Eurojunior 2021 – day2 – Nel dominio dell’Est spunta la ranista coi sandali

podio Pilato – screenshot Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Insomma è estate, è ufficiale. Che arrivi pure la variante Delta, che poi è arrivata da un pezzo e diventerà la variante più famosa: più della Ascari, della Roggia e della vecchia stazione di Montecarlo. Ma noi andremo in spiaggia. Personalmente non amo alla follia la spiaggia. Sì mi piace stare un po’ al mare, ma mentre mia moglie starebbe dalle 7 di mattina alle 22 sulla spiaggia , a cercare conchiglie, sassetti, pezzi di animali e altri rimasugli biologici la mia attività favorita non è quella. Ma dopotutto, si sa, bisogna saper mediare. (“non è vero” – ribatte lei, “a me piace stare dentro il mare per 7 ore!”)

E si sa che per stare al mare, bisogna mettere i sandali, anche per andare in giro a passeggio. 

Io non amo i sandali. Non li ho mai messi, non mi piacciono. Uso normali ciabatte da piscina, e odio le infradito. Lo so sono un tradizionalista. 

Però d’estate ci vogliono i sandali, lo capisco. 

I ragazzi adorano i sandali. Li mettono quasi tutti, li vedo. 

Tutta ‘sta piazzata perché? Ma perchè se è estate, se vogliamo far respirare i nostri piedi allora i sandali vanno sdoganati. Anche in piscina. Quindi come testimonial dei sandali, chi c’è di meglio che la giovane campionessa europea juniores nonché primatista mondiale Benedetta Pilato? Che vince ma non stravince (d’altronde non è il momento) e sfoggia un bel paio di sandaletti sul podio. E vai con l’inno. Po-poropo-poropoppopo..

Inni che risuonano soprattutto per le nazioni dell’ESt, oggi. Ma anche i podi non è che vedano protagonisti le nazioni mediterranee. Così arriva pure la Bulgaria a vincere i 50 farfalla, dopo Russia e Polonia vincenti.

La Russia che si issa al comando, come da pronostico. Se mi trovate, a proposito, una russa il cui cognome non finisce in -ova vi pago una birra.

Nei 50 rana vinti dalla nostra Benny sandalizzata, compare sul podio una tale Jefimova. Il cognome fa novanta, probabilmente.

Torniamo seri per un momento e parliamo di Cerasuolo, che da sfoggio della sua rana. Che si vede arrivare da Imola: partenza bruciante, capocciate sull’acqua a ritmo martellante e costante. A me è parso tenersi negli ultimi 15 metri. Domani si vedrà. 

Tre podi per l’Italia, oggi, che si rifà abbondantemente della delusione per la squalifica di ieri. 

Nell’emozionante 800 stile libero femminile, vinto con il nuovo record europeo dalla turca – ma guarda un po’ – Tuncel in 8’21”91 compare Giulia Vetrano che soffre ma porta i suoi ricci sul podio ma con le scarpe da tennis. Le mode devono crescere, prima di imporsi. Tempo degno di nota, comunque. Il suo tempo di 8’35”84 la porta a livello di una certa Manuela Melchiorri. Fate voi.

Oggi dicevo azzurri e azzurre protagonisti. Finali conquistate a gogò e quindi li rivedremo domani, mi riservo di riparlarne quindi. Ma merita menzione Dalla Costa, 49”99 per conquistare la finale nei 100 stile e poi, in finale di serata, arriva il break nella 4×100 stile mista. Seconda frazione special e Italia in testa. Lo stile è un po’ stortignaccolo ma efficace. Spero che si farà, il ragazzo! Naturalmente, menzione agli altri: Biagiotti, finalista anche dei 100 individuali, Oppioli e Petrini.

Per finire, un cenno alla playlist amarcord per questi Europei: per chiamare alla finale, Highway to hell degli AC DC. Insomma, come ritmo, ci siamo, come argomento, un po’ meno.

Eurojunior 2021 – day1 – Mamma li turchi!

podio 400sl – Andrea Masini-Deepbluemedia

di Mauro Romanenghi

Mamma li turchi!

Così gridavano nel Medioevo (o forse no, l’origine dell’espressione è incerta!).

Oggi, dopo la prima giornata, possiamo ben dirlo della squadra erede dell’Impero Ottomano, che domina con tre medaglie su quattro finali e si candida per essere una delle nazionali protagoniste.

Guarda un po’ se ben ricordate fra di loro possiamo di certo trovare il lavoro di due tecnici italiani: Corrado Rosso e Stefano Nurra, che abbiamo sentito tempo fa e ci aveva descritto, se ben ricordate, tutto il lavoro fatto in Turchia nei centri federali

E direi che il lavoro frutta, al momento.

Non ho visto molte gare.

Anzi, sono sincero: ho visto due gare, le staffette.

Nella staffetta stile dobbiamo dire che il rumeno Popovici, 17 anni anzi nemmeno, dimostra una classe insuperabile. E attenzione in ottica Tokyo, perché qui abbiamo un asso non da poco, anche se come tecnica è ancora tutto da verificare! La medaglia della Romania è al 90% sua, anzi con un elemento appena appena accettabile in ultima frazione, non ci sarebbe stata storia. Ma come ci insegnano, la staffetta si fa in quattro.

E infatti in quattro vengono squalificate le italiane. Il cambio sbagliato sappiamo di chi è, ma perché infierire dopo aver visto la gioia delle azzurrine, unica medaglia di giornata, svanire così in un soffio per colpa di otto miseri centesimi? Rimbocchiamoci le maniche e pensiamo ai prossimi giorni!

Parliamo di azzurri in questi giorni felici in cui tutto sembra andare per il verso giusto. Il tempo è caldo ma non tanto, la Nazionale va in finale, il basket alle Olimpiadi, e allora via vediamo il bicchiere mezzo pieno. Un’Italia giovane ha detto il nostro Walter Bolognani, con molti elementi soprattutto maschili ai primi anni di categoria e quindi non aspettatevi troppe cose. Invece noi ce le aspettiamo le cose. Ci aspettiamo primati personali, ci aspettiamo un grande Cerasuolo, e ci saremmo aspettati un bel De Tullio che purtroppo è assente (evidentemente ci si può ammalare anche in tempo di COVID, non esiste solo il COVID). 

La batteria e la semifinale dei 50 rana fa vedere una Pilato che oramai viaggia con il pilota automatico su questa distanza: sarebbe fantastico se viaggiasse così anche sui 100. 

Altro non saprei dire, su queste gare e su questi azzurrini oggi: vediamo nei prossimi giorni.

F/O97 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 3- Rachele Bruni, la ragazza giusta nel posto giusto

RacheleBruni – Europei2021 – AndreaStaccioli-Inside/DeepBlueMedia
RacheleBruni – Europei2021 – AndreaStaccioli-Inside/DeepBlueMedia

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione in contumacia di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite Rachele Bruni, argento olimpico della 10 Km di Rio 2016.

Riparliamo di fondo ma con un personaggio ancora in attività: Rachele Bruni. Ci avviciniamo alla sua gara facendo un viaggio nella sua carriera. Dagli esordi agli ultimi successi, parliamo degli inizi dove si perdono cuffia e occhialini – ottimo per il fondo – ai Mondiali di Roma disputati giovanissima, arrivando fino ai grandi successi internazionali. E poi soddisfa la curiosità numero uno sul fondo: ma come cavolo si fa a fare 10 Km al giorno tutti giorni???? Scopriamolo su Fuorionda TIOTW: vi portiamo in Giappone, con i grandi del nuoto…e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 29 giugno 2021

credit foto: Andrea Staccioli – Inside/Deepbluemedia

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro.

F/O96 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 2- Massimo Giuliani, tecnico da Hall of Fame

Massimo Giuliani – Hall of Fame

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione

Ospite Massimo Giuliani, CT della nazionale di fondo per quasi trent’anni, attualmente segretario della LEN per il fondo e membro della Swimming Marathon Hall of Fame

Avvicinandoci ai Giochi non potevamo parlare con uno degli artefici dei successi della nazionale di fondo azzurra. Lo storico CT, anzi il primo CT…il Vittorio Pozzo del fondo italiano: Massimo Giuliani.
Prima diamo uno sguardo sul presente del fondo: protagonisti azzurri nuovi e vecchi, protagonisti internazionali, pronostici olimpici cavati con le tenaglie (la scaramanzia prima di tutto… siamo sempre italiani).
Poi un po’ di storia personale e un po’ di attualità: quali sono i suoi nuovi incarichi internazionali, quali quelli nazionali, quali progetti ha in mente.
E infine la storia e l’attualità del fondo: gare in circuito o non in circuito???
Un tecnico da Hall of Fame ci racconta molte cose, anche il suo ingresso nel tempio di Fort Lauderdale.
Tutto su Fuorionda TIOTW: vi portiamo in Giappone, con i grandi del nuoto.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 24 giugno 2021

credit foto: IOC/Massimo Giuliani/IMSHoF

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro.

F/O95 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 1- Rinaldi e i giovani tuffi d’Italia

Domenico Rinaldi – Giorgio-Perottino_DeepBlueMedia

di redazione podcast

Domenico Rinaldi – Giorgio-Perottino_DeepBlueMedia

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Nicola Marconi di Tuffiblog e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite Domenico Rinaldi, responsabile tecnico delle nazionali giovanili di tuffi della Federnuoto.

Oggi inizia la rotta verso Tokyo2020: inizieremo a confrontarci con i CT delle varie squadre nazionali e con i grandi protagonisti olimpici passati e futuri. Cominciamo lanciandoci dalla…piattaforma di Spreaker con Domenico Rinaldi, che ci porta per mano a conoscere la realtà della giovane Italia dei tuffi con uno sguardo verso Tokyo. Facciamo due parole sugli Europei Juniores in corso di svolgimento a Rijeka, ma ci spostiamo subito sull’onda lunga della Olimpiadi: perché questi ragazzi rappresentano non solo il futuro ma anche il presente della nazionale Assoluta, e anche se nessuno di loro sarà ai Giochi, i successi ai recenti Europei assoluti di Budapest dimostra che il ricambio è pronto. E da Domenico, infine, due parole anche sui giovani (e meno giovani) atleti pronti a partire per il Sol Levante. FuoriOnda ringrazia oggi Nicola Marconi, novello Caronte che ci traghetta sul pianeta dei tuffi nell’anno di Dante!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 23 giugno 2021.

credit foto: Giorgio Perottino/Deepbluemedia

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro.

Settecolli chiama Tokyo… rispondi Tokyo!

Mork chiama Tokyo 2020 nel 2021

di Mauro Romanenghi

“Mork chiama Orson…rispondi Orson”!!!
Così diceva Mork, il protagonista della serie Mork e Mindy, un telefilm degli anni 80. Robin Williams, il compianto attore, chiamava il suo pianeta e descriveva le abitudini terrestri al suo capo, un certo Orson – mai visto e che mai si vedrà –  abitudini che lui definiva bizzarre. Detto da un alieno che dormiva nell’armadio appeso a testa in giù e beveva con il dito, è tutto dire. Ma che noi siamo strani, è fuori di dubbio.

E così ecco i nostri atleti che arrivano al Settecolli 2021 e contrariamente a quanto ci si aspettava, sciorinano una serie di prestazioni mirabolanti, soddisfacendo il nostro CT in grande misura. Commissario tecnico che infatti si presenta al microfono della Caporale con le idee chiarissime: altro che Orson, che non riusciva a capire niente degli usi e costumi umani.

Staffette ben definite, con atleti che staccano il minimo o quantomeno arrivano a prestazioni degne di fiducia per poter ambire a ottimi piazzamenti in ambito olimpico in queste gare.

Conferme dello stato di forma dei già convocati, i famosi Top14 degli assoluti (sette maschi e sette femmine) a cui di sicuro si aggiungerà qualche altro nome.

E allora io che ci sto a fare qua?

Ma come Mork, anche io mi faccio delle domande. Non perché sia un alieno, anche se a volte lo sospetto.

Mi domando come mai a questo Settecolli arrivano tutti in forma spettacolare ma tutti dichiarano che stanno lavorando per i Giochi. Mi aspetto quindi dei Giochi con prestazioni mirabolanti, se qui abbiamo ottenuto tre record italiani, primati personali abbattuti come noccioline e tempi di staffetta staccati senza problemi.

La classica frase di circostanza, quasi un copione ripetuto: “volevo fare 47”0, ho fatto 47”0, quindi va tutto benissimo”.

Mi sembra di essere su un altro pianeta. Siamo sicuri di essere al Settecolli?

Ci riporta subito sulla Terra la nostra sottosegretaria allo Sport (credo sia questo il titolo, non ho capito bene) Valentina Vezzali. Cosa faccia non si è ben capito, visto che con il precedente ministro almeno i collaboratori sportivi qualcosa avevano intravisto, qua non si intravede nemmeno lei. Che candidamente dichiara: “Non ero mai stata a una gara di nuoto, è veramente un grande spettacolo”. Amen.

Ma dai??? Sei al meeting forse più importante del mondo, almeno d’Europa, nonostante il COVID ci sono venti e passa nazioni. E c’è qualcuno che si lamentava del Ministro Spadafora. Almeno lui non era uno sportivo. Questa ha fatto le Olimpiadi, e cosa si aspetta da un meeting internazionale? Non so, è come se se andasse a vedere gli Internazionali di tennis e dicesse che Nadal gioca molto bene.

Siamo in Italia, ora sono sicuro.

Il presidente Barelli ci rassicura: nonostante tutto, un po’ di pubblico lo abbiamo portato. 

Qualcuno mi obiettava che, pur essendo all’aperto, le mascherine il pubblico le deve indossare correttamente. Vero.

Ieri ho visto Svizzera – Francia. Non è una giustificazione, ma lascerei perdere le paternali sulle mascherine.

Parlavamo di staffette, e già il primo giorno si vedono i numeri. Sabbioni si candida alla mista, come vice di Ceccon. Ribadisce la condizione con il personale nei 50 dorso. Sono vecchietto ma posso essere utile. Sentirsi vecchi a 25 anni, effetti del long COVID, probabilmente.

Invece sarà Poggio il vice Martinenghi. La sua gioia probabilmente è incontenibile. Ma ancora di più quella di Martina Carraro, che dichiarò a suo tempo che il buon Federico Poggio, come il pupazzo Gnappo antistress o come il tenero Giacomo della Settimana Enigmistica sarà il suo sfogo personale a Tokyo in assenza di Scozzoli. 

Martinenghi che si sbizzarisce nei 100 e batte Arno Kamminga, che proprio scarso non è e lo dimostra con un 200 che mette bene in chiaro come lui in Giappone non ci va in vacanza. Ma nemmeno Martinenghi. Olè.

A proposito di rana, torna un onesto Pizzini. Non so se basterà, la sua onestà.

Tre raniste a 1’05” le vorrebbe chiunque. Chiunque tranne loro stesse, che si sognano reciprocamente di notte, secondo me. Cosa farà la Castiglioni in questo momento? Starà facendo 30”5 ogni 50 nei 30×50??? La batterò? La Pilato fa i 12×25 rana in 12”00? La Carraro starà ancora facendo i balletti su Instagram con la Pellegrini o nella serie dei 6×200 rana fa 2’25” da dentro? Ognuna si fa queste domande, ma nemmeno Mork sa rispondere. Di certo non conosciamo ancora il potenziale pieno di queste ragazze. Speriamo di scoprirlo al momento giusto…e che lo scoprano anche loro.

Torniamo alle nostre staffette. Gli uomini tolgono ogni impiccio a Butini. I primi cinque sprinter sono quelli che lui voleva o sperava. Ceccon, Miressi, il Santo – che purtroppo non è Simon Templar – Frigo e Zazzeri, tutti da 48”1 a 48”5 belli compatti. Se si chiama staffetta veloce ci sarà un motivo

Nella 4×200 a parte l’acuto di Di Cola abbiamo tutti a 1’47”1. Mi hanno detto che i tempi sono un po’ altini. Ma se tutti hanno detto che non vedono l’ora di arrivare a Tokyo, vedremo 1’45” a Tokyo. 

E adesso due piccole storie femminili in conclusione, perché tanto il resto verrà a breve e non voglio farla tanto lunga.

Francesca Fangio, piccola ranista compatta. L’altro giorno, vedendo una foto, mi ricordava Manuela Dalla Valle. Non lo so perché, se la vedi non c’entra niente. Ma con la cuffia, con quella espressione, sembrava lei. Molti non sanno neanche di chi parlo, ma è LA storia della rana dal 1978 al 1998. Essere ora la primatista dei 200 rana, dopo un lunghissimo inseguimento, corona un poco questa storia. Ma naturalmente ci aspettiamo qualcosa ancora, per lei. Intanto non dico che me lo aspettavo, ma dopo un 100 in 1’06”77 che è il quarto tempo in Italia di sempre…e dopo un 2’25” fatto a un meeting di passaggio due-tre settimane fa…ci speravo. Tanta sfortuna per lei, con l’infortunio agli Assoluti, e poi ecco gli Europei e il Settecolli. E insomma, grazie Chicca…e grazie anche un po’ a Erik, diciamolo.

E da buon salvamentista, l’ultima storia. Agli assoluti di salvamento di maggio, come dicevo, si discuteva delle prestazioni di Giulia Vetrano. Per chi non lo sapesse, ha vinto gli assoluti nei 200 ostacoli in 2’04” circa, nuovo record italiano. Ma è da tempo sotto osservazione – la mia, ovviamente. Ho parlato con i suoi allenatori a lungo, in realtà abbiamo bevuto qualcosa (un bianco frizzante, per essere precisi) e preso un caffé parlando di varie cose. Quanto può fare Giulia Vetrano, mi chiedevano allora, a fine maggio. Io non so quanto uno può fare, so che se una è forte è forte. E Giulia Vetrano, classe 2005, con calma da Nichelino prepara le sue valigie e il passaporto con il 1’59”33 dei 200 stile. Perché secondo me, è forte questa ragazza. Vedremo quanto.

Europei 2021 – il bel Danubio azzurro…rosato

Europei 2021 – Italia prima nel trophy a Budapest ..sipario!

“bello il castoro!” – credit: screenshot di Laura Vergani da Eurovision/LEN

di Mauro Romanenghi

Una marea di metallo piove sulla squadra azzurra nell’ultima giornata.

Il merito non è dei nani di Durin, ma della grande qualità della compagine italiana. Tre ori fanno la loro bella figura sul podio, portando a cinque in totale i successi. Di questi la totalità sono dovuti alla compagine femminile. #womenpower.

Iniziamo da Pilato che si vede che è felice ma si vede anche che uscire dai 100 non le è piaciuto. Esperienza. Resta il fatto che questa Pilato sia un’arma da Olimpiade. 

Se la Pilato è l’iradiddio dei 50 rana, che dire della sua avversaria, la finnica Hulkko?

In questi giorni come detto sono fuori casa. Sto perciò guardando le gare ovunque. In ordine le ho viste: sul pullman, nella hall dell’hotel, in camera,  dal gelataio, in piscina, durante le premiazioni, sulle scale, in bagno, durante uno spritz. Ciononostante sono ancora in salute. Ma voi non fatelo. 

Dopo la Svizzera la Finlandia è la sorpresa dei campionati. Se Hullko non ce l’ha fatta, il colpo gobbo è riuscito a Liukkonen nei 50 stile.

Che poi mi devono spiegare perché una nazione che vince la 50 km di sci di fondo le medaglie di nuoto le vince nei 50m…Sarò forse perché li allenano all’aperto anche d’inverno? Allora si spiegherebbe tutto.

Quadarella bis del tris. Stavolta pure lo sprint finale del 400. Non c’è più la Quadarella di una volta. #emenomale

Continuiamo nell’opera di ringraziamento delle riserve della staffetta che portano alla finale del pomeriggio. Grazie ragazzi e ragazze, ma forse è ora di dare un tollino pure a voi.

Dopo che hanno visto il cane di Katinka giocare con le sue medaglie su Instagram, i parenti della Panziera nel video saluto hanno messo il loro cane. Non c’è confronto, comunque. 

Sarà pure campione dei 400 misti ma la gambata da pallanuotista di Borodin non si può vedere. E sono ancora gentile. 

Razzetti enorme nei 400 ma dorso così così. Impagabile dalla Caporale mia moglie mi riferisce la seguente frase: “erano anni che non nuotavo i 400  e stamattina mi ricordo perché”. Per fortuna si  è ricordato male. Bene per noi. E bene anche Matteazzi che dopo averlo visto in gara al mattino “mi sono gasato”.

Burdisso fa 51″3 e dice: mi sono un po’ risparmiato perché in staffetta dobbiamo volare. Calcolatore. 

Volano invece le staffette britanniche dominatrici di questo europeo. La Dawson ruzza finalmente fino al record europeo dei 100 dorso. Un record storico, gommato di Roma. Grande!

Tocca a Martinenghi l’ultimo pippone sulle piscine chiuse. Speriamo riaprano così anche sto tormentone finirà. 

Europeo chiuso, sparecchiate la mini Duna arena. Fino al prossimo giro.

Europei 2021 – L’Uomo Tigre colpisce alla Duna Arena

Europei 2021 – Fuochi d’artificio alla Duna Arena

Roaaaaaarrrrrrrr ! credit: screenshot di Laura Vergani da Eurovision/LEN

di Mauro Romanenghi

Oggi dice mia moglie che Sacchi è tornato in forma olimpica. Il che a poche settimane dalle Olimpiadi è giusto, anche per i telecronisti. E diciamo che Cattaneo ha messo a suo agio il nostro Luca quindi escono le perle di saggezza consuete. Se poi un bulgaro si chiama Antani, possiamo solo immaginare quali grandi uscite possono sorgere dall’ugola del commentatore tecnico RAI. Rabbrividiamo ..

Che poi subito uccide Miressi (meritatamente) quando costui si definisce addormentato al mattino.

La perla LEN del giorno è Arianna Castimignoli. Chi sia, non è dato saperlo.

Siamo ancora in attesa degli esiti dell’esame del francese di ieri, mia moglie ha tentato anche una incursione stalker su Instagram. Oramai è una questione di principio.

Tutti noi oramai ci aspettiamo il massimo dalla ragazza le cui prestazioni ci deliziano più di una babà al rhum. Benny da Taranto, amici, continua a stupire. Stamattina mostro il suo 29”50 a un amico allenatore. Dall’alto della sua anzianità egli asserisce: “ha fatto solo il suo dovere”. Giusto. “E studia!” Aggiungerei io. Al pomeriggio, dopo aver ripassato Catullo, parte a tuono e realizza 29”30. Volevo fare un po’ meglio, dice. Giusto, è il tuo dovere. E studia, comunque!

Neanche un record mondiale, dice il buon Marco Agosti, rende il nuoto appetibile per una notizia al TG1. Non possiamo che dare ragione al buon Marco Agosti. 

Rylov porta la sua mascherina da tigre sul posto più alto del podio (che poi è uguale agli altri due) nei 200 dorso. Naoto Date, l’Uomo tigre, ne sarebbe fiero. Grazie Rylov, l’uomo dalla espressione unitaria, che sia felice, triste o amareggiato. Con o senza mascherina.

Nella infinita ridda di staffette, la stile libero mista è forse quella con più senso. Lanciata da un Miressi che oramai non sa fare altro che 47” e qualcosa, l’Italia ci fa sognare fino alla Di Pietro, che in realtà non va malissimo ma incontra una Heemskeerk in giornata di immensa grazia che ha deciso che oggi non può perdere e si lancia in 51”73.

In precedenza l’olandese, reduce da 78 medaglie d’argento consecutive, vince i 100 stile libero. La luce divina si accende sulla Duna Arena.

Lo diciamo? Sì, diciamolo. Martinenghi vince la sua prima medaglia internazionale. Speriamo la prima di una lunga serie.

Tornano i gemelli diversi, finalmente. Ci siete mancati, ragazzi.

Europei 2021 – Y generation

Europei 2021 day5 – Buona la prima. Ops.. scherzo. Ripetere, please!

Ma che cavolo …. !!” – foto: screenshot di Laura Vergani da RAISport

di Mauro Romanenghi

Oggi scrivo dai campionati italiani di salvamento. Sì ma tranquilli, non scriverò nulla di salvamento (adesso). Però uno degli allenatori mi ha scritto, perché dice che lui è un Millennials. Andiamo a controllare. 

millennials: coloro che sono nati tra gli anni 80 e 90, quindi diciamo diventano adulti negli anni 2000. 

Ha ragione. Allora io dico che i miei sono Millennials, cioè i millennials maiuscoli. Così ho inventato la definizione, li continuo a chiamare così e ho ragione io. Oppure li chiamiamo duemillenials. Generazione Y mi rifiuto.

Fatemi sapere. Comunque per il momento mi mantengo su questa linea.

Ma quindi posso chiamare Millenials anche quelli del 1998 come la Quadarella? E i 1999?

Ancora a proposito di millenials.. Ndoye Brouard, francese dei 200 dorso di ieri, dopo le semi di giovedì ha dato un esame universitario (kinesiologia, ndr). Non è dato sapere come sia andato, l’esame. Di sicuro lo ha fatto online.. oppure è veramente velocissimo anche fuori dall’acqua!

Inno italiano serio. Cioè finora è suonato poche volte, ma in Ungheria l’inno italiano che fanno sentire è da paura eh!!!

Maschera di tigre… Rylov si presenta a ogni gara con la sua mascherina tigrata. Nel senso che rappresenta la faccia della tigre. Aggressivo!

La Svizzera mostrava una buona squadra come ho già avuto modo di dire. Beh con Lisa Mamie (dopo il mistista Desplanches) si prende la seconda medaglia dei campionati. Un po’ di Italia, in questa medaglia… c’è.

La 4×200 coi cerotti secondo Sacchi in mattinata. Un altro po’ di pezze e al pomeriggio entra il bronzo e una qualificazione olimpica.

Mai visto, a mia memoria, una gara così in finale. Nei 100 dorso donne qualcosa non va per il verso giusto. La Panziera, quarta in finale, ringrazia e nella ripetizione si piglia l’argento. Ringrazia anche Toussaint che passa da seconda a quarta. 

Malyutin nuoterà male ma intanto si porta a casa già tre titoli in questa rassegna. Millennials o millennials…intanto 1’44”7.

Milak nuoterà a stile come un Esordiente A, ma bravo, però. 

Quadarella e Caramignoli fanno doppietta. Tuttavia, la Kirpichnikova è pronta a disturbare in tutti i sensi. Anche nella telecronaca. Bisognerà esercitarsi!

Europei 2021 – Le scommesse del Chupa Chups

Europei 2021 – Chupa chps per il bravo ragazzo russo! E Razzetti canta “fly me to the moon” !!

pat pat.. Bravo ragazzo!
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

di Mauro Romanenghi

E niente ci sono cascato pure io e oggi ho scommesso. Io non scommetto soldi, in genere, ma generi di conforto (alimentari). C’era in ballo una birra con un torinese, che scommetteva sulla sconfitta della Pellegrini. Io avevo dato vincenti lei, poi la mia grande, immensa e sfolgorante Boglarka nei 200 farfalla e Chupkov, che come è noto in Russia dà nome al lecca lecca russo più apprezzato al gusto batrace del Volga. Ovviamente ho perso la birra, mi consola che il mio avversario aveva dato vincente Freya.

Freya Anderson si inserisce nel duello delle più accecate nuotatrici della storia, lei e la Pellegrini credo non si vedano neanche stando di fronte. Quindi in mezzo a loro si infila la ceca dal nome di pornostar, Barbora Seemanova, che incredula vince. Naufraga invece per l’ennesima volta la Bonnet, in testa per 150 metri.

Oggi partire in testa non fa bene e così anche il finlandese nei 200 rana porta tutti fino a 150, un po’ come le lepri keniane nei meeting anni 90, poi viene uccellato dal lecca lecca russo, Anton Chupkov, che nuota 160 metri come un normale duecentista e poi straccia il costumone si trasforma nel fratello brutto di Peaty, prende a testate l’acqua per venti bracciate e vince. La lezione però la stanno imparando perché così fa anche Arno Kamminga, che non è uno scioglilingua brianzolo ma il ranista olandese già argento nei 100 in un non disprezzabile 58”10.

La mia Boggie torna a risplendere, e vince d’autorità i 200 farfalla. Non devo aggiungere altro.

Parliamo di misti. Torna a risplendere la stella dei misti italiani. Merito di Razzetti, che grazie alla sua rana modello Rosolino 2000 turbo sprint vola al bronzo nel totale disinteresse del mondo, perché oggi ha vinto l’argento la Pellegrini.

Dice mia moglie che la mista mista è oggetto di diatribe fra il telecronista RAI Cattaneo e Sacchi, che non ci si raccapezzano. Ma stiamo sereni che essendo specialità olimpica la dobbiamo capire per forza, se vogliamo farla e anche bene.
A parte ciò giova ricordare l’apporto di Sabbioni e Di Pietro in mattinata.

Oggi Megli, ieri dato per spacciato e escluso dalla 4×200, oggi migliore degli italiani in batteria. Poi è uscito in semi, ma aver l’imbarazzo della scelta nella 4×200 è meglio che non avere scelte, secondo me. Vedi rana femminile.

A proposito di rana femminile, mi ricordano di avvisare Cattaneo che la Fangio non ha, purtroppo per lei, 21 anni già da un po’.

Nel dorso maschi purtroppo niente dolcetto per Ceccon. Nella finale più ravvicinata della storia, arrivare sesto a 14 centesimi dal primo non fa certo bene. Ma non fa bene neanche passare in 25”98. Leccarsi le ferite al posto del chupa-chups e passare oltre.