FuoriOnda 35 – Mondiali cinesi: cosa succederà?WSC-25m

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e da Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Giandomenico Tiseo e Enrico Spada di OASport .

Pochi giorni al mondiale cinese di vasca corta: siamo ancora nel 2018 ma con gli occhi puntati sul 2019. Cosa ci si aspetta da questo evento? Ne parliamo con Enrico Spada reduce da una domenica faticosa, con Giandomenico Tiseo di OAsport.it e naturalmente i guastatori Fogliani e Mauro Romanenghi. Tutto da ascoltare solo su FuoriOnda numero 35!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Puntata registrata il 9 dicembre 2018
Credit foto: Piscine Castiglione/Myrtha pools

WSC-25m – day 1/Per l’Italia un bel boschetto con l’effigie di bronzo

di Mauro Romanenghi

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Quale Wang? – RAI sport

L’Italia arriva in Cina a questi Mondiali e le notizie arrivano dal Morini social, che pubblica le foto del palazzetto, le foto della riunione atleti, le foto degli atleti che si scaldano. Insomma per essere un allenatore tipo generale Lee è molto moderno. Come dice Borghese, questo social, mi piace: Dieci!

Naturalmente la prima cosa per mia moglie è la forma degli atleti e la moda.

Sulla forma degli atleti non si pronuncia fino a VDB, al secolo Cameron van der Burgh, che lei trova un po’ ingrassato dopo il matrimonio… si sa, il benessere…
Poi andiamo sulla moda: abito delle hostess delle premiazioni, bocciato. Poi è viola…brrr.

E allora parliamo di queste premiazioni. Che vedono subito protagonista il gemello Gabriele. Ma l’importante è la megascritta che annuncia che stanno arrivando le premiazioni, in doppia fila: impossibile sbagliarsi.

Parliamo anche di prestazioni. Rapsys vince il 400 sparando questo 1’45” nel primo duecento. Non lo segue nessuno. E lui ringrazia.

La collezione del boschetto di oggi inizia con la Pellegrini, continua con la Cusinato e finisce con la 4×100 stile. Ma quando bisogna dirlo bisogna dirlo. Un boschetto di legno pregiato, con prestazioni maiuscole condite da un record personale (Cusi), un record italiano (staffa veloce) e dal personale stagionale (Pellegrini). Come diceva la pubblicità, che volete dal cavalier Condorelli, il sangue?

Staffa veloce italiana aperta da Santo eccetera Condorelli. Appunto. Un filo osato il passaggio, a un decimo da Dressel (mica l’ultimo dei pirla). Un po’ duretto il finale ma insomma un 46”7 non disprezzabile. E non buttiamo tutta la croce sempre addosso all’ultimo: Zazzeri è stato il miglior lanciato della compagnia e ha sparato un 46 netto. Solo che ha trovato un brasiliano da 45”6. Touchè. Mia moglie mi ricorda che oggi è il compleanno di Marco Orsi. Ecco, Marco: ci piace che tu lo abbia festeggiato dando del filo da torcere ai brasileros in acqua!!

Non male comunque una staffetta dove la prima fa il record del mondo (USA) e la seconda il record europeo (la Russia). Non abbiamo controllato se il Brasile ha fatto il suo primato nazionale, che poi sarebbe record del Sudamerica… per quello che vale. Non sappiamo se la stampa specializzata se ne sia accorta. In ogni caso, la quarta (cioè l’Italia) il record nazionale lo ha fatto abbondantemente. Immensi, ragazzi.

E allora abbiamo trovato il nome di Condorelli: SYC, come dice mia moglie. Per chi collabora con NIC e SIC, direi che è la giusta chiosa. E Marco Agosti ringrazia. Noi come al solito ci prendiamo la paternità, poi ognuno farà quello che vuole.

Se non ho visto male Condorelli ha un po’ di ciuffi che sbordano dalla sua cuffia. E ora chi lo tiene più Ceccon? Già la vedo la staffetta di capelloni italiani schierata in finale olimpica. Altro che il Monza di Berlusconi senza tatuaggi e capelli corti.

I brasiliani si vede come sempre che la vasca corta la amano moltissimo. Io invece amo le inquadrature sulla squadra brasiliana soprattutto nel comparto femminile, che ha sempre il suo perché (no comment, dice mia moglie).

Sempre su Ceccon, al mattino c’è scritto sulla stampa specializzata che ha patito le fatiche del dorso e non si è qualificato. La Hosszù invece non patisce nessuna fatica e prima vince i 400 misti poi centellina le forze e entra in finale nei 100 dorso. Ultima apnea spaziale. Bentornata Ironlady (mi rifiuto di chiamarla Sid). Forse bisogna imparare da lei: speriamo.

Oh insomma la coppia della rana la dobbiamo citare. Scozzoli primo tempo nei 100 e Carraro che fa due record italiani: prima in batteria e poi in semi scende sotto i 30” e bene, in 29”79. Siccome non può abbracciare Scozzoli abbraccia la Casti… che invece è contentissima del suo tempo in semifinale visto che ha peggiorato. Buon viso a cattiva sorte.

Parlando nel podcast con gli amici di OAsport, ci chiedevamo quale cinese sarebbe spiccato. Enrico Spada ha scommesso su Wang. Ha vinto. Bravo Enrico come premio un salame felino che ovviamente essendo a dieta non potrai consumare. Ti aiuteremo noi.

La giapponese Akase se si arrampica ancora un po’ sul dispositivo del dorso esce dal blocco di partenza: guardava in faccia il giudice. Forse un filo altina, eh.

Le novità di questo mondiale: le fotine prima della gara. Carine. Il migliore il ranista SCHWINGENSCHLOGL: l’unico che per scriverlo qui devo fare copia e incolla dai risultati. La sua barba alla Over the Top come dice Mecasacchi è impagabile.

Luca Sacchi che la tira in tutti i modi agli USA: i quali infatti rischiano di perdere sia la staffetta veloce femminile sia la maschile. L’ultimo frazionista della 4×100 stile esulta come un bambino ma non tanto perché hanno vinto, quanto perché Dressel gli ha detto cosa gli sarebbe successo se si fosse fatto battere da Kolesnikov. Non posso scriverlo qui perché ci sono anche stomaci delicati.

Vabbè: la mascotte mi fa cagare anche qua. Non ci posso fare niente. Pure il nome fa cagare. Do ragione allo sciamano Sacchi stavolta.

La cosa più impressionante comunque sono i deltoidi di Wang, dopo i 200 misti. Over the top!

Mondiali lifesaving Interclub – 6/ i Titani si scontrano sempre sulla sabbia

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub - Titani on the beach

mondiali salvamento Interclub – Titani on the beach

Nel 2014 sono andato ai Mondiali interclub a Montpellier. Allenavo allora una senior, che fece delle oneste gare e una finale a frangente. E delle Junior, alcune delle quali ora sono delle Senior e hanno vinto titoli assoluti di staffetta. E ricordo ancora il Maroochydore, squadra junior della Chelsea Gillet, con cui ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere. Il suo allenatore mi regalò la sua cuffia. Oggi il Maroochydore vince il mondiale Youth interclub, dopo aver dominato in mare e in vasca, e col terzo posto nel SERC. La cuffia è con le mie innumerevoli cuffie, insieme alla maglietta del Nottingham SLS. Il mio cuore sempre a Montpellier, nella vasca di una 4×25 trasporto femminile.

La SAFA risponde all’appello e i suoi componenti vincono due titoli: uno è di Vivalda, e lo aspettavamo, nelle pinne. L’altro è la staffetta mista uomini.

Mi cospargo di nuovo il capo delle briciole dell’hamburger che ho mangiato a pranzo. Ieri ho commesso una dimenticanza e un grave errore.
La dimenticanza è il bronzo a trasporto per Giulia Calistri, che oggi aggiunge un oro nelle pinne. Ma resta da capire cosa sia Olimpia Angri.

L’errore è il record assoluto di lancio della corda. E mi hanno pure mandato la foto. E’ di 13”76. In batteria. Ma la foto è giusta, le campionesse sono quelle.

Ultimo oro giovanile, Cipriano nel torpedo. Scafati mi ha mandato le foto, ma non hanno raggiunto in tempo la destinazione. Sarà per la prossima volta: più tempestivi, ragazzi!!!

E veniamo alla mia specialità preferita. Come i 50 stile, sono sempre l’ultimo giorno.

Ma prima un piccolo excursus. Mettiamo la gara di tavola femminile. Ci sono 140 partecipanti. Di queste passano 54 al secondo turno. Di queste passano in semifinale 32. A questo punto della mattina hai già fatto tre gare di canoa in mezzo a qualsiasi condizione di mare. E ti devi fare la semi, il terzo turno, magari c’è pure la staffetta tavola o la staffetta Ocean, che di solito sono altrettanti turni. E se sei pure brava a correre ti tocca una frazione della sprint 90 metri. Se poi sei molto brava, vai pure in finale al pomeriggio: e già perché in tutto questo mica ci si ferma per pranzo. E via con la finale di tavola, di staffetta tavola, sprint, e hai fatto 8-10 giri in mezzo alla spiaggia. Con freddo, caldo, sole, pioggia, vento, sabbia. Quando gli atleti mi dicono che devono fare due gare in un pomeriggio, dovrebbero dire: SOLO due gare.

In tutto questo, solo pochissimi dei campioni mondiali per nazionali hanno confermato il titolo negli interclub. Una è la Forsyth, che dopo una battaglia enorme vince la gara più dura che c’è. Bandierine: almeno venti alzate in un giorno. Il sudafricano campione mondiale lascia alla seconda alzata di finale. Poi botte da orbi, squalifiche per partenza anticipata, bandierine sepolte, due proteste, e alla fine vince Drysdale. E chi è? E io che ne so. Ma è il mio idolo di giornata. Se lo incontrate lui è il Campione del mondo interclub di beach flag. Il migliore: e basta.

Campionato Italiano Open – 2/Sacchi, Ceccon e l’idolo del Careca

di Mauro Romanenghi

Italiani invernali 2 - Ragazze rampanti

Italiani invernali 2 – Ragazze rampanti

Stasera mi sono preparato la pizza gorgonzola, pomodorini e porri. Un abbinamento che chiunque ha assaggiato non ha disdegnato. La mia pizza difficilmente ha deluso. Un po’ come questi campionati, dove ci sono state tantissime gare entusiasmanti, ben cinque primati italiani, un primato europeo juniores e tante ottime prestazioni.

Il feroce Butini, un po’ come il feroce Saladino, fa la voce grossa ma in realtà è la guida burbera e saggia che ti porta a fare le scelte giuste. Ieri ha giustamente puntualizzato che coloro che non sono stati convocati qui sono andati forte, scegliendo questo appuntamento come quello clou. Però i record sono arrivati principalmente da chi è stato convocato. Buon auspicio questo per i Mondiali, fra due settimane.

Piccola querelle fra il Moro e il duo Mecasacchi, che in questa due giorni è andato in crescendo. Questa mattina il buon Stefano esordisce così: “voi non avete idea di quello che succede, per cui ve lo dico io”. E via sciorina il programma dei ragazzi fino agli Assoluti. E poi continua fino a Tokyo. “Abbiamo bisogno di un anno e mezzo di tranquillità”. Hanno già arrestato un ragazzo che tentava di dormire nel giaciglio di Detti al villaggio olimpico in Giappone. Quel posto è prenotato fin dalla costruzione. Questo vuol dire programmare gli appuntamenti.

La Pellegrini si dispiace di non avere compagne di staffetta. Mia moglie qualche giorno fa, mentre cercavo disperatamente di salvare la nostra lucertola domestica sul balcone (chi non ha una lucertola domestica) mi faceva notare che ci sono poche ragazze. Certo, faccio io, mancano tutte le staffettiste. Qui segnali di risveglio dalla Di Pietro, in questi assoluti, ma a giochi fatti. La Ferraioli più o meno sui suoi standard. Ma le prestazioni da 53”, necessarie per portare una staffetta competitiva, mancano. E come portare una 4×200, quando la più veloce dopo una Pellegrini a mezzo servizio, reduce dall’influenza, è Laura Letrari? Il nuovo che avanza.

Ma passiamo alle gare, che è il motivo per cui scrivo.

Io mi chiedo come mai Condorelli lo chiamano Santo Yukio Condorelli. Ma in casa lo chiamano Santo Yukio? Ma che è San Gennaro? Va bene che siamo sotto Natale, ma secondo me Santo o Yukio va benissimo.

In mattinata, gran discorsi sulla lunga stagione che finirà coi mondiali dal 9 al 25 agosto. Peccato che i mondiali saranno dal 14 al 28 luglio. Sarà colpa di Wikipedia che riporta quella data? Beh, io comunque li guarderò a luglio. Spero di vederli.

Torna a vincere Rivolta, torna a vincere sotto la guida di Gianni Leoni. Torna a sorridere. E in zona mista, parla di giusta erezione. Vabbé voleva dire direzione, insomma se sbagliamo la data dei mondiali potrà sbagliare una parola lui no?

Oggi Sacchi in forma olimpica. Già lo vedo ai mondiali. Intanto battezza Vergani fuori dal podio ma già sappiamo che qua lo Sciamano è giunto fuori condizione. Infatti Vergani sfiora il colpaccio ai danni di un Orsi che proprio nei 50 stile qui non riesce a dare il meglio di sè.

Dopo aver dato del cicciottello a Orsi, dell’orsetto a Sabbioni, aver stroncato la bracciata a delfino della Polieri (non senza qualche ragione) e la sua intervista post gara, azzecca dai 400 il tempo di Paltrinieri nei 1500. Lo Sciamano sta per rientrare alla base.

Thomas Ceccon un po’ invisibile in questi campionati ha aspettato la gara dei 200 misti, in cui sta sfiorando il primato italiano da un po’, per fare il colpaccio. In una delle gare più spettacolari e combattute del campionato, fa suo il record in 1’53”26. Ora la grande sorpresa io non ce la vedo, e neanche Sacchi. D’altronde già al Sapio ce lo aveva confermato il ragazzo veneto di puntare al tempone: la prossima volta lo faccio. Almeno uno con le idee chiare.

Il picco della manifestazione di raggiunge con l’aneddoto di Sacchi e il Dio delle folle brasiliane. Mecarozzi ha dovuto spiegarlo. Io non lo farò. Per chi non ha seguito lo streaming, il Careca è la nuovo personaggio di Luca Sacchi. Se non masticate portoghese, la traduzione di Careca è “il pelato”. A voi immaginare l’aneddoto.

La gara dei 200 misti ha contribuito al ritorno di Glessi: che per prima cosa ha nuotato finalmente una rana decente. Mi risulta che si alleni con Giunta. Staremo a vedere se il buon Matteo opererà l’ennesimo effetto Lazzaro.

Sempre in questa gara, abbiamo ottenuto la prima, seconda e quarta prestazione alltime in Italia. Nonchè il record europeo juniores di vasca corta. Dati di Marco Agosti, per cui vado sulla fiducia. Naturalmente ignorato dai siti specializzati, ma si sa non siamo un sito specializzato noi perciò lo diciamo.

Se si chiamano Rane Rosse (retaggio di un vecchio progetto che continua sotto altre prospettive) un motivo ci sarà. E così dopo cinque atlete fra le prime nove nei 100, quattro fra le otto nei 50, arriva un triplete nei 200 rana donne per la IN Sport. Con la Fangio vicina al primato italiano. A mia memoria, l’ultimo triplete negli assoluti donne è un 100 dorso del Desenzano di Cappa, Bissoli e Zurma nel 1998. Ma vado a memoria, che si sa è fallace come le previsioni dello sciamano quando le nuvole oscurano il cielo.

Mi cancello da solo e dopo pochi minuti si realizza il triplete Ferraioli-Di Pietro-Pellegrini nei 100 stile. Chi si loda si imbroda.

La Di Liddo continua nel suo proselitismo sulla marcia e i 40 giorni di CAR. La informo che milioni e milioni di persone lo hanno fatto prima di lei, che c’è gente e gente che lavora e si allena e 40 giorni di marce non hanno mai ucciso nessuno. Tranquilla che c’è vita anche nella caserma. Io mi alzo tutti i giorni alle 5 e non lo vado a dire in TV. Forse a 25 anni ha le idee un po’ confuse su cosa sia il lavoro. Ma posso sbagliarmi.

Chi ha le idee molto chiare è Scozzoli. Sulla rana, sulla palestra per la rana, su come affrontare le gare e la vita in generale. Lui è dell’esercito, forse ha fatto qualche marcia anche lui.

Pensavo a Ilaria Bianchi. Gli emiliani, in genere, hanno quella flemma, quella compostezza nella loro simpatia che anche quando si incazzano tu non lo capisci finché non te lo spiegano. E una ragazza che perde tre titoli italiani per un totale di 29 centesimi in due giorni e ti parla con una grande serenità, beh è una gran cosa.

Prima di chiudere, che ho sonno e poi devo andare a vedere la finale delle bandierine sulla spiaggia, due parole sulle giovani. Vado così a memoria. Una D’Innocenzo nei 100 dorso, una Pilato nei 50 rana, un Fusco nei 200 rana. Questi i talenti della scorsa stagione più in evidenza. Un De Tullio che sfiora il podio nei 400. Ma soprattutto, se vogliamo fare un nome solo, Costanza Cocconcelli. Ha fatto di tutto. Misti, dorso, delfino. E in una delle gare più entusiasmanti dei campionati, ha impegnato la Letrari e la Cusinato giungendo terza. Costanza, di nome e di fatto.

Dalla più giovane alle più… anziane. Laura Letrari. Una delle prime che intervistammo, qualche anno fa, all’inizio dell’avventura dei podcast. Un sorriso sempre. Un autografo per tutti. Dal Sapio, ha finito di firmare autografi ed è arrivata a Riccione in direttissima per vincere i 100 misti: in 59”88. A sei centesimi dal personale, a 29 anni. Grazie di esistere.

Mondiali lifesaving Interclub – 5/Scafati Day

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 4

Oggi streaming con il contagocce ad Adelaide. Si vedono solo le batterie delle gare individuali: e poi tutto d’un fiato le gare sprint. Batterie, poi quarti, poi semifinali, poi finali. Senza pausa, femmine e maschi. Non è che quando salvi qualcuno si riposa. O corri, o corri.

Il tempo è mutevole. Le parole dei testimoni Crocodile presenti: “qui ti entra la sabbia in ogni orifizio”. Preferisco non avere l’ardire di commentare. Molti si lamentano delle condizioni, dodici ore in piedi. Servirebbe la mia seggiola da spiaggia, che tutti ben conoscono. Ma non c’è. E Ti voglio vedere portarla in Australia come bagaglio a mano in dodici ore di volo.

L’intervistatore si aggira per la spiaggia, durante la sosta delle gare. Intanto si sono svolte, a mia insaputa e senza filmati, le finali del frangente. E della staffetta Ocean. Naturalmente dominio assoluto degli australiani. Stranamente tra l’altro. Il personaggio, orfano al momento della sua accompagnatrice oramai da giorni, si avvicina a un tavolo di un bar dove una comitiva sta sorseggiando, all’alba delle 16, dei boccali di birra, e candidamente chiede cosa stiano bevendo. Ma per Diana e Toutatis, sei in Australia in spiaggia. Cosa vuoi che stiano bevendo, in boccali di birra, pieni di bevanda che sembra birra, in un pub sulla spiaggia di Glenelg?

Compaiono le gare sprint. Mi guardo la finale maschile. Il vincitore sfreccia come un missile e esce dalle cabine dopo lo stadio dello sprint: forse pensava che i signori al tavolo avessero già ordinato per lui per festeggiare. Nulla di fatto, rimandato nelle grinfie dell’intervistatore.

Torniamo in piscina: e qui contiamo del triplo titolo mondiale della Gym Sportmania Scafati. Doppietta di D’Angelo nel misto e trasporto, accompagnato da Cipriano al bronzo. E vittoria nella staffetta trasporto. Oggi è la giornata per lo Scafati, niente da dire.

Altre medaglie dalla piscina, Vivalda nel torpedo aspettando la gara a pinne, la staffetta della SAFA nella mista lifesaver. Insomma, molti podi. Senza dimenticare Giulia Calistri. Giulia, stranamente, non ha trovato pesci arcobaleno in spiaggia, non ha preso dentro picchetti, non ha inciampato nelle scale dell’impianto e porta a casa un bronzo nel misto e un argento e torpedo. Brava Giulia ma c’è ancora domani. Occhio mi raccomando.

Finiamo sulla spiaggia. Maranello si cimenta nella staffetta lungo percorso 2x1Km. Quarte le ragazze. E brave ragazze. Peccato che lo streaming, per queste gare, non sia previsto.

Il mio Crocodile Dundee è oramai sulla via del ritorno: ma mi spedisce un souvenir natalizio da Hong Kong: poi non dite che non siamo internazionali. La foto di copertina di oggi è tutta per lui.

Campionato Italiano Open – 1/Felicità a momenti, futuro incerto

di Mauro Romanenghi

Italiani Invernali - Marco Orsi al RI con Roberto Odaldi coach

Italiani Invernali – Marco Orsi al RI con Roberto Odaldi coach

Prendi una ragazza il cui sorriso compare probabilmente solo quando vede una persona schiacciata da una pressa idraulica, che neanche quando ha ricevuto come regalo di Natale la Barbie Superpiù con i diamanti veri è riuscita a gioire. Ecco questa è la felicità che dimostra Silvia Scalia da Lecco. Ma oggi, al titolo italiano conquistato con il primato italiano dei 50 dorso, ecco Silvia è riuscita a infilare un filotto di 45 secondi di commento. Un’inversione di tendenza che ha fatto preoccupare Mecasacchi che hanno chiesto una perizia per verificare l’autenticità della Silvia. Di lei invece tecnicamente possiamo dire che ha la migliore apnea del lotto, e esteticamente degli ottimi riccioli.

Iniziano così questi assoluti orfani della Bettona nazionale, impegnata a Tokyo per il CIO non si sa a fare bene cosa. Al suo posto un reggitore di microfono che svolge degnamente il suo compito, nel silenzio più totale e senza che la sua presenza venga pressoché notata. Gli atleti in versione Lascia o Raddoppia vengono cuffiati per rispondere alle domande, ma la risposta non frutterà loro alcun premio. Che comunque essendo intervistati hanno già vinto.

Oggi Sacchi un po’ raffreddato ha una visione distorta della realtà. La verità è che lo sciamano con la costipazione viene fortemente inibito e invece cresce parallelamente la visione negativista: cioè Luca Sacchi porta jella. E così la staffetta delle Fiamme Oro paga questo lato oscuro dello sciamano: data per vincente dal nostro commentatore tecnico, viene bellamente infilata nell’ultima frazione da Zazzeri che supera Orsi allo sprint finale, un po’ come Fauner contro Daehlie nel 1994.

Orsi che comunque appare in questi campionati in discreta condizione. Nella prima giornata sfiora il record italiano dei 50 farfalla e poi lo sigla nei 100 misti, sfruttando la sua potenza in virata. Mecasacchi ricorda come ora appaia molto asciugato, facendo capire a più riprese come una volta il bomber fosse un filo troppo bomber… insomma avesse un po’ di ciccia, ecco.

La Di Liddo si impone nei 100 farfalla e poi come al solito parte in una tirata senza peli sulla lingua. E ci fa sapere che marciare fa bene alla preparazione (forse). Scattare, appuntato Di Liddo.

Mora dichiara dopo la vittoria nei 100 dorso di voler smettere. Di vincere solo in vasca corta. Consiglio l’iscrizione al gruppo anonima velocisti di vasca corta, dove ci si può confessare e liberare dai sensi di colpa di essere persone e soprattutto nuotatori che passano troppo tempo sott’acqua, e per questo hanno sviluppato una dipendenza dall’apnea da cui non riescono più a staccarsi. Coraggio, si può guarire.

Mecasacchi (ma più la parte Meca) parte in una sviolinata sull’arte di Zazzeri e sulla sua produzione, tutta una tattica per farsi regalare un quadro. Sacchi ricorda che per avere un quadro bisogna mettere mano al borsello, ma Mecarozzi nicchia su questa parte della faccenda. In ogni caso, al limite, ci siamo prima io e mia moglie, gli scopritori di Zazzeri.

Cinque record italiani in questa giornata: come detto Scalia e Orsi, poi le due staffette e infine la Panziera nei 200 dorso. Certo un tempo notevole quello della dorsista, ma ancora più notevole che dietro di lei figurino due 2002 e una 2004. Sulla Panziera posso dire ben poco, perché è una delle gare di giornata che purtroppo mi sono perso.

Belfiore, allenatore che inseguiamo da parecchio, lancia un’altra freccia dalla sua faretra. E’ Tarocchi, vincitore a sorpresa dei 400 misti. Il tempo lo proietta al quinto posto alltime, davanti a un certo Luca Sacchi. Quando si dice il caso…

La notizia come sempre non è che abbia vinto la Pellegrini, ma che seconda sui 200 sia la Letrari. Insomma, nulla di nuovo sotto il fronte occidentale.

Mondiali lifesaving Interclub – 3/World record, world ciampions!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 3 - We are the Champions

mondiali salvamento Interclub 3 – We are the Champions

Notizione da Adelaide.

Primo: arriva il sole. E dire che il mio Crocodile Dundee personale mi dava pioggia anche oggi. Invece no. E l’ultimo giorno, come al solito, la grande battaglia delle bandierine. Se io fossi stato un atleta di salvamento, avrei cercato le gare di bandierine in giro per il mondo, facendo vita da ramingo e portando il mio bastoncino e la mia calottina. Potevo fare il profeta delle bandierine, cercando la spiaggia del Dio del flag. Invece no. Scrivo per Acquastampata e Oasport. Bisogna anche sapersi accontentare, a volte.

Facciamo che tu sei la campionessa mondiale Youth di canoa. Qua non conta nulla. Ti arrivano da destra, sinistra, sopra e sotto. Nella ragazze nessuna campionessa mondiale per nazioni ha vinto il titolo di club. La mattatrice qui è stata Naomi Scott, vincitrice di canoa, frangente e Ocean. Mica male la ragazza. Nell’Ocean si pippa la campionessa mondiale in carica. Naturalmente un fisico esile da modella.

Insomma abbiamo inteso: per gli australiani meglio trasmettere il campionato giovanile australiano di Ocean (di fatto questo è) che le gare in piscina dove succede di tutto e di più.

E infatti continuiamo con il mare. Punti italiani nella staffetta Ocean lifesaver: un punto per la SAFA. E bravi ragazzi.
Nelle bandierine Cipriano vince la finale B. Insomma son soddisfazioni, dai!

E andiamoci, in piscina. Ieri due record, uno assoluto e uno Youth. E siccome ci hanno presto gusto, oggi tre!!! Cominciano nel super, dove la Davies riscatta la sconfitta del superlife per nazioni e lima il suo primato mondiale di 12 centesimi: 2’21”61.

Giorno di vendetta oggi: anche Sanna vince il super, Rousseau le pinne battendo la Fabretti e la Garcia, una primatista e l’altra campionessa del mondo in carica. Eh insomma, la vendetta è un piatto che si consuma a freddo. Anche se oggi fa caldo.

Lani Pallister è come la nostra Cusinato: se non le spari non la fermi. E oggi migliora ancora il suo primato mondiale Youth del super. Siamo a 2’23”87.

Le ragazze polacche del Wroclaw, paese che poi sarebbe Breslavia – non è che lo so, me lo ha detto la mia collega polacca, che ha anche tentato invano di insegnarmi la pronuncia polacca non di Breslavia ma di Wroclaw – ci hanno preso gusto e dopo aver sfiorato il mondiale nella staffetta ostacoli lo hanno fatto in quella mista. Naturalmente come un falco sono andato a controllare e sono le stesse quattro che hanno vinto il bronzo in nazionale. Non ci provo neanche a scriverle, già ho fatto fatica a scrivere Wroclaw.

Finisce il mondiale in piscina. Le Rane Rosse vincono il sesto titolo consecutivo. In piscina. Da domani si cambia musica. E naturalmente, senza vedere nulla, cercherò di darvi conto dei giovani Youth italiani impegnati: SAFA, Maranello, Scafati. Restate con noi. Stay tuned!

Mondiali lifesaving Interclub – 2/Il trionfo degli Dei

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 2 - Piper on Ice

mondiali salvamento Interclub 2 – Piper on Ice

Incipit.

C’era un tempo in cui il Nulla regnava. Il tempo prima degli Dei, il tempo in cui non c’era la terra, né piatta come il cervello di alcuni uomini moderni né sferica come la scienza ci dice che sia.

In quel tempo, dalle nebbie della montagna sacra, nacque Caligine. Da Caligine nacque Caos, da Caligine e Caos, in un rapporto che non stiamo a descrivere, nacquero Fumo, Freddo e Fastidio. Tutti costoro, sono qui, presenti, in questo giorno, al Mondiale Aussie!!!
Insieme alle Dee del trasporto manichino, che sono scese in terra fra i comuni mortali a dimostrare come un attrezzo arancione di 40 chili possa volare portato dai fili invisibili della divinità. Come la Parche, tessono la trama di una combinazione di forza e velocità.
Da sole, contro il Destino, verso un’aura giallonera che interrompe il circuito del destino. O anche quello della corrente che ferma il tempo a 1’17”63, nuovo record del mondo della staffetta manichino femminile.

In un giorno in cui non ho visto che il filmato della staffetta per almeno tre volte, in cui mi chiedo come una donna possa portare il manichino da ferma in 18 secondi, il mio amico e mentore ilFogliani lascia la sede dei mondiali non prima di aver tentato di far assiderare la moglie, di passare per stalker fotografando anziane signore in carrozzella e forgiando commenti salaci su giudici dal fisico tutt’altro che marmoreo, più giunonico che venereo, intenti a sostenere i pali della gara di surfski.

Gare non ne ho viste, come detto, ma il clima sì. E se in mare non è certo una festa, lo è in piscina. E qui un po’ di cronaca va fatta. Intanto l’intervista per questo record del mondo. Peggio del peggio: nessuna delle quattro vuole parlare. Vabbè. E una è pure inglese… si sa le divinità non si abbassano a parlare con i semplici speakers.

Otto successi su nove gare, insomma non si può non parlare di dominio IN Sport Rane Rosse nel mondiale per club in piscina. Con Zara Williams e Justine Weyders che baciate dai Lari del misto e del torpedo sfiorano i record di specialità. Anvedi.

Ippolito. Francesco Ippolito. E ce lo aveva pure detto Antonello Cano. Qualcuno di forte che non abbiamo portato ma se lo sarebbe meritato. Qui vince il misto davanti a Davis e Wieck. Il secondo e il primo dei mondiali per nazioni. Se non è una Dea vittoria questa, non so cosa altro.

L’armata IN Sport è internazionale, si sa che i team sono eterogenei, ma che un team australiano ingaggiasse un europeo non si era mai visto. E’ toccato a Margot Fabre, straniera del Northcliffe.

Lani Pallister continua a stupire, e stabilisce il nuovo record del mondo di percorso misto Youth in 1’10”21. Mica pizza e fichi.

In cinque delle nove gare odierne si è realizzato un tempo inferiore di quello necessario per vincere i mondiali per nazioni, e in tre gare erano gli stessi vincitori. Sempre per dire che non è una manifestazione così tanto per fare.

Torno sulla spiaggia: intervistatore a una congelata atleta vincitrice di una batteria del frangente: ”Vorresti vincere i Mondiali?” Risposta congelatissima: “YES”.

Prima di abbandonare la triste città di Adelaide, che lui mi dice essere vuota che più vuota non si può, il mio Crocodile Dundee afferma che le gare non sono ad Adelaide. ma a Oakland. E che raggiungere la spiaggia di Glenelg che è il buco del culo della città non è proprio semplicissimo. I trasporti sembrano come in Italia. Tanti ma tanto inaffidabili.

La foto del giorno la vince però la ragazza, tale Piper, vestita da non ho capito bene cosa in spiaggia per stare al caldo. A piedi nudi. Bravissima. E quindi, anche loro hanno freddo. Ma vanno avanti imperterriti. Non si ferma nulla qui.

Mi sono messo a guardare la canoa Youth. Ha vinto il campione del mondo per nazionali Mitch Coombes. Beh direte voi che sforzo. Col cavolo, in venti secondi sono arrivati tutti e sedici. E i primi tre in un secondo.

Swimming in the pack è la definizione della speaker per il frangente. In mezzo al pack gli italiani, finalmente: Maddalena Daraio, della SAFA, Faccinti della SAFA e Lei del Maranello. E diciamolo allora.

Vi lascio con l’immagine finale. Vento freddo, mare gelato: e dentro, nel bagnasciuga, una bimba di tre anni che sguazza e gioca con la sabbia. Trova le differenze.

Mondiali lifesaving interclub – 1/Torna la glaciazione

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento 6 - IlFogliani agli Interclub

mondiali salvamento 6 – IlFogliani agli Interclub

Lo so vi aspettate un report al giorno, ma non ce la posso fare. Tra l’altro la scelta, che mi aspettavo, per gli Interclub è di fare lo streaming delle gare in mare. Che per gli Youth è come fare lo streaming del campionato nazionale. Ci saranno forse una trentina di club, quando andai a Montpellier me ne ricordo molti, molti di più, forse una cinquantina, da tutto il mondo. Qui di sicuro c’è qualcosa dal Canada, qualche club anglosassone, tedesco e tre italiani: Scafati, Maranello e SAFA (con due team). Ma le finali sono un monologo australiano.

La prima giornata poi rivede il maltempo protagonista. Maranello mi dice che rinuncia alla staffetta torpedo non tanto per le condizioni del mare, dato che la batteria l’hanno fatta, ma perché fa veramente freddo: è una questione di sopravvivenza. E questi vanno agili in costume come se niente fosse. Intendiamoci, la vincitrice di canoa Youth degli Interclub sembra una di quelle che serve la birra all’Oktoberfest. Vedete voi se teme un po’ di acqua fredda.

Un mio amico invece mi manda la foto da Uluṟu (Ayers Rock, per noialtri), la montagna sacra. Lì c’è un sole spettacolare invece.

Sprazzi di Italia si vedono: SAFA Youth in finale B a torpedo maschi.

Ieri invece nella SERC (su cui non mi addentro in modo particolare) sesto posto negli Youth di Maranello. Insomma quando ci si applica…

Lo speaker nonché intervistatore (sempre il solito con la solita giudice) passa circa dieci minuti a spiegare come si fa il cambio della staffetta sprint. Lodevole intento spiegare agli australiani e agli appassionati di salvamento (gli unici secondo me che guardano questi streaming) le regole di questo sport. Un po’ come spiegare agli appassionati di poker come si fa un full.

Ho girellato un po’ per vedere le gare. Alla fine mi guardo le staffette sprint, semifinali e finali A e B. Io gli Open li ho visti per nazioni, e qui vedo gli Youth. L’impressione che mi sono fatto è che è una staffetta dove vince chi fa cadere meno il testimone: penso che almeno metà delle squadre lo abbia lasciato sulla sabbia almeno una volta.

Dalla piscina solo notizie, e ho visto un video che mi è arrivato. Intanto Lani Pallister furoreggia anche in vasca, sfiorando il limite mondiale youth della Gillet nei 200 ostacoli, E poi vince anche il lancio della corda: negli Open, beninteso!

Medaglie italiane (d’argento) dalla IN Sport Rane Rosse, che ovviamente seguo con passione. Due argenti nelle staffette ostacoli, con il solito team superfarcito. Ma nel salvamento è così: pure la Fabre si è australianizzata!!!

Devo dare i risultati? Manoooo! Ma sì ve li do. Kent vince ostacoli. Le polacche la staffetta (vabbè che sforzo sarà la nazionale polacca). Fine. Comunque c’è sempre il link ai risultati. Fighissimo. Manca solo la classifica: in questo caso, fondamentale. Vabbè.

Reduce dal matriaggio, con moglie al seguito raggiunge la location anche il nostro Fogliani, subito accreditato. Beh Vapori e Acquastampata sono gli unici della stampa italiana accreditati. Dite poco??? Mi dicono sua moglie sia felicissima di questa iniziativa.

Un po’ di più i team presenti agli Open: tre team italiani (oltre a IN Sport Maranello e Modena), anche qualche squadra francese, spagnola, una di Singapore e pure una giapponese. Interclub rules…forza ragazzi!

Mondiali lifesaving 2018 – 4/Scontro fra titani!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento 4 - Corri, ragazzo laggiù

mondiali salvamento 4 – Corri, ragazzo laggiù

Prima di scrivere questo pezzo ci ho messo un po’. Ho dovuto cucinare il bollito, che da me si fa con carota, cipolla, sedano e patata. Poi controllare che la lucertola che ospito sul balcone sia a posto, che se no mia moglie si preoccupa (sta bene, è sotto il terriccio). Poi vedere le gare in streaming e qui c’è da dire, dopo. Poi rispondere ai 264 messaggi di Whattsapp di varie ed eventuali. Poi leggere i messaggi di critiche e ringraziamento dei precedenti post.

Inizio: modalità seria on.
Non sono un giornalista. Scrivo per piacere e perché mi piace. Scrivo di salvamento perché lo seguo, e forse ci capisco qualcosa: ma non lo so, dovrei chiederlo a voi. In questa sede e in questo sito scrivo quello che mi passa per la testa. Non farò mai un resoconto delle manifestazioni preciso, e non lo farò seriamente. Per quello scrivo da altre parti, forse anche più lette. Qui siamo tra amici, possiamo essere più tolleranti. Detto questo complimenti e critiche sono tutte ben accette. Perciò mi ricospargo il capo delle ossa della costata di ieri sera e vi informo che per quanto possa prendere in giro, criticare, riderci su, di nessuno penserò mai male né mi permetterò mai di dire che faccia schifo. Molti lo fanno. Io invece voglio bene a tutti, dal campione del mondo a chi fa 55” nel trasporto manichino maschile. Per questo vi prendo in giro, solo qui. Se non ci credete, fatti vostri.

Modalità seria terminata. Poiché siamo alla fine, ho promesso che parlerò di più gente perché me lo hanno chiesto. E lo faccio. Poi non lamentatevi eh!!!

Vado a ruota libera. Oggi inquadrano la tribuna della piscina: enorme, ed enormemente vuota. C’è più gente a vedere gli Esordienti B in una piscina a Milano, a comprare uno smartphone durante il Black Friday, a leggere un mio articolo,. E poi dicono che è lo sport nazionale in Australia. Boh..

In spiaggia vento e onda, mare formato, si dice per la vela. Forse meglio fare windsurf che canoa e tavola, ma per gli australiani e neozelandesi qua si va a nozze. Poco che ci manca che sulla tavola si mettano in piedi e ci ballino sopra.

La prima gara di giornata è la finale di beach flags. Beh intanto a me la finale a otto non piace. La finale si fa a 16. Voglio le mazzate io. Che comunque ci sono. A un certo punto gelo. Lo svizzero elimina l’australiano. Come quando Alinghi batte Australia nella Coppa America. Come se nel canottaggio a Lucerna l’otto australiano perdesse dal club nautico di Ginevra. Come se nel rugby… vabbé avete capito.

Gran casino oggi in spiaggia e in mare. Intanto interrotta la finale di bandierine per dieci minuti per non si sa quale fallo commesso non si sa da chi. Tutto a tarallucci e vino, si riprende. In mare invece finale Ocean femminile: a un certo punto, metà delle atlete si perdono, un gommone attraversa il campo gara con una delle boe gialle, e via così. Per fortuna che avevo detto organizzazione perfetta.

Siccome le gare di salvamento sono già brevi, da quest’anno la finale di Ocean si fa col sistema M shape a eliminazione. Finale a 18, con tre circuiti tavola, canoa e nuoto a doppia andata e ritorno a forma di M. Tutto chiaro? Prima in 18, poi in 12, poi in 6. Temevo anche ci fosse la finale a 3. Per fortuna no. Mi piacciono le gare in mare ma non le formule alla “Highlander: ne resterà solo uno”. Tranne le bandierine, ovvio. Lì mazzate sempre.

L’intervistatore si è innamorato di una giudice e l’ha eletta a speaker tecnico. Peccato che non ci veda tanto bene contro sole e non distingua sempre gli atleti. Soprattutto, non conosce i nomi: quindi sono tutti Australia, France, Belgium, Italy, Japan (che c’è sempre).

Il mare è veramente duro. Nella M shape grande difficoltà a girare la canoa soprattutto se lo devono fare in tre contemporaneamente. A me sembra un gran macello. Pensate che questa dovrebbe, a detta di un delegato che intervistano lì, essere la formula olimpica: M shape a eliminazione. Paura eh?

Allora diciamola tutta: gli australiani sono sessisti? Gare femminili zero! Maddai! Ai mondiali. Non ho visto una gara femminile tranne gli sprint che facevano tutti assieme. E l’Ocean, che era l’ultima. Male male.

Ma con il po po di sito che hanno messo su uno straccio di classifica a squadre la potevano postare ogni giorno? Sempre ‘ste cavolo di foto dei PDF su Facebook. Ma facciamo lavorare un po’ ‘sti webdesigner!

Piscina: ritorniamo fra gli Junior (o Youth, o come diavolo lo vogliamo chiamare). Parliamo di questa Lina Pallister. Quattro gare, quattro vittorie, due record del mondo strappati alle azzurre (purtroppo). Nel superlife dieci metri di vantaggio su tutti, e 2’24” e spiccioli. Nel misto, 1’11”24. Messaggio recepito.

Come ho detto, quel che la sorte toglie, la sorte da. Nakielsky, oro europeo Youth perso per squalifica a settembre, oro e record polacco qui. E con un inglese impeccabile. Si è capito che ci tengo alle lingue?

Ma era proprio il caso di fare la finale B staffetta trasporto Youth femmine con solo gli USA? Fare una finale A a nove era brutto? Ma cosa pensavano, che gli USA migliorassero venti secondi e andassero a prendere l’oro?

Lucrezia Fabretti: sul trasporto a pinne niente da dire. Sull’apnea, nemmeno. Sulla virata, forse qualcosina. Sull’intervista, bisogna lavorarci su.

E adesso una per tutti, e tutti per uno. I voti non li do, non siamo a scuola.

Gilardi. Freddo come il ghiaccio, o come il mare nella giornata di sabato. Che poi è la stessa cosa. Magari i tempi non sono bellissimi, ma la manina davanti è quella che conta.

Musso. Triplete. Mourinho lo vuole già al Manchester. Ma lui ha giurato fedeltà a Fiamme Oro e Rari Nantes Torino. Ultima vera bandiera del salvamento, come Totti e Maldini.

Piroddi. Fa niente se non la hai fatta tu la staffetta lifesaver. Fa niente se non hai vinto pinne. Il trasporto a delfino è spettacolare. Ma come dice il tuo allenatore, al manichino bisogna arrivarci un filo prima. Lavoriamoci su: io ti aspetto, vincente, la prossima volta!

Paragallo. Gare individuali ho visto di meglio da Marcello, ma la partenza della staffetta manichino vale da sola il prezzo del biglietto. Intanto la maglia la hai messa, adesso vediamo di portarla più in alto.

Sanna. Non un mondiale da mettere in cornice, però neanche da buttare. Certo la vestizione del super ha visto giorni migliori. Ma Daniele da sempre il cento per cento, quando serve. E la staffetta torpedo ne è una dimostrazione. Guerriero sardo.

Lentini. Si vede poco, entra in finale a Ocean e contribuisce nelle staffette. Difficile dire qualcosa e infatti non lo faccio.

Volpini. Inizio da lei. Record del mondo inseguito, voluto e preso. Forma spettacolare, forse quella messa meglio della pattuglia azzurra. Non sbaglia nulla. Chapeau.

Meschiari. La voce dell’esperienza. Sembra 37 anni che è in giro invece ne ha solo 26. Ma nel superlifesaver se vuoi batterla devi avere mille anni di esperienza perché se le lasci un metro non la prendi più.

Ferrari. Bob aggiustatutto. C’e da fare misto? Lo fa Samantha. Torpedo? Samantha. Ocean relay da sola? Samantha. Si è rotto l’asciugacapelli di Musso? Chiamate Samantha. Manco fosse la protagonista di Vita da Strega e avesse il tocco magico. Non gli sono riusciti solo gli ultimi 15 metri a torpedo. Ma io sono sempre qui e la aspetto al varco.  

Leanza. Trasporto super. Il tempo non rende giustizia ma il fondale alto neanche. Un bronzo che pesa. Ma la velocità di base, quella forse un filino ma migliorata. Idee personali, of course.

Nigris. Cosa ci fosse non so. Ma la presenza di Serena è stata impalpabile. Persino nello streaming non è mai apparsa in una inquadratura. A 19 anni, può accadere. Ma anche a 29. Vuol dire che c’è del tempo, in mezzo.

Cicali. Portata per il mare, ha fatto il suo lavoro. Che, purtroppo, non ho visto. Quando la presero dissi a un mio amico: vediamo dove arriva. Quello è il livello che deve raggiungere un lifesaver per esser convocato per il mare. Vediamo se è vero.

Le staffette. Prese tre medaglie, su nove gare in piscina. Una su nove in mare. Non conto la SERC. La staffetta trasporto è quella che mi è piaciuta di più, combattiva fino in fondo con un avversario che era nettamente superiore, con dei cambi più che degni di questo nome: da far vedere a scuola. Ma tanto da fare. Il salvamento internazionale è arrivato, non si fanno sconti.

L’inglese. Imprescindibile. Se ce l’ho fatta io a 32 anni, ci può riuscire chiunque. Da 16 a 40.

Un abbraccio (anche da mia moglie)