Mondiali lifesaving 2018 – 4/Scontro fra titani!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento 4 - Corri, ragazzo laggiù

mondiali salvamento 4 – Corri, ragazzo laggiù

Prima di scrivere questo pezzo ci ho messo un po’. Ho dovuto cucinare il bollito, che da me si fa con carota, cipolla, sedano e patata. Poi controllare che la lucertola che ospito sul balcone sia a posto, che se no mia moglie si preoccupa (sta bene, è sotto il terriccio). Poi vedere le gare in streaming e qui c’è da dire, dopo. Poi rispondere ai 264 messaggi di Whattsapp di varie ed eventuali. Poi leggere i messaggi di critiche e ringraziamento dei precedenti post.

Inizio: modalità seria on.
Non sono un giornalista. Scrivo per piacere e perché mi piace. Scrivo di salvamento perché lo seguo, e forse ci capisco qualcosa: ma non lo so, dovrei chiederlo a voi. In questa sede e in questo sito scrivo quello che mi passa per la testa. Non farò mai un resoconto delle manifestazioni preciso, e non lo farò seriamente. Per quello scrivo da altre parti, forse anche più lette. Qui siamo tra amici, possiamo essere più tolleranti. Detto questo complimenti e critiche sono tutte ben accette. Perciò mi ricospargo il capo delle ossa della costata di ieri sera e vi informo che per quanto possa prendere in giro, criticare, riderci su, di nessuno penserò mai male né mi permetterò mai di dire che faccia schifo. Molti lo fanno. Io invece voglio bene a tutti, dal campione del mondo a chi fa 55” nel trasporto manichino maschile. Per questo vi prendo in giro, solo qui. Se non ci credete, fatti vostri.

Modalità seria terminata. Poiché siamo alla fine, ho promesso che parlerò di più gente perché me lo hanno chiesto. E lo faccio. Poi non lamentatevi eh!!!

Vado a ruota libera. Oggi inquadrano la tribuna della piscina: enorme, ed enormemente vuota. C’è più gente a vedere gli Esordienti B in una piscina a Milano, a comprare uno smartphone durante il Black Friday, a leggere un mio articolo,. E poi dicono che è lo sport nazionale in Australia. Boh..

In spiaggia vento e onda, mare formato, si dice per la vela. Forse meglio fare windsurf che canoa e tavola, ma per gli australiani e neozelandesi qua si va a nozze. Poco che ci manca che sulla tavola si mettano in piedi e ci ballino sopra.

La prima gara di giornata è la finale di beach flags. Beh intanto a me la finale a otto non piace. La finale si fa a 16. Voglio le mazzate io. Che comunque ci sono. A un certo punto gelo. Lo svizzero elimina l’australiano. Come quando Alinghi batte Australia nella Coppa America. Come se nel canottaggio a Lucerna l’otto australiano perdesse dal club nautico di Ginevra. Come se nel rugby… vabbé avete capito.

Gran casino oggi in spiaggia e in mare. Intanto interrotta la finale di bandierine per dieci minuti per non si sa quale fallo commesso non si sa da chi. Tutto a tarallucci e vino, si riprende. In mare invece finale Ocean femminile: a un certo punto, metà delle atlete si perdono, un gommone attraversa il campo gara con una delle boe gialle, e via così. Per fortuna che avevo detto organizzazione perfetta.

Siccome le gare di salvamento sono già brevi, da quest’anno la finale di Ocean si fa col sistema M shape a eliminazione. Finale a 18, con tre circuiti tavola, canoa e nuoto a doppia andata e ritorno a forma di M. Tutto chiaro? Prima in 18, poi in 12, poi in 6. Temevo anche ci fosse la finale a 3. Per fortuna no. Mi piacciono le gare in mare ma non le formule alla “Highlander: ne resterà solo uno”. Tranne le bandierine, ovvio. Lì mazzate sempre.

L’intervistatore si è innamorato di una giudice e l’ha eletta a speaker tecnico. Peccato che non ci veda tanto bene contro sole e non distingua sempre gli atleti. Soprattutto, non conosce i nomi: quindi sono tutti Australia, France, Belgium, Italy, Japan (che c’è sempre).

Il mare è veramente duro. Nella M shape grande difficoltà a girare la canoa soprattutto se lo devono fare in tre contemporaneamente. A me sembra un gran macello. Pensate che questa dovrebbe, a detta di un delegato che intervistano lì, essere la formula olimpica: M shape a eliminazione. Paura eh?

Allora diciamola tutta: gli australiani sono sessisti? Gare femminili zero! Maddai! Ai mondiali. Non ho visto una gara femminile tranne gli sprint che facevano tutti assieme. E l’Ocean, che era l’ultima. Male male.

Ma con il po po di sito che hanno messo su uno straccio di classifica a squadre la potevano postare ogni giorno? Sempre ‘ste cavolo di foto dei PDF su Facebook. Ma facciamo lavorare un po’ ‘sti webdesigner!

Piscina: ritorniamo fra gli Junior (o Youth, o come diavolo lo vogliamo chiamare). Parliamo di questa Lina Pallister. Quattro gare, quattro vittorie, due record del mondo strappati alle azzurre (purtroppo). Nel superlife dieci metri di vantaggio su tutti, e 2’24” e spiccioli. Nel misto, 1’11”24. Messaggio recepito.

Come ho detto, quel che la sorte toglie, la sorte da. Nakielsky, oro europeo Youth perso per squalifica a settembre, oro e record polacco qui. E con un inglese impeccabile. Si è capito che ci tengo alle lingue?

Ma era proprio il caso di fare la finale B staffetta trasporto Youth femmine con solo gli USA? Fare una finale A a nove era brutto? Ma cosa pensavano, che gli USA migliorassero venti secondi e andassero a prendere l’oro?

Lucrezia Fabretti: sul trasporto a pinne niente da dire. Sull’apnea, nemmeno. Sulla virata, forse qualcosina. Sull’intervista, bisogna lavorarci su.

E adesso una per tutti, e tutti per uno. I voti non li do, non siamo a scuola.

Gilardi. Freddo come il ghiaccio, o come il mare nella giornata di sabato. Che poi è la stessa cosa. Magari i tempi non sono bellissimi, ma la manina davanti è quella che conta.

Musso. Triplete. Mourinho lo vuole già al Manchester. Ma lui ha giurato fedeltà a Fiamme Oro e Rari Nantes Torino. Ultima vera bandiera del salvamento, come Totti e Maldini.

Piroddi. Fa niente se non la hai fatta tu la staffetta lifesaver. Fa niente se non hai vinto pinne. Il trasporto a delfino è spettacolare. Ma come dice il tuo allenatore, al manichino bisogna arrivarci un filo prima. Lavoriamoci su: io ti aspetto, vincente, la prossima volta!

Paragallo. Gare individuali ho visto di meglio da Marcello, ma la partenza della staffetta manichino vale da sola il prezzo del biglietto. Intanto la maglia la hai messa, adesso vediamo di portarla più in alto.

Sanna. Non un mondiale da mettere in cornice, però neanche da buttare. Certo la vestizione del super ha visto giorni migliori. Ma Daniele da sempre il cento per cento, quando serve. E la staffetta torpedo ne è una dimostrazione. Guerriero sardo.

Lentini. Si vede poco, entra in finale a Ocean e contribuisce nelle staffette. Difficile dire qualcosa e infatti non lo faccio.

Volpini. Inizio da lei. Record del mondo inseguito, voluto e preso. Forma spettacolare, forse quella messa meglio della pattuglia azzurra. Non sbaglia nulla. Chapeau.

Meschiari. La voce dell’esperienza. Sembra 37 anni che è in giro invece ne ha solo 26. Ma nel superlifesaver se vuoi batterla devi avere mille anni di esperienza perché se le lasci un metro non la prendi più.

Ferrari. Bob aggiustatutto. C’e da fare misto? Lo fa Samantha. Torpedo? Samantha. Ocean relay da sola? Samantha. Si è rotto l’asciugacapelli di Musso? Chiamate Samantha. Manco fosse la protagonista di Vita da Strega e avesse il tocco magico. Non gli sono riusciti solo gli ultimi 15 metri a torpedo. Ma io sono sempre qui e la aspetto al varco.  

Leanza. Trasporto super. Il tempo non rende giustizia ma il fondale alto neanche. Un bronzo che pesa. Ma la velocità di base, quella forse un filino ma migliorata. Idee personali, of course.

Nigris. Cosa ci fosse non so. Ma la presenza di Serena è stata impalpabile. Persino nello streaming non è mai apparsa in una inquadratura. A 19 anni, può accadere. Ma anche a 29. Vuol dire che c’è del tempo, in mezzo.

Cicali. Portata per il mare, ha fatto il suo lavoro. Che, purtroppo, non ho visto. Quando la presero dissi a un mio amico: vediamo dove arriva. Quello è il livello che deve raggiungere un lifesaver per esser convocato per il mare. Vediamo se è vero.

Le staffette. Prese tre medaglie, su nove gare in piscina. Una su nove in mare. Non conto la SERC. La staffetta trasporto è quella che mi è piaciuta di più, combattiva fino in fondo con un avversario che era nettamente superiore, con dei cambi più che degni di questo nome: da far vedere a scuola. Ma tanto da fare. Il salvamento internazionale è arrivato, non si fanno sconti.

L’inglese. Imprescindibile. Se ce l’ho fatta io a 32 anni, ci può riuscire chiunque. Da 16 a 40.

Un abbraccio (anche da mia moglie)

Mondiali lifesaving 2018 – 3/Tutti al freddo!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento 3 - Scaldiamoci!

mondiali salvamento 3 – Scaldiamoci!

Maritaggio terminato. Il nostro Fogliani si da al turismo, ma i miei Crocodile Dundee australiani sono sulle sue tracce e mi dicono che da Sidney potrebbe comparire d’improvviso negli specchi d’acqua di Adelaide. Attenzione lifesaver, i Vaporidicloro sono pericolosi!

Ieri l’intervistatore si aggirava come un falco predatore per cogliere le impressioni dei protagonisti della gara di pinne.
Alla fine, dopo alcuni vani tentativi, comprende che forse dopo una gara di 50 secondi di cui circa 30 in apnea non è il caso di insistere.

Oggi invece iniziano le gare in mare. Fa freddo. Piove. L’acqua è gelata. Lui si avvicina a un atleta e chiede: “fa molto freddo oggi vero?”. Bella domanda da fare a uno che deve stare in costume a 15 gradi. E poi conclude: “Benvenuti in Australia”. Ma vai a quel paese va!

Detto questo oggi sarà il freddo, sarà che giocano fuori casa, i neozelandesi commettono un po’ troppi pasticci. Perdono la staffetta torpedo inciampando sull’ultimo metro, le due staffette sprint perdendo il testimone, e a mio modo di vedere anche il mondiale a squadre. Sento profumo di titolo per l’Australia, ma potrei sbagliarmi. Comunque dai calcoli di Longobardo, effettuati rigorosamente a mano con l’abaco del 1914, sono avanti.

L’Italia compie un’impresa storica, con la prima medaglia nella staffetta torpedo maschile (a memoria di Longobardo, quindi sguinzaglierò i miei C.D. InvestigAlligators per confermare).

La gara me la gusto tutta in diretta, e ci spero un po’ anche per l’oro. Ma anche un bronzo va benissimo: purtroppo non posso urlare troppo, mia moglie dorme ancora e potrebbe morire d’infarto e/o uccidermi.

Oggi è un giorno d’Egitto. Che poi con un freddo così, è un controsenso. Eppure vincono il frangente, grazie a un inciampo dell’irlandese Cahill ma anche al fatto che il lifesaver egiziano era lì in agguato: anche in Egitto, vi ricordo, ci sono i coccodrilli.

Poi non contenti vincono anche la staffetta sprint. Insomma, non ci sono solo Nuova Zelanda e Australia.

Altro sgarro alle due superpotenze arriva dalla canoa maschile è uno dei fratelli Notten a vincere, battendo in volata Bevilacqua. Chissà di che origini è questo australiano.

Modalità seria attivata. Arriva la Eaton alla fine dello sprint femminile, vinto anche qui al fotofinish. E scoppia in lacrime. La dedica va al papà scomparso a settembre. Ciao anche da parte nostra, un abbraccio!

Considerazioni ambientali. La spiaggia è piena di alghe, marroncina e il mare marroncino. Insomma, mi ero immaginato diversa la spiaggia dei Mondiali.

Due parole le meritano anche gli Junior. Primo giorno e quattro record del mondo. I due individuali tra l’altro strappati a Nigris (misto donne) e Ippolito (ostacoli uomini). Nella corda impressionanti i due sudafricani. Il ragazzo del lancio ha fatto credo 5 tirate e il compagno era già lì: in 9”17. Il compagno credo che abbia avuto paura di finire spiaccicato contro la parete. Tanto per dire, i vincitori della corda avrebbero vinto anche tra i senior e la Palister, vincitrice tra le ragazze, sarebbe stata argento dietro la Williams. Speriamo per loro in un futuro radioso

Esordiscono anche le nostre due portacolori. Lucrezia Fabretti è bronzo nel misto, a Francesca il torpedo si incastra in mezzo alle pinne. Il piatto forte arriva domani. Vedremo.

Mondiali lifesaving 2018 – 2/Cambi e ricambi, sudore e lacrime

di Mauro Romanenghi

Mondiali salvamento 2 - Vive la France

Mondiali salvamento 2 – Vive la France!

Ieri mi sono arrivate le foto del matriaggio. Il Fogliani sembrava una via di mezzo tra il nonno del telefilm de “I mostri” e un modello di Tom Ford. Elegantissimo. La figlia, ovviamente, il massimo dello splendore. Foto privatissime, già vendute alle migliori riviste del Sud Australia tra le quali Walkabout Creek Magazine.

Ieri ci sono cascato, lo ammetto. Ho scritto per la stampa specializzata che la staffetta lifesaver era Piroddi, Paragallo, Ferrari, Leanza. Ma intanto si vedeva benissimo che l’ultima era la Volpini (si vede entrare anche nel video). Poi sul podio c’è Musso. Ma nè la FIN nè la stampa specializzata nè nessun altro sito se ne è accorto. Non muore nessuno, comunque diamo a Cesare quello che è di Cesare.

Oggi in ben due persone mi hanno spiegato quello che un po’ immaginavo.
Il gesto del triplete è la vittoria europea, mondiale e dei World Games (che sono i Giochi non olimpici: oh, il salvamento ha questi).

Sempre i miei Crocodile Dundee sguinzagliati mi dicono che anche Gilardi ha sbagliato l’ultimo ostacolo dei 200, per quello era più lento. Non me ne sono accorto, cospargo il capo di costine avanzate dal barbecue di Fogliani.

E diciamolo: le gare individuali di Nigris e Paragallo non lasceranno il segno nella storia di questo mondiale. Mi spiace per i due bravi ragazzi: si rifaranno.

Non è purtroppo neanche il mondiale di Daniele Sanna. Ieri così così, oggi c’era il superlife. Che poi è anche il nuovo nome della nostra trasmissione. E la gara più bella. Ma non bisogna sbagliare niente. Soprattutto la vestizione, che questa volta non va. E da lì è tutta in salita. Quarto Daniele, ma noi ti vogliamo bene lo stesso.

Chi non sbaglia sono il Gilardi e Silvietta. Gila se la lega al dito da ieri. Silvia non può finire così. E ricamano due superlife da incorniciare, anche con dei tempi non proprio eccelsi. Ma in una rassegna iridata dove nulla è scontato, dove si vince per pochissimo, nulla si può regalare. E Silvia ci da la sua perla: apnea alla Barbati ai 100 metri dopo la vestizione, prende quei due metri sulla Rousseau e via. Come dice il telecronista, non la prendono più.

Silvia che spiccica almeno due parole in inglese. Ragazzi qua un bel corso di inglese per sportivi bisogna farlo. Ma proprio tutti: i giapponesi non riescono nemmeno a tradurre la parola  “arigatou” (grazie). Male male. Chi non ha bisogno di corsi sono i tedeschi, soprattutto le tedesche e soprattutto non hanno più bisogno di lezioni di cambi di staffetta. Il ricambio per Elena Prelle è arrivato, e anche il successo nella gara più ambita: la staffetta trasporto. Secondo me la più difficile e la più bella delle staffette del salvamento.

Nelle staffette trasporto femminili, festival degli e(o)rrori. Mai viste cose così. Manichini persi (anche il primo cambio italiano non esente da errori), sbagli al muro, lentezza esasperante. Persino la Francia che era in testa perde il manichino nell’ultimo passaggio. E la Germania ringrazia e va.

Quel che la sorte toglie, la sorte dà. Staffetta mista femminile. L’Australia è la squadra più forte. Ma la terza staffettista decide di perdere la bretella. A quel punto rientrano tutte e cambiano in cinque sulla stessa linea. Parte la Weyders come una furia. Si buttano Francia e Australia sulla piastra. Prima Australia, ma io ho visto la Weyders davanti. Il tempo della Francia non c’è. Poi compare: sono tre centesimi di vantaggio per le transalpine. Neanche Wes Craven poteva fare un thriller così. Lacrime finali per tutti.

Magali Rousseau: cinque finali in un pomeriggio. Non è come il magico 2014, ma la classe è quella. Seconda nelle pinne, quarta a super, finale a trasporto, seconda nella staffetta trasporto. Alla fine ce la fa. Oro. A tutti gli atleti che si lamentano che fanno troppe gare, andate a portare fuori il cane: quello è il vostro sport, come dice un mio amico. Lo sport fatelo fare a quelli come Magali.

Da ultimo, menzione alle nostre brave Juniores che si cimentano un po’ in mare. Poco poco, nel frangente e sono nelle dieci, e nella staffetta tavola, e sono seste. Le nazioni presenti sono pochine, una dozzina. Triste, lo so. Ma mai quanto le tribune del centro natatorio di Adelaide, che sono a mio avviso desolatamente vuote.

Glenelg Beach, complice forse il mare mosso e il molto vento, mi sembra una spiaggia sporchina, piena di alghe e il mare è bello marroncino. In questo mare come potete vedere in questo video i francesi vincono in modo spettacolare l’unica gara che non è stata appannaggio di Australia e Nuova Zelanda. Dopo l’intervista i due ragazzi sono stati fatti sparire perché il governo australiano ha messo una taglia sulla loro testa, come nemici del popolo.

BBQ4all!

Mondiali Lifesaving 2018 – 1/Mr Crocodile Dundee in azione

di Mauro Romanenghi

Jacopo Musso - Mondiali salvamento, Adelaide 2018

Jacopo Musso – Mondiali salvamento, Adelaide 2018 (Mauro Romanenghi)

Insomma un po’ lo invidio ilFogliani, scritto tutto attaccato come ai bei tempi del forum.
Là al sole australiano, a farsi aperitivi in spiaggia mentre aspetta il solenne matriaggio della figlia e un bel barbecue finale! 

E io qui, a sorbirmi ‘sti mondiali… ma dai che sto scherzando!

Si comincia. E si comincia con luci e ombre al primo giorno. Ma che, dico dico, Silvia mi combini? Guardo lo streaming e sei in finale B degli ostacoli, tu la regina del sottopassaggio. E pure nel misto. Bah, indagherò ma la cosa mi puzza. Nel frattempo mi godo le apnee fantastiche della Zhang che fa la festa alla Gillett, una mia vecchia conoscenza. Che gli ostacoli non se li è scordati, e il suo 2’06” lo sa ancora fare. Brava la mia Chelsea, tengo ancora la sua cuffia.

Ostacoli che non sorridono a Federico. Maddai, non puoi farti fregare da Kent così all’ultima apnea, oramai era fatta. Urlo di disperazione ma va così. Resta il superlife, ma questa occasione andava sfruttata! Comunque sempre meglio del cinese Ling che mentre è al comando delle operazioni si schianta contro la sesta barriera ai 150 metri. Son ragazzi, si rifaranno!

Polonia stellare nella 4×50 ostacoli femminile. Dopo Scuola di polizia, Scuola di ladri e Monster University, il prossimo è il film polacco Lezioni di sottopasso. Secondo me il re degli ostacoli Fabio Tadini della Nuotatori Milanesi è stato in Polonia questa estate, non in Australia.

Lo streaming della manifestazione è bellissimo, e c’è pure l’intervista a bordo vasca. Mi dico che prima o poi arriverà il momento degli azzurri. Che infatti arriva con la Volpini. L’intervistatore già fa il primo errore: va a bordo vasca alla fine di una gara di pinne, dove gli atleti sono mezzi morti. E poi fa la fatidica domanda (in inglese) come è stata la gara. Risposta di Federica: carina (nice). Ma come carina!!!! Hai fatto il record del mondo e hai vinto un mondiale, dovresti esplodere. Vabbé ci toccherà invitare Federica a Superlife, ho capito.

Musso 1: già Musso lo intervistiamo dopo la gara, con calma. Un po’ meglio, ma c’è da lavorarci un po’ su sulle interviste. La prossima puntata di Superlife, domande in inglese di Andrea astrolifesaver Longobardo. Promessa e minaccia!

Musso 2: mostra il tre a fine gara, e ripetutamente. Adesso che va di moda il triplete, dobbiamo capire a cosa si riferisce. Manderò ad indagare sul posto il mio Mr Crocodile Dundee.

Vincitori dell’intervista di giornata la staffetta mista argentina, superbamente condotta dalla sua rappresentante femminile. Exciting (anche la rappresentante…).

Continuano le luci e le ombre. Le staffette ostacoli non brillano di certo, anche se non sono mai state supercompetitive in generale. Ma poi guardo le apnee maschili degli azzurri. Eh no, senza la delfinata, ragazzi, non ci siamo. Da rivedere.

Io dico che il line throw a me piace un sacco. E che con 14-15 secondi si fanno i punti. Noi siamo fuori dai punti maschili e con due punti femminili. Se ce la fa Hong Kong secondo me ce la possiamo fare pure noi.

Samantha Ferrari, prima della superba frazione a pinne, esplode negli ultimi quindici metri del torpedo femminile. Era in lotta per l’argento, e giunge settima. E’ ancora seduta a bordo vasca a capire cosa sia successo, in quegli ultimi maledetti sporchi quindici metri.

Se non è squalifica quella della Weyders nel torpedo, allora non so quando può esserci una squalifica. Secondo me il manichino era ben oltre i 5 metri. Il giudice forse guardava la staffettista argentina.

Alla fine della giornata mi chiama Andrea Longobardo e mi da la classifica parziale delle nazionali Senior e Youth. Che non c’è da nessuna parte. L’ha calcolata a mente. Mi fa un po’ paura questa cosa.

Compresa la SERC, abbiamo dieci nazioni vincitrici delle prime dodici gare. Con tre continenti rappresentati. Più competitivo di così il salvamento come lo volete? Alle Olimpiadi, dice mia moglie!!