Campionato Italiano Open – 2/Sacchi, Ceccon e l’idolo del Careca

di Mauro Romanenghi

Italiani invernali 2 - Ragazze rampanti

Italiani invernali 2 – Ragazze rampanti

Stasera mi sono preparato la pizza gorgonzola, pomodorini e porri. Un abbinamento che chiunque ha assaggiato non ha disdegnato. La mia pizza difficilmente ha deluso. Un po’ come questi campionati, dove ci sono state tantissime gare entusiasmanti, ben cinque primati italiani, un primato europeo juniores e tante ottime prestazioni.

Il feroce Butini, un po’ come il feroce Saladino, fa la voce grossa ma in realtà è la guida burbera e saggia che ti porta a fare le scelte giuste. Ieri ha giustamente puntualizzato che coloro che non sono stati convocati qui sono andati forte, scegliendo questo appuntamento come quello clou. Però i record sono arrivati principalmente da chi è stato convocato. Buon auspicio questo per i Mondiali, fra due settimane.

Piccola querelle fra il Moro e il duo Mecasacchi, che in questa due giorni è andato in crescendo. Questa mattina il buon Stefano esordisce così: “voi non avete idea di quello che succede, per cui ve lo dico io”. E via sciorina il programma dei ragazzi fino agli Assoluti. E poi continua fino a Tokyo. “Abbiamo bisogno di un anno e mezzo di tranquillità”. Hanno già arrestato un ragazzo che tentava di dormire nel giaciglio di Detti al villaggio olimpico in Giappone. Quel posto è prenotato fin dalla costruzione. Questo vuol dire programmare gli appuntamenti.

La Pellegrini si dispiace di non avere compagne di staffetta. Mia moglie qualche giorno fa, mentre cercavo disperatamente di salvare la nostra lucertola domestica sul balcone (chi non ha una lucertola domestica) mi faceva notare che ci sono poche ragazze. Certo, faccio io, mancano tutte le staffettiste. Qui segnali di risveglio dalla Di Pietro, in questi assoluti, ma a giochi fatti. La Ferraioli più o meno sui suoi standard. Ma le prestazioni da 53”, necessarie per portare una staffetta competitiva, mancano. E come portare una 4×200, quando la più veloce dopo una Pellegrini a mezzo servizio, reduce dall’influenza, è Laura Letrari? Il nuovo che avanza.

Ma passiamo alle gare, che è il motivo per cui scrivo.

Io mi chiedo come mai Condorelli lo chiamano Santo Yukio Condorelli. Ma in casa lo chiamano Santo Yukio? Ma che è San Gennaro? Va bene che siamo sotto Natale, ma secondo me Santo o Yukio va benissimo.

In mattinata, gran discorsi sulla lunga stagione che finirà coi mondiali dal 9 al 25 agosto. Peccato che i mondiali saranno dal 14 al 28 luglio. Sarà colpa di Wikipedia che riporta quella data? Beh, io comunque li guarderò a luglio. Spero di vederli.

Torna a vincere Rivolta, torna a vincere sotto la guida di Gianni Leoni. Torna a sorridere. E in zona mista, parla di giusta erezione. Vabbé voleva dire direzione, insomma se sbagliamo la data dei mondiali potrà sbagliare una parola lui no?

Oggi Sacchi in forma olimpica. Già lo vedo ai mondiali. Intanto battezza Vergani fuori dal podio ma già sappiamo che qua lo Sciamano è giunto fuori condizione. Infatti Vergani sfiora il colpaccio ai danni di un Orsi che proprio nei 50 stile qui non riesce a dare il meglio di sè.

Dopo aver dato del cicciottello a Orsi, dell’orsetto a Sabbioni, aver stroncato la bracciata a delfino della Polieri (non senza qualche ragione) e la sua intervista post gara, azzecca dai 400 il tempo di Paltrinieri nei 1500. Lo Sciamano sta per rientrare alla base.

Thomas Ceccon un po’ invisibile in questi campionati ha aspettato la gara dei 200 misti, in cui sta sfiorando il primato italiano da un po’, per fare il colpaccio. In una delle gare più spettacolari e combattute del campionato, fa suo il record in 1’53”26. Ora la grande sorpresa io non ce la vedo, e neanche Sacchi. D’altronde già al Sapio ce lo aveva confermato il ragazzo veneto di puntare al tempone: la prossima volta o faccio. Almeno uno con le idee chiare.

Il picco della manifestazione di raggiunge con l’aneddoto di Sacchi e il Dio delle folle brasiliane. Mecarozzi ha dovuto spiegarlo. Io non lo farò. Per chi non ha seguito lo streaming, il Careca è la nuovo personaggio di Luca Sacchi. Se non masticate portoghese, la traduzione di Careca è “il pelato”. A voi immaginare l’aneddoto.

La gara dei 200 misti ha contribuito al ritorno di Glessi: che per prima cosa ha nuotato finalmente una rana decente. Mi risulta che si alleni con Giunta. Staremo a vedere se il buon Matteo opererà l’ennesimo effetto Lazzaro.

Sempre in questa gara, abbiamo ottenuto la prima, seconda e quarta prestazione alltime in Italia. Nonchè il record europeo juniores di vasca corta. Dati di Marco Agosti, per cui vado sulla fiducia. Naturalmente ignorato dai siti specializzati, ma si sa non siamo un sito specializzato noi perciò lo diciamo.

Se si chiamano Rane Rosse (retaggio di un vecchio progetto che continua sotto altre prospettive) un motivo ci sarà. E così dopo cinque atlete fra le prime nove nei 100, quattro fra le otto nei 50, arriva un triplete nei 200 rana donne per la IN Sport. Con la Fangio vicina al primato italiano. A mia memoria, l’ultimo triplete negli assoluti donne è un 100 dorso del Desenzano di Cappa, Bissoli e Zurma nel 1998. Ma vado a memoria, che si sa è fallace come le previsioni dello sciamano quando le nuvole oscurano il cielo.

Mi cancello da solo e dopo pochi minuti si realizza il triplete Ferraioli-Di Pietro-Pellegrini nei 100 stile. Chi si loda si imbroda.

La Di Liddo continua nel suo proselitismo sulla marcia e i 40 giorni di CAR. La informo che milioni e milioni di persone lo hanno fatto prima di lei, che c’è gente e gente che lavora e si allena e 40 giorni di marce non hanno mai ucciso nessuno. Tranquilla che c’è vita anche nella caserma. Io mi alzo tutti i giorni alle 5 e non lo vado a dire in TV. Forse a 25 anni ha le idee un po’ confuse su cosa sia il lavoro. Ma posso sbagliarmi.

Chi ha le idee molto chiare è Scozzoli. Sulla rana, sulla palestra per la rana, su come affrontare le gare e la vita in generale. Lui è dell’esercito, forse ha fatto qualche marcia anche lui.

Pensavo a Ilaria Bianchi. Gli emiliani, in genere, hanno quella flemma, quella compostezza nella loro simpatia che anche quando si incazzano tu non lo capisci finché non te lo spiegano. E una ragazza che perde tre titoli italiani per un totale di 29 centesimi in due giorni e ti parla con una grande serenità, beh è una gran cosa.

Prima di chiudere, che ho sonno e poi devo andare a vedere la finale delle bandierine sulla spiaggia, due parole sulle giovani. Vado così a memoria. Una D’Innocenzo nei 100 dorso, una Pilato nei 50 rana, un Fusco nei 200 rana. Questi i talenti della scorsa stagione più in evidenza. Un De Tullio che sfiora il podio nei 400. Ma soprattutto, se vogliamo fare un nome solo, Costanza Cocconcelli. Ha fatto di tutto. Misti, dorso, delfino. E in una delle gare più entusiasmanti dei campionati, ha impegnato la Letrari e la Cusinato giungendo terza. Costanza, di nome e di fatto.

Dalla più giovane alle più… anziane. Laura Letrari. Una delle prime che intervistammo, qualche anno fa, all’inizio dell’avventura dei podcast. Un sorriso sempre. Un autografo per tutti. Dal Sapio, ha finito di firmare autografi ed è arrivata a Riccione in direttissima per vincere i 100 misti: in 59”88. A sei centesimi dal personale, a 29 anni. Grazie di esistere.