Europei 2021 – il bel Danubio azzurro…rosato

Europei 2021 – Italia prima nel trophy a Budapest ..sipario!

“bello il castoro!” – credit: screenshot di Laura Vergani da Eurovision/LEN

di Mauro Romanenghi

Una marea di metallo piove sulla squadra azzurra nell’ultima giornata.

Il merito non è dei nani di Durin, ma della grande qualità della compagine italiana. Tre ori fanno la loro bella figura sul podio, portando a cinque in totale i successi. Di questi la totalità sono dovuti alla compagine femminile. #womenpower.

Iniziamo da Pilato che si vede che è felice ma si vede anche che uscire dai 100 non le è piaciuto. Esperienza. Resta il fatto che questa Pilato sia un’arma da Olimpiade. 

Se la Pilato è l’iradiddio dei 50 rana, che dire della sua avversaria, la finnica Hulkko?

In questi giorni come detto sono fuori casa. Sto perciò guardando le gare ovunque. In ordine le ho viste: sul pullman, nella hall dell’hotel, in camera,  dal gelataio, in piscina, durante le premiazioni, sulle scale, in bagno, durante uno spritz. Ciononostante sono ancora in salute. Ma voi non fatelo. 

Dopo la Svizzera la Finlandia è la sorpresa dei campionati. Se Hullko non ce l’ha fatta, il colpo gobbo è riuscito a Liukkonen nei 50 stile.

Che poi mi devono spiegare perché una nazione che vince la 50 km di sci di fondo le medaglie di nuoto le vince nei 50m…Sarò forse perché li allenano all’aperto anche d’inverno? Allora si spiegherebbe tutto.

Quadarella bis del tris. Stavolta pure lo sprint finale del 400. Non c’è più la Quadarella di una volta. #emenomale

Continuiamo nell’opera di ringraziamento delle riserve della staffetta che portano alla finale del pomeriggio. Grazie ragazzi e ragazze, ma forse è ora di dare un tollino pure a voi.

Dopo che hanno visto il cane di Katinka giocare con le sue medaglie su Instagram, i parenti della Panziera nel video saluto hanno messo il loro cane. Non c’è confronto, comunque. 

Sarà pure campione dei 400 misti ma la gambata da pallanuotista di Borodin non si può vedere. E sono ancora gentile. 

Razzetti enorme nei 400 ma dorso così così. Impagabile dalla Caporale mia moglie mi riferisce la seguente frase: “erano anni che non nuotavo i 400  e stamattina mi ricordo perché”. Per fortuna si  è ricordato male. Bene per noi. E bene anche Matteazzi che dopo averlo visto in gara al mattino “mi sono gasato”.

Burdisso fa 51″3 e dice: mi sono un po’ risparmiato perché in staffetta dobbiamo volare. Calcolatore. 

Volano invece le staffette britanniche dominatrici di questo europeo. La Dawson ruzza finalmente fino al record europeo dei 100 dorso. Un record storico, gommato di Roma. Grande!

Tocca a Martinenghi l’ultimo pippone sulle piscine chiuse. Speriamo riaprano così anche sto tormentone finirà. 

Europeo chiuso, sparecchiate la mini Duna arena. Fino al prossimo giro.

Europei 2021 – L’Uomo Tigre colpisce alla Duna Arena

Europei 2021 – Fuochi d’artificio alla Duna Arena

Roaaaaaarrrrrrrr ! credit: screenshot di Laura Vergani da Eurovision/LEN

di Mauro Romanenghi

Oggi dice mia moglie che Sacchi è tornato in forma olimpica. Il che a poche settimane dalle Olimpiadi è giusto, anche per i telecronisti. E diciamo che Cattaneo ha messo a suo agio il nostro Luca quindi escono le perle di saggezza consuete. Se poi un bulgaro si chiama Antani, possiamo solo immaginare quali grandi uscite possono sorgere dall’ugola del commentatore tecnico RAI. Rabbrividiamo ..

Che poi subito uccide Miressi (meritatamente) quando costui si definisce addormentato al mattino.

La perla LEN del giorno è Arianna Castimignoli. Chi sia, non è dato saperlo.

Siamo ancora in attesa degli esiti dell’esame del francese di ieri, mia moglie ha tentato anche una incursione stalker su Instagram. Oramai è una questione di principio.

Tutti noi oramai ci aspettiamo il massimo dalla ragazza le cui prestazioni ci deliziano più di una babà al rhum. Benny da Taranto, amici, continua a stupire. Stamattina mostro il suo 29”50 a un amico allenatore. Dall’alto della sua anzianità egli asserisce: “ha fatto solo il suo dovere”. Giusto. “E studia!” Aggiungerei io. Al pomeriggio, dopo aver ripassato Catullo, parte a tuono e realizza 29”30. Volevo fare un po’ meglio, dice. Giusto, è il tuo dovere. E studia, comunque!

Neanche un record mondiale, dice il buon Marco Agosti, rende il nuoto appetibile per una notizia al TG1. Non possiamo che dare ragione al buon Marco Agosti. 

Rylov porta la sua mascherina da tigre sul posto più alto del podio (che poi è uguale agli altri due) nei 200 dorso. Naoto Date, l’Uomo tigre, ne sarebbe fiero. Grazie Rylov, l’uomo dalla espressione unitaria, che sia felice, triste o amareggiato. Con o senza mascherina.

Nella infinita ridda di staffette, la stile libero mista è forse quella con più senso. Lanciata da un Miressi che oramai non sa fare altro che 47” e qualcosa, l’Italia ci fa sognare fino alla Di Pietro, che in realtà non va malissimo ma incontra una Heemskeerk in giornata di immensa grazia che ha deciso che oggi non può perdere e si lancia in 51”73.

In precedenza l’olandese, reduce da 78 medaglie d’argento consecutive, vince i 100 stile libero. La luce divina si accende sulla Duna Arena.

Lo diciamo? Sì, diciamolo. Martinenghi vince la sua prima medaglia internazionale. Speriamo la prima di una lunga serie.

Tornano i gemelli diversi, finalmente. Ci siete mancati, ragazzi.

Europei 2021 – Y generation

Europei 2021 day5 – Buona la prima. Ops.. scherzo. Ripetere, please!

Ma che cavolo …. !!” – foto: screenshot di Laura Vergani da RAISport

di Mauro Romanenghi

Oggi scrivo dai campionati italiani di salvamento. Sì ma tranquilli, non scriverò nulla di salvamento (adesso). Però uno degli allenatori mi ha scritto, perché dice che lui è un Millennials. Andiamo a controllare. 

millennials: coloro che sono nati tra gli anni 80 e 90, quindi diciamo diventano adulti negli anni 2000. 

Ha ragione. Allora io dico che i miei sono Millennials, cioè i millennials maiuscoli. Così ho inventato la definizione, li continuo a chiamare così e ho ragione io. Oppure li chiamiamo duemillenials. Generazione Y mi rifiuto.

Fatemi sapere. Comunque per il momento mi mantengo su questa linea.

Ma quindi posso chiamare Millenials anche quelli del 1998 come la Quadarella? E i 1999?

Ancora a proposito di millenials.. Ndoye Brouard, francese dei 200 dorso di ieri, dopo le semi di giovedì ha dato un esame universitario (kinesiologia, ndr). Non è dato sapere come sia andato, l’esame. Di sicuro lo ha fatto online.. oppure è veramente velocissimo anche fuori dall’acqua!

Inno italiano serio. Cioè finora è suonato poche volte, ma in Ungheria l’inno italiano che fanno sentire è da paura eh!!!

Maschera di tigre… Rylov si presenta a ogni gara con la sua mascherina tigrata. Nel senso che rappresenta la faccia della tigre. Aggressivo!

La Svizzera mostrava una buona squadra come ho già avuto modo di dire. Beh con Lisa Mamie (dopo il mistista Desplanches) si prende la seconda medaglia dei campionati. Un po’ di Italia, in questa medaglia… c’è.

La 4×200 coi cerotti secondo Sacchi in mattinata. Un altro po’ di pezze e al pomeriggio entra il bronzo e una qualificazione olimpica.

Mai visto, a mia memoria, una gara così in finale. Nei 100 dorso donne qualcosa non va per il verso giusto. La Panziera, quarta in finale, ringrazia e nella ripetizione si piglia l’argento. Ringrazia anche Toussaint che passa da seconda a quarta. 

Malyutin nuoterà male ma intanto si porta a casa già tre titoli in questa rassegna. Millennials o millennials…intanto 1’44”7.

Milak nuoterà a stile come un Esordiente A, ma bravo, però. 

Quadarella e Caramignoli fanno doppietta. Tuttavia, la Kirpichnikova è pronta a disturbare in tutti i sensi. Anche nella telecronaca. Bisognerà esercitarsi!

Europei 2021 – Le scommesse del Chupa Chups

Europei 2021 – Chupa chps per il bravo ragazzo russo! E Razzetti canta “fly me to the moon” !!

pat pat.. Bravo ragazzo!
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

di Mauro Romanenghi

E niente ci sono cascato pure io e oggi ho scommesso. Io non scommetto soldi, in genere, ma generi di conforto (alimentari). C’era in ballo una birra con un torinese, che scommetteva sulla sconfitta della Pellegrini. Io avevo dato vincenti lei, poi la mia grande, immensa e sfolgorante Boglarka nei 200 farfalla e Chupkov, che come è noto in Russia dà nome al lecca lecca russo più apprezzato al gusto batrace del Volga. Ovviamente ho perso la birra, mi consola che il mio avversario aveva dato vincente Freya.

Freya Anderson si inserisce nel duello delle più accecate nuotatrici della storia, lei e la Pellegrini credo non si vedano neanche stando di fronte. Quindi in mezzo a loro si infila la ceca dal nome di pornostar, Barbora Seemanova, che incredula vince. Naufraga invece per l’ennesima volta la Bonnet, in testa per 150 metri.

Oggi partire in testa non fa bene e così anche il finlandese nei 200 rana porta tutti fino a 150, un po’ come le lepri keniane nei meeting anni 90, poi viene uccellato dal lecca lecca russo, Anton Chupkov, che nuota 160 metri come un normale duecentista e poi straccia il costumone si trasforma nel fratello brutto di Peaty, prende a testate l’acqua per venti bracciate e vince. La lezione però la stanno imparando perché così fa anche Arno Kamminga, che non è uno scioglilingua brianzolo ma il ranista olandese già argento nei 100 in un non disprezzabile 58”10.

La mia Boggie torna a risplendere, e vince d’autorità i 200 farfalla. Non devo aggiungere altro.

Parliamo di misti. Torna a risplendere la stella dei misti italiani. Merito di Razzetti, che grazie alla sua rana modello Rosolino 2000 turbo sprint vola al bronzo nel totale disinteresse del mondo, perché oggi ha vinto l’argento la Pellegrini.

Dice mia moglie che la mista mista è oggetto di diatribe fra il telecronista RAI Cattaneo e Sacchi, che non ci si raccapezzano. Ma stiamo sereni che essendo specialità olimpica la dobbiamo capire per forza, se vogliamo farla e anche bene.
A parte ciò giova ricordare l’apporto di Sabbioni e Di Pietro in mattinata.

Oggi Megli, ieri dato per spacciato e escluso dalla 4×200, oggi migliore degli italiani in batteria. Poi è uscito in semi, ma aver l’imbarazzo della scelta nella 4×200 è meglio che non avere scelte, secondo me. Vedi rana femminile.

A proposito di rana femminile, mi ricordano di avvisare Cattaneo che la Fangio non ha, purtroppo per lei, 21 anni già da un po’.

Nel dorso maschi purtroppo niente dolcetto per Ceccon. Nella finale più ravvicinata della storia, arrivare sesto a 14 centesimi dal primo non fa certo bene. Ma non fa bene neanche passare in 25”98. Leccarsi le ferite al posto del chupa-chups e passare oltre.

Europei 2021 – Pioggia d’argento!

Me la rido sotto…,la maschera!

di Mauro Romanenghi

Mi scrive un collega di cui non dico il nome e mi snocciola la sua tripletta per le prime tre finali. Vi dico solo che non gli dico no, lui lancia il dado e vince la sua scommessa. Allora mi sfida anche un altro collega, ma io memore del mio insuccesso nell’ultimo Fantanuoto in cui arrivai sonoramente ultimo alle Olimpiadi di Pechino, ho declinato. 
Ma mai avrei scommesso che, dopo le battute d’arresto dei primi due giorni, oggi l’Italia avrebbe raccolto sette medaglie sette.

Non arriva l’oro ma obiettivamente oggi era difficile. Il Tupolev di Mosca però ha dovuto sudare tutta la vodka del corpo per avere ragione del piemontese Miressi, che realizza il suo terzo record italiano qui e la sesta prestazione da 47”. Il Tupolev si arresta poi sulla pista di decollo dei 100 dorso, ma forse i razzi bisogna ricaricarli ogni tanto.

Nella gara dei 100 stile vediamo un’altra stellina brillare, quella del rumeno Popovici: 48”0, mica pizza e fichi. Anno 2004. Segnate.

La scommessa il mio amico la vince sui 1500, dove Paltrinieri si vede che non ha molta benzina: ma quella che ha la mette tutta: non basta per battere Romanchuk. Insomma il fondo…ti sfonda! Dietro arriva Acerenza primo da Potenza. Primo podio per lui nella sua storia, in una gara condotta dalle retrovie. 

Perle di saggezza di Sabbioni in zona mista, ma soprattutto zona di conflitto con la sua mascherina che proprio non gli sta. Oggi ci prova con quella ufficiale, ma la contesa è persa. 

Burdisso all’argento in un arrivo al cardiopalma: poteva esser quarto ma si getta sulla piastra e conserva il secondo posto. Mia moglie esulta e se la fa addosso quando Sacchi descrive la fantasia di virate per cui Burdisso va preso ad esempio. Soprattutto quando i bambini fanno le virate per finta…ebbene sì, sono i nostri bambini: guardatele, le virate di Burdisso.

Ma guardate anche le virate di Milak, eccezionale interprete dei 200 farfalla. Inarrivabile, unico sotto i 30” nella vasca finale. 

A proposito di Ungheria e di misti. Appare tale Kos, anno 2003 e record mondiale Juniores. Insomma l’Ungheria a stare senza un mistista non ce la fa. Però uno straccio di ranista ce lo possono anche tirare fuori.
Nel frattempo, se qualcuno potesse avvertirli che le loro mascherine fanno sembrare gli atleti dei pagliacci, sarebbe gradito. 

L’orso russo zitto zitto intanto domina il medagliere. Oggi in prima di staffetta della 4×200 schiera il vincitore dei 400. Che gira in 1’45” basso. Domani Il buon Martin farà i 200. Lo aspettiamo con ansia.

Sempre sulla 4×200, purtroppo alla premiazione non vanno sul podio, ma ricordiamo che ci sono anche quelli del mattino. Frigo e Megli (che proprio scarso sui 200 non è) ringraziano.

Finalmente ho rivisto quel ritorno che aspettavo da Berlino 2014. Arianna Castiglioni è tornata e infila le avversarie negli ultimi 15 metri. Carraro non ha la faccia delle grandi occasioni, oggi, dietro la mascherina.

Enrico Cattaneo oggi si diverte come un matto, non gli par vero di commentare tutte queste medaglie. Occhio Mecarozzi, che qua ti fanno le scarpe.

Europei 2021 – Very Fast!

Veloci sul podio!
Credit: screenshot RAIPLAY di Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Ricordate come tempo fa la nazionale si presentava alle premiazioni con un look personalissimo: nel senso che non c’era una persona che indossasse le stesse cose di un’altra. Persino in staffetta riuscivano a non salire sul podio tutti vestiti uguali. Ieri invece in occasione della giornata per ricordare le difficoltà delle piscine, tutti con la mascherina hashtag #salviamolepiscine. 
Oggi non solo quella mascherina scompare, ma scompare anche la mascherina! Il miglior siparietto lo offre la Quadarella, che prima si presenta dalla Caporale senza mascherina, poi indossa una mascherina della nazionale, infine al terzo tentativo indossa quella con la scritta taggata (nel frattempo una mascherina è finita sul braccio). Mia moglie sta ancora ridendo, soprattutto dopo la comparsa di Sabbioni con la mascherina chirurgica offerta dall’organizzazione sul bordo vasca a tutti gli atleti alla fine di ogni gara, in mano neanche fosse un ventaglio Tutto bene, ragazzi.

Parliamo di nuoto che è meglio. Intanto Enrico Cattaneo, in prestito dalla Coppa del Mondo, si applica e al secondo giorno lo vediamo più sul pezzo. Mecasacchi sono mecasacchi, ma Enrico si riscatta nella seconda manche e infila una serie di triple da  urlo. Lo attendiamo nello schuss finale degli ultimi giorni. 

Al mattino parte nei 100 rana Emelie Fast. un nome una garanzia: non benissimo nel pomeriggio, la svedese, ma insomma si farà. Ricordiamo che le finniche rispondono schierando Mimosa Jallow, tanto per gradire. Cose nordiche.

Il mattino si consumano duelli fra italiani per entrare in semifinale. Si inizia subito con  il lanciafiamme. Pilato, 1’06”3. Carraro, 1’06”2. Castiglioni, 1’05”9. Insomma volano subito gli stracci come previsto.

Nella velocità, nessun problema per Miressi al mattino, al suo terzo 47” in due giorni, che diventano quattro nel pomeriggio con un record italiano di 47”53. Fast anche per lui, direi.

Burdisso in zona mista ammette candidamente che ha gestito la gara dei 200 farfalla, passando in 53”75. Lui vive in una dimensione tutta sua.

Rivediamo con piacere Jack Carini da Piacenza in questa gara. E con piacere saluto i suoi tecnici Lele Merisi e Gianni Ponzanibbio. Che come ben sanno, bisogna sempre avere pazienza. Un augurio anche a Matteo Giunta, al quale Jack si è affidato dopo gli Assoluti.

Un bel numero di svizzeri in giro nelle finali. Nessuno a medaglia, per ora, comunque ottima Svizzera. Forse ha sbagliato, ha visto Cattaneo e pensava di essere a Kitzbuhel.

Oggi la Ntountounaki abbiamo dovuto imparare a pronunciarla per forza. Vince e convince nei 100 farfalla, e in tempi di COVID deve pure condividere l’angusto podio (non è vero che è angusto, ma facciamo preoccupare il CTS) con la Wattel.

Per complicarci la vita, appare la Kirpichnikova negli 800 stile libero. Non c’è mai pace, fra gli ulivi.

Dopo la Quadarella che porta, a parte la mascherina in zona mista, il primo oro per l’Italia, un po’ di vacche magre. Certo che pensare che Martinenghi al suo terzo 58” in due giorni arriva quinto… chi lo direbbe? Eppure è così.

Oggi sempre più fast, troviamo con la solita appendice Kliment al nuovo record mondiale dei 50 dorso. Io non so quanto margine abbia nei 100 stile, ma se ne ha domani sfida a razzo tra il Tupolev russo e Miressi promette scintille. me lo auguro, almeno.

Sempre più fast anche Ranomi, che ritrova un bel sotto 24” nei 50 stile, e brucia la campionessa olimpica Blume. Siamo tutti Ranomi, oggi. 

Sul podio, raggiante e svettante, sempre lei: miss Freya. Che al termine della staffetta, poiché come è noto non ci vede benissimo, si alza per vedere il suo tempo, e così facendo oscura tutti i suoi compagni, maschi compresi.

In tutto questo, argento per la 4×200 stile libero mixed italiana, con record. Chiusura fast di giornata, aspettando domani.   

Europei 2021 – Piccole Freya crescono!

Venite con zia Freya, ragazze!!!
Credit foto: screenshot Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Iniziamo male! Malissimo! Parte la prima gara e già queste giovani impertinenti si permettono di far fuori dalla finale una campionessa mondiale del calibro di Boglarka Kapas, la mia Boggie. Non c’è più rispetto. Basta con questi Millennials avventurosi alla ricerca di facili successi. Ma cosa si mettono in testa, di fare il record del mondo?

Il record lo fanno sì, e con la sfrontatezza di indossare pure la bella collanina della prima Comunione, regalo della nonna Anja. Certo la collanina adesso va stretta, perché il collo si è fatto leggermente più taurino, ma il nostro Kliment Kolesnikov oggi ha fatto subito capire che bisogna mangiarne di caviale del Volga prima di batterlo. Al mattino una Russia zero sbatta inserisce le quattro riserve della 4×100 stile, come mandare la Juventus under23 a giocare con lo Spezia, e poi spara i pezzi da novanta al pomeriggio. La collana più veloce del mondo acquatico ci serve questo bel 47”10 lanciato, e tanti saluti. Qualche minuto prima, come antipasto scodellava il record del mondo dei 50 dorso (che tanto era già suo) primo uomo al mondo sotto i 24 secondi.

C’è comunque chi detta sempre la sua religione. La religione dei 400 misti è il Katinkesimo. La prima legge di Katinka dice che tu a rana devi sempre osservare la mia gambata da almeno quattro metri di distanza. In tempo di quaresima, anche cinque. In tempi di COVID c’è il distanziamento, quindi anche sei o sette.

Mi dicevano stamattina che si vede che in Ungheria si fa nuoto nelle scuole (quattro ungheresi nelle prime cinque dei 400 misti). Beh, leggevo che si dedica all’Educazione fisica qualcosa come il 15% dell’orario scolastico. Non so se il nuoto sia effettivamente compreso. Di sicuro, i misti sono una specialità che gli ungheresi amano molto, a scuola o no.

Una cosa che amano molto gli ungheresi di sicuro è la geografia. Non si spiega altrimenti il perché debbano mettere la cartina dell’Europa con l’indicazione della nazione del vincitore durante la premiazione.

La Di Liddo ha sempre la sventura dalla sua. Una volta le marce forzate, adesso la caviglia slogata. E si lamenta pure che non si può uscire dall’hotel. Per fortuna, altrimenti chissà cosa le capitava per strada. 

Sempre sul podio ritroviamo una giovane “vecchia” conoscenza del nuoto britannico, il playmaker Freya Anderson. La squadra britannica ha sicuramente un quartetto d’insieme notevole, ma la “zia” Freya (classe 2001) da un bel passo di carica alle compagne con il suo 52”79 lanciato. La scenetta sul podio è impagabile, neanche gli Hobbit con Gandalf sembravano così piccoli.

Non c’è niente da fare, se c’è un modo per perdere state sicuri che la Heemskerk lo troverà. E così, pur con un 100 stile lanciato da 51”99 (quattro punti esclamativi) Femke si arrende di nuovo e conquista nella staffa veloce il venticinquesimo argento della sua carriera, che comunque schifo non fa (la carriera e l’argento). E Freya ringrazia.

Quattrocento stile di sofferenza, in vasca e per i tifosi: non entrava niente oggi: stavolta si rimedia un bel legnetto, ma siamo sicuri che i ragazzi sapranno rifarsi. 

Quattrocento misti al femminile e legnetto pure lì. A volte andare a braccetto non serve!

Passa mia moglie e mi ricorda che la pubblicità della Uliveto forse è meglio farla fare anche a dei ragazzi che lo sport lo stanno ancora facendo, senza nulla togliere a Fiona May, Del Piero eccetera che hanno però fatto il loro tempo. 

Oggi Miressi almeno il fiato per rispondere alle domande ce lo aveva. Me lo hanno quasi stroncato agli Assoluti in zona mista. E comunque non malaccio neanche alla fine del 100. Ah, si è pure concesso di fare il record italiano, in staffetta. Direi ripreso alla grandissima.

Prima di concludere, due parole su Pinzuti, Anzi, più che su di lui su chi lo ha scoperto, allenato e gli ha insegnato a vincere. Da un piccolo paese della Toscana è difficile tirare fuori un campione, due poi quasi impossibile. Beh: Umberto Gazzini c’è riuscito ed è anche riuscito a dirgli di partire per migliorare. Grazie, Umberto. E ora via, verso nuove emozionanti avventure.

La greca Ntountounaki metterebbe alla prova chiunque sulla pronuncia del suo cognome. Che secondo me i commentatori RAI non hanno mai azzeccato, ma non posso metterci la mano sul fuoco neppure io.

Europei 2021 – i tuffi e il trionfo della normalità

Normali aiuti nel nuoto di fondo
credit: Andrea Staccioli Insidefoto/Deepbluemedia

di Mauro Romanenghi

Chi può definire chi è normale e chi non lo è?
Quando si dice a qualcuno che non è normale perché si butta in acqua e percorre almeno 25 Km in circa 5 ore, beh ci sono persone che passano 12 ore in laboratorio a cercare di scoprire qualcosa che magari non vedranno mai. Oppure c’è a chi piace camminare al Polo Sud. Oppure scalare montagne a mani nude senza assicurarsi alle corde.
Oppure stare ore e ore a meditare in silenzio. Oppure passare un pomeriggio all’IKEA.
Essere normali invece è portare i figli a scuola (o alla gara di nuoto) e lasciarli a un metro dalla porta di ingresso con il vostro simpatico SUV, strombazzando poi se non vi fanno andare via quattro secondi dopo che il figlio adorato ha fatto il suo ingresso? 

Gli atleti (parlo dei nuotatori) in genere non vengono visti come persone normali. L’addominale scolpito, le spalle larghe e possenti, le gambe tornite, l’altezza spesso (non sempre) non indifferente non lascia indifferenti neanche gli spettatori “normali”. Soprattutto le spettatrici, dice mia moglie.
I pallanuotisti, queste montagne umane, svettano scendendo dal pullman come novelli Hulk della Marvel.
Le sincronette (o nuotatrici artistiche, se vogliamo) truccatissime, altissime e lunghissime.
Poi vai nella vasca posteriore della Duna Arena. Arrivano questi ragazzi e ragazze, altezze quasi normali, a volte un po’ morbidi, addominali diversamente scolpiti, fianchi torniti, insomma: una persona come me e mia moglie. 
Io non amo gli sport con i voti, si sa. Lasciano troppo spazio al nome, alla simpatia. Gli scandali non si contano fra gli sport con i voti, con giudici che vanno in vacanza grazie alle gare elargite con dovizia e agli scambi di favori.
Ma i tuffatori ci portano alla realtà. Li vedo e sono persone come noi: quelli che li incontri al lavoro, il tuo amico che sì bravo però la sua pancetta se la porta onorevolmente e gareggia con la tua, senza esagerare. Certo non sono tutti così, ma una bella percentuale sì. E con tutto questo fanno il tre e mezzo avanti raggruppato con due avvitamenti e un quarto partendo dalla verticale a 10 metri di altezza.
Quindi poi tanto normali non sono: ma chi può dire chi è normale e chi non lo è?

E quindi vediamoli questi tuffatori. Come Chiara Pellacani, di cui parlammo con il nostro CT Bertone qualche tempo fa. Che si porta a casa una bella collezione di medaglie, tra cui il titolo continentale del misto sincro dal trampolino con Matteo Santoro, quattordici anni di simpatia. Abbracci e saltelli di gioia, per due ragazzi venuti certo a competere e che non sono tanto male, se hanno vinto il loro primo titolo europeo. Per Chiara alla fine cinque gare con cinque podi: altri tre argenti e un bronzo per lei!

Dai tuffi sono arrivate quindi tante tante medaglie, più di quelle che ricordassi in ogni altra competizione precedente. Oro della Bertone dal metro, argento nel team event, bronzo per Tocci dal metro. Credo che il nostro CT sarà soddisfatto. Sentiremo presto che ne pensa.

Tocci potremmo definirlo il tuffatore triste. La sua espressione malinconica, mai felice anche quando sta per vincere il bronzo, nemmeno dopo averlo vinto. Un vero eroe solitario.

Ma io mi domando: ma se ci sono sette giudici, perché devono eliminare tutti ‘sti voti alla fine di ogni giudizio? Povero giudice, che si vede sempre scartare il proprio operato. Come se ogni esperimento lo facessimo in cinque in laboratorio, e ne scartassero tre. Insomma, se fossi un giudice sarei sconfortato. Chi glielo fa fare a questi giudici? Secondo me non sono normali, ma chi può dirlo? Non certo io.

Passiamo al fondo, direi che fare le gare nel laghetto divertimenti di Budapest non era male come idea. Peccato che non possa andarci nessuno, penso causa pandemia – o forse perché è ancora presto e la stagione non è ancora iniziata? 
Fantastico anche il galeone dei pirati, che compare spesso sullo sfondo. Peccato che nuotando per 3-4 ore nel freddo del bacino Lupa queste cose non si apprezzino di certo.

Freddo che aumenta la solidarietà. E così la Bruni aiuta la vincitrice Van Rouwendaal, mostro sacro del fondo, a rialzarsi dopo la 10 Km.

La 25 Km di 24 Km non è male. Ma d’altronde creare un circuito in un laghetto dei divertimenti non sarà stato facile.

La 25 Km che mia moglie, mentre indossa lo scialle per il freddo, definisce inutile. Una gara per criceti, dove girano girano in tondo per ore. Certo una gara così, dove non ci sono rotte da seguire, dove non ci sono imprevisti, correnti, squali, meduse, polpi giganti o Godzilla che esce dal mare si definisce l’ultima mezz’ora. Bisogna trovare una soluzione.

Naturalmente per l’Italia re assoluto Gregorio, con tre successi.
E naturalmente viene eletto ambasciatore delle piscine in difficoltà: i poveri bambini senza piscina ringraziano, ma ci vuole ben altro che dichiarazioni di solidarietà per aprire impianti che non vedono la luce con continuità dal febbraio del 2020. Febbraio 2020: significa quindici mesi. Altro che ristoranti, altro che parrucchieri, altro che centri benessere e le terme. In piscina ci vogliono anni per creare dei nuotatori, perché bisogna insegnare a nuotare. Da quindici mesi non si fa. Buoni Europei a tutti. 

Come musica per le mie orecchie!

Anche il nuoto è per le pari opportunità

Non è che ami particolarmente il musical. Anzi, diciamo che non sopporto i film in cui ogni due per tre una canzone o un balletto interrompono il film.
Ad esempio, non sopportavo i film della Disney animati (e anche non) fino agli anni 80, in cui c’era una canzone ogni 5 minuti. Ma poi canzoni indegne, tipo “Tutti insieme appassionatamente”.
Roba inguardabile. Poi se le traducono in italiano, peggio ancora.
Ci sono le dovute eccezioni, naturalmente. Grease, per esempio, è un musical. Chi non apprezza Grease, non può godere di una certa considerazione (anche chi non ama Guerre Stellari, ma stiamo divagando). Ci sono dei musical che posso arrivare fino alla fine a vedere: perché la storia è simpatica, perché le canzoni alla fine sono godibili, insomma l’insieme lo rende un prodotto a cui si può assistere.

L’altro giorno riguardavo i qualificati individuali per le Olimpiadi. Più li guardavo più non ci potevo credere. Sette maschi e sette femmine. Mi sembrava impossibile, e più ci pensavo più mi veniva in mente il film americano degli anni 50. 
Più accoppiati di così, mi sembrava impossibile. Tre mezzofondisti a stile con tre mezzofondiste. Dorso, una bella coppia così come i misti (che si sono qualificati proprio a marzo, tra l’altro). Solo la rana li separa, con due raniste contro un ranista e un delfinista. Sempre stili artistici, tuttavia.
Ovviamente nessun inciucio sentimentale…qua il gossip non c’entra per nulla. Tutto rigorosamente tecnico!

Le combinazioni non finiscono lì. Dove i maschi hanno qualificato le staffette, non lo hanno fatto le ragazze, a cui mancano le due staffette a stile libero.

La Federnuoto ci descrive tutti i qualificati e ci illustra le ultime tappe di qualifica olimpica, perché diciamocelo non crediamo che sia finita qui. Non so cosa sia l’upgrade, ma siamo in epoca digitale, i ragazzi lo capiranno. Insomma appuntamento a Budapest o al Settecolli.
Di posti liberi ce ne sono tanti, e se è vero che siamo in pandemia e quindi meno gente c’è meglio è, questo non vale in ambito olimpico: più siamo più ci divertiamo (ma non tutti insieme…per adesso)!
Certo non sarà facile qualificarsi, ma anche per i sette fratelli conquistarsi il cuore delle belle fanciulle non è stato facile. Non dovranno di certo spaccare la legna, nè spalare la neve, e neppure cacciare sulle montagne. 
Tocca provarci e farsi trovare pronti all’appuntamento: d’altronde, come disse l’homo scusozoico, il mammut era lì, ma non ero preparato a prenderlo, ed è scappato.

Che 48!!!

Antico Forte del 48…antichi ricordi

di Mauro Romanenghi

E ci siamo: dopo quasi un anno e mezzo senza competizioni internazionali, si ricomincia con il campionato Europeo.

Un nuovo inizio che ricorda il mio, tanti anni fa. Era il 2000, esattamente. Feci il mio primo collegiale (giovanile, lo ricordo) in vista dei Campionati di categoria estivi che si svolsero, causa Giubileo…a Genova. Ometto le varie vicissitudini del collegiale, che meriterebbero un articolo (ma forse un libro) a parte. Dico solo che alloggiavamo in un hotel che ricordo benissimo, “Forte del 48” a San Donà di Piave (e dove altro potevamo essere, con un nome così). Non so perché fossimo a San Donà, ma so che quella stagione fu lo spartiacque del nuoto azzurro. Andammo a vedere i nostri compagni di squadra gareggiare agli assoluti di Monfalcone in Friuli…a detta dei nostri capi, vicinissimo a noi: 100km, possono essere poco o tanto, dipende quando li fai e in che condizioni. 
Ricordo i 100 farfalla, vinti da Gardonio ma con tutta la finale racchiusa in pochi decimi.
Ma soprattutto ricordo il caldo bestiale, il sole che picchiava in una piscina all’aperto senza nessuna protezione  in mezzo al nulla (assoluto) e che ci squagliò, noi senza acqua né cibo in mezzo al deserto friulano. E ricordo benissimo il viaggio di ritorno, guidando un pulmino senza aria condizionata (cosa che farò molte, molte altre volte).

Eravamo giovani allora, e si fece la rivoluzione del nuoto italiano. Medaglie come non se ne erano mai viste, e mai più se ne videro, alle Olimpiadi di settembre. E personaggi che ci consegnarono a una nuova dimensione: Rosolino, Brembilla, Fioravanti, Rummolo, Boggiatto…e altri arrivarono in poco tempo. In mezzo ci fu il primo Europeo preolimpico, che si disputò a Helsinki a fine giugno.
Certo non ho partecipato alla rivoluzione del 48, ma la trasferta del “Forte del 48” ce la ricordiamo ancora tutti. E ci ricordiamo tutti noi, schierati sulle tribune di Monfalcone, pronti a tifare. 

Anche oggi noi siamo già schierati, pronti a tifare per i nostri azzurri, che arrivano agli Europei di Budapest con una delle squadre più belle mai viste da allora e come allora con una vista verso il Sol Levante (vabbè allora era Australia…ma sempre a est!!!)
Guarda un po’: quarantotto azzurri quarantotto, frutto della selezione di fine marzo, di qualche aggiunta del nostro lungimirante direttore tecnico e dei giovani di belle speranze, nonché del fatto di poter schierare quattro atleti gara.
Come nei 100 rana femminili, con quattro atlete non dico tutte da medaglia ma da finale sì.
Tanti giovani sono alla prima gara internazionale assoluta in lunga: come la Cocconcelli, anno 2003 e campionessa dei 50 stile.
Ma anche la Crispino, stessa età e un buon 200 farfalla, anche lei nuova entrata insieme a Sara Gailli e Chiara Tarantino, chiamate per le staffette.
Ma anche meno giovani…come Razzetti, Mora, Poggio, Castello, Deplano (non che girino col bastone, ma di certo non sono atleti di primo pelo), che però arrivano con tanta voglia di emergere dopo una…”gavetta agonistica”.
Alcuni li abbiamo sentiti o abbiamo sentito i loro allenatori. Potete ascoltare i podcast di Fuorionda, ce ne sono quanti ne volete.

E poi ci saranno di nuovo le staffette, mille milioni di staffette da provare e i posti olimpici da conquistare. Brividi anche per il nostro CTS, quando decine e decine di atleti si assieperanno a bordo vasca e si abbracceranno alla fine della gara, come i tifosi dell’Inter in piazza del Duomo, contribuendo così a diffondere miliardi di particelle virali a bordo vasca e ritardando di altri sei mesi l’apertura degli impianti. 

Insomma mi aspetto un po’ di rivoluzione, soprattutto dalle giovani perché come disse una ragazza qualche anno fa (Erika, che salutiamo): “noi aspettiamo nuove velociste che abbiano voglia di andare sempre più forte”. 
Più Forte del 48, aggiungiamo noi!