Assoluti 2019 – Shampoo, interviste e lauree

di Mauro Romanenghi

Condorelli-Holmes/Darkpool

Condorelli-Holmes/Darkpool

Oggi parliamo di lavaggi. Come tutti sappiamo, l’igiene riveste un’importanza fondamentale. Bisogna lavarsi i denti prima di andare a dormire, dopo ogni pasto, e poi lavarsi il viso al mattino per cominciare bene la giornata. Per un nuotatore, lavarsi è fondamentale. I nuotatori vivono nel cloro, che fa male alla pelle. E poi si sa rovina i capelli delle ragazze, che insomma giustamente ci tengono alle loro chiome che devono sfolgorare per attirare gli ingenui maschietti nelle loro mani. Parliamo quindi di shampoo, che riveste un’importanza critica per il crine in generale ma quello femminile in particolare. Persino la divina Pellegrini ha fatto la pubblicità a una nota marca di shampoo, ma non è questo dove voglio arrivare.

E’ infatti assodato che una bella lavata di capo, oltre a far assurgere una capigliatura a un aspetto considerevole, può servire anche come aspetto educativo. Soprattutto se il detergente ha la marca toscana di Stefano Morini, il quale oggi ha espresso tutte le sue capacità di lavaggio con la sua pupilla Cusi, al secolo Ilaria. Lavaggio con balsamo ben evidenziato da Sacchi, che seppur non più aduso all’utilizzo del detergente per il cuoio capelluto ben sa riconoscere l’uso figurato dell’espressione “lavata di capo”.
Non vogliamo certo stare qua a sottilizzare sui motivi, vuoi per una gara magari non perfetta, vuoi perché la Cusi, forse per sconforto forse per incuria non si è fermata in zona mista, però insomma lo shampoo è corso a bottiglie in questo frangente, e non era il Baby shampoo senza lacrime.
Qualcuno mi ha fatto notare che insomma, fermarsi in zona mista per le interviste bisogna saperlo fare sia che le cose vadano bene sia che qualcosa non giri per il verso giusto.
Ma siccome sono giovani un pochino li perdoniamo. E comunque anche i capelli del talentuoso Ceccon sembra che questa mattina abbiano avuto bisogno di uno shampoo copioso. Non oso immaginare cosa lo abbia aspettato dopo la squalifica della 4×100 mista, autrice del record italiano assoluto.
Comunque meglio insegnare subito ai ragazzi il valore dell’igiene, così tiriamo su delle persone ben educate e rispettose. Anche i miei nipotini non vogliono mai fare la doccia, ma poi puzzano.

Detto ciò, parliamo di cento stile. Al mattino evento più unico che raro: quattro vincitori di batteria a 49”02. Ricordo a tal proposito una pole position a tre in Formula uno tanti anni fa all’ultima gara della stagione.Mi pare fosse una Ferrari e due McLaren. Qua si parla di califfi della velocità, come recita il buon Mecasacchi. Miressi, Vendrame, Condorelli, Dotto. Con Frigo subito dietro a 49”11. Premesse per un cento a tutta forza. Infatti abbiamo visto la più bella gara dei cento in Italia da anni.
Ora sperando che ciò porti a grandi risultati, parliamo di SYC. Santo Yukio Condorelli, il pio uomo dai torroncini più buoni del Canada. Un mio vecchio amico, Darkpool, le cui gesta hanno infiammato le scorse stagioni le platee di noti siti di stampa specializzata, mi fa notare la sua somiglianza con un personaggio di una certa fama, portato alla ribalta anche da Elio e le storie tese. La capigliatura e il baffo, che come sapete va di moda fra i nazionali di oggi, richiedono di certo molta cura. Ci faremo promotori della conoscenza dei prodotti da lui utilizzati per mantenere i suoi crini così morbidi.
Nel frattempo, ammiriamo il suo tempo nei 100 e il suo passaggio un filo azzardato in 22”49 ai piedi, sperando sia il preludio a un suo ritorno a immensi livelli. Nel qual caso si tenga pure i capelli come vuole.

Infine parliamo di scuola e sport. Sappiamo tutti che in Italia è dura conciliare le due cose. Tanto che chi ci riesce viene visto come una specie di mostro, uno studioso superintelligente dal corpo di Superman che può qualsiasi cosa. Infatti uno di loro è Restivo, che sicuramente è molto intelligente ma non ha di sicuro il corpo di Superman: Sacchi lo ha definito il classico fisico da ragioniere. Non avendo niente contro i ragionieri, oggi festeggiamo la laurea in Economia di Luisa Trombetti. Ce la hanno smaronata per due giorni sta cosa. Tutto molto bello, davvero. Oggi la intervistano e lei ammette candidamente che si iscriverà alla laurea magistrale. Quindi ha conseguito la laurea triennale. In otto anni. Spero che per conseguire quella magistrale ci metta meno. Nel frattempo, complimenti dottoressa!

Assoluti 2019 – Nuove specie nel nuovo millennio

di Mauro Romanenghi

Detti-DeTullio-Acerenza/Assoluti2019-Laura Vergani

Detti-DeTullio-Acerenza/Assoluti2019-Laura Vergani

Riccione si sa è una ridente località marina, dove per undici mesi all’anno c’è abbastanza mortorio poi si scatena l’inferno estivo: i locali sfoderano i loro migliori sorrisi (che in realtà sfoderano anche nel resto dell’anno, ma nessuno lo sa) e la gente si spacca di discoteca, sole e mare (peraltro non bellissimo, ma insomma si fa quel che si può). Poi ci sono alcuni periodi, rari, in cui la bolgia si trasferisce negli impianti sportivi natatori all’interno della cittadina. Impianti che ora stanno ospitando gli assoluti di nuoto, e qui arriva mia moglie. La quale vi è giunta domenica sera, un po’ per giocare d’anticipo, un po’ per farsi un giorno di mare (e mangiare pesciolini fritti, credo). Ma torniamo a bomba alla spiaggia. Qui vanno per la maggiore i gabbiani. Uccelli predatori, ma spesso anche spazzini e opportunisti. Che in gergo positivo, significa che sanno cogliere le opportunità. Parenti stretti dei gabbiani sono gli albatros, che però navigano nell’Atlantico e sono molto, molto più grossi.
Tipico uccello invece sinonimo di dabbenaggine è il fagiano. Intanto perché preda dei cacciatori, destinato quindi a farsi impallinare. Poi si usa spesso da noi l’espressione “sei un fagiano” per indicare un tizio non particolarmente intelligente. Non è proprio offensivo ma insomma neanche un complimentone.

Leggo oggi il paragone tra Federico Burdisso e l’albatros. Ora tanto per cominciare l’albatros è un soprannome già assegnato, per cui non confondiamoci; per chi volesse ulteriori notizie, basta leggere qui https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Gro%C3%9F_(nuotatore)
Non volendo apparire offensivo, poiché c’è in giro questo nuovo modo di dire del passaggio a fagiano (che come avete capito dalla definizione di fagiano non è un complimento), non possiamo dire come fa la stampa specializzata che Burdisso si è trasformato da fagiano in albatros: anche perché insomma le dimensioni non sono proprio le stesse. Diciamo che per adesso da pulcino si sta trasformando in un gabbiano. Avremo una ulteriore mutazione? Ai posteri l’ardua sentenza.

Thomas Ceccon è già più simile all’albatros. Ma anche per lui la mutazione passa attraverso un miglioramento. Diciamo che le ali le ha, deve smettere le piume e trovare le penne.

Detto questo, abbiamo deciso – meglio: ha deciso mia moglie, la quale quando si mette in testa una cosa non la ferma nessuno – di intervistare insieme Ceccon e Burdisso. Di mettere insomma insieme due diverse specie di millennial birds. Il risultato non ve lo anticipo se volete sentirli dovete per forza ascoltare il nostro podcast.

Parliamo di numeri. Sette tempi limite per i mondiali conseguiti, cinque pass per eurojunior o mondiali junior. Tra di essi il più impressionante dopo il record di Burdisso è il record dei 100 rana della Pilato: 1’08”88 e primi venti in Italia. Curioso di vederla nei 100 in cui è bronzo uscente, ricordiamo.
Entra nella top ten zitto zitto dei 200 farfalla il buon Razzetti, nonostante il quarto posto.
Poi c’è una diatriba. Detti primo o secondo tempo mondiale dei 400? Insomma che la stampa specializzata si metta d’accordo. Io comunque dopo il mattino in cui sia lui che Acerenza hanno passeggiato senza usare le gambe ho profetizzato un 400 in almeno 3’44”. Per una volta il vostro scriba ci ha azzeccato.
Sempre parlando di numeri passa al settimo di sempre De Tullio.
Quadarella invece secondo la stampa specializzata ottiene il pass in scioltezza. Tanto sciolta non mi sembrava, ieri. Adesso vedremo i 1500 stile libero.

Incazzatissima invece la Cusinato ai microfoni della Caporalona nazionale, per il pass mancato. Fino ai 300 poi neanche male. Ma la chiusura da esordiente in 1’05” la vedo durissima Ilaria: non abbatterti così.
Certo che ieri il Moro ne aveva ben donde. Quattro atleti nei primi cinque dei 400, la prima dei 400 misti e la seconda degli 800. Avercene.

Nuove specie di millennial, espressioni di nuovo conio sentite in giro: inorgoglirsi diventa inorgogliosirsi, e poi abbiamo l’apoteotica vittoria di Detti. L’accademia della crusca si é già attivata per sdoganare le nuove espressioni.

Criteria 2019. In nomine patris. Parte maschile

di Mauro Romanenghi

ego_te_absolvo / Criteria2019M

ego_te_absolvo / Criteria2019M

Parlando durante il podcast con Corrado Sorrentino, che salutiamo, ci ha detto che le ragazze che ha visto si sono comportate a modo. Sperava che con i maschi fosse lo stesso. Lo speriamo anche noi, si sa che i maschi sono un po’ più turbolenti. Ma noi gli diamo il beneficio del dubbio. Per non sbagliare Luca Rasi durante l’ultima sessione femminile ricorda a tutti i maschi che non possono occupare la tribuna del pubblico ma solo quella atleti, che non possono andare in piscina e soprattutto che non possono usare gli spogliatoi!!!
Parlando invece con un mio amico mi ha detto che insomma, questi Criteria dovrebbero essere una festa ma che il clima è a volte funereo. I ragazzi vanno consolati ma non scusati o compatiti, se c’è un errore questo dopo il dispiacere va analizzato e non ci si deve abbattere. Perché a una festa il bicchiere si può rompere, ma poi ci si scusa e si capisce che ci si deve comportare meglio.

Vabbè non voglio stare qua a fare la morale che poi non sono neanche capace, divento troppo serio e non va bene.

Passiamo subito a Luca Rasi che si diverte una cifra a dare gli annunci dei cartellini persi, dei furgoni da spostare, degli occhiali da sole persi. Siamo fino a quattro macchine minacciate in contemporanea. La musica dello squalo però era un’altra cosa.

Tra l’altro al suo fianco è comparsa un’altra voce, che sembra una voce meccanizzata. O hanno preso un robospeaker per sostituirlo oppure c’è un erede. Anche perché sei giorni di Criteria non sono uno scherzo. Provate voi a dire seicento volte “tempi e classifiche confermati”.

Burdisso – Ceccon capitolo uno: i duecento farfalla. Iniziano le solite sfide Burdisso-Ceccon. Ma quest’anno si incrociano solo due volte, e tutte e due sul terreno preferito dal lombardo di stanza in Inghilterra. Si comincia con i duecento delfino. La sfida dura fino a i 100, poi si alza bandiera bianca. Certo piace vincere facile. Comunque Burdisso stacca la terza prestazione alltime, mica pizza e fichi.

A proposito di Ceccon, e poi giuro mi fermo qui, le dodici fatiche di Asterix gli assegna Burlina. Duecento farfalla, quattrocento stile (che gli ultimi cento quasi non girano le braccia fuori), duecento rana, e vabbè i facili 50 e 100 farfalla. Nei 50, tanto per gradire, quarta prestazione alltime. Che poi neanche a farlo apposta c’erano pure le matricole di Asterix il gallico.

La rana e l’Imolanuoto si sa sono un connubio facile da identificare. Ai Criteria due piccoli imolesi alla ribalta nella categoria Ragazzi maschi: Cerasuolo e Sabattani. Cento rana, of course.

Piccoli excursus sulla gestione della gara. Ma meglio così, almeno si vedono grandi recuperi, e le gare hanno più sugo. E poi questi ragazzini dovranno imparare a gestirsi, no?
Andiamo con ordine.
Primo episodio: duecento farfalla anno 2002. Protagonista Giuseppe Cerbone. Passaggio ai 100 57”14, ultimo 50 in 33”8. Ultimi metri a pezzi, sembra quella volata di ciclismo in cui il fuggiasco sta per arrivare al traguardo e il gruppo lo travolge a 70 Km all’ora. Si avventano su di lui in tre: e in tre lo passano, di un decimo. Quarto Giuseppe Cerbone. Ma noi siamo tutti con Giuseppe. Ti aspettiamo, in un’ altra occasione. Magari con un passaggio di un mezzo secondino più piano.
Secondo episodio, un po’ più fortunato: duecento rana anno 2003. Protagonista Simone Cerasuolo. Dalla vittoria dei 100, tentiamo anche i 200. Corsia laterale, come tante vittorie in questi campionati. Passaggio ai 50 in 29”2, sì avete letto bene. Già ai 100 qualche cedimento, poi chiusura in 36”9. Agevole il sorpasso di de Tullio, che vince di un secondo. Qua però ci sta un argento. Totale 1’03”- 1’13”. Il tempo in sé neanche disprezzabile. Si farà, il ragazzo: tutta esperienza.
Morale: da noi si diceva, una volta, parti a razzo, finisci… oggi si usa passaggio a fagiano. Come espressione era meglio la nostra, ma si sa diventiamo vecchi.

Burdisso – Ceccon episodio due: i 400 stile libero. Anche qui il buon veneto cerca di seguire le tattiche arrembanti dell’italico di Albione (espressione che va tradotta). Ci riesce più o meno fino ai 125. Poi molla il colpo, ma senza alzare la bandierina. Anche Burdisso però comincia a pagare le sue tattiche scriteriate. Nei grandi, i 400 si nuotano con più accortezza. Memento semper…

Insomma ancora non abbiamo parlato di Razzetti. E parliamone. Cinque vittorie su cinque gare. Non ricordo, perdonate, se ne ha fatte sei. Tre record della manifestazione. UN record italiano assoluto, il primo, ci auguriamo, della sua carriera. E tanta fame. Ne parliamo da quando era Junior e contiamo di parlarne ancora. Per cui ci fermiamo qua.

Però chiamarlo alla premiazione dei 200 farfalla quando è schierato per il via dei 200 misti, non è stata un’idea geniale. Amen, sono Criteria: alla festa, se ti chiamano su palco, anche se stai ballando con la più figa della scuola ci devi andare lo stesso.

La nuova moda: venire squalificati a podio. Si comincia con i 100 rana 2001 (Rizzo), poi con i 100 rana 2005 (vittoria, ma qui Mantegazza si rifà ampiamente: quattro ori per lui tra farfalla, rana e misti). Poi abbiamo Filadelli nei 400 misti (argento) e chiude Magrini (anno 2004 nei 200 stile). Una moda pericolosa.

Immagino che Luca de Tullio sarà il fratello di Marco de Tullio.

Se era la Polieri a perdere record nelle ragazze qui è Martinenghi: ben due. Se son rose fioriranno, visto che gli asparagi non hanno avuto successo.

Se nel comparto femminile abbiamo avuto 12 record 4 per ogni categoria, in quello maschile si sono concentrati nei Cadetti (che tra l’altro avranno gli Assoluti fra poco… quindi immagino non preparatissimi). C’è da dire che il passaggio di Ceccon, Burdisso, Martinenghi e compagnia bella negli anni scorsi ha lasciato il segno.

La categoria Cadetti ha visto sette nomi protagonisti delle prove in programma. Peggio i 2001, con soli sei vincitori. Quella più generosa i 2002, con 10 vincitori. Ebbene sì, non ho niente di meglio da fare che contare i nomi dei vincitori.
Nelle ragazze, tante a 4 vittorie. Qui il 4 non piace, il 5 e il 6 sono le cifre più amate. I soliti ingordi. Guardate che poi c’è il contrappasso, si finisce nel terzo cerchio con Ciacco.

Cose che non posso vedere.
Gente seduta sulla corsia a sbattere l’acqua.
Le squalifiche per nuotata irregolare frazione rana (che poi sarà la gambata a delfino).
Presentarsi in ritardo in camera di chiamata.
Gente che in prima batteria fa 5 secondi in più del suo record (e non sono i 1500).
Lo so ho capito: sono vecchio.

Ah, in tutto questo mia moglie mi avvisa che Florent è tornato. Passo e chiudo.

Criteria2019. Tempi e classifiche confermate. Parte femminile

di Mauro Romanenghi

INSport-RaneRosse-Criteria2019F/Vagaggini Emanuele

INSport-RaneRosse-Criteria2019F/Vagaggini Emanuele

Rieccoli! Ogni anno sempre qui a Riccione, ogni anno sempre un migliaio di ragazze e ragazzi, ogni anno la festa dei Criteria. Inutile che vi annoi con le solite storie di risultati, podi record, classifiche alltime e stagionali. Quelle le sapete meglio di me. Poi adesso ci sono un milione di siti in cui trovare i tempi limite, i personal best, e anche tutte le cose più intelligenti sul nuoto che addirittura previene la carie (forse questo non lo fa).

Io è molto tempo che non vado ai Criteria, ho preso altre strade ma secondo me la dimensione festa bisogna riprenderla. Troppa serietà, troppa tensione. Troppi piccoli campioni. Che infatti ai Criteria, essendo Criteria, non ci sono.

Ma non è che non dobbiamo parlare degli atleti, nella fattispecie delle atlete. Perché le protagoniste dei Criteria, anche se non sono campioni sono sempre loro.

Che vincono, perdono, migliorano, peggiorano, si schiantano in virata a delfino anche se son fra le 30 migliori della loro categoria, piangono se vincono, piangono se perdono, insomma piangono spesso.

Piange Benedetta Pilato, anno 2005, dopo aver fatto il record della manifestazione. Fisico notevole, talento sicuro visto che ha già medaglie assolute al collo (pure in lunga). E un bel 1’07”72 miglior tempo assoluto dei Criteria 2019 nei 100 rana. Così giusto per fare un’analisi tecnica: sette bracciate la prima vasca, dieci la seconda e la terza, tredici la quarta: per fare vedere che alle gare ci sto attento, mica coltivo asparagi durante le competizioni.

Che comunque gli asparagi essendo a marzo sta arrivando il periodo e sono buonissimi. Con le uova, soprattutto.

Per coltivare gli asparagi ci vogliono delle ottime braccia. Beh non mancano di certo a Giulia Salin, che di spalle e bicipiti ne ha da vendere. Soprattutto per fare 400 e 800 stile, gli asparagi meglio lasciarli agli altri.

Lo so, parlo sempre di cibo. Ma l’appetito vien mangiando, e per gli atleti vincendo. Così parliamo di Giulia D’Innocenzo, classe 2002. Comincia con i 50 dorso, entrando nella top ten italiana. Poi non le basta e allora entra nelle prime cinque con i 100 dorso. A mezzo secondo dal primato assoluto. Poi vince i 100 farfalla, poi nella migliore tradizione delle dorsiste moderne si cimenta anche nei 200 stile (con discreti risultati). Infine infila il poker nei 200 dorso.

A proposito di Giulia, le apnee migliori del campionato, tutte più di metà vasca. Avercene.

La Giulia nazionale mette in ombra molte altre 2002 interessanti, che qui si stanno distinguendo. E che sicuramente vedremo a Riccione, ad aprile. La Cenci che ha primeggiato nei 100 e 200 stile (vedi discorso sulle dorsiste), la Asprissi, Cocconcelli, Masciopinto… chi altre? Sicuro qualcuna me la dimentico.

Stesso discorso per la categoria Juniores dove tra l’altro ci sono state diverse atlete favorite che hanno peggiorato. Non riesco mai a capire se stanno puntando agli Assoluti dove avverranno le selezioni per le gare internazionali o se invece hanno ciccato la gara. O entrambi. Naturalmente mi attendo grandi duelli agli Assoluti. Ai posteri l’ardua sentenza.

Non che sia fondamentale ma almeno per far vedere che le gare le vedo in streaming, noto con piacere il ritorno di Veronica Montanari, un discreto 200 dorso. Ma che ci sta a fare ad Ancona che è di Como?

Ci sono quelle atlete che tu le vedi gareggiare e dici adesso le aspetto e vediamo che altre gare faranno. Per capire se è un fuoco di paglia, se invece è in forma, se sta sbocciando qualche atleta interessante. In questo campionato cerco la Sartori. Intanto perché quando nuota a delfino ha questo ondeggiamento stranissimo, che mi fa venire in mente un po’ i serpenti di mare.
Poi i tempi non sono malvagi per niente: due primati della manifestazione e quattro ori.

A proposito di Sartori, la sua squadra è la squadra in cui milita Ceccon, la Leosport. E di ragazzine ne ha schierate diverse. Intanto ha pure vinto la 4×200 e la mista Ragazze, e poi si è distinta in altre categorie come la 4×100 stile Junior. Insomma, se son rose fioriranno, visto che siamo in tema di primavera incombente. E le rose sono meglio degli asparagi, anche se non si mangiano.

Un po’ di colore: intanto ogni due per tre ci sono avvisi di spostare auto, furgoni, pullmini. Ma che è ‘sta folla che parcheggia in divieto? Forse bisognerebbe mettere le multe come nel Gestionale. Difatti la minaccia delle multe ha azzerato le corsie vuote. Grande cosa, di cui io mi sono subito accorto. Tocca l’italiano nel portafoglio, ti romperà le scatole ma ti ubbidirà sempre.

Sempre parlando di atlete che mi hanno colpito, magari fra le più giovani, ho visto questa Gorlier, 2005. Già in acqua sembra un gigante, fuori ancora di più. Vedremo, intanto il nome ve l’ho fatto. Ha vinto i 200 misti e le gare del dorso, quindi nuotare sa nuotare.

Continuiamo con le note di colore. Tornano le sorelle Cesarano e fanno doppietta nei 400 stile anno 2003: ovviamente sono gemelle (a meno che non siano riusciti nell’impresa improbabile ma non impossibile di generare due sorelle uguali a 12 mesi di distanza). Ma nuotano in maniera completamente diversa. Non c’è da stupirsi. Anche nella mia squadra ce ne sono: e anche loro nuotano in maniera completamente diversa. Naturalmente essendo gemelle, come ha notato un genitore della mia squadra, sono uguali.

E’ vero che i record sono fatti per essere battuti, ma la Polieri maledirà questa edizione. Dei dodici record battuti quattro erano suoi.

Nota di colore tre. L’emozione del debutto. Duecento dorso, batteria imprecisata, anno imprecisato. Al segnale di “a posto” la corsia sette parte e va. Dai non te la prendere, andrà meglio la prossima volta. Siamo tutti con te, corsia sette!

Quando guardo le competizioni, a me più dei super record piace lo spalla a spalla. Per me la lotta è il condimento della vittoria. Molte gare si sono risolte così. Ma la gara esemplificativa della mia preferenza sono i 100 dorso anno 2004. Ai 100 metri virano a pari merito Gaetani e Fontana, protagoniste dei campionati, in 29”59. Ai 100 metri toccano pari Gaetani e Fontana,  protagoniste di questi campionati, in 1’00”09. Non ricordo sia mai avvenuto.

Il duello si ripresenta nei 200, naturalmente sono in prima fila. La Fontana sembra andarsene ai 150, ma non è così. Alla fine ben sei centesimi le separano. La Fontana fa poker, come Sartori e D’Innocenzo. Se posso dire, apnee da rivedere per entrambe.

Sofia Morini ci ha provato fino alla fine. Poi c’è riuscita. All’ultima gara Morini Sofia ce la fa e mette il record dei campionati. E brava Sofia.

Nella categoria Ragazze a fare poker ci hanno provato in due. La Gorlier non riesce per pochi decimi, la Senatore ce la fa. 50 e 100 stile, 200 e 400 misti. Coppie inconsuete. Non tutte le uova si rompono nel modo giusto, per fare dei buoni asparagi.

Nota di colore quattro. “Alcatraz” è la matricola vincente: due detenute e la guardia giurata. Però ragazzi non è politically correct far vedere l’occhio nero alle due detenute. In compenso la guardia in stile “Village people” non è niente male.

Sempre per il piacere dei duelli. Nei 200 stile libero, la Sartori in corsia centrale alla 4 vede la 0 e la 9 con Pesenti e Lamberti al duello. La spunta la Pesenti. Roba da torcicollo.

Menzione come sempre per Luca Rasi: una macchina da guerra, classifiche, concorsi del cartellino perduto, una battuta d’arresto sui tempi alltime nella prima giornata ma poi via come un Terminator degli speaker, neanche fosse Piatek. Riesce pure a far piangere la sorella di Manuel Bortuzzo, roba che oramai non ce la fa più neanche la Caporale. Tutto questo lo lascio ai siti specializzati, però.

Tempi e classifiche confermate. Passiamo al comparto maschile.

Categoria invernali di salvamento: ho visto un re…anzi tre!

di Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

tifo made in Millenials/Riccione2019-Mauro Romanenghi

Si ricomincia.

Solite cose: tanti atleti, tanti amici, comunicati FIN sbagliati, aperitivi, fritti misti, cose così insomma. Vi dirò tutto, ma andiamo con ordine.

Nota iniziale uno: l’articolo serio sui risultati dei campionati non è qui, ma su OAsport. Cercatelo.
Nota iniziale due: il podcast parlerà di tutti i protagonisti, anche in ambito giovanile. Lo troverete nei prossimi giorni.

La novità vera è che quest’anno c’è il Gestionale.
Non è una nuova figura lavorativa, che gestisce tutto e tutti. Non è neanche un team. Non è l’ufficio che organizza l’evento.
No, è il fantomatico programma che tutti odiano ma a cui finalmente si può dare la colpa senza che nessuno rischi brutte figure, impicci, il posto di lavoro.
Manca un atleta nella starting list? E’ il Gestionale. Le iscrizioni sono chiuse? Chiedi al Gestionale. Ho pagato troppo? Ha incamerato la tassa il Gestionale. Le uova sono troppo fritte? Sarà stato il Gestionale.
Il problema è che il Gestionale non parla, qualcuno le deve dire queste cose. E allora i vaffa se li prende l’ambasciatore del Gestionale in campo gara.

Quest’anno il Gestionale gestisce anche le multe per le assenze non date. La svolta è epocale. Ti dimentichi? Settantacinque euro così, sfilate che neanche il miglior borseggiatore sulla linea rossa della metro di Milano, a ogni gara!
Banco di prova, il Salvamento. Teste fumantissime in segreteria, e non solo lì. Immagino ai Criteria. Provate ora a dire “mah stamattina i 1500 stile libero magari non li faccio”.

Ci sono state anche delle gare. Orari umani, stavolta. Sono stato molto felice di non aver dovuto ingoiare la colazione ogni giorno.
Il merito va anche all’anticipo di mezza giornata, che ha scisso completamente la prima parte dalla seconda. La mancanza della tonnara del torpedo non si è fatta sentire, e nessun Esordiente A è stato maltrattato in questi campionati durante il riscaldamento.

Al bar con i miei amici siamo ormai un’istituzione. Contano i minuti per quando verrà aperta la bottiglia successiva, e con cosa sarà accompagnato. E’ un vero flashmob, tempo dieci minuti: c’è chi ha mancato l’appuntamento per tre volte consecutive. Aspetto ancora la genzianella. Per Roma ci conto.

FIN sugli scudi, come sempre. Lo so stavolta non dovrei parlare perché ho sbagliato pure io, ma lo faccio lo stesso. Nota dopo la prima parte, tre titoli italiani assegnati a Vivalda. Compreso il superlife Ragazzi. Che ha vinto Marchetti: ma il peggio è che Vivalda manco lo ha fatto. Meglio la seconda parte, dove si è ignorato solo il record italiano della staffetta Cadetti maschi. Vita dura per i comunicati federali.

SIC (salvamento in cifre) batte ILS due a zero. Guardo la gara del torpedo Cadette, record mondiale giovanile della Cappai. Controllo sui miei dati: c’è. Passa un minuto e mi chiedono è record? Sì, è record. Sfiducia nella ILS? Beh visto che mette ancora il record del mondo della Fabretti a 50”78, sì, c’è sfiducia. Stessa scena per il trasporto Cadette. Fa piacere quando si fa qualcosa di utile.

Arrivo in piscina credo mercoledì o giovedì. Stanno lavorando alacremente in vasca esterna da 50 con trapani ecc. Penso “va che stanno facendo manutenzione”.
Torno nel pomeriggio e ci sono tanti piccoli gommoncini bianchi.
Il giorno dopo c’è una tensostruttura montata e la piscina coperta. Vedete che in Italia se si vuole fare una cosa in tre giorni si fa. Chapeau.

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Tensostruttura / Riccione 2019 Giorgiana Emili

Il Gestionale esige di iscrivere le staffette con i nomi già inseriti. Peccato che non ti faccia mettere il tempo, quindi devi presentarti in campo gara per darlo. Poiché credo di non avere mantenuto una formazione di quelle che avevo iscritto, ho passato molto tempo in giuria. La giudice sta avendo gli incubi ancora adesso.

Allora nel mio gruppo di amici abbiamo vari re, a seconda del titolo che ogni tanto per avventura qualche atleta riesce a vincere. L’unico che mantiene il titolo di re degli ostacoli è Fabio Tadini, la cui staffetta ostacoli femminile vince un titolo ininterrottamente dal 1917.
Ha anche provato a vincere il titolo di trasporto con un atleta: subito altri due allenatori del nostro gruppo hanno vinto un titolo. Per ribadire che di re ne basta uno, ma io ne ho visti tre in un giorno.

C’è da dire che manca la regina al nostro gruppo. Io un’idea ce l’avrei, però devo sottoporla al Senato del gruppo. Essendo io senza titolo nobiliare, non ho diritto di voto.

Scena. Sono sulle tribune a guardare trasporto. Sapete che io mi muovo agilmente nel mucchio delle tribune per seguire tutti gli atleti più interessanti. Allora mi guardo i 50 manichino Cadette. Vince la Fiori. Dopo circa venti minuti, durante i Cadetti maschi, la vedo passare per le scale in costume e piedi nudi. Quattro volte. L’ultima volta le spiego che la stanno aspettando nel sottopassaggio per l’antidoping: che sta a metà piscina, a circa venti metri da noi. Credo ci sia arrivata.

Gare Esordienti. Staffetta trasporto. La prima frazionista di una squadra della prima serie (si dice il peccato ma non il peccatore) segue la compagna per dieci metri! Quando si dice l’aiuto psicologico!!!

Mi si chiede in tribuna se quest’ultima azione è consentita dal regolamento. Non lo so. Esso dice che l’atleta deve tornare nella zona di cambio. Non dice quando. La bimba lo ha fatto.

Seguo la gara del superlifesaver Ragazze. Mi aspetto un dominio. Invece è la gara di superlifesaver più bella dei campionati. E due tempi di tutto rispetto, da podio fino alla categoria Cadette. Ovviamente, entrambe sotto il vecchio record italiano. Dibellonia e Di Fazio, se interessano i nomi.

A proposito di superlifesaver, secondo me tre ore di superlifesaver sono troppe. Lo dico contro i miei interessi e con tutto il rispetto per chi lo fa, ma forse è ora di ridurre un po’ i partecipanti. O iniziare un po’ prima quando c’è.

Prima della staffetta Ragazzi maschi trasporto, ultima gara dei campionati, tifo abnorme sugli spalti. Ho seriamente temuto per l’incolumità delle tribune e anche di chi ci stava sopra. Esame superato, le tribune torneranno anche per i Criteria. Anche i bambini, tutti salvi a casa.

Ultima gara dei campionati, invece, il percorso misto. Se ti chiami Ippolito e fai 25”8 al passaggio e un’apnea di 9”, potresti fare un bel tempo, e anche il record italiano assoluto. E far piangere la tua allenatrice. O tutte e tre le cose. Fatte.

Alla prossima, e tutti allegri bisogna stare che se no i re diventan tristi se noi piangiam.

FuoriOnda 11 – Assoluti 2018 coach Gianluca Caspani

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani soppiantata in trasferta dalla vergognosa presenza di Mauro Romanenghi, con la prestante presenza di Enrico Spada di OA Sport, il supporto di Giandomenico Tiseo e l’ entrata in scivolata di Stefano Arcobelli. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Gianluca Caspani, l’allenatore della sorpresa dei campionati (ma neanche poi tanto, per chi segue il nuoto giovanile) Andrea Vergani.

Anche questa è una breve puntata sprint, come sprint è l’atleta allenato da Gianluca Caspani. Una breve chiacchierata per scoprire un po’ Gianluca e il suo “assistito” (detto così sembra un avvocato…). Da dove sono partiti e dove vogliono arrivare. Solo su Fuorionda, in trasferta agli Assoluti 2018!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 13/04/2018 allo Stadio del Nuoto di Riccione

Credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 10 – Assoluti 2018 Scozzoli & Cusinato

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta con la prestante presenza di Enrico Spada di OA Sport, il supporto di Giandomenico Tiseo e l’entrata a gamba tesa di Stefano Arcobelli. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti il campione dei 100 rana Fabio Scozzoli e Ilaria Cusinato, campionessa italiana dei 200 e 400misti.

Dieci minuti a testa di chiacchierata con Fabio, che abbiamo sempre seguito nel bene e anche nelle traversie, che ci racconta come va…. e con Ilaria Cusinato, il presente dei misti italiani. Speriamo che continui nei misti e non si dia al rap! Solo su Fuorionda, in trasferta agli Assoluti 2018!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 11/04/2018 allo Stadio del Nuoto di Riccione

Credit foto: Laura Vergani

Assoluti 2018 D5 – Ultimo giorno e poi si riposò

di Mauro Romanenghi

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Come avete visto sono a Riccione. Per fortuna solo due giorni altrimenti avrei raggiunto la forma olimpica: i cinque cerchi. Ieri ho affrontato la paranza e il mascarpone pere e mandorle. Brillantemente superati.

Ieri Sacchi incomprensibile. La rana inglese la posso anche capire (e comunque David Wilkie era scozzese). La guida alla colombiana non saprei cosa sia. Ma qualcosa all’italiana a me viene in mente solo: il parcheggio, la fila, come evadere le tasse.

Ieri mi è stato chiesto se Giorgetti è parente di Tarzan. Se qualcuno ha notizie, può farcelo sapere.

Oggi sono stato in tribuna. Troppi fischi, soprattutto nei 1500 stile libero. Che tra l’altro non ti sente nessuno.

Se girate per la tribuna e vedete una testa che si muove, quello è Miressi. O Zazzeri, ma solo se i capelli sono più scuri.

Oggi ho finto di essere un vero giornalista e sono stato in tribuna stampa. Con Gianmario ed Enrico (nomi di fantasia) abbiamo intavolato piacevoli discussioni sul pesce, le grigliate e i campioni degli anni ‘80: se non conoscete Bubka, Kostadinova, Emmian non siete degni di entrare in questo circolo e leggere il resto dell’articolo.

Purtroppo ho visto sul tabellone che avremo una nuova edizione di ArenaSwimYourBest. Ne sentivo proprio la mancanza. Per fortuna che nei video c’è Rosolino…

Partiamo con le gare allora, non prima di aver magnificato un’ottima orata alla griglia.

Parlando stamattina con Gianni Zippo che sta a Casarano, gli ho chiesto un po’ del suo centro. Poi gli chiedo della Pilato, classe 2005: ma non nuota con lui. Intanto facendomi venire il mal di mare, con 31”82 vede i piedini della Casti che fa 30”67. Preferisco la Casti. Mangiare ancora un po’ di orecchiette, ragazza.

Partenza, vi prendo un metro. Nuotata, posso solo insegnarla. Arrivo, lo aggiusto e poi mi tuffo. Record italiano, 26”73. Mi chiamo Fabio. Scozzoli Fabio. Il Martini mescolato, non shakerato. Grazie. Premio Toppy dei campionati.

Nei 400 stile libero femminili, bisogna saper dosare le forze. La Caponi parte a 28”98. Non lo faceva forse neanche la Pellegrini. Castigata da Quadarella e poi da Pirozzi, che salgono e salutano. Premio Floppy, gelato al limone.

Simoncina Quadarella tris di pietanze. Quarta alltime nei 400, per finire in bellezza i campionati. Se avesse vinto i 200 mi aspettavo i titoli tipo la Ledecky italiana o la Katie coatta o altre scemenze del genere. Per fortuna non li ha fatti. Grazie.

Nei 400 misti si vince con 4’16”40. Il podio a 4’21”. L’ultimo della Finale A fa 4’25”. Capisco che bisogna andare per grado e migliorare piano piano… ma qua il migliore ha 31 anni. Il record Junior è 4’14”, quello ragazzi 4’25”, i podi europei si fanno a 4’10”. Facciamoci delle domande.

La newgen della giornata è la D’Innocenzo, bronzo nei 200 dorso, con Karen Asprissi, al mattino secondo tempo dei 50 farfalla: in finale manca un po’… il finale. Non si respira a 5 metri dalla fine. Ma è giovane, si farà. Per entrambe ingresso nella top ten, che non è quella musicale, con buona pace della vocazione rap della Cusinato.

A proposito di Karen Asprissi, parlando stamattina ho detto “ma non è tanto alta”. Forse me la ricordavo da Esordiente A.

Margherita Panziera non ha sentito la musica dello squalo ed è andata via liscia liscia nei 200 dorso. Guarda che agli Europei la musica dello squalo la mettono in 10 o 12, forza ragazza, imparala anche tu e fischiettarla in camera di chiamata.

I campionati sono finiti e io mi devo rassegnare ad andare a cena. Mia madre mi ha detto che lei avrebbe preso la parmigiana di mare al ristorante. Seguirò il suo consiglio. Mai disobbedire a mammà, mai dire no alla moglie e mai fidarsi degli allenatori che non bevono. Ricordatevelo.

Assoluti 2018 D4 – Farfalle a Riccione

di Mauro Romanenghi

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Paranza! – Credit: Mauro Romanenghi/acquastampata

Quarto giorno. Inizia la discesa. Ma per alcuni, è tutta in salita.

Dotto ieri raggiante per Miressi. Il povero Luca, eterno secondo, prima dietro Magnini e adesso dietro i giovani sgomitanti? In mezzo comunque un paio di titoli europei se li è presi.

Mirex è il nuovo soprannome di Miressi. Ma significa che bisogna salire sulla torre di Gondor per ammirarlo? N.d.R. solo gli estimatori del “Signore degli anelli” capiranno la battuta senza Wikipedia.

Anche sui Forum dei siti specializzati sono d’accordo con me: Ceccon a stile rivedibile. Peggio di lui in finale solo Sorriso, e anche in finale B c’è chi ha fatto meglio.

Per dirla, Cusinato ha fatto a stile peggio della sesta classificata e addirittura come la Circi, la 2002 giunta quarta. Se dite che cerco il pelo nell’uovo, beh è così. E lo trovo, spesso.

Ma trovare un po’ di fantasia nei titoli? Cusinato show, Paltrinieri show, Ceccon show. Ma che siamo, a Sanremo?

Luca Rasi in forma smagliante. Al segnale di uscita dalla vasca, parte la colonna sonora de Lo Squalo. Impagabile.

Per la prima volta un marito e sua moglie si incrociano in autostrada, uno in direzione sud, l’altra nord. Incrocio verso Parma. Voi direte parleranno del fatto che non si vedono da un po’ di giorni, di come va a casa. No l’argomento è la condizione della Cusinato, l’intervista a Caspani e i pranzi a Riccione. E chi chiamare per i Podcast. Bene. Grande amore.

In piscina naturalmente anziché nella tribuna giornalisti vado in quella atleti e allenatori a trovare gli amici e i conoscenti. A fine gare prosecco al bar. Duro lavoro, quello dell’inviato. Già sento le orecchie fischiare.

Le gare le vedo però. Sono qui per il duello Codia – Rivolta e Panziera – Pellegrini, e per curiosare i 200 farfalla della Cusinato.

La Pellegrini fa sempre paura, quando ce l’hai di fianco, mi dice un esperto allenatore in tribuna. Concordo. Infatti lei vuole quel record. Non ce la fa, ma la Panziera fa solo 1’00”53. Tempo per tutte e due. Panziera sorride, Pellegrini mette la musica de Lo Squalo.

Rivolta e Codia, sempre questione di un centesimo. Sempre per Rivolta. Codia ha una sua immagine formato bersaglio in camera. Tempo limite per entrambi.

Restivo torna Restivo. L’aspirante medico con chirurgica precisione pennella le apnee e stronca la concorrenza. Mai in discussione la vittoria, stavolta. Lo vogliamo così anche in Scozia, con baffetti e kilt.

La newgen oggi sono la D’Innocenzo, un 100 dorso da sesto posto e pochi decimi dal record Junior,  e Burdisso bronzo nei 100 farfalla in cui si vede chiaramente la differenza di potenza nelle partenze e nella virate rispetto ai due big, e ciononostante è ottavo alltime.

Il 200 farfalla che non ti aspetti. Tre al tempo limite, Bianchi al personale ma soprattutto Cusinato che scende due secondi e entra nella top ten. Le gare sono belle quando c’è competizione. A pari merito tutte al Toppy di giornata.

In tribuna incrocio la Gaetani. Non è proprio piccola, la 2004 dei Pugliesi. Nuotata discreta. L’apnea, però, ancora non ci siamo. No no. Record Ragazzi, ma c’è da lavorare. Intanto è agli Eurojunior, poi si vedrà.

La velocità donne. A 16 anni si fa 25”. Poi ancora 25” e ancora fino a 25 anni. Peccato  che il mondo viaggi a 23”. Riflessioni rapide.

Ma ogni tanto rendiamo merito al lavoro: Nicoletta Ruberti, emerita sconosciuta, passa al nono posto alltime e vince il bronzo. C’è sempre una speranza.

Finiamo con i 200 stile. Onore a Di Cola, visto ai Criteria qua si incolla alla corsia per stare con Megli. Ma diciamocela tutta: se i 200 stile donne piangono, quelli maschili al momento non ridono. Premio floppy di giornata, con tutto il bene che voglio ai ragazzi. Gelato al power energy.

Cosa mi ha colpito di più oggi. Il bar di Riccione, aperitivi al massimo. E nessuno si risparmia. Diffidate degli allenatori che non bevono.

Assoluti 2018 D3 – La maledizione del primo record

di Mauro Romanenghi

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“Underdog” – credit: Laura Vergani/acquastamapata

Terzo giorno.

Intanto, in tempo di querelle elettorali, volevo comunicare che le 2001 femmine sono eleggibili per gli Eurojunior, contrariamente a quanto indicato in TV. Continuo altresì a ricordare che Giorgia Meloni non è invece eleggibile in parlamento: non per altro ma è del 2002 e per ora è impegnata negli Assoluti e nei Criteria.

Strategia per sfuggire all’antidoping: circondare con bambini affamati di autografi i responsabili dell’antidoping, tra l’altro facilmente riconoscibili per le magliette molto colorate, per poter ostacolare le loro manovre. Suggerisco all’antidoping una divisa più incognita.

Attenzione al labiale! Di Liddo emana un bel vaffa dopo l’ennesima sconfitta dalla Bianchi. Ci sta, la prossima emaniamolo sott’acqua!

Underdog in tribuna: non nel senso di sfavoriti, ma di cani piccolini che stanno sotto l’ascella dei padroni. Tutti hanno diritto a tifare per i propri beniamini.

Scenetta in albergo. Padre e madre pontificano su “chi ha fatto i soldi” (Pellegrini). Ma per fare i soldi non basta andare agli Assoluti, bisogna essere la Pellegrini (almeno). O andare in TV e sparare minchiate. Io punterei sulla opzione numero due, molto meno faticoso. Ma non ci manderei il ragazzo.

Torno indietro di un giorno di nuovo. Cospargo il mio capo di cenere di cioccolato e do conto del primato personale della Fangio (che non è parente di Manuel Fangio, pilota degli anni 50, uno Schumi ante litteram) nei 200 rana da lei vinti e che la issano all’ottavo posto alltime. E di un bel 200 anche di Pirovano, riscatto dei 400 misti (la punizione senza cena ha dato i suoi frutti). Ma continuo a dire che chiudere mezzo secondo (almeno) più lento di tutte le altre non va. Ci lavorerà su.

Querelle con Marco Agosti. Io sostengo che ci sono errori nel suo database, convinto di averlo colto in castagna. Errore gravissimo. I suoi files sono perfetti: solo che non sono stati aggiornati correttamente. Qualcuno ha sbagliato, ma non lui. Mi ritiro in buon ordine, sconfitto.

Ho letto su un sito specializzato la candidatura per la Pellegrini a “commissaria tecnica”. Dopo la sindaca, la ministra, la commissaria tecnica non ce la potrei fare. Lo so sono vecchia scuola ma per me c’è solo il sindaco, il ministro e IL Commissario Tecnico. Poi c’è anche la dottoressa, ma quello è un altro discorso. Altrimenti voglio anche l’architetta: vediamo chi ha il coraggio di dirlo. Purtroppo l’Accademia della crusca non è d’accordo con me. Dovrò adeguarmi.

Oggi Sacchi in forma olimpica. Prima stronca Paltrinieri e le sue considerazioni tecniche… sono ragazzi. Poi mi stronca anche la Fangio: lo stile proprio non ce l’ha, prosegue poi segando anche Ceccon e il suo stile libero. Pure la velocità femminile, sparando sulla croce rossa però… e insomma, oggi ne ha per tutti. Però poi alla fine salva le gare del mezzofondo.

Cade la maledizione del primo record: e lo fa un’ insospettabile Panziera nei 100 dorso, la prima in Italia sotto il minuto. Curioso di vederla nei 200 adesso… e che belle apnee. La virata di Berlino è dimenticata!

New gen nei 200 misti femminili e maschili. Ecco sul podio Razzetti del 1999, e in prima serie due del 2002, Circi e ancora Cocconcelli. E Ceccon, of course.

Cusinato sa quello che vuole e come farlo. Forse manca un po’ lo stile libero, anche a lei. Però ragazzi avercene. Toccava a lei rompere la maledizione del record mancante, ma niente da fare? Ma il Toppy di giornata non può che essere lei. Stile che manca anche a Ceccon, un po’ sbracciato, il peggiore della finale. Sacchi forse ha ragione. Però ancora un record ma sempre giovanile.

Gara preferita è dove atleta vince direbbe Boskov. E anche Ceccon.

Miressi ritorno paura: 24”78. Fa paura anche la differenza di altezza fra lui e Dotto. Il cameraman ha rischiato di cadere in acqua per inquadrarli entrambi. Finalmente anche la Caporale capisce cosa vuol dire intervistare persone alte.

La gara della Quadarella viene usata per intervistare Barelli… e il suo spot sugli Europei: mi raccomando RAI fate bene a Glasgow. Ma cosa sono gli impianti che vanno ad acqua calda? Boh.

La smentita della giornata. I velocisti punti sul vivo dal mio commento di martedì si fanno vivi. E quindi Miressi fa il suo primato, terzo alltime e record Cadetti, Dotto va a 48”5, poi Vendrame sotto i 49” e infine Zazzeri a 49”0. La staffetta veloce è fatta?

Floppy di giornata, la velocità donne. Gelato alla camomilla.

Floppy secondo a Vendrame: parte un metro prima di Miressi e esce un metro dopo nella staffetta mista. Che sarà successo? Scatenerò le mie spie.