Criteria 2018 F1 – ragazze 2002 all’assalto

di Mauro Romanenghi

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La staffetta delle Matricole – Criteria2018 (credit: Alessandro Bacchi)

Sembra un supermeeting… forse questo volevano e infatti lo hanno ottenuto! Che sia un bene o un male non sta a me dirlo, ma questo appare dallo streaming. Per farlo hanno anche sacrificato i device del dorso. O i device del dorso o lo streaming, ha detto il revisore dei conti. Votazione: streaming. I device agli Assoluti. Tanto nelle società i device chi li ha? Nessuno. Hai mai visto un meeting giovanile coi device? No. E allora basta. Se no, via anche i blocchi con l’aletta.

Lo streaming. Ho guardato il primo streaming sabato. Purtroppo quelli di venerdì, al momento in cui scrivo, sono andati perduti. Dove chissà, forse in una galassia lontana lontana. La qualità…bella eh, per l’amor di Dio, ma quando la telecamera fissa si gira verso le virate e devo girare il collo per capire se sono io che vedo storto o la telecamera inquadra di sbieco, mi viene mal di mare.
Il commento dello streaming è lo stesso del ritmo delle gare. Serratissimo: fuori, tutti fuori, pronti, un’altra serie. Luca Rasi si immedesima nel padre padrone del meeting e detta i tempi della manifestazione. A mezzogiorno deve finire tutto che poi si va a pranzo! Il sabato ore 12.15 tutto finito, la staffetta stile Ragazze se facevano più di 4’05” c’era lo squalo tigre che finiva l’ultima frazionista con un colpo al collo.
Tra l’altro li accompagna una musica assordante con i più grandi successi italiani degli ultimi tempi, Gabbani su tutti. Non riesco più a smettere di cantare “sotto il sole di Riccione” dei Thegiornalisti.

Il tutto si interrompe prima della partenza: probabilmente fingiamo il silenzio che c’è a Riccione: solo che non si sente niente, neanche il via dello starter. Mah!

Intanto oggi mi arriva una foto: le ragazzette della squadra che si sono truccate hanno sporcato una sedia con il pennarello indelebile. Per tutti: l’acetone, ragazzi, un rimedio infallibile… magari diluito.

Ma le matricole, le premieranno ancora? Non avete idea di quanto si siano divertite a vestirsi… vi risparmio la descrizione, le foto che mi sono arrivate e le parole del video in cui cantano “bidibodibidet“.

Naturalmente ho visto anche qualche gara, ma concedetemi  un piccolo excursus sui vari commenti in giro nei vari siti. Uno elogia il podio delle gemelle Cesarano, prima e seconda nei 400 stile (tra l’altro con tempi onestissimi, 4’10” nei 400 stile, anno 2003) senza trascurare di menzionare l’impresa delle gemelle Comesichiamano che nel 2013 fecero lo stesso tempo per entrare in finale (B) agli Assoluti rifacendo poi lo stesso tempo in finale. Gli annali del nuoto ringraziano. Le gemelle anche per questo amarcord di notorietà.

Poi ci lamentiamo che la Gazzetta in prima pagina mette le foto di Icardi e Wanda Nara. A parte che preferisco la foto di Nara a quella di Di Biagio, ma la Gazzetta dovrà pur vendere qualche copia no? Cosa volete che si legga le notizie del terzo posto di Perathoner alla Marcialonga? Ma voi al bar coi colleghi parlate del nuovo terzino dell’Inter o della vittoria della staffetta mista della combinata nordica a Lathi? E difatti nessun sito di nuoto rilancia il tweet di Dotto e la petizione di Nuotounostiledivita. E ti credo, non c’è un sito che non abbia la rubrica “non sei un vero nuotatore se…non hai le mutande con gli occhialini stampati sopra” o il lifestyle…proprio oggi leggevo di come evitare la dissenteria pregara: cioè adesso dobbiamo leggere un articolo per evitare di capire come non cagarsi addosso prima della competizione!

Ma torniamo a bomba alle gare. La cosa che mi colpisce sono i 50 stile libero: 19 atlete a 25”. Dai 25”24 di Carola Valle del 2003, qua si parla di riscrivere una bella fetta dei TOP50 di sempre. Ora mi chiedo: la portiamo una metà di queste a 24”? Bella domanda. Perchè poi serve 23” per figurare degnamente a livello internazionale. A Carola Valle però concedo il premio coraggio 2018 per il passaggio sprint nei 200 stile che ha scoraggiato le gemellone Cesarano. Pensa che titoloni se avessero fatto doppietta anche nei 200.

Tacerò della Categoria Ragazze. Non perchPé non siano brave. Tutt’altro. Ma si sa come vanno queste cose: la sera campioni, la mattina… sconosciuti (che credevate, mica offendo). Invece fortunatamente, questo non è un campionato ma un grosso meeting: giusto Luca Rasi?

Passo invece all’anno 2002. L’anno scorso in tempi non sospetti (durante i Criteria 2017) dissi o scrissi – non ricordo – che le 2002 erano in prospettiva meglio delle 2001, anzi spesso meglio delle Cadette. E mantengono questa aspettativa.

La gara più bella sono riuscito a vederla. I 100 dorso. Tre sotto il minuto, quattro sotto il vecchio primato dei Criteria. D’Innocenzo apnee da far invidia alla Zofkova (che infatti non le fa) e ultima vasca bellissima a finire in 58”57, sesta di sempre. Ma Cocconcelli e Cenci non sono proprio ferme.
Cocconcelli che tra l’altro ha sparato un 2’10”32 nei 200 misti con il nuovo record e nona alltime e 4’39” nei 400 misti: alla faccia di chi era spacciata per velocista.

Altro record stracciato la Asprissi, 26”54 e ottava alltime nei 50 farfalla e 58”73 nei 100 farfalla. E la scuola di apnea che ti fa capire a cosa serve.
Se qualcuno ha ancora dei dubbi che al momento le cose migliori le sta facendo l’annata 2002, mi contatti.
Ragazze, però mi raccomando: il 2020 non è lontano, questi tempi servono anche nella vasca quella grossa…sì proprio quella. Anzi anche un filino meglio, ci conto.
Ah…ma la Circi?

Due parole sulla categoria Cadette. In particolare tre atlete che aspettavo. Quaglieri qua la vedo male, non perché ho rotto gli occhiali. Ma sembra si sia infortunata. Rispediamo a Modena e vediamo fra quindici giorni.
Pirovano. La ragazza ce la mette tutta. I misti sono la sua gara. I 200 rana un modo per allenarli. Ma abbiamo un problema, Houston. La rana non va così. Partenza a mille, frequenza al massimo, e poi ciao. Tattica Giulia Verona, insomma. Il tempo, di per sè, neanche male, anzi. Ma chiudere a 38”, non va, con un 1’09” di passaggio, ma soprattutto 32”, ci si aspetta meno. Studiare ancora un po’.

La Romei. Un 400 stile da 4’’04” e un 200 da 1’57” due anni fa. Oggi siamo a 4’06”. Non fa schifo, ecco. Ma non si può dire che sia una progressione cronometrica.

Staffette: ben quattro vincitori diversi nelle prime quattro gare, niente dominio finora del Team Veneto, che comunque due se le fa. In compenso la Leosport fa vedere che non c’è solo Ceccon a Villafranca.
Ma soprattutto molte staffette combattute: nella 4×200 Ragazze il podio in 30 centesimi non è roba di tutti i giorni.

E sorridete su ‘sto podio!!! E’ un grosso trofeo, alla fine.

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