Mondiali lifesaving Interclub – 6/ i Titani si scontrano sempre sulla sabbia

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub - Titani on the beach

mondiali salvamento Interclub – Titani on the beach

Nel 2014 sono andato ai Mondiali interclub a Montpellier. Allenavo allora una senior, che fece delle oneste gare e una finale a frangente. E delle Junior, alcune delle quali ora sono delle Senior e hanno vinto titoli assoluti di staffetta. E ricordo ancora il Maroochydore, squadra junior della Chelsea Gillet, con cui ebbi modo di scambiare quattro chiacchiere. Il suo allenatore mi regalò la sua cuffia. Oggi il Maroochydore vince il mondiale Youth interclub, dopo aver dominato in mare e in vasca, e col terzo posto nel SERC. La cuffia è con le mie innumerevoli cuffie, insieme alla maglietta del Nottingham SLS. Il mio cuore sempre a Montpellier, nella vasca di una 4×25 trasporto femminile.

La SAFA risponde all’appello e i suoi componenti vincono due titoli: uno è di Vivalda, e lo aspettavamo, nelle pinne. L’altro è la staffetta mista uomini.

Mi cospargo di nuovo il capo delle briciole dell’hamburger che ho mangiato a pranzo. Ieri ho commesso una dimenticanza e un grave errore.
La dimenticanza è il bronzo a trasporto per Giulia Calistri, che oggi aggiunge un oro nelle pinne. Ma resta da capire cosa sia Olimpia Angri.

L’errore è il record assoluto di lancio della corda. E mi hanno pure mandato la foto. E’ di 13”76. In batteria. Ma la foto è giusta, le campionesse sono quelle.

Ultimo oro giovanile, Cipriano nel torpedo. Scafati mi ha mandato le foto, ma non hanno raggiunto in tempo la destinazione. Sarà per la prossima volta: più tempestivi, ragazzi!!!

E veniamo alla mia specialità preferita. Come i 50 stile, sono sempre l’ultimo giorno.

Ma prima un piccolo excursus. Mettiamo la gara di tavola femminile. Ci sono 140 partecipanti. Di queste passano 54 al secondo turno. Di queste passano in semifinale 32. A questo punto della mattina hai già fatto tre gare di canoa in mezzo a qualsiasi condizione di mare. E ti devi fare la semi, il terzo turno, magari c’è pure la staffetta tavola o la staffetta Ocean, che di solito sono altrettanti turni. E se sei pure brava a correre ti tocca una frazione della sprint 90 metri. Se poi sei molto brava, vai pure in finale al pomeriggio: e già perché in tutto questo mica ci si ferma per pranzo. E via con la finale di tavola, di staffetta tavola, sprint, e hai fatto 8-10 giri in mezzo alla spiaggia. Con freddo, caldo, sole, pioggia, vento, sabbia. Quando gli atleti mi dicono che devono fare due gare in un pomeriggio, dovrebbero dire: SOLO due gare.

In tutto questo, solo pochissimi dei campioni mondiali per nazionali hanno confermato il titolo negli interclub. Una è la Forsyth, che dopo una battaglia enorme vince la gara più dura che c’è. Bandierine: almeno venti alzate in un giorno. Il sudafricano campione mondiale lascia alla seconda alzata di finale. Poi botte da orbi, squalifiche per partenza anticipata, bandierine sepolte, due proteste, e alla fine vince Drysdale. E chi è? E io che ne so. Ma è il mio idolo di giornata. Se lo incontrate lui è il Campione del mondo interclub di beach flag. Il migliore: e basta.

Mondiali lifesaving Interclub – 5/Scafati Day

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 4

Oggi streaming con il contagocce ad Adelaide. Si vedono solo le batterie delle gare individuali: e poi tutto d’un fiato le gare sprint. Batterie, poi quarti, poi semifinali, poi finali. Senza pausa, femmine e maschi. Non è che quando salvi qualcuno si riposa. O corri, o corri.

Il tempo è mutevole. Le parole dei testimoni Crocodile presenti: “qui ti entra la sabbia in ogni orifizio”. Preferisco non avere l’ardire di commentare. Molti si lamentano delle condizioni, dodici ore in piedi. Servirebbe la mia seggiola da spiaggia, che tutti ben conoscono. Ma non c’è. E Ti voglio vedere portarla in Australia come bagaglio a mano in dodici ore di volo.

L’intervistatore si aggira per la spiaggia, durante la sosta delle gare. Intanto si sono svolte, a mia insaputa e senza filmati, le finali del frangente. E della staffetta Ocean. Naturalmente dominio assoluto degli australiani. Stranamente tra l’altro. Il personaggio, orfano al momento della sua accompagnatrice oramai da giorni, si avvicina a un tavolo di un bar dove una comitiva sta sorseggiando, all’alba delle 16, dei boccali di birra, e candidamente chiede cosa stiano bevendo. Ma per Diana e Toutatis, sei in Australia in spiaggia. Cosa vuoi che stiano bevendo, in boccali di birra, pieni di bevanda che sembra birra, in un pub sulla spiaggia di Glenelg?

Compaiono le gare sprint. Mi guardo la finale maschile. Il vincitore sfreccia come un missile e esce dalle cabine dopo lo stadio dello sprint: forse pensava che i signori al tavolo avessero già ordinato per lui per festeggiare. Nulla di fatto, rimandato nelle grinfie dell’intervistatore.

Torniamo in piscina: e qui contiamo del triplo titolo mondiale della Gym Sportmania Scafati. Doppietta di D’Angelo nel misto e trasporto, accompagnato da Cipriano al bronzo. E vittoria nella staffetta trasporto. Oggi è la giornata per lo Scafati, niente da dire.

Altre medaglie dalla piscina, Vivalda nel torpedo aspettando la gara a pinne, la staffetta della SAFA nella mista lifesaver. Insomma, molti podi. Senza dimenticare Giulia Calistri. Giulia, stranamente, non ha trovato pesci arcobaleno in spiaggia, non ha preso dentro picchetti, non ha inciampato nelle scale dell’impianto e porta a casa un bronzo nel misto e un argento e torpedo. Brava Giulia ma c’è ancora domani. Occhio mi raccomando.

Finiamo sulla spiaggia. Maranello si cimenta nella staffetta lungo percorso 2x1Km. Quarte le ragazze. E brave ragazze. Peccato che lo streaming, per queste gare, non sia previsto.

Il mio Crocodile Dundee è oramai sulla via del ritorno: ma mi spedisce un souvenir natalizio da Hong Kong: poi non dite che non siamo internazionali. La foto di copertina di oggi è tutta per lui.

Mondiali lifesaving Interclub – 4/World champions Youth dall’Emilia, rewards wonder!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 3b

Come gli opliti spartani, anche in Australia i giovani vengono svezzati con la prova della virilità. Una mattina molto ventosa tutti i ragazzi vengono portati con la guida di un anziano sulla spiaggia di Kauamata, che in lingua locale significa “Colei che sfida la grande onda con la tavola piatta” (senza nessuna allusione sessuale). Lì a ognuno viene fornita una tavola di vetroresina e dopo la benedizione della guida  tutti sono lanciati nelle onde del padre Oceano. Dopo innumerevoli sforzi, coloro che superano i marosi del frangente vengono a trovarsi a contatto con le boe colorate della board rescue, e toccandole sanno di aver superato la prova. Chi non supera il frangente, torna dalla guida che li sacrifica alla Dea del surf mantenendo così la tradizione.

E così gli australiani selezionano i loro talenti. Oggi il sacrificio è solo rituale, ma la tradizione rimane ed ecco perché all’età di 10 anni tutti gli australiani sanno stare in piedi su una tavola. Ed ecco perché sono i campioni del mondo di salvamento.

Si aggira per il campo di gara il solito intervistatore, oramai temuto da tutti che cercano di evitarlo. Tra l’altro comincia a fare caldo e lui gira con questa camicia improponibile alla Bob l’aggiustatutto. A un certo punto becca una tipa sudafricana, che gareggia per una squadra francese: sa solo lui come ha fatto a trovarla.

Tutta la giornata alla ricerca infruttuosa della squadra polacca: la missione dell’intervistatore fallisce miseramente e quindi lui e la sua amante (oramai è così) giudice speaker o quello che è salutano la Polonia dall’Australia. Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Al mare dominio assoluto degli aussies. Sono Currumbin e Northcliffe che ovviamente la fanno da padroni. Ogni tanto sprazzi di Italia, ma pochi. Li cerco sullo streaming disperatamente, come nella finale di torpedo femmine dove dopo i soliti Northcliffe, Currumbin eccetera la IN Sport Rane Rosse combatte per il podio. Ci speravo ma niente da fare.

Le pubblicità sullo streaming sono eccezionali. Forse la FIN dovrebbe imparare dalla Lifesaving Australia. Corsi per tutte le età, per disabili, per bambini, per diventare bagnini e salvare vite. E una campagna per nuotare fra la boa gialla e la boa rossa. Non giocare con la tua vita. Nuota fra la boa gialla e la boa rossa. Se lo dici in Italia, quaranta interventi al giorno per spiaggia: da noi dovresti dire nuota fra il bagnasciuga e la nonna Adele che si bagna le ginocchia.

Andiamo in piscina. E qui l’Italia torna protagonista dove meno te lo aspetti. Noi che ci crediamo lo sappiamo: se una cosa viene allenata, qualcosa si ottiene. E così le giovani opliti di Maranello vincono il titolo mondiale per club di lancio della corda, con il nuovo primato italiano assoluto in 14”14. Grandi feste e grandi bevute di lambrusco a Milano, al ritorno dei vincenti. Fantuzzi Sfondrini il binomio vincitore della storica medaglia, la cui effigie verrà scolpita a Maranello di fianco a quella di Tazio Nuvolari e Giuseppe Farina.

Altre due medaglie dalla piscina, negli ostacoli: da Maranello nelle femmine e da Scafati nei maschi. Ma vincere il titolo mondiale non sarà semplice quest’anno, ci sono tanti avversari. Fra due giorni vedremo. Nel frattempo che la Dea del frangente vi protegga tutti.

Mondiali lifesaving interclub – 1/Torna la glaciazione

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento 6 - IlFogliani agli Interclub

mondiali salvamento 6 – IlFogliani agli Interclub

Lo so vi aspettate un report al giorno, ma non ce la posso fare. Tra l’altro la scelta, che mi aspettavo, per gli Interclub è di fare lo streaming delle gare in mare. Che per gli Youth è come fare lo streaming del campionato nazionale. Ci saranno forse una trentina di club, quando andai a Montpellier me ne ricordo molti, molti di più, forse una cinquantina, da tutto il mondo. Qui di sicuro c’è qualcosa dal Canada, qualche club anglosassone, tedesco e tre italiani: Scafati, Maranello e SAFA (con due team). Ma le finali sono un monologo australiano.

La prima giornata poi rivede il maltempo protagonista. Maranello mi dice che rinuncia alla staffetta torpedo non tanto per le condizioni del mare, dato che la batteria l’hanno fatta, ma perché fa veramente freddo: è una questione di sopravvivenza. E questi vanno agili in costume come se niente fosse. Intendiamoci, la vincitrice di canoa Youth degli Interclub sembra una di quelle che serve la birra all’Oktoberfest. Vedete voi se teme un po’ di acqua fredda.

Un mio amico invece mi manda la foto da Uluṟu (Ayers Rock, per noialtri), la montagna sacra. Lì c’è un sole spettacolare invece.

Sprazzi di Italia si vedono: SAFA Youth in finale B a torpedo maschi.

Ieri invece nella SERC (su cui non mi addentro in modo particolare) sesto posto negli Youth di Maranello. Insomma quando ci si applica…

Lo speaker nonché intervistatore (sempre il solito con la solita giudice) passa circa dieci minuti a spiegare come si fa il cambio della staffetta sprint. Lodevole intento spiegare agli australiani e agli appassionati di salvamento (gli unici secondo me che guardano questi streaming) le regole di questo sport. Un po’ come spiegare agli appassionati di poker come si fa un full.

Ho girellato un po’ per vedere le gare. Alla fine mi guardo le staffette sprint, semifinali e finali A e B. Io gli Open li ho visti per nazioni, e qui vedo gli Youth. L’impressione che mi sono fatto è che è una staffetta dove vince chi fa cadere meno il testimone: penso che almeno metà delle squadre lo abbia lasciato sulla sabbia almeno una volta.

Dalla piscina solo notizie, e ho visto un video che mi è arrivato. Intanto Lani Pallister furoreggia anche in vasca, sfiorando il limite mondiale youth della Gillet nei 200 ostacoli, E poi vince anche il lancio della corda: negli Open, beninteso!

Medaglie italiane (d’argento) dalla IN Sport Rane Rosse, che ovviamente seguo con passione. Due argenti nelle staffette ostacoli, con il solito team superfarcito. Ma nel salvamento è così: pure la Fabre si è australianizzata!!!

Devo dare i risultati? Manoooo! Ma sì ve li do. Kent vince ostacoli. Le polacche la staffetta (vabbè che sforzo sarà la nazionale polacca). Fine. Comunque c’è sempre il link ai risultati. Fighissimo. Manca solo la classifica: in questo caso, fondamentale. Vabbè.

Reduce dal matriaggio, con moglie al seguito raggiunge la location anche il nostro Fogliani, subito accreditato. Beh Vapori e Acquastampata sono gli unici della stampa italiana accreditati. Dite poco??? Mi dicono sua moglie sia felicissima di questa iniziativa.

Un po’ di più i team presenti agli Open: tre team italiani (oltre a IN Sport Maranello e Modena), anche qualche squadra francese, spagnola, una di Singapore e pure una giapponese. Interclub rules…forza ragazzi!