Categoria 2019 Capitolo 1 – L’invasione degli ultracorpi

di Mauro Romanenghi

4x100slfemmine_20ragazze a podio

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Molti anni fa, quando ero piccolo, vedere ragazzi stranieri era un vera rarità. Mi ricordo un discorso che mi fece un parente, il quale mi disse che era veramente per lui strano girare per Milano e trovare “tutti questi ragazzi di colore” (allora si diceva negri, oggi non si usa più ma la parola era quella).
Dalle nostre parti quando si vedeva uno straniero (inteso un asiatico, o un africano) le reazioni erano di diffidenza.
Secondo me la stessa cosa succedeva in Africa quando (raramente) uno di noi andava lì a vivere.

Tutto sto preambolo per dire due cose.

La prima che dopo diversi anni abbiamo recepito il fatto che i ragazzi che si allenano qui e non sono italiani (o non lo sono ancora) possono fare i campionati se sono tesserati per una squadra italiana. E vorrei ben vedere, i calciatori vincono lo scudetto e noi non possiamo far nuotare dei ragazzini.

In secondo luogo, che si verifica l’evento che se uno di loro vince la gara individuale, non essendo italiano non vince il titolo italiano – bella scoperta direte voi – ma viene premiato lo stesso. In più oltre a lui, tutti gli italiani dal primo al terzo.

Se ricorderete in un articolo tempo fa avevo scherzato sul fatto che avremmo avuto ventiquattro premiati, perché le staffette con uno straniero erano equiparate. Beh non ci siamo andati distanti e la foto del podio della 4×100 stile Junior femmine lo dimostra. Ben venti atlete premiate, di cui dodici sul podio del bronzo. Una vera pacifica invasione, altroché! Non essendoci posto sul podio, le ragazze hanno optato per una formazione Supersayan alla Dragonball. Comunque tutto è bene quel che finisce bene e alle 22.45 la premiazione è terminata.

Aspettavo qualche reduce dalla Corea – lo so, detto così fa brutto – ma il Day 1 è stato quasi avaro. Tranne che per i 200 stile, dove gli staffettisti non hanno scherzato. Stefano Ballo approfitta del suo momento di grazia e conquista quello che a tutti gli effetti è un titolo italiano assoluto, anche se poi non lo è.

Marco de Tullio è reduce anche lui, e il suo 1’48”00 non è niente male. Soprattutto come lo ha fatto: 53”25 – 54”75. La 4×200 comincia a far gola a tutti, credo.

Zero record nella prima giornata. Ad andarci vicino vicino al staffetta dell’Insubrika, a pochi decimi dal primato italiano della 4×100 stile Cadette. Per il resto, poco da segnalare.

Di Pietro ritorna a colpire nei 50 stile. 25”3, niente di eccezionale. Ma considerato lo stop, neanche così male.

Crederci sempre, mollare mai“.
Il motto della ragazza deve essere questo. E dai e dai alla fine qualcosa viene fuori. E infatti ieri Alessia Capitanio da Trieste porta alla sua squadra il tricolore Senior dei 400 misti tenendo dietro la Trombetti allo sprint. Quarta la gemella Gaia, altrimenti sai che festa sul podio e gossip alle stelle.

Crederci sempre, mollare mai parte due.
Giovannoni Ivan, 7’59”08, primo tempo della manifestazione, meglio di De Tullio e  Acerenza, ma soprattutto tempo limite dei Mondiali Junior di Budapest.

Le gare della prima giornata si concludono con il buio (nel senso di notte). Mai credo di aver visto finire le competizioni di nuoto verso le nove. Un altro segno di avvicinamento al salvamento, dove finire alle 20,30 è un’opzione tollerabile.

Luca Rasi ufficializza la nostra percezione che le ragazze sono più concentrate. Il record dei cartellini persi, nella prima giornata, è dei maschi.

Dopo le Universiadi, in cui si è sbizzarrito nei commenti, torniamo al sobrio e più pacato “Tempi e classifiche confermati. E ora, passiamo al Day 2.”