Glagow2018 – Europei Day4: The (millennial) moment

di Redazione Podcast

#THEMOMENT Glasgow2018 - Laura Vergani

#THEMOMENT Glasgow2018 – Laura Vergani

The moment è lo slogan dei Campionati. Il momento del ricambio, il momento della nuova generazione, ma anche il momento da cogliere, l’occasione propizia che fa l’uomo ladro: per farlo, devi essere al momento giusto nel posto giusto. Carpe diem!

La giusta sintesi di tutto ciò ieri è stato Federico Burdisso. Anno 2001, ammesso alla finale che neanche doveva fare, spara un primo 100 dove tenta di seguire Milak (nel limite del possibile). E agguanta un podio insperabile e inspiegabile. Un podio millennial.

Milak non ci sta e replica a Kolesnikov nella sfida fra i 2000. Contando le staffette siamo 2 a 1 per il russo. Ma la collana dagli occhi di ghiacco ribadisce nei 100 dorso e passa 3 a 1. Cogli l’attimo.

Miressi: il momento giusto. Si vede dal mattino delle batterie, si vede dalle semifinali. Per la cronaca, ho azzeccato il tempo della finale. Ma la pizza è persa, il 48”21 della semi mi ha fregato!

Quando quattro persone, i cui personali non arrivano a 7’11”, si trovano affiancati ai campioni olimpici, allora può accadere di tutto. Anche che si faccia 7’07”. Perché nella staffetta non è la somma che fa il totale, ma bisogna farlo al momento giusto. E ieri è toccato a Proietti, Ciampi, Megli e Zuin.

Il triste Codia è un po’ come il tenero Giacomo della Settimana Enigmistica. Come volergli male. Animo (cit. Mecasacchi)!

Govorov intoccabile da tutti, anche dalla Caporale. Restando in tema di scommesse, Sacchi si gioca che non fa il record del mondo.

E’ ufficiale che la Efimova ha una scimmia invisibile sulla spalla destra che la inclina. E’ altresì ufficiale che se passa nei 100 sotto i 32” non riesce a tornare in 33”. Son problemi, eh.

Continua la forma stratosferica di Sacchi che massacra Shane Tosup e visto che si trova lì distrugge la mista mista, la staffetta ammessa nel programma olimpico. In finale di mattinata, stronca anche le velleità di medaglia della mista mista italiana (forse non pensa che quella sia la formazione migliore…)

Passiamo alle gare.

Polieri necessita di convergenza, oppure che qualcuno le tolga la scimmia della Efimova dalla spalla. Unica nota positiva, il rinvio del momento dell’esecuzione del ballo pem pem. Tutto lo stadio sta tremando.

Ceccon tenta di cogliere l’occasione pure lui da buon millennial. Gli riesce (solo) il record di categoria. Piutost che nient, mej piutost.

Lo specialista in resurrezioni, Matteo Giunta, ha riportato Sabbioni quasi al podio europeo, la Zofkova sotto il minuto a dorso e Pizzini al bronzo europeo. Chapeau a lui e ai ragazzi!

A proposito di Pizzini, bronzo in una gara spettacolare con record europeo. Virate perfette, tattica perfetta, arrivo perfetto: al momento giusto.

Si rivede con piacere la Potec, premiare col pancione prima della finale dei 200 stile donne.
Con la Bonnet che la fa da padrona. Ancora una volta la Heemskerk conferma la sua fama di essere al posto giusto nel momento sbagliato.

Boggie Kapas sempre splendente. Mi tolgono gli 800? E io mi prendo i 200 farfalla. E brava Boggie! Io me l’ero appuntata sul foglio, giusto per non sbagliare. L’’ungherese giusta al momento giusto.

Jeremy Desplanches, 10 anni dopo Rigamonti, conquista un titolo per la Svizzera in un 200 misti senza padroni. Insomma, ancora una volta, lo svizzero giusto al momento giusto.

La staffetta mista mista italiana ringrazia sentitamente Kamminga per il peggioramento di 1”8 dal mattino nella staffetta olandese. L’olandese giusto al momento giusto.

FuoriOnda 22 – EC2018 a Glasgow con Elena Di Liddo

di Redazione Podcast

https://www.spreaker.com/user/10271278/glasgow3diliddo

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite di oggi Elena Di Liddo, bronzo europeo e tante altre cose..

Prosegue la trasferta di Laura Vergani ai Campionati Europei.
La Stagione. Questo è il 2018 per Elena. Un anno in discesa, ma una carriera in salita. Un anno e una carriera che ci dipinge in questa intervista, dove ci racconta e si racconta: il nuoto, la scuola, il movimento natatorio pugliese.
Tutto questo solo nello speciale di Glasgow di Fuorionda, l’unico podcast con il gonnellino!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 5 agosto 2018 presso il Tollcross International Swimming Centre di Glasgow.
Credit foto: Laura Vergani

Glasgow2018 – Europei Day3: Scommettiamo che?

di Mauro Romanenghi

Scommesse in casa GBR - Glasgow 2018 Laura Vergani

Scommesse in casa GBR – Glasgow 2018 Laura Vergani

Scozia, patria del whisky, della birra, di Connor McLoud. Siamo nelle Highlands… e qui si fanno scommesse su qualsiasi cosa, come in tutta la Gran Bretagna.

Ieri quindi mi son fatto prendere dall’euforia e mi sono giocato la pizza sulla tripla di Miressi. La sfida era indovinare il tempo di batteria, semifinale e finale. Mi sono arenato in semifinale.

La cosa non si è risolta lì. Mi hanno chiesto pronostici su 800 stile donne e 50 stile uomini, sul tempo della Pellegrini in frazione, sulla vittoria dei 100 dorso uomini, dei 1500 uomini. Al momento sono fermo a 2 vittorie e 3 sconfitte. La pizza è andata, oramai. Ho dato anche Milak al record del mondo dei 200 farfalla. Quanto ho scommesso? Segreto, of course. Chiedetelo a Nessie, il mostro di Lochness.

Allora andiamo di scommesse. Grande risalto per la vittoria della Quadarella negli 800. E tutti i siti adesso si accorgono che è la favorita dei 1500. Già. Ci sono anche i 400. Scommettiamo una tripla?

Ieri sera mi sono dedicato alla cucina. Fiori di zucca in pastella fritti nello strutto, friggitelli scottati, insalata novella con cuori di bue. Sono curioso di sapere la dieta di mia moglie, Tennent’s a parte. (“E’ un segreto“).

A proposito di mia moglie, ieri in giro mi è capitato di parcheggiare dietro una Lamborghini, e ho subito spedito una foto. Naturalmente alla sera mi ha risposto, dicendo che lei usciva con la Lotus parcheggiata fuori dall’impianto. Scommettiamo che ci è riuscita? (“Of course“)

Quando si dice il caso. Mi arriva una foto da mia moglie, ed è un’atleta della mia squadra seduta in tribuna. Una foto così non la davo neanche uno a duecento. Subito l’ho spedita suscitando lo stupore dell’interessata. Noi possiamo fare tutto, siamo la Redazione Podcast.

Oggi Sacchi in forma olimpica sfida la Caporale dalle lacrime facili. Prima stronca Lochte, reo della infusione con vitamine (sic!), poi stronca la prestazione di Pirozzi nei 200 stile e di Turrini nei 200 misti (un po’ come sparare sulla Croce Rossa), poi cerca in tutti i modi di bloccare il ballo pem pem, infine dileggia la rasatura degli azzurri debuttanti. In effetti, la sua mise è ineguagliabile, stile tenente Kojak: scommetto che nessuna matricola può tenergli… testa!

Mi dicono che il battimani dell’inno italiano è insuperabile. Sfido chiunque a fare il battimani, sull’inno tedesco.

Difficoltà con i tempi: problemi di settaggio dello starter aumentano di dieci centesimi alcuni tempi della giornata di sabato. Tra cui il mondiale di Peaty e il record della Quadarella. Che restano record. Se mi rompono ancora per i problemi di piastre ai regionali, gli spezzo i bracci.

Passiamo alle gare.

Titolo del film di oggi: mattina fratricida due, il ritorno.
Nei 200 misti si scannano gli inglesi, ai primi tre posti. Nei 200 farfalla addirittura tre nazioni. Ungheria, Italia, Gran Bretagna. Alla fine praticamente bastava iscriversi per entrare in semifinale. Nei 100 dorso tocca ai russi e ai britannici, mentre i tre russi si scatenano nei 200 rana, dove Khomenko esce con 2’09”.

Ceccon al mattino: “punto tutto in questi 100 dorso, forse ho rallentato un po’ troppo”. Bravo.

Paltrinieri un signore anche con la gastroenterite. Di fronte al quarto e quinto tempo di sempre, chapeau e sotto a lavorare per rimettere a posto le cose. Intanto perdo la scommessa, ma non per colpa di Romanchuk.

Miressi. Dalla Caporale, non sembra vedere l’ora di andare via. Fatti, non pugnette, come direbbero a Zelig. Duecentodue centimetri di convinzione.

Non c’è due senza tre e il quattro vien da sè. Scommettiamo? Quindi con la medaglia della Castiglioni nei 100 rana, dovrebbe arrivare la quarta di giornata. E difatti. Burdisso. Da non crederci.

Scommettiamo che Milak fa il record del mondo? Per 150 metri ci ho creduto. Poi forse un passaggio a 52”7 si paga. In effetti. Però dai forse la prossima volta… alla fine è un millennials!

Al mattino ho scommesso Italia quarta, a meno di grandi miglioramenti dei frazionisti. La vendetta dei crapapelata, mi suggeriscono. Megli 1’45”44 miglior frazionista della finale. Bronzo. Non sono mai stato così felice di aver sbagliato. Scommettiamo?

FuoriOnda 21 – EC2018 con i genitori Castiglioni!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti di oggi i genitori della ranista della nazionale Arianna Castiglioni, Silvia e Andrea!

Prosegue la trasferta di Laura Vergani ai Campionati Europei. Oggi in mezzo agli ovini e ai prati (siamo sempre in Scozia) parliamo con i genitori di Casti, al secolo Arianna Castiglioni. La madre ci spiega come si vive la gara in tribuna, come si vive la gara a casa, qual’è il ruolo dei genitori, come si concilia scuola e sport. Il padre è d’accordo con la madre e le pecore anche, come potrete sentire.
Tutto questo solo nello speciale di Glasgow di Fuorionda, l’unico podcast con il gonnellino!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.com

Puntata registrata il 4 agosto 2018 presso il Tollcross international Swimming Centre di Glasgow
Credit foto: Laura Vergani

Glasgow2018 – Europei Day2: Siamo in Scozia

di Mauro Romanenghi

AdamPeaty e il WR! Glasgow2018 Laura Vergani

AdamPeaty e il WR! Glasgow2018 Laura Vergani

Siamo in Scozia. Si vede da molti particolari. La pioggia fine, la birra che scorre a fiumi ovunque. La presenza di negozi di kilt (dove altro potreste trovarli?), le ragazze con la treccia e i capelli rossi. Tutti stereotipi che trovate in Scozia insieme agli hotel vecchi e ai fantasmi.

Alle premiazioni, ragazze in perfetta tenuta scottish tipo studentesse di college. Tipico fisico scozzese, quindi scordiamoci ragazze esili e alte. In compenso uomini in kilt elegante anche di una certa età, appena giunti dal pub. Siamo in Scozia, dopotutto.

Assistevo alla premiazione del nuoto sincronizzato, e alla fine ho capito cosa mancava: il podio. Insomma, o nel nuoto o nel sincro. Siamo in Scozia, alla fine.

Ieri ho un po’ tralasciato di parlare di alcuni ragazzi. Tipo Ceccon, che centra una semifinale nei 50 dorso a 17 anni. O Pinzuti, zero timore reverenziale e al personale nella semifinale dei 100 rana. Portato quasi per caso, arriva al dodicesimo posto in Europa. Crescete bene e ripasseremo.

Oro perso o argento guadagnato? Atroce dilemma. La Cusinato ha perso l’oro nella frazione rana, dove non è stata così incisiva come a Roma, prendendo quasi un secondo. Ma per vincere occorreva il record italiano. Forse era solo il giorno della Lesaffre.
La staffetta paga un Dotto non entusiasmante negli ultimi 15 metri e la mancanza di frazionisti a 47”. Miressi a parte, of course (siamo in Scozia).

Dai 100 della mattina si evince che Vendrame non c’è. A parte l’incidente di Zazzeri, mai nella staffetta veloce riusciamo a beccare i quattro atleti in forma nella singola manifestazione.

Titolo del film: mattina fratricida. Nei 100 stile Morozov viene estirpato dalla semifinale come terzo russo, con 48”75. A questo punto penso che essere arrivati a solo 7 decimi da loro in staffetta sia stato un vero miracolo.

Nei 200 farfalla, quattro ungheresi al via. Vittima eccellente Cseh. Stavolta i siti specializzati non potranno esaltarne le qualità della testa rasata. Onore a Cseh ma Kenderesi e Milak un’altra pasta. Gli ungheresi al primi cinque posti dei 200 farfalla. Facciamoci delle domande.

Secondo titolo di oggi: la notte dei morti viventi. Protagonisti Dotto, Zazzeri e la Pirozzi che si aggiravano spettrali nei corridoi in preda a dolori intestinali sconosciuti e rimanendo l’ombra di se stessi al mattino.

Medaglia europea triangolare. Che come tutti voi sapete ha l’area più piccola del cerchio, essendo inscrivibile in esso (e qui mi beccherò del saccente da mia moglie .. “infatti” N.d.Moglie). Inutile che vi dica che si risparmia metallo. Dove, se non in Scozia?

Ma parliamo di nuoto!

Siamo in vena pronostici al mattino. Io dico Quadarella senza problemi. Non so che gara abbiano visto gli altri, ma non c’è stata storia dai 400 metri. Dietro, la Kesely, una nostra vecchia conoscenza.

Peaty non sembra in grande forma a questi Campionati, dicono. Per fortuna. La sua allenatrice mi dicono che cerca ancora i Calippos ma qui in Scozia non ci sono.

Coraggioso Scozzoli, il miglior partente del mondo. Ma non basta. Trent’anni si sentono, ma noi ti vogliamo bene, Fabio.

La Caporale si impegna e trova nel duo Scalia-Zofkova la via del pianto che si era smarrita da tempo. La Scalia parla a bocca chiusa: non so come facciano a uscire le parole dalla sua bocca. Sembra un robot senza emozioni. Dovrebbe piangere lei e invece la precede la Zofkova. Come in gara. E al RI.

Parlando di tecnica, è ufficiale che la Zofkova, che sarà 1 metro e 85, paga un metro e mezzo da tutte in partenza. Non posso che censurare il commento.

Intervista con Di Liddo, che finalmente riesce quasi a sorridere per la prima volta in vita sua (e ti credo!). Dietro c’è la Bianchi, ignorata perché arriva Peaty. Ubi maior…

La Caporale in forma olimpica: anche la Di Liddo parte in un pianto dirotto dopo la premiazione. Sarà galvanizzata dal premio per le 10 edizioni degli Europei seguite come giornalista?

La collana dagli occhi di ghiaccio. Nuovo record mondiale dei 50 dorso. Il suo nome è Kolesnikov, Kliment Kolesnikov.

Intervista alla Caporale. Far piangere Kolesnikov è ovviamente impossibile, ma anche evitare di ridere. La sua voce è un misto fra Paperino e Qui Quo Qua. Forse sono i tre nipotini nascosti sotto la tuta del russo.

Sioestrom e l’importanza di essere più lunghe! E la Blume sorridente incassa. Aspettiamo i 100 metri.

Debutto 4×200 stile mista: mi chiedono l’ennesimo pronostico e dico Ungheria. Intanto diciamo che la gara è veramente un doppione inutile così come la 4×100 stile mista e solo un modo per far fare tanti più ori agli USA che non credo ne abbiano bisogno.

A domani. Un piccolo saluto. Siamo in Scozia.

FuoriOnda 20 – EC2018 il dietro le quinte con .. Giorgio Scala

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani in trasferta nella terra dei kilt. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Giorgio Scala, fondatore e fotografo di DeepBlueMedia, fotografo e membro del comitato organizzatore della LEN .

Oggi la nostra conduttrice è in trasferta: per questa settimana seguirà i Campionati Europei e soprattutto i dietro le quinte della manifestazione. Iniziamo quindi con Giorgio Scala, fotografo di Deepblumedia e cane da pastore della LEN. Con lui sveliamo l’organizzazione della manifestazione, la programmazione, le questioni da risolvere e tutto quello che si nasconde dietro un grande evento. Insomma la polvere sotto il tappeto.
Tutto questo solo nello speciale di Glasgow di Fuorionda, l’unico podcast con il gonnellino!

Montaggio a cura di Edoardo Macrì di Lifesavinginitaly.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 3 agosto 2018 presso il Toolcross International Swimming Centre .

credit foto: Laura Vergani

Glasgow2018 – Europei Day1: Giochi senza frontiere?

di Mauro Romanenghi

Annaffiatura_Glasgow2018-day1_LauraVergani

Annaffiatura_Glasgow2018-day1_LauraVergani

Eh sì, si comincia! Dieci giorni di Campionati europei, che non sono i Giochi Europei (che gran confusione!).

Cinque discipline nobili, le più nobili delle Olimpiadi, si consorziano per offrirci un po’ di spettacolo. Io le ho sempre seguite un po’ tutte, fin da bambino. Tranne la ginnastica, che come sapete è uno sport coi voti e io gli sport coi voti, con tutto il rispetto che ho per gli atleti che le praticano, proprio non ce la faccio!

A questi Europei io non ci sono. Ma la mia famiglia, la famiglia di Acquastampata, sì.
Mia moglie è lì. Mi dice che sul suolo scozzese (per carità, non chiamateli britannici!!), si sente a casa.. la gentilezza la succhiano con il latte. Ammesso che gli scozzesi bevano mai latte, avendo a disposizione birre e whisky di qualità superiori a qualsiasi media!!
Mia moglie mi manda foto di negozi di kilt (che non metterò) e abiti da sposa (segnali che non capisco). Naturalmente il tutto avvolti nel clima da mostro di Lochness: non so se mi spiego.

In mancanza del nuoto, guardavo le qualifiche dell’inseguimento a squadre del ciclismo. Pancani e Martinello sono i MecaSacchi del pedale. Li seguo al Tour e al Giro, ma qui stanno dando il meglio di sé.

C’è da dire che nelle gare di ciclismo bisogna passare ore e ore dove non succede mai nulla. Poi ore di trasferimenti… insomma, c’è grande affiatamento fra i due. Martinello ogni tanto si dà all’amarcord ricordando la sua vittoria del 1985 in questa gara ma anche varie sconfitte… insomma ogni tanto si perdono. Parte il quartetto lituano, e Pancaldi lo da con grosso distacco dalle compagini precedenti. Arrivo del quartetto: primi di quattro secondi.

Martinello esalta il grande tempo dei britannici a Rio 2016 come record mondiale sui 4 Km. Salvo, dopo mezz’ora di elogi, affermare che il tempo dei britannici è stato battuto a marzo di quest’anno dall’Australia ai Giochi del Commonwealth. Non tutti hanno il nostro Marco Agosti: ci vorrebbe CIC (Ciclismoincifre!)

Abbandoniamo il ciclismo, e torniamo al nuoto. Come sempre la RAI tempista. La Di Liddo va in gara in batteria nei 100 farfalla. Cosa di meglio se non ritrasmettere le fondamentali dichiarazioni della Raco registrate poco prima?

Piscina che mi descrivono così dalla regia muliebre (tralascio il capitolo WiFi):

“Avete presenti gli stadi inglesi, dove sembra di stare in campo con l’allenatore? Ecco, lo stile è lo stesso. Piscina piccola e raccolta, si vedono benissimo anche tutte le subacquee, è la felicità di ogni allenatore di nuoto, gli amanti dei particolari…Mio marito potrebbe finalmente valutare le subacquee di Adam Peaty in tutto il loro splendore .. per venire incontro alle esigenze di tutti, è stato messo perfino un volontario (molto giovane…) che con l’annaffiatoio riempie le vaschette che gli atleti usano per bagnarsi prima della gara.. vuoi mai che si inginocchino sul bordo vasca!?! Chiaramente nella pausa pranzo la piscina viene ripulita di tutto punto.. li assumerei a casa, i ragazzi che si occupano del ripristino (ci sono già io, N.d.R.!!) Insomma, eccellenza scozzese” (vedi al capitolo birra&whisky).

Ho già capito che qua c’è un flirt con i bevitori scozzesi. Comunque, tutto minimal: siamo in Scozia, dopotutto.

Sono contento di essere qui in tutte le sue varianti è la frase preferita dei debuttanti e di chi in genere non entra in finale. Ma ci sono  eccezioni.

Pellegrini: “Non è che non volevo parlare, è che non avevo niente di nuovo da dire, e poi tutti fanno sempre le solite domande mi sono stufata di rispondere”
Caporale: “Non ce l’avrai mica con me!”
Pellegrini: “Noooo”
Caporale: “Beh parliamo dei tuoi trent’anni”
Touchée.

Parentesi uno dal nuoto sincronizzato. Continuo a chiedermi a cosa serva tutta quella serie di gesti che fanno le atlete prima di entrare in acqua. Fin dalla camminata di arrivo. Mi rifiuto di pensare che ti diano dei punti in meno se non lo fai.

Parentesi due dal sincro: il podio più triste. Gli italiani perché si sentono defraudati dalla medaglia. I russi perché sanno di aver sbagliato e non capiscono perché sono primi.
Poi non dite che non capisco gli sport coi voti. L’unica che ride, la spagnola Ferreras. Ah, quattro squadre iscritte. Tristezza.

Fiamme di presentazione: va bene che il clima è rigidino, però attenzione a non infiammare le tute in triacetato. Legge sulla sicurezza al limite.

Ballo pem pem…secondo me c’è altro in ballo: ho paura di scoprirlo. Cusinato con le sue unghie gialle da arpione arraffa l’argento: temo un suo abbraccio. La francese…Saffre ma vince (questa me l’ero preparata dal mattino).

Kolesnikov 24”25…sfida all’ok Corrall per il Glinta nei 50 dorso.

Al mattino mentre la maestà Peaty troneggia, gli altri nerds inglesi si sfidano per il secondo posto. La spunta Wilby in 59”12: per Murdoch, come abdicare dall’argento europeo in 59”14.

Capitolo Kolesnikov. Se l’Italia deve santificare Miressi che in 46”99 porta l’Italia all’argento, la Russia non può prescindere dal ragazzo con la collanina: il suo 47”23 non fa proprio schifo.

Comincia il gioco aperitivo e Luca Sacchi subito pescato a barare. Dopo un inizio veramente grigio cominciano le battutacce. Quindi adesso nel proseguio dei campionati cerchiamo il Clyde per la mascotte Bonnie la foca.

FuoriOnda 19 – Morini al centro… federale!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani. Si ricompatta di nuovo la squadra di FuoriOnda come la Croazia ai Mondiali. La conduttrice è coadiuvata abilmente da Mauro Romanenghi, ex portiere e ora tecnico della IN Sport Rane Rosse (così dice lui), Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro all’ala sinistra anche se più a suo agio in bici e in redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Stefano Morini, che non ha bisogno di presentazioni ma noi le facciamo lo stesso: tecnico federale responsabile del polo di Ostia, nonché allenatore di Paltrinieri, Detti, Cusinato, Glessi, Acerenza e Zuin.

Ronaldo o Detti? Paltrinieri o Romanchuk? Ma che c’entrano questi accostamenti? E cosa c’entra la Blume con il due pezzi? E la maturità da 100 con la Cusinato? Tutto questo e molto altro in mezz’oretta di chiacchiere sui ragazzi di Stefano Morini, in vista degli Europei di Glasgow. E forza Inter!
Tutto su Fuorionda, il podcast sul nuoto italiano migliore che c’è.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT.

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 9 luglio 2018

credit foto: Assoluti2018 – Laura Vergani

Mediterraneo mon amour!

di Mauro Romanenghi

Imagen aérea del Anillo Mediterráneo de Campclar, con el Palau d_Esports a la izquierda y la piscina, a la derecha. FOTO Tarragona 2018

Imagen aérea del Anillo Mediterráneo de Campclar, con el Palau d’Esports a la izquierda y la piscina, a la derecha. FOTO Tarragona 2018

Questi Giochi del Mediterraneo mi sanno un po’ di grande meeting internazionale, tipo quello  svolto nella piscina di Mecenate a Milano a marzo: solo che è d’estate.

Avete presente? Tribune un po’ in cemento un po’ in acciaio/alluminio, belle bollenti sotto il sole di Tarragona. Dietro, una vecchia palazzina con i mattoni rossi… e un bell’impianto all’aperto in barba a tutte le nuove regole internazionali che prevedono impianti chiusi.
Ma si sa c’è la spending review un po’ ovunque quindi bisogna accontentarsi. Alla fine si sono impegnati, un po’ come a Milano: mettiamo una bella vasca in mezzo alla campagna, sopra la ghiaia un bel tappetino azzurro cielo ed è fatta. Facciamo i Giochi del Mediterraneo.

Nel frattempo Milano deve aver visto che anche Tarragona si è data da fare di più e allora ecco che fa l’ennesima promessa. Vedremo cosa succederà: https://www.facebook.com/fincrl/posts/1273203516149079

Ma non divaghiamo. Atmosfera da grande meeting molto rilassata, dicevo.

In tribuna stiamo pure col bikini, che tanto fa bene un po’ di sole della Costa Daurada. La Galizi si fa pure il cappellino con la bandiera italiana, la Quaglieri si infila invece la bandierina a mo’ di matita fermacapelli.

Sul podio saliamo a piedi nudi, o con le ciabattine infradito (Panziera style!).

C’è uno speaker in catalano, d’altronde siamo in Catalunya, qua tira aria di secessione e lo fanno capire: la Spagna non ci piace e non si fa piacere…però se vincono gli spagnoli festeggiamo lo stesso, che diamine. D’altronde lo sponsor è la birra Estrella, oltre alla benzina Repsol (e la Toyota, che non c’entra niente ma i giapponesi sono dovunque e comunque sono sponsor dello IOC).

Birra Estrella che viene assunta a fiumi, secondo me.

Di sicuro non si tira indietro lo speaker di Olympic Channel. Onore al merito a Olympic Channel per le sue cronache, ma complice l’atmosfera da festa e un po’ di alcol tiriamo fuori alcune perle.

Secondo giorno. Lo speaker, sempre ingarellatissimo (ogni gara sembra sempre tirata allo spasimo anche quando il primo oramai si avvia a vincere con 3 metri di vantaggio) continua a enumerare i successi azzurri in perfetto inglese (tra l’altro comprensibilissimo per me notoriamente una capra nella lingua di Albione). Peccato che non azzecchi una cifra manco a pagarla.

Poi non so dove fosse a guardare le gare: vero è che non c’era uno straccio di grafica ad aiutarlo ma perdiana se uno esulta avrà pure visto sul tabellone che ha vinto! Usa ‘sto sito dei Giochi e guarda la classifica!!!

 

Probabilmente la Estrella Damm ha fatto il suo effetto anche sull’organizzazione verso il terzo giorno. Premiazione dei 400 stile libero. Manca il cerimoniere, mancano i pupazzini, manca tutto!
Ma le ragazze non si perdono d’animo. Dopo 5 minuti, si premiano da sé. E allora arriva una persona a caso, finisce la  premiazione e butta lì i pupazzini. Bene, tutti a casa? No, perchè bisogne decidere sulla squalifica di una staffetta maschile. Quella italiana. Tre quarti d’ora con tutti i giudici e i tecnici a conciliabolo per la nuotata irregolare di Sabbioni. Cosa avrà mai fatto Simoncino? Forse qualche peccato in virata. Forse una birra di troppo in tribuna… per lui o per i giudici? Non si sa.

E ora le considerazioni sparse.

I tappetini blu vanno per la maggiore. Coprono tutte le magagne. In alternativa, verdi.

Bau. Ottava corsia dei 400 stile libero. Speriamo non nuoti da cani.

Commentatore allegrone come detto. Gli strafalcioni in inglese sui nomi italiani ci stanno. Polleri, Scozzòli, Berlinchioni…ma perdiana se lo speaker spagnolo dice Scortechini e ripete Scortechini si dirà Scortechini: no, niente da fare.. Scortecini era e Scortecini è rimasta.

Scambio di battute fra due esperti via wattsap. Commento davanti allo streaming. “La Quadarella in ogni virata prende un metro. Si spinge zero” dice l‘esperto A.
Innominabile la definizione della virata data dall’esperto B.

Alcune prestazioni che non capisco. Miressi in ultima frazione di staffetta stile fa 47”1. In finale 48”5. La Castiglioni fa 1’07”9. In staffetta 1’06”1. O si lanciano benissimo o partono malissimo. Comunque li aspettiamo in Scozia, dove tra l’altro la birra non è malvagia.

Mai denigrare i nomi altrui. Vedi Khalafalla nei 50 stile. Ma che nome è? Bronzo nei 50 stile impallinando Dotto e Vergani. Mica devi chiamarti con un bel nome per vincere.

La Belmonte fa buon viso a cattivo gioco. Bastonata da Simona Quadarella nei 400 e negli 800 sorride e fa la piaciona. A Glasgow.

Cose serie. Si è vista la resurrezione di una 4×200 a 7’11”86 con nomi nuovi. Mancano 4-5 secondi per essere competitivi veramente. Birra ragazzi!


Cose serie 2: primato italiano della 4×100 mista femminile. Senza Bianchi e Pellegrini. Onore a chi c’è ma per me l’Italia vale 3’56”. Se si trova la ranista da 1’05” lanciato, con 59” a dorso e 56” a farfalla si può fare. Birra anche per le ragazze.

Cose serie 3: alcuni primati personali, che spero sia un preludio a un buon Europeo (soprattutto per chi ci va). Vedi Acerenza in ascesa nei 1500, un 400 discreto per Paltrinieri in 3’46” (nettamente primato, di due secondi), la Di Liddo che ci abitua a queste cose poi va alle manifestazioni e si sgonfia, Quadarella nei 400 (con virate da Esordiente B, dove inizia a nuotare ai 4 metri), una Pirovano a medaglia nei 200 misti.

Io faccio sempre il tifo per gli azzurri, ma ragazzi il 2020 è vicino e i tempi vanno fatti quando contano! Birra Tennent’s per tutti!