dalla finale.
Pomeriggio. finale line throw. Femmine lanciano così così e sono quinte, ma ci sta. Lancio dei maschi benissimo, quarti di un soffio, Il lanciatore saltella qua e là come tarantolato. Risultato squalifica per fuori settore. La vena del CT comincia a gonfiarsi.
Passano poche decine di minuti e la staffetta pool lifesaver lanciata verso il nuovo recored del mondo perde il manichino. Tranquilli, il CT sta bene e i ragazzi anche. Dopotutto, so’ ragazzi…

Per la serie se qualcosa può andare male, sicuramente lo farà. Ferrari arriva contro la corsia, il torpedo non si trova, l’aggancio non viene e il torpedo schizza via. Qua si rimedia con l’esperienza (e anche perché, diciamolo, i rivali sono pochi). Piccoli incidenti che capitano. Arriva la finale pomeridiana. Stavolta l’aggancio c’è, è il manichino che si mette di traverso. Niente da fare. Quando il pomeriggio va così, meglio stare sotto le coperte e leggere. 

Il line throw é l’unica gara al mondo dove i tifosi esultano due volte: la prima se la corda arriva al compagno che deve essere salvato, poi se si vince. Ma urli da stadio eh…robe solo del salvamento, queste. 

Mi sbagliavo, anche nel torpedo succede così dopo l’aggancio.

L’Italia realizza un’impresa con due medaglie nella SERC. Giornali specializzati e siti a dare la notizia. Notizia identica in tutto e per tutto, con la foto, a quella della FIN. Per forza…nessun sito, nessun giornale, è qui. Ci sono io, e io soltanto. E qualche fotografo. Infatti la SERC è stata premiata il giorno dopo la notizia. 

Prima della solita tiritera che non parlo mai dei successi azzurri, ricordo che su OAsport trovate tutti gli articoli sugli Europei. Prevenire é meglio che curare.

Dodici ori per l’Italia nel primo giorno di gare. Ottimo. Continuo a ricordare che le corsie non hanno fatto nulla e quindi se evitiamo di salirci magari non si rompono, che costano. Molto più importante é rimanere fermi nella gara del line throw. Rimanere fermi, nel mondo moderno, é sempre più difficile.

Assoluti lifesaving 2019: una gara senza fine!

di Mauro Romanenghi

Italiani Salvamento Assoluti2019 - condizioni proibitive?

Italiani Salvamento Assoluti2019 – condizioni proibitive?

Quest’anno, dopo diversi anni, sono andato in automobile ad accompagnare i ragazzi a una gara importante. Non lo facevo da quando guidavo i furgoni in DDS, quasi quindici anni fa.
Devo dire che è sempre interessante viaggiare con loro, si scoprono sempre cose interessanti. Vi suggerisco di provare. E’ anche divertente.
Intanto si guadagna qualcosa: la madre di un ragazzo che accompagnavo, forse pensando che andassimo a fare un lungo viaggio ci ha fornito di ampia pasticceria. Insieme al mio cioccolato, è stato di aiuto in un tragitto che si sa al venerdì può essere gravoso.
Viaggiare in auto ha i suoi privilegi: terminate le gare in un attimo ero in albergo. Il mio record è stato di circa 5 minuti. Rispetto ai 15 impiegati con il pullman, tutta un’altra cosa.
Meno divertente il viaggio di ritorno. Non me lo ricordavo così faticoso: e lungo soprattutto sotto la pioggia e con la coda della domenica.

Lungo come questo campionato. Troppo. I primi cinque giorni secondo me sono sufficienti. Due assoluti e una gara a squadre sono abbastanza. I tre giorni dei categoria dove portarli? A settembre erano piaciuti ma pare non si possa. Ci sono gli Europei? I Mondiali? Non so, non mi sembra che ci siano stati così tanti atleti anche a maggio.

Devo dire che ho dato il via a una serie di successo: l’aperitivo serale. Il sabato siamo partiti con una magnum di prosecco in dieci, al bar della piscina, terminate le staffette del primo giorno. Il tutto è proseguito nei giorni successivi, alle gare al mare. Non senza qualche difficoltà: qualcuno infatti proponeva del vin brulé: vista la situazione, direi appropriato in alcuni giorni.

Parliamo anche di gare, che io però posso testimoniare in prima persona solo per la piscina.
Gare con diverse sorprese, devo dire, che mi hanno anche entusiasmato.

Primo giorno ci sono gli ostacoli. Ricordo quando ci approcciammo al salvamento, molti anni fa. “Ecco i nuotatori”, ci dicevano. Qualcuno mi ha anche chiesto cosa fossero venuti a fare, e comunque sono tornati i nuotatori. Un paio dei quali, dopo una mattina di assaggio, hanno dimostrato che gli ostacoli in apnea li sanno fare. Lombini, al mattino mi ha chiesto quale fosse il record italiano: gli ho risposto “questo qua”.”Ah” dice Lombini. Ho aggiunto: “per farlo ha fatto tipo 56”-57”. Al pomeriggio in 1’54” (56”-58”) stacca uno dei migliori tempi di sempre, iniezione di fiducia per lui anche per il nuoto puro. Un onesto 2’07” e delle ottime sub per Pirovano, che di certo non ha bisogno di lezioni in questo particolare, le danno il titolo.

Ecco cosa sono venuti a fare.

Lancio della corda. Sento lamentele sulle corde, sulla gente che si stacca prima (vero), su chi non sta fermo in corsia (vero). Io mi lamento dei 45 minuti di tempo per fare sei serie di lancio della corda e di dieci minuti persi a spiegare che hanno sbagliato le premiazioni degli Youth. Ma non facciamole più queste premiazioni, che tanto gli Youth hanno le loro gare di categoria. Meno premiazioni meno sbagli.

Il mio amico re degli ostacoli non mi delude, ma soprattutto vince con il suo ragazzo il titolo della corda maschile. Gliela dovevo, la citazione.

Livia Elisa Fiori la vedevamo fare avanti e indrè, come si dice a Milano, un paio di anni fa nel super. E io dissi: “questa ce la fa, te lo dico io” al re. T’é vist? Speriamo che sia solo l’inizio, va.

Molto allegro il controllo dell’addetto (o addetta) antidoping a Livia Elisa, secondo me. Naturalmente, personalissima opinione di addetto ai lavori che osserva.

E parliamo di record. Iniziamo da quelli mondiali, con Volpini nel primo giorno e Fabretti nel secondo giorno.
Il primo secondo me è più impressionante, perché si sapeva che lo valeva ma il tempo è di quelli che non ti aspetti. E neppure lei secondo me se lo aspettava, un tempo così. L’asticella è alzata, adesso, di parecchi centimetri.
Il secondo è una barriera che aspettavamo, quella dei 50” nel manichino pinne. I miei timpani stavolta li ho tenuti al sicuro, perché le urla del suo allenatore mettono a dura prova il mio apparato uditivo. Il trasporto è quello che più impressiona, credo sui 30” o meno da quando ha effettivamente in mano il manichino. Penso che molti uomini facciano fatica a farlo. A delfino, per giunta.

Continuiamo a parlare di record. Mauro Ferro da Noale aggiusta il suo primato del trasporto fino a 28”48. Il brindisi lo aspetto a Roma, al solito baretto in tribuna, bello caldo caldo. Magari non con il vin brulé.

Scenetta del sabato. Si discute al mattino sulle staffette alla riunione tecnica. Chiedo lumi sulla consegna e se si possono fare dei cambi al pomeriggio. Rassicurato, me ne vado. Ovviamente non ho capito nulla, perché i cambi si possono fare ma solo di formazione e non di tempo di iscrizione che io non ho presentato. Quindi tutte le staffette partiranno senza tempo, in ultima serie. Fantastico. Ovviamente vengo preso in giro da tutti gli allenatori, salvo da coloro (non pochi, scoprirò poi) che hanno capito male come me.

Il risultato è quattro ori su quattro. Applausi serali per la strategia che mi auguro caldamente di non ripetere mai più.

Infilata spettacolare degli allievi di Foggetti agli Assoluti. Lanzillotti, Cristetti, Petruzzi, senza considerare Gilardi in forza alle Fiamme. E una Cristetti convocata di diritto. Insomma show Rari Nantes che si assicura anche la classifica a squadre.
Parlando con Stefano, la sera della domenica prima di lasciare Riccione, gli dico: “avete già vinto lo scudetto”.

Risposta del lunedì sera di Stefano: “la tua tattica della domenica ha funzionato, Mauro”.
Una birra anche per Stefano, al baretto del Foro, non la leva nessuno.

Tra l’altro vale anche per me il detto “chi si loda si imbroda”. Nell’articolo per OAsport ho declamato come vincitore del torpedo Pezzotti. Con tutto il bene che voglio a Pezzotti, come mi sia venuto in mente il suo nome a torpedo resta tutt’ora un mistero anche per me. Ovviamente beccato subito in castagna.

Fantastica gara a squadre lunedì. Io la seguivo online, con le foto, i risultati, ma le 20 e poco più squadre hanno lottato fino all’ultimo. Lo testimonia il 2’17 pari del mattino fra le prime due. Ma la lotta più bella è stata quella della Nuotatori Canavesani il cui unico e solo obiettivo era battere la squadra del Re, al secolo la Nuotatori Milanesi di Fabio Tadini. Obiettivo centrato per la bellezza di 15 punti. Son soddisfazioni.

Sturla quarta zitta zitta. Secondo i miei conti, secondo miglior punteggio del campionato a squadre e rimonta dal tredicesimo posto del mattino a sfiorare il podio. Dai problemi alla piscina a un grande, grandissimo campionato. Chapeau.

Parliamo di mare, anche se non l’ho visto. Nel mio tragitto di ritorno da Riccione, parlando con un ospite viaggiante sulla mia supercar, costui mi diceva del viaggio di Borgnino in Nuova Zelanda per fare esperienza: “ma solo se le condizioni saranno critiche vedremo qualcosa”. Direi che le condizioni erano abbastanza critiche e che il lavoro in Nuova Zelanda si è visto. Borgnino ingaggia un gran duello con la Rigatti e ne esce vincente per due a uno, Ocean e canoa contro tavola.
Onore alle due, avrei visto volentieri il tutto.

Onore pure alla giuria per avere finito le gare del mercoledì, secondo giorno dei campionati, dopo aver disputato solo due finali il primo giorno. Mille finali a serie, gare a ripetizione, maratona fino alla sera. E tutte le gare completate. Quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Lavoro eccezionale.

Stavamo dicendo che gli specialisti cominciano a farsi largo: canoisti, ma soprattutto sprinter, vengono a gareggiare. Alla fine il regolamento è il regolamento, se uno sa correre che faccia quello che sa fare meglio: ricordiamoci che il salvamento nei prossimi anni cambierà. Dovremo cambiare pure noi, alla faccia de “ecco i nuotatori” di venti anni fa.

Qualche nome sulla nazionale che verrà? Mi gioco la birretta al Foro Italico numero 25. Per gli uomini Piroddi, Ferro e una sorpresa per il mare me la aspetto. Quale sesto? Vedremo ai categoria: Sanna, Niciarelli, Petruzzi e Pezzotti sono i miei nomi della rosa.

Per le donne Volpini imprescindibile, Lanzillotti, Meschiari e Borgnino i nomi che mi aspetto.

Vediamo quante birre mi toccherà pagare.

Assoluti 2019 – Cani di razza, campioni di razza

di Mauro Romanenghi

Sophie, cane di razza

Sophie, cane di razza

Molte persone possiedono un cane. I cani sono in genere molto simpatici, con rare eccezioni che non sono però colpa dell’animale. Educare un cane è un po’ come educare i figli, solo che restano piccoli per sempre. Nessun cane infatti che io sappia é stato mai iscritto alla Bocconi (anche parecchi figli, ma questo é un altro discorso). Nell’ultimo periodo l’accesso ai cani é stato consentito un po’ ovunque: ristoranti, negozi, e in alcune piscine. Nell’impianto di via Mecenate a Milano si sente sovente qualche cagnolino fare il tifo per i propri padroncini. In genere sono molto bravi, non abbaiano in continuazione, e sopportano l’ambiente malsano pur di stare con noi. Ne ho visti parecchi anche qui, a Riccione. Posto che ai cani non credo gliene importi granché del nuoto, sono molto molto educati. Se molti dei ragazzi fossero educati come questi cuccioli, avremmo molti meno problemi nel mondo.

Ci sono sia cani meticci che di razza. Di razza ci sono i cani, gli stupidi (“che razza di stupido” si dice, la Treccani lo ha sdoganato), i pesci (che sono una specie però, non una razza), e i campioni. Un campione di razza é uno che lo si vede subito. Sarà di sicuro un campione. A questi Assoluti ci sono diversi atleti che potremmo definirli tali. Speriamo che si confermino. Perché anche un cane di razza, se non educato bene, diventa stupido.

Cambiamo specie animale e passiamo agli anfibi. Rana sugli scudi oggi. Partiamo subito con il record universale della Scarcella in 28”22 nei 50 rana. Tempo ottenuto grazie all’onda scatenata da Ilaria che ha fermato la piastra tre secondi prima del suo arrivo.
Invece la Pilato in batteria fa 30”74, record giovanile di tutto. A onor del vero quello Cadetti lo condivide, da brava ragazza social del nuovo millennio, con la Casti nazionale.
La Carraro disegna il suo primato in batteria come “merito mio, delle mie scelte, di quello che ho voluto seguire“. Per essere una ragazza che vola basso, é chiarissima.

Definisce la sua una squadra di ranocchi. Magari ci sarà altro, però avere quattro in finale nei 50 rana di cui un categoria Ragazzi (Cerasuolo) che ottiene il tempo limite per gli Eurojunior non la porta tanto lontano dalla verità. E poi c’é lei. Tra parentesi, lei e Scozzoli hanno anche un cane. Tutto torna.

Anche io avevo un cane. L’anno scorso di questo tempi é morto. Aveva 18 anni. Non c’entra niente ma mi piace ricordarlo. Mi avevano anche proposto di trasformarlo in un diamante. Ho rifiutato. Anche un cane ha la sua dignità.

Certo un cane può essere importante, ma un ragazzo lo è di più. Ricordare Stefano Iacobone agli Assoluti poteva essere bello. Noi lo facciamo. Ciao Stefano.

Mi si accusa di essere filoraiano. Una razza che é partigiana della RAI. Allora posto che io non sono filonessuno, la RAI non se la prende quando li prendo un po’ in giro al contrario di tanta altra gente che é molto, molto molto più permalosa e appena fai una battuta ti scrivono. Ogni riferimento a persone o cose é puramente voluto, chi si sente preso in causa sa che é vero. Si fa per scherzare, come diceva Benigni.

E comunque, trovo grandi ispirazioni da molto altro. Per esempio, parliamo della Caramignoli. La quale ci dice che ora fa vita da caserma, non si allena più come prima, e comunque ha trovato nuovi stimoli. Buon per lei, sono contento. Per un attimo ho temuto che ci sfagiolasse anche lei con la storia delle marce forzate come la Di Liddo. Avrei chiamato Darkpool in un istante per farla punire. Io non sarei in grado, sono troppo buono e voglio troppo bene a questi ragazzi.

Così chiacchierando con la Quaglieri mi raccontava della sua estate. Giusto per esemplificare la vita dello studente atleta. Maturità scritti – Settecolli – ritorno dal Settecolli – Maturità orali – esame di accreditamento inglese – esame per l’ammissione all’università. In mezzo abbiamo l’esame della patente, mi sembra giusto.

Butini tira la mazzata quotidiana.
Domanda di Sacchi: come si fa a “rimodernare la scatola” (leggi il nuoto moderno, chiara allusione al circuito ISL)?
“Basta cambiare i telecronisti”.
Piccolo gelo. Siamo poco abituati a sentire Cesare scherzare.

Per stavolta va bene così, Mecasacchi resteranno al loro posto.

Anche ai cagnolini ogni tanto invece del biscottino bisogna dare una punizione. ma il biscottino funziona meglio.

E’ un po’ che non diamo i numeri. Ieri penultimo giorno di gare resoconto FIN, danno diciannove pass. Io ne conto diciotto, più cinque staffe, più Acerenza che purtroppo negli 800 non ci sarà essendo il terzo. Posso sbagliarmi però.

Oggi il leone non ha pesato sulle spalle di Margherita. Probabilmente inseguiva una gazzella, la Margherita si sa che non sfama molto.

Finiamo gli Assoluti in bellezza. Mando a mia moglie il cellulare di Federico Benda: c’è scritto Francesco Benda. E gli dico: “questo è il telefono di Federico”. “Ma c’è scritto Francesco”…non si è fidata, ha dovuto chiederglielo. Che razza di marito.