Mondiali lifesaving Interclub – 4/World champions Youth dall’Emilia, rewards wonder!!!

di Mauro Romanenghi

mondiali salvamento Interclub 3b

Come gli opliti spartani, anche in Australia i giovani vengono svezzati con la prova della virilità. Una mattina molto ventosa tutti i ragazzi vengono portati con la guida di un anziano sulla spiaggia di Kauamata, che in lingua locale significa “Colei che sfida la grande onda con la tavola piatta” (senza nessuna allusione sessuale). Lì a ognuno viene fornita una tavola di vetroresina e dopo la benedizione della guida  tutti sono lanciati nelle onde del padre Oceano. Dopo innumerevoli sforzi, coloro che superano i marosi del frangente vengono a trovarsi a contatto con le boe colorate della board rescue, e toccandole sanno di aver superato la prova. Chi non supera il frangente, torna dalla guida che li sacrifica alla Dea del surf mantenendo così la tradizione.

E così gli australiani selezionano i loro talenti. Oggi il sacrificio è solo rituale, ma la tradizione rimane ed ecco perché all’età di 10 anni tutti gli australiani sanno stare in piedi su una tavola. Ed ecco perché sono i campioni del mondo di salvamento.

Si aggira per il campo di gara il solito intervistatore, oramai temuto da tutti che cercano di evitarlo. Tra l’altro comincia a fare caldo e lui gira con questa camicia improponibile alla Bob l’aggiustatutto. A un certo punto becca una tipa sudafricana, che gareggia per una squadra francese: sa solo lui come ha fatto a trovarla.

Tutta la giornata alla ricerca infruttuosa della squadra polacca: la missione dell’intervistatore fallisce miseramente e quindi lui e la sua amante (oramai è così) giudice speaker o quello che è salutano la Polonia dall’Australia. Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Al mare dominio assoluto degli aussies. Sono Currumbin e Northcliffe che ovviamente la fanno da padroni. Ogni tanto sprazzi di Italia, ma pochi. Li cerco sullo streaming disperatamente, come nella finale di torpedo femmine dove dopo i soliti Northcliffe, Currumbin eccetera la IN Sport Rane Rosse combatte per il podio. Ci speravo ma niente da fare.

Le pubblicità sullo streaming sono eccezionali. Forse la FIN dovrebbe imparare dalla Lifesaving Australia. Corsi per tutte le età, per disabili, per bambini, per diventare bagnini e salvare vite. E una campagna per nuotare fra la boa gialla e la boa rossa. Non giocare con la tua vita. Nuota fra la boa gialla e la boa rossa. Se lo dici in Italia, quaranta interventi al giorno per spiaggia: da noi dovresti dire nuota fra il bagnasciuga e la nonna Adele che si bagna le ginocchia.

Andiamo in piscina. E qui l’Italia torna protagonista dove meno te lo aspetti. Noi che ci crediamo lo sappiamo: se una cosa viene allenata, qualcosa si ottiene. E così le giovani opliti di Maranello vincono il titolo mondiale per club di lancio della corda, con il nuovo primato italiano assoluto in 14”14. Grandi feste e grandi bevute di lambrusco a Milano, al ritorno dei vincenti. Fantuzzi Sfondrini il binomio vincitore della storica medaglia, la cui effigie verrà scolpita a Maranello di fianco a quella di Tazio Nuvolari e Giuseppe Farina.

Altre due medaglie dalla piscina, negli ostacoli: da Maranello nelle femmine e da Scafati nei maschi. Ma vincere il titolo mondiale non sarà semplice quest’anno, ci sono tanti avversari. Fra due giorni vedremo. Nel frattempo che la Dea del frangente vi protegga tutti.

Mondiali lifesaving 2018 – 2/Cambi e ricambi, sudore e lacrime

di Mauro Romanenghi

Mondiali salvamento 2 - Vive la France

Mondiali salvamento 2 – Vive la France!

Ieri mi sono arrivate le foto del matriaggio. Il Fogliani sembrava una via di mezzo tra il nonno del telefilm de “I mostri” e un modello di Tom Ford. Elegantissimo. La figlia, ovviamente, il massimo dello splendore. Foto privatissime, già vendute alle migliori riviste del Sud Australia tra le quali Walkabout Creek Magazine.

Ieri ci sono cascato, lo ammetto. Ho scritto per la stampa specializzata che la staffetta lifesaver era Piroddi, Paragallo, Ferrari, Leanza. Ma intanto si vedeva benissimo che l’ultima era la Volpini (si vede entrare anche nel video). Poi sul podio c’è Musso. Ma nè la FIN nè la stampa specializzata nè nessun altro sito se ne è accorto. Non muore nessuno, comunque diamo a Cesare quello che è di Cesare.

Oggi in ben due persone mi hanno spiegato quello che un po’ immaginavo.
Il gesto del triplete è la vittoria europea, mondiale e dei World Games (che sono i Giochi non olimpici: oh, il salvamento ha questi).

Sempre i miei Crocodile Dundee sguinzagliati mi dicono che anche Gilardi ha sbagliato l’ultimo ostacolo dei 200, per quello era più lento. Non me ne sono accorto, cospargo il capo di costine avanzate dal barbecue di Fogliani.

E diciamolo: le gare individuali di Nigris e Paragallo non lasceranno il segno nella storia di questo mondiale. Mi spiace per i due bravi ragazzi: si rifaranno.

Non è purtroppo neanche il mondiale di Daniele Sanna. Ieri così così, oggi c’era il superlife. Che poi è anche il nuovo nome della nostra trasmissione. E la gara più bella. Ma non bisogna sbagliare niente. Soprattutto la vestizione, che questa volta non va. E da lì è tutta in salita. Quarto Daniele, ma noi ti vogliamo bene lo stesso.

Chi non sbaglia sono il Gilardi e Silvietta. Gila se la lega al dito da ieri. Silvia non può finire così. E ricamano due superlife da incorniciare, anche con dei tempi non proprio eccelsi. Ma in una rassegna iridata dove nulla è scontato, dove si vince per pochissimo, nulla si può regalare. E Silvia ci da la sua perla: apnea alla Barbati ai 100 metri dopo la vestizione, prende quei due metri sulla Rousseau e via. Come dice il telecronista, non la prendono più.

Silvia che spiccica almeno due parole in inglese. Ragazzi qua un bel corso di inglese per sportivi bisogna farlo. Ma proprio tutti: i giapponesi non riescono nemmeno a tradurre la parola  “arigatou” (grazie). Male male. Chi non ha bisogno di corsi sono i tedeschi, soprattutto le tedesche e soprattutto non hanno più bisogno di lezioni di cambi di staffetta. Il ricambio per Elena Prelle è arrivato, e anche il successo nella gara più ambita: la staffetta trasporto. Secondo me la più difficile e la più bella delle staffette del salvamento.

Nelle staffette trasporto femminili, festival degli e(o)rrori. Mai viste cose così. Manichini persi (anche il primo cambio italiano non esente da errori), sbagli al muro, lentezza esasperante. Persino la Francia che era in testa perde il manichino nell’ultimo passaggio. E la Germania ringrazia e va.

Quel che la sorte toglie, la sorte dà. Staffetta mista femminile. L’Australia è la squadra più forte. Ma la terza staffettista decide di perdere la bretella. A quel punto rientrano tutte e cambiano in cinque sulla stessa linea. Parte la Weyders come una furia. Si buttano Francia e Australia sulla piastra. Prima Australia, ma io ho visto la Weyders davanti. Il tempo della Francia non c’è. Poi compare: sono tre centesimi di vantaggio per le transalpine. Neanche Wes Craven poteva fare un thriller così. Lacrime finali per tutti.

Magali Rousseau: cinque finali in un pomeriggio. Non è come il magico 2014, ma la classe è quella. Seconda nelle pinne, quarta a super, finale a trasporto, seconda nella staffetta trasporto. Alla fine ce la fa. Oro. A tutti gli atleti che si lamentano che fanno troppe gare, andate a portare fuori il cane: quello è il vostro sport, come dice un mio amico. Lo sport fatelo fare a quelli come Magali.

Da ultimo, menzione alle nostre brave Juniores che si cimentano un po’ in mare. Poco poco, nel frangente e sono nelle dieci, e nella staffetta tavola, e sono seste. Le nazioni presenti sono pochine, una dozzina. Triste, lo so. Ma mai quanto le tribune del centro natatorio di Adelaide, che sono a mio avviso desolatamente vuote.

Glenelg Beach, complice forse il mare mosso e il molto vento, mi sembra una spiaggia sporchina, piena di alghe e il mare è bello marroncino. In questo mare come potete vedere in questo video i francesi vincono in modo spettacolare l’unica gara che non è stata appannaggio di Australia e Nuova Zelanda. Dopo l’intervista i due ragazzi sono stati fatti sparire perché il governo australiano ha messo una taglia sulla loro testa, come nemici del popolo.

BBQ4all!