SuperLife 5 – AustraloMondiali!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti:i graditi ritorni di Federico Gilardi e Jacopo Musso, campioni mondiali di superlife e torpedo.

Si parla di Mondiali. L’Italia torna dall’Australia con un nuovo record del mondo, quattro
titoli mondiali e un quinto posto nella classifica assoluta. La piscina, la spiaggia e il mare scuro, il vento, il freddo, le intervistea bordo vasca! Ma anche tante medaglie, qualcuna inaspettata. Insomma il commento degli ultimi mondiali australiani dalla viva voce dei protagonisti…soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento sempre sul pezzo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto: IlFogliani

Mondiali lifesaving Interclub – 6/ i Titani si scontrano sempre sulla sabbia

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub - Titani on the beach

mondiali salvamento Interclub – Titani on the beach

Nel 2014 sono andato ai Mondiali interclub a Montpellier. Allenavo allora una senior, che fece delle oneste gare e una finale a frangente. E delle Junior, alcune delle quali ora sono delle Senior e hanno vinto titoli assoluti di staffetta. E ricordo ancora il Maroochydore, squadra junior della Chelsea Gillet, con cui ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere. Il suo allenatore mi regalò la sua cuffia. Oggi il Maroochydore vince il mondiale Youth interclub, dopo aver dominato in mare e in vasca, e col terzo posto nel SERC. La cuffia è con le mie innumerevoli cuffie, insieme alla maglietta del Nottingham SLS. Il mio cuore sempre a Montpellier, nella vasca di una 4×25 trasporto femminile.

La SAFA risponde all’appello e i suoi componenti vincono due titoli: uno è di Vivalda, e lo aspettavamo, nelle pinne. L’altro è la staffetta mista uomini.

Mi cospargo di nuovo il capo delle briciole dell’hamburger che ho mangiato a pranzo. Ieri ho commesso una dimenticanza e un grave errore.
La dimenticanza è il bronzo a trasporto per Giulia Calistri, che oggi aggiunge un oro nelle pinne. Ma resta da capire cosa sia Olimpia Angri.

L’errore è il record assoluto di lancio della corda. E mi hanno pure mandato la foto. E’ di 13”76. In batteria. Ma la foto è giusta, le campionesse sono quelle.

Ultimo oro giovanile, Cipriano nel torpedo. Scafati mi ha mandato le foto, ma non hanno raggiunto in tempo la destinazione. Sarà per la prossima volta: più tempestivi, ragazzi!!!

E veniamo alla mia specialità preferita. Come i 50 stile, sono sempre l’ultimo giorno.

Ma prima un piccolo excursus. Mettiamo la gara di tavola femminile. Ci sono 140 partecipanti. Di queste passano 54 al secondo turno. Di queste passano in semifinale 32. A questo punto della mattina hai già fatto tre gare di canoa in mezzo a qualsiasi condizione di mare. E ti devi fare la semi, il terzo turno, magari c’è pure la staffetta tavola o la staffetta Ocean, che di solito sono altrettanti turni. E se sei pure brava a correre ti tocca una frazione della sprint 90 metri. Se poi sei molto brava, vai pure in finale al pomeriggio: e già perché in tutto questo mica ci si ferma per pranzo. E via con la finale di tavola, di staffetta tavola, sprint, e hai fatto 8-10 giri in mezzo alla spiaggia. Con freddo, caldo, sole, pioggia, vento, sabbia. Quando gli atleti mi dicono che devono fare due gare in un pomeriggio, dovrebbero dire: SOLO due gare.

In tutto questo, solo pochissimi dei campioni mondiali per nazionali hanno confermato il titolo negli interclub. Una è la Forsyth, che dopo una battaglia enorme vince la gara più dura che c’è. Bandierine: almeno venti alzate in un giorno. Il sudafricano campione mondiale lascia alla seconda alzata di finale. Poi botte da orbi, squalifiche per partenza anticipata, bandierine sepolte, due proteste, e alla fine vince Drysdale. E chi è? E io che ne so. Ma è il mio idolo di giornata. Se lo incontrate lui è il Campione del mondo interclub di beach flag. Il migliore: e basta.

Mondiali lifesaving Interclub – 5/Scafati Day

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 4

Oggi streaming con il contagocce ad Adelaide. Si vedono solo le batterie delle gare individuali: e poi tutto d’un fiato le gare sprint. Batterie, poi quarti, poi semifinali, poi finali. Senza pausa, femmine e maschi. Non è che quando salvi qualcuno si riposa. O corri, o corri.

Il tempo è mutevole. Le parole dei testimoni Crocodile presenti: “qui ti entra la sabbia in ogni orifizio”. Preferisco non avere l’ardire di commentare. Molti si lamentano delle condizioni, dodici ore in piedi. Servirebbe la mia seggiola da spiaggia, che tutti ben conoscono. Ma non c’è. E Ti voglio vedere portarla in Australia come bagaglio a mano in dodici ore di volo.

L’intervistatore si aggira per la spiaggia, durante la sosta delle gare. Intanto si sono svolte, a mia insaputa e senza filmati, le finali del frangente. E della staffetta Ocean. Naturalmente dominio assoluto degli australiani. Stranamente tra l’altro. Il personaggio, orfano al momento della sua accompagnatrice oramai da giorni, si avvicina a un tavolo di un bar dove una comitiva sta sorseggiando, all’alba delle 16, dei boccali di birra, e candidamente chiede cosa stiano bevendo. Ma per Diana e Toutatis, sei in Australia in spiaggia. Cosa vuoi che stiano bevendo, in boccali di birra, pieni di bevanda che sembra birra, in un pub sulla spiaggia di Glenelg?

Compaiono le gare sprint. Mi guardo la finale maschile. Il vincitore sfreccia come un missile e esce dalle cabine dopo lo stadio dello sprint: forse pensava che i signori al tavolo avessero già ordinato per lui per festeggiare. Nulla di fatto, rimandato nelle grinfie dell’intervistatore.

Torniamo in piscina: e qui contiamo del triplo titolo mondiale della Gym Sportmania Scafati. Doppietta di D’Angelo nel misto e trasporto, accompagnato da Cipriano al bronzo. E vittoria nella staffetta trasporto. Oggi è la giornata per lo Scafati, niente da dire.

Altre medaglie dalla piscina, Vivalda nel torpedo aspettando la gara a pinne, la staffetta della SAFA nella mista lifesaver. Insomma, molti podi. Senza dimenticare Giulia Calistri. Giulia, stranamente, non ha trovato pesci arcobaleno in spiaggia, non ha preso dentro picchetti, non ha inciampato nelle scale dell’impianto e porta a casa un bronzo nel misto e un argento e torpedo. Brava Giulia ma c’è ancora domani. Occhio mi raccomando.

Finiamo sulla spiaggia. Maranello si cimenta nella staffetta lungo percorso 2x1Km. Quarte le ragazze. E brave ragazze. Peccato che lo streaming, per queste gare, non sia previsto.

Il mio Crocodile Dundee è oramai sulla via del ritorno: ma mi spedisce un souvenir natalizio da Hong Kong: poi non dite che non siamo internazionali. La foto di copertina di oggi è tutta per lui.

Euro Lifesaving Youth – facce di bronzo e una più di Bertoldo!

di Mauro Romanenghi

NazionaleJuniorNuotoSalvamento_DanieleBearzotti

Nazionale Junior Nuoto Salvamento – Daniele Bearzotti

E insomma anche questo giro lasciamo il titolo di Campioni d’Europa e dovremo andarcelo a prendere un altro anno. Alla fine infatti l’Italia junior è terza nella classifica overall per nazioni.

Intanto complimenti a tutti i ragazzi per il loro impegno, la dedizione, il fatto di essersi allenati tutta l’estate e soprattutto, per due di loro, per il fatto che non avranno neanche il tempo di riposarsi e partiranno per l’Australia. Unica consolazione, anziché brutto e freddo troveranno il sole e il caldo (speriamo).

Partiamo però con le note positive, e mi metto in modalità di serio commentatore.

Abbiamo dei grossi talenti, molto giovani e tutti ancora da scoprire. Ne citerò tre, senza nulla togliere agli altri che conosco e seguo da tempo e continuerò a seguire con piacere.

Credo che un record del mondo assoluto durante una manifestazione giovanile non si fosse mai visto. Lucrezia Fabretti, il cui talento è indiscusso, ha messo in campo al mattino una gara perfetta, anche se lo streaming e i video non rendono giustizia alla sua prestazione. Il trasporto delfinato ha pagato, alla fine, per lei che delfinista lo è. Quasi un secondo e mezzo di miglioramento per arrivare al 50”78, che demolisce il precedente primato. Non so se ci capiamo ma poco più di dieci anni fa si andava a podio nei maschi con questo tempo ai mondiali.

Francesca Pasquino, otto medaglie di cui cinque d’oro, schierata in quasi tutte le staffette, il futuro del superlife nostrano. Valida anche in mare come dimostra il bronzo dell’Ocean donne, prima medaglia in questa gara a mia memoria. Unico podio raggiunto con gli attrezzi nelle gare oceaniche.
Il tempo a super non rende giustizia, ma qui spesso la vittoria è quello che conta.

Andrea Vivalda, acerbo ragazzo del 2001 ma già in grado di fare 46” a pinne. Qui vince le gare del torpedo e di pinne, appunto, con grande superiorità. E conquista un bronzo a bandierine. Insomma, che altro dire???

Gare in piscina vinte per l’ennesima volta. Ma con distacco contenuto. Settanta punti su Spagna e Germania, direte voi, sono tanti. Vedremo che non è così.

Staffette di livello altissimo. Questi ragazzi potrebbero competere per una medaglia Senior senza sfigurare contro nessuna società italiana assoluta. Un tempo di 1’41” nella mista donne la dice tutta. Ma anche i tempi delle staffette trasporto sono assolutamente competitivi, difatti rappresentano il nuovo primato italiano di nazionale per la categoria.

Ho visto anche tante finali nelle gare oceaniche. Quattro medaglie conquistate, anche se due nelle gare nuotate. C’è quindi un grosso miglioramento. Significa che l’Europa è, a livello giovanile, più vicina. Ma ancora lontana.

E adesso, torno in modalità lifesaver (poco) misterioso e vi beccate i soliti giudizi tranchant. Chi vuole può leggere, chi non vuole può continuare a leggere i report federali, dove devo ancora capire chi sia il Mattia componente della staffetta trasporto maschile oro a questi campionati.

Come sia possibile non preparare una pagina di risultati su un sito di una manifestazione internazionale è veramente incomprensibile. Dopo due giorni, ancora nessuna notizia, bisognava cercare nelle foto della pagina Facebook (come se in Italia dessero i risultati delle gare su WhatsApp). Al termine della manifestazione, risultati ancora incompleti: non parliamo dei nomi degli staffettisti. E delle classifiche per nazioni, neanche l’ombra. Bocciati.

Programma delle gare sul sito FIN, alla voce partecipanti. Gare di staffetta, in generale suonava così.
Staffetta tavola f: Italia
Staffetta tavola m: Italia
Ma va?

Il fattore K colpisce anche in Irlanda. Giulia Calistri diventa Kallistri. E viene subito squalificata a torpedo, alla seconda gara in programma. Fantastico. Per fortuna questo giro Giulia è più forte delle sua proverbiale sfortuna e nessun macigno le cade sui piedi né trova manichini storti. Hanno anche chiamato un lepricano irlandese ma non se l’è sentita di infierire. Brava Giulia.

Proprio con i nomi degli allievi di Bachetti gli irlandesi non ci azzeccano: Mattei diventa Mattie. Mai come il nostro sito, però.

Le gare in streaming sono una diretta Facebook. Il primo giorno, da un angolo della piscina. Immaginatevi cosa si vede dal lato opposto. Poi si mettono dietro i blocchi. La situazione migliora fino a quando la telecamera non viene data in mano a qualcuno che probabilmente ha bevuto una Guinness di troppo. Potete immaginare il risultato.

Una più di Bertoldo: questa la descrizione delle disavventure delle staffette maschili.
Tre squalifiche su sei gare. Prima un frazionista (si dice il peccato non il peccatore) esce dalle piastre anziché lateralmente nella staffetta mista. Poi agganciano il torpedo dopo la boa nella staffetta torpedo in mare. Poi si sbaglia la boa nella staffetta tavola. Calcolando che il terzo posto è sfuggito di 38 punti e una è un primo posto…Sob!

 

Ma io dico se avete il drone perchè non fare la diretta streaming delle finali in mare?
O almeno mettere i video. Saranno cinque minuti. NCS: non ci siamo.

La Gran Bretagna è arrivata a 88 punti dall’Italia. In piscina era a 300 punti di distacco. Questa è la nostra differenza in mare dove loro fanno circa 500 punti. L’Irlanda, quinta assoluta, ne fa circa 430. Il problema non sono queste due nazioni, che come detto hanno un grosso distacco dopo la piscina. Sono Germania e Spagna: che hanno fatto 380 punti e 400 punti. L’Italia, 270, meno anche del Belgio. Vero che ci sono state squalifiche pesanti, che avrebbero portato gli azzurrini quasi al primo posto. Vero che le hanno avute pure gli altri.

Parliamoci chiaro: Italia del SERC penultima e nel lancio della corda non qualificata in nessuna finale. Queste tre gare valgono sessanta (60, sei-zero) punti. Se arrivi in finale A prendi almeno 10 punti. Non è così difficile. Calcoliamo che la gara maschile vedeva al via in finale A cinque squadre. A voi le considerazioni del caso.

Ogni tanto mi soffermavo a vedere i risultati delle gare in piscina oltre il podio. Di sicuro alcune squadre sono molto più preparate per il mare, per cui la piscina è per loro onor di firma. Ma alcuni tempi, diciamolo, sono a livello categoria Ragazzi…e neanche troppo forti.

Insomma, siamo a un Campionato Europeo, dopotutto. Alla prossima!

Campionati italiani estivi di categoria di salvamento 2018

di Mauro Romanenghi

spettatore misterioso - CampionatiCategoriaEstiviSalvamento 2018 - Mauro Romanenghi

spettatore misterioso – CampionatiCategoriaEstiviSalvamento 2018 – Mauro Romanenghi

Un lifesaver poco misterioso… racconta i campionati estivi 2018.

Purtroppo devo dare le dimissioni da Lifesaver Misterioso. Sarebbe come se Darkpool, l’antieroe del nuoto di Corsia4, rivelasse la sua identità. Come se Peter Parker spifferasse di essere l’Uomo Ragno. Come se Batman andasse dal commissario Gordon senza la maschera. Come se Ironman si rivelasse come Tony Stark (ah no quello è successo).
Vabbè mi tocca farlo, il quieto vivere è più importante del salvamento.

Il… Forno italico. Così possiamo chiamare lo Stadio del Nuoto nei giorni dei campionati italiani estivi di salvamento. La nuova denominazione ha nome e cognome ma qua siamo una setta quindi la spia non si fa. Un caldo pazzesco, tanto che i gazebo si sono lamentati per non riuscire a trovare refrigerio.

Ben 24 record italiani. Il primo a stabilirlo, subito alla prima gara, una Esordiente A. Che vorrebbe salire sulla corsia per festeggiare. Ma poi, fortunatamente, non lo fa. Meglio così, brava. Spero ci salirà un’altra volta, da più grande, senza correre via dalla corsia verso le tribune come Forrest Gump.

Questa cosa degli stranieri mi sfugge di mano. Adesso basta che ci sia uno straniero anche da Esordiente A e bisogna premiare quattro/sei atleti e/o sedici/venti staffettisti. Per fortuna che la squadra si premia lo stesso, se no sai quante coppe bisognerebbe prendere. Se la cosa prendesse piede nel calcio, la prima squadra la devono prendere in serie C1.

Prova Esordienti A a pinne: pronti via e la pinna rimane sul blocco. Una sola pinna. Ferma lì, a testimonianza che tutto può succedere. Io però mi ricordo di averne viste perdere, sempre sul blocco, tutte e due. Anche l’impossibile, per quanto improbabile, può accadere. Coraggio.

Se sei sfortunata la sfortuna ti perseguita. Stessa atleta della pinna smarrita, vince il trasporto manichino: con il nuovo record italiano. Peccato che non sia record, perchè è stato già battuto l’anno prima. Cose che succedono.

Non so come inseriscano i record nelle classifiche elettroniche, ma i primi due giorni hanno richiesto un po’ di rodaggio. Poi tutto è filato via (quasi) liscio.

Scena: due allenatori parlano dell’alimentazione corretta. Arriva l’atleta.
“Mi dai dei soldi per andare al bar?”
“Cosa devi comprare?”

“Il magnum”
Bene.
Dopo pochi minuti arrivano due gioiose ragazze col caffèzero.
Si dice il peccato, non il peccatore.

Scena: due allenatori guardano il manichino con pinne. Parte la gara e i due vogliono vedere cosa succederà all’atleta che troverà il suo manichino perfettamente orizzontale e parallelo alla testata dei 50 metri. Non si scompone, lo prende e va.

Domanda: “Ma perchè non ti fermi?”
Risposta: “E farmi un altro 50 sotto?”
Beata gioventù.

I manichini si spostano da soli al Foro, è ufficiale. Durante la gara di misto, alcune correnti marine portavano i manichini anche verso i 45° rispetto alla corretta direzione. Anche qui, nessuno si scompone. Oh se uno sta morendo mica lo si vuole salvare nella posizione corretta.

Da un’analisi biomeccanica eseguita in tempo reale è stato stabilito che la staffetta della Nuotatori Milanesi Junior femmine per stabilire il nuovo record italiano ha percorso in subacquea il 43,7% della competizione. Il coach conferma i dati in nostro possesso.

Le premiazioni delle gare hanno una durata infinita. Devono contemplare: ingresso dei tre o più atleti (sessantaquattro in caso di staffette con stranieri dentro), presentazione, salita con scritta sul tabellone e stretta di mano a tutti gli altri, foto sul podio, foto vicini sul primo gradino del podio. Infine, immancabile, selfie. Poi si esce. E solo dopo, entrano gli altri. Bello eh, ma un po’ lunghetto.

Scena finale. Il giudice arbitro (Ciao, Jerry!) raccomanda ben due giorni di fila di mantenere il manichino in posizione corretta di galleggiamento durante il superlife già dalla partenza.

Raccomandazione recepita e trasmessa agli atleti e agli aiutanti. Prima serie al via della giornata. L’aiutante tiene il manichino con la faccia rivolta verso gli atleti in partenza. Perfetto. Scripta manent, verba volant.

Alla prossima.

FuoriOnda 18 – Carlotta Gilli, un’atleta tutto d’un fiato

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, oggi in totale autonomia al Settecolli di Roma 2018. In redazione come sempre Marco Agosti. Supporto morale di Mauro Romanenghi e Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro.

Ospite Carlotta Gilli, atleta della Rari Nantes Torino e delle Fiamme Oro pluricampionessa mondiale del nuoto paralimpico, atleta di nuoto e nuoto per salvamento.

Come una macchinetta Carlotta Gilli ci spiega la sua situazione attuale, la sua partecipazione al Settecolli e la sua sorpresa per i tempi ottenuti. E poi sempre spedita verso gli Europei di luglio, a Dublino. Come per il nuoto, patria della birra.
Attendiamoci da questa macchina da guerra delle belle soddisfazioni. E siamo sicuri di ritrovarci più avanti: sempre su FuoriOnda, l’unico podcast sul nuoto italiano e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 1 luglio 2018 allo Stadio del Nuoto di Roma durante la 55° edizione del Settecolli.

credit foto: Laura Vergani/acquastampata

FuoriOnda 2 – Messico e nuvole

di Redazione Podcast

 

Grandi emozioni, grandi prestazioni e grandi talenti. Oggi la squadra è a ranghi ridotti (complice il precedente terremoto), ma l’occasione è ghiotta. Beccati al rientro a Fiumicino, i tecnici della FINP Federica Fornasiero e Riccardo Vernole vengono intervistati al volo, anzi all’atterraggio! Come l’undici dell’Azteca nel 1970, così l’undici azzurro paralimpico ha fatto parlare di sè per una settimana. Trentotto medaglie trentotto, con ben venti successi. Tutti a medaglia individuale più le staffette, ben nove all’oro. Qualche record. Età media 23 anni, ma l’età non conta come dice Federica Fornasiero raggiante. Infatti si va dai 16 anni della debuttante Carlotta Gilli pentacampione del mondo (e anche atleta FIN sia per il nuoto sia per il Salvamento) fino ai 38 anni di Efrem Morelli.

Il resoconto di come è andata lo trovate solo nell’unico podcast sul nuoto italiano…e non solo.

Con Laura Vergani, conduttrice e Mauro Romanenghi la spalla, tecnico della IN Sport Rane Rosse

Ospiti il CT della nazionale di nuoto paralimpica Riccardo Vernole e Federica Fornasiero Responsabile Tecnico “atleti di interesse nazionale” della FINP.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su http://audionautix.com/

credit foto: FINP

Puntata registrata il 8/12/2017