4 agosto 2022

..adiós, Stefano..

..se pensiamo a Stefano, la prima parola che ci viene in mente è LIBERO.

Ci piace ripensare a come abbia modellato la sua vita al di là delle convenzioni,
assumendosene tutta la responsabilità, cosa rara nella nostra epoca.
La sua caparbia determinazione lo ha portato a progettare e a realizzare cose che noi umani non riusciamo nemmeno a immaginare. Con una buona dose di ironia, che rende il tutto più leggero.
Chi ha avuto l’onore di ricevere una sua analisi della nuotata ha potuto sperimentare in pieno il genio che lo animava. Da come nuotavi riusciva a capire di te cose che nemmeno dopo anni di psicanalisi.
Vulcanico e inarrestabile, aveva intuizioni così geniali da tenerlo sempre un passo davanti a tutti noi.
Intuizioni che condivideva generosamente con tutte le persone che avevano voglia di imparare.

Ci piace immaginarlo ora, in un altro luogo e in un altro tempo, libero di prendere le misure agli dei.
Adiós, amigo.

Campionato assoluto di nuoto – Convocazioni bollenti

di Mauro Romanenghi

Estate caldissima!!!

Purtroppo arrivo a scrivere di questi campionati un po’ in ritardo. Troppe gare da seguire, troppi parenti da accudire, troppi nipoti da viziare. E poi diciamolo, questi Assoluti in cui si è deciso di disputare le gare anche in estate (occasione più unica che rara negli ultimi vent’anni) a Ostia nella piscina termale all’aperto, lascia il tempo che trova: un’estate peggiore di questa me la ricordo solo alcuni anni fa, in cui vedevo il termometro della mia via a più di 40 gradi e l’asfalto che si scioglieva.
Poi che non ci sia altra sede una volta deciso il tutto va bene, ma chiedere anche di fare i tempi limite  in queste condizioni a un mese dagli Europei mi sembra complicato.

Scriverò anche poco, perché secondo me ben poco c’è da dire.

Intanto ne approfittiamo per salutare Laura Letrari, che è stata protagonista molti anni fa di uno dei nostri primi podcast, e “l’ultima delle pippe” (parole sue, se ricordate) al secolo Cristopher Ciccarese. Come dico sempre, ciao a tutti, ragazzi!

E poi parliamo dei record visti qui: Galossi negli 800 stile e nei 200 stile, record juniores e un talento che continua a stupire e speriamo che non si fermi.

Il treno che passa va preso al volo, si diceva una volta. E questa occasione è veramente ghiotta. Perché chi vince qui vola a Roma (anche se a Roma c’è già, se proprio vogliamo vedere). E allora oltre ai soliti noti c’è anche qualche carneade che ne approfitta, e chi sa mai che sia un gran trampolino di lancio.

Chi si aspettava, ad esempio, la tripletta della Toma? Che trova qui lo spiraglio giusto e si lancia verso gli Europei in tre gare tre nel dorso femminile.

Che dire poi delle gemelle Cesarano, le uniche gemelle veramente diverse, dato che nuotano in maniera assolutamente imparagonabile. Alla fine a Roma ci saranno tutte e due…qualcuno la 4×200 dovrà pure farla.

E parliamo di Gargani, che spunta a vincere i 50 farfalla non dico dal nulla ma quasi.

Oltre ai supergiovani abbiamo anche i “Dino Zoff”della nazionale, visto che ricorre il ventennale del Mundial! Il che va benissimo, niente in contrario, ma poi non mi vengano a dire che i 200 rana maschi sono in salute se sono dieci anni che convocano Pizzini che ha fatto Roma 2009. Vogliamo parlare dei 100 farfalla donne? Insomma, trent’anni e non sentirli va benissimo e sono contentissimo, meno se dietro ai “Dino” c’è il vuoto spinto. Coraggio, ragazzi, fatevi sotto!

Alla fine sono 58 convocati. Ma ci stanno. L’Europeo, a due passi da casa, quando ti ricapita?

Budapest 2022 day 8 – Un uomo solo al comando

di Mauro Romanenghi

Io proprio io Gregorio Paltrinieri

Ci sono giornate che si sente quando tutto va per il verso giusto- Ti svegli al mattino, e l’aria è fresca. Poi fai colazione, una bella brioche fresca. Fai la spesa, prepari da mangiare, ti riposi. Insomma, tutto fila liscio. Persino la moglie che ti manda a prendere il prosciutto per la suocera a cinque minuti dall’inizio delle finali dell’ultima giornata non ti disturba. Quindi tutto deve andare bene per forza.

Le gare dell’ultima giornata iniziano con il record di medaglie già in tasca, grazie ai successi del nuoto artistico. Sono già cinque gli ori degli azzurri, che devono ancora affrontare le discipline di fondo, tuffi e pallanuoto. Quindi parte Ceccon e arriva quarto. Tutto preventivato. Invece no, il campione del mondo è squalificato, ed ecco apparire un bronzo dal nulla. Ceccon sale sul podio insieme all’americano dalle orecchie importanti e dal nome che è tutto un programma: Hunter. Ma dico io, come fai a chiamare tuo figlio Hunter? Ti sta bene se poi cresce e da fuoco alla casa!

Naturalmente gli americani non ci stanno e guarda caso vincono l’unico caso di revoca di squalifica di tutto il mondiale. Così Hunter diventa cornuto e mazziato in casa propria: il primo atleta ad essere estromesso da un titolo mondiale dai propri allenatori. Veramente geniale.

In mattinata la frase ancora più geniale di tutte le interviste. La Di Pietro a un mondiale definisce l’appuntamento più importante gli Europei di Roma. Detto al Mondiale più vincente di sempre, stona proprio. Ora andremo a Roma: ma chi cerca rivincite, farebbe bene a preparare gli appuntamenti che contano. Perché una medaglia nella mista mista ci stava, e se invece di pensare a Roma si pensasse a Budapest, forse ora Panziera, Di Liddo  e Di Pietro avrebbero al collo quella medaglia mondiale che, forse, non vinceranno mai.

Quotato a 26 dai bookmaker un uomo solo al comando ci porta in cima al mondo con lui. Già ai 500 metri si capisce che Gregorio non scherza. Ai 1000 ovviamente si capisce che ha vinto, e io mi aspetto il record del mondo. Ricordo male l’ultimo 100 di Sun Yang, e Gregorio non ne ha proprio più. E’ di nuovo record europeo, l’americano sprinta per l’argento perché come ho sempre detto, puoi avere anche l’ultimo 50 da 25” ma se sei a mezza vasca, resti a mezza vasca. Gregorio lo scorso anno è stato sfortunato, perché senza la mononucleosi non ci sarebbe stata storia e Finkè avrà vita Bobby dovrà ringraziare il virus di Epstein Barr.

Cara Benny, il tuo sorriso ci piace un sacco: meglio della musona lituana, la cui felicità è pari a quella di una gallina che sta per essere lessata. Però diciamolo che questa doppietta un po’ sul gozzo (per restare in tema) ci sta.

Sul podio dei 50 dorso prima della pantomima abbiamo il sosia di Battiato,  le orecchie importanti di Armstrong e i baffetti di Ceccon. Una bella tripletta.

Nei 400 misti scoppola della canadese a tutti quanti. A quindici anni due ori e un argento mondiale. Non dite che non l’avevo detto. La ragazzina che mangia mele d’estate (questa battuta la capiamo solo io e mia moglie) detta legge dall’inizio. Forse un passaggio più accorto, la prossima volta, cara Summer.

Quarta la Hosszu! Finisce la carriera con un legno. Grazie mia Katinka, e tanti auguri! 

Allenatori USA non proprio felici dopo la 4×100 mista maschile

La faccia degli allenatori USA alla fine della mista maschile dice tutto. Nell’edizione dove hanno vinto più medaglie perdono la gara impossibile da perdere. Dentro però c’era Andrew, noto perdente cronico. L’avvisaglia c’era tutta. Poi i ragazzi azzurri ci hanno messo del loro, diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Martinenghi esprime con parole forbite la sua soddisfazione per la vittoria. Un bel minchia, quando ci vuole, ci vuole.

E così, mentre anche sotto il mio balcone sfuma la Monza Resegone, nota gara podistica, finisce questo mondiale in vasca. Ma c’è Roma, ragazzi, non preoccupatevi.

Budapest 2022 day 7 – Orchestrine e filmatini

di Mauro Romanenghi

In questi ultimi anni è oramai in voga la presentazione uno per uno dei protagonisti delle semifinali e finali pomeridiane. Che non sarebbe neanche male, come idea. Poi però si esagera e si fa questo mini video abbastanza ridicolo. Anzi, per alcuni diventa proprio ridicolo, visto che si esibiscono in ameni balletti. Direi un’esperienza minivideo fallimentare, ma purtroppo conoscendo i personaggi, toccherà sorbircela per sempre. Come non bastasse, abbiamo pure la musica dal vivo. Probabilmente questo quartetto sarà famosissimo in tutta l’Ungheria, ma suona una patetica lagna per accompagnare gli atleti alla premiazione. Lo salva solo la bellezza della violinista, che ovviamente sta in primo piano. Insomma, dal mio personale cartellino, stroncatura su tutta la linea.

Oggi musica di lagnanza, nel parterre azzurro.
Iniziamo dalla Panziera che ci racconta con un mezzo giro di parole che sta preparando Roma. Ora, ci siamo capiti che questo mondiale l’hanno piazzato qui tra il lusco e il brusco. Però c’è e visto che c’è ed è un mondiale si deve onorare preparandolo al meglio. Perché un Mondiale è più importante di un Europeo, anche se lo fanno nel tuo condominio. Soprattutto se, svegliandoti prima senza lagne, vai prenderti un bronzo che ieri dicevi fuori portata: se non ci credi tu, chi altri? Male, molto molto male.  
E arriva anche la Pilato ci conferma che non è al top. Va beh, facciamocene una ragione. Basta che domani metta la mano davanti.
Quadarella…non è in forma pure lei. Però ci mette la grinta, e sfiora l’argento. Almeno una che ci crede, oggi, la troviamo.

Dopo tutti gli spareggi persi, oggi è il giorno delle squalifiche. Si vede che ai ragazzi piace fare gruppo.

Ceccon sei record italiani, più il mondiale dei 100, un oro e un bronzo, e domani la finale dei 50 dorso e una staffetta che ha il dovere di fare bene. Anche solo perché l’ha detto Burdisso.

Oggi guardiamo le gare io e mia moglie, e subito parte la stoccata in flèche. Premiazione dei 200 dorso: “ma queste si chiamano Bacon e White, ma dove le trovano con questi cognomi”?

Mamma Mc Keown e la guardia del corpo

Sempre alla premiazione, sempre mia moglie: “ma questa che ha vinto è la regine delle nerd, con questi occhiali. Tipo la secchiona che se li toglie e diventa figa.” Al che inquadrano una signora che imbraccia il canguro mascotte e lei fa “questa è sua madre, sono uguali”. Io rispondo: “ma no è la madre della McKeown”. Ovvio, infatti la vincitrice dei 200 dorso è la nerd Kaylee McKeown. Mai discutere con la moglie.

“E niente, comunque anche questa Bacon è una bella manzetta eh!”

Milak visibilmente infastidito dalla prestazione cronometrica dopo l’arrivo si volta verso il suo pubblico: e come mostrarsi infastidito se ti adorano in diecimila? E allora, cambia faccia, saluta e sorride come fosse il papa. E bravo il nostro cioccolato Milak.

Tutto chiaro no?

Gli USA cominciano a prendere il vizietto di perdere le staffette contro gli australiani. Male, anzi malissimo, finendo pure dietro i taglialegna canadesi. 

Due parole sulla Ledecky, le prendo pari pari da mia moglie: “questa si è rotta di sentir dire che è in crisi, e guarda che gara ti fa”. Esatto.

Lani Pallister finisce qua il suo mondiale in panchina per il COVID. Chissà se tornerà ai Mondiali di salvamento a Riccione. Probabilmente no, ma sarebbe stato bellissimo!

Budapest 2022 day 6 – Feste di fine estate

Alla fine un temporale ci sta…con qualche lampo azzurro!

di Mauro Romanenghi

Ieri sesto giorno di gare, Italia presente con la sola Chicca Fangio. Scrivo stamattina presto, ieri ero impegnato con la festa della squadra. Festa dove hanno portato ciascuno bibite e cibo per il numero di persone presenti: risultato il frigo della piscina ha dentro due tiramisu, due insalate di pasta per venti persone, bibite gassate che possono creare il buco nell’ozono, tartine, pasticcini, patatine eccetera eccetera eccetera.
Io alla festa ho portato un vino bianco che imbottiglio personalmente, e un rosso che qualcuno si è portato a casa (si vede che era piaciuto). Il cavatappi, che solitamente mi viene sottratto agilmente, stavolta l’ho riportato a casa.
Era un po’ che non facevamo questa festa, ovviamente. E ieri, puntuale come il Natale al 25 dicembre, arriva il temporale estivo. Non solo uno, ma ben due, dopo mesi di siccità.
Quindi festa sotto il tendone, con afa spaventosa, ma insomma bisogna saperla prendere con filosofia, alla fine il temporale estivo ci sta.

Con filosofia la prende Chicca Fangio, finalista (unica di giornata) per l’Italia nei 200 rana. Il tempo non è granché, la gara nemmeno lo è stata. Ha vinto la King che si rifà della mazzata sui 100, da cui non è uscita felicissima. Io sono del parere che le occasioni bisogna coglierle. Con il record italiano o vicino, si lottava per la medaglia. Poi con i se e con i ma la storia non si fa.

La Di Liddo ci ricorda che lei a giugno non gareggia al meglio. Ci tiene a ribadirlo, quindi arrivederci agli Europei. Ieri alla festa, ho tuonato che se agli Europei vedrò fuoco e fiamme, le farò pure io facendo scendere fiumi di lava su tutti.

Capitolo Panziera. Ora, capisco che se una fa 2’08” la sua condizione non è ottimale: ma augurarsi che qualcuno si faccia male per prendere la medaglia, non è bello dai!!! Piuttosto sbattiamoci un minimo, che non è detto che tutti migliorino in finale. Se poi partiamo con questi presupposti, siamo a cavallo. 

Non ho ancora sentito la scusa “siamo stanchi è il sesto giorno di gare”. Bene.

In compenso arriva Codia che ci racconta che l’età si fa sentire. Dopo aver gareggiato due dico due volte. Siamo a posto.

Ma poi ci pensa Burdisso, che comunque il suo 51”4 lo fa che non è malvagio, praticamente il suo record. E dice la sacrosanta verità: che senza Dressel, si può vincere. Se puoi pensarlo, puoi farlo. Non è che la King ha ringraziato la sua avversaria che mancava, dopo che ha vinto i 200.

Insomma oggi giornata Australia-USA. Molly O’Callaghan ci delizia con il suo ritorno nei 100 stile e fa fessa per la millesima volta la Sjoestroem che proprio, in questa gara, non ce la fa a vincere. Sjoestroem fulminata, insomma!

Il capitano Stubblety-Cook, che sembra il nome di un commodoro inglese invece è il ranista più forte del mondo nei 200, ci delizia con la sua solita tattica alla Chupkov (ma oramai possiamo chiamarla alla Cook), con un 200 rana in pratica in negative split (come la Molly nei 100 stile…certo che gli australiani li trovano con il lanternino i cognomi dei loro campioni). 

Delusione invece per McKee. Già pregustavo una bella medaglia per l’Islanda.

Il mio amico ha giocato la 4×200 USA vincente. Doveva recuperare i 15 centesimi della 4×200 femminile, è andato sul sicuro. Non male neanche Dean, che hanno dato fuori forma, 1’43” lanciato vorrei averne un paio per l’Italia fuori forma così. Invece ci accomodiamo, stavolta, fuori dalla finale. Sesto giorno di piccolo deserto, con il lampo azzurro (per rimanere in tema di feste estive) di Zazzeri nei 50 stile. Vedremo.

CREDIT photo: http://www.yumpu.com

Budapest 2022 day 5 – Canadesi alla riscossa!

Come Rufus: Canadesi spaccatutto!!!

di Mauro Romanenghi

Ogni giorno entro in vasca ad allenare e c’è il solito giro di scommesse sui vincitori, piazzati e medaglie. Io che nel 2008 ho perso il fantanuoto arrivando ultimo su cinquanta iscritti dietro anche a Sports Illustrated (notoriamente scarsissimo a livello di pronostici) vengo quindi interpellato per capire su chi puntare i 15 centesimi della giornata.  
Ieri ho dato vincenti sicuri McIntosh nei 200 farfalla e Marchand nei 200 misti e così sono stato ascoltato. Poi mi hanno chiesto lumi sulla 4×200. Ho detto Canada o Cina. Poi se le cinesi decidono di suicidarsi, non è colpa mia. In ogni caso niente di grave, quindici centesimi si possono spendere.

Le canadesi finalmente dai e dai ottengono le vittorie tanto agognate: addirittura due. E’ un po’ come Rufus Roughcut con la sua spaccatutto: triturare gli avversari finché si vince per demolizione. Per chi non conoscesse Rufus, tipico esponente dei taglialegna canadesi, può vedere qui.
Era comunque solo questione di giorni.
La notizia di giornata quindi è la vittoria del Macbookpro da parte di Summer, grazie al successo nei 200 farfalla. Summer vince grazie alla sua costanza, il futuro è suo e dei suoi Mac. Se poi facciamo meglio qualche apnea magari si va anche più sicure. 
ll secondo successo è della Masse. Beh un nome una garanzia. Intanto Summer inserisce nel suo Mac la seconda vittoria candese.

Deserto italiano il mercoledì e purtroppo, viste le premesse, deserto anche il giovedì. Miressi purtroppo non ci da soddisfazioni, la faccia triste c’è e si vede. Non tutte le ciambelle riescono col buco e vedremo quindi nella mista se il nostro gigante ci darà soddisfazione. Altrimenti, sarà per la prossima. 
Si salva, nel deserto del Sahara, Chicca Fangio che centra la prima finale mondiale. Siamo a posto: manca solo quella europea e poi il filotto è completo. Il resto va tutto benissimo.

Allons enfant de la patrie, le jour de gloire est arrivé. Non solo Marchand ma anche il velocista Grousset che ci prova fino all’ultimo a guastare la festa del conte Popovici (ho controllato: si pronuncia Popovic). Il francese rischia la giugulare (si sa, contrariare i conti transilvani non è un bel mestiere) ma alla fine non serve nessuna sortita notturna di vendetta. L’oro va a David e siamo tutti contenti così. Salva la faccia anche il Canada maschile con il bronzo, per tenere vivo almeno l’orgoglio.

Finale atipica nei 200 rana quella che si disputerà dato che, a parte il campione olimpico senza rivali (segnate) vede tutti molto vicini. Certo vedere che Islanda, Svezia e Finlandia hanno un finalista e l’Italia non ha neanche partecipato, fa specie. 

Budapest 2022 day 4 – Alla morra cinese!

Bim bum…

Una volta si giocava in cortile, la sera, dopo aver mangiato. Non tanto, magari finchè faceva un po’ buio. Fino alle nove e mezza, però, ci stava. Magari a nascondino (nel buio delle ombre, difficile essere scoperti). 
Per stare sotto, si faceva la conta. Bim Bum Bom, la morra cinese, le filastrocche, e via si partiva con lo sfigato che doveva farsi tutti gli androni delle scale. 

Oggi gli italiani ci hanno preso gusto e anche loro si fanno la morra cinese per decidere la finale. Una morra cinese che premia gli avversari di Zazzeri e Scalia. Si vede che i nostri, da piccoli, a nascondino non ci hanno mai giocato

Diciamocelo: c’eravamo fatti la bocca buona, e quindi pregustavamo il successo di Martinenghi nei 50. Niente da fare, stavolta Fink fa il colpo vincente. Oggi è il giorno di Fink.
Infatti un altro Fink, stavolta con una E in più, si fa riportare in carrozza fino ai 50 finali degli 800…Finké non li frega tutti. Questa me la ero segnata da Tokyo dello scorso anno. Scusatemi. Non lo farò più.

Mica male Milak. L’ungherese che mi fa venire in mente la marca delle tavolette di cioccolato dalla mucca viola, vola invece in vasca senza avversari. Manco la scia riescono a prendere. Record mondiale stracciato e la soglia del 1’50” che si avvicina pericolosamente. Tutti a incartare le tavolette di cioccolato, adesso!

Anche la soglia dei 47” si avvicina per il conte David (che la FIN ha già chiamato con tre nomi diversi: si chiama Popovici e credo, anche, con l’accento sulla I finale, ma non ci giurerei). Dressel intanto, per non saper leggere né scrivere, quatto quatto da forfait. Problemi per l’asso USA? Vedremo nei prossimi giorni.

Oggi fra i miei favoriti c’era Marchand, nei 200 farfalla. Domani sicuro oro nei 200 misti. Sicuro. 

I francesi continuano nel loro percorso di rinascita, con i 100 di Grousset on 47”54.

E qui mi butto e do per sicuro l’oro della McIntosh, che ha bisogno del Macbookpro. O qui, o con i 400 misti, lo zio glielo regala se vince. Ma secondo me, già qui.

Staffetta mista mista stregata per gli azzurri. Diciamo che il lancio poteva essere migliore, diciamo anche che Ceccon è alla sua nona uscita in quattro giorni. Va bene così, però brucia. 

Esistono anche le cinesi alte. Che vincono i 200 stile libero. Dove non c’è più la Pellegrini, così l’ho detto pure io e non ci penso più. 

Budapest 2022 day 3 – Cinquantamila motivi per vincere!

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50,000 ragioni per vincere

di Mauro Romanenghi

Oggi ho cambiato auto. Aveva nove anni e aveva fatto duecentomila chilometri (200,000).
Era il momento giusto, e poi mi aveva accompagnato in tanti posti. In uno in particolare però, e c’è un bell’adesivo dietro a dimostrarlo. È stata, è vero, per dieci giorni circa nel parcheggio della Duna Arena, però fino a Budapest c’è andata nel 2017. Lì dove ho fatto volare la sedia per le scale, dove ho urlato come un pazzo quando la Pellegrini vinse quel 200 dopo anni di buio, lei c’era. Oggi l’ho parcheggiata lì, nel piazzale del concessionario.
Anche la squadra azzurra si è rinnovata. La Pellegrini si è parcheggiata pure lei, i suoi chilometri li ha fatti. E quindi basta con sta storia della prima volta senza la Pellegrini. Anzi speriamo che ogni volta che sia la prima senza qualcuno, sia così. 

Ieri lo avevo detto, vediamo che succede, ma come dice qualcuno che ne sa, c’è chi le cose le pensa e chi le fa. Ceccon le fa: nel bene e nel male. Ma stavolta il record del mondo non lo tiene più e da il via  a tutta una serie di sproloqui che noi gli perdoniamo. Avrebbe potuto dire qualsiasi cosa, anche che si candidava a zar di tutte le Russie. Invece si limita a dire che non sa come si dice in italiano “achievement” (risultato, non è difficile dai), e che non è questo l’obiettivo. Bene, basta che lo sai tu, l’obiettivo, a noi va benissimo.

La faccia di Ceccon quando gli mettono in mano l’assegnone poi è impagabile. Ma mai quella di quando glielo tolgono. Tranquillo Thomas non è quello vero, i soldi sono già in banca.

Non passa un quarto d’ora e la mia voce si azzera definitivamente. Dopo un anno difficile, dopo un’Olimpiade che se fossi stato in lei avrei detto “da schifo”, Benedetta Pilato da Taranto si impone di forza nel 100 rana più scarso degli ultimi anni. Ma sinceramente, come diceva Martinenghi, a volte basta vincere. E quindi visto che il motto di oggi è “se puoi farlo, fallo”, Benedetta lo ha fatto. 

Le pagelle non mi piacciono. Ma voto zero alla RAI per aver tolto il collegamento un secondo dopo la vittoria della Pilato.

Entra con modo felpato il conte (e non il principe) rumeno. Lontano bisnipote di sessantesimo grado di Vlad l’impalatore, David Popovici saluta tutti ai 150 e se ne va. Ora devo dire che nuota veramente bene. E quindi A) Dressel è avvisato ma non penso abbia gran paura B) per i miei amici giocare Popovici vincente nei 100 potrebbe essere una buona carta C) attenzione anche a Hwang per il prossimo futuro 

Un piccolo incoraggiamento a Simoncina, son cose che capitano. Ricorda la cagarella di Ledecky nel 2019. Dai, ce la facciamo.

Anche oggi le canadesi a mettere paura nei 100 dorso con la Masse…dai e dai vedrai che a furia di legnate ce la fanno pure loro.

CREDIT photo Raisport

Budapest 2022 day 2 – Il gracidar m’è dolce!

Cra…ck!!! Che rana, ragazzi!

di Mauro Romanenghi

La domenica dovrebbe essere una fonte di tranquillità. Questa domenica no. Direte voi perché c’era Martinenghi favorito per i mondiali. Ebbene, no. C’era il settantesimo di mia suocera. Sono sopravvissuto all’evento grazie al fatto che ogni tanto potevo collegarmi con lo smartphone alle finali di nuoto. E subito ne ho approfittato, inchiodandomi davanti all’evento clou della serata, appunto la finale dei 100 rana. Premetto che la famiglia di mia moglie è l’antisport: sanno a malapena di calcio, e fortunatamente poco anche di quello così non mi devo sorbire gli inutili sproloqui italioti su allenatori, formazioni e giocatori. Figurarsi il nuoto (credo sappiano a malapena fare due vasche, salvo qualche eccezione che conferma la regola). Quindi vedersi le finali è un buon modo perché nessuno si avvicini. Se poi la scusa è un italiano che vince, meglio ancora. 

C’era anche una piscina per fare i tuffi. Mi aspettavo da un momento all’altro che una rana saltasse fuori e finisse nella vaschetta, mentre i bambini si tuffavano nell’acqua dal colorito bruno (insomma, se i bambini ci saltano dentro tutto il pomeriggio…)

E allora dalla rana di Nicolò alle 18.06 arriva il primo oro di questi Mondiali. La vasca della Duna Arena fortunatamente non è come quella della festa, anche il tuffo di Nicolò. La gara ricorda un po’ quella di Fioravanti nel 2000, americano davanti e poi distensione nella seconda vasca. Abbiamo quindi un degno erede di Domenico (anche se la rana di Domenico, diciamolo, era tutt’altra cosa). 

Dire che me lo aspettavo mentirei. Ma ci speravo fortemente. Ovviamente, in mezzo al prato della festa, sono stato preso per matto nella mia esultanza, perché intanto l’atmosfera si era fatta rilassata e c’era un po’ aria di sonnecchiamento post prandiale. 

Non c’è molto altro da dire. Tripletta americana di vittorie, manca la Russia e si vede, manca la canadese MacNeil protagonista dei 100 farfalla olimpici e manca la sfida dei misti dove la Walsh fa il bello e il cattivo tempo. C’è invece sempre Dressel che è sempre Dressel.

E poi c’è lui, il baffetto più veloce dell’Italia, che oramai ad ogni frase ci stupisce. Noi ce lo ricordiamo ragazzetto che non sapeva cosa dire. Si vede che sa cosa dire e anche cosa fare. Comunque, per lui, sette uscite nei primi due giorni e tempi di tutto rispetto con tre record italiani e la top ten dei 100 dorso. Beh visto che è scocciato di aver perso, vediamo di rifarci.