Tokyo2020 – day7: La maledizione del rosa!!!

Ooops! (screenshot Eurosport)

di Mauro Romanenghi

Nello spettacolo si sa il viola porta male, perché è il colore della Quaresima in cui nel Medioevo (beh anche adesso nei tempi di pandemia) non si potevano fare spettacoli di nessun genere. Fortunatamente non sempre la religione adesso detta legge e quindi gli spettacoli si possono fare in quaresima (in pandemia, anche le messe… bah). 
Tralasciando la querelle fra Chiesa e spettacolo in tempi andati, passiamo alla vasca. 
Le Crocs rosa inguardabili (ma se piacciono a lei, de gustibus) non hanno portato bene a Lili King. Ma neanche gli occhialini rosa a Jacoby oggi nella mista mista. La giovanissima americana non si sistema bene gli occhialini e come un Esordiente li perde in partenza: rimangono fra naso e bocca, e fare 1’05”0 in quelle condizioni non deve essere stato semplice. Ma toglierli? Lezione di tattica per la Jacoby.
Lezione di tattica anche per la mista mista USA, che schiera Dressel sperando nel miracolo. Ma sono le altre frazioni un po’ così così, soprattutto la Huske a delfino. Avranno fatto i loro conti.

Dressel e McKeon chiamati a un superlavoro (beh, non esageriamo, non sono certo andati in miniera..) oggi. Dressel deve superarsi al record del mondo con 49”45 per avere ragione di un Milak sempre più vicino e bellissimo in 49”68, nel ritorno più veloce mai visto in 26”0!!! Milak va in giro sempre come se fosse in giro turistico, Dressel invece un po’ nervoso: li fa sciolto in vaschetta tuffi dopo la semifinale dei 50, prima della finale della mista mista. Riscaldamento in vaschetta concesso anche a McKeon (ma mettere la premiazione degli 800 e darle 10 minuti di pausa no?). Risultato 46”99 per Dressel ma soprattutto 51”70 per McKeon che passa allegramente la Pellegrini e porta l’Italia al quarto posto e con record italiano: mica male, anche se per un momento abbiamo sognato oltre!

La Gran Bretagna ci credeva moltissimo in questa staffetta. Ha avuto ragione. Enorme compattezza, nessuna frazione debole. Record del mondo. E sono 4 gli ori della squadra della regina.

Continua il duello fra USA e Australia: siamo 8 ori a 7. Questa volta gli Aussies non hanno fallito.

Zhang la ragazza ovunque dei campionati. Delfino, 4×200, 4×100 mista mista, 50 stile, spareggio con la compagna dopo la finale di staffetta: sempre con saluti, cuoricini e saltelli. Serve aiuto? Chiama Zhang! “sono Zhabg e risolvo problemi”

La barzelletta dei 200 dorso: ci sono due australiane, due canadesi, due americane e due giapponesi. E vince McKeown. 

Olimpiade delle doppiette: McKeown, Rylov, Ohashi, Titmus, Ledecky. Ci proveranno Dressel e McKeon. Prima che mi scocciate che Dressel ha già fatto doppietta, parlo dello stesso stile. Visto che siamo tutti precisini.

Naturalmente è notte. Naturalmente c’è la civetta. Naturalmente c’è Simona Quadarella. Leggo che risponde alle critiche dopo la delusione dei 1500. Cioè devo criticare una ragazza che fa i 1500 dopo la gastroenterite. Siamo proprio italiani: tutti allenatori e bravi critici. Brava Simona, fai fare un bel 800 ai tanti giocatori di Fantacalcio italiani. Non ci siamo, non ci siamo proprio!

Noé Ponti continua la favola per la Svizzera: due medaglie qui, dopo Desplanches arriva Noé per i 100 farfalla. Massimo Meloni tornerà a casa soddisfatto.

Premiazioni con il parterre del roi. Kirstie Coventry due premiazioni e nella seconda la accompagna Penny Heyns, ne abbiamo parlato. Grandissime. 

La faccia delle Grimes dopo gli 800 fa il paio con tante altre viste negli americani. Non è sempre festa, per le stelle e strisce: anche gli altri vogliono le fette di torta. 

La velocità non è un paese per giovani. Nei 50 stile, a parte Andrews direi un età media sui 27 anni.

Completo l’excursus sugli altro sport. 

Premetto che non capisco niente di scherma, ma mi sembra che nella sciabola sia quello sport dove i due avversari si gettano uno contro l’altro e il giudice premia chi urla più forte.

Inizia l’atletica. Premetto che mi piace molto, e i colori dell’atletica sono superiori a quelli del nuoto. Quello che non sopporto sono quelle attese lunghissime per partire. E poi i telecronisti che si lamentano perché le false partenze non ci sono più. Ma vedere per due minuti gli atleti ballonzolare ridicolmente a destra e sinistra è veramente noioso.

Mi dicono che hanno letto il mio commento sul vietnamita: sul mio 4,5 nella quantità, obiettano che mi aspettavo troppo. Forse sì, ma de gustibus…

Tokyo 2020 – day6: La rivincita delle segretarie

Licenziata? Ma no, oro olimpico!!!

di Mauro Romanenghi

Avete presente quelle ragazze carine, bella presenza, però non troppo appariscenti che siedono fuori degli uffici dei grandi capi (ma anche dei capi medi). Quelle che insomma sono magari superintelligenti però devono sempre dire “no è impegnato”, “no al momento non c’è” o la classica “ha un’importante riunione” (magari con un’altra segretaria).
Insomma la tipica segretaria, orecchini, gonna a mezza altezza, giacca elegante, capelli raccolti. Che poi se li sciolgono e si trasformano in bellezze stratosferiche.
La Schoenmaker no. Lei i capelli non se li scioglie, li mette sotto la cuffia. E ci tira fuori due begli orecchini da segretaria. E ci tira fuori anche il record del mondo, il primo e finora unico di questa rassegna.
Viva le segretarie e viva i 200 rana della Schoenmaker.
Lili King, da par suo, fatica ad abdicare. Dopo il terzo posto dei 100, che la costringe a non disputare la staffetta mista in finale come da legge non scritta degli americani, la ragazza delle Crocs (che tirerebbe in testa volentieri alle avversarie) credeva nei 200 ma un presagio la tormentava. Le segretarie si sa sono traditrici. E infatti anche i 200 sono andati. E’ un po’ il regno delle facce. La stessa faccia oggi si ripresenta più volte. Murphy, Scott, tutti arrivati all’argento ma che nell’oro ci credevano e speravano.

Non basta ad Eugeniia la sua doppia i. Quarta lo stesso nei 200 rana. Provaci ancora, Eugeniia. 

Murphy di cattivo gusto in conferenza stampa, facendo illazioni sulla gara poco pulita a cui hai partecipato. Gli USA ricordino che la loro stella Simone Biles prende i farmaci per la sindrome da attenzione, farmaci che una che fa il triplo salto carpiato avvitato su una trave di 20 cm di larghezza secondo me non dovrebbe prendere, al di là dell’esenzione che le venne concessa. E il caso Balco, di sicuro, non era scoppiato in Russia. 

E niente i giornalisti se non parlano di gossip non sono contenti e così tirano fuori la storia delle arciere cicciottelle e della omosessualità del bronzo olimpico dell’arco Boari. O che la Pellegrini si fidanza con Giunta (che poi bastava guardarli lo capivano anche le strisce in fondo alla vasca). Guardate per me possono anche fidanzarsi con un babbuino basta che mi portino una medaglia.

Ogni mattina la civetta di fronte a casa mia mi saluta con il suo verso, non so come si chiama il verso della civetta. Ma mi fa piacere che non sono solo, a vedere le gare!!!

Michael Andrews devo capire come con quello stile libero possa fare 1’55” nei misti, soprattutto con quella condotta di gara. Eppure c’è riuscito, una volta!

Di tutti gli argenti tristi di oggi ce ne sta una sorridente. E’ la Haughey, che dopo i 200 fa sul anche quello dei 100. Massimo raggiungibile e soddisfazione massima.

Dopo lo skate, lo sport con la percentuale maggiore di cadute è il BMX. Tutti sport americani, ovviamente, a cui cadere piace tanto evidentemente. Tra l’altro qui ci si fa veramente male!

Polemiche sui CT: scherma, ciclismo, tutto sui giornali e smentite varie. Della serie i panni sporchi si lavano in famiglia.

Dopo la sbronza della Ohashi magra per i giappi: i 200 rana niente e niente per Hagino e Seto. Si rifanno con la spada maschile a squadre. Basta accontentarsi. 

Diciotto finali per gli azzurri finora. Secondo me la migliore spedizione da questo punto di vista per gli azzurri. Marco Agosti, aspetto conferme.

Oggi ristorante vietnamita con compagnia interessante. Nuovi spunti e nuove storie: poco cibo, ma buono. Serata voto 8, cibo 7, quantità 4,5.

F/O117 – FuoriOnda/Jappodcast – special edition: Fiorentini d’autore!

i tre moschettieri a Tokyo!
credit: instagram Rari Nantes Florentia

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospiti di oggi Fabrizio Verniani e Paolo Palchetti, allenatori della Rari Nantes Florentia

Come promesso in Jappodacst numero 116, parliamo con gli allenatori di Megli, Restivo e Zazzeri, protagonisti fiorentini (uno d’adozione ma vale lo stesso) ai Giochi. In realtà parliamo solo con Fabrizio, perché Paolo è molto schivo e in più… sta allenando! Scoprite così come sono stati preparati i ragazzi e i piani futuri dei “ragazzi” di Firenze. Perché Parigi 2024 non è così lontana. Oggi quinta puntata speciale.
Jappodacst…con la nuova sigla!!!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

sigla: karaoke della redazione, ahivoi!

Puntata registrata il 29 luglio 2021.

credit foto: Rari Nantes Florentia (Instagram)

F/O116 – FuoriOnda/JAPpodcast – day5: Argento ottocento

Tōkaidō Shinagawa Goten’yama no Fuji
wikipedia in CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospiti di oggi saranno nello speciale Jappodcast 117, i tecnici Verniani e Palchetti della Rari Nantes Florentia .

Oggi quinta puntata speciale. L’argento di Paltrinieri, il ritorno all’oro dell’Italia con il canottaggio in zona…Cesarini, due bronzi di cui uno con un po’ di rammarico. E poi la pallanuoto, la BMX, la vela…incomma…continuate a seguirci, perché Jappodcast porta sempre l’argento vivo addosso!!! Che a Tokyo sta benissimo!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 29 luglio 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyo2020 – day5: Santi, capitani e navigatori!

Virus de che? (screenshot Eurosport)

di Mauro Romanenghi

Ricorderete la grande vittoria del capitano baffo agli Europei di Budapest.
Beh il baffo non c’è più, come non c’era per Frigo, nella staffetta veloce. Ve lo dico per informazione comunque che sulla barba e i baffi si possono annidare delle particelle virali, ma oramai è inutile: quindi meglio non avere barba e baffi, per gli sportivi!
A parte gli scherzi, al nostro capitano (perché oramai lo è ufficialmente) neanche il virus lo ferma. 
Che poi con queste mascherine abbiamo fermato tutti i virus, ma la mononucleosi no.
Ma mentre la Quadarella è un po’ più delicatina, Paltrinieri non lo ferma nessuno. E così si deve arrendere solo al motoscafo americano Finke che spara un 50 da 26” alto e vince, seppure di pochi decimi. Bravo Finke ma immenso Gregorio: non avrei giocato neanche la ruota di scorta (che non ho) della mia macchina. A lui il virus gli fa un baffo!

Grandi sorprese oggi. Infatti subito dopo si arrende Anton Chupkov che non riesce a fare la tripletta Europeo Mondiale Olimpiade. La sua tattica stavolta non funziona, o è lui che non funziona benissimo. In ogni caso vince l’australiano il cui nome sembra quello dei romanzi di Stevenson, Stubblety-Cook. Precede Kamminga, che ancora una volta si deve arrendere, e soprattutto il finlandese Matti Mattson (che sarebbe come se noi chiamiamo uno Mauro Mauri), grande sorpresa, che porta il suon bel cranio pelato e gli occhiali sul podio. Nuoto ignorante senza cuffia , il ragazzo sembra in foto André the Giant, il wrestler degli anni 80: in realtà è meglio di quello che sembra e noi lo vogliamo così, nordico e selvaggio.

Dopo il chupa chupa russo succhiato dagli avversari, arriva la cinesona (non si può dire cinesina di certo) Zhang, una delle 113 Zhang della nazionale cinese. D’altronde quando infili le avversarie fai Zhang!, non di certo Chen o Ling. Record mondiale in tessuto (e chi se ne frega), saltella qui e là e manda cuori a tutti. Occhio a non esagerare, sei sempre cinese.

Infine la gara dei califfi (ormai li chiamano tutti così). Beh si vede che non basta essere giovani e voglioso per vincere. Dressel fa sua la finale più veloce della storia, ma deve sudare tutte le sciarpe e le bandane che ha per battere Chalmers, che non aveva nessuna intenzione di abdicare.

E infine il solito suicidio australiano che ama perdere la 4×200. Stavolta lo fa contro la Cina, con una Ledecky che passa in 55”00 ai 100 per rientrare, e non ce la fa per poco a vincere. Quattro record in una finale non li avevo credo mai visti: record del mondo della Cina e continentale per le prime tre squadre. La Cina la più compatta come sempre, schiera la Zhang data un po’ stanca dopo i 200 farfalla che infatti spara una mega frazione. Uguale alle nostre atlete che non riescono a fare due gare di fila. L’Australia paga le due frazioni di apertura, non bene anzi male. Ma è così…le avessimo noi, due frazioni fatte male così.

Parliamo di Emma McKeon, la donna il cui collo rappresenta il 15% della sua altezza di più di 180 cm???

Rylov qualifica la sua mascherina leopardata e soprattutto la sua mascella volitiva per un 200 che può solo perdere. Ma hanno perso in tanti questo giro.

Qualificarsi quasi tutte sotto il 53” nei 100 stile? Fatto!

E andiamo per D..!!!!! (screenshot Eurosport)

Faccio un piccolo excursus sul canottaggio, che sfata la maledizione del secondo oro con le due ragazze dei pesi leggeri (beh a vederle sono proprio leggere). Ieri record mondiale, oggi oro allo sprint. Brave Cesarini e Rodini: a fianco c’era pure la Gran Bretagna ma niente abbordaggio questa volta.

L’Italia si sa è un popolo di santi, poeti e navigatori. Qua alle Olimpiadi il concorso di poesia non c’è, e di navigatori come visto ne abbiamo: canottieri ma anche velisti che stanno andando molto bene e alcuni si giocano anche dei posti importanti. Anche qui ho visto un paio di abbordaggi mica male, uno nella classe 49er con due barche una sull’altra: spettacolo.

Santi invece ce ne sono parecchi, invocati un po’ da tutti. Due giorni fa la madre del Signore fa la sua comparsa sul campo di pallavolo, e oggi viene chiamato direttamente in causa Gesù Cristo nel commento del canottaggio. Bene che ne abbiamo bisogno, ma senza esagerare!!! Comunque, i microfoni direzionali sono troppo ben direzionati, e di commenti se ne sentono anche peggio.

Parlavo della faccia di Ceccon: vogliamo parlare della faccia sul podio di Romanchuk, che sembrava davanti al plotone d’esecuzione? O di quella della Flickinger che guardava la Smith come a dirle perché non sei rimasta a fare dorso a casa tua?

Ora è giusto commentare che Finke poteva partire prima e ha rischiato. Ma ha vinto, e chi vince ha sempre ragione: finché vince, ovvio.

Ora mi deve spiegare Murphy perchè ha così freddo mentre tutti gli altri arrivano in maglietta… anche Dressel non scherza, comunque. 

La raniste russe si chiamano Eugeniia e Mariia. Ma una sola I non bastava?

Mi ero dimenticato delle Crocs rosa della Lili King. Sono fatti suoi ma sinceramente preferivo averle scordate. Tra l’altro, mi sono sempre chiesto come faccia a fare rana con quella gambata. Evidentemente lei non lo sa e va forte lo stesso.

Certo Razzetti deve recriminare sul suo dorso carente che lo porta fuori dalla finale olimpica e ci lavorerà, ma vedere lo stile di Andrews è veramente peggio delle Crocs di KIng.

Chiudo con una riflessione.
Solo in Italia siamo stanchi, non riusciamo a fare due gare in un pomeriggio, non riusciamo a tenere gli otto giorni, non riusciamo a provare a fare gare diverse. Cito esempi.
Flickering fa i 400 misti e i 200 farfalla.
Regan Smith si spara 200 dorso e 200 farfalla perché vede che non ci sono tante avversarie e comunque fa fatica a dorso nei 200.
La Zhang fa i 200 farfalla e dopo un’ora fa 1’55” nei 200 stile.
Voi direte che sono campioni. Beh, se vuoi esser campione devi fare anche questo: prendere esempio.

F/O115 – FuoriOnda/Jappodcast – day4: All’abbordaggio!

Shojin tozan
wikipedia CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Simone Palombi, allenatore di Federico Burdisso bronzo olimpico nei 200 farfalla.

Quarta puntata e l’oro non vuole proprio arrivare. In compenso l’Italia, nuoto compreso, macina medaglie e siamo a quota quindici!!! Gli italiani vanno tutti fortissimo, ma gli avversari tentano di abbordarci continuamente! Dove? Ma dovete sentire la puntata per scoprirlo e per ascoltare l’intervista a Palombi, il coach di Burdisso. Continuate a seguirci, Jappodcast si sta pure preparando la sigla!!!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 28 luglio 2021.

credit foto: Wikipedia Creative Commons.

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyo2020 – day4: Concerto russo e doppiette scoppiettanti!

Biles a base Terra…mi fermo nello spazio a riposare..ci vediamo!

di Mauro Romanenghi

Se vai a un matrimonio in genere ti mettono davanti tutta una serie di portate succulente.
A Barletta, dove sono stato per un matrimonio, c’erano i frittini di pesce, molto buoni. Poi c’erano anche i molluschi freschi crudi, alcuni si muovevano persino. Poi altri piatti di pesce, tutti apprezzati: un risotto da leccarsi i baffi, dei ravioli ripieni. Bisogna però sapersi controllare, perché alla fine i dolci non li puoi mangiare. E anche lì, non è che si può mangiare il tiramisù, i pasticcini, la Saint Honoré e pure la pastiera. Altrimenti come si fa a bere l’amaro finale?
Forse ho un po’ esagerato, lo ammetto. 
Però vediamo a queste Olimpiadi che un conto è esagerare a Barletta, un conto all’Olimpiade.
Così vedi Simone Biles, incensata come eroe della ginnastica, che scopriamo in difficoltà tecnica e soprattutto psicologica. Ma se vuoi fare il quadruplo salto mortale con tre avvitamenti, la trave sun un piede solo, il volteggio senza toccare il cavallo scavalcandolo con un balzo da pantera ecco che le cose possono andare male. Questo poveri ragazzi sono sempre costretti a vincere, e farlo con un bel sorriso. Soprattutto nella ginnastica, lo sport dei sorrisi falsi come il nuoto sincronizzato, dove le atlete fanno sforzi sovrumani facendo finta di niente. 
E così cade anche Katie Hurricane Ledecky. Cade in piedi naturalmente. Infatti vince i 1500 stringendo i denti, dopo aver fatto una faccia da funerale del gatto alla fine dei 200 dominati da RobotTitmus che dopo il primo 50 spara tre 28”8 consecutivi, come fosse un allenamento in soglia. 
Quindi l’insegnamento sarebbe attento se vuoi vincere 8 ori che potresti non vincerne neanche uno. Certo che se hai 20 secondi di vantaggio sulla seconda, perdere è difficile: ma la Ledecky ha dovuto sudare per dire alla Sullivan di stare dietro per favore. Anche io se fossi 120 Kg e due metri potrei mangiare tre torte (forse no, ma due magari sì).

Milak era entrato in semifinale guardandosi in giro come a dire “beh dai facciamo sta semifinale che ho altro da fare”. La finale è un altro affare. Ma se ti chiami Milak, allora puoi stare sereno. 

Un po’ meno sereno se ti chiami Burdisso e chiudi in 31”3, un secondo e mezzo più di tutti.
Ma se prendi il bronzo, hai ragione. Quindi ha ragione Federico Burdisso.

Leggo della dichiarazione di Morini di scuse. Ricordiamoci che il bravo coach è quello che fa un passo avanti quando le cose vanno male e due indietro quando vanno bene.

Continua la sfida contro la sfiga della Ohashi. I commentatori la danno sfavorita nell’ultima frazione, e lei non trova di meglio che infilare le avversarie e vincere. Doppietta nei misti per l’ultima atleta che nuota con le orecchie fuori dalla cuffia. 

Se lei ha le orecchi fuori dalla cuffia, fa mostra di un bel paio di orecchini la Schoenmaker. E anche di un onesto 2’19”16 in batteria. Non vorrei tirargliela, quindi sto zitto.

E ora elegia del ritiro. La Hosszu gareggia alla corsia 1 e arriva settima, come la Pellegrini. Due campionesse olimpiche, due primatiste mondiali, due nuotatrici eccezionali. Fine elogio.

La 4×200 britannica da sfoggio della sua enorme superiorità ma viene tradita dal suo primo uomo, Dean, che peggiora un secondo il tempo della finale olimpica.  Niente di grave, ci pensiamo noi, dicono gli altri. E arrivano a tre centesimi dal mondiale gommato. Neanche la soddisfazione del record olimpico. a due centesimi. Record europeo, almeno. Ah, oro olimpico, scusate.

Miressi continua la sua personale battaglia psicologica con Dressel. Caleb si è sbarazzato di Ceccon, ma resta Popovici. E il coreano Whang. Lo zio Dressel si sente un po’ oppresso, vediamo cosa farà domani.

Non commenterò la 4×200 femminile, perché non conosco il motivo per cui quattro persone che al via fanno in totale 7’53” facciano quaso 8’. Quindi mi astengo. La qualificazione era a 7’56”, significa che in Italia non ci sono quattro o più ragazze in grado in una gara internazionale di garantire una media di 1’59”0 lanciato. Mia moglie propone di convocare solo chi fa 1’58” a tutte le gare, anche il trofeo di Baranzate. Potrebbe essere un’idea.

La Germania torna a prendere una medaglia con la Kohler nei 1500 stile libero. Se pensiamo che negli ultimi anni le ha sempre prese in ogni distanza possibile e immaginabile dalla Quadarella, non possiamo che rammaricarci della condizione di Simona. Ma la vita è così, ricordiamoci la Ledecky 2019. Certo la sfortuna si accanisce sul nostro fondo. 

Categoria salvamento 2021 – COVID FREE

di Mauro Romanenghi

Luglio, mese di vacanze, mare, sole e categoria di salvamento. Quest’anno i categoria vengono disputati con selezioni strettissime, manco la discoteca più “in” di Milano ha questa scelta elitaria. Il tutto non per avere gli atleti più belli d’Italia ma per le norme antiCOVID, che non consentono di avere troppa gente durante il riscaldamento. 
E allora mi chiedo, se c’è troppa gente nel riscaldamento, perché la vasca da 33, con 13 dico 13 corsie da 25 metri la possono usare soli quello che fanno le gare quel giorno? E gli altri, che ci fanno al Foro? Non sarebbe stato utile organizzare un periodo di allenamento per coloro che non avevano gare? Con una bella lista, ad esempio, in modo da farli nuotare durante il riscaldamento di chi invece le aveva le gare.
Ma altre domande sorgono spontanee a me che, tapino, sono ignaro delle norme.
Ad esempio, perché non premiare sul podio che è 74 metri quadrati, più del mio appartamento, quando poi tutti andavano lì a farsi la foto?
Perché usiamo ancora i guanti quando non li usa praticamente più nessuno e i manichini stanno nell’acqua clorata e i guanti inquinano perché sono di plastica e li lasciamo in giro?
Perché fare il giro del mondo per salire e scendere dalle tribune per due vie diverse quando nessuno, dico nessuno in nessun posto oramai lo fa più? Hanno fatto gli Europei con migliaia di persone che stavano senza mascherina e noi eravamo in 300 in uno stadio che ne tiene 3000.
Domande senza risposta.

Dopo questo discorso che deve richiamare al buon senso chi ci governa senza dimenticare il pericolo, andiamo avanti e parliamo di salvamento.
Non avendo ancora ben capito perché facevamo due ore di riscaldamento e poi le gare, quando oramai tutti fanno due turni di gara, procediamo. In ogni caso, anche se l’organizzazione non ci soddisfa, in genere noi ci organizziamo meglio. Quindi le gare hanno visto un livello altissimo. Perché? Non lo so, non sono un indovino. 
Però forse i ragazzi avevano tanta voglia di gareggiare, e hanno sperimentato molto in questo anno e mezzo dall’ultimo campionato, ricordo febbraio 2020.
Il tempo per alcuni podi Esordienti ha raggiunto livelli per cui non basta il tempo che pochi anni fa serviva a vincere. E soprattutto molto spesso sono ravvicinatissimi. Vedere il torpedo, gli ostacoli e le pinne femminili Esordienti A, tutti racchiusi in pochi centesimi.
Se per vincere il trasporto Esordienti A maschi ci vuole il 36”65 di Petracca, per andare sul podio 38”30. E così è 27”67 il tempo necessario per vincere gli ostacoli maschili.

I record italiani Ragazzi sono ben quattro, veramente di pregevole fattura. Dallari, già detentore del record di superlife, si impadronisce del torpedo con 55”92! 
Ma il record forse più impressionante è il 36”80 di Gloria Moruzzi nel trasporto fermminile, molto più del 1’17”10 del misto che pure è un’ottima prestazione. Il tutto considerato che la ragazza è del 2008.
Martina Laurenti realizza il record eguagliandolo al centesimo negli ostacoli, 1’02”10.
A parte l’acqua, bene di prima necessità che bisognava procurarsi cacciando nella jungla, quello che più mi è mancato è il frigo dove riporre i generi di conforto per me e i miei amici. Sarà per la prossima ragazzi.

Scena da film della cortina di ferro. Mi chiamano le due ragazze che devono fare torpedo al cancello della discesa in vasca (eh già, per accedere in vasca c’è un controllo con tre dico tre persone, neanche in URSS negli anni della guerra fredda). Perché? Perché i guanti non vengono distribuiti. Dato che li hanno dati fino al giorno prima, chiedo spiegazioni, mi viene detto che se li devono portare, c’è scritto sulla circolare. Comincio a innervosirmi. Scendo, i guanti sono in prechiamata. Faccio per salire, ma no! Devi fare tutto il giro del Foro. Dopo 400 metri che neanche Bolt, arrivo al cancellino e non c’è più la ragazza che fa da assistente. Credo di non essermi mai arrabbiato così tanto, e credo che sia meglio non riferire ciò che ho detto. E credo che prima di dare notizie non vere e fare certe affermazioni, bisognerebbe informarsi: quantomeno, per non far correre una persona di 50 anni per mezzo Foro Italico. 

Non si fanno solo record giovanili. Il venerdì pomeriggio Francesca Cristetti spara con una trasporto da meno di 30” il record mondiale del percorso misto. Tanta roba, ragazzi.

Si diceva tanto tuonò che piovve. Dopo innumerevoli tentativi di imitazione come per la Settimana Enigmistica, finalmente la Lanzilotti realizza il primato del mondo di superlife. E siccome la mette giù dura, non scende sotto i 2’20” ma sotto i 2’19”. Tanta roba, ragazzi.

In serata di venerdì parliamo con un nostro ragazzo, Mattia, che ci dice: “se domani aggancio, potete smettere di prendere il tempo”. Aggancia, il tempo lo prendiamo lo stesso. E’ secondo. Abbastanza contento, si presenta al via del trasporto e gli prendo il tempo anche lì: 29”57, record mondiale Juniores. Tanta roba, ragazzi.

Insomma, niente bar al Foro, niente brindisi con gli amici, niente salame. La sera allora bisogna trovare un posto. Appena fuori dall’hotel, c’è un posticino con degli ottimi amari. Io ho provato il luppolo, ma ce ne sono molti altri. Tanta roba, ragazzi.

F/O114 – FuoriOnda/Jappodcast – day3: Meglio argento che legno!!!

Kōshū Isawa no Akatsuki
wikipedia CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Alberto Burlina coach di Thomas Ceccon, argento olimpico in staffetta e medaglia sfiorata nei 100 dorso.

Oggi terza puntata. Meglio un quarto posto strappato con le unghie e con i denti, o comunque un bell’argento (ma va benissimo anche un bronzo)?
E’ come dire se è meglio un weekend con il sole o una settimana con la pioggia. Però noi ne parliamo lo stesso tutti insieme festeggiando le medaglie italiane, le prestazioni degli azzurri ma anche i legni raccolti.
Continuate a seguirci, perché chi non segue Jappodcast non si diverte!!!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 27 luglio 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons.

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyo2020 – day3: Concerto russo e doppiette scoppiettanti!

Medaglie d’autore, oggi!!! (credit Wikipedia)

di Mauro Romanenghi

La doppietta è quel fucile così definito perché si affiancano due canne e si sparano solo due colpi. Con questi due colpi puoi centrare due bersagli, che sono in genere grossi animali. Potrebbero essere due piattelli, come quelli della Diana Bacosi, oppure due belle medagliette olimpiche, come quelle centrate dai russi e dai britannici oggi, terza giornata di finali.
L’Europa riaffaccia la testa, con le due nazioni che l’Europa proprio non è che la considerano granché: Gran Bretagna e Russia, anzi ROC. Russia che essendo squalificata usa come inno il concerto di Čajkovskij (credo si scriva così). E la musica del dorso funziona meglio sicuramente di quella della 4×100 stile, soprattutto funzionano bene gli organi di Rylov, che a sorpresa vince e mette dietro i favoriti Kolesnikov dal tuffo a piombo e Robocop Murphy, che oggi non centra il bersaglio. 
La prima doppietta è però quella britannica, anche qui grande sorpresa (beh media sorpresa) con Dean davanti a Scott. Se ci mettiamo Guy, il compatto quartetto britannico non dovrebbe avere grossi problemi nella 4×200. Le ultime parole famose…
La terza doppietta è quella americana. E anche qui è la meno accreditata a vincere, la giovane Jacoby. Ma si sa che per gli americani giovane o vecchio non conta nulla, conta vincere. E lei ha vinto, e non è la prima che lo fa così giovane. Terza la King, che felice non è perché si ritroverà la sudafricana segretaria di Lex Luthor anche nei 200 e soprattutto non farà la finale olimpica di staffetta. 
Niente doppiette nei 100 dorso femminili, ma in una delle gare più competitive, come i 100 farfalla. A soli due centesimi dal mondiale, al quinto record dei Giochi in questa gara, la McKeown vola al successo. E se tanto mi da tanto, nei 200 non ci sarà storia. L’ho tirata anche questa, e fanno due. 

Nella finale dei 200 i giovani alla ribalta. Ma se il coreano si suicida con 49”78 ai piedi – lo chiamano ora passaggio a fagiano, noi dicevamo se passi a razzo, finisci a c….rende meglio l’idea – Popovici direi che si mangia le manine. Con il suo bel 1’44”68 è a due centesimi dalla medaglia. Questi due centesimi ricorrono, oggi. Beh dai, ci sono ancora i 100. E comunque nuotata ripeto molto scolastica, braccio piegato e allungo da Esordienti A. Stranissimo, ma bravissimo, e credo WR Junior. Ma vado a memoria.

Tra tutte le australiane, la McKeown è sicuramente le più carina. Ma è anche la più cieca. Sbaglia strada sul podio, quasi inciampa nello scendere, se ne va mentre le altre fanno le foto, torna indietro di corsa, fa disperare l’assistente al podio. Insomma, peggio di un Esordiente!

Parlavamo con la Dalla Valle nei nostri podcast di avvicinamento Tokyoisontheway della nuova rana potente e alta che a lei piace tanto. Ecco che vince la ranista americana dalla nuotata anni ’80. Come essere smentiti.

Avevamo tre raniste al bar, una se ne va mestamente a casa. La piccola Pilato non farà le staffette, d’altronde la Castiglioni è qui apposta. Comunque dobbiamo imparare a valorizzare i nostri giovani più forti e smettere di pensare che sono giovani. Gli americani lo fanno e si trovano chi fa 1’04”95 vincendo. Conta vincere!

Faccio un excursus sull’età e passo allo skateboard. Qua si vince a 13 anni. Secondo me però stiamo un po’ esagerando a portare i bambini alle Olimpiadi a giocare allo skate. Ho visto così una gara: si cadeva ogni esecuzione di esercizio, almeno un atleta su due. Io non vedo che spettacolo possa dare una cosa del genere, ma forse sono io che non capisco. Vorrei però vedere questi tredicenni fare con un atleta esperto l’arrampicata libera. Poi scopro che ci sono anche i trentenni e che cadono pure loro. A maggior ragione, direi che lo spettacolo dello skateboard non vale il prezzo pagato. Opinione personale, ovviamente.

Non parliamo poi delle cinesi tuffatrici del sincro piattaforma, 32 anni in due. Le avranno portate per fare esperienza, hanno dato solo 53 punti alle seconde classificate.

Regan Smith cicca prima la qualifica nei 200, qui la gara nei 100. Restano i 200 farfalla, che ha la bellezza di 18 partecipanti se non ho contato male. Speriamo che non sia la nuova Missy Franklin. Si sa le americane sono tanto brave a comparire quanto a sparire, con poche eccezioni. 

Una di esse è Allison Schmidt: sfiora la finale dei 200 stile, la vecchia leonessa americana. Dai Ally, resta la 4×200. 

E allora ecco la nostra Fede. Non quella Jedi, non quella cattolica, quella natatoria. Che va in finale. Ci basta? Ma no, dai. Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Anzi 32, Fede. Ma non sentirli, vola e basta.

Oggi sento: “il tocco alla piastra è il suo piatto forte” riferito a Murphy. Eh già. a Murphy piace il tocco, soprattutto alla piastra. Io preferisco la braciola, ma si sa i gusti son gusti.

La faccia di Ceccon all’uscita dice tutto, e dirgli bravo é come dare pacche sulle spalle a un leone a cui è sfuggita una gazzella dopo dieci giorni che non mangia.

E’ evidente come a Ceccon riesca meglio il recupero rispetto a Kolesnikiov (basta vedere anche gli Europei cosa successe). Ieri Ceccon tra i 100 dorso e la staffetta ha fatto due ottime prestazioni, non così Kolesnikov. Beh, diciamo che il fisico è ben diverso.

Le prestazioni sono notevolmente migliorate in questi giorni, i ragazzi si saranno abituati a questo ritmo. 
Leggevo ieri titoli come “c’era una volta il fioretto femminile”, “solo un oro dopo tre giorni lo spettro di Barcellona si avvicina”. Posto che secondo me ne vinceremo, di ori, la stampa sa sempre come farsi voler bene. E dopo si lamenta che non vogliono avere a che fare con lei. Basta vedere cosa scrivono del Coronavirus.