Categoria invernali di salvamento: ho visto un re…anzi tre!

di Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

Si ricomincia.

Solite cose: tanti atleti, tanti amici, comunicati FIN sbagliati, aperitivi, fritti misti, cose così insomma. Vi dirò tutto, ma andiamo con ordine.

Nota iniziale uno: l’articolo serio sui risultati dei campionati non è qui, ma su OAsport. Cercatelo.
Nota iniziale due: il podcast parlerà di tutti i protagonisti, anche in ambito giovanile. Lo troverete nei prossimi giorni.

La novità vera è che quest’anno c’è il Gestionale.
Non è una nuova figura lavorativa, che gestisce tutto e tutti. Non è neanche un team. Non è l’ufficio che organizza l’evento.
No, è il fantomatico programma che tutti odiano ma a cui finalmente si può dare la colpa senza che nessuno rischi brutte figure, impicci, il posto di lavoro.
Manca un atleta nella starting list? E’ il Gestionale. Le iscrizioni sono chiuse? Chiedi al Gestionale. Ho pagato troppo? Ha incamerato la tassa il Gestionale. Le uova sono troppo fritte? Sarà stato il Gestionale.
Il problema è che il Gestionale non parla, qualcuno le deve dire queste cose. E allora i vaffa se li prende l’ambasciatore del Gestionale in campo gara.

Quest’anno il Gestionale gestisce anche le multe per le assenze non date. La svolta è epocale. Ti dimentichi? Settantacinque euro così, sfilate che neanche il miglior borseggiatore sulla linea rossa della metro di Milano, a ogni gara!
Banco di prova, il Salvamento. Teste fumantissime in segreteria, e non solo lì. Immagino ai Criteria. Provate ora a dire “mah stamattina i 1500 stile libero magari non li faccio”.

Ci sono state anche delle gare. Orari umani, stavolta. Sono stato molto felice di non aver dovuto ingoiare la colazione ogni giorno.
Il merito va anche all’anticipo di mezza giornata, che ha scisso completamente la prima parte dalla seconda. La mancanza della tonnara del torpedo non si è fatta sentire, e nessun Esordiente A è stato maltrattato in questi campionati durante il riscaldamento.

Al bar con i miei amici siamo ormai un’istituzione. Contano i minuti per quando verrà aperta la bottiglia successiva, e con cosa sarà accompagnato. E’ un vero flashmob, tempo dieci minuti: c’è chi ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive. Aspetto ancora la genzianella. Per Roma ci conto.

FIN sugli scudi, come sempre. Lo so stavolta non dovrei parlare perché ho sbagliato pure io, ma lo faccio lo stesso. Nota dopo la prima parte, tre titoli italiani assegnati a Vivalda. Compreso il superlife Ragazzi. Che ha vinto Marchetti: ma il peggio è che Vivalda manco lo ha fatto. Meglio la seconda parte, dove si è ignorato solo il record italiano della staffetta Cadetti maschi. Vita dura per i comunicati federali.

SIC (salvamento in cifre) batte ILS due a zero. Guardo la gara del torpedo Cadette, record mondiale giovanile della Cappai. Controllo sui miei dati: c’è. Passa un minuto e mi chiedono è record? Sì, è record. Sfiducia nella ILS? Beh visto che mette ancora il record del mondo della Fabretti a 50”78, sì, c’è sfiducia. Stessa scena per il trasporto Cadette. Fa piacere quando si fa qualcosa di utile.

Arrivo in piscina credo mercoledì o giovedì. Stanno lavorando alacremente in vasca esterna da 50 con trapani ecc. Penso “va che stanno facendo manutenzione”.
Torno nel pomeriggio e ci sono tanti piccoli gommoncini bianchi.
Il giorno dopo c’è una tensostruttura montata e la piscina coperta. Vedete che in Italia se si vuole fare una cosa in tre giorni si fa. Chapeau.

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Il Gestionale esige di iscrivere le staffette con i nomi già inseriti. Peccato che non ti faccia mettere il tempo, quindi devi presentarti in campo gara per darlo. Poiché credo di non avere mantenuto una formazione di quelle che avevo iscritto, ho passato molto tempo in giuria. La giudice sta avendo gli incubi ancora adesso.

Allora nel mio gruppo di amici abbiamo vari re, a seconda del titolo che ogni tanto per avventura qualche atleta riesce a vincere. L’unico che mantiene il titolo di re degli ostacoli è Fabio Tadini, la cui staffetta ostacoli femminile vince un titolo ininterrottamente dal 1917.
Ha anche provato a vincere il titolo di trasporto con un atleta: subito altri due allenatori del nostro gruppo hanno vinto un titolo. Per ribadire che di re ne basta uno, ma io ne ho visti tre in un giorno.

C’è da dire che manca la regina al nostro gruppo. Io un’idea ce l’avrei, però devo sottoporla al Senato del gruppo. Essendo io senza titolo nobiliare, non ho diritto di voto.

Scena. Sono sulle tribune a guardare trasporto. Sapete che io mi muovo agilmente nel mucchio delle tribune per seguire tutti gli atleti più interessanti. Allora mi guardo i 50 manichino Cadette. Vince la Fiori. Dopo circa venti minuti, durante i Cadetti maschi, la vedo passare per le scale in costume e piedi nudi. Quattro volte. L’ultima volta le spiego che la stanno aspettando nel sottopassaggio per l’antidoping: che sta a metà piscina, a circa venti metri da noi. Credo ci sia arrivata.

Gare Esordienti. Staffetta trasporto. La prima frazionista di una squadra della prima serie (si dice il peccato ma non il peccatore) segue la compagna per dieci metri! Quando si dice l’aiuto psicologico!!!

Mi si chiede in tribuna se quest’ultima azione è consentita dal regolamento. Non lo so. Esso dice che l’atleta deve tornare nella zona di cambio. Non dice quando. La bimba lo ha fatto.

Seguo la gara del superlifesaver Ragazze. Mi aspetto un dominio. Invece è la gara di superlifesaver più bella dei campionati. E due tempi di tutto rispetto, da podio fino alla categoria Cadette. Ovviamente, entrambe sotto il vecchio record italiano. Dibellonia e Di Fazio, se interessano i nomi.

A proposito di superlifesaver, secondo me tre ore di superlifesaver sono troppe. Lo dico contro i miei interessi e con tutto il rispetto per chi lo fa, ma forse è ora di ridurre un po’ i partecipanti. O iniziare un po’ prima quando c’è.

Prima della staffetta Ragazzi maschi trasporto, ultima gara dei campionati, tifo abnorme sugli spalti. Ho seriamente temuto per l’incolumità delle tribune e anche di chi ci stava sopra. Esame superato, le tribune torneranno anche per i Criteria. Anche i bambini, tutti salvi a casa.

Ultima gara dei campionati, invece, il percorso misto. Se ti chiami Ippolito e fai 25”8 al passaggio e un’apnea di 9”, potresti fare un bel tempo, e anche il record italiano assoluto. E far piangere la tua allenatrice. O tutte e tre le cose. Fatte.

Alla prossima, e tutti allegri bisogna stare che se no i re diventan tristi se noi piangiam.

E’ nata SIC!

di Redazione

SIC - Foro Italico/Mauro Romanenghi

SIC – Foro Italico/Mauro Romanenghi

acquastampata è lieta di presentarvi SIC – Salvamento In Cifre, la nuova pagina dove trovate i record e le graduatorie del nuoto per salvamento italiano, aggiornati gara per gara grazie al prezioso lavoro di Mauro Romanenghi e Marco Agosti.

Buona lettura a tutti!

La redazione di acquastampata

 

SuperLife 6 – Italiani milanesi ma non solo!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonché responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti con noi due gentili ma decise fanciulle e un prode cavaliere: Silvia Meschiari, Federica Volpini e Andrea Piroddi. Che non penso abbiano bisogno di essere presentati, ma noi lo facciamo. Campioni mondiali, primatisti del mondo, poliziotti (chi più chi meno) delle Fiamme Oro.

Oggi domande facili. Siamo a Natale quindi ultima puntata dell’anno del podcast sul salvamento più amato (o no?). Chiediamo quindi a Silvia e Federica di raccontarci un po’ della loro avventura mondiale prima di parlare un po’ delle gare appena passate. E visto che si è intrufolato, sentiamo anche Andrea Piroddi, che mentre finisce tutto il dolce ci racconta anche dei suoi avversari di pinne e di come si ruba (in senso figurato) i segret. Soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento che apprezza le festività natalizie.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto Mauro Romanenghi

FuoriOnda 39 – Orsi senza confini

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in trasferta emiliano-romagnola. In redazione a far da supporto Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui anche nel nuovo anno), Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. Come sempre in cabina di guida Marco Agosti.

Ospite Marco Orsi.

E alla fine della trasferta di inizio 2019 torniamo in compagnia di Marco Orsi per parlare del suo campionato mondiale, del suo stop e della svolta che si aspetta. Perché solo chi cade può risorgere. Una chiacchierata di inizio anno per parlare di quello che è stato e di quello che verrà: sempre e soltanto sul vostro podcast di fiducia. State sempre con noi. Non ve ne pentirete, anche senza i dolcetti della Befana di Marco.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 4 gennaio 2019

credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 38 – Federico Poggio, atleta globetrotter!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in trasferta emiliano-romagnola. In redazione a far da supporto Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui anche nel nuovo anno), Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. Come sempre in cabina di guida Marco Agosti.

Ospite Federico Poggio, atleta Imolanuoto. Disturbo tecnico di Enrico Spada.

Continuano le interviste in trasferta di Laura. Dopo Martina Carraro ecco Federico Poggio una vecchia conoscenza che ritroviamo a Imola… un po’ anche per merito nostro. Perché? Lo scoprirete solo ascoltando la chiacchierata con il ragazzo di Alessandria, protagonista di una storia che avevamo lasciato qualche anno fa e che ora riprendiamo in mano. L’avventura finita in Inghilterra, il ritorno in Italia, il trasferimento a Imola da Casella, i nuovi allenamenti, la cucina, le macchine e chi più ne ha più ne metta.
Tutto su Fuorionda, l’unico Podcast che ama i tortellini (quasi) più del nuoto!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 4 gennaio 2019

credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 37 – Martina Carraro, ragazza “flydown” che vola alto!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, in trasferta emiliano-romagnola. In redazione a far da supporto Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui anche nel nuovo anno), Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. Come sempre in cabina di guida Marco Agosti.

Ospite Martina Carraro, bronzo ai recenti mondiali di vasca corta cinesi. Disturbo tecnico di Enrico Spada.

Inizia il nuovo anno e la nostra Laura parte alla volta dell’Emilia Romagna a festeggiare l’Epifania in compagnia di amici e conoscenti ma anche per un giro di interviste per voi affezionato seguito di Fuorionda!
Si inizia con Martina Carraro, recente medaglia di bronzo nei 50 rana e nella staffetta 4×100 mista a Hangzhou in Cina! Dagli esordi con i Mondiali di Roma, dove debutta in nazionale quindicenne, fino al recente successo di oggi. Passando per i suoi allenatori, i suoi trasferimenti, gli alti e bassi. Scopriamo la Martina che nessuno conosce, anche in cucina! Meglio i 50 rana o le scaloppine al limone?
Scopriamolo su Fuorionda numero 37, anno nuovo ma sempre il Podcast sul nuoto migliore che c’è.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Puntata registrata il 4 gennaio 2019

credit foto: FINA

SuperLife 5 – AustraloMondiali!

di Redazione Podcast

Conduce l’astrolifesaver Andrea Longobardo, astronomo, ricercatore nonchè responsabile del salvamento master in Italia. Commento tecnico di Mauro Romanenghi allenatore, almeno così dice lui, della IN Sport Rane Rosse; disturbo tecnologico del Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti con le sue classifiche.

Ospiti:i graditi ritorni di Federico Gilardi e Jacopo Musso, campioni mondiali di superlife e torpedo.

Si parla di Mondiali. L’Italia torna dall’Australia con un nuovo record del mondo, quattro
titoli mondiali e un quinto posto nella classifica assoluta. La piscina, la spiaggia e il mare scuro, il vento, il freddo, le intervistea bordo vasca! Ma anche tante medaglie, qualcuna inaspettata. Insomma il commento degli ultimi mondiali australiani dalla viva voce dei protagonisti…soltanto su Superlife, il podcast sul salvamento sempre sul pezzo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “Let me go” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10/12/2018

credit foto: IlFogliani

FuoriOnda 36 – Mondiali cinesi: bilanci di vasca corta

di Redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui) e da Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Gianmario Bonzi di Eurosport e Cristina Chiuso.

Terminato il mondiale, ne parliamo a tempi di record con Cristina Chiuso che ben conosciamo e Gianmario Bonzi, telecronista di Eurosport e amico di scorribande di Laura Vergani. Superspettacolo, mascotte fighissime, medaglie, grafica, figurine, record, lacrime, resurrezioni, Comerford e amiche in compagnia dei due soliti fastidiosi guastatori Fogliani e Mauro Romanenghi. Una puntata mondiale sempre e solo su Fuorionda numero 36, il podcast che non è specializzato ma poco importa!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT .

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 16 e 17 dicembre 2018

credit foto: FINA

 

WSC-25m – day 6/I capelli della signora van der Burgh e l’eleganza del sig. Ferry.

di Mauro Romanenghi

il fiore blu - Hangzhou2018 credit FINA

il fiore blu – Hangzhou2018 credit FINA

Ci sono giorni nei quali arriva l’occasione della vita. E allora bisogna saperla cogliere al volo, perché le occasioni passano una sola volta. E così l’idolo di mia moglie, Cameron VDB lascia le competizioni. Va a lavorare come detto da tutti per questa compagnia petrolifera, che lo porta a Londra, dove lui vinse quel titolo olimpico che lo consacrò. E dove si chiude il cerchio dei cinque cerchi.
Appena saputo della notizia del ritiro, la moglie di Cameron van der Burgh ha posto fine all’ostracismo della sua chioma, e come Medusa ha liberato la fluente capigliatura con la quale ha pietrificato più di un uomo ma alla fine ha scelto lui, Cameron. Il risultato lo vedete nelle foto. Strabiliato anche il padre di Leclos, la madre di Chad invece in lacrime. Grandioso finale di una grandiosa carriera. Dopodiché ha vinto il titolo dei 50 rana.

Ultima cartuccia per l’Italia: Paltrinieri. Che torna il Greg che tutti conosciamo. In tribuna unghie mangiate per il gemello diverso, già medaglia qui. Ma in acqua c’è Romanchuk. Sono la seconda e la terza prestazione di sempre al mondo sui 1500. Qualcuno ha avuto anche il coraggio di criticare. Botte di Natale, ragazzi.

Alla fine scatta per Sacchi il voto a Gelly: 3. Inappellabile.

Abbiamo capito che l’impianto di Hangzou si chiama fiore blu. Per fortuna non lo sentiremo più.

Lo sciamano oggi in grandissima forma. Ecco la chiosa migliore: “i nuotatori nuotano nell’acqua e all’acqua assomigliano”. Ineccepibile.

Sciamano che stronca la finale dei 200 rana. Quasi tutte sotto i 2’20”. Va bene, siamo tutte fuori dalla top ten all time ma diamo un po’ di credito a queste ragazze. Avercene.

Ultima stroncatura dello sciamano: “questa è una staffetta buona a riempire le corsie laterali”. La prederemo in prestito. Per decenza non diciamo a chi si riferiva.

USA oggi non fa sconti. Tre staffette e due gare individuali. E nuova scoppola doppia alla Russia. Dressel trova la posizione per la sua bandana e Morozov ritorna il Morozov che conosciamo, sgonfiandosi nelle ultime quattro bracciate dei 100 stile. Trovate una analisi così nella stampa specializzata.

Tuttavia l’impiegato Rylov, che non lo sa, vince i 200 su Murphy. Il sorriso di Murphy sul podio è come quello di Grevers quando perde: gelido. Glielo avrà insegnato in ritiro.

Stampa specializzata che alla fine Mecasacchi cita quando parla di dove trovare notizie quando RAIsport non manda il nuoto. E cioè… su RAIsport, poi su altri siti specializzati, poi sui gruppi Facebook. Ne dice almeno dieci e non cita Acquastampata: noi ne siamo fieri, perché non siamo né un sito né stampa specializzata, così siamo liberi di dire seriamente tutte le stupidaggini che vogliamo.

Diciamola tutta: l’inno sudafricano lo deve avere composto un musicista francamente ubriaco.

Domanda.
Come fa Ferry Weertman ad assistere alle gare in giacca e cravatta? Ma come chi è Ferry Weertman… ma che domande fate?

Alla fine Sacchi lancia la macumba e la squalifica colpisce la staffetta aussie lasciando via libera all’Italia. Io immagino la Di LIddo, dalla tristezza assoluta per una medaglia buttata nei 100 farfalla alla gioia per il suo primo podio mondiale. Con la Panziera, che tutto avrebbe pensato fuorchè trovarlo qui. E questa credo sia la prima medaglia di una mista da 100 dell’Italia in un mondiale, ma potrei sbagliarmi: io non sono un sito specializzato.

Difficile essere Ilaria Bianchi oggi. Batti la tua avversaria italiana favorita per l’argento e sei quarta di pochi centesimi. Non fai la staffetta e le vedi prendere la medaglia. Una di quelle giornate che proprio meglio non starti vicino.

E chiudiamo con Wang… ma come quale Wang? Ma la finalista dei 100 farfalla in 56”80. Anno 2005. Benvenuti nel futuro.

 

WSC-25m – day5/Sette spose per sette fratelli e sparizioni improvvise…sarà colpa di Aliena?

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Credit foto Fogliani

di Mauro Romanenghi

In una giornata amara spesso bisogna trovare anche modo di sorridere. Io l’ho trovato dal mattino sapendo che oggi dopo una dura giornata di allenamenti, dopo le gare di salvamento degli Assoluti di Milano, dopo staffette master squalificate per motivi assurdi da giurie incomprensibili, cronometraggi in tilt e apparecchi fotografici scordati, dopo duecento chilometri macinati mi aspettavano al Posallo di Colico per i pizzoccheri e il brasato di cervo. Mi dispiace per vegani, vegetariani, amanti dei cervi e tutti quanti coloro che sono contro il consumo di carne ma su questo sono irremovibile, il brasato di cervo è un mio diritto. Se avete problemi, ne discutiamo davanti a un ragù di cinghiale. Per Orsi, invece , vanno bene i tortellini.

 

Oggi per l’Italia giornata amara, con due simpatici boschetti, un quinto posto a mezzo secondo dal podio e una mancata qualifica dei due ranisti azzurri bisogna vedere anche i sei dico sei record italiani (e non tre, come dice Mecasacchi). Il doppio della 4×200 azzurra, la mista veloce maschile, la Di Liddo, la Cusinato e la Carraro. Giornata a trazione rosa.
E piangono anche gli USA oggi come ieri solo un misero oro. Poveri USA…e povero anche Trump (cit. Enzo Jannacci).

 

A proposito di 4×200, la stampa specializzata titola il progetto staffette funziona. Partiamo dai complimenti per il doppio record.
Però “progetto staffette” per la 4×200 azzurra mi sembra quantomeno azzardato: la Pellegrini, una fondista che tutto fuorchè duecentista è, una dorsista girata alla bisogna e una Musso in ripresa ma non al top.  Io voglio molto bene a tutti i nostri atleti ma un progetto staffette è un’altra cosa.

La Cusinato non è distantissima dalla medaglia come ho sentito dire: mezzo secondo non è un’eternità ma una bracciata. Ce la farà. Ne siamo sicuri.

Adesso tutti si daranno il merito dell’argento di Orsi: ha pranzato con noi, ha fatto un selfie con noi, ha partecipato al nostro scopone scientifico di Natale, al nostro meeting della Befana.

Continua il sondaggio sugli inni. Ragazzi quello americano non mi piace, quello inglese è tristissimo, salviamo quello russo. Se proprio lo spagnolo non vi va, almeno quello brasiliano. Allegro, ritmato. No eh?

A proposito di Brasile, nonno.zio Santos vince e sfiora il suo mondiale. Tripudio in tribuna.

Col Brasile fanno festa in sette oggi. Sette ori per sette nazioni diverse: Russia, Brasile, USA, Giappone, Cina, Giamaica e Hosszu (naturalizzata ungherese).

Domanda.
A un certo punto, su raisportweb Mecasacchi svanisce dal commento.Dove saranno finiti? Ricompaiono solo per la Carraro e la 4×200 femmine. Allora noi puntiamo il dito sugli alieni. Anzi su Aliena Schmidt, la tedescona della rana. Con un nome così, il mistero è tutto un programma.

Continuano i misteriosi segni sugli atleti cinesi. Stavolta la vittima è la Zhu. Concordo con Mecasacchi io la medicina cinese non la voglio in casa mia.

Daiya Seto: quando la gara dei 400 misti è una lotta con la linea rossa del record del mondo. Che ti scappa via inesorabile ai 375 e vince. Sul podio ci va Daiya Seto, la linea è stata squalificata per virata irregolare frazione dorso.

Allora due cose sulla Di Liddo. La prima complimenti per il suo record dei 100 farfalla. La seconda, i complimenti sono subordinati al fatto che non ci smarronino più sul fatto che è stanca perchè deve marciare. Leclos ha fatto 45”9 nei 100 stile ed è uscito di corsa per prepararsi alla finale dei 50 farfalla dopo dieci minuti. Direi che un religioso silenzio è il miglior giudizio.

Chiudiamo con il record della Carraro. Anche qui punto primo complimenti per il record da 1’04” che la porta in una dimensione notevole. Però sulle virate c’è ancora tanto, tanto, tanto lavoro da fare. Continua a leggere →