Europei 2021 – Very Fast!

Veloci sul podio!
Credit: screenshot RAIPLAY di Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Ricordate come tempo fa la nazionale si presentava alle premiazioni con un look personalissimo: nel senso che non c’era una persona che indossasse le stesse cose di un’altra. Persino in staffetta riuscivano a non salire sul podio tutti vestiti uguali. Ieri invece in occasione della giornata per ricordare le difficoltà delle piscine, tutti con la mascherina hashtag #salviamolepiscine. 
Oggi non solo quella mascherina scompare, ma scompare anche la mascherina! Il miglior siparietto lo offre la Quadarella, che prima si presenta dalla Caporale senza mascherina, poi indossa una mascherina della nazionale, infine al terzo tentativo indossa quella con la scritta taggata (nel frattempo una mascherina è finita sul braccio). Mia moglie sta ancora ridendo, soprattutto dopo la comparsa di Sabbioni con la mascherina chirurgica offerta dall’organizzazione sul bordo vasca a tutti gli atleti alla fine di ogni gara, in mano neanche fosse un ventaglio Tutto bene, ragazzi.

Parliamo di nuoto che è meglio. Intanto Enrico Cattaneo, in prestito dalla Coppa del Mondo, si applica e al secondo giorno lo vediamo più sul pezzo. Mecasacchi sono mecasacchi, ma Enrico si riscatta nella seconda manche e infila una serie di triple da  urlo. Lo attendiamo nello schuss finale degli ultimi giorni. 

Al mattino parte nei 100 rana Emelie Fast. un nome una garanzia: non benissimo nel pomeriggio, la svedese, ma insomma si farà. Ricordiamo che le finniche rispondono schierando Mimosa Jallow, tanto per gradire. Cose nordiche.

Il mattino si consumano duelli fra italiani per entrare in semifinale. Si inizia subito con  il lanciafiamme. Pilato, 1’06”3. Carraro, 1’06”2. Castiglioni, 1’05”9. Insomma volano subito gli stracci come previsto.

Nella velocità, nessun problema per Miressi al mattino, al suo terzo 47” in due giorni, che diventano quattro nel pomeriggio con un record italiano di 47”53. Fast anche per lui, direi.

Burdisso in zona mista ammette candidamente che ha gestito la gara dei 200 farfalla, passando in 53”75. Lui vive in una dimensione tutta sua.

Rivediamo con piacere Jack Carini da Piacenza in questa gara. E con piacere saluto i suoi tecnici Lele Merisi e Gianni Ponzanibbio. Che come ben sanno, bisogna sempre avere pazienza. Un augurio anche a Matteo Giunta, al quale Jack si è affidato dopo gli Assoluti.

Un bel numero di svizzeri in giro nelle finali. Nessuno a medaglia, per ora, comunque ottima Svizzera. Forse ha sbagliato, ha visto Cattaneo e pensava di essere a Kitzbuhel.

Oggi la Ntountounaki abbiamo dovuto imparare a pronunciarla per forza. Vince e convince nei 100 farfalla, e in tempi di COVID deve pure condividere l’angusto podio (non è vero che è angusto, ma facciamo preoccupare il CTS) con la Wattel.

Per complicarci la vita, appare la Kirpichnikova negli 800 stile libero. Non c’è mai pace, fra gli ulivi.

Dopo la Quadarella che porta, a parte la mascherina in zona mista, il primo oro per l’Italia, un po’ di vacche magre. Certo che pensare che Martinenghi al suo terzo 58” in due giorni arriva quinto… chi lo direbbe? Eppure è così.

Oggi sempre più fast, troviamo con la solita appendice Kliment al nuovo record mondiale dei 50 dorso. Io non so quanto margine abbia nei 100 stile, ma se ne ha domani sfida a razzo tra il Tupolev russo e Miressi promette scintille. me lo auguro, almeno.

Sempre più fast anche Ranomi, che ritrova un bel sotto 24” nei 50 stile, e brucia la campionessa olimpica Blume. Siamo tutti Ranomi, oggi. 

Sul podio, raggiante e svettante, sempre lei: miss Freya. Che al termine della staffetta, poiché come è noto non ci vede benissimo, si alza per vedere il suo tempo, e così facendo oscura tutti i suoi compagni, maschi compresi.

In tutto questo, argento per la 4×200 stile libero mixed italiana, con record. Chiusura fast di giornata, aspettando domani.   

Europei 2021 – Piccole Freya crescono!

Venite con zia Freya, ragazze!!!
Credit foto: screenshot Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Iniziamo male! Malissimo! Parte la prima gara e già queste giovani impertinenti si permettono di far fuori dalla finale una campionessa mondiale del calibro di Boglarka Kapas, la mia Boggie. Non c’è più rispetto. Basta con questi Millennials avventurosi alla ricerca di facili successi. Ma cosa si mettono in testa, di fare il record del mondo?

Il record lo fanno sì, e con la sfrontatezza di indossare pure la bella collanina della prima Comunione, regalo della nonna Anja. Certo la collanina adesso va stretta, perché il collo si è fatto leggermente più taurino, ma il nostro Kliment Kolesnikov oggi ha fatto subito capire che bisogna mangiarne di caviale del Volga prima di batterlo. Al mattino una Russia zero sbatta inserisce le quattro riserve della 4×100 stile, come mandare la Juventus under23 a giocare con lo Spezia, e poi spara i pezzi da novanta al pomeriggio. La collana più veloce del mondo acquatico ci serve questo bel 47”10 lanciato, e tanti saluti. Qualche minuto prima, come antipasto scodellava il record del mondo dei 50 dorso (che tanto era già suo) primo uomo al mondo sotto i 24 secondi.

C’è comunque chi detta sempre la sua religione. La religione dei 400 misti è il Katinkesimo. La prima legge di Katinka dice che tu a rana devi sempre osservare la mia gambata da almeno quattro metri di distanza. In tempo di quaresima, anche cinque. In tempi di COVID c’è il distanziamento, quindi anche sei o sette.

Mi dicevano stamattina che si vede che in Ungheria si fa nuoto nelle scuole (quattro ungheresi nelle prime cinque dei 400 misti). Beh, leggevo che si dedica all’Educazione fisica qualcosa come il 15% dell’orario scolastico. Non so se il nuoto sia effettivamente compreso. Di sicuro, i misti sono una specialità che gli ungheresi amano molto, a scuola o no.

Una cosa che amano molto gli ungheresi di sicuro è la geografia. Non si spiega altrimenti il perché debbano mettere la cartina dell’Europa con l’indicazione della nazione del vincitore durante la premiazione.

La Di Liddo ha sempre la sventura dalla sua. Una volta le marce forzate, adesso la caviglia slogata. E si lamenta pure che non si può uscire dall’hotel. Per fortuna, altrimenti chissà cosa le capitava per strada. 

Sempre sul podio ritroviamo una giovane “vecchia” conoscenza del nuoto britannico, il playmaker Freya Anderson. La squadra britannica ha sicuramente un quartetto d’insieme notevole, ma la “zia” Freya (classe 2001) da un bel passo di carica alle compagne con il suo 52”79 lanciato. La scenetta sul podio è impagabile, neanche gli Hobbit con Gandalf sembravano così piccoli.

Non c’è niente da fare, se c’è un modo per perdere state sicuri che la Heemskerk lo troverà. E così, pur con un 100 stile lanciato da 51”99 (quattro punti esclamativi) Femke si arrende di nuovo e conquista nella staffa veloce il venticinquesimo argento della sua carriera, che comunque schifo non fa (la carriera e l’argento). E Freya ringrazia.

Quattrocento stile di sofferenza, in vasca e per i tifosi: non entrava niente oggi: stavolta si rimedia un bel legnetto, ma siamo sicuri che i ragazzi sapranno rifarsi. 

Quattrocento misti al femminile e legnetto pure lì. A volte andare a braccetto non serve!

Passa mia moglie e mi ricorda che la pubblicità della Uliveto forse è meglio farla fare anche a dei ragazzi che lo sport lo stanno ancora facendo, senza nulla togliere a Fiona May, Del Piero eccetera che hanno però fatto il loro tempo. 

Oggi Miressi almeno il fiato per rispondere alle domande ce lo aveva. Me lo hanno quasi stroncato agli Assoluti in zona mista. E comunque non malaccio neanche alla fine del 100. Ah, si è pure concesso di fare il record italiano, in staffetta. Direi ripreso alla grandissima.

Prima di concludere, due parole su Pinzuti, Anzi, più che su di lui su chi lo ha scoperto, allenato e gli ha insegnato a vincere. Da un piccolo paese della Toscana è difficile tirare fuori un campione, due poi quasi impossibile. Beh: Umberto Gazzini c’è riuscito ed è anche riuscito a dirgli di partire per migliorare. Grazie, Umberto. E ora via, verso nuove emozionanti avventure.

La greca Ntountounaki metterebbe alla prova chiunque sulla pronuncia del suo cognome. Che secondo me i commentatori RAI non hanno mai azzeccato, ma non posso metterci la mano sul fuoco neppure io.

SuperLife 10 – presente e futuro del salvamento in Italia

..si riparte!

di redazione podcast

Siamo tornati! In veste un po’ atipica: conduce, infatti, Laura Vergani, ma solo per questa volta. Promesso.
Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse.

Hanno partecipato seppur in contumacia: Fabrizio Fogliani con Vaporidicloro, Edoardo Macrì con Lifesavinginitaly e Andrea Longobardo. Un grazie speciale a Marco Agosti, come sempre in redazione.

Ospite Giorgio Quintavalle, Presidente della sezione salvamento della FIN. (e non solo..)

Torniamo dopo una lunga assenza e partiamo con una lunga chiacchierata insieme a Giorgio Quintavalle che ci illustra la situazione del salvamento in Italia (e nel mondo) dopo un lungo stop alle competizioni nazionali di quasi un anno e mezzo. Il perché ciò è avvenuto così a lungo, perché si fatichi a riprendere, cosa ci aspetta nel prossimo futuro dalle gare nazionali ma soprattutto nelle gare internazionali, perché si fanno i collegiali sono i temi della nostra puntata: tutta da ascoltare. E aspettateci…perché non finirà certo qui!
Solo su SuperLife, che non vi abbandonerà più, siatene certi.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 29/04/2021

credit foto: Mauro Romanenghi e Laura Vergani

FuoriOnda 94 – Mauro Borgia, allenatore…in aggiornamento

..non si finisce mai di studiare !!

di Redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Oggi ospite nuovo: dalla Puglia anzi dal Salento, Mauro Borgia, tecnico della Nuotatori Pugliesi, della Gestisport ma soprattutto (tra gli altri) di Chiara Tarantino.

Nuovo ospite oggi per FuoriOnda…a noi piacciono le novità. Ci avviciniamo pian piano alla puntata 100, agli Europei ma soprattutto alle Olimpiadi, che a noi ci piacciono tanto. Oggi il nostro interlocutore è il salentino Mauro Borgia, entusiasta allenatore (e come non esserlo …se alleni a Lecce) e grande appassionato. Si vede da come descrive il suo lavoro e dalla sua voglia di raccontare la professione e il lavoro con i ragazzi e le ragazze.
Solo su FuoriOnda, il Podcast che vi porta al mare, al sole e al vento…anche se da voi fa freddo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 30 aprile 2021.

credit foto: Mauro Borgia

Europei 2021 – i tuffi e il trionfo della normalità

Normali aiuti nel nuoto di fondo
credit: Andrea Staccioli Insidefoto/Deepbluemedia

di Mauro Romanenghi

Chi può definire chi è normale e chi non lo è?
Quando si dice a qualcuno che non è normale perché si butta in acqua e percorre almeno 25 Km in circa 5 ore, beh ci sono persone che passano 12 ore in laboratorio a cercare di scoprire qualcosa che magari non vedranno mai. Oppure c’è a chi piace camminare al Polo Sud. Oppure scalare montagne a mani nude senza assicurarsi alle corde.
Oppure stare ore e ore a meditare in silenzio. Oppure passare un pomeriggio all’IKEA.
Essere normali invece è portare i figli a scuola (o alla gara di nuoto) e lasciarli a un metro dalla porta di ingresso con il vostro simpatico SUV, strombazzando poi se non vi fanno andare via quattro secondi dopo che il figlio adorato ha fatto il suo ingresso? 

Gli atleti (parlo dei nuotatori) in genere non vengono visti come persone normali. L’addominale scolpito, le spalle larghe e possenti, le gambe tornite, l’altezza spesso (non sempre) non indifferente non lascia indifferenti neanche gli spettatori “normali”. Soprattutto le spettatrici, dice mia moglie.
I pallanuotisti, queste montagne umane, svettano scendendo dal pullman come novelli Hulk della Marvel.
Le sincronette (o nuotatrici artistiche, se vogliamo) truccatissime, altissime e lunghissime.
Poi vai nella vasca posteriore della Duna Arena. Arrivano questi ragazzi e ragazze, altezze quasi normali, a volte un po’ morbidi, addominali diversamente scolpiti, fianchi torniti, insomma: una persona come me e mia moglie. 
Io non amo gli sport con i voti, si sa. Lasciano troppo spazio al nome, alla simpatia. Gli scandali non si contano fra gli sport con i voti, con giudici che vanno in vacanza grazie alle gare elargite con dovizia e agli scambi di favori.
Ma i tuffatori ci portano alla realtà. Li vedo e sono persone come noi: quelli che li incontri al lavoro, il tuo amico che sì bravo però la sua pancetta se la porta onorevolmente e gareggia con la tua, senza esagerare. Certo non sono tutti così, ma una bella percentuale sì. E con tutto questo fanno il tre e mezzo avanti raggruppato con due avvitamenti e un quarto partendo dalla verticale a 10 metri di altezza.
Quindi poi tanto normali non sono: ma chi può dire chi è normale e chi non lo è?

E quindi vediamoli questi tuffatori. Come Chiara Pellacani, di cui parlammo con il nostro CT Bertone qualche tempo fa. Che si porta a casa una bella collezione di medaglie, tra cui il titolo continentale del misto sincro dal trampolino con Matteo Santoro, quattordici anni di simpatia. Abbracci e saltelli di gioia, per due ragazzi venuti certo a competere e che non sono tanto male, se hanno vinto il loro primo titolo europeo. Per Chiara alla fine cinque gare con cinque podi: altri tre argenti e un bronzo per lei!

Dai tuffi sono arrivate quindi tante tante medaglie, più di quelle che ricordassi in ogni altra competizione precedente. Oro della Bertone dal metro, argento nel team event, bronzo per Tocci dal metro. Credo che il nostro CT sarà soddisfatto. Sentiremo presto che ne pensa.

Tocci potremmo definirlo il tuffatore triste. La sua espressione malinconica, mai felice anche quando sta per vincere il bronzo, nemmeno dopo averlo vinto. Un vero eroe solitario.

Ma io mi domando: ma se ci sono sette giudici, perché devono eliminare tutti ‘sti voti alla fine di ogni giudizio? Povero giudice, che si vede sempre scartare il proprio operato. Come se ogni esperimento lo facessimo in cinque in laboratorio, e ne scartassero tre. Insomma, se fossi un giudice sarei sconfortato. Chi glielo fa fare a questi giudici? Secondo me non sono normali, ma chi può dirlo? Non certo io.

Passiamo al fondo, direi che fare le gare nel laghetto divertimenti di Budapest non era male come idea. Peccato che non possa andarci nessuno, penso causa pandemia – o forse perché è ancora presto e la stagione non è ancora iniziata? 
Fantastico anche il galeone dei pirati, che compare spesso sullo sfondo. Peccato che nuotando per 3-4 ore nel freddo del bacino Lupa queste cose non si apprezzino di certo.

Freddo che aumenta la solidarietà. E così la Bruni aiuta la vincitrice Van Rouwendaal, mostro sacro del fondo, a rialzarsi dopo la 10 Km.

La 25 Km di 24 Km non è male. Ma d’altronde creare un circuito in un laghetto dei divertimenti non sarà stato facile.

La 25 Km che mia moglie, mentre indossa lo scialle per il freddo, definisce inutile. Una gara per criceti, dove girano girano in tondo per ore. Certo una gara così, dove non ci sono rotte da seguire, dove non ci sono imprevisti, correnti, squali, meduse, polpi giganti o Godzilla che esce dal mare si definisce l’ultima mezz’ora. Bisogna trovare una soluzione.

Naturalmente per l’Italia re assoluto Gregorio, con tre successi.
E naturalmente viene eletto ambasciatore delle piscine in difficoltà: i poveri bambini senza piscina ringraziano, ma ci vuole ben altro che dichiarazioni di solidarietà per aprire impianti che non vedono la luce con continuità dal febbraio del 2020. Febbraio 2020: significa quindici mesi. Altro che ristoranti, altro che parrucchieri, altro che centri benessere e le terme. In piscina ci vogliono anni per creare dei nuotatori, perché bisogna insegnare a nuotare. Da quindici mesi non si fa. Buoni Europei a tutti. 

Come musica per le mie orecchie!

Anche il nuoto è per le pari opportunità

Non è che ami particolarmente il musical. Anzi, diciamo che non sopporto i film in cui ogni due per tre una canzone o un balletto interrompono il film.
Ad esempio, non sopportavo i film della Disney animati (e anche non) fino agli anni 80, in cui c’era una canzone ogni 5 minuti. Ma poi canzoni indegne, tipo “Tutti insieme appassionatamente”.
Roba inguardabile. Poi se le traducono in italiano, peggio ancora.
Ci sono le dovute eccezioni, naturalmente. Grease, per esempio, è un musical. Chi non apprezza Grease, non può godere di una certa considerazione (anche chi non ama Guerre Stellari, ma stiamo divagando). Ci sono dei musical che posso arrivare fino alla fine a vedere: perché la storia è simpatica, perché le canzoni alla fine sono godibili, insomma l’insieme lo rende un prodotto a cui si può assistere.

L’altro giorno riguardavo i qualificati individuali per le Olimpiadi. Più li guardavo più non ci potevo credere. Sette maschi e sette femmine. Mi sembrava impossibile, e più ci pensavo più mi veniva in mente il film americano degli anni 50. 
Più accoppiati di così, mi sembrava impossibile. Tre mezzofondisti a stile con tre mezzofondiste. Dorso, una bella coppia così come i misti (che si sono qualificati proprio a marzo, tra l’altro). Solo la rana li separa, con due raniste contro un ranista e un delfinista. Sempre stili artistici, tuttavia.
Ovviamente nessun inciucio sentimentale…qua il gossip non c’entra per nulla. Tutto rigorosamente tecnico!

Le combinazioni non finiscono lì. Dove i maschi hanno qualificato le staffette, non lo hanno fatto le ragazze, a cui mancano le due staffette a stile libero.

La Federnuoto ci descrive tutti i qualificati e ci illustra le ultime tappe di qualifica olimpica, perché diciamocelo non crediamo che sia finita qui. Non so cosa sia l’upgrade, ma siamo in epoca digitale, i ragazzi lo capiranno. Insomma appuntamento a Budapest o al Settecolli.
Di posti liberi ce ne sono tanti, e se è vero che siamo in pandemia e quindi meno gente c’è meglio è, questo non vale in ambito olimpico: più siamo più ci divertiamo (ma non tutti insieme…per adesso)!
Certo non sarà facile qualificarsi, ma anche per i sette fratelli conquistarsi il cuore delle belle fanciulle non è stato facile. Non dovranno di certo spaccare la legna, nè spalare la neve, e neppure cacciare sulle montagne. 
Tocca provarci e farsi trovare pronti all’appuntamento: d’altronde, come disse l’homo scusozoico, il mammut era lì, ma non ero preparato a prenderlo, ed è scappato.

Che 48!!!

Antico Forte del 48…antichi ricordi

di Mauro Romanenghi

E ci siamo: dopo quasi un anno e mezzo senza competizioni internazionali, si ricomincia con il campionato Europeo.

Un nuovo inizio che ricorda il mio, tanti anni fa. Era il 2000, esattamente. Feci il mio primo collegiale (giovanile, lo ricordo) in vista dei Campionati di categoria estivi che si svolsero, causa Giubileo…a Genova. Ometto le varie vicissitudini del collegiale, che meriterebbero un articolo (ma forse un libro) a parte. Dico solo che alloggiavamo in un hotel che ricordo benissimo, “Forte del 48” a San Donà di Piave (e dove altro potevamo essere, con un nome così). Non so perché fossimo a San Donà, ma so che quella stagione fu lo spartiacque del nuoto azzurro. Andammo a vedere i nostri compagni di squadra gareggiare agli assoluti di Monfalcone in Friuli…a detta dei nostri capi, vicinissimo a noi: 100km, possono essere poco o tanto, dipende quando li fai e in che condizioni. 
Ricordo i 100 farfalla, vinti da Gardonio ma con tutta la finale racchiusa in pochi decimi.
Ma soprattutto ricordo il caldo bestiale, il sole che picchiava in una piscina all’aperto senza nessuna protezione  in mezzo al nulla (assoluto) e che ci squagliò, noi senza acqua né cibo in mezzo al deserto friulano. E ricordo benissimo il viaggio di ritorno, guidando un pulmino senza aria condizionata (cosa che farò molte, molte altre volte).

Eravamo giovani allora, e si fece la rivoluzione del nuoto italiano. Medaglie come non se ne erano mai viste, e mai più se ne videro, alle Olimpiadi di settembre. E personaggi che ci consegnarono a una nuova dimensione: Rosolino, Brembilla, Fioravanti, Rummolo, Boggiatto…e altri arrivarono in poco tempo. In mezzo ci fu il primo Europeo preolimpico, che si disputò a Helsinki a fine giugno.
Certo non ho partecipato alla rivoluzione del 48, ma la trasferta del “Forte del 48” ce la ricordiamo ancora tutti. E ci ricordiamo tutti noi, schierati sulle tribune di Monfalcone, pronti a tifare. 

Anche oggi noi siamo già schierati, pronti a tifare per i nostri azzurri, che arrivano agli Europei di Budapest con una delle squadre più belle mai viste da allora e come allora con una vista verso il Sol Levante (vabbè allora era Australia…ma sempre a est!!!)
Guarda un po’: quarantotto azzurri quarantotto, frutto della selezione di fine marzo, di qualche aggiunta del nostro lungimirante direttore tecnico e dei giovani di belle speranze, nonché del fatto di poter schierare quattro atleti gara.
Come nei 100 rana femminili, con quattro atlete non dico tutte da medaglia ma da finale sì.
Tanti giovani sono alla prima gara internazionale assoluta in lunga: come la Cocconcelli, anno 2003 e campionessa dei 50 stile.
Ma anche la Crispino, stessa età e un buon 200 farfalla, anche lei nuova entrata insieme a Sara Gailli e Chiara Tarantino, chiamate per le staffette.
Ma anche meno giovani…come Razzetti, Mora, Poggio, Castello, Deplano (non che girino col bastone, ma di certo non sono atleti di primo pelo), che però arrivano con tanta voglia di emergere dopo una…”gavetta agonistica”.
Alcuni li abbiamo sentiti o abbiamo sentito i loro allenatori. Potete ascoltare i podcast di Fuorionda, ce ne sono quanti ne volete.

E poi ci saranno di nuovo le staffette, mille milioni di staffette da provare e i posti olimpici da conquistare. Brividi anche per il nostro CTS, quando decine e decine di atleti si assieperanno a bordo vasca e si abbracceranno alla fine della gara, come i tifosi dell’Inter in piazza del Duomo, contribuendo così a diffondere miliardi di particelle virali a bordo vasca e ritardando di altri sei mesi l’apertura degli impianti. 

Insomma mi aspetto un po’ di rivoluzione, soprattutto dalle giovani perché come disse una ragazza qualche anno fa (Erika, che salutiamo): “noi aspettiamo nuove velociste che abbiano voglia di andare sempre più forte”. 
Più Forte del 48, aggiungiamo noi!

FuoriOnda 93 – Martina Carraro e Fabio Scozzoli: uniti e vincenti!

Love & Smile! foto: Martina Carraro

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospiti che non hanno bisogno di presentazioni: Martina Carraro, bronzo mondiale e primatista italiana dei 100 rana e Fabio Scozzoli, oro europeo e argento mondiale nei 50 e 100 rana e primo italiano sotto il minuto nei 100 rana…insomma ve li abbiamo presentati lo stesso!

Insomma non capita tutti i giorni di conversare comodamente seduti sul divano con due medaglie mondiali. Almeno, loro sono sul divano insieme a Clara, la mitica cocker; noi li incalziamo con una fitta serie di domande sugli ultimi avvenimenti: la qualificazione olimpica di Martina, i problemi fisici di Fabio, le problematiche riguardo a spazi acqua, allenamenti, palestra, la voglia di tornare in acqua di uno e la voglia e i sogni di successi (europei e perché no, olimpici dell’altra). Il tutto in un botta e risposta fantastico fra loro, Laura Vergani, Mauro Romanenghi e un inarrestabile Fabrizio Fogliani. Un’intervista tutta da gustare, solo su Fuorionda, il Podcast per la famiglia… anche di ranisti!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi.

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Puntata registrata il 12 aprile 2021

credit foto: Martina Carraro

FuoriOnda 92 – Alberto Razzetti.. un Razzo ai Giochi!

..veloce come un Razzo! – foto: DeepBlueMedia

di redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite Alberto Razzetti, primatista e campione italiano dei 200 misti.

Debutta ai nostri microfoni Alberto Razzetti, che ci bacchetta subito per il suo tempo conseguito a Riccione (giustamente!) e ci conferma il suo amore da sempre per i misti. Da lui otteniamo il racconto del suo “nomadismo”, le scelte per cercare nuovi stimoli, la voglia di emergere e le difficoltà che si possono trovare quando non sempre tutto riesce come si vuole. Senza dimenticare la sua amata farfalla, un pizzico di follia nelle gare di fondo per divertirsi (ma non troppo fondo!!!) e il papaRazzo che speriamo torni a deliziarci con le sue foto!!!
Solo su Fuorionda, lo sport che segue i nomadi del nuoto…anche a casa!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi

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Puntata registrata il 8 aprile 2021

credit foto: Deepbluemedia

FuoriOnda 91 – Costanza Cocconcelli va veloce

..”ci vedo bene?” Foto: DeepBlueMedia

di redazione Podcast

..”ci vedo bene?” Foto: DeepBlueMedia

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione redazionale di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite Costanza Cocconcelli, atleta della NC Azzurra 91 neo campionessa italiana dei 50 stile libero e neo arruolata Fiamme Gialle.

Torna con noi oggi per una intervista “da salotto” Costanza Cocconcelli, fresca fresca campionessa italiana dei 50 stile libero. Ma non solo: medaglia in tre gare veloci, spazia dalla farfalla ai misti e non si nega neanche un bel 100 stile. Tutto ciò per puntare direttamente agli Europei e poi…chissà? Sentiamo dalla sua voce le sue impressioni sulle gare, i suoi obiettivi futuri e i vari problemi affrontati in questo periodo (pochi, a sentir lei).
Sempre su Fuorionda, l’unico Podcast virale… senza gravi conseguenze.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

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Puntata registrata il 6 aprile 2021
Crediti fotografici: DeepBlueMedia