Il nuoto nell’era COVID – Take your…mask!

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Gareggiare in sicurezza!

di Mauro Romanenghi

Finora, volutamente, non ho parlato di competizioni e dell’alto livello. Ho fatto solo accenno alla normale attività di piscina perché molti leggono sui giornali di quello che sta accadendo. Quindi non mi soffermerò su quando i nostri beniamini torneranno in acqua, poiché leggendo la rassegna stampa federale ci sono almeno 18 articoli giornalieri che ci dicono che torneranno il 4 maggio, anzi forse il 18 maggio, anzi forse non si sa. 

Un’altra breve parentesi che faccio è per precisare che non voglio offendere nessuno  né cercare di far apparire ridicole le misure che si stanno attuando per difenderci in una futura ripresa. Solo che questo è il nostro modo di fare informazione. Ognuno è libero di leggerci o no, come #Zerocalcare insegna. 

Premesso questo, proviamo a disegnare una ipotetica competizione in epoca COVID. Teniamo presente che qualora si capisse che siamo liberi dal virus tutto ciò rimarrà una ipotetica visione, risparmiandoci tutto ciò. Non posso prendere in esame tanti aspetti, altrimenti terrei banco giorni e giorni.

Ma intanto partirei da quelle belle competizioni di provincia, con 400 bambini belli ammassati sulle tribune. Poiché non voglio immaginare l’orrore provocato, immaginiamo che questo bambini siano… “solo” 200. Tutti con mascherina, chiaro, e magari un bel paio di guantini di lattice.
Al momento del riscaldamento, tutti ligi alla regola, si mettono in fila e si preparano ad entrare. Per fare: 100 metri. Già perché se devono entrare in 7 per corsia, magari a corsie alternate, ora che tocca a loro e che devono lasciare il posto ad altri bambini l’ora di riscaldamento è bella che finita.
Però potremmo anche immaginare che i bambini occupino tutta la tribuna destinata al pubblico dei genitori, portando così il numero a quello originario; i genitori invece si accomodano con gentilezza fuori dall’impianto.
Perché tutto si svolge a porte chiuse, in estrema sicurezza. Intanto i gentili accompagnatori possono passare il loro tempo in interminabili file lunghissime davanti all’unico bar esterno della piscina, che serve caffè con la cannuccia in sterili bicchieri usa e getta che alimentano le spazzature di tutto il mondo. Se piove o in inverno, beh non c’è altro da fare. O si torna a casa, sciroppandosi altri 50 Km, oppure si fa un bel trasporto comune con altri genitori (mantenendo le distanze, of course), che a un momento indefinito partiranno per recuperare i pargoli.
Naturalmente lo streaming aiuterà nella definizione dei tempi gara, aumentando tuttavia i costi delle competizioni. Altrimenti, il buon vecchio telefono ci verrà in soccorso.
Ciò però risolverà il problema dei parcheggi, soprattutto dove sono sottodimensionati rispetto all’impianto. E, magari, avremo meno macchine in giro. Chissà.
Immagino intanto le chat dello streaming con una serie infinita di commenti di ogni tipo: “ecco lo sapevo, la solita virata!”…”ma come squalificato ho rivisto lo streaming 74 volte e si vede benissimo che tocca con due mani!”

Una parola sui podi: come fare salire una staffetta restando a due metri uno dall’altro? Mentre gentili vallette sacrificali appoggeranno le medaglie per terra disinfettandole con una soluzione di glicerolo e alcool, gli atleti saliranno sul podio delle dimensioni di un bilocale e si metteranno al collo le agognate effigi di latta.

Non oso pensare alla pre-chiamata. Neanche il salone della reggia di Caserta basterebbe a tenere i 50 bambini partecipanti ai 200 rana. E se un allenatore dovesse avvicinarsi per ventura verrebbe fulminato all’istante dall’addetto al distanziamento, come faceva la mia prof di latino quando mi distraevo: “senza mascherina… fuori!”

Così un lampo mi attraversa la mente: la trasferta. Organizzare un pullman di 50 atleti per andare ovunque. Quanti pullman servirebbero? Due? Tre? Forse meglio prenotare due o tre vagoni ferroviari o un treno merci adattato che porta tutte le squadre insieme, tipo volo charter!

E arriviamo alle manifestazioni importanti. Ecco i Criteria, svolti nella piscina di Riccione, finalmente riadattata per l’emergenza: atleti ammessi solo il giorno della competizione con eventuale pass, misura febbre, tampone preventivo, esame sierologico, guanti, mascherina, tuta della squadra, tuta spaziale, trasformazione tipo Power Rangers… svestizione: avanti. D’altronde “manifestazione di alto livello richiede precauzioni di alto livello” (V. Boskov).
I coach in vasca non si presentano neanche: streaming di alto livello anche qui, dalle camere di hotel, dove giungono urla strazianti in caso di vittoria del proprio atleta che fanno preoccupare gli inservienti, o imprecazioni in venti diversi dialetti regionali in caso di grave errore del proprio pupillo (o pupilla).
La vittoria si potrà celebrare senza abbracci, senza sputacchiare acqua, senza avvicinarsi alla corsia avversa (meno di due metri: achtung!), senza togliersi la cuffia (metti che sbatta contro un altro). Si uscirà rigorosamente in fila, a due metri. Avanti marsc’!
Naturalmente arrivo e partenza dalla piscina, rigorosamente a piedi: a meno di passaggi ottenuti dai familiari o da congiunti, per risparmiarsi ben quindici minuti di cammino dal proprio alloggio.
Già perché a Riccione bisognerà pure arrivarci: salire in 5 in macchina con il proprio coach? O sul pullmino della società? Vie-ta-tis-si-mo dal decreto legge numero quattromilacentoseibarrasettecommaunoter.

Ma ce la faremo anche questa… dopotutto, andrà tutto bene…o no?

FOTO: dottorgadget.it

Il nuoto nell’era COVID – “Scusi, un’informazione?”

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Prego desidera?

di Mauro Romanenghi

Mi si dice che la piscina non è solo la vasca. Ed è proprio vero.

Quando entriamo in piscina siamo accolti dalla reception, che da piscina a piscina è sempre diversa. Ora che siamo in piena era COVID, la reception ci apparirà come un ufficio delle poste. Non so avete presente lo schermo di plexiglass che vi trovate agli sportelli postali e che ora avete imparato a vedere nei supermercati e vedrete, penso, nei bar, ristoranti e in molti altri posti. Forse  in piscina ci potremo pagare anche le bollette e gli F24, così intanto risparmiamo tempo visto che ne avremo veramente poco. 

Immagino la/il receptionist che tipo hostess/steward vi invita con gesti sicuri ma decisi a seguire il percorso obbligato delle freccine per terra, per non incrociare anche solo distrattamente le mamme in uscita (vietatissimo entrare nello spogliatoio, dove potreste spargere i vostri capsidi virali se per caso la mascherina, che deve essere ben fissata e guai a perderla visto il costo di zero punto cinquanta euro, vi scivolasse via). 

Le stesse freccine vi portano a un altro punto nevralgico: lo spogliatoio. Luogo come detto riservatissimo e pulitissimo, dove addetti della NASA gireranno pulendo ogni superficie in modo maniacale, che neanche vostra suocera può mettere in atto quando passa la cera o toglie la polvere dal mobile del 1870 eredità del nonno. Ogni angolo della piscina sarà disinfettato ogni 5 minuti, tipo i resort egiziani di Sharm el-Sheikh quando andate in bagno. I server in silicio della Microsoft potranno essere conservati negli spogliatoi delle piscine, e attenzione a non permanere troppo nei locali o verrete degermizzati anche voi e i vostri abiti.
Guanti e mascherine saranno la norma, e naturalmente non verrete assolutamente capiti quando chiederete informazioni per cui finirete vestiti nel bagno anziché nei camerini a rotazione, assolutamente necessari: spogliarsi all’esterno, col rischio di uno starnuto che sparga ulteriori capsidi virali mentre voi vi cambiate, potrebbe costarvi l’immediata espulsione e la segnalazione all’ISS, OMS, ONU, NATO e al consiglio di sicurezza della Federazione della Galassia Unita con conseguente inseguimento del capitano Picard.
Mi rimane il dubbio della doccia. Come separare i bravi nuotatori al termine della loro attività? Eliminare questo rito? Anche qui installare delle barriere plasticose a separare i secretori di particelle virali? Vedremo cosa i protocolli ci suggeriranno, la fantasia ai nostri esperti non mancherà.

Di bar neanche se ne parla. Sedersi a parlare con un altro corsista, con un genitore? Abominio! Un caffè veloce da asporto e veloce fuga all’esterno, evitando ogni contatto sociale potenzialmente mortale.

Purtroppo ci saranno dei problemi oggettivi. Niente tribuna (anche perché quante persone potranno stare in un posto dove bisogna collocarsi in 5-7 metri quadrati?
Dove stare ad attendere la prole che sfida la sorte nell’impianto? Si potrebbe attrezzare uno spiazzo antistante, dove i genitori tutti in coda rigorosamente a 2 metri uno dall’altro e in mascherina attendono sotto i rigori del tempo il termine della lezione. Alternativamente ci si colloca al sicuro dell’abitacolo della propria vettura, ove si farà indigestione di Internet o si potrà telefonare alla propria amica distante alcune vetture nel parcheggio vicino.
Diciamo che per alcuni ciò sarà un vantaggio: nessun genitore farà più il suo ingresso trionfale in vasca tutto vestito a chiedere notizie del proprio figlio al responsabile.
Di contro i bambini dovranno darsi da fare. A 3 anni dovranno essere in grado di vestirsi, lavarsi, asciugarsi, senza perdere nulla. Beh, forse qualcosa lo perderanno: ma chi non lo farà, nella nuova era COVID?

Credit foto: Incronaca.unibo.it

FuoriOnda 84 – Franco Del Campo e la “nuova” comunicazione

di Redazione Podcast

Franco Del Campo

Franco Del Campo

Puntata 84 – Franco Del Campo e la “nuova” comunicazione

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse e a Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Franco Del Campo, filosofo e direttore tecnico del centro federale di Trieste.

Con piacere ritroviamo Franco Del Campo, che ci parla in questa puntata
del “comunicare”. Comunicare è importante a livello pedagogico, sociale, culturale, politico… e sportivo!
E allora ne parliamo con il professor Del Campo, che ci da’ più di qualche spunto di riflessione su questo argomento in ogni ambito trattato, soprattutto in questo periodo un po’ particolare: gli errori, le nuove abitudini, l’affollamento mediatico. Con un occhio sempre allo sport. Una puntata da ascoltare per riflettere, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e gli anziani!
Sempre su FuoriOnda, l’unico podcast italiano sul mondo del nuoto… e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 24 aprile 2020.
Credit foto: internet

 

FuoriOnda 83 – Cesare Butini: di nuovo la parola al CT

di Redazione Podcast

Cesare Butini DT Italnuoto

Cesare Butini DT Italnuoto

Puntata 83 – Cesare Butini: di nuovo la parola al CT

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Cesare Butini, CT della nazionale di nuoto.

Ed eccoci alla disciplina principe con il suo Commissario tecnico. E torna infatti a Fuorionda Cesare Butini, e con lui affrontiamo di nuovo le tematiche dei problemi di atleti, tecnici, impianti, della preparazione fisica e dei risvolti anche psicologici dello stop prolungato. E di tutto quello che potremo e dovremo fare per superare questo periodo e affrontare, speriamo, le prossime stagioni.
Continuate a seguire i nostri podcast su Fuorionda, la trasmissione che vi porta dentro il vostro sport preferito…e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 21 aprile 2020.
Credit foto: Cesare Butini

FuoriOnda 80 – Massimo Giuliani: Covid19… a fondo!

di Redazione Podcast

Massimo Giuliani

Puntata 80 – Massimo Giuliani: Covid19… a fondo!

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti

Ospite Massimo Giuliani, direttore tecnico della nazionale azzura di fondo.

Per la cifra tonda delle 80 puntate di Fuorionda ritroviamo Massimo Giuliani, oramai ct veterano della nazionale di fondo. Come nelle ultime puntate cerchiamo di ipotizzare il futuro delle possibili (a questo punto diciamo così) riprese delle competizioni, di come si vive adesso e di alcune ingegnose… soluzioni di allenamento.
E già che ci siamo approfittiamo di lui per capire come dovrà necessariamente cambiare la concezione dello sport, dei lavoratori ad esso collegati, e soprattutto della gestione di impianti.
Fuorionda, andiamo a… fondo anche di questa specialità. Puntata numero 80, da non perdere!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.
Puntata registrata il 11 aprile 2020
Credit foto: Massimo Giuliani

 

FuoriOnda 78 – Oscar Bertone e i tuffi in quarantena

di Redazione Podcast

Oscar Bertone DT Italtuffi

Oscar Bertone DT Italtuffi

Puntata 78 – Oscar Bertone e i tuffi in quarantena

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Oscar Bertone, direttore tecnico dell’Italtuffi.

Oggi abbiamo con noi nel primo di una serie di incontri con i direttori tecnici delle varie nazionali Oscar Bertone, DT della nazionale italiana tuffi. Con lui iniziamo a capire le conseguenze di questo stop prolungato, dell’incertezza e della inattività. Ma anche studiare una possibile road map di uscita, per quello che è dato pianificare. E anche come si configura il futuro prossimo dell’Italia dei tuffi.
Come sempre con la squadra di Fuorionda, che si … tuffa nella ripresa: o almeno speriamo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 4 aprile 2020.
Credit foto: Oscar Bertone

FuoriOnda 77 – Paola Contardi: la gestione dell’emergenza!

di Redazione Podcast

Paola  Contardi: psicoterapeuta e psicologa dello sport

Paola Contardi: psicoterapeuta e psicologa dello sport

Puntata 77 – Paola Contardi psicoterapauta e psicologa dello sport

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospite Paola Contardi, psicoterapeuta e psicologa dello sport.

In questo periodo difficile sentiamo il parere di Paola Contardi, già nostra ospite lo scorso anno in queste frequenze.
Con lei affrontiamo le domande che molti si fanno in questo periodo: come reagire a uno stop forzato, a chi chiedere aiuto, il ruolo della famiglia, il ruolo della società e degli allenatori. E anche come ripartire, con qualche strategia… su come passare le nostre giornate. Il tutto in un’ottica non solo per atleti di alto livello ma per tutti, anche i più giovani. Perché il virus come dice Paola… è democratico: non parteggia per nessuno.
Solo su Fuorionda, l’unico podcast sul nuoto italiano… e non solo.

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 3 aprile 2020
Credit foto: Paola Contardi

FuoriOnda 75 – Road to Tokyo: E’ con noi Elena Diliddo

di Redazione Podcast

Elena_Diliddo_Riflessi-Glasgow2019

Elena_Diliddo_Riflessi-Glasgow2019

Puntata 75 – Elena Diliddo

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti

Ospite Elena Di Liddo, primatista italiana dei 100 farfalla.

Un’atleta che sicuramente reagisce alle difficoltà e alle avversità. Oggi facciamo una lunga chiacchierata con Elena Di Liddo, la prima rappresentante di alto livello giunta dalla Puglia ai massimi vertici del nuoto italiano. Che ci rivela gli inizi della sua carriera agonistica, gli aneddoti…di gioventù, le difficoltà che si incontrano nella sua regione per continuare l’attività giunti al bivio universitario, ma anche il suo rapporto con lo studio (e gli insegnanti), con lo sport, con il suo allenatore…e anche i suoi sogni e speranze…non solo nell’acqua.
Ma non le sue superstizioni: infatti, non ne ha!
Tutto questo solo con Fuorionda l’unico podcast sulle attività natatorie…e non solo!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 20 febbraio 2020.
Credit foto: Laura Vergani

FuoriOnda 74 – Road to Tokyo: dicembre partenza alla grande!

di Redazione Podcast

XX LEN European Short Course Swimming Championships

Italy Championships Trophy Glasgow 08/12/2019 XX LEN European Short Course Swimming Championships 2019 Tollcross International Swimming Centre Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

Puntata 74 – Campionati Europei di vasca corta Glasgow2019
Puntata 74 – pagina Spreaker

Conduce la blogger Laura Vergani insieme a Mauro Romanenghi, tecnico della IN Sport Rane Rosse, Fabrizio Fogliani di Vaporidicloro. In redazione come sempre Marco Agosti.

Ospiti Giandomenico Tiseo e Enrico Spada di OAsport .

Torna la redazione natatoria di OAsport al gran completo per parlare delle gare di dicembre: Europei di Glasgow e Assoluti. Una strenna natalizia in cui Enrico e Giandomenico possono aiutarci a parlare delle gare scozzesi, visto che erano sul posto! E così, con Giandomenico in contumacia, passiamo in disamina i risultati degli azzurri prima nella terra delle Highlands e poi sul mare romagnolo, con qualche aspirazione sui prossimi eventi e anche qualche augurio sul futuro di qualcuno. Perché per noi la rotta verso l’Oriente Olimpico é già iniziata, e se volete lo sarà anche per voi. Su Fuorionda, il podcast olimpico per eccellenza, e su OASport!

Montaggio a cura di Tommaso Marconi di RCT Sport.
Sigla “I Like Peanuts” disponibile in Licenza Creative Commons su Audionautix.

Puntata registrata il 18 novembre 2020

Categoria 2019 Capitolo 4 – Quei bravi Ragazzi…e Ragazze

di Mauro Romanenghi

Giulia Vetrano_winner_CategoriaEstivi2019

Giulia Vetrano_winner_CategoriaEstivi2019

Qualche mio collega, oggi in laboratorio, mi chiedeva se son sempre lì a guardare le gare. A parte che mi piace vedere i ragazzi quando riesco, soprattutto se ci sono ragazzi che conosco, ebbene sì se posso le guardo. E mi piace anche vedere cosa ne scrivono gli altri, vedere cosa ne pensano. Sono pure un criticone, sarà la vecchiaia, sarà quello che volete, però a me piace leggere le cose precise. Oppure se si scrivono delle cose leggere, almeno scriverle in italiano corretto.

Intanto finalmente lo posso dire: non sopporto le storie tipo “il nuotatore modello”, o “le dieci cose da fare per essere un tipo giusto”, o “sei un allenatore se”…Proprio non mi vanno giù. Sarà la vecchiaia, ripeto (essendo vecchio, tendo a ripetermi spesso). Comunque, de gustibus…

Così come non mi piacciono le filippiche sui nostri ragazzi che al posto di uscire con gli amici sentono parlare di programmazione, risultati, tempi limite, quindi precisiamo alcune cose.

Primo: nessuno li ha obbligati con un fucile a nuotare fino ad agosto. E comunque non stanno scavando miniere di diamanti in Africa con il cucchiaio di stagno, nuotano un paio di ore al giorno forse tre. Certo non vanno a funghi né giocano a tresette.

Secondo: nessuno li obbliga a non uscire con gli amici. Di sicuro non lo fanno durante gli allenamenti. Esistono altri orari. E comunque sono in vacanza, non devono andare a lavorare prima e dopo.

Terzo: nessuno parla a loro di programmazione e obiettivi. Quelli li fa l’allenatore. Loro devono pensare a nuotare, divertirsi e imparare. Perchè a divertirsi si fa anche fatica. Se no, come diceva un mio vecchio amico, hai sbagliato sport. Anzi, hai sbagliato a fare sport. Porta fuori il barboncino, che così non si fa fatica.

In ogni caso tutti quelli che vanno ai Categoria e vincono, quelli che vanno e non vincono e quelli che non ci vanno meritano rispetto. Insieme a quelli che hanno deciso di portare fuori il barboncino a fare pipì, lodevole iniziativa che consente al mansueto animaletto di espletare i suoi bisogni senza sporcare casa e fare un giro con il suo umano preferito: alla fine, è programmazione anche questa.

Sorvolo sugli errori trovati in questi giorni, alcuni macroscopici, altri veniali. Però la stoccata alla FIN gliela tiro lo stesso. Report finale dell’ultimo giorno. Le medaglie citate le hanno vinte alla Mediterranean Cup, santa pazienza, non agli EYOF!

https://www.federnuoto.it/home/nuoto/news-nuoto/35344-categoria-ultima-giornata-allo-stadio-del-nuoto.html

Sorvolare va bene ma almeno se citiamo nella didascalia Cristian Mantegazza mettiamo la foto di un ragazzo, non quella di Giulia Vetrano.

Abbiamo finito questa lunga stagione? Ancora no! Mancano i Campionati mondiali Juniores, che la capitale ungherese ospiterà bontà sua a fine agosto. Ecco sulla lunghezza di questa stagione magari qualcosa da dire ci sarebbe.

E allora parliamo di questi Ragazzi… e delle Ragazze.

Sarà che preferisco Federica Barsanti che è IL mio speaker (non me ne voglia Renato Fusi), però alla settecentocinquantaseiesima ripetizione di “tempi e classifiche confermati” fatta da Luca Rasi la voglia di lanciarsi contro il computer è fortissima.

E comunque sette giorni di italiani si fanno sentire. Infatti nei 1500 stile Ragazzi lo speaker ricorda che tutti quelli NON confermati saranno debellati dalla lista di partenza. Coraggio.

Un’altra cosa che proprio non mi va è sbatacchiare l’acqua quando si vince e salire sulla corsia. Facciamolo quando siamo alle Olimpiadi. Anzi neanche lì, che le corsie costano e si rompono. La moda dello sbatacchiamento, purtroppo, mi sa che prenderà piede.

Finalmente, dopo cinque giorni, cambia la colonna sonora dei Campionati. Musica che sente solo chi guarda lo streaming, immagino. Però guardare le gare con gli Eurythmics, Bon Jovi, Michael Jackson, Depeche Mode e Billy Idol per me è meglio. Ripeto, sono vecchio. Massimo rispetto per Baby K, comunque.

In ogni caso, mettere Thriller di Michael Jackson durante la finale dei 400 misti denota un preoccupante gusto macabro. Capisco il pathos, però…

Parliamo un po’ anche di nuoto se no sembra che la tecnica non ci interessa. Nei 200 dorso vedo un po’ ovunque delle ottime apnee: segno che qualcosa sta cambiando? La Scalise, ad esempio, arriva direi fino ai 15 metri. Ecco questa è una delle migliori indicazioni di questi campionati. Un’altra che ho notato fare delle belle sub a stile è la Dibellonia, del Nichelino. Ma sono sicuro che ce ne sono molte altre (e altri) che spero rivedremo da grandi.

Quattro vittorie per lui, Luca De Tullio è il protagonista maschile del campionato. Il sangue c’è, adesso vediamo che succede. Curioso che abbia vinto nella stessa giornata un 200 (misti) e un 1500, come Giulia Vetrano, anche lei poker che vince i 1500 e i 200 stile nello stesso giorno. Nei 200 misti, ahilei, incontra Giada Gorlier, che proprio nei 200 misti non lascia spazio a nessuno. “Solo” quattro ori per la Vetrano, quindi.

Gorlier che si pronuncia Gorlié, alla francese. Siamo sabaudi, ha detto il mio collega piemontese. Touché.

Cerasuolo, scuola Imolanuoto. Già visto ai Criteria e agli EYOF, esponente della scuola testate sull’acqua a rana. Testate efficaci, al momento.

Benedetta Pepe Pugliese realizza all’interno dei 400 misti  vinti in 4’55”una frazione da 1’19”, da far invidia alle migliori mististe. Resta un mistero come abbia potuto fare 1’15”6 in gara individuale, ma soprattutto 1’14”7 nel passaggio dei 200 rana vinti anch’essi. Immagino la faccia del suo coach. Eppure il suo personale dei 100 rana parla chiaro: 1’15”20. I misteri del nuoto.

Un mistero resta la sorte del buon Angelo Giordano durante la premiazione dei 400 stile. Niente di grave comunque, il giorno dopo ha gareggiato con profitto anche nei 1500 stile libero.

Tattiche di gara protagoniste. Quella di Oppioli, della GENS Aquatica S. Marino (ecco che torna S. Marino, finalmente!) è 56”2 al passaggio con 56”6 di ritorno nei 200 stile. Però.

Parliamo sempre di tempi. Solo un primato femminile, la 4×200 stile della Leosport. Bene, un primato in staffetta e nella staffetta che vogliamo vedere risorgere. Magari prima che questa ragazze diventino Senior. Comunque le aspettiamo lo stesso.

Nei maschi diversi primati ma tutti della categoria “special” 14 anni. Della Morte nei 100 farfalla, però con un passaggio assassino in 25”9 e ritorno alla speranza (31”…). Più equilibrato Mantegazza, che addirittura vince un argento e due bronzi nelle gare dei misti e dei 200 rana con i suoi primati della categoria. Primati che lasciano secondo me il tempo che trovano quelli di questa categoria speciale: il suo 4’29” nei 400 misti è invece a livello generale un ottimo indice cronometrico. Anche qui, in una specialità che langue, un raggio di sole e di gioventù che vorremmo vedere brillare e svilupparsi e non trasformarsi in supernova kriptnoniana.

Due ultime parole.
Virginia Consiglio, 1’00”71 a un decimo dal primato di una certa Di Pietro.
E il Centro Nuoto Nichelino, squadra per me mito del salvamento che qui con quattro-ragazze-quattro sfiora la vittoria della categoria e vince con merito la staffetta mista femminile con dei cambi che sarebbe bene imparare. Un saluto a questa squadra e alla loro compagna Laura: torna presto.