F/O125 – FuoriOnda/JAPpodcast – special edition-2: Alessandra Sensini e la vela azzurra!

Alessandra Sensini
biografieonline

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Oggi con noi Alessandra Sensini, con la quale parliamo delle imprese dei nostri velisti azzurri a Enoshima. Non solo Tita-Banti, i nostri maghi dei multiscafi, ma di tutti gli equipaggi impegnati e che ci hanno fatto sognare: Maggetti, Zennaro, lo sfortunato Camboni, Berta- Caruso e Ferrari-Calabrò. Approfittiamo di Alessandra anche per scoprire il futuro della vela olimpica, le nuove classi che arriveranno e come la FIV si prepara ad affrontare la nuova avventura olimpica. Solo su Jappodcast, la trasmissione che vi porta sui foil anche se non sapete usarli.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin

Puntata registrata il 5 agosto 2021

credit foto: Biografieonline.it

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

F/O124 – FuoriOnda/JAPpodcast – day12: Tredici di fila!!!

Kōshū inume-tōge
wikipedia CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione

Oggi parliamo del terzo giorno consecutivo d’oro con la marcia, di cinque medaglie, del kata del maestro Miyagi…ah no del maestro Viviana Bottaro e di pentathlon moderno. Ma c’è anche il kayak, l’atletica americana un po’ in crisi, il grande Greg e chi più ne ha più ne metta. Ascoltate le Olimpiadi su Jappodcast, marciate con noi verso la gloria!!!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 5 agosto 2021.

credit foto: Wikipedia Creative Commons

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Spigoli olimpici 3 – Olimpiadi bambine

Tuta messa: adesso vado a dipingere un bel murales!

di Mauro Romanenghi

Oltre dieci anni fa hanno inventato le Olimpiadi Giovanili. Queste Olimpiadi hanno un limite di età, per impedire che ci sia una spinta ad avere campioni in giovane età, campioni che poi potrebbero avere problemi se la loro crescita non fosse adeguatamente seguita e alimentata con i dovuti passi.
Per fare un esempio del nuoto, da quelle Olimpiadi sono usciti nell’ultima edizione Kolesnikov, Ceccon, Minakov, Milak, la McKeown giusto per dire i protagonisti dell’ultima edizione del 2018.
Il CIO quindi continua nella sua campagna di sensibilizzazione sulla non esasperazione della competizione in età giovanile ma dall’altra parte inserisce delle specialità dove ripeto la metà dei partecipanti sono dei bambini. Ora io mi ripeto ma come è possibile che a 13 anni, e anche meno, la metà dei competitori sia nello skateboard il meglio mondiale? Come è possibile che nella piattaforma femminile dei tuffi le prime due abbiano 14 anni??? E siano alte la metà del loro allenatore??? Ora tralasciando i cinesi che vivono in prigioni dorate, è veramente un gioco per questi ragazzi l’Olimpiade, se alla fine della gara piangono lacrime come fontane? 
Ha veramente senso una specialità fatta per vendere un prodotto? Probabilmente sì. Ma quale sia, nei Giochi Olimpici non lo so. Me ne farò una ragione. Ma intanto dissento.

Anno zero per gli sport di squadra italiani. Intendiamoci, si può sempre perdere. Ma perdere così fa male. Due cappotti dalla Serbia, una nazione che se va bene ha un decimo dei nostri abitanti. Battuti nella pallavolo dall’Argentina, che mai, dico mai a memoria mia e sono 40 anni che guardo lo sport ho visto battere l’Italia. Eppure succede. 
Più che rifondare, qua bisogna riflettere. Tanto

Gli italiani sono tutti quelli che hanno la cittadinanza italiana. Anche Abdul Fatah Massud, con buona pace di Salvini, è italiano se ha la cittadinanza. I veri italiani sono quelli che hanno la cittadinanza italiana. Anzi, Salvini a volte è meno italiano di altri e se dire bestialità fosse regola per perderla sarebbe apolide da anni.
Quindi abituiamoci a incavolarci per la sconfitta nei 3000 siepi del bresciano El Mouissim e esultare quando il padovano Ngan Pat vincerà il bronzo nel badmington (i nomi non sono veri…non cercateli!!!).

Detto ciò, La Torre difende Jacobs dalla stampa straniera. Che è, guarda caso, solo USA e Gran Bretagna. Saper perdere è una gran cosa, ve lo dice una nazione che perde spesso, e quando vince è l’unica che esce di casa e suona i clacson tutta la notte. Quando si vince sempre, perdere fa malissimo. Se volete, vi diamo ripetizioni.

F/O123 – FuoriOnda/JAPpodcast – day11: Inseguimento in pista e… sott’acqua!

Aoyama enza-no-matsu
wikipedia CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione

Oggi introduciamo la sesta medaglia d’oro olimpica, guarda un po’ con un CT che abbiamo intervistato: Marco Villa! Grandissima impresa nel quartetto italiano che riporta l’oro a casa dopo 60 anni, da Roma 1960. Poi parliamo però anche di rugby subacqueo, una specialità che noi avevamo fortemente voluto alle Olimpiadi ma non ci hanno ascoltato! Con Andrea Meneghin ci soffermiamo su regole, diffusione e successo di questo sport. Vista la debacle dello sport di squadra in questa edizione chissà che non ci dia nuove soddisfazioni.
Solo su Jappodcast, la trasmissione che vi fa trattenere il fiato!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 4 agosto 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Spigoli olimpici 2 – Capelli al vento!

Saranno veri???

di Mauro Romanenghi

Mia moglie che non si tinge i capelli, ha i capelli di un colore grigio argento. Vorrebbe i capelli rossi, ma per il momento vedo che ha rinunciato a questo proposito, il che incontra il mio favore. Ciò non toglie che un domani me la veda entrare in casa con una chioma purpurea, o di altre sfumature improponibili. Poiché de gustibus non disputandum est, non potrei che accettarlo, l’amore supera questa e altre barriere anatomiche.
Quello che non riesco a capire è come possano utilizzare tutta una serie di artifici per colorare i capelli in maniere impensabili, manco fossero le nappe del Palio di Siena o peggio. Oltretutto alcuni sono chiaramente capelli finti. Ma perchè bisogna trovare tutti gli artifizi per correre a 40 Km all’ora e poi attaccarsi dei capelli colorati? A che pro utilizzare body attillati, scarpe superperforanti (e performanti) e poi partecipare alla sfilata delle extension multicolor? 

A proposito di scarpette, pare e si mormora negli scantinati degli esperti che buona parte dei record testé visti sia merito di queste nuove attrezzature calzaturiere.
Se volete un post circostanziato ho trovato questo.
Ora ci sono stati sì un paio di record mondiali veramente impressionanti in queste Olimpiadi, ma fatti da atleti impressionanti. Perché secondo me le scarpe da sole non vincono. Però, se esiste questa polemica, un motivo ci sarà.
Di sicuro, vista la loro forma, sarà ben difficile fare due passi con la propria fidanzata. Ma questo anche con le scarpette normali.

Le scarpette magiche di Dorothy (screen Eurosport)

Grande enfasi per il ritorno alle gare di Simone Biles. Siamo lieti che abbia superato il certo momento di difficoltà della sua vita e della sua carriera. Siamo altresì lieti che si stia divertendo e abbia il sorriso sulle labbra, come ci ha ricordato la telecronista almeno dieci volte durante la sua prova. Siamo anche lieti del suo bronzo alla trave. Si ricordi comunque Simone Biles che la vita è dura per tutti e lei sta facendo le Olimpiadi e non sta raccogliendo pomodori in Sicilia sotto il sole dodici ore al giorno per 2 euro/l’ora. E come lei molti altri atleti per cui abbiamo il massimo rispetto e che sono sicuramente stressati: ma diamo la giusta misura sempre.

Ritorna lo skateboard a cui hanno assegnato non una come pensavo ma ben due discipline. Ottimo.

L’arrampicata arriva alle Olimpiadi con tre discipline ma un’unica medaglia. Ora pensavo di averle viste tutte ma non si finisce mai di stupirsi. Ma non tanto per le imprese, peraltro notevoli, di questo funamboli, quanto per il sistema di calcolo dei punteggi.
Infatti le posizioni ottenute nelle tre prove fruttano dei punti (ad esempio terzo quarto e quinto sono 3, 4 e 5) che non vengono sommati ma moltiplicati.
Quindi se il primo fa 10 punti l’ultimo ne può fare anche 7000.  Suggerisco anche l’uso del seno e del coseno, direi che in una specialità con angoli e pendenze, ci sta.
Scontri al vertice. Durante la semifinale dell’inseguimento nel ciclismo con maxi tamponamento che neanche sul Grande Raccordo fanno meglio. Il danese, lanciato a 70 Km all’ora, centra in pieno durante il doppiaggio l’ultimo del quartetto britannico, come Schumacher fece con Coulthard a Spa. Dopo circa due ore di consulti, non avendo trovato credo nulla sul regolamento (peraltro lacunoso su questo punto) la salomonica decisione: congelato tutto ad un attimo prima dell’incidente, quindi vittoria danese: la Gran  Bretagna sarà classificata con un tempo altissimo. Il perché, non si sa. 

Vela d’oro!!!

Ruggero Tita da Rovereto, Caterina Banti da Roma. Mai coppia fu diversa. Già li ho sentiti in barca, lui a dare ordini (d’altronde è il timoniere) e rimproverare. Ma immagino lui trentino, lei romana. Lei tutta strana, lui bello impostato. Lui serio professionista, lei bella caciarona. E’ tutta una mia fotografia, lo so, ma da quello che conosco dei due fenotipi regionali, posso solo immaginare cosa succeda su quella barca. Ma di certo, qualsiasi cosa sia, funziona benissimo. Buon vento, dunque!

F/O122 – FuoriOnda/JAPpodcast – day10: Vele d’oro, scontri in pista e aste che volano!!!

Gaifū kaisei
wikipedia CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione

Quinto oro per l’Italia, annunciato ma che fa sempre piacere. Ma intanto il nuoto artistico ci porta in finale, insieme ai triplisti, al lancio del peso, al 470 della vela maschile, alla pista dove avvengono scontri dell’iperspazio a 70 km orari!!!
Commenti su tutti gli sport possibili e immaginabili, persino i ragni di parete. E attenzione, torna lo skate. Dove? Ma su Jappodcast! “IL” podcast delle Olimpiadi!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione podcast sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 3 agosto 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

F/O121 – FuoriOnda/JAPpodcast – day9: Inizia il nuoto artistico…e intanto diluvia!!!

Shimo-Meguro
wikipedia CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Finisce il nuoto, con malinconia, ma abbiamo l’atletica, il ciclismo che fa impazzire il Fogliani, la vela con Mauro…e il nuoto sincronizzato!!! (che lo commenta Longobardo). Tra badmington e racchette perdute, argenti della ginnastica storici e finali sotto il diluvio giapponese, continua l’avventura nipponica. Solo con Jappodcast, l’unica trasmissione per cui vi sembrerà di essere là, anche se non siamo là nemmeno noi.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione podcast sulla musica di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 2 agosto 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

Spigoli olimpici 1 – Un pochino sì

Siamo forti? Un pochino sì

di Mauro Romanenghi

Un pochino sì: è la risposta tipica di mia madre.
Un giorno lavò la cerata di mio padre per la barca a vela (la cerata ha un certo valore, aggiungo io). Sulla cerata c’è stampigliato bene un’avvertenza che dice: NON STRIZZARE.
Ovviamente mia madre, da brava massaia strizzò la cerata che si rovinò. Alla rimostranza di mio padre (devo dire giusta ma fatta senza troppo fervore) che chiedeva se fosse giusto strizzarla se c’era scritto di non farlo, mia madre obiettò con la sua consueta uscita: “un pochino sì”. 
Un pochino sì è la giusta replica se vuoi metterti nel giusto ma senza offendere. 
Ma fa proprio schifo questo vestito? “Un pochino sì”.
Tutto questo per dire che a me non piacciono le pagelle, perché ho sempre odiato i voti. Per me le cose si imparano o non si imparano. Poi chi le impara meglio avrà maggior successo, chi le impara peggio probabilmente non è dotato per quello. Infatti non amo gli sport con i voti, non ne ho mai fatto mistero. Attenzione, non significa che non li considero sport, tutt’altro, ma mancano di quel criterio oggettivo che porta alla vittoria o alla sconfitta.
Ma sto uscendo dal seminato. Parlando di pagelle, finito il nuoto ecco che tutti i siti si sono dati alla pazza gioia per assegnare un voto ai ragazzi della nazionale azzurra. Ripeto di nuovo: da noi c’è un solo giudice: il cronometro. Che ti dice se la tua preparazione è andata a buon fine o no. Non è detto sia colpa tua, o del tuo allenatore. Potresti esserti ammalato due mesi prima. Potresti avere problemi con la vasca di colore verde. Può starti sulle palle il tuo compagno di stanza e non riesci a dormire. Oppure no e spacchi il mondo.
Quindi non mi piacciono i voti, sia che siano mezzo e mezzo, tutti negativi o tutti positivi. Non siamo qua a giudicare, siamo qua a cronometrare. Se una cosa è andata male, non bisogna demonizzare la prestazione, cosa in cui siamo bravissimi con i nostri bambini fin dalla più tenera età. Ma se è andata proprio male, bisogna dirlo all’atleta? L’atleta non è stupido, e dirgli che è stato bravissimo se non è vero è una bella presa per i fondelli. Forse non tanto, ma un pochino sì.

Non faccio mistero di non amare particolarmente due nazioni: Francia e USA. Lo so, non si dovrebbe, ma un pochino sì. Intendiamoci, conosco sia dei francesi che degli statunitensi e non ho niente contro di loro. Tuttavia la spocchia dei primi e l’arroganza dei secondi a volte trascende la mia capacità di sopportazione del genere umano.
Lo dimostrano tre esternazioni in poche ore fatte da atleti o giornalisti a stelle e strisce che dovrebbero pensare (già di per sé un fatto straordinario per alcuni soggetti umani) prima di parlare.
Sia Murphy che la King infatti non nascondono i loro dubbi sugli atleti russi, tra l’altro senza fare nomi ma con allusioni: se tiri il sasso, non nascondere la mano.
E poi la stampa non digerisce la sconfitta dei 100 piani, e invece di festeggiare il nuovo campione eccoli fare le solite frasi allusive.
Beh obietto io, e Finke da dove lo avete c****o fuori, allora? La Jaboby? La Grimes? Non dovrei essere sospettoso, ma un pochino sì.

Non vorrei tediare troppo con l’articolo di oggi, per cui la chiudo con il siparietto fra Tamberi e Barshim.
Arriva il giudice che in perfetto stile Pazzaglia (per chi non sa chi sia, si studi Wikipedia) chiede se vogliono fare uno spareggio per assegnare l’oro oppure no. Mi sembra lapalissiano come chiedere a uno se preferisce ricevere la vincita di 100 euro o riscommettere per vincere 20 euro. O chiedere se preferisce una vita ricca e felice o una povera e malata. 
Non è stata una domanda stupida, in fondo. Ma un pochino sì. E comunque è il regolamento, baby.

F/O120 – FuoriOnda/JAPpodcast – day8: Ragazzi terribili agli inferi e ritorno!

Tōto sundai
wikipedia in CC

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro, Andrea Longobardo, la “voce” di Superlife – il podcast sul salvamento e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Citazioni storiche e letterarie, statistiche sulle finali per commentare due ori storici, quello dell’alto maschile con Tamberi e quello di Marcell – Marcello – Jacobs, primo italiano finalista nei 100 metri e oro olimpico in 9”80. Ma il nuoto ha portato intanto un’altra medaglia, la sesta, anche questa storica. Da anni cercavamo l’ingresso in una finale della mista e finalmente questa ha portato una medaglia. Restate con Jappodcast, il programma che vi porta in apnea dentro le finali olimpiche e fra le bellezze dei Giochi.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Siamo di fuorionda” – KARAOKE a cura della redazione podcast sulla base di “zitti e buoni” dei Maneskin.

Puntata registrata il 1 agosto 2021

credit foto: Wikipedia Creative Commons.

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro

F/O106 – FuoriOnda/Tokyoisontheway 13- Giallombardo e il nuovo…nuoto artistico

Selfie!
Giorgio Scala/DeepBlueMedia

di redazione podcast

Conduce la blogger Laura Vergani con la collaborazione di Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro e, come sempre, Marco Agosti in redazione.

Ospite di oggi Patrizia Giallombardo, CT della nazionale nuoto artistico.

Torna con noi Patrizia Giallombardo e ci spiega l’origine del nuovo nome del sincro…che per noi resta sincro. Ci facciamo raccontare la qualifica olimpica, le difficoltà incontrate nell’ultimo periodo e anche nella pandemia, che hanno però permesso di trovare nuove strade e nuovi metodi. Tokyo sta arrivando, molto più veloce di quello che pensiamo. Anzi è già qua. Ma dove? Ma su Fuorionda TIOTW.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.

Sigla “Safe and Warm in Hunter’s Arms” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 12 luglio 2021.

credit foto: Giorgio Scala – DeepBlueMedia

Un grazie particolare a: Blackline – soluzione anticloro.