WSC-25m – day 1/La staffetta delle staffette

di Laura Vergani

4x100 sl RI - Condorelli Miressi Orsi Zazzeri

4×100 sl RI – Condorelli Miressi Orsi Zazzeri

Le staffette sono la mia passione.
Oggi partiamo alla grande, con una delle mie favorite in assoluto: la 4×100 sl M.

Questa la classifica:
1- USA con il WR
2- RUSSIA con il ER
3- Brasile con il record del Sud America??
4- ITALIA con il RI (giusto per citare i nomi: Condorelli – Miressi – Orsi – Zazzeri; stamattina Nardini al posto di Orsi)

La staffetta delle staffette. Un livello incredibile!!
Tre record in quattro posizioni!
E un compleanno che ha il sapore di una promessa!

Grazie per averci fatto sognare, ragazzi! Semplicemente immensi!
E buon compleanno a Marco Orsi!

 

 

Campionato Italiano Open – 1/Felicità a momenti, futuro incerto

di Mauro Romanenghi

Italiani Invernali - Marco Orsi al RI con Roberto Odaldi coach

Italiani Invernali – Marco Orsi al RI con Roberto Odaldi coach

Prendi una ragazza il cui sorriso compare probabilmente solo quando vede una persona schiacciata da una pressa idraulica, che neanche quando ha ricevuto come regalo di Natale la Barbie Superpiù con i diamanti veri è riuscita a gioire. Ecco questa è la felicità che dimostra Silvia Scalia da Lecco. Ma oggi, al titolo italiano conquistato con il primato italiano dei 50 dorso, ecco Silvia è riuscita a infilare un filotto di 45 secondi di commento. Un’inversione di tendenza che ha fatto preoccupare Mecasacchi che hanno chiesto una perizia per verificare l’autenticità della Silvia. Di lei invece tecnicamente possiamo dire che ha la migliore apnea del lotto, e esteticamente degli ottimi riccioli.

Iniziano così questi assoluti orfani della Bettona nazionale, impegnata a Tokyo per il CIO non si sa a fare bene cosa. Al suo posto un reggitore di microfono che svolge degnamente il suo compito, nel silenzio più totale e senza che la sua presenza venga pressoché notata. Gli atleti in versione Lascia o Raddoppia vengono cuffiati per rispondere alle domande, ma la risposta non frutterà loro alcun premio. Che comunque essendo intervistati hanno già vinto.

Oggi Sacchi un po’ raffreddato ha una visione distorta della realtà. La verità è che lo sciamano con la costipazione viene fortemente inibito e invece cresce parallelamente la visione negativista: cioè Luca Sacchi porta jella. E così la staffetta delle Fiamme Oro paga questo lato oscuro dello sciamano: data per vincente dal nostro commentatore tecnico, viene bellamente infilata nell’ultima frazione da Zazzeri che supera Orsi allo sprint finale, un po’ come Fauner contro Daehlie nel 1994.

Orsi che comunque appare in questi campionati in discreta condizione. Nella prima giornata sfiora il record italiano dei 50 farfalla e poi lo sigla nei 100 misti, sfruttando la sua potenza in virata. Mecasacchi ricorda come ora appaia molto asciugato, facendo capire a più riprese come una volta il bomber fosse un filo troppo bomber… insomma avesse un po’ di ciccia, ecco.

La Di Liddo si impone nei 100 farfalla e poi come al solito parte in una tirata senza peli sulla lingua. E ci fa sapere che marciare fa bene alla preparazione (forse). Scattare, appuntato Di Liddo.

Mora dichiara dopo la vittoria nei 100 dorso di voler smettere. Di vincere solo in vasca corta. Consiglio l’iscrizione al gruppo anonima velocisti di vasca corta, dove ci si può confessare e liberare dai sensi di colpa di essere persone e soprattutto nuotatori che passano troppo tempo sott’acqua, e per questo hanno sviluppato una dipendenza dall’apnea da cui non riescono più a staccarsi. Coraggio, si può guarire.

Mecasacchi (ma più la parte Meca) parte in una sviolinata sull’arte di Zazzeri e sulla sua produzione, tutta una tattica per farsi regalare un quadro. Sacchi ricorda che per avere un quadro bisogna mettere mano al borsello, ma Mecarozzi nicchia su questa parte della faccenda. In ogni caso, al limite, ci siamo prima io e mia moglie, gli scopritori di Zazzeri.

Cinque record italiani in questa giornata: come detto Scalia e Orsi, poi le due staffette e infine la Panziera nei 200 dorso. Certo un tempo notevole quello della dorsista, ma ancora più notevole che dietro di lei figurino due 2002 e una 2004. Sulla Panziera posso dire ben poco, perché è una delle gare di giornata che purtroppo mi sono perso.

Belfiore, allenatore che inseguiamo da parecchio, lancia un’altra freccia dalla sua faretra. E’ Tarocchi, vincitore a sorpresa dei 400 misti. Il tempo lo proietta al quinto posto alltime, davanti a un certo Luca Sacchi. Quando si dice il caso…

La notizia come sempre non è che abbia vinto la Pellegrini, ma che seconda sui 200 sia la Letrari. Insomma, nulla di nuovo sotto il fronte occidentale.

Mussi Lombardi Femiano 2018 – trofeo supersprint!

di Mauro Romanenghi

Scalia-Panziera/RAISport

Scalia-Panziera/RAISport

Un Mussi-Lombardi-Femiano sprint che più sprint non si può. Un’ora e mezza di gare una via l’altra, a Livorno. Per esigenze televisive si viaggia velocissimi senza premiazioni, senza fiato e senza pausa. Pure le interviste devono essere sprint: quindi assistiamo a botta e risposta fra ragazzi e ragazze ansimanti e una Caporale in splendida forma.

Prima di iniziare i commenti entro in modalità seria. Vari atleti ricordano Amelia Sorrentino, figlia di Corrado e Rossana. Lo facciamo anche noi di acquastampata. Va bene scherzare, ma su alcune cose purtroppo non si può. Ciao Amelia, e un abbraccio a Corrado e Rosanna.

Rientro in modalità commento.

Nobilita la gara il nostro amico Chad Leclos. Che dà lezioni a tutti sulle apnee. Soprattutto nell’ultima dei 200, dove saluta Ciampi con la manina e si invola. Io l’ho visto dal vivo. Quando uno è di un altro livello si vede sempre. Anche a novembre a Livorno. Un 100 farfalla spaziale, da 49”5. Ma le sue magagne se le porta sempre dietro. L’arrivo dei 50 farfalla è tutt’altro che perfetto, e i suoi schianti in virata sono proverbiali tanto quanto le sue sub. Ma noi Chad ti vogliamo bene lo stesso.

Allora.. la stampa specializzata non si avventura in grandi voli pindarici sui convocati… paura eh? Invece io mi butto. Intanto fanno il tempo qui Carraro, al personale, nei 50 rana. Orsi, nei 100 misti. Rivolta, nei 100 farfalla. Zazzeri nei 100 stile. Poi chi altri verrà portato?
Molti parlano di 4×200 femmine, altri di completare le 4×200 e 4×100 stile maschi. Altri della convocazioni del buon Martinenghi. Insomma, al mio calcolatore sicuri sono 28. Vediamo cosa succederà.

Nella 4×200 femminile sarei curioso di capire chi la stampa specializzata pensa di portare insieme alla Pellegrini. Considerato che qui ha vinto la Letrari, nota duecentista, aspetterei ancora un po’ per vedere i progressi delle specialiste. Poi se ne può anche parlare. Prima magari averne 4-5 da 1’55” in corta non sarebbe male.

Noto sulla stampa specializzata che l’uso del fattore X prende piede. Adesso siamo al fattore C dei misti. A voi scoprire chi sono. La fantasia al potere, sempre.

Vi aiuto. Parliamo del talentuoso Ceccon, che lui stesso nella sua intervista post gara si definisce un bel babbo. Infatti non solo rallenta ma come dice Sacchi con il suo arrivo panoramico si gioca un record italiano assoluto, il primo tra l’altro. Ma ammette candidamente che sarà per un’altra volta. Come a dire tanto miglioro di sicuro e quindi se miglioro, il record lo faccio. E devo dire che non posso che dargli ragione.

Guardavo ieri sempre Thomas Ceccon e non so… non sembra mostruosamente simile a Martinenghi? Così…per dire.

Cusinato: lavori duri per lei. Duecento stile, duecento misti, quattrocento stile. Più altre gare mattutine. Bell’allenamento. Per festeggiare il compleanno del Moro. Come dice Detti, se non le spari va avanti sempre. Beh, non spariamole.

Ottime cose anche dal dorso. Matteo Milli il mattatore qui, sfiora il tempo sui 50. Veramente bellissime le apnee del ragazzo di Roma. Ma le apnee ancora più efficaci sono quelle della Scalia, che stacca il primato italiano sui 50, che cercava da due settimane ed era maturo come i cachi sull’albero nel giardinetto sotto casa mia. Quasi ride la Silvia, che Luca Sacchi da in superpompa, qualsiasi cosa significhi. Il tempo limite non c’è, però insomma la via è tracciata. E mandiamolo sto bacio al fidanzato della Scalia, perbacco. Per una volta che si lascia andare.

Di fianco alla Scalia, la Panziera. Che si permette di paragonarsi alla Hosszù con tre gare in un pomeriggio. Margherita ti voglio bene ma non scherziamo col fuoco.

Rivolta, il Casper della farfalla, torna a sorridere dopo una buia estate. Lui ai Mondiali ci va sicuro, e il duello con Codia si perpetua.

Oggi parlo solo di ragazze, ma va così. La Carraro stacca anche lei il biglietto per la Cina. Ma non di un centesimo, cara Martina. Comunque la rana è cambiata, ha ragione. E hai ragione Martina, nuoti sempre benissimo. Ma nei 50 per ora meglio. Ma dai, un bel 1’06” non si butta via.

Si rivede la Pirozzi, che le sue peregrinazioni hanno portato a Trieste. La lince Pirozzi passa dalle Piramidi alle Alpi, dal Manzanarre al Reno. Alla ricerca di cosa non si sa. Speriamo che lei lo sappia, perchè oramai ha girato dappertutto. E intanto il tempo passa e le occasioni pure.

A volte in questi meeting troviamo atleti non di primissima fila ma che insomma si danno da fare e qualche soddisfazione se la tolgono, Qui Nicoletta Ruberti va al personale e al nono tempo alltime nei 50 stile. E diciamolo che noi guardiamo tutti!

Diamo conto degli ultimi due ragazzi che hanno fatto il tempo.

Marco Orsi vince i misti con un ottimo tempo, e stacca anche lui il tempo limite. Nei 50 vuole la vittoria su Bocchia e la ottiene. Pollice verso per Nerone-Orsi verso Spartaco-Bocchia. Ma nonostante le previsioni dello sciamano MecaSacchi, nessun segno di questa diatriba sulla stampa specializzata.
Anche Lorenzo Zazzeri fa un’ottima prestazione nei 100, rendendo la vita difficile al nostro amico Chad. Non è il personale, ma poco ci manca. Insomma, se uno così non è papabile, allora chi lo è? 

Copenaghen 2017/4 – il leone e la bambina

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

PEATY Adam GBR Gold Medal PRIGODA Kirill RUS Bronze Medal MEN – 100 M BREASTSTROKE – FINAL Copenhagen 16-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto © Giorgio Scala / Deepbluemedia

Iniziamo con le considerazioni generali: oggi c’è nebbia. E le luci sulla statale sono bruciate. Da tre giorni. Quindi non vedo dove il cane fa i suoi bisogni, ed è stato difficile raccoglierli. Ma un bravo cittadino educato si impegna e lo fa. Non come quella signora – termine che non le si addice – che ieri con la sua 500 mi ha rubato il posto mentre attendevo con pazienza che l’altro uscisse dal parcheggio. Con che grinta si è infilata al mio posto. Gentilmente sono sceso  e l’ho insultata pesantemente.

Quella signora probabilmente ha gli stessi geni di Scozzoli, che al contrario di lei è un vero signore delle piscine. Ma in quanto a reazione di partenza e virate non ha nulla da imparare da nessuno: da lui il posto lo perderei volentieri, ma sono sicuro che me lo cederebbe. Ieri perfetto nella prima vasca, e nell’ultima virata dove era dietro ha infilato una subacquea da manuale, uscendo davanti al leone Peaty. Ma come detto ieri al leone tatuato inglese bastano poche bracciate per ristabilire la sua legge. In corta sono sufficienti per 55”94. Fabio stavolta è “solo” record italiano, ma Prigoda perde di nuovo lo spalla a spalla, definizione tanto amata dal duo Mecasacchi. Il Leone inglese, poi, è protagonista di un grande gesto. La bimba gli porge la tavoletta da nuoto per la firma. Lui guarda, e le porge la medaglia… lei non capisce, lui prende la tavola, la sigla insieme a tante altre firme di campioni, tipo tableoffame, e poi si riprende la medaglia. Lei non sa più cosa fare, lui firma pure quella, la riporge alla bimba e se ne va. La piccola è stata portata via ieri sera dai genitori imbalsamata così, con il sorriso stampato e la medaglia ancora in mano. Chapeau.

Parlando di rana finiamo il discorso. Tre vasche da medaglia, una da rivedere, le virate un filo meglio ma solo un filo. Unghie rosso fuoco, come la voglia di salire su quel podio che manca da Berlino, dove Arianna fu la sorpresa. E una barriera da abbattere, quella del 1’05”. Come per i 30”, non ci riesce. La medaglia va alla Montero, che fa 1’04” ma soprattutto torna in 33” alto. Ieri l’ho detto, ma Ari non è stupida e lo sapeva già. C’è chi ha margine, chi non ne ha ma quei tempi li fa sempre. Deve farli anche lei. Comunque tre primati in quattro giorni, due finali e un legno da bruciare a Capodanno come buon augurio per quello nuovo.

Parlando di freddo, Copenaghen scalda per le sensazioni agonistiche ma non per le novità. La presentazione è un po’ la brutta copia di Budapest. “Are you ready,” conto alla rovescia, e via. Tutto già visto. Di nuovo per la RAI Nicola Sangiorgio. Come mai? E come mai non intervista altri oltre ai nostri? Lasciamo perdere il cinese e sentiamo i campioni. Sentitamente ringraziamo.

Dalla Finlandia con simpatia. Non sarà la campionessa del mondo, ma Mimosa Jallow già di per sé fa tenerezza. Con un nome così… e poi direte sì, ma sarà la solita svedesona alta bionda. Come al solito parlare per dar fiato all’ugola è sport nazionale. Per la serie tutto il mondo è paese, cercate la foto di Mimosa.

Parliamo sempre di dorso e di Silvia Scalia. Brava Silvia, prendi la nazionale. Ora facciamo un salto di qualità, ricordiamoci le gare che abbiamo. Ho la staffetta mista, non ce l’ho? E chi la fa la frazione della mista, la Gemo? Forza Silvia, abbiamo bisogno di dorsiste e forti.

Parliamo un po’ degli allievi di Morini. Paltr, come dice Mecarozzi, un po’ in sordina nella corta. Lui stesso ammette che questo è quello che c’è adesso. Se quello che c’è è 14’22”, lamentiamoci. La Cusinato, oltre al cinese, fortunatamente comincia ad aggiungere anche frazioni ottime ai suoi misti. Già nei 400 misti avevo visto una discreta rana. Nei 200 misti forse la migliore della finale. Mai farsi battere all’arrivo! Stavolta ti perdoniamo Cusi, non farlo più!

Già che ci siamo due parole su Lombini e Zazzeri, gli esordienti. Zazzeri può recriminare solo per delle virate così così. Certo, poteva fare 46” alto e andare in finale. Porta a casa l’argento della stile veloce. Lombini porta a casa la lucidità di aver capito che si può fare.

Se tu fai i 50 farfalla in semi in 22” basso e poi arrivi terzo, a pari merito, a due centesimi dal primo, dopo aver perso anche i 50, devi essere bello incazzato. Proud sembrava tranquillo. Aplomb inglese.

Ora vado a informarmi se la bambina si è ripresa dal regalo di Peaty.