Assoluti 2018 D1 – New generation is coming now!

di Mauro Romanenghi

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credit: Laura Vergani – acquastampata

Iniziano gli Assoluti 2018.

Glielo diciamo a Mecarozzi (e non solo a lui..) che il tempo NON si può fare in batteria ma SOLO in finale A, a questi Assoluti? Massì, diciamolo a tutti!

Nel frattempo voto per la decisione RAI di trasmettere in differita le finali al posto di Italia – Belgio di calcio femminile: meglio non dirlo. Fosse stato almeno badmington… o pallavolo… o che so io. No, per il calcio il voto si abbassa. Fino a sparire.

Attendevamo la nuova generazione. La nuova generazione è arrivata. Diceva qualcuno nel nostro podcast (che esce in questi giorni, perdonateci vi prego) che Ceccon puntava di sicuro agli Europei Assoluti. Beh la prima qualificazione della new age se la prende Federico Burdisso, lombardo studente in Inghilterra (a Mount Kelly, dice mia moglie..), tesserato per una squadra romana, con il record italiano Junior. Certo l’ultima vasca lascia un po’ a desiderare, lo avevamo detto ai Criteria… ma qualche volta si vince lo stesso. Questa è la volta. Poi Milak è un’altra cosa, ma al momento accontentiamoci.

E parliamo allora di Ceccon, terzo nei 50 dorso: apnea e partenza ancora da studiare, ma il resto c’è. Podio agli Assoluti “veri”, dopo la vittoria nei misti agli invernali. E adesso vediamolo, ‘sto 100 dorso e ‘sti misti.

Non male neanche altri newgen, come Deplano. Quarto nei 50 stile. Va bene, niente personale, ma se hai di fianco Dotto, Miressi, Zazzeri, Orsi, Vergani… beh, niente male lo stesso. Adesso bisogna darsi da fare.

Visto che parliamo dei 50, mettiamo dentro anche Vergani. Tesserato Vittorino ma si allena a Milano con una vecchia conoscenza, Caspani. Secondo alltime nei 50 stile con 21”70. Dicono che Dotto non abbia preso benissimo la sconfitta, ma ci sono ancora i 100: forza Luca!

Finiamo di parlare dei maschi con Acerenza: quattro-secondi-quattro di miglioramento. Entra nei primi cinque in Italia, con un onesto 3’46” e spicci, in una gara senza avversari ma solo grazie a lui (e a Gabriele Detti che dopo la buona mattina lascia perdere per non pregiudicare un recupero ancora non perfetto). Magari non sarà un supercampione, però Moro quando li ha in mano i mezzofondisti qualcosa ci cava (quasi) sempre.

E passiamo allora da un palo a una frasca: la Cusi, che demolisce il personale e se tanto mi da tanto con questa bella frazioncina a rana e un dorso che ancora va sistemato si può levare ancora qualche soddisfazione. Poi mica tutti fanno 4’30”, ma insomma…

I misti la gara migliore di giornata. Tre qualificate tre, tutte col personale. Dietro la Cusi, Toni (personale, quarta alltime) e Polieri (personale, settima alltime). Alessia, forza, adesso diamoci da fare nei 200 farfalla. Franceschi e Pirovano le grosse deluse: a letto senza cena.

Rana con i soliti sospetti. Stavolta è Casti a prevalere: il ritorno da 34” ancora non c’è, con quello si fa il primato. Lo aspettiamo. Intanto in Scozia ci va pure Carraro, tempo al centesimo. E fine della discussione.

Il tempo lo fa anche Quadarella che finge perfino uno sprintino finale. Le gambe finalmente ci sono, adesso vediamo se la virata la facciamo meno a gambe tese e poi va tutto bene. Forza Simo.

Finiamo con l’ultimo Simo che me ne sono scordato (e mia moglie dice che “non si può proprio!”): torna in Nazionale per una competizione assoluta Sabbioni (“Ma come fai a dimenticartelo?”). Va che ti aspettiamo ancora nei cento dorso, fa minga il stupid.

Mi riservo altri commenti in altri giorni, per oggi basta così, avrebbe detto Corrado.

FuoriOnda 7 – Criteria Special 2018

di Redazione Podcast

https://www.spreaker.com/user/10271278/7-criteria-special-2018

Conduce la blogger Laura Vergani con le possenti spalle di Mauro Romanenghi tecnico della IN Sport Rane Rosse e naturalmente il Fogliani ci assiste da Marte dove è in visita turistica. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Corrado Sorrentino domatore di Swimming Channel e in contumacia Daniele Belluzzo, tecnico Larus e conduttore di Nuotocaffè.

Oggi parliamo di ragazze e ragazzi, ma anche junior e cadetti! Ma soprattutto parliamo di battaglie di record vinte dalle femmine, di 200 metri stile, di quelli che preparano le gare e di quelli che non le preparano, di matricole. Insomma parliamo dei Criteria 2018, la massima rassegna nazionale giovanile in vasca corta che NON è un campionato italiano.
Tuttavia la crème della gioventù natatoria si ritrova qui per capire lo stato dell’arte. Noi ne parliamo insieme a due allenatori che di giovani se ne intendono. Tanti nomi da Quaglieri a Pirovano, da Gaetani a Pilato, da Razzetti a Ceccon.
Se volete saperne altri, dovete per forza ascoltare Fuori Onda numero 7, l’unico Podcast ad alto tasso di nuoto giovanile…e non solo: e solo su Acquastampata e Oasport.

 

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix

Puntata registrata il 29/03/2018

credit foto: Alessandro Bacchi

Criteria 2018 M2 – Il Diavolo e l’Acquasanta!

di Mauro Romanenghi

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Trinità (credit: FIN/Facebook)

Anche i siti specializzati si accorgono di Luca Rasi (ogni riferimento al fatto che ne ho parlato per 5 giorni è casuale: i siti specializzati vanno su Internet e scovano ogni cosa possibile per fare notizia) e lo intervistano.

Così mentre i siti specializzati scoprono dei Criteria i cartellini scordati, i record stabiliti, poco fanno su come ci si comporta in vasca. La mia l’ho detta, non ci tornerò su. Per chi vuole, ci sono le spiegazioni: sui siti specializzati.

La mattina del terzo giorno l’ultima perla di Luca Rasi: “invitiamo gli atleti che si tuffano male a non usare la corsia 0 ma usare la 1 e la 9.” Fantastico.

Leggo sui siti specializzati che un americano della nazionale Junior aveva assunto una sostanza dopante, ma poiché ha confessato, è stato graziato con soli 4 mesi. Da noi si da una stagione se assumi una sostanza per sbaglio (!). E comunque questo ci dice che il doping esiste anche nel nuoto, e purtroppo anche a livello giovanile. Quindi oltre alle campagne per sensibilizzare lo sport nelle scuole, sarebbe meglio (soprattutto in Italia, il paese dove se sei furbo sei bravo mentre se sei onesto sei un pirla) iniziare in parallelo una campagna sul doping e su cosa può fare. Perché chi sta male poi lo paghiamo noi.

Finiti i pipponi, che sono in forma, oggi si inizia con i Queen.

Prima delle competizioni, la premiazione delle matricole. Pensavamo che Mosè fosse ineguagliabile. Sbagliavamo. Comunque i petrodollari e il cardinale non stonano così vicini… paura eh? (direbbe Lucarelli).

Dobbiamo riprendere come al solito qualche nome lasciato qui e là. Il solito Lorenzo “short course” Mora, che fa il primato nei 200 dorso cadetti ma non il suo primato. Bene. Ora vorrei assistere alla trasformazione in Lorenzo “long” Mora.

L’altro giorno mi aveva un po’ deluso, oggi nei 50 meglio ma ancora non è il vero Pinzuti. Idem Poggio che qui si è cimentato pure lui solo nei 50. Insomma parlo dei ranisti che seguo da un po’: qui hanno fatto le prove generali dello spettacolo (?).

Ovviamente Lamberti mi smentisce subito. Avevo detto che mi piaceva di più a stile, qui fa 1’56” a dorso e vince il titolo dei 2000. Questo dimostra perché io al Fantanuoto non ho mai vinto.

E arriviamo ai cento stile. Non volano sberloni ma neanche tanto male. Miressi si porta dietro i soliti noti. Avevo detto che aspettavo Deplano e Nardini. Eccoli lì, a 48” basso. Forse loro hanno puntato più qui, forse no. Osservati speciali, comunque, insieme a Di Cola. Buon quinto, ultimo sotto i 49”, Razzetti.

Due titoli di staffetta a De Akker. Ce lo avevano detto, la squadra c’è. E infatti c’è.

E c’è anche la nostra, che vi attende con i Podcast. Anche noi ci siamo allenati, gli Assoluti ci aspettano. Avremo periodizzato bene?

 

Criteria 2018 M1 – Fermi nelle corsie!

di Mauro Romanenghi

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“Fermi nelle corsie!” (credit: Alessandro Bacchi)

Per fortuna che arrivano i maschi, più indisciplinati, più numerosi, più… più…

Si vede che sono arrivati. Intanto cambia la playlist, abbiamo i Duft Punk al posto di Betta Lemme. Ma poi ci sono gli ACDC e persino il Boss.

Si vede che sono arrivati i maschi: abbiamo più cartellini abbandonati. Il record è di Costa, cartellino perso per due volte nel giro di venti minuti. Primato assoluto alltime della manifestazione!

Luca Rasi sta raggiungendo la forma migliore. La sua frase “rimanete fermi nelle corsie, non è difficile” ha raggiunto la ventisettesima posizione nella classifica delle frasi più usate in Italia.

Questa la devo proprio dire. Nei 400 misti, seconda serie, anni 14. La corsia 5 è squalificata perché nella frazione rana ha nuotato in una corsia non assegnata a lui. Parola di Luca Rasi. E, purtroppo, la pura verità.

Due giorni di competizioni e vediamo cosa c’è da dire.

Parliamo subito di Alberto Razzetti. Che a dispetto del suo nome non fa la velocità. O meglio non fa solo quella! Viene dal delfino e da Rapallo. E stabilisce due record della manifestazione nei misti, ottavo nei 200 e decimo nei 400 alltime. A parte un dorso da sistemare, il resto non è niente male. Vediamo a Riccione che combina il ragazzo in queste distanze. Nei 200 farfalla ha da studiare, la tattica “parto a razzo finisco a…” non ci sta. Il 31” di chiusura, in vasca lunga non promette bene. Anche se a volte (raramente) si vince.

Visto a Milano e rivisto qui. Niente male il giovane. Già lo conoscevo ma è spuntato fuori nei meeting invernali e qui ci delizia in tutto il suo splendore. Come era in lunga l’ho visto a Milano, come sarà lo vedremo a Riccione a metà aprile. Parliamo di Alessandro Fusco 2’08”34 a rana. Ovviamente primato della manifestazione.

Il duello Ceccon – Burdisso si svolge sui 50 stile e 100 farfalla. Il lombardo in trasferta studentesca in Inghilterra, tesserato Tiro a Volo, viene impallinato due volte. Tre se contiamo la sorpresa Busa, che scende sotto i 24” per fare il record del meeting (ops, dei Criteria) nei 50 farfalla. Ma si vede che è pesante, soprattutto lo si vede nelle ultime due vasche dei 200 farfalla, la sua gara. Da paura la fine, le braccia non uscivano più, Razzetti style. Ceccon invece come al solito illeggibile, ultimo 50 dei 200 rana più veloce anche delle categorie superiori. Sempre curioso di seguire questa progressione cronometrica in lunga, qui vale lo stesso discorso del suo compare. Nei misti onesto compitino, a quasi un secondo dal migliore. Per i 200 stile, vedi sotto alla voce comportamento.

Miressi spazia dalla velocità, ai 100 farfalla, ma dove si fa vedere finora sono i 200 stile. Insomma divertirsi il mio motto. Vincendo qualche medaglia come mi ha detto qualche allenatore.

Altro osservato speciale Lombini. Si nascondicchia nei 400 e nei 50 dorso. In attesa dei 200 stile.

Proietti Colonna: l’eterna attesa. Bel 400, nuovo record dei Criteria. Sempre in attesa di quel che sarà.

Curiosità per alcuni ex nazionali Junior dello scorso anno. Nardini e Deplano, ad esempio. Nardini vince i 50 farfalla, tanto per gradire. Deplano fatica nei 50 stile, ma un bronzetto se lo porta a casa.

Per gli amanti del gossip, anche il fratello di Noemi Lamberti, figlio di Giorgio Lamberti anche lui (eh già) vince i 100 dorso. In realtà ha vinto per squalifica di un avversario, ma la notizia passa in secondo piano. Comunque il ragazzo nuoticchia meglio a stile secondo me. Soprattutto nei 200 non è male… qui, non pervenuto.

Parliamo di stile libero e dei 200 stile: qui volano gli stracci nei Cadetti. Non è che ho nominato quelli di prima invano. E’ vero, abbiamo 20 anni, è ora di uscire. E usciamo allora.

Miressi 1’44”91, Di Cola 1’44”95, Proietti Colona 1’45”55, Lombini 1’45”67, Nardini attention 1’45”99 con il miglior ritorno di tutti!!! E adesso mi dovete far divertire agli Assoluti, sennò mi incavolo davvero.

Spulciando le staffette vedo un 1’46” lanciato. Poi lo cerco in gara individuale e fa 1’50” nella start list. Sarà un fuoco di paglia? Gavazzi fa 1’47”84, 53” con 54” di ritorno. Confermato. Sarà il figlio di Pierino Gavazzi, indimenticato ciclista anni ‘80? Lancio la palla ai siti specializzati!

Sempre parlando di 200 stile. Ero curioso di vedere il tempo di Ceccon. Beh mi rimarrà la curiosità. Invece qualcuno dovrà spiegare al ragazzo che non si prendono in giro gli avversari.

Eh no, ragazzi, no no no…come dice Luca Rasi.

Criteria 2018 F2 – E’ ora di basta!

di Mauro Romanenghi

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Staffetta Ragazze – Criteria 2018 (credit: Alessandro Bacchi)

Criteria femminile all’archivio e allora eccoci qua, mentre mi sgranocchio un cioccolato ai cereali, a scrivere due righe sulle cose da aggiungere.
Premessa. Qui si parla di livello assoluto o di prospettive. Si parla seriamente ma con facezia. Se non avete senso dell’umorismo, leggete altre cose. C’è un interessante articolo su come sopravvivere al riscaldamento pregara, ad esempio. E per chi pensa che non rispetti gli atleti, io ne ho il massimo rispetto. Per questo li sprono tutti i giorni e li seguo (gratis) alle gare. E per questo, posso anche prenderli in giro, un pochino. Con rispetto, però.

Ieri scrivevo a un mio amico verso le 19: domani su tutti i siti troverò: “la figlia di Lamberti vince i 200 stile, la dinastia Lamberti continua”. Detto fatto. Dovevo fare il santone, se ce l’ha fatta Vanna Marchi potevo farlo anche io.

Naturalmente poiché è stato spoilerato da Renato Fusi che la Consiglio è figlia della Cavallino nessuno lo ha scritto (però Virginia le virate eh…).

Onore al merito a Casarano. Che NON sono le gemelle Cesarano! Da lì vengono gli olimpici salentini and Co. cioè i Nuotatori Pugliesi.

Giorgia Meloni che ha vinto i 100 e i 200 rana non è la Giorgia Meloni che va in parlamento… hanno fatto bene a ribadirlo i siti specializzati.

Oggi mi hanno fatto notare che è scattata l’ora legale. Infatti mi sono alzato convinto fossero le otto invece erano le nove e le gare erano già iniziate. A qualcuno è andata peggio. Due smartphone scordati e un mazzo di chiavi (tranquilli anche io le ho scordate in un bar di Riccione). Ma la migliore è l’atleta (si dice il peccato ma non il peccatore) che ha scordato il cartellino per due volte in una mattina. Solo la ragazza che alleno io ha fatto peggio e un giorno ve ne parlerò.

Luca Rasi ribadisce in maniera chiara il concetto. Bisogna rispettare i tempi: LASCIATE – LIBERA – LA – VASCA. E poi la frase simbolo: “un ultimo sforzo raggiungete la zona podio!” Ma che è adesso è uno sforzo andare sul podio? Magari ci fossi mai andato io, ma pure sulle nocche ci andavo.

Ricordatevi che la transenna è riservata ai tecnici. AI TECNICI!

Ma se abbiamo i Gun’s, la musica anno ‘80 con gli A-ha perché dobbiamo ascoltare per tre giorni: Rovazzi, L’esercito del selfie, Io non abito al mare, Sotto il sole di Riccione e Bambola? Tra l’altro scusate ma ho cercato su Internet Betta Lemme tutta la vita altro che Wanda Nara. E’ comunque ufficiale: per chiamare la prima serie, si usa Betta Lemme. Mettetevela via.

Bene basta amenità parliamo di cose serie. Francesca Fresia non andrà forte come D’Innocenzo, Cenci, Quaglieri ma sui 200 ci sa fare e ho capito perché. Bracciata ampia e sinuosa, bassa frequenza (forse troppo bassa… sveglia eh) e ottime apnee. Insomma siamo a 2’09”, tra l’altro ha già fatto di meglio lo scorso anno. Ma noi ti vogliamo bene lo stesso (volevo solo precisare che anche la D’Innocenzo nei 200 non ha fatto il suo migliore…no perché i siti specializzati non lo hanno detto).

Discutendo dello stile libero con un esperto di statistiche (non è Massimo Anelli, che è un GRANDE esperto di statistica) parlavamo dello stile libero femminile. Poco di nuovo all’orizzonte in ogni distanza esclusi i 50, solo numericamente rilevanti. Il deserto dei tartari nei 200. Tra il poco visto spicca l’unica 2003 che batte l’esercito 2002, Carola Valle, e si issa ai primi 20 posti alltime e scende sotto i 55” nei 100. L’unica.  Finché vanno a scuola, mi dice l’esperto, non puoi farci niente. Il problema, caro, è che spesso finita la scuola finiscono pure gli atleti. Vabbè.

Detto già della D’Innocenzo, parliamo della Cenci. Non ti girerebbero le palle se tu facessi tre record della manifestazione ma purtroppo arrivi dietro a chi lo ha già fatto? Sì? Bene, allora sei Martina Cenci. Dai Martina non sei ancora agli stracci (pessima battuta, lo so, ma concedimela). Tra l’altro, manco a farlo apposta, una Carabinieri, l’altra Fiamme Oro.

Mi si dice che non ho parlato della Categoria Ragazze. Voglio solo dire questo. A meno che non sei la Ledecky, la Meylutite, la Penny Oleksiak, la Pellegrini, nella categoria Ragazze devi imparare a gareggiare, nuotare bene, virare, destreggiarti nella competizione. In un paio di anni si vedrà cosa si diventerà. Faccio un esempio pratico. Erika Gaetani unica a stabilire record della manifestazione nei 2004. Tempi ottimi con 1’00”73 e 2’11”22 meglio addirittura delle 2003. Ma come lo scorso anno le apnee sono lunghe 5 metri (cioè non ci sono), nei 100 come nei 200. Tra due anni le apnee dovranno essere di 8-10 metri. Il concetto è questo.

Degli undici record, sette sono delle 2002. Ribadiamo il concetto. 2002-2020. Senza pressione eh, sotto il sole di Riccione.

FuoriOnda 6 – Fratelli Resch: l’unione fa la forza

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con le possenti spalle di Mauro Romanenghi tecnico della IN Sport Rane Rosse, ritorna oggi rapito dai recessi della galassia il Fogliani, ammaestratore per VaporiDiCloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Andrea e Alessandro Resch, tecnici del GS Forlì Nuoto

Come diventare tecnici in giovane età? Cosa serve per fare di un nuotatore un campione? Quanto allenarsi? Quando? Questo e altro nella visione dello sport agonistica di Alessandro e Andrea Resch, due dei fratelli artefici della ascesa del GS Forlì Nuoto e di conseguenza della DeAkker Team, la squadra emiliana (ma ora non solo) nelle prime posizioni in Italia: un po’ come i Medici a Firenze! Perché l’unione fa la forza, se si lavora nei modi giusti.
E dove tutto ciò? Solo su Fuorionda, l’unico podcast sul nuoto italiano…e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.com

Credit foto: Alessandro Resch

Puntata registrata il 08/03/2018

Città di Milano 2018 giorno 2 – spaghetti dal Sudafrica

di Mauro Romanenghi

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Argh! (credit: Mauro Romaneghi)

La cosa migliore del secondo giorno secondo me sono state le interviste di Walter Bolognani. Questa è la legge del contrappasso: la sua ritrosia nel farsi intervistare ha subito la pena dantesca e così si è trovato (peraltro egregiamente) a farsi dare del bello da Chad Leclos, che così ha dimostrato che l’Italia non è solo spaghetti, pizza e mandolino come Walter ha chiesto. Giganteggiato da Proud (che per fortuna gli ha stretto la mano solo formalmente, altrimenti ci saremmo trovati un selezionatore della giovanile menomato) ha poi ingaggiato un duello verbale con la Bonnet, che ha qui infilato un poker di vittorie peraltro di squisita fattura.

Dopo aver vinto i 50 farfalla si è presentata in quattro-minuti-quattro e ha stampato 55”3 nei 100 stile. Onesta.

Nel mio personalissimo cartellino delle bellezze del trofeo però non trova posto sul podio, dove svetta Simona Baumrtova, ieri vincitrice nei 100 dorso in 1’00”41. I gestori della piscina di Mecenate fanno sapere che manderanno il conto dei danni alla corsia 4 dove la Simoncina ha urtato violentemente dopo aver sbandato agli 85 metri, danneggiando tre dei galleggianti gialli. Coraggio Simona siamo tutti con te.

Al secondo posto una bellezza poco appariscente (nel senso che nelle finali del pomeriggio non è apparsa). Sara Alesci all’argento ma non per distacco. La prossima volta ti vogliamo anche al pomeriggio.
Al terzo Martina Carraro, che però è al primo posto nei 50 rana. Doppia vittoria per lei, oggi non serviva neanche il cartonato.

Anche il sabato fortunatamente nessuna vittima nelle esibizioni da telefono azzurro. I bambini hanno tentato in tutti i modi di schiantarsi sui blocchi Omega o nel cartonato rosso della Nuomil che nascondeva le bruttezze della Daniela Samuele. Non ce l’hanno fatta e questo è già un successo.

Successo che ha arriso a molti dei nostri. Duellone nei 100 rana tra Scozzoli e Poggio, redivivo dall’Inghilterra. Sul filo dell’1’01”, niente di che in un Trofeo che chiedeva solo di vedere a che punto siamo.

Siamo a buon punto per il dorso di Ilaria Cusinato. La frazione ben nuotata, anche più veloce della livornese Sara Franceschi che di solito la recupera, dimostra che la cura tecnica ostiense comincia a dare buoni frutti. Si scende sotto i 4’40”, un tempo che in Italia dice qualcosa, in Europa al momento no. Vedremo, speriamo, la prossima estate. Nei 200 farfalla bene la Bianchi, per ora siamo  a 2’10” per lei e Polieri… insomma niente male. E niente male neanche la Caponi nei 400 stile, la aspettiamo a Riccione: lei vale 4’05” secondo le voci che ho sentito. Bisogna farli.

Per il resto, ieri, a parte la cotoletta alla milanese a pranzo, da segnalare come valore assoluto ci sono le tre vittorie con prestazioni cronometriche ottime di Proud (21”64 nei 50 stile) e di Leclos (nei 100 farfalla 51”36 con Matteo Casper Rivolta a 52”90 a osservare i piedi del ragazzo Energy) e di Desplanches nei 200 misti in 1’59”45. Ricordiamo che fra un mese i due ragazzoni Energy dovranno dare battaglia ai Commonwealth Games, che per i sudditi di sua maestà sono più dei Mondiali!!!

Tre record del meeting che credo siano destinati a durare parecchio, dando lustro a una manifestazione che sia avvia al decennale ma che merita, secondo me, che Milano cominci a pensare a una sede decente. Perché a partire dall’ingresso fino agli spogliatoi, i bagni, il piano vasca e la tribuna, Daniela (e Milano) comincia a meritare di meglio.

Città di Milano 2018 giorno 1 – sfida di barbe e di selfie

di Mauro Romanenghi

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Selfie! (credit: Mauro Romanenghi)

Oggi tempo pessimo. Meglio stare al caldo, che di questi tempi non è male visto il meteo.

Ma io non mi deprimo e visto che c’è vado al Trofeo Città di Milano. Il  primo giorno alla fine non era malaccio il tempo…e poi vado a ritrovare vecchi amici, salutare un po’ di gente, vedere qualche gara di livello. Ah, non c’è la Pellegrini. Paltrinieri? In Australia. Detti? Acciaccato. Quadarella? Meglio il Lazio, là almeno c’è il sole. Martinenghi? Uccel di bosco. I duecentisti? Avvolti nella nebbia.

Oh, vabbè qualcuno ci sarà, quindi alla fine parto fiducioso. Mi preparo psicologicamente agli intermezzi ginnico-danzatori fra le varie gare, ma soprattutto all’entrata in scena dell’incubo del trofeo: un po’ come il clown in It di Stephen King, il pupazzo Gnappo di Maidiregoal, Crazy la scimmia ubriaca ci sollazza per l’intera durata della manifestazione. Forza Crazy, due giorni e poi potrai tornare alla vita di tutti i giorni. Vedo arrivare Filippo, giubbottone alla Fonzie, e barbone special. Rivaleggia con la sua barba quella di Massi Rosolino. Ma nei selfie nettamente in vantaggio il Massi, molto più esperto e a suo agio. Meno a suo agio Fioravanti, gilerino istituzionale da ministro dello sport…e bravo Fiore, che ti stai allenando?

Quello che vedo è un bel festival della legione straniera, che spazza la vasca con immensa leggiadria. La leggiadria di Giorgina Davies che spetascia la concorrenza nei 50 dorso. Quella della Bonnet, che saluta la compagnia dei 200 stile in 1’56”. O di Chad Leclos, che oggi sale in cattedra (ma non ne avrebbe bisogno vista l’altezza) e da lezioni di apnea. Ammazza che fisico gente, prima del podio sembrava lo zio con i nipotini. E che dire di Ben Proud, l’inglese che sprizza Energy (Standard) da tutti suoi bicipiti, tricipiti, addominali e dorsali. L’unica cosa che stona è la sua testolina, che sembra l’abbiano messa lì per caso per finire il resto del corpo. Un resto che funziona benissimo, vista la sua progressione nei 50 farfalla.


Qua e là, visto che il venerdì è sereno, lampi di azzurro. Che ci stanno.
La nostra Ilariona nazionale nei 100 farfalla sente il pepe della Di Liddo e il 57”94 è la cosa più bella della giornata. Dovrebbe sempre esserci un cartonato della Di Liddo che segue Ilariona, così la spinge! E un bel cartonato della Bianchi, così la Di Liddo tira per raggiungerla. Dovrei pensarci per le ragazze della squadra. Una serie di cartonati plastificati da mettere sul fondo vasca. Per fare paura, il cartonato della Ledecky.
La Carraro, sfoderando la sua chioma ondeggiante, sfodera anche una prestazione abbastanza degna. Casti abdica al mattino…forse allora c’era il suo cartonato sotto la corsia di Martina?

La sfida nostrana della velocità vede Dotto imitare la barba di Filippo e Massi…dona anche a lui, ma dovrei chiedere a mia moglie.

Tra i fisici messi mica malino degli stranieri, non sfigura uno degli italici talenti giovanili più in vista. Medaglia europea in corta, la Cusinato dimostra di aver imparato dei rudimenti di rana oltre che di cinese e la sua prestazione è più che dignitosa. Poi adesso ci mettiamo il dorso e lo stile e secondo me 2’10” si fa. Qui la sua nemesi Franceschi c’è per una frazione: il dorso. Alla fine me ne vado dopo gli 800…la cena mi aspetta, e anche gli allenamenti (tranquilli, non i miei: devo solo guardarli).

FuoriOnda 4 – Capitano, mio Capitano!

di Redazione Podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con le possenti spalle di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e di Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro.

In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Filippo Magnini

Oggi abbiamo con noi il campione dal ritorno più veloce di sempre, colui che vince nei 200 ma ama i 100, che nasce ranista ma diventa velocista, un uomo dalla memoria di ferro. Insomma avete capito? No? E allora ve lo diciamo noi. Abbiamo con noi Filippo Magnini, due volte campione del mondo dei 100 stile libero, pluricampione d’Europa, capitano della nazionale azzurra. Ripercorriamo con lui le tappe della sua carriera da giovanissimo fino agli ultimi successi, rivivendo gioie e anche delusioni, vittorie e sconfitte. Tutto dalla sua viva voce e dalla sua memoria che non sbaglia un colpo, neanche quello del passaggio ai 25 nel campionato regionale del 2006.
Con un occhio…misterioso sul futuro.
Uno il capitano sempre il capitano…solo su Fuorionda, l’unico e inimitabile podcast sul mondo del nuoto e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su http://audionautix.com/

credit foto: LEN/Giorgio Scala Deepbluemedia

Puntata registrata il 30/01/2018

 

FuoriOnda 3 – Il canto di Natale

di Redazione Podcast

 

 

Conduce la blogger Laura Vergani, con le possenti spalle di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e di Fabrizio Fogliani, ammaestratore di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite il DT della nazionale italiana di nuoto Cesare Butini.

Tre argomenti tre per il nuovo anno: e come nel racconto di Charles Dickens abbiamo il passato con Budapest, il presente con gli appena trascorsi Europei di corta di Copenhagen, il futuro con la prospettiva Glasgow. Ma noi non abbiamo fantasmi da sconfiggere, solo temi da sviscerare, campioni da celebrare, da ritrovare, da scoprire.
Spine nel fianco a parte, molti gli aspetti positivi messi in risalto dal nostro Direttore Tecnico che ci spiega come sono stati gli avvicinamenti agli appuntamenti del 2017, come si sono svolte le manifestazioni, come giudica i criteri di selezione, come si svolgerà la preparazione nella stagione corrente. E mandiamo anche noi un abbraccio ai tecnici, Butini vi aspetta!!!
Tutto questo sempre e soltanto su FuoriOnda, il nuovo, unico e speciale Podcast sul nuoto italiano e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT

Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su http://audionautix.com/

Credit foto: Andrea Staccioli INSIDEFOTO/Deepbluemedia.

Puntata registrata il 11/01/2018