WSC-25m – day 1/Per l’Italia un bel boschetto con l’effigie di bronzo

di Mauro Romanenghi

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Quale Wang? – RAI sport

L’Italia arriva in Cina a questi Mondiali e le notizie arrivano dal Morini social, che pubblica le foto del palazzetto, le foto della riunione atleti, le foto degli atleti che si scaldano. Insomma per essere un allenatore tipo generale Lee è molto moderno. Come dice Borghese, questo social, mi piace: Dieci!

Naturalmente la prima cosa per mia moglie è la forma degli atleti e la moda.

Sulla forma degli atleti non si pronuncia fino a VDB, al secolo Cameron van der Burgh, che lei trova un po’ ingrassato dopo il matrimonio… si sa, il benessere…
Poi andiamo sulla moda: abito delle hostess delle premiazioni, bocciato. Poi è viola…brrr.

E allora parliamo di queste premiazioni. Che vedono subito protagonista il gemello Gabriele. Ma l’importante è la megascritta che annuncia che stanno arrivando le premiazioni, in doppia fila: impossibile sbagliarsi.

Parliamo anche di prestazioni. Rapsys vince il 400 sparando questo 1’45” nel primo duecento. Non lo segue nessuno. E lui ringrazia.

La collezione del boschetto di oggi inizia con la Pellegrini, continua con la Cusinato e finisce con la 4×100 stile. Ma quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Un boschetto di legno pregiato, con prestazioni maiuscole condite da un record personale (Cusi), un record italiano (staffa veloce) e dal personale stagionale (Pellegrini). Come diceva la pubblicità, che volete dal cavalier Condorelli, il sangue?

Staffa veloce italiana aperta da Santo eccetera Condorelli. Appunto. Un filo osato il passaggio, a un decimo da Dressel (mica l’ultimo dei pirla). Un po’ duretto il finale ma insomma un 46”7 non disprezzabile. E non buttiamo tutta la croce sempre addosso all’ultimo: Zazzeri è stato il miglior lanciato della compagnia e ha sparato un 46 netto. Solo che ha trovato un brasiliano da 45”6. Touchè. Mia moglie mi ricorda che oggi è il compleanno di Marco Orsi. Ecco, Marco: ci piace che tu lo abbia festeggiato dando del filo da torcere ai brasileros in acqua!!

Non male comunque una staffetta dove la prima fa il record del mondo (USA) e la seconda il record europeo (la Russia). Non abbiamo controllato se il Brasile ha fatto il suo primato nazionale, che poi sarebbe record del Sudamerica… per quello che vale. Non sappiamo se la stampa specializzata se ne sia accorta. In ogni caso, la quarta (cioè l’Italia) il record nazionale lo ha fatto abbondantemente. Immensi, ragazzi.

E allora abbiamo trovato il nome di Condorelli: SYC, come dice mia moglie. Per chi collabora con NIC e SIC, direi che è la giusta chiosa. E Marco Agosti ringrazia. Noi come al solito ci prendiamo la paternità, poi ognuno farà quello che vuole.

Se non ho visto male Condorelli ha un po’ di ciuffi che sbordano dalla sua cuffia. E ora chi lo tiene più Ceccon? Già la vedo la staffetta di capelloni italiani schierata in finale olimpica. Altro che il Monza di Berlusconi senza tatuaggi e capelli corti.

I brasiliani si vede come sempre che la vasca corta la amano moltissimo. Io invece amo le inquadrature sulla squadra brasiliana soprattutto nel comparto femminile, che ha sempre il suo perché (no comment, dice mia moglie).

Sempre su Ceccon, al mattino c’è scritto sulla stampa specializzata che ha patito le fatiche del dorso e non si è qualificato. La Hosszù invece non patisce nessuna fatica e prima vince i 400 misti poi centellina le forze e entra in finale nei 100 dorso. Ultima apnea spaziale. Bentornata Ironlady (mi rifiuto di chiamarla Sid). Forse bisogna imparare da lei: speriamo.

Oh insomma la coppia della rana la dobbiamo citare. Scozzoli primo tempo nei 100 e Carraro che fa due record italiani: prima in batteria e poi in semi scende sotto i 30” e bene, in 29”79. Siccome non può abbracciare Scozzoli abbraccia la Casti… che invece è contentissima del suo tempo in semifinale visto che ha peggiorato. Buon viso a cattiva sorte.

Parlando nel podcast con gli amici di OAsport, ci chiedevamo quale cinese sarebbe spiccato. Enrico Spada ha scommesso su Wang. Ha vinto. Bravo Enrico come premio un salame felino che ovviamente essendo a dieta non potrai consumare. Ti aiuteremo noi.

La giapponese Akase se si arrampica ancora un po’ sul dispositivo del dorso esce dal blocco di partenza: guardava in faccia il giudice. Forse un filo altina, eh.

Le novità di questo mondiale: le fotine prima della gara. Carine. Il migliore il ranista SCHWINGENSCHLOGL: l’unico che per scriverlo qui devo fare copia e incolla dai risultati. La sua barba alla Over the Top come dice Mecasacchi è impagabile.

Luca Sacchi che la tira in tutti i modi agli USA: i quali infatti rischiano di perdere sia la staffetta veloce femminile sia la maschile. L’ultimo frazionista della 4×100 stile esulta come un bambino ma non tanto perché hanno vinto, quanto perché Dressel gli ha detto cosa gli sarebbe successo se si fosse fatto battere da Kolesnikov. Non posso scriverlo qui perché ci sono anche stomaci delicati.

Vabbè: la mascotte mi fa cagare anche qua. Non ci posso fare niente. Pure il nome fa cagare. Do ragione allo sciamano Sacchi stavolta.

La cosa più impressionante comunque sono i deltoidi di Wang, dopo i 200 misti. Over the top!

Campionato Italiano Open – 2/Sacchi, Ceccon e l’idolo del Careca

di Mauro Romanenghi

Italiani invernali 2 - Ragazze rampanti

Italiani invernali 2 – Ragazze rampanti

Stasera mi sono preparato la pizza gorgonzola, pomodorini e porri. Un abbinamento che chiunque ha assaggiato non ha disdegnato. La mia pizza difficilmente ha deluso. Un po’ come questi campionati, dove ci sono state tantissime gare entusiasmanti, ben cinque primati italiani, un primato europeo juniores e tante ottime prestazioni.

Il feroce Butini, un po’ come il feroce Saladino, fa la voce grossa ma in realtà è la guida burbera e saggia che ti porta a fare le scelte giuste. Ieri ha giustamente puntualizzato che coloro che non sono stati convocati qui sono andati forte, scegliendo questo appuntamento come quello clou. Però i record sono arrivati principalmente da chi è stato convocato. Buon auspicio questo per i Mondiali, fra due settimane.

Piccola querelle fra il Moro e il duo Mecasacchi, che in questa due giorni è andato in crescendo. Questa mattina il buon Stefano esordisce così: “voi non avete idea di quello che succede, per cui ve lo dico io”. E via sciorina il programma dei ragazzi fino agli Assoluti. E poi continua fino a Tokyo. “Abbiamo bisogno di un anno e mezzo di tranquillità”. Hanno già arrestato un ragazzo che tentava di dormire nel giaciglio di Detti al villaggio olimpico in Giappone. Quel posto è prenotato fin dalla costruzione. Questo vuol dire programmare gli appuntamenti.

La Pellegrini si dispiace di non avere compagne di staffetta. Mia moglie qualche giorno fa, mentre cercavo disperatamente di salvare la nostra lucertola domestica sul balcone (chi non ha una lucertola domestica) mi faceva notare che ci sono poche ragazze. Certo, faccio io, mancano tutte le staffettiste. Qui segnali di risveglio dalla Di Pietro, in questi assoluti, ma a giochi fatti. La Ferraioli più o meno sui suoi standard. Ma le prestazioni da 53”, necessarie per portare una staffetta competitiva, mancano. E come portare una 4×200, quando la più veloce dopo una Pellegrini a mezzo servizio, reduce dall’influenza, è Laura Letrari? Il nuovo che avanza.

Ma passiamo alle gare, che è il motivo per cui scrivo.

Io mi chiedo come mai Condorelli lo chiamano Santo Yukio Condorelli. Ma in casa lo chiamano Santo Yukio? Ma che è San Gennaro? Va bene che siamo sotto Natale, ma secondo me Santo o Yukio va benissimo.

In mattinata, gran discorsi sulla lunga stagione che finirà coi mondiali dal 9 al 25 agosto. Peccato che i mondiali saranno dal 14 al 28 luglio. Sarà colpa di Wikipedia che riporta quella data? Beh, io comunque li guarderò a luglio. Spero di vederli.

Torna a vincere Rivolta, torna a vincere sotto la guida di Gianni Leoni. Torna a sorridere. E in zona mista, parla di giusta erezione. Vabbé voleva dire direzione, insomma se sbagliamo la data dei mondiali potrà sbagliare una parola lui no?

Oggi Sacchi in forma olimpica. Già lo vedo ai mondiali. Intanto battezza Vergani fuori dal podio ma già sappiamo che qua lo Sciamano è giunto fuori condizione. Infatti Vergani sfiora il colpaccio ai danni di un Orsi che proprio nei 50 stile qui non riesce a dare il meglio di sè.

Dopo aver dato del cicciottello a Orsi, dell’orsetto a Sabbioni, aver stroncato la bracciata a delfino della Polieri (non senza qualche ragione) e la sua intervista post gara, azzecca dai 400 il tempo di Paltrinieri nei 1500. Lo Sciamano sta per rientrare alla base.

Thomas Ceccon un po’ invisibile in questi campionati ha aspettato la gara dei 200 misti, in cui sta sfiorando il primato italiano da un po’, per fare il colpaccio. In una delle gare più spettacolari e combattute del campionato, fa suo il record in 1’53”26. Ora la grande sorpresa io non ce la vedo, e neanche Sacchi. D’altronde già al Sapio ce lo aveva confermato il ragazzo veneto di puntare al tempone: la prossima volta o faccio. Almeno uno con le idee chiare.

Il picco della manifestazione di raggiunge con l’aneddoto di Sacchi e il Dio delle folle brasiliane. Mecarozzi ha dovuto spiegarlo. Io non lo farò. Per chi non ha seguito lo streaming, il Careca è la nuovo personaggio di Luca Sacchi. Se non masticate portoghese, la traduzione di Careca è “il pelato”. A voi immaginare l’aneddoto.

La gara dei 200 misti ha contribuito al ritorno di Glessi: che per prima cosa ha nuotato finalmente una rana decente. Mi risulta che si alleni con Giunta. Staremo a vedere se il buon Matteo opererà l’ennesimo effetto Lazzaro.

Sempre in questa gara, abbiamo ottenuto la prima, seconda e quarta prestazione alltime in Italia. Nonchè il record europeo juniores di vasca corta. Dati di Marco Agosti, per cui vado sulla fiducia. Naturalmente ignorato dai siti specializzati, ma si sa non siamo un sito specializzato noi perciò lo diciamo.

Se si chiamano Rane Rosse (retaggio di un vecchio progetto che continua sotto altre prospettive) un motivo ci sarà. E così dopo cinque atlete fra le prime nove nei 100, quattro fra le otto nei 50, arriva un triplete nei 200 rana donne per la IN Sport. Con la Fangio vicina al primato italiano. A mia memoria, l’ultimo triplete negli assoluti donne è un 100 dorso del Desenzano di Cappa, Bissoli e Zurma nel 1998. Ma vado a memoria, che si sa è fallace come le previsioni dello sciamano quando le nuvole oscurano il cielo.

Mi cancello da solo e dopo pochi minuti si realizza il triplete Ferraioli-Di Pietro-Pellegrini nei 100 stile. Chi si loda si imbroda.

La Di Liddo continua nel suo proselitismo sulla marcia e i 40 giorni di CAR. La informo che milioni e milioni di persone lo hanno fatto prima di lei, che c’è gente e gente che lavora e si allena e 40 giorni di marce non hanno mai ucciso nessuno. Tranquilla che c’è vita anche nella caserma. Io mi alzo tutti i giorni alle 5 e non lo vado a dire in TV. Forse a 25 anni ha le idee un po’ confuse su cosa sia il lavoro. Ma posso sbagliarmi.

Chi ha le idee molto chiare è Scozzoli. Sulla rana, sulla palestra per la rana, su come affrontare le gare e la vita in generale. Lui è dell’esercito, forse ha fatto qualche marcia anche lui.

Pensavo a Ilaria Bianchi. Gli emiliani, in genere, hanno quella flemma, quella compostezza nella loro simpatia che anche quando si incazzano tu non lo capisci finché non te lo spiegano. E una ragazza che perde tre titoli italiani per un totale di 29 centesimi in due giorni e ti parla con una grande serenità, beh è una gran cosa.

Prima di chiudere, che ho sonno e poi devo andare a vedere la finale delle bandierine sulla spiaggia, due parole sulle giovani. Vado così a memoria. Una D’Innocenzo nei 100 dorso, una Pilato nei 50 rana, un Fusco nei 200 rana. Questi i talenti della scorsa stagione più in evidenza. Un De Tullio che sfiora il podio nei 400. Ma soprattutto, se vogliamo fare un nome solo, Costanza Cocconcelli. Ha fatto di tutto. Misti, dorso, delfino. E in una delle gare più entusiasmanti dei campionati, ha impegnato la Letrari e la Cusinato giungendo terza. Costanza, di nome e di fatto.

Dalla più giovane alle più… anziane. Laura Letrari. Una delle prime che intervistammo, qualche anno fa, all’inizio dell’avventura dei podcast. Un sorriso sempre. Un autografo per tutti. Dal Sapio, ha finito di firmare autografi ed è arrivata a Riccione in direttissima per vincere i 100 misti: in 59”88. A sei centesimi dal personale, a 29 anni. Grazie di esistere.

Glasgow2018 – Europei Day6: Spigolature varie e un mea culpa.

di Mauro Romanenghi

Stadio Celtic Football Club 1888 - Glasgow Laura Vergani

Stadio Celtic Football Club 1888 – Glasgow Laura Vergani

Oggi mi sento in forma come Sacchi e la Caporale. Quindi do il mio contributo alle critiche generali.

Dalle intervista di mia moglie (che potrete sentire nei Podcast dei prossimi giorni) scopro che agli scozzesi piace di più il vino, soprattutto il barolo. Scozzesi sempre più in alto nella classifica.

Non chiamateli inglesi ma londinesi. Come si chiameranno quelli di Manchester?

Vado sui siti di nuoto specializzati. Ed ecco la storia della Zoffa. Un po’ come la storia del film Pretty Princess. Solo che qua non diventa regina ma nuotatrice. E c’è da faticare un po’ di più, non basta salutare con la manina. Anche se sei contessa. Le spalle larghe le ha, la voglia di sicuro. A noi le lacrime non piacciono, preferiamo il duro lavoro, quello che predica il suo coach. E i risultati si vedono, anche se l’apnea continua a mancare. Ma se a Peaty manca la fase subacquea, perchè alla Zoffa no? Forse hanno pensato questo (con i dovuti distinguo). Ora manca solo la nonnina della Zoffa (che non penso sia Julie Andrews).

Non di solo nuoto vive l’uomo. E anche la donna. Così mia moglie ieri si avventurava al velodromo per vedere il keirin. E poi allo stadio per comprare i biglietti della Champions per il Celtic. Perchè non il Ranger, non so. (“Perché i premilimari di Champions prevedevano Celtic – AEK Athens“)

Dopo la vittoria di Peaty, si è scatenata una bagarre con dei conoscenti sulla sua gambata. Io non mi sono avventurato più di tanto, ho solo detto che secondo me va più di braccia. E che l’apnea è migliorata ma continua a non essere il suo punto di forza. Di sicuro una gara a gambe rana con Peaty non la farei (neanche a braccia).

Inizia il nuoto di fondo. Muta obbligatoria per i ragazzi. Non ci sono notizie di esseri preistorici nel lago quindi tutto dovrebbe filare liscio. Certo nuotare in queste acque da una certa inquietudine. Ma la Bruni non si fa spaventare e arriva al bronzo.


Mi domando perché dal pontone delle gare di fondo qualcuno si butta di testa e qualcuno di piedi. Rimarrò con questo dubbio.

Nei duelli fratricidi della mattina, un evento più unico che raro. Le due decime classificate dei 50 farfalla sono le svedesi Hansson e Junevik. Che spareggiano per essere la seconda svedese. A mia memoria, la prima volta che capita.

Questi campionati europei multisport sono veramente molto compressi. Un vero allenamento per un regista che deve passare da una parte all’altra con maestria. Vorrei però fare presente ai commentatori che quando vanno live sui canali internazionali, si sente tutto quello che dicono anche fuorionda. Così, giusto per avvisarli…

La Caporale insiste con i Bip sulle parolacce dei ragazzi. Ma è inutile, oramai cazzo è sdoganato…ops!

Mi avvertiva un ragazzo che la nuotata di Paltrinieri è molto cambiata rispetto allo scorso anno. Oggi ribadisce che si vedeva chiaramente fino a metà gara. Sentiamo cosa ne pensa Sacchi.

Dalla regia mi dicono che la Zofkova ha asfaltato la Hosszu. La quale si sa è un po’ a mezzo servizio, quindi incassa, prende e via pedalare. Ricordiamo invece quando qualcosa non va quello che dicono le nostre atlete, tipo:
Oggi è mattina
Oggi è sera
E’ il settimo giorno” (manco fossero il creatore).
Non mi sento come ieri
Non mi sento come oggi

Mattina che si conclude così…con un 30”30 della Castiglioni che non sembra neanche felice. Del record italiano.

Qualcuno può avvertire il regista di ogni gara internazionale di nuoto che la partenza la devi fare vedere tutta da fuori? Poi dopo fai tutti i replay che vuoi: da sopra, sotto, dietro. altrimenti non si capisce nulla di come uno entra in acqua e dove esce dall’apnea. Mandategli un commentatore tecnico.

Mecasacchi: si chiama Freya Anderson. Freya, non Frida. La nuova emergenza pronuncia della velocità europea.

La Sioestrom continua a mostrare la sua debolezza nelle finali dei 100 spalla a spalla. E la Blume secondo me oggi si mangia il rossetto.

Arrivo perfetto, calcolato a tre bracciate dalla fine. Trent’anni, e stavolta si sentono tutti: la voce dell’esperienza. Fabio Scozzoli.

Con un nome così, una nuotata così, attenzione all’uragano ungherese domani nei 200 dorso. Katalin Burian. Un robot del dorso.

Ho letto sui siti specializzati tanti elogi a tante apnee. Ma quella di Rylov, signori, spazza ogni avversario.

Vediamo se i siti specializzati si accorgono che Proud ha fatto il WR in tessuto (“naturalmente, la notizia è stata fatta circolare!“. Mentre il velocista tascabile Vergani ci fa sognare (i Vergani non sono in generale molto alti, per mia esperienza. “Cosa vorresti dire?!?).

Restivo come Spitz: i baffetti sono utili per le apnee, lo sanno tutti. Quindi ecco il segreto. Spitz lo sapeva già nel 1972. Matteo: ebbene sì avevi ragione, si può fare. Noi lo sappiamo.

Ilaria Kusinato. Da adesso la chiameremo così. K come Katinka, K come Kusinato. E facciamole crescere ‘ste unghie gialle, perdiana.

Cinque volte campione. Lo voleva e lo ha fatto. Perdonami mia Iron Lady per avere dubitato di te. Non lo farò più, lo giuro. 

 

FuoriOnda 13 – Casella/Scozzoli: un matrimonio che funziona!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse finalmente libero di muoversi e da Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro che si inserisce in corsa. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Cesare Casella tecnico dell’Imolanuoto e Fabio Scozzoli, primatista italiano dei 50 rana e fresco campione italiano della distanza (nonchè dei 100 rana).

Cesare Casella e Fabio Scozzoli come non li avete mai sentiti: intanto perchè parlano insieme, e poi perchè un’ intervista a Cesare Casella è cosa molto rara. Ma noi a Fuorionda non ci siamo arresi e abbiamo inseguito questa coppia per capire i motivi di questa unione che dura nel tempo, nella buona e nella…meno buona sorte. E per farci raccontare i successi, le storie, gli aneddoti di questa collaborazione (che vede coprotagonista anche Tamas, che salutiamo). La filosofia, la struttura dell’allenamento, come intende il rapporto coi ragazzi (e con Fabio in particolare) del tecnico dell’Imolanuoto, la seconda società italiana maschile quest’anno. Sempre con il feedback di Fabio, che ascolta e risponde. Come in allenamento.
Per scoprire tutto, dovete ascoltare questa puntata di FuoriOnda, IL podcast sul nuoto e non solo. E un doveroso saluto a Mattia Dall’Aglio!

 

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT 

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix

credit foto: Laura Vergani

Puntata registrata il 26/04/2018

FuoriOnda 10 – Assoluti 2018 Scozzoli & Cusinato

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta con la prestante presenza di Enrico Spada di OA Sport, il supporto di Giandomenico Tiseo e l’entrata a gamba tesa di Stefano Arcobelli. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti il campione dei 100 rana Fabio Scozzoli e Ilaria Cusinato, campionessa italiana dei 200 e 400misti.

Dieci minuti a testa di chiacchierata con Fabio, che abbiamo sempre seguito nel bene e anche nelle traversie, che ci racconta come va…. e con Ilaria Cusinato, il presente dei misti italiani. Speriamo che continui nei misti e non si dia al rap! Solo su Fuorionda, in trasferta agli Assoluti 2018!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 11/04/2018 allo Stadio del Nuoto di Riccione

Credit foto: Laura Vergani

Assoluti 2018 D5 – Ultimo giorno e poi si riposò

di Mauro Romanenghi

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Come avete visto sono a Riccione. Per fortuna solo due giorni altrimenti avrei raggiunto la forma olimpica: i cinque cerchi. Ieri ho affrontato la paranza e il mascarpone pere e mandorle. Brillantemente superati.

Ieri Sacchi incomprensibile. La rana inglese la posso anche capire (e comunque David Wilkie era scozzese). La guida alla colombiana non saprei cosa sia. Ma qualcosa all’italiana a me viene in mente solo: il parcheggio, la fila, come evadere le tasse.

Ieri mi è stato chiesto se Giorgetti è parente di Tarzan. Se qualcuno ha notizie, può farcelo sapere.

Oggi sono stato in tribuna. Troppi fischi, soprattutto nei 1500 stile libero. Che tra l’altro non ti sente nessuno.

Se girate per la tribuna e vedete una testa che si muove, quello è Miressi. O Zazzeri, ma solo se i capelli sono più scuri.

Oggi ho finto di essere un vero giornalista e sono stato in tribuna stampa. Con Gianmario ed Enrico (nomi di fantasia) abbiamo intavolato piacevoli discussioni sul pesce, le grigliate e i campioni degli anni ‘80: se non conoscete Bubka, Kostadinova, Emmian non siete degni di entrare in questo circolo e leggere il resto dell’articolo.

Purtroppo ho visto sul tabellone che avremo una nuova edizione di ArenaSwimYourBest. Ne sentivo proprio la mancanza. Per fortuna che nei video c’è Rosolino…

Partiamo con le gare allora, non prima di aver magnificato un’ottima orata alla griglia.

Parlando stamattina con Gianni Zippo che sta a Casarano, gli ho chiesto un po’ del suo centro. Poi gli chiedo della Pilato, classe 2005: ma non nuota con lui. Intanto facendomi venire il mal di mare, con 31”82 vede i piedini della Casti che fa 30”67. Preferisco la Casti. Mangiare ancora un po’ di orecchiette, ragazza.

Partenza, vi prendo un metro. Nuotata, posso solo insegnarla. Arrivo, lo aggiusto e poi mi tuffo. Record italiano, 26”73. Mi chiamo Fabio. Scozzoli Fabio. Il Martini mescolato, non shakerato. Grazie. Premio Toppy dei campionati.

Nei 400 stile libero femminili, bisogna saper dosare le forze. La Caponi parte a 28”98. Non lo faceva forse neanche la Pellegrini. Castigata da Quadarella e poi da Pirozzi, che salgono e salutano. Premio Floppy, gelato al limone.

Simoncina Quadarella tris di pietanze. Quarta alltime nei 400, per finire in bellezza i campionati. Se avesse vinto i 200 mi aspettavo i titoli tipo la Ledecky italiana o la Katie coatta o altre scemenze del genere. Per fortuna non li ha fatti. Grazie.

Nei 400 misti si vince con 4’16”40. Il podio a 4’21”. L’ultimo della Finale A fa 4’25”. Capisco che bisogna andare per grado e migliorare piano piano… ma qua il migliore ha 31 anni. Il record Junior è 4’14”, quello ragazzi 4’25”, i podi europei si fanno a 4’10”. Facciamoci delle domande.

La newgen della giornata è la D’Innocenzo, bronzo nei 200 dorso, con Karen Asprissi, al mattino secondo tempo dei 50 farfalla: in finale manca un po’… il finale. Non si respira a 5 metri dalla fine. Ma è giovane, si farà. Per entrambe ingresso nella top ten, che non è quella musicale, con buona pace della vocazione rap della Cusinato.

A proposito di Karen Asprissi, parlando stamattina ho detto “ma non è tanto alta”. Forse me la ricordavo da Esordiente A.

Margherita Panziera non ha sentito la musica dello squalo ed è andata via liscia liscia nei 200 dorso. Guarda che agli Europei la musica dello squalo la mettono in 10 o 12, forza ragazza, imparala anche tu e fischiettarla in camera di chiamata.

I campionati sono finiti e io mi devo rassegnare ad andare a cena. Mia madre mi ha detto che lei avrebbe preso la parmigiana di mare al ristorante. Seguirò il suo consiglio. Mai disobbedire a mammà, mai dire no alla moglie e mai fidarsi degli allenatori che non bevono. Ricordatevelo.

Assoluti 2018 D2 – Floppy and toppy

di Mauro Romanenghi

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“..per me pari son..” –  Credit: Laura Vergani/acquastampata

Secondo giorno. Dalle mie parti c’è una gelateria che si chiama Floppy. Ottimi gelati. Quindi assegnerei i premi Floppy: quando la prestazione non è granchè ci si può consolare con un gelato (da comprare a proprie spese).

Il primo giorno premio Floppy a Carini, che passa da miglior delfinista a quarto nel giro di un amen. Gelato al cioccolato, dolce e un po’ salato.

Anche oggi non vedo le gare ma non per colpa della RAI ‘sto giro, per miei impegni. Ma ho delle spie che mi dicono tutto. Molte spie.

Mi aspettavo qualcosa anche da alcuni velocisti, invece lontano dai radar i vari Izzo, Miressi, Zazzeri, Orsi. Peccato. Ma oggi dobbiamo riassegnare il premio Toppy a Vergani, che col suo personale e la terza prestazione alltime sparecchia la concorrenza anche nei 50 farfalla e conquista il secondo titolo.

Punto sul vivo da Burdisso, Ceccon non ci sta e sparecchia la sua personale tavola nei 100 dorso. Record Juniores e Glasgow raggiunto. Uno a uno, palla al centro. Premio Toppy anche a lui.

In tribuna stampa (che in realtà non esiste agli Assoluti, ahi ahi FIN non ci siamo) si ascoltano i discorsi dei “tecnici specializzati” che spiegano come mai le cose per i figli propri assistiti non vanno benissimo. Quando vanno benissimo questi “tecnici specializzati” non dicono nulla, al più piangono di gioia. Lascio al lettore immaginare il tenore dei discorsi.

Scozzoli c’è! Record personale 59”33, e ritorno al vertice. Sotto il minuto e di parecchio, a 30 anni suonati. Altro che spirito master!

Ieri notavo come tutti gli Junior hanno ottenuto il pass per gli Europei di categoria facendo il tempo limite, tra l’altro in diverse finali A (Ceccon, Lamberti, Calloni). Oggi si continua su questa falsariga, ma anche le ragazze si allineano. Quindi ecco la Cocconcelli a dorso nei 50, la Asprissi quarta dalla corsia 8 nei 100 farfalla, la Mascolo a stile, ma soprattutto il bronzo della Memo nei 200 rana. Ampiamente il personale e top ten sfiorata in 2’28”25. Girl power.

Newgen femminile quindi un po’ più in evidenza in questa seconda giornata. Ma senza esagerare. Infatti nei 100 farfalla sempre i soliti sospetti. Bianchi, Di Liddo, Tarzia. Tempi onesti, di questi tempi. E personali per due di loro. La giovane classe 90 Bianchi aspetta gli europei per farlo. Si può fare, Scozzoli docet.

Per ultimo mi tengo la tristezza. Stamane ho detto a chi mi prospettava i 200 stile donne che forse in batteria non avevano tirato. “Ti sbagli” mi hanno risposto. Mi sbagliavo. Premio Floppy secondo giorno ai 200 stile donne. Gelato di soia, of course.

 

 

Città di Milano 2018 giorno 2 – spaghetti dal Sudafrica

di Mauro Romanenghi

foto Day2

Argh! (credit: Mauro Romaneghi)

La cosa migliore del secondo giorno secondo me sono state le interviste di Walter Bolognani. Questa è la legge del contrappasso: la sua ritrosia nel farsi intervistare ha subito la pena dantesca e così si è trovato (peraltro egregiamente) a farsi dare del bello da Chad Leclos, che così ha dimostrato che l’Italia non è solo spaghetti, pizza e mandolino come Walter ha chiesto. Giganteggiato da Proud (che per fortuna gli ha stretto la mano solo formalmente, altrimenti ci saremmo trovati un selezionatore della giovanile menomato) ha poi ingaggiato un duello verbale con la Bonnet, che ha qui infilato un poker di vittorie peraltro di squisita fattura.

Dopo aver vinto i 50 farfalla si è presentata in quattro-minuti-quattro e ha stampato 55”3 nei 100 stile. Onesta.

Nel mio personalissimo cartellino delle bellezze del trofeo però non trova posto sul podio, dove svetta Simona Baumrtova, ieri vincitrice nei 100 dorso in 1’00”41. I gestori della piscina di Mecenate fanno sapere che manderanno il conto dei danni alla corsia 4 dove la Simoncina ha urtato violentemente dopo aver sbandato agli 85 metri, danneggiando tre dei galleggianti gialli. Coraggio Simona siamo tutti con te.

Al secondo posto una bellezza poco appariscente (nel senso che nelle finali del pomeriggio non è apparsa). Sara Alesci all’argento ma non per distacco. La prossima volta ti vogliamo anche al pomeriggio.
Al terzo Martina Carraro, che però è al primo posto nei 50 rana. Doppia vittoria per lei, oggi non serviva neanche il cartonato.

Anche il sabato fortunatamente nessuna vittima nelle esibizioni da telefono azzurro. I bambini hanno tentato in tutti i modi di schiantarsi sui blocchi Omega o nel cartonato rosso della Nuomil che nascondeva le bruttezze della Daniela Samuele. Non ce l’hanno fatta e questo è già un successo.

Successo che ha arriso a molti dei nostri. Duellone nei 100 rana tra Scozzoli e Poggio, redivivo dall’Inghilterra. Sul filo dell’1’01”, niente di che in un Trofeo che chiedeva solo di vedere a che punto siamo.

Siamo a buon punto per il dorso di Ilaria Cusinato. La frazione ben nuotata, anche più veloce della livornese Sara Franceschi che di solito la recupera, dimostra che la cura tecnica ostiense comincia a dare buoni frutti. Si scende sotto i 4’40”, un tempo che in Italia dice qualcosa, in Europa al momento no. Vedremo, speriamo, la prossima estate. Nei 200 farfalla bene la Bianchi, per ora siamo  a 2’10” per lei e Polieri… insomma niente male. E niente male neanche la Caponi nei 400 stile, la aspettiamo a Riccione: lei vale 4’05” secondo le voci che ho sentito. Bisogna farli.

Per il resto, ieri, a parte la cotoletta alla milanese a pranzo, da segnalare come valore assoluto ci sono le tre vittorie con prestazioni cronometriche ottime di Proud (21”64 nei 50 stile) e di Leclos (nei 100 farfalla 51”36 con Matteo Casper Rivolta a 52”90 a osservare i piedi del ragazzo Energy) e di Desplanches nei 200 misti in 1’59”45. Ricordiamo che fra un mese i due ragazzoni Energy dovranno dare battaglia ai Commonwealth Games, che per i sudditi di sua maestà sono più dei Mondiali!!!

Tre record del meeting che credo siano destinati a durare parecchio, dando lustro a una manifestazione che sia avvia al decennale ma che merita, secondo me, che Milano cominci a pensare a una sede decente. Perché a partire dall’ingresso fino agli spogliatoi, i bagni, il piano vasca e la tribuna, Daniela (e Milano) comincia a meritare di meglio.

Copenaghen 2017/4 – il leone e la bambina

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

PEATY Adam GBR Gold Medal PRIGODA Kirill RUS Bronze Medal MEN – 100 M BREASTSTROKE – FINAL Copenhagen 16-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto © Giorgio Scala / Deepbluemedia

Iniziamo con le considerazioni generali: oggi c’è nebbia. E le luci sulla statale sono bruciate. Da tre giorni. Quindi non vedo dove il cane fa i suoi bisogni, ed è stato difficile raccoglierli. Ma un bravo cittadino educato si impegna e lo fa. Non come quella signora – termine che non le si addice – che ieri con la sua 500 mi ha rubato il posto mentre attendevo con pazienza che l’altro uscisse dal parcheggio. Con che grinta si è infilata al mio posto. Gentilmente sono sceso  e l’ho insultata pesantemente.

Quella signora probabilmente ha gli stessi geni di Scozzoli, che al contrario di lei è un vero signore delle piscine. Ma in quanto a reazione di partenza e virate non ha nulla da imparare da nessuno: da lui il posto lo perderei volentieri, ma sono sicuro che me lo cederebbe. Ieri perfetto nella prima vasca, e nell’ultima virata dove era dietro ha infilato una subacquea da manuale, uscendo davanti al leone Peaty. Ma come detto ieri al leone tatuato inglese bastano poche bracciate per ristabilire la sua legge. In corta sono sufficienti per 55”94. Fabio stavolta è “solo” record italiano, ma Prigoda perde di nuovo lo spalla a spalla, definizione tanto amata dal duo Mecasacchi. Il Leone inglese, poi, è protagonista di un grande gesto. La bimba gli porge la tavoletta da nuoto per la firma. Lui guarda, e le porge la medaglia… lei non capisce, lui prende la tavola, la sigla insieme a tante altre firme di campioni, tipo tableoffame, e poi si riprende la medaglia. Lei non sa più cosa fare, lui firma pure quella, la riporge alla bimba e se ne va. La piccola è stata portata via ieri sera dai genitori imbalsamata così, con il sorriso stampato e la medaglia ancora in mano. Chapeau.

Parlando di rana finiamo il discorso. Tre vasche da medaglia, una da rivedere, le virate un filo meglio ma solo un filo. Unghie rosso fuoco, come la voglia di salire su quel podio che manca da Berlino, dove Arianna fu la sorpresa. E una barriera da abbattere, quella del 1’05”. Come per i 30”, non ci riesce. La medaglia va alla Montero, che fa 1’04” ma soprattutto torna in 33” alto. Ieri l’ho detto, ma Ari non è stupida e lo sapeva già. C’è chi ha margine, chi non ne ha ma quei tempi li fa sempre. Deve farli anche lei. Comunque tre primati in quattro giorni, due finali e un legno da bruciare a Capodanno come buon augurio per quello nuovo.

Parlando di freddo, Copenaghen scalda per le sensazioni agonistiche ma non per le novità. La presentazione è un po’ la brutta copia di Budapest. “Are you ready,” conto alla rovescia, e via. Tutto già visto. Di nuovo per la RAI Nicola Sangiorgio. Come mai? E come mai non intervista altri oltre ai nostri? Lasciamo perdere il cinese e sentiamo i campioni. Sentitamente ringraziamo.

Dalla Finlandia con simpatia. Non sarà la campionessa del mondo, ma Mimosa Jallow già di per sé fa tenerezza. Con un nome così… e poi direte sì, ma sarà la solita svedesona alta bionda. Come al solito parlare per dar fiato all’ugola è sport nazionale. Per la serie tutto il mondo è paese, cercate la foto di Mimosa.

Parliamo sempre di dorso e di Silvia Scalia. Brava Silvia, prendi la nazionale. Ora facciamo un salto di qualità, ricordiamoci le gare che abbiamo. Ho la staffetta mista, non ce l’ho? E chi la fa la frazione della mista, la Gemo? Forza Silvia, abbiamo bisogno di dorsiste e forti.

Parliamo un po’ degli allievi di Morini. Paltr, come dice Mecarozzi, un po’ in sordina nella corta. Lui stesso ammette che questo è quello che c’è adesso. Se quello che c’è è 14’22”, lamentiamoci. La Cusinato, oltre al cinese, fortunatamente comincia ad aggiungere anche frazioni ottime ai suoi misti. Già nei 400 misti avevo visto una discreta rana. Nei 200 misti forse la migliore della finale. Mai farsi battere all’arrivo! Stavolta ti perdoniamo Cusi, non farlo più!

Già che ci siamo due parole su Lombini e Zazzeri, gli esordienti. Zazzeri può recriminare solo per delle virate così così. Certo, poteva fare 46” alto e andare in finale. Porta a casa l’argento della stile veloce. Lombini porta a casa la lucidità di aver capito che si può fare.

Se tu fai i 50 farfalla in semi in 22” basso e poi arrivi terzo, a pari merito, a due centesimi dal primo, dopo aver perso anche i 50, devi essere bello incazzato. Proud sembrava tranquillo. Aplomb inglese.

Ora vado a informarmi se la bambina si è ripresa dal regalo di Peaty.

Copenaghen 2017/3 – il ritorno del Glinta

di Mauro Romanenghi

European Short Course Swimming Championships

HOSSZU Katinka HUN Gold Medal SJOESTROEM Sarah SWE Silver Medal BJOERNSEN Susann NOR Bronze Medal WOMEN – 100 M MEDLEY – FINAL Copenhagen 15-12-2017 Royal Arena LEN European Short Course Swimming Championships – Campionati Europei nuoto vasca corta Foto © Giorgio Scala / Deepbluemedia

Oggi la giornata è iniziata un po’ così. Il nostro cane non era molto in forma, così ha pensato di costringermi a delle pulizie mattutine alle 5,25 am. Ciò mi da il tempo di pensare, nel buio, a un po’ di considerazioni sulla terza giornata di gare europee. Non tutto quel che fa cagare fa male, mi verrebbe da dire.

E dai e dai a furia di nominarlo uno dice che alla fine toccherà pure a me. E infatti il John Wayne rumeno, Robert Glinta, icona di Luca Sacchi, ce la fa. Bronzo nei 100 dorso, un under 50”, lui che era recordman mondiale giovanile. Insomma, soddisfatto lui, soddisfatto Simone Sabbioni. Cosa manca a Simone per battere Kolesnikov? Beh intanto se uno è il più forte è difficile batterlo. Ma il russo ha pure un’ apnea che è di almeno un metro e mezzo più lunga. E’ uscito dall’ultima ai 12-13 metri, Simone circa a 11. Ma come si dice il biondo tinto Simoncino non deve lamentarsi, cita tutto lo staff medico che lo ha rattoppato. Senza dimenticare il lavoro del Matteo nuovo guru nazionale che fa risorgere parecchie fenici.


Barzellette sul device: il baraccone adesso sembra avere un aggeggino che lo fissa. Insomma un baracchino che blocca il baraccone. E se si rompe il baracchino? La verità è che si mette la pezza quando succedono due o tre guai, senza riparare il danno. Un danno relativamente grave. Mi immagino Peaty che sfonda l’aletta in finale olimpica o Grevers che distrugge la pedanella ai mondiali. Figuracce ne fanno anche i danesi, non solo gli italiani. Bravo Fabio Cetti il fotografo di Corsia4 che becca il momento esatto dello srotolamento. Il CT Butini la mette giù diplomatica ma la realtà è questa: nessuno si prende la briga di dire che il device non ha funzionato, per non dire di peggio. E non solo una volta. E qualcuno la gara l’ha rifatta. Ho visto uno scambio di battute fra l’amico speaker Renato Fusi e un giudice, il quale dice che i giudici possono e anzi devono accorgersi del problema. Basta, parliamo di nuoto.

Non solo la collana anche la pettinatura di Kolesnikov lascia a desiderare, ma son ragazzi!!! Primato mondiale Junior??? Ma a 17 anni questo fa 48”99… tre ori, e secondo me anche nei 50 non è proprio da buttare anche se la partenza non è proprio il suo superforte.

Oggi nelle batterie Vergani nei 50 stampa 21”67, lanciato ha fatto 21”8 in staffetta. Con questa prestazione sarebbe stato lui a entrare in staffetta, gara per cui è venuto qui, e non Miressi che poi velocista puro non è. E forse forse, la Russia si poteva battere. Ma con i se e con i ma la storia non si fa.

Continuiamo con le rime: oggi come ieri male male la Polieri. Irriconoscibile rispetto a due settimane fa, dove stampò 2’05”, oggi bastava molto meno per la finale. Il mio amico Darkpool direbbe di peggio ma io non posso farlo. Speriamo sia un passaggio a vuoto sulla strada del pieno recupero.

La storia la fanno Bianchi e Panziera.

Virate sbagliate dimenticate, anzi qua abbiamo un duecento fantastico di Margherita. Battezza l’olandese, poi se la mangia ai 125 e va via, con uno sprint ottimo. Ha detto che doveva star serena per la medaglia. Per fortuna è stata Margherita e la medaglia è arrivata. Ma soprattutto non ha capito che ha fatto 2’02”, un tempo di assoluto valore, e che la sua nuotata è molto molto meglio delle virate – che pure, ha ragione, vanno migliorate.

Due ragazze simpatiche, come una Bianchi che arriva al record italiano nei 200 farfalla e argento. Ai 125, parole dei miei guru di Raisport: si sta spegnendo l’azione della Bianchi. Come nella migliore tradizione mai smentita fu più grande. Ai 175 l’attacco per l’oro, Ilaria è prima. Apnea bellissima, ma la Hentke resiste per tre decimi e un arrivo migliore. Brava Ilaria facci sbudellare ancora.

Torniamo alla rana italiana. Non ho scordato Martinenghi. Finale nei 50, finale nei 100. Come dico sempre io, in corta serve altra pastasciutta. E un po’ di forza in più.
Fabione Scozzoli è a 18 centesimi dal primato italiano, Peaty a 8 da quello europeo. Ma la differenza in nuotata è evidente. Ai 75 sono pari, mezzo secondo rifilato in otto bracciate.
Castiglioni: la partenza è sempre dietro, e almeno mezzo metro. Carraro inspiegabile. Dice che non ha sbagliato niente, quindi lo sa che non ha fatto l’ultima sub. E non è la prima volta.
Castiglioni soprattutto ha in virata nella sub ancora qualche pecca. Prende troppo, troppo sotto. Da lavorarci su. Comunque è vero. Arianna  e Martina fanno quello che possono. Se le altre son più forti, vincono le altre. Le altre fanno 1’04” (almeno)

Il giorno dei tedeschi, che vanno davanti allìItalia nel medagliere. Prima della Hentke che vince i 200 farfalla, Heintz l’onesto professore vince i 200 misti. Non sarà un superfuoriclasse, ma è un onesto lavoratore e i suoi successi li ha avuti. Oggi onore ai teutonici.

Ghe nient de fa: quando la Hoszzu entra in acqua nelle sue gare, sa quello che fa. Lo sa nei 200 dorso, ultima apnea e ciao a Zevina, lo sa nei 100 misti, rana a portarsi avanti e poi transizione a stile, dove dovrebbe essere battuta dalla Sioestroem. Ma lei si gira come un furetto, la Sarah come un caterpillar in parcheggio e complice la condizione che proprio proprio massima non è vede la magiara scappar via. Hosszu sul podio serissima, ogni volta. Massimo rispetto per l’inno della nazione Hosszu…ops, dell’Ungheria.

Velocità donne. Che duello alla due e alla sette, fra le regine della velocità europea – e mondiale. Se qualcuno ha dubbi sul ritorno della Kromoorangina, dovrà ricredersi. Aspettiamo l’estate per la conferma definitiva. Francesi sempre lì. La 4×50 stile non fa giustizia, ma mancano un paio di componenti. Le stesse che mancano all’Italia. Di Pietro ai box, Aglaia lo spettro della Pezzato. Non basta una volenterosa Raco e una Di Liddo che la fa tutta per provare a rientrare. Anche andare al limite. Infatti un po’ rientra, ma la Pellegrini qui non è molto veloce, né molto in forma. Comunque la squalifica ci sta, se devi fare tutto al limite e chi ci prova non è proprio del mestiere. C’è poco da fare facce da funerale.

Dotto e Morozov. La partenza e il mestiere di virare. Grande la partenza di Luca, forse il 50% della medaglia.Virata perfetta e subacquea alla grande, più la concentrazione finale dello spalla alla spalla. E finalmente Morozov non si squaglia come un siberiano nel Sahara. 

Speriamo non sparisca come fanno ogni tanto i russi… come dice Simoncino.