Mondiali Junior Day 3: ognuno ha i suoi problemi!

di Mauro Romanenghi

Ceccon

Grossi problemi di cuffie per Thomas…

In generale, la mia giornata inizia molto presto, verso le cinque. A quell’ora faccio colazione. Per me, pranzare presto è vitale. Ma posso saltare il pranzo (non spesso). La cena però è fondamentale, il pasto più prezioso della giornata. E’ un grosso problema non cenare. Per il mio umore e per la salute psicofisica di chi mi sta vicino. Lo so, non è un problema fondamentale. Ce ne sono di peggiori, ne convengo, ma ognuno ha i suoi.

Nessun problema per Franko Grgic, invece. Purtroppo causa cena all’aperto (ma guarda un po’) non sono riuscito a vederlo. Ma chi lo ha fatto mi ha detto che veramente è un gran talento. Gara negative split sugli 800 e record mondiale sfiorato (giovanile, off course).

Nessun problema per Andrei Minakov. Il russo di professione minatore (così dice mia moglie, nel senso che lavora in miniera), si aggiudica i suoi 200 farfalla in agilità. Dietro di lui Burdisso, che entra alla gara di finale a piedi nudi e maglietta. Problemi con le ciabatte, forse. 

La faccia di Burdisso sembra veramente quella di un manga. Più lo guardo e più mi aspetto che si trasformi in un Cavaliere dello Zodiaco.

Le ragazze italiane si danno da fare, anche se finora le ho citate poco. La Cocconcelli e la Tarantino hanno perso ieri il loro momento per la squalifica della mista mista, ma hanno già disputato la semi dei 100. E oggi si aggiudicano il bronzo nella mista stile. Poi abbiamo la Biasibetti, al personale e nono tempo di sempre in Italia nei 50 farfalla, che entra in finale con Costanza (di nome e di fatto). E oggi si riscatta anche la Gaetani. Dopo una prova che di sicuro non l’ha soddisfatta nei 100, nei 200 dorso battezza l’avversaria e la segue fino al bronzo in 2’10”52. Niente personale, ma va benissimo così. Per stavolta. 

Nessun problema nemmeno per la Walsh. Discutevo con gli appassionati su questa ragazzina: altissima, purissima, ma magrissima! Con questa bracciata a zampa di ragno, arriva a 53”75 nei 100 stile. E’ del 2003. Forse è per questo che gli americani non hanno problemi con le staffette (quasi sempre…)
L’unico suo problema è il nome… ma dico io, con tutti i nomi bellissimi che ci sono, come si fa a chiamare una ragazzina Gretchen. Peggio ancora di Michaella.

Problemi grossi per Zuev in partenza nei 50 dorso. Ciononostante, finale per lui. Se sistema la cosa, domani son dolori per tutti. 

Problemi nel finale per Jade Hannah. La dorsista canadese mette subito in chiaro che se fa 59”6 nei 100 dorso nei 200 la padrona è lei. Ma nel secondo 100 qualcuno le ricorda che non sempre partire fortissimo è un bene. Seconda metà percorsa in 1’07”5: la Gaetani ha fatto 1’06”, fate voi. Comunque gran bel talento e gran belle apnee. Regan Smith a parte…

Continuano imperterrite le interviste in zona mista alle atlete in lacrime. Niente, incalzate dal microfono devono rispondere e nonostante il volto rigato dai mocciconi che scendono copiosi sulle gote queste parlano a macchinetta. Ma a loro la Caporale gli fa un baffo. 

Problemi grossissimi di identità per Ceccon. Ha già gareggiato con la cuffia di Burdisso e Pilato. Oppure ha perso la cuffia e per punizione la deve chiedere in prestito. Anche io faccio così, con i ragazzi. 

Gli USA zero problemi in staffetta. Quattro staffette, quattro ori, tre record. Trump ha già mandato le loro foto a quelli della squadra assoluta di Gwangju. I want them, c’è scritto.

Domani prevedo scintille nella gara dei 100 rana donne. Il mio cavallo è britannico. Nessun problema, comunque: accetto tutte le puntate.

Mondiali Junior Day 2: che abbuffata!

                       di Mauro Romanenghi

Benedetta Pilato

Sfoggio di inglese per Benedetta!!!

Non so quanti altri giorni potrò commentare di questi Mondiali. Le ferie si avvicinano, e io partirò per la Puglia, dove sicuramente seguirò una morigeratissima dieta a base di bombette, burrate, pastasciutte, melanzane alla parmigiana e carne alla griglia. Tutto leggerissimamente fritto nel fantastico olio pugliese. Mi aspettano quindi delle grandi mangiate, e sto allenando l’appetito. 

Un po’ come fanno i protagonisti di questi mondiali, che sto seguendo insieme a dei veri appassionati (anche di cibo, credo).

Abbuffata anche di titoli oggi: otto titoli individuali assegnati e una staffetta. Qualcuno tenta già di fare il passo più lungo della gamba, ma la gamba é quella del tavolo quindi rimane indigesta. 

E’ il caso, ad esempio, del vincitore dei 200 stile, Urlando. Urlando di felicità dopo aver bruciato lo svedese di sei centesimi (svedese favoritissimo che al mattino aveva rischiato la beffa). Urlando di rabbia dopo quindici minuti per aver malamente bucato la finale dei 100 farfalla, morendo letteralmente. Però, ragazzo, 15 minuti fra una gara e l’altra forse sono ancora troppo pochi. Ripassa fra qualche anno.

Parliamo sempre di 200 stile. Sette atleti in sette decimi di secondo. Come ai mondiali assoluti una gara, quella dei 200 stile, apertissima. 

USA sugli scudi oggi e vincitori di quattro ori con il record mondiale giovanile della mista mista (e fanno due con la stile veloce di ieri). Si issano in testa al medagliere e vanno in fuga. 

E’ ufficiale che in ungherese il cognome si dice prima del nome: é stranissimo, ma é così.

La regia ungherese é precisissima: anche nel non far vedere una premiazione. Pubblicità, commenti tecnici, telegiornale flash, ma le medaglie, comprese quelle azzurre, nisba. 

Eh sì perchè all’abbuffata di titoli contribuisce anche l’Italia. Prima Ceccon fa suoi i 100 dorso con il primato italiano Juniores, seconda prestazione ogni epoca, in 53”46. Poi Benedetta vince i 50 rana. Entrambi con un po’ di patemi, nel finale. Ma é giusto così, ogni pranzo va meritato e così anche ogni successo. 

La Pilato é anche l’unica ragazza non ungherese che abbiano fermato per un’intervista. Beh dai non se la cava male. Brava!

Osservavo l’entrata di molte ragazze. Alcune sono spavalde come se andassero a fare shopping: con stivaloni, cuffione, manca solo la borsetta o lo zainetto. Altre sembrano lì per caso, si guardano intorno e si mangiano le unghie. Fa specie pensare che la campionessa mondiale dei 100 dorso, Regan Smith, ha la loro età (beh, anche la Pilato…)

Nella gara degli 800, dove la Giulia Salin conquista il bronzo con un ottimo duello spalla a spalla, vince Lani Pallister. E chi se ne frega, direte voi. Giusto.
Solo per dire che l’australiana è la campionessa mondiale in cinque specialità individuali del salvamento nel 2018, ultima edizione dei mondiali Juniores, nonchè primatista mondiale di categoria in due di esse. Questo quindi é un successo storico, non credo sia mai avvenuto prima. Insomma, anche il salvamento voleva partecipare al banchetto.

Per fare un po’ di gossip, un mio conoscente mi fa sapere che Lani spodesta la madre dalle top50 degli 800 inserendosi al trentesimo posto. Insomma, buon sangue non mente!

Mondiali Junior Day 1: le stelle di domani!

di Mauro Romanenghi

Ajna Keselj

Keselj ai World Junior: Campioni di oggi, campioni di domani!

Sono quasi in vacanza oramai. Manca pochissimo. Mi sveglio pensando che mancano pochi giorni, che oramai ci siamo. Vedo le ferie, le tocco con un dito. Basta lab, basta articoli spiritosi sui categoria, basta battute su allenatori, atleti, me stesso. E invece no! Che ti credi? Ci sono ancora i Mondiali JUNIOR! Sei giorni di tecniche, eccelse prestazioni, record mondiali giovanili che cadranno a pioggia e che devono essere commentati. La TV ungherese in forze presenta  l’evento, con tabelle orarie precise come i treni  della metropolitana (ungherese). Interviste puntuali, tutti i ragazzi ungheresi sentiti gara dopo gara, piuttosto anche in lacrime ma devono parlare in TV. Mica come qualcuno che se fa
appena appena un po’ male si lamenta o a volte scappa via. E quindi, finché potrò, anche io scriverò qualcosa.

La foto la merita Anja Keselj, che non so per quale motivo é qui a Budapest. Non ho capito una mazza di quello che ha detto, ma la foto copertina é sua a prescindere.

Nella prima giornata brilla la stella di Zombori Gabor. Zombori é il cognome, credo. Lo avranno detto almeno cento volte, in trasmissione. Segno che ha colpito. Nei 400 stile é stato incredibile. Intanto é partito a 100 all’ora. Poi si é tranquillizzato, poi é ripartito a mille all’ora, e ha seccato tutti chiudendo in un simpatico 27″1.
L’australiano Neill è stato l’unico a capirci qualcosa, gli altri sono abbastanza esplosi.
Ancora adesso tutti stanno urlando Zombori Gabor.

Parliamo un secondo dell’Italia. Oggi protagonista con la Pilato che ha fatto un arrivo terribile nella semi dei 50 rana ma comunque ha il primo tempo e con Ceccon che ha passeggiato la sua dei 100 dorso. Domani si vedrà.
Un plauso alla nostra staffetta veloce: dal mattino si vedeva che la medaglia si poteva fare, ma dar fastidio alla Russia e agli USA non ci pensavo. Beh alla fine un argento non sarebbe stato rubato. Ma Minakov ha staccato quel 47″8 che non fa proprio schifo. Il bronzo nemmeno. Bravi ragazzi.

Stamattina vedevo che quasi un tunisino entrava in finale dei 400 stile. Ma un indiano in finale dei 100 dorso chi se lo aspettava? Il mondo si sta proprio allargando.

A proposito dei 100 dorso, il dorsista inglese si chiama Charlie Brown. Scritto proprio così.

Finale dei 400 misti da barzelletta; ci sono due ungheresi, due americane e due spagnole. La spagnola Vazquez dice alle ungheresi: andate avanti voi, che poi arrivo a rana. A rana fa 1’16”, passa in testa e fa il record mondiale giovanile in 4’38” e spicci.
Ma la cosa straordinaria é che per partecipare a questa finale dovevi avere dei nomi impossibili. Tipo le ungheresi, che di solito si chiamano Szabo o cose del genere: queste si chiamano Szabo-Feltothy e Myhalyvari-Farkas. Persino la Glenister, inglese di bronzo,  si é complicata la vita e si chiama Michaella. Ma un nome normale no?

FuoriOnda 53 – Speciale Centri di alto livello – Busto Arsizio: ragazzi, atleti, studenti!

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la squadra al completo: Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse. In redazione Fabrizio Fogliani e Marco Agosti.

Ospiti Gianni Leoni, tecnico del Team Insubrika, Arianna Castiglioni, Silvia Scalia, Ilaria Scarcella, Letizia Paruscio, Matteo Rivolta, Flavio Bizzarri, Karen Asprissi e Giulia Borra.

Oggi siamo noi di Acquastampata /OAsport ad essere ospiti alla piscina Manara. Insieme a Gianni Leoni facciamo un giro per il centro dove si allenano alcuni dei nostri atleti azzurri, attirati qui dalla struttura, dall’allenatore, dagli altri atleti… insomma non capiamo se é il centro che fa l’atleta o l’atleta che fa il centro. Parliamo con Matteo Rivolta, tornato qui dopo diversi anni a Roma, con Arianna Castiglioni che fa gli onori di casa, con Ilaria Scarcella che dopo aver girato l’Italia da Genova (non è la sola… ricordate?) si é accasata qui. Poi c’è Flavio Bizzarri, anche lui da Roma, Silvia Scalia che dopo gli USA ha pensato a Busto Arsizio per la sua seconda vita di atleta, Letizia Paruscio anche lei un lieto ritorno. E anche con i giovani emergenti della squadra, tra cui abbiamo sentito Karen Asprissi e Giulia Borra. Scopriremo cosa li ha portati qui, cosa li ha fatti rimanere e cosa li ha fatti tornare, le loro passioni ma anche i percorsi scolastici di ragazzi che nuotano e studiano con costanza. E inoltre, fondamentali le chiacchierate con il preparatore Palazzolo e naturalmente con il padrone di casa, Gianni Leoni, che ci racconta anche un aneddoto interessante su Castagnetti e la piscina Manara. E anche molto altro. Seguiteci, ne vale la pena: solo su Fuorionda, l’unico podcast sul nuoto che vi viene a trovare anche a casa vostra, se volete..

CAPITOLI PUNTATA
1) Alessandro Palazzolo: fondamentale! (dal minuto 00.52)
2) Rivolta: un ritorno alla base (dal minuto 12.50)
3) Arianna Castiglioni la rana di Busto! (dal minuto 18.52)
4) Silvia Scalia l’americana (dal minuto 27.44)
5) Letizia Paruscio bustese d’adozione (dal minuto 35.32)
6) Ilaria Scarcella dieci anni di successi (dal minuto 41.03)
7) Bizzarri: il nuoto é una parentesi (dal minuto 51.12)
8) Asprissi e Borra: giovani e rampanti (dal minuto 1.03.31)
9) Gianni Leoni: allenatore-organizzatore (dal minuto 1.10.31)

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Credit foto: Laura Vergani

Puntata registrata il 30 maggio 2019 presso la piscina Manara.

 

E’ nata SIC!

di Redazione

SIC - Foro Italico/Mauro Romanenghi

SIC – Foro Italico/Mauro Romanenghi

acquastampata è lieta di presentarvi SIC – Salvamento In Cifre, la nuova pagina dove trovate i record e le graduatorie del nuoto per salvamento italiano, aggiornati gara per gara grazie al prezioso lavoro di Mauro Romanenghi e Marco Agosti.

Buona lettura a tutti!

La redazione di acquastampata

 

WSC-25m – day 4/L’Orsi d’argento

di Laura Vergani

L'Orsi d'argento (credit: pagina FB Marco Bomber Orsi)

L’Orsi d’argento (credit: pagina FB Marco Bomber Orsi)

“SteveAustin, astronauta, un uomo vivo per miracolo: signori, lo possiamo ricostruire. Abbiamo adeguate conoscenze tecnologiche. Esiste attualmente la possibilità di creare il primo uomo bionico. Steve Austin sarà un essere nuovo, diverso dagli altri”
“Migliore?”
“Si, più forte, più veloce.”
tratto da “Cyborg” di Martin Caidin (L’uomo da sei milioni di dollari)

E fu così che ri-nacque il nuovo Marco Bomber Orsi .

Ricostruito un pezzo alla volta, fatica su fatica!!
Più forte, più veloce. Migliore!

Grande Marco!

WSC-25m – day 1/La staffetta delle staffette

di Laura Vergani

4x100 sl RI - Condorelli Miressi Orsi Zazzeri

4×100 sl RI – Condorelli Miressi Orsi Zazzeri

Le staffette sono la mia passione.
Oggi partiamo alla grande, con una delle mie favorite in assoluto: la 4×100 sl M.

Questa la classifica:
1- USA con il WR
2- RUSSIA con il ER
3- Brasile con il record del Sud America??
4- ITALIA con il RI (giusto per citare i nomi: Condorelli – Miressi – Orsi – Zazzeri; stamattina Nardini al posto di Orsi)

La staffetta delle staffette. Un livello incredibile!!
Tre record in quattro posizioni!
E un compleanno che ha il sapore di una promessa!

Grazie per averci fatto sognare, ragazzi! Semplicemente immensi!
E buon compleanno a Marco Orsi!

 

 

Campionato Italiano Open – 2/Sacchi, Ceccon e l’idolo del Careca

di Mauro Romanenghi

Italiani invernali 2 - Ragazze rampanti

Italiani invernali 2 – Ragazze rampanti

Stasera mi sono preparato la pizza gorgonzola, pomodorini e porri. Un abbinamento che chiunque ha assaggiato non ha disdegnato. La mia pizza difficilmente ha deluso. Un po’ come questi campionati, dove ci sono state tantissime gare entusiasmanti, ben cinque primati italiani, un primato europeo juniores e tante ottime prestazioni.

Il feroce Butini, un po’ come il feroce Saladino, fa la voce grossa ma in realtà è la guida burbera e saggia che ti porta a fare le scelte giuste. Ieri ha giustamente puntualizzato che coloro che non sono stati convocati qui sono andati forte, scegliendo questo appuntamento come quello clou. Però i record sono arrivati principalmente da chi è stato convocato. Buon auspicio questo per i Mondiali, fra due settimane.

Piccola querelle fra il Moro e il duo Mecasacchi, che in questa due giorni è andato in crescendo. Questa mattina il buon Stefano esordisce così: “voi non avete idea di quello che succede, per cui ve lo dico io”. E via sciorina il programma dei ragazzi fino agli Assoluti. E poi continua fino a Tokyo. “Abbiamo bisogno di un anno e mezzo di tranquillità”. Hanno già arrestato un ragazzo che tentava di dormire nel giaciglio di Detti al villaggio olimpico in Giappone. Quel posto è prenotato fin dalla costruzione. Questo vuol dire programmare gli appuntamenti.

La Pellegrini si dispiace di non avere compagne di staffetta. Mia moglie qualche giorno fa, mentre cercavo disperatamente di salvare la nostra lucertola domestica sul balcone (chi non ha una lucertola domestica) mi faceva notare che ci sono poche ragazze. Certo, faccio io, mancano tutte le staffettiste. Qui segnali di risveglio dalla Di Pietro, in questi assoluti, ma a giochi fatti. La Ferraioli più o meno sui suoi standard. Ma le prestazioni da 53”, necessarie per portare una staffetta competitiva, mancano. E come portare una 4×200, quando la più veloce dopo una Pellegrini a mezzo servizio, reduce dall’influenza, è Laura Letrari? Il nuovo che avanza.

Ma passiamo alle gare, che è il motivo per cui scrivo.

Io mi chiedo come mai Condorelli lo chiamano Santo Yukio Condorelli. Ma in casa lo chiamano Santo Yukio? Ma che è San Gennaro? Va bene che siamo sotto Natale, ma secondo me Santo o Yukio va benissimo.

In mattinata, gran discorsi sulla lunga stagione che finirà coi mondiali dal 9 al 25 agosto. Peccato che i mondiali saranno dal 14 al 28 luglio. Sarà colpa di Wikipedia che riporta quella data? Beh, io comunque li guarderò a luglio. Spero di vederli.

Torna a vincere Rivolta, torna a vincere sotto la guida di Gianni Leoni. Torna a sorridere. E in zona mista, parla di giusta erezione. Vabbé voleva dire direzione, insomma se sbagliamo la data dei mondiali potrà sbagliare una parola lui no?

Oggi Sacchi in forma olimpica. Già lo vedo ai mondiali. Intanto battezza Vergani fuori dal podio ma già sappiamo che qua lo Sciamano è giunto fuori condizione. Infatti Vergani sfiora il colpaccio ai danni di un Orsi che proprio nei 50 stile qui non riesce a dare il meglio di sè.

Dopo aver dato del cicciottello a Orsi, dell’orsetto a Sabbioni, aver stroncato la bracciata a delfino della Polieri (non senza qualche ragione) e la sua intervista post gara, azzecca dai 400 il tempo di Paltrinieri nei 1500. Lo Sciamano sta per rientrare alla base.

Thomas Ceccon un po’ invisibile in questi campionati ha aspettato la gara dei 200 misti, in cui sta sfiorando il primato italiano da un po’, per fare il colpaccio. In una delle gare più spettacolari e combattute del campionato, fa suo il record in 1’53”26. Ora la grande sorpresa io non ce la vedo, e neanche Sacchi. D’altronde già al Sapio ce lo aveva confermato il ragazzo veneto di puntare al tempone: la prossima volta lo faccio. Almeno uno con le idee chiare.

Il picco della manifestazione di raggiunge con l’aneddoto di Sacchi e il Dio delle folle brasiliane. Mecarozzi ha dovuto spiegarlo. Io non lo farò. Per chi non ha seguito lo streaming, il Careca è la nuovo personaggio di Luca Sacchi. Se non masticate portoghese, la traduzione di Careca è “il pelato”. A voi immaginare l’aneddoto.

La gara dei 200 misti ha contribuito al ritorno di Glessi: che per prima cosa ha nuotato finalmente una rana decente. Mi risulta che si alleni con Giunta. Staremo a vedere se il buon Matteo opererà l’ennesimo effetto Lazzaro.

Sempre in questa gara, abbiamo ottenuto la prima, seconda e quarta prestazione alltime in Italia. Nonchè il record europeo juniores di vasca corta. Dati di Marco Agosti, per cui vado sulla fiducia. Naturalmente ignorato dai siti specializzati, ma si sa non siamo un sito specializzato noi perciò lo diciamo.

Se si chiamano Rane Rosse (retaggio di un vecchio progetto che continua sotto altre prospettive) un motivo ci sarà. E così dopo cinque atlete fra le prime nove nei 100, quattro fra le otto nei 50, arriva un triplete nei 200 rana donne per la IN Sport. Con la Fangio vicina al primato italiano. A mia memoria, l’ultimo triplete negli assoluti donne è un 100 dorso del Desenzano di Cappa, Bissoli e Zurma nel 1998. Ma vado a memoria, che si sa è fallace come le previsioni dello sciamano quando le nuvole oscurano il cielo.

Mi cancello da solo e dopo pochi minuti si realizza il triplete Ferraioli-Di Pietro-Pellegrini nei 100 stile. Chi si loda si imbroda.

La Di Liddo continua nel suo proselitismo sulla marcia e i 40 giorni di CAR. La informo che milioni e milioni di persone lo hanno fatto prima di lei, che c’è gente e gente che lavora e si allena e 40 giorni di marce non hanno mai ucciso nessuno. Tranquilla che c’è vita anche nella caserma. Io mi alzo tutti i giorni alle 5 e non lo vado a dire in TV. Forse a 25 anni ha le idee un po’ confuse su cosa sia il lavoro. Ma posso sbagliarmi.

Chi ha le idee molto chiare è Scozzoli. Sulla rana, sulla palestra per la rana, su come affrontare le gare e la vita in generale. Lui è dell’esercito, forse ha fatto qualche marcia anche lui.

Pensavo a Ilaria Bianchi. Gli emiliani, in genere, hanno quella flemma, quella compostezza nella loro simpatia che anche quando si incazzano tu non lo capisci finché non te lo spiegano. E una ragazza che perde tre titoli italiani per un totale di 29 centesimi in due giorni e ti parla con una grande serenità, beh è una gran cosa.

Prima di chiudere, che ho sonno e poi devo andare a vedere la finale delle bandierine sulla spiaggia, due parole sulle giovani. Vado così a memoria. Una D’Innocenzo nei 100 dorso, una Pilato nei 50 rana, un Fusco nei 200 rana. Questi i talenti della scorsa stagione più in evidenza. Un De Tullio che sfiora il podio nei 400. Ma soprattutto, se vogliamo fare un nome solo, Costanza Cocconcelli. Ha fatto di tutto. Misti, dorso, delfino. E in una delle gare più entusiasmanti dei campionati, ha impegnato la Letrari e la Cusinato giungendo terza. Costanza, di nome e di fatto.

Dalla più giovane alle più… anziane. Laura Letrari. Una delle prime che intervistammo, qualche anno fa, all’inizio dell’avventura dei podcast. Un sorriso sempre. Un autografo per tutti. Dal Sapio, ha finito di firmare autografi ed è arrivata a Riccione in direttissima per vincere i 100 misti: in 59”88. A sei centesimi dal personale, a 29 anni. Grazie di esistere.

Europei WPS – 74 medaglie

di Laura Vergani

nazionale_finale

Nazionale FINP medagliata – Augusto Bizzi

74 medaglie sono ben più di un “sintomo” di buona salute del movimento..
Sono la dimostrazione inconfutabile che il lavoro di reclutamento serio di tutta la FINP, la preparazione continua dei tecnici, la tenacia degli atleti, la disponibilità delle famiglie, gli investimenti mediatici di RaiSport insomma che il lavoro di squadra permette di raggiungere risultati molto più alti di quelli raggiungibili dalle singole persone.

Grazie di !

 

AMA – A short film by Julie Gautier

JULIE:
“Ama is a silent film. It tells a story everyone can interpret in their own way, based on their own experience. There is no imposition, only suggestions.
I wanted to share my biggest pain in this life with this film. For this is not too crude, I covered it with grace. To make it not too heavy, I plunged it into the water.
I dedicate this film to all the women of the world.”
Julie

JULIE:
“Ama est un film sans parole qui raconte une histoire que chacun peut interpréter à sa manière, selon son propre vécu, tout est suggéré, rien n’est imposé.
J’ai voulu mettre dans ce film ma plus grande douleur en ce monde. Pour qu’elle ne soit pas trop crue je l’ai enrobée de grâce. Pour qu’elle ne soit pas trop lourde je l’ai plongée dans l’eau.
Je dédie ce film à toutes les femmes du monde.”
Julie

Credits :

Writer – Director – Dancer Julie Gautier

Choreographer : Ophélie Longuet
Music : « Rain in your black eyes », Ezio Bosso. (P) Sony Music Entertainment.
Cinematographer : Jacques Ballard
Editor : Jérôme Lozano
Colorist : Arthur Paux @ Spark Seeker
Compositing : Gregory Lafranchi @GoneFX
Sound mix : Nassim El Mounabbih @Dinosaures
Production : Spark Seeker/Les Films Engloutis
Associated Producers : Y-40 The Deep Joy/RVZ
Camera Assistant : Arthur Lauthers
Electrician Romain Mostri
Safety Freedivers : Anne Maury – Fouad Zarrou
Making off : Jimmy Golaz
Camera Rental (Red VistaVision 8K) RVZ
Light&Electric Rental : TSF Cannes
Wardrobe : Tatiana Henri