Tokyo2020 – day3: Concerto russo e doppiette scoppiettanti!

Medaglie d’autore, oggi!!! (credit Wikipedia)

di Mauro Romanenghi

La doppietta è quel fucile così definito perché si affiancano due canne e si sparano solo due colpi. Con questi due colpi puoi centrare due bersagli, che sono in genere grossi animali. Potrebbero essere due piattelli, come quelli della Diana Bacosi, oppure due belle medagliette olimpiche, come quelle centrate dai russi e dai britannici oggi, terza giornata di finali.
L’Europa riaffaccia la testa, con le due nazioni che l’Europa proprio non è che la considerano granché: Gran Bretagna e Russia, anzi ROC. Russia che essendo squalificata usa come inno il concerto di Čajkovskij (credo si scriva così). E la musica del dorso funziona meglio sicuramente di quella della 4×100 stile, soprattutto funzionano bene gli organi di Rylov, che a sorpresa vince e mette dietro i favoriti Kolesnikov dal tuffo a piombo e Robocop Murphy, che oggi non centra il bersaglio. 
La prima doppietta è però quella britannica, anche qui grande sorpresa (beh media sorpresa) con Dean davanti a Scott. Se ci mettiamo Guy, il compatto quartetto britannico non dovrebbe avere grossi problemi nella 4×200. Le ultime parole famose…
La terza doppietta è quella americana. E anche qui è la meno accreditata a vincere, la giovane Jacoby. Ma si sa che per gli americani giovane o vecchio non conta nulla, conta vincere. E lei ha vinto, e non è la prima che lo fa così giovane. Terza la King, che felice non è perché si ritroverà la sudafricana segretaria di Lex Luthor anche nei 200 e soprattutto non farà la finale olimpica di staffetta. 
Niente doppiette nei 100 dorso femminili, ma in una delle gare più competitive, come i 100 farfalla. A soli due centesimi dal mondiale, al quinto record dei Giochi in questa gara, la McKeown vola al successo. E se tanto mi da tanto, nei 200 non ci sarà storia. L’ho tirata anche questa, e fanno due. 

Nella finale dei 200 i giovani alla ribalta. Ma se il coreano si suicida con 49”78 ai piedi – lo chiamano ora passaggio a fagiano, noi dicevamo se passi a razzo, finisci a c….rende meglio l’idea – Popovici direi che si mangia le manine. Con il suo bel 1’44”68 è a due centesimi dalla medaglia. Questi due centesimi ricorrono, oggi. Beh dai, ci sono ancora i 100. E comunque nuotata ripeto molto scolastica, braccio piegato e allungo da Esordienti A. Stranissimo, ma bravissimo, e credo WR Junior. Ma vado a memoria.

Tra tutte le australiane, la McKeown è sicuramente le più carina. Ma è anche la più cieca. Sbaglia strada sul podio, quasi inciampa nello scendere, se ne va mentre le altre fanno le foto, torna indietro di corsa, fa disperare l’assistente al podio. Insomma, peggio di un Esordiente!

Parlavamo con la Dalla Valle nei nostri podcast di avvicinamento Tokyoisontheway della nuova rana potente e alta che a lei piace tanto. Ecco che vince la ranista americana dalla nuotata anni ’80. Come essere smentiti.

Avevamo tre raniste al bar, una se ne va mestamente a casa. La piccola Pilato non farà le staffette, d’altronde la Castiglioni è qui apposta. Comunque dobbiamo imparare a valorizzare i nostri giovani più forti e smettere di pensare che sono giovani. Gli americani lo fanno e si trovano chi fa 1’04”95 vincendo. Conta vincere!

Faccio un excursus sull’età e passo allo skateboard. Qua si vince a 13 anni. Secondo me però stiamo un po’ esagerando a portare i bambini alle Olimpiadi a giocare allo skate. Ho visto così una gara: si cadeva ogni esecuzione di esercizio, almeno un atleta su due. Io non vedo che spettacolo possa dare una cosa del genere, ma forse sono io che non capisco. Vorrei però vedere questi tredicenni fare con un atleta esperto l’arrampicata libera. Poi scopro che ci sono anche i trentenni e che cadono pure loro. A maggior ragione, direi che lo spettacolo dello skateboard non vale il prezzo pagato. Opinione personale, ovviamente.

Non parliamo poi delle cinesi tuffatrici del sincro piattaforma, 32 anni in due. Le avranno portate per fare esperienza, hanno dato solo 53 punti alle seconde classificate.

Regan Smith cicca prima la qualifica nei 200, qui la gara nei 100. Restano i 200 farfalla, che ha la bellezza di 18 partecipanti se non ho contato male. Speriamo che non sia la nuova Missy Franklin. Si sa le americane sono tanto brave a comparire quanto a sparire, con poche eccezioni. 

Una di esse è Allison Schmidt: sfiora la finale dei 200 stile, la vecchia leonessa americana. Dai Ally, resta la 4×200. 

E allora ecco la nostra Fede. Non quella Jedi, non quella cattolica, quella natatoria. Che va in finale. Ci basta? Ma no, dai. Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Anzi 32, Fede. Ma non sentirli, vola e basta.

Oggi sento: “il tocco alla piastra è il suo piatto forte” riferito a Murphy. Eh già. a Murphy piace il tocco, soprattutto alla piastra. Io preferisco la braciola, ma si sa i gusti son gusti.

La faccia di Ceccon all’uscita dice tutto, e dirgli bravo é come dare pacche sulle spalle a un leone a cui è sfuggita una gazzella dopo dieci giorni che non mangia.

E’ evidente come a Ceccon riesca meglio il recupero rispetto a Kolesnikiov (basta vedere anche gli Europei cosa successe). Ieri Ceccon tra i 100 dorso e la staffetta ha fatto due ottime prestazioni, non così Kolesnikov. Beh, diciamo che il fisico è ben diverso.

Le prestazioni sono notevolmente migliorate in questi giorni, i ragazzi si saranno abituati a questo ritmo. 
Leggevo ieri titoli come “c’era una volta il fioretto femminile”, “solo un oro dopo tre giorni lo spettro di Barcellona si avvicina”. Posto che secondo me ne vinceremo, di ori, la stampa sa sempre come farsi voler bene. E dopo si lamenta che non vogliono avere a che fare con lei. Basta vedere cosa scrivono del Coronavirus. 

F/O113 – FuoriOnda/JAPpodcast – day2: Delirio d’argento

Tōkaidō Ejiri tago-no-ura
Wikipedia Creative Commons

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Marco Pedoja, allenatore di Nicolò Martinenghi bronzo olimpico nei 100 rana.

Oggi per la seconda puntata festeggiamo le prime due medaglie del nuoto ai Giochi. E dopo aver parlato di skate, mountain bike e tennistavolo (non ping pong!) allora chiediamo a Marco Pedoja di descriverci come avevano preparato questa gara, frutto di anni di fatiche e sacrifici…e anche di qualche errore!
Continuate a seguirci, Jappodcast porta sempre benissimo!!!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 26 luglio 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyo2020 – day2: Cinesi d’autore, cinesi del Canada e Leoni d’Europa!

Motoscafi in azione!!! (screenshot Eurosport)

di Mauro Romanenghi

Ieri, durante il nostro podcast, mi si fa notare come l’Europa è praticamente assente nella prima giornata. USA, Australia, Giappone, persino la Tunisia. Anche oggi, seconda giornata, il vecchio continente non sembra essere all’altezza. Ecco che allora ci vuole la rana per la riscossa: il ruggito del leone inglese scuote i girini d’Europa per una tripletta che dice Peaty, Kamminga e Martinenghi. 
Ma la giornata numero due parte come al solito, con una differenza: la cinese Zhang alla corsia quattro dei 100 farfalla, grande favorita, non è la cinese che vince. Dalla corsia sette esce infatti la “cinese” del Canada McNeil che batte nella gara più veloce della storia Zhang e McKeon. Con 55”73 si resta fuori dal podio, e la nostra cara Sarah aveva visto giusto ma ci ha provato lo stesso.
Nicolò invece sembra il gemello di Kamminga, girano insieme per la vasca tutti felici come se avessero vinto loro. In effetti, dopo re Adam, sono i primi terrestri a mettere i piedi sul podio giapponese dal vecchio continente.

Non sembra la mattinata giusta per gli USA, che prendono il quarto posto anche nei 100 rana con Andrews, che molti ricorderanno per le sue bizzarre preparazioni della stagione. 
Non lo sembra neanche alla Ledecky, che prova a scappare nei 400 ma la Titmus conosce la musica e la danza a memoria. Sembra il copione già visto del 2019, anche se qui l’uragano americano non ha nessun virus, nè il COVID nè nessun altro, come due anni fa.
E allora Ariarne, l’australiana dal nome scioglilingua, si prende di nuovo la vittoria. E ora, chi la ferma più?

Nella semifinale dei 100 rana femminili si ritrovano insieme la Yefimova e la Efimova. Era destino, prima o poi. 
Sempre nella semifinale dei 100 rana, la piccola americana Jacoby (piccola si fa per dire) avanza con la sua rana stile anni 80. Avanza ancora di più la Schoenmaker, cognome teutonico che ricorda l’assistente di Lex Luthor in “Superman” ma che in realtà è molto efficiente. L’eredità di Penny Heyns è dunque giunta? Lo scopriremo domani.

Semifinali dei 200 che non sorridono a Stefano Ballo, troppo lento nella prima parte. Sorride invece la 4×200, Ballo c’è e Di Cola lo accompagna. Non disperate, tifosi di poca fede.

Ieri un po’ in ombra, oggi il Robocop del dorso statunitense batte un colpo. Chi sei? “Sono Ryan Murphy, signore”. 
Vivo o morto, tu verrai con me sul podio!

Non se le mandano a dire neanche nei 100 dorso femmine. Dopo lo smacco di ieri, oggi le americane rispondono con la Smith e la canadese Masse (un nome che è tutto un programma) le ribatte di nuovo da par suo. La Kaylee McKeown, cognome utilizzato per confondersi con la delfinista McKeon, le va dietro.  

Della serie la tocco piano: Titmus 1’58”1 al passaggio, 1’58”5 al ritorno.

La serie continua con Chalmers, 46”4 in frazione di staffetta.

Sempre della serie la tocco piano, hanno visto un po’ di sofferenza in Dressel, che ha aperto la staffetta USA in 47”26. Proprio proprio sofferente non direi.

Non solo Peaty, ma anche altri vecchi leoni ruggiscono: Brent Hayden, classe 1983, apre la staffetta del Canada in 47”99. Non basta per la squadra, però aiuta!!!

Come dice Cristina Chiuso, composta l’esultazione (o esultanza, più corretto) dell’allenatore della Titmus in tribuna che sembra Tarzan il re della jungla e diciamo ne ha tutto il diritto: il fisico glielo consente, come direbbe mia moglie.

Se l’Italia contende (quasi) fino all’ultimo l’oro della staffetta veloce agli Stati Uniti e vince un fantastico argento, chi scompare come una noce di burro nel soffritto? Esatto, la Russia. Vabbé.

F/O106 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 11- Giallombardo e il nuovo… nuoto artistico

Selfie! – Giorgio Scala – Deepbluemedia

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Patrizia Giallombardo, CT della nazionale nuoto artistico.

Torna con noi Patrizia e ci spiega l’origine del nuovo nome del sincro…che per noi resta sincro. Ci facciamo raccontare la qualifica olimpica, le difficoltà incontrate nell’ultimo periodo e anche nella pandemia, che hanno però permesso di trovare nuove strade e nuovi metodi. Tokyo sta arrivando, molto più veloce di quello che pensiamo. Anzi è già qua. Ma dove? Ma su Fuorionda TIOTW.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 12 luglio 2021

credit foto: Giorgio Scala – DeepBlueMedia.

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

F/O104 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 10- Ilaria Bianchi, la giovane veterana!

Ilaria Bianchi – E sono 4 !!
foto Ilaria Bianchi

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Ilaria Bianchi, delfinista della nazionale italiana alla sua quarta partecipazione olimpica.

Ritorna con noi Ilaria Bianchi, che tutti voi conoscete. La simpaticissima delfinista di Castel S. Pietro racconta gli aneddoti delle sue esperienze olimpiche. Volte sapere l’origine della moda dei monopattini? Come allacciarsi bene gli occhialini dispettosi? Come sono fatte le finestre di Rio?
Cosa c’entrano le finestre? Quale il futuro di Ilaria? E’ meglio un giorno di sole o un fine settimana con la pioggia? A parte l’ultima domanda, tutte le curiosità le soddisfiamo noi, su Fuorionda TIOTW.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 11 luglio 2021

credit foto: Ilaria Bianchi

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Tokyoisontheway1 – 10 days to go!

10 days to to – Tokyo2020

Welcome to Japan, Onda Azzurra!

Ilaria Bianchi, Martina Rita Caramignoli, Martina Carraro, Arianna Castiglioni, Ilaria Cusinato, Elena Di Liddo, Francesca Fangio, Sara Franceschi, Anna Chiara Mascolo, Margherita Panziera, Federica Pellegrini, Benedetta Pilato, Stefania Pirozzi, Simona Quadarella, Giulia Vetrano.

Domenico Acerenza, Stefano Ballo, Federico Burdisso, Giacomo Carini, Thomas Ceccon, Matteo Ciampi, Santo Condorelli, Gabriele Detti, Marco De Tullio, Stefano Di Cola, Manuel Frigo, Nicolo’ Martinenghi, Pier Andrea Matteazzi, Filippo Megli, Alessandro Miressi, Gregorio Paltrinieri, Federico Poggio, Alberto Razzetti, Matteo Restivo, Simone Sabbioni, Lorenzo Zazzeri.

Goooooooooooooooooo !!!!!

Eurojunior2021 – day6 – Polacchi alla macarena

di Mauro Romanenghi

and the winner is … Russia!! – Andrea Masini/Deepbluemedia

Oggi ultimo giorno, il sesto. Poi anche l’Eurojunior si riposò.
Dopo la citazione biblica, dobbiamo parlare delle sorprese di questa manifestazione.
La nazionale turca, che si issa al secondo posto del medagliere, grazie soprattutto ai suoi mezzofondisti (anzi praticamente solo a quelli). Scopriremo se son rose e fioriranno.
La nazionale polacca che con un’ultima strepitosa giornata va al secondo posto e contende all’Italia fino all’ultimo il secondo posto nella classifica per nazioni, vincendo la classifica maschile.
La Bosnia Erzegovina, che vive dei suoi due talenti e che oggi vince la sua prima medaglia d’oro con la Pudar in un fantastico 57”56 nei 100 farfalla.
La Bulgaria, mai così forte.

E l’Italia? Partita così così, oggi finisce con tre bronzi, seconda a punti e quarta nel medagliere. Tre titoli conquistati, ma senza le sue punte Pilato e De Tullio, rientrato oggi. 
Ma tanti primati personali, tante finali e tanta esperienza. 
Come Walter aveva detto, molti atleti giovani in prospettiva. In un Europeo che ha visto un record ogni giorno e prestazioni di valore più che assoluto, diciamo che si può essere soddisfatti.

Oggi la notizia è che la Russia deve aspettare la nona gara per vincere un oro ma lo fa col botto: Tatarinova stacca il record juniores europeo sui 50 stile. 

La Polonia avanza al ritmo della macarena, messa su dal deejay della manifestazione. Aria di festa per quindici minuti e sfida tra turchi e polacchi. Impagabile spettacolo, quasi – ma solo quasi – meglio di quello in acqua. E’ così che si fa festa, agli Eurojunior.

Jefimova dai e dai ce la fa. Al terzo tentativo, dopo 50 e 200, anticipa di un soffio la Bogomolova e vince i 100 rana. Per lei collezione completa. 

Oltre a Jefimova, compare anche Kolesnykov. Diciamolo allora che i cognomi hanno la loro importanza!

Completano il tris dorato invece Popovici il conte della velocità, da 50 a 200, e la sultana del mezzofondo Turcel. 

Oggi, per le finali, cambiamo: si passa a Thuderstruck, sempre AC DC comunque. Ottima scelta.

Polonia sugli scudi , dicevamo. Vince le gare dei 200 dorso, nei maschi con un rush finale spettacolare del vincitore dei 100 che stacca una sub da paura ai 150. Bellissimo lo sprint finale a quattro.

Grande la favola dei gemelli Chmielewski – altro cognome semplice – primo e secondo nei 200 farfalla. Una cosa mai vista e, credo, che mai si rivedrà in una vasca.

Per l’Italia arrivano tre bronzi. Vetrano, Gaetani nei 200 dorso e De Tullio. Buon sangue non mente. Alla prossima, e ora tutti a Tokyo. In streaming, of course!!!

F/O100 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 6 – Butini e le frecce nell’arco azzurro

Tokyo Aquatics Centre – Tokyo2020/Uta MUKUO

di redazione podcast

Tokyo Aquatics Centre – Tokyo2020/Uta MUKUO

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Cesare Butini, DT della nazionale di nuoto azzurra, l’Onda Azzurra.

Oramai lo conosciamo bene: preciso, puntuale e organizzato, Cesare è ospite della puntata 100: e chi altri poteva essere? Con lui scioriniamo tutta ma proprio tutta la nazionale che sarà a Tokyo: dalle punte alle sorprese, dagli esordienti ai veterani, come si sono qualificati, dove si sono allenati, dove si alleneranno, cosa mangeranno, parliamo persino di gadgets (che non ci saranno!) Insomma, tutto ma proprio tutto sui vostri campioni preferiti.
E un ringraziamento a Cesare e anche da Cesare, per questa puntata speciale. Tutto da ascoltare, questo podcast. Solo su Fuorionda TIOTW, mi raccomando: cento di questi podcast!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 9 luglio 2021

credit foto: Tokio 2020/UTA MUKUO

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Eurojunior 2021 – day5 – Gare in abbondanza!!!

Proud Russia !! screenshot Mauro Romanenghi

di Mauro Romanenghi

Oggi la giornata è cominciata fiacca. Pochi italiani protagonisti, pochi acuti a inizio giornata. Dopo le scoppiettanti prestazioni dei giorni scorsi, anche il Vampiro, complice un programma non certo comprensivo, si è acquietato.
Ma qui mi scatta una domanda. Ma il programma di questi Europei, chi lo ha fatto?

Ma come si fa a mettere la semifinale dei 200 dorso e dei 50 dorso nello stesso giorno, quando hai sei giorni? E per fortuna che hanno messo sei giorni, perché prima erano cinque giorni. E si può mettere i 50 stile e dopo 10 minuti la finale dei 200 stile? Io, personalmente credo di no. Ma non sono un grande e supremo organizzatore, per cui ci saranno stati dei validi motivi, che tuttavia non comprendo.

Tutto ciò non tocca la classe cristallina di Katie Shanahan, che dopo aver vinto i 200 misti bissando il successo dei 400 si ripresenta in acqua dopo un quarto d’ora annichilendo le avversarie ed entrando nella finale dei 200 dorso con il secondo tempo.  

Nemmeno “Vlad” Popovici si scompone più di tanto, e scivola via nei 50 stile ripresentandosi nei 200 in 1’45”9. Certo, sarebbe stato più bello vederlo bello fresco.

Non riesce l’impresa alla Stanisavljevic, invece che corre dall’altra parte della vasca dopo l’argento dei 50 dorso per arrivare ultima nei 50 stile in cui aveva uno dei tempi migliori. Però qua ragazzi, chi troppo vuole nulla stringe. Ragazza, che tra l’altro, concorre al titolo del cognome più impronunciabile.

Mentre ero impegnato a non addormentarmi – non per le gare, ero stanco, ragazzi, quando si fanno le ora piccole a una certa età – ragionavo sulla presenza di nazionali di solito poco rappresentate. Mi salta all’occhio in due gare molto vicine la Bosnia Erzegovina. La delfinista Pudar e il mezzofondista Lekic fanno la gioia di questo piccolo paese.

Intanto la Russia si avvia a dominare la scena europea. Ad oggi nove ori, di cui però ben cinque dovuti alle staffette: è sfuggito solo quello della 4×200 donne, a causa del quale sono state punite lasciandole allo Stadio del Nuoto ad allenarsi in pausa pranzo per tre giorni. Si dice che non abbiano patito più di tanto. Si sa, si trova sempre da fare allo Stadio. 

La Turchia continua a mietere successi nel mezzofondo. Sempre lei, la efficacissima Tuncel, scende sotto i 16 minuti e stacca la concorrenza (una compagna di squadra) per la doppietta. Secondo record europeo Juniores e quinto oro turco che stacca l’Italia. La quale, tuttavia, si issa al secondo posto nella classifica a punti. Sempre meglio mettere le mani avanti, all’inizio. Ma anche alla fine, in un certo senso.

Eurojunior 2021 – day4 – Storie di omonimi e fame di vittoria

l’erede di Vlad – screenshot di FF

di Mauro Romanenghi

Ieri giornata piena, e quindi non ho visto nulla, anche perché la sera sono stato fuori a mangiare in un posto veramente interessante, cucina eoliana. Le cene sono un evento fondamentale, e naturalmente bisogna farle in posti che meritano. Questo posto sito nella campagna brianzola merita sicuramente, anche se capisco che per molti è fuori mano. Doveste capitare, ve lo segnalerò. 

Non era per fare pubblicità, anche perché il nome non l’ho fatto. Era per dire che comunque la fame bisogna soddisfarla, e se si riesce con un bel piatto di spaghetti all’eoliana meglio. Non male neanche le cozze, e il cannolo fatto in casa. Vi lascio una testimonianza, nel caso.

fame di vittoria – foto Mauro Romanenghi

Detto ciò faccio un excursus storico. Correva l’anno 1400 quasi 1500 (come diceva il buon Troisi) e in Romania dettava legge il signore Vlad Tepes, detto l’Impalatore. La sua fame di vite nemiche era quasi pari a quella che avevo io (e non solo io, considerati gli altri presenti) ieri sera. Ovviamente non si risparmiava nessuno, e il sangue scorreva a fiumi, letteralmente. Il buon Vlad – buono si fa per dire – venne anche insignito dalla Chiesa di onorificenze varie, tra cui l’Ordine del Drago. Da lì il soprannome che lo accompagnò nei secoli e che lo porta ad oggi a esser conosciuto nella leggenda del più famoso nosferatu della storia, il conte Dracula. 
Fame di sangue no, di nemici nemmeno, ma di avversari sì. La genetica, il sacrificio e l’allenatore, dice del segreto dei suoi recenti risultati. E innamorato della bella fidanzata – dice lui, noi non l’abbiamo vista ma gli crediamo sulla parola – come il bel conte della sua moglie suicida per sfuggire al nemico.
Ecco quindi lo sguardo famelico e la voglia di vincere del nostro David “Vlad” Popovici. Che sia lui, l’erede della casata Tepes?

Una bella storiella. La realtà dice 47”30 nei 100 e, come ci aveva promesso Butini nella nostra chiacchierata (che uscirà sui podcast fra poco) fatta qualche ora prima della sua prestazione, un gran 200 in 1’45”26 con chiusura in 26”9. Che risulta essere WRJ. Chapeau.
Il ragazzo si candida a protagonista, non c’è che dire, a soli 16 anni. Ma qua non c’è età che conta, e ripeto nonostante uno stile grezzo (ma la forza, a 16 anni, è quella che è) abbiamo a che fare con un vero talento. Il suo futuro? Lo vedremo a breve. Il nuovo dragone, ci aspetta. 

L’Italia intanto avanza, con un bel record in mattinata di Galossi nei 200 stile categoria Ragazzi, poi non ripetuto in serata. Ma in compenso Cerasuolo vince i 50 rana, dimostrando di risollevarsi da un 100 per lui deludente viste le aspettative.
Il telecronista, che dimostra grande brillantezza coi nomi baltici (appena dietro al nostro ragazzo sul podio) non è così agile con i nomi mediterranei. Si sa, parlare bene l’italiano non è facile per noi, figurarsi per gli stranieri. Così “Cerasulo” è uno dei protagonisti del campionato. Bravo, e intanto si issa nella topten nostrana.

Trovate! Starostina e Sorokina. Dove? Ma cercatele. La mia sfida, come vedete l’ho vinta.

Notevole Justine Delmas, 16 anni, una spanna sopra le altre nei 200 rana. Non li ho visti, per cui non mi esprimo sulla nuotata. Cercherò i video, che ci sono, grazie allo streaming (si potrebbe mantenere anche dopo la fine di questo delirio pandemico, eh, lo streming così ben fatto ??) 

Ed infine una 4×200 che offre sempre spettacolo ultimamente. E anche ieri: quattro squadre in un secondo e mezzo, alternanza in testa, e alla fine, parafrasando Lineker, vince sempre la Russia. L’Italia strappa un bronzo con le unghie e con i denti – non quelli di Vald, ovviamente. Ci sta.

La curiosità di oggi. L’Ungheria schiera Daniel Meszaros in prima frazione e Daniel Meszaros in seconda frazione. Solo in Ungheria può succedere.