Tokyo2020 – day4: Concerto russo e doppiette scoppiettanti!

Biles a base Terra…mi fermo nello spazio a riposare..ci vediamo!

di Mauro Romanenghi

Se vai a un matrimonio in genere ti mettono davanti tutta una serie di portate succulente.
A Barletta, dove sono stato per un matrimonio, c’erano i frittini di pesce, molto buoni. Poi c’erano anche i molluschi freschi crudi, alcuni si muovevano persino. Poi altri piatti di pesce, tutti apprezzati: un risotto da leccarsi i baffi, dei ravioli ripieni. Bisogna però sapersi controllare, perché alla fine i dolci non li puoi mangiare. E anche lì, non è che si può mangiare il tiramisù, i pasticcini, la Saint Honoré e pure la pastiera. Altrimenti come si fa a bere l’amaro finale?
Forse ho un po’ esagerato, lo ammetto. 
Però vediamo a queste Olimpiadi che un conto è esagerare a Barletta, un conto all’Olimpiade.
Così vedi Simone Biles, incensata come eroe della ginnastica, che scopriamo in difficoltà tecnica e soprattutto psicologica. Ma se vuoi fare il quadruplo salto mortale con tre avvitamenti, la trave sun un piede solo, il volteggio senza toccare il cavallo scavalcandolo con un balzo da pantera ecco che le cose possono andare male. Questo poveri ragazzi sono sempre costretti a vincere, e farlo con un bel sorriso. Soprattutto nella ginnastica, lo sport dei sorrisi falsi come il nuoto sincronizzato, dove le atlete fanno sforzi sovrumani facendo finta di niente. 
E così cade anche Katie Hurricane Ledecky. Cade in piedi naturalmente. Infatti vince i 1500 stringendo i denti, dopo aver fatto una faccia da funerale del gatto alla fine dei 200 dominati da RobotTitmus che dopo il primo 50 spara tre 28”8 consecutivi, come fosse un allenamento in soglia. 
Quindi l’insegnamento sarebbe attento se vuoi vincere 8 ori che potresti non vincerne neanche uno. Certo che se hai 20 secondi di vantaggio sulla seconda, perdere è difficile: ma la Ledecky ha dovuto sudare per dire alla Sullivan di stare dietro per favore. Anche io se fossi 120 Kg e due metri potrei mangiare tre torte (forse no, ma due magari sì).

Milak era entrato in semifinale guardandosi in giro come a dire “beh dai facciamo sta semifinale che ho altro da fare”. La finale è un altro affare. Ma se ti chiami Milak, allora puoi stare sereno. 

Un po’ meno sereno se ti chiami Burdisso e chiudi in 31”3, un secondo e mezzo più di tutti.
Ma se prendi il bronzo, hai ragione. Quindi ha ragione Federico Burdisso.

Leggo della dichiarazione di Morini di scuse. Ricordiamoci che il bravo coach è quello che fa un passo avanti quando le cose vanno male e due indietro quando vanno bene.

Continua la sfida contro la sfiga della Ohashi. I commentatori la danno sfavorita nell’ultima frazione, e lei non trova di meglio che infilare le avversarie e vincere. Doppietta nei misti per l’ultima atleta che nuota con le orecchie fuori dalla cuffia. 

Se lei ha le orecchi fuori dalla cuffia, fa mostra di un bel paio di orecchini la Schoenmaker. E anche di un onesto 2’19”16 in batteria. Non vorrei tirargliela, quindi sto zitto.

E ora elegia del ritiro. La Hosszu gareggia alla corsia 1 e arriva settima, come la Pellegrini. Due campionesse olimpiche, due primatiste mondiali, due nuotatrici eccezionali. Fine elogio.

La 4×200 britannica da sfoggio della sua enorme superiorità ma viene tradita dal suo primo uomo, Dean, che peggiora un secondo il tempo della finale olimpica.  Niente di grave, ci pensiamo noi, dicono gli altri. E arrivano a tre centesimi dal mondiale gommato. Neanche la soddisfazione del record olimpico. a due centesimi. Record europeo, almeno. Ah, oro olimpico, scusate.

Miressi continua la sua personale battaglia psicologica con Dressel. Caleb si è sbarazzato di Ceccon, ma resta Popovici. E il coreano Whang. Lo zio Dressel si sente un po’ oppresso, vediamo cosa farà domani.

Non commenterò la 4×200 femminile, perché non conosco il motivo per cui quattro persone che al via fanno in totale 7’53” facciano quaso 8’. Quindi mi astengo. La qualificazione era a 7’56”, significa che in Italia non ci sono quattro o più ragazze in grado in una gara internazionale di garantire una media di 1’59”0 lanciato. Mia moglie propone di convocare solo chi fa 1’58” a tutte le gare, anche il trofeo di Baranzate. Potrebbe essere un’idea.

La Germania torna a prendere una medaglia con la Kohler nei 1500 stile libero. Se pensiamo che negli ultimi anni le ha sempre prese in ogni distanza possibile e immaginabile dalla Quadarella, non possiamo che rammaricarci della condizione di Simona. Ma la vita è così, ricordiamoci la Ledecky 2019. Certo la sfortuna si accanisce sul nostro fondo. 

EJ Helsinki 2018 – EuroGiunior: faccia di bronzo

di Mauro Romanenghi

45th European Junior Swimming Championships, Podium

Podio 800sl M – credit: LEN – Deepbluemedia/Andrea Masini

Arriva il giorno quattro.
Stavolta le gare le ho viste tutte. Non ho ancora parlato del tifo pauroso che si scatena in vasca: non ho capito se c’è tantissima gente o se chi c’è fa un casino pazzesco. Poi sembra che ci siano delle rock star: grida esasperate, soprattutto di ragazze. Non è che si sta formando una boy band? Anche in considerazione della musica figa che mettono.

Poche medaglie per l’Italia. Ce lo si aspettava, però tante tante finali per ragazzi spesso dell’anno piccolo. Medaglie buttate ce ne sono, ma confido che succeda qualcosa domani. da quello che ho visto oggi.

Mi hanno chiesto delle prestazioni di Ceccon. E io che ne so come sta Ceccon? Formulo tre ipotesi.

Ipotesi uno: sta male.
Ipotesi due: sta preparando gli Europei assoluti.

Se l’ipotesi due vale anche per Milak e Kolesnikov, beh attenzione ai record mondiali delle loro gare.

Freya Anderson sembra passeggiare nei 50. Solo Popov aveva una frequenza così. Mi perdoni lo zar. Ma basta per vincere anche i 50 stile: per ora.
Notizia del giorno: Kesely perde allo sprint nei 200. Essere piccoli ha anche degli svantaggi.

Masciopinto migliora ogni turno, un po’ come il vino in botte. Arriva fino a 25”80 e al sesto posto. Considerando che ci è arrivata spareggiando al mattino quindi dopo 4 da 50, non male.

Se ti chiami Anastasia, il tuo futuro è assicurato. Anche se si scrive Anastasiya. E allora partiamo a tuono in 27”0 nei 100 delfino e che la zarina russa me la mandi buona. Oro a pari merito con l’inglese. Per correttezza, Anastasiya Shkurdai è bielorussa.

Faccia di bronzo e fanno tre, Ma stavolta sudatissima. Il finale a 5 non regala nulla, infatti l’argento francese Beaugrand fino a 100 metri dalla fine era quinto. Calloni non è finissuer, ribadisco. Ma stavolta di grinta mette la mano e salva il bronzo pur essendo il più lento dei cinque. La tattica di seguire il vincitore ai 300 metri ha pagato. E così dopo 400 e 1500 anche gli 800. Purtroppo unica medaglia oggi.

Mista mista: vedo la formazione, e mi convinco che a questo punto il CT Walter “Jason” Bolognani stia facendo girare un po’ tutte. Difatti entra la D’Innocenzo, a questo punto. Una staffetta che nonostante la corsia 8 ritengo da podio. E lo è fino a 10 metri dalla fine. Quando tutto gira per il verso sbagliato.

Voi mi dite e l’ipotesi tre di Ceccon? Ah allora vi siete accorti che ne manca una.

Un abbraccio a tutti i ragazzi.