Tōkaidō Ejiri tago-no-ura Wikipedia Creative Commons
Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.
Oggi per la seconda puntata festeggiamo le prime due medaglie del nuoto ai Giochi. E dopo aver parlato di skate, mountain bike e tennistavolo (non ping pong!) allora chiediamo a Marco Pedoja di descriverci come avevano preparato questa gara, frutto di anni di fatiche e sacrifici…e anche di qualche errore! Continuate a seguirci, Jappodcast porta sempre benissimo!!!
Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.
Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Puntata registrata il 26 luglio 2021
credit foto: Wikipedia Creative Commons
Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro
Ieri, durante il nostro podcast, mi si fa notare come l’Europa è praticamente assente nella prima giornata. USA, Australia, Giappone, persino la Tunisia. Anche oggi, seconda giornata, il vecchio continente non sembra essere all’altezza. Ecco che allora ci vuole la rana per la riscossa: il ruggito del leone inglese scuote i girini d’Europa per una tripletta che dice Peaty, Kamminga e Martinenghi. Ma la giornata numero due parte come al solito, con una differenza: la cinese Zhang alla corsia quattro dei 100 farfalla, grande favorita, non è la cinese che vince. Dalla corsia sette esce infatti la “cinese” del Canada McNeil che batte nella gara più veloce della storia Zhang e McKeon. Con 55”73 si resta fuori dal podio, e la nostra cara Sarah aveva visto giusto ma ci ha provato lo stesso. Nicolò invece sembra il gemello di Kamminga, girano insieme per la vasca tutti felici come se avessero vinto loro. In effetti, dopo re Adam, sono i primi terrestri a mettere i piedi sul podio giapponese dal vecchio continente.
Non sembra la mattinata giusta per gli USA, che prendono il quarto posto anche nei 100 rana con Andrews, che molti ricorderanno per le sue bizzarre preparazioni della stagione. Non lo sembra neanche alla Ledecky, che prova a scappare nei 400 ma la Titmus conosce la musica e la danza a memoria. Sembra il copione già visto del 2019, anche se qui l’uragano americano non ha nessun virus, nè il COVID nè nessun altro, come due anni fa. E allora Ariarne, l’australiana dal nome scioglilingua, si prende di nuovo la vittoria. E ora, chi la ferma più?
Nella semifinale dei 100 rana femminili si ritrovano insieme la Yefimova e la Efimova. Era destino, prima o poi. Sempre nella semifinale dei 100 rana, la piccola americana Jacoby (piccola si fa per dire) avanza con la sua rana stile anni 80. Avanza ancora di più la Schoenmaker, cognome teutonico che ricorda l’assistente di Lex Luthor in “Superman” ma che in realtà è molto efficiente. L’eredità di Penny Heyns è dunque giunta? Lo scopriremo domani.
Semifinali dei 200 che non sorridono a Stefano Ballo, troppo lento nella prima parte. Sorride invece la 4×200, Ballo c’è e Di Cola lo accompagna. Non disperate, tifosi di poca fede.
Ieri un po’ in ombra, oggi il Robocop del dorso statunitense batte un colpo. Chi sei? “Sono Ryan Murphy, signore”. Vivo o morto, tu verrai con me sul podio!
Non se le mandano a dire neanche nei 100 dorso femmine. Dopo lo smacco di ieri, oggi le americane rispondono con la Smith e la canadese Masse (un nome che è tutto un programma) le ribatte di nuovo da par suo. La Kaylee McKeown, cognome utilizzato per confondersi con la delfinista McKeon, le va dietro.
Della serie la tocco piano: Titmus 1’58”1 al passaggio, 1’58”5 al ritorno.
La serie continua con Chalmers, 46”4 in frazione di staffetta.
Sempre della serie la tocco piano, hanno visto un po’ di sofferenza in Dressel, che ha aperto la staffetta USA in 47”26. Proprio proprio sofferente non direi.
Non solo Peaty, ma anche altri vecchi leoni ruggiscono: Brent Hayden, classe 1983, apre la staffetta del Canada in 47”99. Non basta per la squadra, però aiuta!!!
Come dice Cristina Chiuso, composta l’esultazione (o esultanza, più corretto) dell’allenatore della Titmus in tribuna che sembra Tarzan il re della jungla e diciamo ne ha tutto il diritto: il fisico glielo consente, come direbbe mia moglie.
Se l’Italia contende (quasi) fino all’ultimo l’oro della staffetta veloce agli Stati Uniti e vince un fantastico argento, chi scompare come una noce di burro nel soffritto? Esatto, la Russia. Vabbé.
Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.
Torna con noi Patrizia e ci spiega l’origine del nuovo nome del sincro…che per noi resta sincro. Ci facciamo raccontare la qualifica olimpica, le difficoltà incontrate nell’ultimo periodo e anche nella pandemia, che hanno però permesso di trovare nuove strade e nuovi metodi. Tokyo sta arrivando, molto più veloce di quello che pensiamo. Anzi è già qua. Ma dove? Ma su Fuorionda TIOTW.
Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
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Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.
Ospite di oggi Ilaria Bianchi, delfinista della nazionale italiana alla sua quarta partecipazione olimpica.
Ritorna con noi Ilaria Bianchi, che tutti voi conoscete. La simpaticissima delfinista di Castel S. Pietro racconta gli aneddoti delle sue esperienze olimpiche. Volte sapere l’origine della moda dei monopattini? Come allacciarsi bene gli occhialini dispettosi? Come sono fatte le finestre di Rio? Cosa c’entrano le finestre? Quale il futuro di Ilaria? E’ meglio un giorno di sole o un fine settimana con la pioggia? A parte l’ultima domanda, tutte le curiosità le soddisfiamo noi, su Fuorionda TIOTW.
Montaggio a cura di Edoardo Macrì e Margherita Manni di Lifesavinginitaly.
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and the winner is … Russia!! – Andrea Masini/Deepbluemedia
Oggi ultimo giorno, il sesto. Poi anche l’Eurojunior si riposò. Dopo la citazione biblica, dobbiamo parlare delle sorprese di questa manifestazione. La nazionale turca, che si issa al secondo posto del medagliere, grazie soprattutto ai suoi mezzofondisti (anzi praticamente solo a quelli). Scopriremo se son rose e fioriranno. La nazionale polacca che con un’ultima strepitosa giornata va al secondo posto e contende all’Italia fino all’ultimo il secondo posto nella classifica per nazioni, vincendo la classifica maschile. La Bosnia Erzegovina, che vive dei suoi due talenti e che oggi vince la sua prima medaglia d’oro con la Pudar in un fantastico 57”56 nei 100 farfalla. La Bulgaria, mai così forte.
E l’Italia? Partita così così, oggi finisce con tre bronzi, seconda a punti e quarta nel medagliere. Tre titoli conquistati, ma senza le sue punte Pilato e De Tullio, rientrato oggi. Ma tanti primati personali, tante finali e tanta esperienza. Come Walter aveva detto, molti atleti giovani in prospettiva. In un Europeo che ha visto un record ogni giorno e prestazioni di valore più che assoluto, diciamo che si può essere soddisfatti.
Oggi la notizia è che la Russia deve aspettare la nona gara per vincere un oro ma lo fa col botto: Tatarinova stacca il record juniores europeo sui 50 stile.
La Polonia avanza al ritmo della macarena, messa su dal deejay della manifestazione. Aria di festa per quindici minuti e sfida tra turchi e polacchi. Impagabile spettacolo, quasi – ma solo quasi – meglio di quello in acqua. E’ così che si fa festa, agli Eurojunior.
Jefimova dai e dai ce la fa. Al terzo tentativo, dopo 50 e 200, anticipa di un soffio la Bogomolova e vince i 100 rana. Per lei collezione completa.
Oltre a Jefimova, compare anche Kolesnykov. Diciamolo allora che i cognomi hanno la loro importanza!
Completano il tris dorato invece Popovici il conte della velocità, da 50 a 200, e la sultana del mezzofondo Turcel.
Oggi, per le finali, cambiamo: si passa a Thuderstruck, sempre AC DC comunque. Ottima scelta.
Polonia sugli scudi , dicevamo. Vince le gare dei 200 dorso, nei maschi con un rush finale spettacolare del vincitore dei 100 che stacca una sub da paura ai 150. Bellissimo lo sprint finale a quattro.
Grande la favola dei gemelli Chmielewski – altro cognome semplice – primo e secondo nei 200 farfalla. Una cosa mai vista e, credo, che mai si rivedrà in una vasca.
Per l’Italia arrivano tre bronzi. Vetrano, Gaetani nei 200 dorso e De Tullio. Buon sangue non mente. Alla prossima, e ora tutti a Tokyo. In streaming, of course!!!
Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.
Ospite di oggi Cesare Butini, DT della nazionale di nuoto azzurra, l’Onda Azzurra.
Oramai lo conosciamo bene: preciso, puntuale e organizzato, Cesare è ospite della puntata 100: e chi altri poteva essere? Con lui scioriniamo tutta ma proprio tutta la nazionale che sarà a Tokyo: dalle punte alle sorprese, dagli esordienti ai veterani, come si sono qualificati, dove si sono allenati, dove si alleneranno, cosa mangeranno, parliamo persino di gadgets (che non ci saranno!) Insomma, tutto ma proprio tutto sui vostri campioni preferiti. E un ringraziamento a Cesare e anche da Cesare, per questa puntata speciale. Tutto da ascoltare, questo podcast. Solo su Fuorionda TIOTW, mi raccomando: cento di questi podcast!
Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
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Oggi la giornata è cominciata fiacca. Pochi italiani protagonisti, pochi acuti a inizio giornata. Dopo le scoppiettanti prestazioni dei giorni scorsi, anche il Vampiro, complice un programma non certo comprensivo, si è acquietato. Ma qui mi scatta una domanda. Ma il programma di questi Europei, chi lo ha fatto?
Ma come si fa a mettere la semifinale dei 200 dorso e dei 50 dorso nello stesso giorno, quando hai sei giorni? E per fortuna che hanno messo sei giorni, perché prima erano cinque giorni. E si può mettere i 50 stile e dopo 10 minuti la finale dei 200 stile? Io, personalmente credo di no. Ma non sono un grande e supremo organizzatore, per cui ci saranno stati dei validi motivi, che tuttavia non comprendo.
Tutto ciò non tocca la classe cristallina di Katie Shanahan, che dopo aver vinto i 200 misti bissando il successo dei 400 si ripresenta in acqua dopo un quarto d’ora annichilendo le avversarie ed entrando nella finale dei 200 dorso con il secondo tempo.
Nemmeno “Vlad” Popovici si scompone più di tanto, e scivola via nei 50 stile ripresentandosi nei 200 in 1’45”9. Certo, sarebbe stato più bello vederlo bello fresco.
Non riesce l’impresa alla Stanisavljevic, invece che corre dall’altra parte della vasca dopo l’argento dei 50 dorso per arrivare ultima nei 50 stile in cui aveva uno dei tempi migliori. Però qua ragazzi, chi troppo vuole nulla stringe. Ragazza, che tra l’altro, concorre al titolo del cognome più impronunciabile.
Mentre ero impegnato a non addormentarmi – non per le gare, ero stanco, ragazzi, quando si fanno le ora piccole a una certa età – ragionavo sulla presenza di nazionali di solito poco rappresentate. Mi salta all’occhio in due gare molto vicine la Bosnia Erzegovina. La delfinista Pudar e il mezzofondista Lekic fanno la gioia di questo piccolo paese.
Intanto la Russia si avvia a dominare la scena europea. Ad oggi nove ori, di cui però ben cinque dovuti alle staffette: è sfuggito solo quello della 4×200 donne, a causa del quale sono state punite lasciandole allo Stadio del Nuoto ad allenarsi in pausa pranzo per tre giorni. Si dice che non abbiano patito più di tanto. Si sa, si trova sempre da fare allo Stadio.
La Turchia continua a mietere successi nel mezzofondo. Sempre lei, la efficacissima Tuncel, scende sotto i 16 minuti e stacca la concorrenza (una compagna di squadra) per la doppietta. Secondo record europeo Juniores e quinto oro turco che stacca l’Italia. La quale, tuttavia, si issa al secondo posto nella classifica a punti. Sempre meglio mettere le mani avanti, all’inizio. Ma anche alla fine, in un certo senso.
Ieri giornata piena, e quindi non ho visto nulla, anche perché la sera sono stato fuori a mangiare in un posto veramente interessante, cucina eoliana. Le cene sono un evento fondamentale, e naturalmente bisogna farle in posti che meritano. Questo posto sito nella campagna brianzola merita sicuramente, anche se capisco che per molti è fuori mano. Doveste capitare, ve lo segnalerò.
Non era per fare pubblicità, anche perché il nome non l’ho fatto. Era per dire che comunque la fame bisogna soddisfarla, e se si riesce con un bel piatto di spaghetti all’eoliana meglio. Non male neanche le cozze, e il cannolo fatto in casa. Vi lascio una testimonianza, nel caso.
fame di vittoria – foto Mauro Romanenghi
Detto ciò faccio un excursus storico. Correva l’anno 1400 quasi 1500 (come diceva il buon Troisi) e in Romania dettava legge il signore Vlad Tepes, detto l’Impalatore. La sua fame di vite nemiche era quasi pari a quella che avevo io (e non solo io, considerati gli altri presenti) ieri sera. Ovviamente non si risparmiava nessuno, e il sangue scorreva a fiumi, letteralmente. Il buon Vlad – buono si fa per dire – venne anche insignito dalla Chiesa di onorificenze varie, tra cui l’Ordine del Drago. Da lì il soprannome che lo accompagnò nei secoli e che lo porta ad oggi a esser conosciuto nella leggenda del più famoso nosferatu della storia, il conte Dracula. Fame di sangue no, di nemici nemmeno, ma di avversari sì. La genetica, il sacrificio e l’allenatore, dice del segreto dei suoi recenti risultati. E innamorato della bella fidanzata – dice lui, noi non l’abbiamo vista ma gli crediamo sulla parola – come il bel conte della sua moglie suicida per sfuggire al nemico. Ecco quindi lo sguardo famelico e la voglia di vincere del nostro David “Vlad” Popovici. Che sia lui, l’erede della casata Tepes?
Una bella storiella. La realtà dice 47”30 nei 100 e, come ci aveva promesso Butini nella nostra chiacchierata (che uscirà sui podcast fra poco) fatta qualche ora prima della sua prestazione, un gran 200 in 1’45”26 con chiusura in 26”9. Che risulta essere WRJ. Chapeau. Il ragazzo si candida a protagonista, non c’è che dire, a soli 16 anni. Ma qua non c’è età che conta, e ripeto nonostante uno stile grezzo (ma la forza, a 16 anni, è quella che è) abbiamo a che fare con un vero talento. Il suo futuro? Lo vedremo a breve. Il nuovo dragone, ci aspetta.
L’Italia intanto avanza, con un bel record in mattinata di Galossi nei 200 stile categoria Ragazzi, poi non ripetuto in serata. Ma in compenso Cerasuolo vince i 50 rana, dimostrando di risollevarsi da un 100 per lui deludente viste le aspettative. Il telecronista, che dimostra grande brillantezza coi nomi baltici (appena dietro al nostro ragazzo sul podio) non è così agile con i nomi mediterranei. Si sa, parlare bene l’italiano non è facile per noi, figurarsi per gli stranieri. Così “Cerasulo” è uno dei protagonisti del campionato. Bravo, e intanto si issa nella topten nostrana.
Trovate! Starostina e Sorokina. Dove? Ma cercatele. La mia sfida, come vedete l’ho vinta.
Notevole Justine Delmas, 16 anni, una spanna sopra le altre nei 200 rana. Non li ho visti, per cui non mi esprimo sulla nuotata. Cercherò i video, che ci sono, grazie allo streaming (si potrebbe mantenere anche dopo la fine di questo delirio pandemico, eh, lo streming così ben fatto ??)
Ed infine una 4×200 che offre sempre spettacolo ultimamente. E anche ieri: quattro squadre in un secondo e mezzo, alternanza in testa, e alla fine, parafrasando Lineker, vince sempre la Russia. L’Italia strappa un bronzo con le unghie e con i denti – non quelli di Vald, ovviamente. Ci sta.
La curiosità di oggi. L’Ungheria schiera Daniel Meszaros in prima frazione e Daniel Meszaros in seconda frazione. Solo in Ungheria può succedere.
Popovici superstar!! Photo Andrea Masini/Deepbluemedia
di Mauro Romanenghi
Mentre la Turchia marcia spedita in testa al medagliere, l’Italia piano piano risale e galvanizzata da una bella seconda giornata si issa al terzo posto della tabella medaglie. Ecco che così ho fatto la storia del terzo pomeriggio di gare in modo serio e compito.
Adesso passiamo alle facezie. Il mio amico ha impiegato con mia moglie 25 messaggi di WhatsApp per tentare di spiegarmi come mai è impossibile che un cognome femminile russo o giù di lì non finisca in -ova. Alla fine ci siamo chiamati per sentirci, mentre andavano i 1500 maschili, dove un certo Aslan, il leone turco di Narnia, cercava di fuggire verso l’oro. Alla fine sono fallite entrambe le operazioni: spiegarmi perché le ragazze russe si chiamano così, e il tentativo di Aslan. Il ruggito si spegne nel bronzo, ma la Turchia vince comunque il secondo oro di giornata con Kilavuz (che non vuole dire “chi l’ha visto” in turco) che allo sprint seda l’ungherese Betlehem (che non è un oriundo palestinese). Nel frattempo i 200 farfalla li vince la Markova. Eh, va bene, me ne farò una ragione.
Anche oggi dominio dell’Est e dei paesi baltici. Naturalmente il più atteso è Popovici. Che non tradisce. Nei 100 stile stacca 47”30 con passaggio a 22”9. Personalmente lo vedo molto grezzo, ma cosa dire di un ragazzo del 2004 (sì, capito bene) che fa il decimo tempo di sempre e primo tempo dell’anno? Che se migliora ancora, qua non ce n’è più per nessuno.
Continuiamo con la saga dei nomi. Il telecronista dello streaming, imperturbabile, non si scompone nel pronunciare il nome del giovane ranista ucraino Kryzhanivs’kyy, che si scrive proprio così, seguito dal polacco Kraczkowski. E’ giusto che lui faccia il cronista.
Tante finali conquistate anche oggi per i giovani italiani. Nei 200 rana donne settima e ottava qualifica per le azzurrine che sfruttano il suicidio tecnico delle spagnole: la più forte squalificata in batteria dove aveva uno dei migliori tempi, la seconda in semifinale dove era scesa sotto i 2’30”.
Certo la giovane Italia non è che possa festeggiare troppo: oggi secondo bronzo in staffetta sfuggito per cambio anticipato. Ma, e qui vado controcorrente. secondo me un cambio anticipato ci sta. Bisogna sempre provarci.
Due medaglie oggi per gli azzurri nelle gare di apertura, Se ieri Cerasuolo mi sembrava in controllo, oggi non l’ho visto benissimo anche nei 50. Ma soprattutto nei 100 non lo ho visto bene per niente, nella seconda a vasca tutto contro la corsia. Alla fine strappa un bronzo d’orgoglio, ma le premesse erano altre. Chissà. Sorprende invece la Gaetani, di certo non favorita. Eppure porta le sue scarpe da tennis sul gradino più alto del podio, davanti alla francesina Moluh con le trecce stile principessa Leila. Anche StarWars sul podio agli Eurojunior!!!
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