Assoluti 2018 D3 – La maledizione del primo record

di Mauro Romanenghi

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“Underdog” – credit: Laura Vergani/acquastamapata

Terzo giorno.

Intanto, in tempo di querelle elettorali, volevo comunicare che le 2001 femmine sono eleggibili per gli Eurojunior, contrariamente a quanto indicato in TV. Continuo altresì a ricordare che Giorgia Meloni non è invece eleggibile in parlamento: non per altro ma è del 2002 e per ora è impegnata negli Assoluti e nei Criteria.

Strategia per sfuggire all’antidoping: circondare con bambini affamati di autografi i responsabili dell’antidoping, tra l’altro facilmente riconoscibili per le magliette molto colorate, per poter ostacolare le loro manovre. Suggerisco all’antidoping una divisa più incognita.

Attenzione al labiale! Di Liddo emana un bel vaffa dopo l’ennesima sconfitta dalla Bianchi. Ci sta, la prossima emaniamolo sott’acqua!

Underdog in tribuna: non nel senso di sfavoriti, ma di cani piccolini che stanno sotto l’ascella dei padroni. Tutti hanno diritto a tifare per i propri beniamini.

Scenetta in albergo. Padre e madre pontificano su “chi ha fatto i soldi” (Pellegrini). Ma per fare i soldi non basta andare agli Assoluti, bisogna essere la Pellegrini (almeno). O andare in TV e sparare minchiate. Io punterei sulla opzione numero due, molto meno faticoso. Ma non ci manderei il ragazzo.

Torno indietro di un giorno di nuovo. Cospargo il mio capo di cenere di cioccolato e do conto del primato personale della Fangio (che non è parente di Manuel Fangio, pilota degli anni 50, uno Schumi ante litteram) nei 200 rana da lei vinti e che la issano all’ottavo posto alltime. E di un bel 200 anche di Pirovano, riscatto dei 400 misti (la punizione senza cena ha dato i suoi frutti). Ma continuo a dire che chiudere mezzo secondo (almeno) più lento di tutte le altre non va. Ci lavorerà su.

Querelle con Marco Agosti. Io sostengo che ci sono errori nel suo database, convinto di averlo colto in castagna. Errore gravissimo. I suoi files sono perfetti: solo che non sono stati aggiornati correttamente. Qualcuno ha sbagliato, ma non lui. Mi ritiro in buon ordine, sconfitto.

Ho letto su un sito specializzato la candidatura per la Pellegrini a “commissaria tecnica”. Dopo la sindaca, la ministra, la commissaria tecnica non ce la potrei fare. Lo so sono vecchia scuola ma per me c’è solo il sindaco, il ministro e IL Commissario Tecnico. Poi c’è anche la dottoressa, ma quello è un altro discorso. Altrimenti voglio anche l’architetta: vediamo chi ha il coraggio di dirlo. Purtroppo l’Accademia della crusca non è d’accordo con me. Dovrò adeguarmi.

Oggi Sacchi in forma olimpica. Prima stronca Paltrinieri e le sue considerazioni tecniche… sono ragazzi. Poi mi stronca anche la Fangio: lo stile proprio non ce l’ha, prosegue poi segando anche Ceccon e il suo stile libero. Pure la velocità femminile, sparando sulla croce rossa però… e insomma, oggi ne ha per tutti. Però poi alla fine salva le gare del mezzofondo.

Cade la maledizione del primo record: e lo fa un’ insospettabile Panziera nei 100 dorso, la prima in Italia sotto il minuto. Curioso di vederla nei 200 adesso… e che belle apnee. La virata di Berlino è dimenticata!

New gen nei 200 misti femminili e maschili. Ecco sul podio Razzetti del 1999, e in prima serie due del 2002, Circi e ancora Cocconcelli. E Ceccon, of course.

Cusinato sa quello che vuole e come farlo. Forse manca un po’ lo stile libero, anche a lei. Però ragazzi avercene. Toccava a lei rompere la maledizione del record mancante, ma niente da fare? Ma il Toppy di giornata non può che essere lei. Stile che manca anche a Ceccon, un po’ sbracciato, il peggiore della finale. Sacchi forse ha ragione. Però ancora un record ma sempre giovanile.

Gara preferita è dove atleta vince direbbe Boskov. E anche Ceccon.

Miressi ritorno paura: 24”78. Fa paura anche la differenza di altezza fra lui e Dotto. Il cameraman ha rischiato di cadere in acqua per inquadrarli entrambi. Finalmente anche la Caporale capisce cosa vuol dire intervistare persone alte.

La gara della Quadarella viene usata per intervistare Barelli… e il suo spot sugli Europei: mi raccomando RAI fate bene a Glasgow. Ma cosa sono gli impianti che vanno ad acqua calda? Boh.

La smentita della giornata. I velocisti punti sul vivo dal mio commento di martedì si fanno vivi. E quindi Miressi fa il suo primato, terzo alltime e record Cadetti, Dotto va a 48”5, poi Vendrame sotto i 49” e infine Zazzeri a 49”0. La staffetta veloce è fatta?

Floppy di giornata, la velocità donne. Gelato alla camomilla.

Floppy secondo a Vendrame: parte un metro prima di Miressi e esce un metro dopo nella staffetta mista. Che sarà successo? Scatenerò le mie spie.

Copenaghen 2017/3 – il ritorno del Glinta

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

HOSSZU Katinka HUN Gold Medal SJOESTROEM Sarah SWE Silver Medal BJOERNSEN Susann NOR Bronze Medal WOMEN – 100 M MEDLEY – FINAL Copenhagen 15-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto © Giorgio Scala / Deepbluemedia

Oggi la giornata è iniziata un po’ così. Il nostro cane non era molto in forma, così ha pensato di costringermi a delle pulizie mattutine alle 5,25 am. Ciò mi da il tempo di pensare, nel buio, a un po’ di considerazioni sulla terza giornata di gare europee. Non tutto quel che fa cagare fa male, mi verrebbe da dire.

E dai e dai a furia di nominarlo uno dice che alla fine toccherà pure a me. E infatti il John Wayne rumeno, Robert Glinta, icona di Luca Sacchi, ce la fa. Bronzo nei 100 dorso, un under 50”, lui che era recordman mondiale giovanile. Insomma, soddisfatto lui, soddisfatto Simone Sabbioni. Cosa manca a Simone per battere Kolesnikov? Beh intanto se uno è il più forte è difficile batterlo. Ma il russo ha pure un’ apnea che è di almeno un metro e mezzo più lunga. E’ uscito dall’ultima ai 12-13 metri, Simone circa a 11. Ma come si dice il biondo tinto Simoncino non deve lamentarsi, cita tutto lo staff medico che lo ha rattoppato. Senza dimenticare il lavoro del Matteo nuovo guru nazionale che fa risorgere parecchie fenici.


Barzellette sul device: il baraccone adesso sembra avere un aggeggino che lo fissa. Insomma un baracchino che blocca il baraccone. E se si rompe il baracchino? La verità è che si mette la pezza quando succedono due o tre guai, senza riparare il danno. Un danno relativamente grave. Mi immagino Peaty che sfonda l’aletta in finale olimpica o Grevers che distrugge la pedanella ai mondiali. Figuracce ne fanno anche i danesi, non solo gli italiani. Bravo Fabio Cetti il fotografo di Corsia4 che becca il momento esatto dello srotolamento. Il CT Butini la mette giù diplomatica ma la realtà è questa: nessuno si prende la briga di dire che il device non ha funzionato, per non dire di peggio. E non solo una volta. E qualcuno la gara l’ha rifatta. Ho visto uno scambio di battute fra l’amico speaker Renato Fusi e un giudice, il quale dice che i giudici possono e anzi devono accorgersi del problema. Basta, parliamo di nuoto.

Non solo la collana anche la pettinatura di Kolesnikov lascia a desiderare, ma son ragazzi!!! Primato mondiale Junior??? Ma a 17 anni questo fa 48”99… tre ori, e secondo me anche nei 50 non è proprio da buttare anche se la partenza non è proprio il suo superforte.

Oggi nelle batterie Vergani nei 50 stampa 21”67, lanciato ha fatto 21”8 in staffetta. Con questa prestazione sarebbe stato lui a entrare in staffetta, gara per cui è venuto qui, e non Miressi che poi velocista puro non è. E forse forse, la Russia si poteva battere. Ma con i se e con i ma la storia non si fa.

Continuiamo con le rime: oggi come ieri male male la Polieri. Irriconoscibile rispetto a due settimane fa, dove stampò 2’05”, oggi bastava molto meno per la finale. Il mio amico Darkpool direbbe di peggio ma io non posso farlo. Speriamo sia un passaggio a vuoto sulla strada del pieno recupero.

La storia la fanno Bianchi e Panziera.

Virate sbagliate dimenticate, anzi qua abbiamo un duecento fantastico di Margherita. Battezza l’olandese, poi se la mangia ai 125 e va via, con uno sprint ottimo. Ha detto che doveva star serena per la medaglia. Per fortuna è stata Margherita e la medaglia è arrivata. Ma soprattutto non ha capito che ha fatto 2’02”, un tempo di assoluto valore, e che la sua nuotata è molto molto meglio delle virate – che pure, ha ragione, vanno migliorate.

Due ragazze simpatiche, come una Bianchi che arriva al record italiano nei 200 farfalla e argento. Ai 125, parole dei miei guru di Raisport: si sta spegnendo l’azione della Bianchi. Come nella migliore tradizione mai smentita fu più grande. Ai 175 l’attacco per l’oro, Ilaria è prima. Apnea bellissima, ma la Hentke resiste per tre decimi e un arrivo migliore. Brava Ilaria facci sbudellare ancora.

Torniamo alla rana italiana. Non ho scordato Martinenghi. Finale nei 50, finale nei 100. Come dico sempre io, in corta serve altra pastasciutta. E un po’ di forza in più.
Fabione Scozzoli è a 18 centesimi dal primato italiano, Peaty a 8 da quello europeo. Ma la differenza in nuotata è evidente. Ai 75 sono pari, mezzo secondo rifilato in otto bracciate.
Castiglioni: la partenza è sempre dietro, e almeno mezzo metro. Carraro inspiegabile. Dice che non ha sbagliato niente, quindi lo sa che non ha fatto l’ultima sub. E non è la prima volta.
Castiglioni soprattutto ha in virata nella sub ancora qualche pecca. Prende troppo, troppo sotto. Da lavorarci su. Comunque è vero. Arianna  e Martina fanno quello che possono. Se le altre son più forti, vincono le altre. Le altre fanno 1’04” (almeno)

Il giorno dei tedeschi, che vanno davanti allìItalia nel medagliere. Prima della Hentke che vince i 200 farfalla, Heintz l’onesto professore vince i 200 misti. Non sarà un superfuoriclasse, ma è un onesto lavoratore e i suoi successi li ha avuti. Oggi onore ai teutonici.

Ghe nient de fa: quando la Hoszzu entra in acqua nelle sue gare, sa quello che fa. Lo sa nei 200 dorso, ultima apnea e ciao a Zevina, lo sa nei 100 misti, rana a portarsi avanti e poi transizione a stile, dove dovrebbe essere battuta dalla Sioestroem. Ma lei si gira come un furetto, la Sarah come un caterpillar in parcheggio e complice la condizione che proprio proprio massima non è vede la magiara scappar via. Hosszu sul podio serissima, ogni volta. Massimo rispetto per l’inno della nazione Hosszu…ops, dell’Ungheria.

Velocità donne. Che duello alla due e alla sette, fra le regine della velocità europea – e mondiale. Se qualcuno ha dubbi sul ritorno della Kromoorangina, dovrà ricredersi. Aspettiamo l’estate per la conferma definitiva. Francesi sempre lì. La 4×50 stile non fa giustizia, ma mancano un paio di componenti. Le stesse che mancano all’Italia. Di Pietro ai box, Aglaia lo spettro della Pezzato. Non basta una volenterosa Raco e una Di Liddo che la fa tutta per provare a rientrare. Anche andare al limite. Infatti un po’ rientra, ma la Pellegrini qui non è molto veloce, né molto in forma. Comunque la squalifica ci sta, se devi fare tutto al limite e chi ci prova non è proprio del mestiere. C’è poco da fare facce da funerale.

Dotto e Morozov. La partenza e il mestiere di virare. Grande la partenza di Luca, forse il 50% della medaglia.Virata perfetta e subacquea alla grande, più la concentrazione finale dello spalla alla spalla. E finalmente Morozov non si squaglia come un siberiano nel Sahara. 

Speriamo non sparisca come fanno ogni tanto i russi… come dice Simoncino.