Euro Lifesaving Youth – facce di bronzo e una più di Bertoldo!

di Mauro Romanenghi

NazionaleJuniorNuotoSalvamento_DanieleBearzotti

Nazionale Junior Nuoto Salvamento – Daniele Bearzotti

E insomma anche questo giro lasciamo il titolo di Campioni d’Europa e dovremo andarcelo a prendere un altro anno. Alla fine infatti l’Italia junior è terza nella classifica overall per nazioni.

Intanto complimenti a tutti i ragazzi per il loro impegno, la dedizione, il fatto di essersi allenati tutta l’estate e soprattutto, per due di loro, per il fatto che non avranno neanche il tempo di riposarsi e partiranno per l’Australia. Unica consolazione, anziché brutto e freddo troveranno il sole e il caldo (speriamo).

Partiamo però con le note positive, e mi metto in modalità di serio commentatore.

Abbiamo dei grossi talenti, molto giovani e tutti ancora da scoprire. Ne citerò tre, senza nulla togliere agli altri che conosco e seguo da tempo e continuerò a seguire con piacere.

Credo che un record del mondo assoluto durante una manifestazione giovanile non si fosse mai visto. Lucrezia Fabretti, il cui talento è indiscusso, ha messo in campo al mattino una gara perfetta, anche se lo streaming e i video non rendono giustizia alla sua prestazione. Il trasporto delfinato ha pagato, alla fine, per lei che delfinista lo è. Quasi un secondo e mezzo di miglioramento per arrivare al 50”78, che demolisce il precedente primato. Non so se ci capiamo ma poco più di dieci anni fa si andava a podio nei maschi con questo tempo ai mondiali.

Francesca Pasquino, otto medaglie di cui cinque d’oro, schierata in quasi tutte le staffette, il futuro del superlife nostrano. Valida anche in mare come dimostra il bronzo dell’Ocean donne, prima medaglia in questa gara a mia memoria. Unico podio raggiunto con gli attrezzi nelle gare oceaniche.
Il tempo a super non rende giustizia, ma qui spesso la vittoria è quello che conta.

Andrea Vivalda, acerbo ragazzo del 2001 ma già in grado di fare 46” a pinne. Qui vince le gare del torpedo e di pinne, appunto, con grande superiorità. E conquista un bronzo a bandierine. Insomma, che altro dire???

Gare in piscina vinte per l’ennesima volta. Ma con distacco contenuto. Settanta punti su Spagna e Germania, direte voi, sono tanti. Vedremo che non è così.

Staffette di livello altissimo. Questi ragazzi potrebbero competere per una medaglia Senior senza sfigurare contro nessuna società italiana assoluta. Un tempo di 1’41” nella mista donne la dice tutta. Ma anche i tempi delle staffette trasporto sono assolutamente competitivi, difatti rappresentano il nuovo primato italiano di nazionale per la categoria.

Ho visto anche tante finali nelle gare oceaniche. Quattro medaglie conquistate, anche se due nelle gare nuotate. C’è quindi un grosso miglioramento. Significa che l’Europa è, a livello giovanile, più vicina. Ma ancora lontana.

E adesso, torno in modalità lifesaver (poco) misterioso e vi beccate i soliti giudizi tranchant. Chi vuole può leggere, chi non vuole può continuare a leggere i report federali, dove devo ancora capire chi sia il Mattia componente della staffetta trasporto maschile oro a questi campionati.

Come sia possibile non preparare una pagina di risultati su un sito di una manifestazione internazionale è veramente incomprensibile. Dopo due giorni, ancora nessuna notizia, bisognava cercare nelle foto della pagina Facebook (come se in Italia dessero i risultati delle gare su WhatsApp). Al termine della manifestazione, risultati ancora incompleti: non parliamo dei nomi degli staffettisti. E delle classifiche per nazioni, neanche l’ombra. Bocciati.

Programma delle gare sul sito FIN, alla voce partecipanti. Gare di staffetta, in generale suonava così.
Staffetta tavola f: Italia
Staffetta tavola m: Italia
Ma va?

Il fattore K colpisce anche in Irlanda. Giulia Calistri diventa Kallistri. E viene subito squalificata a torpedo, alla seconda gara in programma. Fantastico. Per fortuna questo giro Giulia è più forte delle sua proverbiale sfortuna e nessun macigno le cade sui piedi né trova manichini storti. Hanno anche chiamato un lepricano irlandese ma non se l’è sentita di infierire. Brava Giulia.

Proprio con i nomi degli allievi di Bachetti gli irlandesi non ci azzeccano: Mattei diventa Mattie. Mai come il nostro sito, però.

Le gare in streaming sono una diretta Facebook. Il primo giorno, da un angolo della piscina. Immaginatevi cosa si vede dal lato opposto. Poi si mettono dietro i blocchi. La situazione migliora fino a quando la telecamera non viene data in mano a qualcuno che probabilmente ha bevuto una Guinness di troppo. Potete immaginare il risultato.

Una più di Bertoldo: questa la descrizione delle disavventure delle staffette maschili.
Tre squalifiche su sei gare. Prima un frazionista (si dice il peccato non il peccatore) esce dalle piastre anziché lateralmente nella staffetta mista. Poi agganciano il torpedo dopo la boa nella staffetta torpedo in mare. Poi si sbaglia la boa nella staffetta tavola. Calcolando che il terzo posto è sfuggito di 38 punti e una è un primo posto…Sob!

 

Ma io dico se avete il drone perchè non fare la diretta streaming delle finali in mare?
O almeno mettere i video. Saranno cinque minuti. NCS: non ci siamo.

La Gran Bretagna è arrivata a 88 punti dall’Italia. In piscina era a 300 punti di distacco. Questa è la nostra differenza in mare dove loro fanno circa 500 punti. L’Irlanda, quinta assoluta, ne fa circa 430. Il problema non sono queste due nazioni, che come detto hanno un grosso distacco dopo la piscina. Sono Germania e Spagna: che hanno fatto 380 punti e 400 punti. L’Italia, 270, meno anche del Belgio. Vero che ci sono state squalifiche pesanti, che avrebbero portato gli azzurrini quasi al primo posto. Vero che le hanno avute pure gli altri.

Parliamoci chiaro: Italia del SERC penultima e nel lancio della corda non qualificata in nessuna finale. Queste tre gare valgono sessanta (60, sei-zero) punti. Se arrivi in finale A prendi almeno 10 punti. Non è così difficile. Calcoliamo che la gara maschile vedeva al via in finale A cinque squadre. A voi le considerazioni del caso.

Ogni tanto mi soffermavo a vedere i risultati delle gare in piscina oltre il podio. Di sicuro alcune squadre sono molto più preparate per il mare, per cui la piscina è per loro onor di firma. Ma alcuni tempi, diciamolo, sono a livello categoria Ragazzi…e neanche troppo forti.

Insomma, siamo a un Campionato Europeo, dopotutto. Alla prossima!

Campionati italiani estivi di categoria di salvamento 2018

di Mauro Romanenghi

spettatore misterioso - CampionatiCategoriaEstiviSalvamento 2018 - Mauro Romanenghi

spettatore misterioso – CampionatiCategoriaEstiviSalvamento 2018 – Mauro Romanenghi

Un lifesaver poco misterioso… racconta i campionati estivi 2018.

Purtroppo devo dare le dimissioni da Lifesaver Misterioso. Sarebbe come se Darkpool, l’antieroe del nuoto di Corsia4, rivelasse la sua identità. Come se Peter Parker spifferasse di essere l’Uomo Ragno. Come se Batman andasse dal commissario Gordon senza la maschera. Come se Ironman si rivelasse come Tony Stark (ah no quello è successo).
Vabbè mi tocca farlo, il quieto vivere è più importante del salvamento.

Il… Forno italico. Così possiamo chiamare lo Stadio del Nuoto nei giorni dei campionati italiani estivi di salvamento. La nuova denominazione ha nome e cognome ma qua siamo una setta quindi la spia non si fa. Un caldo pazzesco, tanto che i gazebo si sono lamentati per non riuscire a trovare refrigerio.

Ben 24 record italiani. Il primo a stabilirlo, subito alla prima gara, una Esordiente A. Che vorrebbe salire sulla corsia per festeggiare. Ma poi, fortunatamente, non lo fa. Meglio così, brava. Spero ci salirà un’altra volta, da più grande, senza correre via dalla corsia verso le tribune come Forrest Gump.

Questa cosa degli stranieri mi sfugge di mano. Adesso basta che ci sia uno straniero anche da Esordiente A e bisogna premiare quattro/sei atleti e/o sedici/venti staffettisti. Per fortuna che la squadra si premia lo stesso, se no sai quante coppe bisognerebbe prendere. Se la cosa prendesse piede nel calcio, la prima squadra la devono prendere in serie C1.

Prova Esordienti A a pinne: pronti via e la pinna rimane sul blocco. Una sola pinna. Ferma lì, a testimonianza che tutto può succedere. Io però mi ricordo di averne viste perdere, sempre sul blocco, tutte e due. Anche l’impossibile, per quanto improbabile, può accadere. Coraggio.

Se sei sfortunata la sfortuna ti perseguita. Stessa atleta della pinna smarrita, vince il trasporto manichino: con il nuovo record italiano. Peccato che non sia record, perchè è stato già battuto l’anno prima. Cose che succedono.

Non so come inseriscano i record nelle classifiche elettroniche, ma i primi due giorni hanno richiesto un po’ di rodaggio. Poi tutto è filato via (quasi) liscio.

Scena: due allenatori parlano dell’alimentazione corretta. Arriva l’atleta.
“Mi dai dei soldi per andare al bar?”
“Cosa devi comprare?”

“Il magnum”
Bene.
Dopo pochi minuti arrivano due gioiose ragazze col caffèzero.
Si dice il peccato, non il peccatore.

Scena: due allenatori guardano il manichino con pinne. Parte la gara e i due vogliono vedere cosa succederà all’atleta che troverà il suo manichino perfettamente orizzontale e parallelo alla testata dei 50 metri. Non si scompone, lo prende e va.

Domanda: “Ma perchè non ti fermi?”
Risposta: “E farmi un altro 50 sotto?”
Beata gioventù.

I manichini si spostano da soli al Foro, è ufficiale. Durante la gara di misto, alcune correnti marine portavano i manichini anche verso i 45° rispetto alla corretta direzione. Anche qui, nessuno si scompone. Oh se uno sta morendo mica lo si vuole salvare nella posizione corretta.

Da un’analisi biomeccanica eseguita in tempo reale è stato stabilito che la staffetta della Nuotatori Milanesi Junior femmine per stabilire il nuovo record italiano ha percorso in subacquea il 43,7% della competizione. Il coach conferma i dati in nostro possesso.

Le premiazioni delle gare hanno una durata infinita. Devono contemplare: ingresso dei tre o più atleti (sessantaquattro in caso di staffette con stranieri dentro), presentazione, salita con scritta sul tabellone e stretta di mano a tutti gli altri, foto sul podio, foto vicini sul primo gradino del podio. Infine, immancabile, selfie. Poi si esce. E solo dopo, entrano gli altri. Bello eh, ma un po’ lunghetto.

Scena finale. Il giudice arbitro (Ciao, Jerry!) raccomanda ben due giorni di fila di mantenere il manichino in posizione corretta di galleggiamento durante il superlife già dalla partenza.

Raccomandazione recepita e trasmessa agli atleti e agli aiutanti. Prima serie al via della giornata. L’aiutante tiene il manichino con la faccia rivolta verso gli atleti in partenza. Perfetto. Scripta manent, verba volant.

Alla prossima.

FuoriOnda 18 – Carlotta Gilli, un’atleta tutto d’un fiato

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, oggi in totale autonomia al Settecolli di Roma 2018. In redazione come sempre Marco Agosti. Supporto morale di Mauro Romanenghi e Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro.

Ospite Carlotta Gilli, atleta della Rari Nantes Torino e delle Fiamme Oro pluricampionessa mondiale del nuoto paralimpico, atleta di nuoto e nuoto per salvamento.

Come una macchinetta Carlotta Gilli ci spiega la sua situazione attuale, la sua partecipazione al Settecolli e la sua sorpresa per i tempi ottenuti. E poi sempre spedita verso gli Europei di luglio, a Dublino. Come per il nuoto, patria della birra.
Attendiamoci da questa macchina da guerra delle belle soddisfazioni. E siamo sicuri di ritrovarci più avanti: sempre su FuoriOnda, l’unico podcast sul nuoto italiano e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 1 luglio 2018 allo Stadio del Nuoto di Roma durante la 55° edizione del Settecolli.

credit foto: Laura Vergani/acquastampata

FuoriOnda 2 – Messico e nuvole

di Redazione Podcast

 

Grandi emozioni, grandi prestazioni e grandi talenti. Oggi la squadra è a ranghi ridotti (complice il precedente terremoto), ma l’occasione è ghiotta. Beccati al rientro a Fiumicino, i tecnici della FINP Federica Fornasiero e Riccardo Vernole vengono intervistati al volo, anzi all’atterraggio! Come l’undici dell’Azteca nel 1970, così l’undici azzurro paralimpico ha fatto parlare di sè per una settimana. Trentotto medaglie trentotto, con ben venti successi. Tutti a medaglia individuale più le staffette, ben nove all’oro. Qualche record. Età media 23 anni, ma l’età non conta come dice Federica Fornasiero raggiante. Infatti si va dai 16 anni della debuttante Carlotta Gilli pentacampione del mondo (e anche atleta FIN sia per il nuoto sia per il Salvamento) fino ai 38 anni di Efrem Morelli.

Il resoconto di come è andata lo trovate solo nell’unico podcast sul nuoto italiano…e non solo.

Con Laura Vergani, conduttrice e Mauro Romanenghi la spalla, tecnico della IN Sport Rane Rosse

Ospiti il CT della nazionale di nuoto paralimpica Riccardo Vernole e Federica Fornasiero Responsabile Tecnico “atleti di interesse nazionale” della FINP.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su http://audionautix.com/

credit foto: FINP

Puntata registrata il 8/12/2017