YOG2018: Checcion-Burdisso rumble for medals

di Mauro Romanenghi

serietà-sobrietà

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Ragazzi scusate se non ho scritto per un po’. Primo non ho potuto vedere le gare del terzo giorno per impegni personali, e poi lo streaming registrato non l’ho trovato. Ahi ahi anche negli YOG abbiamo delle mancanze eh? Così salviamo i report dei vari siti specialistici che ogni tanto vanno in fallo. Sarà l’ora tarda che induce nell’errore.

Battaglia di medaglie in questa Juniolimpiade fra Checcion e Burdisso (non sono ancora riuscito bene a capire come pronunciano il suo cognome… prometto di fare più attenzione nei prossimi giorni).

Dobbiamo però dire che Burdisso nonostante come avevo preventivato non fosse così vicino a Milak e Minakov, ha fatto un bel tempo, uno dei suoi migliori. Se lo mettiamo poi di fianco al russo (PB in 51” basso) e all’ungherese, beh tanta roba.

L’apnea di Burdisso paga metri a quella degli altri atleti. Basta vedere la semifinale con Minakov. La parte nuotata non ha nulla da invidiare a nessuno, of course. Ci lavoreremo su.

Medaglia di giornata a sorpresa per l’Italia nella staffetta 4×100 stile. Un po’ inventata, con un delfinista veloce ottimo nei 200 stile, un dorsista da 48” nei 100 stile (morticcio vero la fine della frazione) e due quattrocentisti (e anche qualcosina di più per uno Johannes Calloni). Il bronzo ci sta tutto, meglio prendere che lasciare. A onor del vero con poca concorrenza, otto staffette in tutto. Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è.

Torno indietro di un paio di giorni. Il vincitore dei 100 rana maschili è un certo Sun. Potrebbe essere un parente, ma poi leggo che è uno dei 20 cognomi più diffusi in Cina. Ciò significa che in Cina probabilmente ci sono 20 milioni di Sun. Forse non sono parenti.

Ma Checcion dove doveva scappare dopo aver vinto i 50 stile? Che fretta aveva di uscire? Abbiamo diverse ipotesi tutte poco plausibili.
Fretta di andare a sciogliersi
Impellente bisogno fisiologico
Timidezza di farsi inquadrare dopo la vittoria
Totale disinteresse della prestazione
Sul podio era felice come se gli avessero appena dimezzato la paghetta settimanale.

La scenetta si ripete nei 50 dorso. A questo punto siamo curiosi.
Intanto la disfida con Burdisso, infinita, stavolta vede in vantaggio il veneto per 5 a 2. Questo giro la vediamo dura per il lombardo.

E’ ufficiale che gli inglesi non sanno pronunciare la C dura. E così Anna Pirovano viene da Leccio. E ci prova anche nei 100 rana, come Mona Mc Sharry, a passare forte. Sia a Anna sia alla McSharry mancano però venti metri: gli ultimi.

La tecnica Efimova devono averla studiata in Russia. La Makarova vince i 100 rana con un parziale da 33”0-34”9. Speriamo impari solo i parziali e non altre cose.

E niente non lo smuove neanche il primato italiano Juniores e Cadetti dei 50 farfalla in semifinale (nonostante un arrivo così così). Mancano pochi decimi al primato italiano di Codia tra l’altro. Dietro si lascia calibri come Minakov, Milak, Markov. In finale anche Burdisso. E’ ufficiale che la commentatrice è la sua prima tifosa: quando c’è lui i suoi decibel aumentano di almeno 10 punti.

I due velocisti russi Minakov e Markov sono veramente grossi. Ma Markov se lo vedi vicino a Minakov è il doppio. Non vorrei mai averlo vicino.

Mancava solo un record mondiale Junior a nobilitare questa manifestazione. Ne arrivano due. Uno è il 24”40 con cui Kolesnikov vince i 50 dorso. Perchè lo sia resta un mistero visto che a Glasgow ha fatto il record del mondo assoluto in 24”00.

Il secondo lo fa la mista maschile della Russia, unica squadra completa in ogni reparto. Se lo prende a scapito dell’Italia. Per 7 centesimi. Amen.

Con una staffetta creativa l’Italia fa 3’45” nella mista. Ceccon mette un 1’03” e spicci, cioè 1’04” a rana. Tempo onesto ma la tecnica è da sistemare. La dimostrazione che manca ancora più di qualcosa per essere un discreto mistista. A parte quello che dicono i siti specializzati, i paragoni con Phelps lasciamoli stare al momento che è meglio. Poi si vedrà.

YOG2018: Chieccion or Ceccon?

di Mauro Romanenghi

appunti YOG2018 - Mauro Romanenghi

appunti YOG2018 – Mauro Romanenghi

I Giochi Olimpici giovanili iniziano una nuova stagione o finiscono quella vecchia???

E’ un po’ un quesito tipo “è meglio essere ricchi e felici o poveri e malati?”.
Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza, e facciamo alcune considerazioni.

Fantastica l’idea di fare nove canali dedicati. Ce n’è per tutti, potete vedere anche il futsala femminile, il pattinaggio velocità, e dei fantastici giovini sfidarsi sul campetto di basket 3X3 a breakdance (che in realtà viene chiamata dal CONI danza sportiva). Che non è una dimostrazione, è proprio una gara. Con tanto di medaglia olimpica giovanile. L’Italia ha pure i suoi rappresentanti, che sono Bad Mattia e Lexy (nomi di battaglia, a voi la scoperta dei loro nomi). Io sono vecchia scuola per cui la royal rumble della break non mi entusiasma. Ma sicuramente la breakdance, lo skateboard e il tappeto elastico sono il futuro. Tuttavia se le biglie da spiaggia arriveranno tornerò all’attività agonistica. (Mauro e Katinka, nota di mia moglie.. )

La delegazione italiana è di una ottantina di ragazzi. Ottantaquattro, per essere precisi.
Li potete trovare qui
https://www.coni.it/it/news/primo-piano/15355-davide-di-veroli-portabandiera,-84-azzurri-ai-giochi-olimpici-giovanili.html

Seppur la più numerosa di sempre, la squadra italiana di nuoto subisce il contingentamento deciso dal CIO. Che prevede, ad esempio, che per ogni sesso si possa iscrivere una sola squadra negli sport. L’Italia sceglie… la pallamano sulla spiaggia. Come darle torto, anche io sceglierei la spiaggia argentina a una sala chiusa! Ma allora, mi chiedo, il basket 3X3 maschile non è uno sport di squadra?

Sempre per il contingentamento (una parolona che significa riduzione del numero di atleti eleggibili per nazione e in generale) l’Italia ha dovuto rinunciare ad alcuni atleti nel nuoto, riducendo da otto a cinque il numero totale. Scelta non obbligata, visto che altre nazioni hanno portato gli otto atleti necessari per schierare le sei staffette, due per sesso più le due miste: vedi USA, Russia, Australia. Ma condivisa anche da altre vista la esigua partecipazione alle gare di squadra. Più spazio giustamente per tutti gli altri sport, ma un vero peccato per le staffette appunto. Amen, passiamo al nuoto nuotato.

Proprio non ce la fanno i cronisti dello streaming a pronunciare giusto Ceccon. Ci tenta un pomeriggio il rappresentante maschile, ma poiché la ragazza continua imperterrita a pronunciare Checcion lui si adegua. E quindi per noi sarà sempre Thomas Checcion, d’ora in poi. Almeno a Buenos Aires.

Dopo aver conquistato anche sul sito federale il proprio cognome corretto, De Tullio Marco dalla Puglia con furore conquista anche l’argento nei 400 stile libero, gara di apertura. Nel mio confronto con l’esimio Marco Agosti davanti al quale mi levo il cappello il mio dubbio era: la stagione è oramai iniziata, sarà record juniores o oramai è un Cadetto. Marco Agosti è tranchant: Cadetto. E tutti, anche i siti specializzati, si adeguano chinando il capo contriti. Attenzione al prof. Marco Agosti.

Ottima la gara di Marco: si deve inchinare solo allo sprint di Milak, che non sarà quattrocentista ma uno che è ungherese tu non lo devi mai sottovalutare. Difatti per buona creanza vince anche i 200.

Sarà la sbornia della medaglia, fatto sta che nei 200 stile nessuno dei due azzurri entra in finale. Un buon 1’51” per Marco, un terribile 1’55” per Burdisso. Forse la batteria dei 100 farfalla era troppo vicina?
Mah, a questi Giochi si va anche per imparare, dice mia moglie dall’altra stanza mentre riordina le magliette. E io annuisco.

Tempi di rilievo assoluto o record mondiali juniores ancora non si sono visti. Poi a ottobre è anche difficile, ci sono state mille manifestazioni. Ma stupisce che personaggi come Kolesnikov e Milak non abbiano voluto mancare. E mica per una passerella. Milak risulta iscritto a nove gare. D’altronde è ungherese, non ve lo avevo ancora detto?

Checcion entusiasma i commentatori, che si sorprendono prima del suo tempo dei 100 dorso (per nulla male, record italiano juniores questo sì e un ritorno da 27”0 che insomma non è mica pizza e fichi), poi lo danno sorprendentemente sul podio dei 200 misti. Visto che aveva un tempo di entrata di 2’00” e spicci, non è tanto sorprendente.

Invece rivedibile la sua rana, la peggiore del lotto, ma ancora peggio lo stile libero del vincitore norvegese. Si può solo migliorare.

Guardo la gara dei 100 dorso femminili e naturalmente tenendo fede al suo nome vince Daria Vaskina (anche se qui siamo in vasca lunga).

Molto interessante guardare le apnee. La migliore è quella della americana White. Come sempre, anche quando non vincono, gli statunitensi ci insegnano che per farlo bisogna avere qualcosa più degli altri.

Burdisso in finale con il secondo tempo, si favoleggia già di battere Milak. Che avrà passeggiato. Vedremo nei prossimi giorni chi avrà avuto ragione.

Incredibile la gara dei 100 rana. Il sudafricano favorito stampa un passaggio da 27”4, come ieri: e poi affoga in 34”.
Direte che ha esagerato, invece è passato esattamente come in semifinale dove ha fatto 1’00”2.

Io direi…”paura eh”? Mia moglie direbbe: “I Giochi servono anche a questo”. Coraggio Houlie, andrà meglio la prossima volta.

FuoriOnda 31 – WPS Europei di Nuoto Paralimpico

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani. Oggi nelle interviste si impegna Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse , che pensa di essere in libera uscita). In redazione come sempre Marco Agosti e Fabrizio Fogliani.

Ospiti Federica Fornasiero, tecnico federale FINP e Riccardo Vernole, CT della nazionale di nuoto paralimpica

Grandi ospiti (come sempre) ai nostri microfoni. Non c’è Cristiano Ronaldo, no. Ci sono il CT della nazionale di nuoto paralimpico Riccardo Vernole e Federica Fornasiero, uno dei tecnici federali per l’occasione in prestito a RAISport.
Se non avete capito chi sono gli S13, S5, SB4, se volete sapere come sono stati selezionati tutti i campioni che avete visto, come si sono allenati, come è stata la trasferta a Dublino, insomma tutti i retroscena delle grandi imprese azzurre ascoltate le loro interviste.
Tutto su Fuorionda, il podcast sul nuoto italiano e non solo che dopo questa ultima chiacchierata va in vacanza. Ma solo per poco: torniamo subito!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.com
Puntata registrata il 22, 23 e 24 agosto 2018

credit foto: Augusto Bizzi

Euro Lifesaving Youth – facce di bronzo e una più di Bertoldo!

di Mauro Romanenghi

NazionaleJuniorNuotoSalvamento_DanieleBearzotti

Nazionale Junior Nuoto Salvamento – Daniele Bearzotti

E insomma anche questo giro lasciamo il titolo di Campioni d’Europa e dovremo andarcelo a prendere un altro anno. Alla fine infatti l’Italia junior è terza nella classifica overall per nazioni.

Intanto complimenti a tutti i ragazzi per il loro impegno, la dedizione, il fatto di essersi allenati tutta l’estate e soprattutto, per due di loro, per il fatto che non avranno neanche il tempo di riposarsi e partiranno per l’Australia. Unica consolazione, anziché brutto e freddo troveranno il sole e il caldo (speriamo).

Partiamo però con le note positive, e mi metto in modalità di serio commentatore.

Abbiamo dei grossi talenti, molto giovani e tutti ancora da scoprire. Ne citerò tre, senza nulla togliere agli altri che conosco e seguo da tempo e continuerò a seguire con piacere.

Credo che un record del mondo assoluto durante una manifestazione giovanile non si fosse mai visto. Lucrezia Fabretti, il cui talento è indiscusso, ha messo in campo al mattino una gara perfetta, anche se lo streaming e i video non rendono giustizia alla sua prestazione. Il trasporto delfinato ha pagato, alla fine, per lei che delfinista lo è. Quasi un secondo e mezzo di miglioramento per arrivare al 50”78, che demolisce il precedente primato. Non so se ci capiamo ma poco più di dieci anni fa si andava a podio nei maschi con questo tempo ai mondiali.

Francesca Pasquino, otto medaglie di cui cinque d’oro, schierata in quasi tutte le staffette, il futuro del superlife nostrano. Valida anche in mare come dimostra il bronzo dell’Ocean donne, prima medaglia in questa gara a mia memoria. Unico podio raggiunto con gli attrezzi nelle gare oceaniche.
Il tempo a super non rende giustizia, ma qui spesso la vittoria è quello che conta.

Andrea Vivalda, acerbo ragazzo del 2001 ma già in grado di fare 46” a pinne. Qui vince le gare del torpedo e di pinne, appunto, con grande superiorità. E conquista un bronzo a bandierine. Insomma, che altro dire???

Gare in piscina vinte per l’ennesima volta. Ma con distacco contenuto. Settanta punti su Spagna e Germania, direte voi, sono tanti. Vedremo che non è così.

Staffette di livello altissimo. Questi ragazzi potrebbero competere per una medaglia Senior senza sfigurare contro nessuna società italiana assoluta. Un tempo di 1’41” nella mista donne la dice tutta. Ma anche i tempi delle staffette trasporto sono assolutamente competitivi, difatti rappresentano il nuovo primato italiano di nazionale per la categoria.

Ho visto anche tante finali nelle gare oceaniche. Quattro medaglie conquistate, anche se due nelle gare nuotate. C’è quindi un grosso miglioramento. Significa che l’Europa è, a livello giovanile, più vicina. Ma ancora lontana.

E adesso, torno in modalità lifesaver (poco) misterioso e vi beccate i soliti giudizi tranchant. Chi vuole può leggere, chi non vuole può continuare a leggere i report federali, dove devo ancora capire chi sia il Mattia componente della staffetta trasporto maschile oro a questi campionati.

Come sia possibile non preparare una pagina di risultati su un sito di una manifestazione internazionale è veramente incomprensibile. Dopo due giorni, ancora nessuna notizia, bisognava cercare nelle foto della pagina Facebook (come se in Italia dessero i risultati delle gare su WhatsApp). Al termine della manifestazione, risultati ancora incompleti: non parliamo dei nomi degli staffettisti. E delle classifiche per nazioni, neanche l’ombra. Bocciati.

Programma delle gare sul sito FIN, alla voce partecipanti. Gare di staffetta, in generale suonava così.
Staffetta tavola f: Italia
Staffetta tavola m: Italia
Ma va?

Il fattore K colpisce anche in Irlanda. Giulia Calistri diventa Kallistri. E viene subito squalificata a torpedo, alla seconda gara in programma. Fantastico. Per fortuna questo giro Giulia è più forte delle sua proverbiale sfortuna e nessun macigno le cade sui piedi né trova manichini storti. Hanno anche chiamato un lepricano irlandese ma non se l’è sentita di infierire. Brava Giulia.

Proprio con i nomi degli allievi di Bachetti gli irlandesi non ci azzeccano: Mattei diventa Mattie. Mai come il nostro sito, però.

Le gare in streaming sono una diretta Facebook. Il primo giorno, da un angolo della piscina. Immaginatevi cosa si vede dal lato opposto. Poi si mettono dietro i blocchi. La situazione migliora fino a quando la telecamera non viene data in mano a qualcuno che probabilmente ha bevuto una Guinness di troppo. Potete immaginare il risultato.

Una più di Bertoldo: questa la descrizione delle disavventure delle staffette maschili.
Tre squalifiche su sei gare. Prima un frazionista (si dice il peccato non il peccatore) esce dalle piastre anziché lateralmente nella staffetta mista. Poi agganciano il torpedo dopo la boa nella staffetta torpedo in mare. Poi si sbaglia la boa nella staffetta tavola. Calcolando che il terzo posto è sfuggito di 38 punti e una è un primo posto…Sob!

 

Ma io dico se avete il drone perchè non fare la diretta streaming delle finali in mare?
O almeno mettere i video. Saranno cinque minuti. NCS: non ci siamo.

La Gran Bretagna è arrivata a 88 punti dall’Italia. In piscina era a 300 punti di distacco. Questa è la nostra differenza in mare dove loro fanno circa 500 punti. L’Irlanda, quinta assoluta, ne fa circa 430. Il problema non sono queste due nazioni, che come detto hanno un grosso distacco dopo la piscina. Sono Germania e Spagna: che hanno fatto 380 punti e 400 punti. L’Italia, 270, meno anche del Belgio. Vero che ci sono state squalifiche pesanti, che avrebbero portato gli azzurrini quasi al primo posto. Vero che le hanno avute pure gli altri.

Parliamoci chiaro: Italia del SERC penultima e nel lancio della corda non qualificata in nessuna finale. Queste tre gare valgono sessanta (60, sei-zero) punti. Se arrivi in finale A prendi almeno 10 punti. Non è così difficile. Calcoliamo che la gara maschile vedeva al via in finale A cinque squadre. A voi le considerazioni del caso.

Ogni tanto mi soffermavo a vedere i risultati delle gare in piscina oltre il podio. Di sicuro alcune squadre sono molto più preparate per il mare, per cui la piscina è per loro onor di firma. Ma alcuni tempi, diciamolo, sono a livello categoria Ragazzi…e neanche troppo forti.

Insomma, siamo a un Campionato Europeo, dopotutto. Alla prossima!

Europei WPS – 74 medaglie

di Laura Vergani

nazionale_finale

Nazionale FINP medagliata – Augusto Bizzi

74 medaglie sono ben più di un “sintomo” di buona salute del movimento..
Sono la dimostrazione inconfutabile che il lavoro di reclutamento serio di tutta la FINP, la preparazione continua dei tecnici, la tenacia degli atleti, la disponibilità delle famiglie, gli investimenti mediatici di RaiSport insomma che il lavoro di squadra permette di raggiungere risultati molto più alti di quelli raggiungibili dalle singole persone.

Grazie di !

 

Europei WPS – Che spettacolo!!

di Mauro Romanenghi

LA NAZIONALE FINP/ Augusto Bizzi-CIP

Dublino, 13/19 agosto 2018 Campionati Europei WPS Dublino2018 DELEGAZIONE Foto Augusto Bizzi

Parafrasando Lorenzo Roata, speaker del basket in carrozzina: amici del nuoto paralimpico!!! Non c’è codice, non c’è categoria, c’è solo competizione!!!

Insomma mia moglie mi fa: “guarda che ci sono gli Europei dei ragazzi!!!”
“Ho capito!”
“Le finali sono alle 19”
“Ho capito”
Alle 19 sono davanti allo streaming. Youtube o Raisport?
Ci sono Mecarozzi e Fornasiero, scelgo Raisport: diamogli fiducia, ci ha messo il cuore.

Il duo Mecasacchi si scinde e avviene l’agganciamento con Federica Fornasiero. Un po’ come Miva e il suo Big shooter per Jeeg, Venus per Mazinga, o se preferite il Geiking e la sua girandola magnetica, Federica accompagna Tommaso nei suoi voli pindarici. La mancanza dello sciamano un po’ si nota, ma qui bisogna stare terra terra perchè le gare si susseguono una via l’altra. Il risultato se ci fosse l’Impero delle Tenebre sarebbe disastroso, per fortuna sono solo gare di nuoto e se la cavano alla grande!!!

Ogni tanto a Tommaso sfugge la nazionalità dei nuotatori. C’è sempre Federica a correggere il tiro. Devo dire che essendo il 70% dei favoriti ucraini l’errore non è molto frequente.

Pensavo che la mascotte Bonnie di Glasgow, che fa mostra di sé col suo sorriso meccanico davanti al mio letto, avesse raggiunto il culmine della bruttezza. Invece no, arriva il pupazzetto asessuato e innominato a forma di quadrifoglio (?) irlandese. Poi si è scoperto che si chiama Patrizia. Per fortuna non c’è a grandezza naturale…ce lo vedete un megaquadrifoglio in tribuna?

Federica sempre sull’orlo dell’emozione. Tranne una giornata dove la voce scompare. Mecarozzi la recupera subito: “E’ colpa di mio padre”, dice lei.
Mecarozzi: “Tu devi ascoltare me”!
Neanche Sandra e Raimondo andavano così d’accordo.

Fornasiero: “L’Ucraina ha dichiarato di volere almeno 106 medaglie”
Mecarozzi: “Un po’ pretenziosi eh”
Ucraina 33-44-29: 106 medaglie precise (con squalifica dell’oro nella staffetta finale, sennò sarebbero state 107.. ahi ahi).
“Mai parlare troppo presto, se non si è ucraini” dice un vecchio detto locale.

La coppia d’oro della New Team era Holly Hutton e Tom Baker. Fantin e Bocciardo sono quasi uguali. Quasi. Gli manca solo la catapulta infernale, anche se quella la facevano i gemelli Derrick.

I tifosi sugli spalti sono tanti e impazziscono. I migliori, come sempre, sono i tifosi (e le tifose) olandesi. Mi sono molto mancate agli Europei di Glasgow le loro sfilate sulle tribune.

Certo anche le atlete italiane non sfigurano al cospetto delle tifose olandesi. Ma siccome bisogna parlare di sport e mia moglie poi mi controlla per par condicio non dico altro. Altro che Sandra e Raimondo.

Tifo irlandese alle stelle e viene giù lo stadio per la medaglia della Keane nei 200 misti. Che poi ci prende gusto e vince i 100 rana. Cappelli da leprecauno che volano, non come la mia sedia a Budapest ma quasi.

Qui lo dico e qui lo nego ma i classificatori come possono pareggiare persone che hanno solo due gambe con persone che hanno solo due braccia? Ma hanno mai provato a fare 200 metri di gambe e 200 di braccia??? Mah…

Vedere i 50 metri delfino a sole gambe in 35”00: fatto. Con arrivo di testa. Chapeau.

Notizia da Bibbione. Il parroco di Fantin, tale don Andrea, suona le campane a ogni vittoria di Antonio. Un po’ come per la Ferrari. Per fortuna che quest’anno siamo a Dublino, altrimenti ce li vedi i parrocchiani a svegliarsi alle 4 di notte per le campane di don Andrea alle possibili vittorie di Tokyo?

La migliore delle azzurre Alessia Scortechini. La romana (impossibile sbagliarsi) inquadrata sullo sfondo in lacrime dopo la finale dei 100 farfalla, dopo due minuti netti si presenta con sorriso smagliante. Immagino i nostri atleti normodotati dopo aver perso la finale da favoriti numeri uno e primatisti europei. Dramma superato brillantemente. “Eh io so’ così”. Impossibile sbagliarsi.

Carlotta Gilli. Il suo record più importante, certificato dal Guinness Book of Record, non sono i 100 farfalla, dorso o stile né i 200 misti, o tantomeno i 5 ori mondiali.
Il Guinness infatti ha decretato che è l’unica capace di fare un discorso sensato in tre minuti con 1433 parole senza sbagliare i congiuntivi e i condizionali e impedendo a chiunque di interromperla.

Alessia Scortechini è anche l’unica in grado di far ridere Stefano Raimondi, che mi sembra il clone di Gustav Thoeni. Stessa pronuncia, stessa espressione (nessuna), stesso tono di voce. Probabilmente il suo piatto preferito sono i rigathoeni.

Il Principe (che non è Totti ma al secolo Federico Morlacchi) ammette candidamente di trovare il nemico in casa. Barlaam, compagno di allenamenti, non è proprio uguale a lui eh… il confronto non so se avete presente è come Miressi con la Polieri. Auguri.

Cecilia Camellini è molto amata dalle altre atlete. Nel suo ultimo podio le ragazze al suo fianco la hanno abbracciata per salutarla…un’avversaria in meno???

Sempre Alessia Scortechini protagonista. Si lamenta che lei fa il tifo in zona mista e gli altri vincono. E per lei non c’è nessuno e non vince. Giusta osservazione. Ci provano coi 100 stile ma è tardi. E Alè la prossima volta famme venì che ce vengo io in zona mista!

In tema di scaramanzia, il “cavaliere” Boni afferma con certezza che la tuta della Fornasiero porta bene. Su EBay vale già 1500 euro.

E facce un 25”00 Simone. Detto, fatto. Simone Barlaam.

Parliamo un po’ della giuria.
Punto primo. Io non so nulla di classificazioni. Posso capire che si abbiano tutti gli atleti alla manifestazione, ma dirlo o farlo prima delle gare una classificazione generale non guasterebbe, di certo meglio che a gare in corso.
Punto secondo: il cronometraggio. Il riepilogo delle batterie, i qualificati, mettere la nazionalità di chi parte, non sarebbe male. Ci viene in soccorso in parte il sito www.paralympic.org. Grazie.
Tralascio il siparietto sulla staffetta italiana che vince e fa il record europeo con un tempo messo a caso.
Ribadisco, guai a chi si lamenta ancora dei problemi tecnici alle gare regionali.

Enormi i ringraziamenti per i cuochi portati dall’Italia. Ma si mangia veramente così male a Dublino?

Dai cibi alle bevande. La bevanda energetica dei campionati la assaggia solo Mecarozzi. La Fornasiero che è una donna ed è più furba non ci prova neanche. Ci informeremo sulla composizione. Si sa siamo in Irlanda, terra di folletti e streghe.

Bandiere virtuali sugli schermi durante l’inno nazionale. Certo che quattro soldi per l’alzabandiera potevano anche metterli eh!

Classifica degli inni più tristi.
Primo senza rivali l’inno ucraino. L’inno svizzero è secondo. Terzo, ma staccatissimo, l’inno bielorusso. Mia moglie non è d’accordo, sono opinioni. Lei al secondo posto mette il greco..

Il nuoto è la mia vita, l’acqua è la vita di tutti.
Grazie, Salvatore Urso.

FuoriOnda 30 – speciale Categoria 2018

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani, amabilmente coadiuvata da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Corrado Sorrentino di Swimming Channel, intrusione in zona Cesarini di Daniele Belluzzo tecnico della Larus Nuoto e conduttore di Nuotocaffè.

Torniamo alla squadra completa: Mauro Romanenghi, in forma olimpica come i nostri ragazzi, e Fabrizio Fogliani, pronto alle sue intrusioni a gamba tesa. E tornano Corrado Sorrentino e Daniele Belluzzo, che ci aiutano ad analizzare e sviscerare i temi di questi campionati. Opinioni diverse, ma tutte condivisibili. E voi, che ne pensate? Ascoltate la trasmissione di Fuorionda sui Categoria estivi, perchè noi non ci fermiamo mai!!! Neanche a Ferragosto (beh, un pochino sì).

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 14 agosto 2018

credit foto: Alessandro Bacchi

FuoriOnda 29 – EC2018 Glasgow con Paolo Barelli

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Paolo Barelli, presidente FIN e LEN.

Si conclude il campionato europeo dei nostri podcast. Con il consuntivo del nostro presidente federale e presidente LEN Paolo Barelli. Partiamo dal bilancio del nuoto, per spostarci poi sulla vetrina degli sport in generale aiutata da questi Campionati. E speriamo che tutto questo aiuti a sviluppare anche lo sport in Italia.
Tutto questo solo su Fuorionda, il podcast che vi racconta tutto il nuoto da un altro punto di vista.

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata l’ 11 agosto 2018 a Loch Lomond

credit foto: FIN

Categoria2018 – 2: Tempi e classifiche confermati! E ora…

di Mauro Romanenghi

Ed ora? Vacanza!! photo by: Alessandro Bacchi

Ed ora? Vacanza!! photo by: Alessandro Bacchi

Sprinter di razza o… Razzetti? Questo il dilemma? Troviamo nella penultima giornata di questi Campionati l’erede di Rosolino, Boggiatto, Turrini (tutti con le dovute proporzioni), il quarto posto alltime in 1’59”72 e una nuova speranza.

Ma ci sono anche sprinter… sprinter. Uno su tutti, Miressi. Che viene qui non solo a firmare autografi ma a sparare a un bel 47”92: 23”2 e 24”7, mica pizza e fichi.

Altro sprint: chi se lo aspetta Ceccon a 48”? Insomma, dopo i 50 farfalla ci ha preso gusto il ragazzo e così lo fa, 48”87. Insomma se ci riesce il ragazzo russo dalla collana di ghiaccio perchè non io? Mica male anche Vergani, 49”4, niente di che ma se ci crede…

Visto che siamo in tema di sprint, un passettino in più per Ruberti e Spaziani. Niente di eccezionale: ma come diciamo noi..piutost che nient, eccetera.

Molti gli atleti della nazionale che hanno deciso di posticipare le vacanze e venire a Roma a far vedere che ci sono. Tra loro Ilaria Bianchi, che 6 anni dopo Londra si migliora ancora. Tanti record assoluti inceppano la perfetta macchina Luca “Terminator” Rasi che non potendo recitare la solita formula ”tempi e classifiche confermati” incespica annunciando il “record  italiano assoluto dei 100 farfalla Senior”. Vai Luca, confermato. E ora la prossima finale in programma.

Tra l’altro, parlando di atleti della nazionale, vi lascio questo link di critiche sulla Quadarella e la sua divisa. In Italia siamo specialisti nello smontare i nostri campioni. Non entro neanche nel merito della questione, ma non è colpa dei nostri ragazzi se uno dei pochi modi che hanno di fare sport ad alto livello è questo. E di dare lustro a chi in quei corpi ci lavora e sì, lo sappiamo, rischia la vita.
https://www.facebook.com/matteo.montorsi.77/posts/10217086081689658

E visto che siamo in vena polemica tralascio anche il commento sulle dichiarazioni del DT della nazionale di atletica (vedi qui: http://news.superscommesse.it/atletica/2018/08/europei-atletica-2018-le-dichiarazioni-del-d-t-locatelli-362872/

e lo invito ad ascoltare il nostro podcast con Donati

https://www.spreaker.com/user/acquastampata/f-o15-sandro-donati-prima-parte

https://www.spreaker.com/user/acquastampata/f-o16-sandro-donati-seconda-parte

Luca “Terminator” Rasi continua poi imperterrito la sua progressione. Nei 200 rana Senior vince la Mendolicchio, una ragazza che dal 24esimo posto delle classifiche con un 50 finale da campionessa europea conquista il successo probabilmente più importante della sua carriera. Niente, nessuna emozione. Luca Rasi imperturbabile: prossima finale in programma. Ma noi ti vogliamo bene Manuela, tutto è possibile, The Moment.

Sempre parlando di rana, nei 200 il vuoto cosmico. Senza Pizzini nei maschi non c’è nulla sotto il 2’10”, e nelle femmine senza se e senza ma. Dispiace, aspettiamo un contatto.

Proseguendo con i 200 rana, continua la mia personalissima conta dei miglioramenti rispetto agli Eurojunior: Memo, 2’26”23, miglior tempo della manifestazione, -2 rispetto alla rassegna continentale.

Biasibetti entra nel club grazie ai 100 farfalla, secondo titolo per lei e meglio che a Helsinki, per i posteri.

Situazione 200 stile donne. Nel deserto dei tartari esce la Caponi. Personal best, 1’58”79 e nona all-time. Un lampo nel deserto non fa crescere i fior.

Lo so che sono un guastafeste ma se guardate la classifica Junior internazionale dei 200 stile abbiamo per somma di tempi delle prime, circa 8’06”. La staffetta 4×200 a Helsinki ha fatto 8’16” (come la Quadarella da sola). Vi voglio bene lo stesso.

Nell’euroclub al settimo posto entra la Cocconcelli, 2’15”27 qui, podio a Helsinki. Personale e Circi, argento europeo, battuta. C’è ancora un anno, per provarci!

Il duello  Burdisso Ceccon continua: prima si va 2-1 con un 200 farfalla in cui si esagera a 54” di passaggio, poi con il 2-2 firmato 100 stile. Il lombardo non ci sta e rischia coi 200 misti, ma il veneto non c’è: 3-2. Alla fine sigillo coi 100 farfalla e un bel dolce coi 200 stile. Proprio come dice un mio amico: instancabile. La Gran Bretagna gli ha fatto un gran bene.

Chiudiamo con una considerazione, prima di riporre il mio personalissimo taccuino. Duecento stile, ultima gara di stagione: con Megli che tenta di fare il record italiano abbiamo tre atleti a 1’48”. Burdisso è fra questi. Ne aspettiamo altri. E aspettiamo tante tante ragazze che abbiano voglia di farli. La fatica è tanta ma la gloria c’è.

Alla prossima, e Gianluca… Maglia, di bene in Megli! Tanti auguri agli sposi!

FuoriOnda 27 – EC2018 Glasgow con Massimo Giuliani

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Massimo Giuliani, CT della nazionale di nuoto di fondo.

Prosegue la trasferta di Laura Vergani ai Campionati Europei. Siamo verso la fine, e quindi ci spostiamo al lago. Dove si svolgono le gare di fondo, e dove abbiamo il piacere di ritrovare Massimo Giuliani, stavolta di persona. Con lui come al solito analizziamo un po’ tutto: sia le novità riguardo la nuova muta, sia la location della gara, sia la tecnica dei passaggi di boa sia la nuotata. Insomma una chiacchierata con “IL nuoto di fondo”. In attesa delle ultime gare, visto che eravamo solo a metà percorso.
Tutto questo solo su Fuorionda, il podcast dal kilt d’oro anche se un po’ freddino oggi!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 10 agosto 2018 a Glasgow.

credit foto: Laura Vergani